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  • #2664831
    henry angelhenry angel
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    https://i2.wp.com/www.fumetto-online.it/images/fumetti/COSMO%20EDITORIALE/cosmo-editoriale-evil-empire-m3-3-almanacco-cosmo-17-cave-canem-77789000030.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    EVIL EMPIRE ( 3 di 3)
    Ed. Cosmo. 96pp., a colori. 4,90€.
    Testi_ Max Bemis / Disegni_ Victor Santos.
    L’albo apre con una larga parentesi semi decontestualizzata , dove un artista musicale ( stessa occupazione della leader dei nuclei di Resistenza …) ripercorre la sua ondivaga carriera tra underground , grandi etichette discografiche ed autoproduzioni in un sali scendi di popolarità dettato da inquietudini caratteriali ed adesione agli eccessi drogastici, toccando un apice di lucida follia distruttiva in contemporanea all’ascesa Amministrativa
    del Evil Empire con la legalizzazione di qualunque nequizia; diventata infine solo un’altra forma di tacito conformismo, capace d’ingabbiare anche chi, come lui , aveva sempre cercato la provocazione eversiva un’anarchia che ora, a disposizione di tutti, vibra di falso.
    Ritroviamo poi La Resistenza; ai minimi termini, spaccata e disarticolata, alle prese con un lungo processo di ri organizzazione, dando sostanzialmente campo libero al Presidente Usa a scardinare a livello globale ogni residuo di eticità o di senso di appartenenza collettivo. Questo costringe gli avversi al suo piano ad escogitare una mirata e risoluta contro offensiva , mettendo in conto l’estremo sacrificio…
    Il meccanismo narrativo che chiude il ciclo di “EE” si rifà abbastanza esplicitamente a dinamiche alla “Star Wars” rasentando qualche faciloneria ed addossando un finale “aperto” (per me…) sbrigativo e non del tutto comprensibile; molto violento e sanguinolento.
    Il ritmo è serrato dalla valida capacità affabulatoria dei dialoghi , citazionismi e colloquiali, ed affrettato verso il finale da brutalità graficamente sovraccariche , sature cromaticamente e spaginate a scardinare la gabbia delle tavole. In accordo i disegni sfoggiano uno stile indie pop non distante da un Massimo Giacon o da un Dr. Pira ma “imbrattato” da spugnature di emoglobina, in una coerenza al background dei protagonisti del fumetto che lascia qualche handicap di comprensibilità e nitidezza sul tratto, spessorato ed affatto ingentilito; magari a sdrammatizzare testi impertinenti nel lambire ideologismi assai scriteriati. Una buona mini serie, forse un po’ in calando nelle parti conclusive.

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    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    #2665077
    henry angelhenry angel
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    https://i1.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/41f-2UoqAyL._BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    CRIMIMNAL 3 Morti e morenti
    Testi_ Ed Brubaker / Disegni_ Sean Phillips / Colori_ Val Staples.
    Panini comics. 96pp. , a colori. 12,00€.
    Il crimine come tara ereditaria che procede nella generazione dei figli , impegnati ad essere all’altezza del cattivo esempio dei padri, per quanto inesorabilmente i tempi ed i modi si plasmino in un sempre più veloce cambiamento. Retro datato al primo lustro degli anni ’70, il terzo volume si permea di tre storie sulla generazione genitoriale, ballando sul destino degli incontri fatali con una giovane e desideratissima ragazza afro americana , capace di scompaginare i sensi di molti uomini , ma pure di perdersi col sentimento più genuino nei confronti del figlio (bianco) di un Boss, in cerca di un degno erede ma non certo di una nuora di colore , anche troppo “intraprendente”. Il Capo clan ha certo il mezzo di servirsi di gente che non può rifiutargli “favori” , sebbene non immunizzata dal fascino della donna ,che dunque aleggia nei destini di tante oscure figure che finiranno a pestarsi i piedi a vicenda .
    Una presenza minore ma costante nella serie e un’altra soprattutto evocata in Criminal 2 hanno qui la loro esposizione biografica, magari a smentire parzialmente l’idea che su di loro si sono fatti famigli e compari, mentre la bellezza d’ebano a loro corrisposta brucia la sua breve e vissuta parabola, per l’incauta durezza di tenere testa agli uomini. Peccato, in “Criminal” chi non muore si rivede…
    Le prime pagine forse smorzano l’entusiasmo con la schematizzata amicizia virile saltata per la comune attrazione verso la pupa, ma la storia spicca comunque il suo volo descrivendo il sottobosco di disperazione malavitosa destinata a convergere con(tro) l’opinabile ritratto di ostentata emancipazione messo in scena dalla ragazza di colore ( e non certo a caso sottolineata nella presentazione di questo arco narrativo, curata da John Singleton). Il disegnatore ha il vezzo di non pulire le linee che fuoriescono dalla cornice delle vignette , pegno di un tratto che sembra gettato con una istintività parzialmente nemica dell’accuratezza , sfumando in ulteriore schematismo nei piani meno ravvicinati.

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    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    #2665185
    henry angelhenry angel
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    https://i0.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/41C3MmXWjeL._BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    CRIMINAL 4 Una Brutta nottata
    Panini comics. 120pp., a colori. 12,00€.
    Testi_ Ed Brubaker / Disegni_ Sean Phillips / Colori_ Val Staples .
    La giostra Criminal (e) di questa ottima serie imbarca un altro dei personaggi che hanno bazzicato la serie da una posizione defilata, facendolo salire agli oneri di una cronaca irta di fatti inconfessabili e realtà equivoche; cavando la massima utilità da mirati tasselli di una storia che rimane con ciò compatta , ovvero verosimile, ossia sorprendente nei suoi cambi di registro e colpi di scena.
    Un vortice emozionale che investe un protagonista “naturalmente empatico” al lettore (per via della sua professione…) : un attempato quasi nerd a cui il destino ha riservato rovesci esistenziali drammatici _ ma non del tutto incontrollabili_ , che gli hanno lasciato la sfiga malinconica di una insonne vita solitaria come disegnatore di una strip a fumetto dal taglio alla Dick Tracy. I toni polizieschi sono d’altronde un retaggio ambientale del suo passato, che lo ha visto anche vittima di un errore giudiziario preso alla lettera per giunta da certi parenti affatto affabili… Il rifugio nella metodicità ripetitiva del suo lavoro viene scardinata dall’incontro con una procace ragazza che risveglia in lui i sensi, l’orgoglio protettivo e l’incoscienza nel buttarsi addosso un nuovo mare di guai…
    Una botta di adrenalina per sentirsi ancora vivi: però il difficile è rimanerlo…
    Racconto intriso di mezze verità da far combaciare con inquietanti supposizioni multiple, coprendo l’angoscia di prevenire reazioni terze, che arrivano comunque ad assediare la tragedia di un uomo quasi ridicolo nella sua inadeguatezza, sebbene nemmeno egli stesso può dire di conoscersi perfettamente (…). Come sperabile la messa in sequenza dei delitti e (possibili) castighi non è piana , col protagonista che, dichiarandosi “fottuto” riesce talvolta a parare i guai salvo magari esserne travolto successivamente a più ondate. In mezzo il trasporto, prima fisico e poi anche sentimentale per la burrosa ragazza , una anti-intellettuale non per questo facile da interpretare. E i tormenti del disegnatore lo seguono nell’immaginaria personificazione del detective dei suoi fumetti a fargli da voce interiore : un espediente che si può avvertire come poco originale ma che invece porta a referto parti spigolose della personalità del suo creatore. In palla anche il disegnatore che, corredato da colori pastosi, lavora con impegno le molte ombreggiature ed è convincente ( vedi la succitata ragazza, maggiormente “involgarita” rispetto all’immagine della cover…) nell’infondere tensione ed affanno nelle espressioni dei vari attori della storia. Magari i particolari in secondo piano non sono sempre rifinitissimi , ma la finezza del tratteggio e comunque i giochi prospettici corretti non fanno pensare ad un segno tirato via tanto per riempire le vignette, qui abbastanza regolari se non aumentate dai tagli stretti. Tutto bello (imho).

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    #2665331
    henry angelhenry angel
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    THE PROFESSOR 2 Revenant
    Erredi Grafiche Editoriali. 96pp. , b/n . 3,50 euro.
    Testi_ Giancarlo Marzano / Disegni_ Francesco Mobili.
    Titolo, ed ubicazione, in Normandia, della storia potranno allertare i seguaci di serie televisive di raffinata fattura, ma a parte il soggetto la sua cerimoniosità ottocentesca rimanda piuttosto al gotico letterario od al buon vecchio cinema di genere che fu (https://www.youtube.com/watch?v=hT_JnFXC6UA )
    Le risorse intellettuali e fisiche di O’ Professore vengono calibrate al minimo della pedanteria , ma l’enfasi data all’azione talvolta accomoda smaccatamente alcune situazioni ( quel piccone dal manico improbabile ; la bara nella fossa ma ancora aperta; quei bracieri che sembrano sistemati appositamente per venire rovesciati…), a ravvivare un incedere che condivide larghe parti di studio e riflessione , forse espanse per coprire la foliazione canonica di un bonellide da edicola. Dove si andrà a parare abbastanza celermente da prospettare che (noi lettori) saremo ricompensati con un colpo di scena sul pre-finale, ed infatti…

    Giocando in trasferta il nostro Prof. con l’aspetto di un Peter Cushing non lascia trasparire aspetti caratteriali delicatamente intimi ed in sostanza si muove come lo Sherlock Holmes degli albi “Weird Tales” sfoggiando l’amicizia con un “Vip” del suo tempo , mettendo a disposizione arguzia e presenza di spirito non disgiungendo la libertà di aprirsi a pratiche scientificamente non tangibili. Per quanto sbalorditivi, i fatti sperimentati tornano a dargli piena ragione (…) .
    Nelle posture anatomiche dove il giovane, classe 1991, disegnatore sembra incerto aiuta probabilmente l’ingombro dei drappi , e con i panneggi che richiamano un’inchiostrazione sostenuta ( i chiaroscuri del camposanto penso vogliano omaggiare maestri della fatta di Mike Mignola e del sempre sia lodato Dino Battaglia). Incoraggiabile comunque l’impegno a cercare il dinamismo delle pose , adattando alla bisogna la gabbia anche verso uno stile più da manga; mantenendosi leggibile pur se la sceneggiatura conta di cogliere talvolta alla sprovvista chi legge facendo erompere il “pericolo” senza preavviso. Per il resto i testi equilibrano il fumetto verso una buona fruibilità, forse nei solchi di una tradizione ampiamente metabolizzata dal pubblico, specie se avvezzo a letture e visioni.


    <img class="d4pbbc-image" src="http://i.imgur.com/CyPGW6l.jpg" />

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    #2665530
    henry angelhenry angel
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    Iscritto il: 25/06/2011

    https://i0.wp.com/www.sergiobonelli.it/resizer/-1/229/true/1480431030133.jpg--.jpg?quality=85&strip=all

    JULIA n.ro 220 L’ Infiltrato
    Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Francesco Bonanno.
    Anche in questo numero l’impellente caso investigativo è recintato da una vicissitudine di casa Kendall, che assume ben presto proporzioni ridicolmente stressanti ( ed è un modo sia per catturare aspetti di costume delle nostre società sia per dare motivazione dell’intermittenza degli impegni che dividono le giornate della criminologa…). Nei testi si cita per esteso , verso la fine, John le Carré, forse a cercare comprensione per una trama letteralmente tirata per i capelli e sofisticata con almeno tre pseudo epiloghi. Il “trucco” per sorprendere il lettore credo consista nel farci concentrare su Julia , “costretta” a cambiare aspetto per rendersi esteriormente irriconoscibile, mentre un altro personaggio chiave della storia ci appare fin troppo inquadrabile nella sua prevedibilità, ed invece (…).
    Il contesto del “giallo” che si viene a creare ( con una prima spiazzante rivelazione…) porta ancora punti alla presa del fumetto sull’attualità; sebbene il realismo venga un po’ sacrificato alle esigenze dell’intrattenimento, che in questa occasione viene rincarato da sparatorie e virili scazzottate; con Julia anche sulla linea di tiro,nella premessa di un omicidio commesso da esecutori professionisti, spero per la disperazione del fidanzato Ettore , oramai abbonato alle trasferte oltre continente.

    Graficamente risalta la bontà delle ombreggiature , che danno corpo e solidità ai volumi sempre ben distribuiti delle vignette , mai dando segno di prolungarsi a risparmio di elementi di quinta, che anzi vengono ancor meglio evidenziati con giochi di luce radente. Peccato (imho) che i ritratti evidenzino una certa fissità non in tutti i casi accompagnata da un’incisiva aderenza ai modelli, perlopiù cinematografici, di riferimento; e sebbene i tratteggi siano delicatamente puliti.

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    #2665536
    UomoCheRideUomoCheRide
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    A me, graficamente, questo “professore” pare un clone del Dottor Who…

    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?

    Spoiler! Mostra
    [IMG]https://scontent-b-fra.xx.fbcdn.net/hphotos-prn1/t1/1653634_10152158727597300_209508872_n.jpg[/IMG]

    #2665874
    henry angelhenry angel
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    https://i0.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51ahMmovixL._SX324_BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    SWAMP THING 1 Al Posto dei fiori
    RW Edizioni. 32pp., a colori. 2,50€.
    Non entro, per mia palese incompetenza (sorry), nelle dinamiche editoriali della DC Comics inerenti al rilancio dei suoi brands e nelle linee narrative che ne conseguono.
    Questo albo _ e qui sta il mio interesse_ riporta ai testi Brian K. Vaughan e principia con una voice off, resa con didascalie ( dieci anni fa erano considerate il vecchiume del racconto a fumetti, ma vedo che sono massicciamente recuperate , e del resto l’autore le usa spesso e volentieri…) che prendono il punto di vista (equivocabile, credo volutamente…) di una madre amorevole ,ma che con circospezione ineffabile prende le distanze dalla figlia, brava studentessa all’ultimo anno delle superiori. La giovane ha una certa passione per la botanica ed un futuro tracciato di matricola ad una Facoltà di medicina; ed ha un tenero rapporto col moroso. La sua migliore amica non potrà permettersi l’università , e dunque i tre si godono gli ultimi giorni insieme , prima di intraprendere i rispettivi percorsi di vita. Durante il fatidico party di fine corso però un evento increscioso scatena la autentica “natura” della neo diplomata …
    Il perturbante dietro ad una famiglia _ stranamente, visti i tempi_ molto coesa, anche dal ricordo passato di difficoltà di salute della ragazza ( non so dire se ha a che vedere con questioni di continuità …) , che poi si trova comunque catapultata in una situazione di dolore a causa dell’unica figlia che ,a proposito (…). Le rivelazioni da soap opera complicata trovano però svolgimento in un quadro di risorse che attinge al fantasy-horror e non si sottrae all’introspezione di temi forti e qualificanti, pur se il corpo centrale della storia è trattato con “solarità” pop e la scorrevolezza dei dialoghi che distingue l’autore , in un primo numero di assaggio che lascia la sensazione di potere esprimere un buon potenziale. Anche se drammatizzati da alcuni pregnanti chiaroscuri, i disegni di Roger Petersen sembrano voler replicare una sensazione di quieto benessere americano middle-class, pure sgargiante nei colori e formale nelle pose , ma sostanzialmente artefatto alla “Wayward Pines” (serie tv). Un po’ quindi in stile manifesto pubblicitario , sottraendo punti , graficamente, però pure alle manifestazioni di violenza.

    In appendice ,di Rotten / Bonaccorso un breve comic satirico ,che si aggancia _se vogliamo_ a S.T. nello sviscerare l’essenza dell’essere (soggetto e verbo) umano.

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    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    #2666067
    henry angelhenry angel
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    https://i1.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/41wIAUr8S3L._BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    CRIMINAL 5 I Peccatori
    Panini Comics. 136pp., a colori. 12,00 euro.
    Testi_ Ed Brubaker / Disegni_ Sean Phillips / Colori_ Val Staples.
    Un anno dopo i fatti di “Senza legge_ Lawless” (Criminal 2). Per sciogliere radicalmente gli obblighi verso il suo Boss, un luogo tenente assume l’investigazione parallela alle forze dell’ordine su una rumorosa catena di omicidi : sciagurati di varia estrazione freddati su un territorio che il suo Capo vuole assolutamente presidiare sentendosi sfidato da qualche nuova organizzazione in cerca di azzannare i suoi mal affari. Le Triadi magari?

    Con la molto pessima idea di una tresca con la giovane moglie del suo Principale ed i tormenti di ex soldato che non vuole ridursi ad uccidere senza problemi, incastrato in un lavoro che discende da casini combinati e subiti dal padre e dal fratello minore , il protagonista deve vedersela pure con un investigatore che vuole riportarlo all’ovile militare da dove ha disertato ; ed assecondare una tigna caratteriale che gli impedisce _ dopo troppi trascorsi_ il menefreghismo.
    Ed Brubaker modula dialoghi secchi e mai propensi al lambiccamento letterario, sebbene getti delle esche filosoficamente succose, facendo convergere ,con maestria , nel completamento della storia i titolari di tutte le sotto trame. Possiamo fiutare la pista mandataria delle esecuzioni con un certo anticipo, e perciò la domanda assillante non diventa il “chi” (…ha ucciso) ma piuttosto il “come” (…il sicario riuscirà o meno a consegnare il suo incarico salvando la pelle) della vicenda, risolta compiutamente con poche sbavature logiche, se accettato l’assunto iniziale , peraltro crudele, di una degenerazione urbana cristallizzata ed invalicabile perfino da chi vuol dirsi onesto od estraneo.
    Quando possibile in calce alle tavole viene lasciata una vignetta muta ma eloquentemente illustrata , in numero fino a dieci con esclusiva propensione ai close up di taglio verticale. L’enfasi data ai copiosi versamenti di sangue viene “contestualizzata” da scelte di illuminazione tangente ed effetti grafici anti naturalistici , mostrando la corda di una certa ripetitività somatica , ulteriormente evanescente nei totali e nei campi lunghi che _anche se almeno in un caso la scarsa riconoscibilità di un comprimario è elemento integrativo alla suspense_ essudano una qualche approssimazione di controllo del segno (imho).

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    #2666301
    henry angelhenry angel
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    JOHN TIFFANY ( Editoriale Cosmo)
    Storia completa a colori. 110pp., 5,20€.
    Testi_ Stephen Desberg / Disegni_ Dan Panosian.
    Lui, John Tiffany, è un bellimbusto che sguazza negli agi con spiccata e disinvolta predilezione per automobili ed escort first class; in giro per il mondo mettendo sul mercato ( informalmente anche per Enti statali…)la sua spavalda capacità di stanare vivi ( od alla peggio morti) fior di screanzati che stanno in uggia alla marcia delle potenze politico-economiche mondiali e turbano la pubblica opinione ( specie quella su cui si appoggiano gli affari…). Il Clan superstite della sua ultima commessa di lavoro gliela giura mettendo sulla sua testa una taglia di 800.000 $, rendendolo un “cacciato” suo malgrado. Qualcuno che sembra essergli molto vicino lo ha venduto , ed in troppi sanno dunque dove trovarlo per fargli il trattamento che del resto negli ultimi dieci anni ha riservato ai bersagli del suo ameno lavoro.

    Gettati i semi per mietere nuove stagioni di avventure ( però il fumetto è fermo dal 2014; in origine editato da Dargaud-Lombard s.a.), è un veloce frullato d’azione con spacconate da “Ultimo Boy scout” e supporto informatico da remoto in viva voce ( ad ampliare la quota di dialoghi tra l’ironico brillante ed il concitato), calzate da un personaggio infine spettinato da una fin troppo esibita fighettitudine. Tutto abbastanza sopra le righe a cominciare dalla caratterizzazione spinta dei comprimari , stile telefilm americano con protagonisti al minimo eccentrici-genialoidi, e qualche punto sensibile per non farne degli str***i integralmente irricevibili. Non mi è parso _nell’intonazione generale del comic_ un difetto che le questioni “taglia” e soprattutto “tradimento”siano trattate e concluse ad intermittenza , immolate alla “ciccia” di una storia che chiede piuttosto di contare i caduti e vedere come il JT se la sfanga, magari incrinandosi al sentimento _una volta tanto_ per una Peccaminosa ( xD ) dell’est.

    Buona mano e certosina pazienza nei dettagliatissimi disegni , declinati in molte diverse soluzioni di formato delle vignette , cercando una precisione elegantemente non asettica , con una tratteggiatura a conferimento di un senso di vissuta e spigolosa matericità.

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    #2666482
    henry angelhenry angel
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    https://i0.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51rz3ERs-YL._SX328_BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    REVIVAL 3 Un posto lontano
    Saldapress. 144pp., a colori. 14,90€.
    Testi_ Tim Seeley / Disegni_ Mike Norton / Colori_ Mark Englert.
    Pagando pegno ad una certa staticità di fondo , gli episodi che compongono questo terzo tomo vanno a puntualizzare i rapporti personali e/o lavorativi che passano , conflittualmente, tra i personaggi e fanno da ponte ai successivi ( già raccolti e disponibili in un volume quattro). Inoltre , retrocedono ad alcuni burrascosi avvenimenti trascorsi dando conto del quadro psicologico su cui impostano l’agire compromissorio dei protagonisti coinvolti. La sceneggiatura “congela” alcune sottotrame dei precedenti capitoli, che pure sembravano assillanti, ma rispolvera i primi due “risorti” ( vedi R. vol. 1) nelle persone di un non identificato ustionato grave ( da cremazione!) e di una bambina . A quest’ultima, con una “necessaria” evasività viene riferito l’interrogativo che pareva più ovvio da fare ad un “resuscitato ( 😉 ) investendola di tratti psico-analitici forse esasperati per una bimba della sua età; facendo il paio col coetaneo con mamma Sceriffo ( con la “scusa” di un infante super sensibile ed intelligente). Il grande ustionato invece si presta al mistero sulla sua identità, e non è una semplice comparsa ma il vertice apparente che ha parte nella tresca tra il Prof. e la sorella della Sceriffo , immemore assassinata e risorta anch’essa, in incognito. Il cerchio dell’azione è d’altronde geograficamente circoscritto e i protagonisti “incocciano” tra loro , anche a causa di pregresse storie che, nell’eccezionalità del momento, prendono pieghe ricattatorie e fanno deflettere i “giusti” dalla misura etica , mentre gli “spregiudicati” in molti sensi “passano il segno”. Un bisticcio più avvincente comunque delle trame di crisi coniugali , che al momento declinano in forte convenzionalità. Arrivano nozioni a disambiguare la compresenza degli “esseri luminosi” nei dintorni di Wausau e vengono lanciati segnali di un certo allarme sulla tenuta fisica e psicologica dei ritornanti, sempre più seriamente destabilizzanti d’altro canto anche per chi è rimasto a ri-accoglierli. Con la lodevole eccezione del sangue i colori sono smorti , a supporto di disegni senza infamia e senza lode.

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