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  • #2666748
    henry angelhenry angel
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    https://i1.wp.com/www.fumetto-online.it/images/fumetti/COSMO%20EDITORIALE/cosmo-editoriale-boys-vagabondi-cosmo-serie-rossa-51-il-sangue-del-mississippi-78809000000.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    O’BOYS ( Editoriale Cosmo)
    Storia completa. 192pp. , b/n , 5,90€.
    Testi_ Steve Cuzor , Philippe Thirault e Stéphan Colman / Disegni_ Steve Cuzor.
    L’America rurale del ’35, negli Stati bagnati dal Mississippi , prostrati dagli anni della grande depressione ed osservanti di un inscalfibile o quasi segregazionismo. Un distillatore di torci budella tiranneggia i suoi due figli appena che adolescenti Tom e Hucki Finn (!), costringendoli a separarsi per scappare da lui. Il più giovane, Huck, mosso dalla passione per la musica “proibita” dei “negri” (cit.), il blues, si lega ad un ragazzo di colore aspirante artista, Charley Williams e sfida la durezza dei suoi tempi per ritrovare il fratello maggiore ed avere la pace di una vita più giusta e migliore. Ma la terra bruciata che cercano di mettere dietro a loro e diversi passi falsi lungo l’accidentato e lungo cammino rischiano di portare al fallimento i loro intenti, ma mai di scardinare la loro “strana” amicizia…
    Una epopea degli ultimi, tortuosamente percorsa sulle lunghe tratte fluviali e ferroviarie ( prese a scrocco, of course) col miraggio del polmone verde , la California agricola in cerca di manodopera salariata e lo svoltare con il successo discografico e radiofonico , in una lotteria che attira i talentuosi quanto i disperati in accumulo con la crisi economica , magari incubatori di qualche strana idea anarco-sindacalista…

    Oltre che essere fuggiaschi dalla (presunta)giustizia , i personaggi del fumetto non possono sottrarsi alla competizione per il sopravvivere e questo dona alla sceneggiatura quei toni di crudezza che fanno rifuggire ogni classificazione di “buonismo” che potrebbe richiamare l’oggettiva e vasta indigenza del quadro sociale; fatto comunque da individui, spesso brutti , sporchi e cattivi (…e pure drogati…). Non cambieranno il mondo , ma si faranno un fardello di esperienze, belle e tragiche, che per un po’ saranno felici di sgravarsi magari col valido aiuto di qualche amico seguace del blues ma almeno ricco di famiglia 😉 .
    Al lordo di testi non molto asciutti la parte grafica promette e mantiene uno sguardo aperto sui larghi spazi e carico di dettagli sul brulichio metropolitano, indirizzato sui bassifondi ed alla marcata caratterizzazione negroide dei bluesman ( hobos, carcerati, prostitute…), mentre Huck è un quasi paffuto , incongruo (?) biondino. La trama gialla assicura i suoi colpi di scena , senza stressare oltremodo plausibilità e tenuta temporale. Carino.

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    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    #2666916
    henry angelhenry angel
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    https://i1.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/61VigCZbYFL._SX327_BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    REVIVAL 4 Fuggi In Wisconsin
    Saldapress. 164pp., a colori. 14,90€.
    Testi_ Tim Seeley / Disegni_ Mike Norton / Colori_ Mark Englert.
    Tra le più stranianti interpretazioni dei fatti di Wausau e dintorni , in attesa di una “spiegazione” ufficiale delle autorità federali , si è fatta largo l’idea che le resurrezioni della carne siano trasmissibili con la consumazione antropofaga (!) di parti umane reperite sul posto (!!). Alla richiesta di mercato (!!!) fanno fronte una banda famigliare di contrabbandieri, con base in un locale affittato dall’ignaro ex marito della Sceriffo …
    Il volume ha in appendice un episodio fuori continuità che ospita il protagonista di un altro fumetto , “Chew”; ma è apprezzabile (imho) per le propaggini narrative ricavate , tra altre, dalla situazione macabro-surreale descritta sopra, che coinvolge la famiglia della donna di Legge, con risvolti inconfessabili che perciò la mettono in grave difficoltà sul piano del dovere deontologico, costringendola peraltro a condividere le sue ansie con persone a lei vicine ed esponendosi lei stessa al pericolo di essere denunciata , ovvero passibile di ricattabilità. La sorella minore, che ha parte nella vicenda, deve altrettanto gestire da sola degli strani (per lei, una “risorta”…) problemi fisici e fare chiarezza , anche suo malgrado, sui suoi sentimenti. Si avvicinerà ad un coetaneo che , nella stessa condizione, sfrutta (sic!) la quasi invulnerabilità acquisita per propagandare in rete discutibilissimi video con “prodezze” pericolose . Una “ubriacatura” da improvvisa celebrità che mette invece in crisi la giovane giornalista di origini vietnamite che ha visto per prima i “risorti” e di seguito altre spiacevoli cose , dentro una comunità piccola ma irta di opache problematiche. Bugie e segreti che non risparmiano nemmeno quello che era già prima, in piccolo, il “vip” di Wausau : un vecchio salutista autore di manuali sulla conservazione psico-fisica della terza età; ed un altrettanto anziano ( con insospettabile passato da regista cinematografico minore…) ultraconservatore anarcoide, che sobilla un gruppetto di seguaci a forzare (paradossalmente, a modo loro) l’isolamento imposto dal Governo.
    Una vasta connessione di trame ( e ce ne sono ulteriori…) che produce altri e nuovi collegamenti _ ovvero nuovi protagonisti_ anche fermando bruscamente la corsa di pedine di primo piano immesse dall’inizio nel flusso della storia. Dunque , il tallone d’Achille della banda di “spedizionieri di cadaveri” ( dati al momento irreperibili) torna a tormentare la Sceriffo nella persona di due agenti FBI che li stanno collegando alla presenza di un “risorto” intercettato a NYC , una vecchia conoscenza che la “testarda campagnola” in divisa e distintivo dovrà affrontare in trasferta , lontano dal figlio. Qualche passaggio in stile soap-opera e qualcosa di ri-copiato , ma in genere la lettura scorre bene, pure con “bella cattiveria” nei dialoghi.
    I colori pastellati impregnano le tavole rendendo quasi più evanescenti i disegni , comunque puliti e standardizzati sulla gamma dell’allerta drammatica , perlopiù.

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    #2667274
    henry angelhenry angel
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    https://i1.wp.com/www.shockdom-store.com/800-home_default/quando-c-era-lvi-vol4.jpg?quality=85&strip=all

    QVANDO C’ERA LVI 4 ( di 4)
    Shockdom srl. 32pp., a colori. 3,00€.
    Testi_ Daniele Fabbri / Disegni_ Stefano Antonucci / Colori_ Mario Perrotta.
    In sede di scrittura satirica questa quarta ed ultima parte ( che andrà a comporre anche un volume unico da fumetteria…) non si lascia scavalcare dalla stretta attualità, lambendo perfino l’elezione del Presidente Usa Donald Trump. Sul pezzo dunque, con una spiccata propensione a ridimensionare le cosiddette teorie “Gender”, con una veemenza che lega alcuni aspetti delle trame precedenti. Gli autori paiono consci che il populismo mediatico attecchisce anche presso espressioni della sinistra autoritaria e si riservano un finale abbastanza cerchiobottista , non paghi però di aver prima trasfigurato il Duce _ ormai incontrastato operatore di successo dei vecchi e pure nuovi canali di comunicazione di massa_ in nuovi spregiudicati trasformismi. Puntato il nemico, il “gender” appunto, e fabbricato un incidente ( ben riconoscibile parodia di suggestioni cronachistiche…) la ir-resistibile ascesa del clonato mestatore fascio trova la “naturale” alleanza nel becerume da web, qui però non rappresentato da ottusi anonimi ma dagli “influencer” più in vista della comunità digitale italiana ( un plauso dunque per non aver ciccato i bersagli grossi in favore di non meglio definiti “webeti”), una mucillaggine che inquina il senso critico consegnandosi al qualunquismo, ma con l’accessoria convinzione di aver esercitato un dirimente potere di ri-allineamento alla “realtà” tramite il percettore del mandato popolare, che però agisce di fatto rispondendo solo a se stesso. E neppure l’iniziale sconcerto per “l’imbarbarimento” della razza italica _ continuano i creatori della mini serie_ trattiene dalla “nuova” eterodossia generazionale consacrata alla Patria…
    Non poco, per un fumetto di marca umoristica 😉 .
    Anche se provvista di momenti splatter , l’escursione cromatica pare acconcia ad un comic pre scolare, con tratti di deformazione nei disegni, impegnati in caricature stilizzate di ben conoscibili vip’s. Decisamente e prevedibilmente sacrificati gli elementi di sfondo.

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    #2667932
    henry angelhenry angel
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    https://i0.wp.com/www.fumetto-online.it/images/fumetti/COSMO%20EDITORIALE/cosmo-editoriale-noise-cosmo-serie-nera-24-il-rumore-della-fine-78808000000.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    THE NOISE ( Ed. Cosmo)
    Il “primo ciclo” di un fumetto italiano indipendente ereditato da “Ora Pro Comics” ,sceneggiato da Pietro Gandolfi e disegnato da un team capitanato da Nicola Genzianella. In b/n e toni di grigio ben 160 pagine che non quagliano una storia , ma sono la ripartita proposizione di un “mistero misterioso” piombato sulle amene vite di un gruppo eterogeneo di personaggi ( salteranno fuori parentele che peraltro aggiungono pochino all’intreccio complessivo), nella forma acustica di un fastidioso “rumore” che a molti causa perdite emorragiche ed impazzimento (?) violento. Seguìto uno schema immutabile : vita quotidiana / stravolgimento uditivo/ fuga per la sopravvivenza / ripensamento , ricerca parenti, nuova fuga. Per gradire c’è anche un serial killer che squarta le tipe a prescindere ed un moccioso sbarellato mica da ridere…
    Tolti i neurodeliri dell’omicida ad oltranza e i pipponi dei cronisti radio e tv durante i febbrili notiziari , i dialoghi viaggiano discretamente fluidi ; e pure diradati nell’aprire il campo a turpitudini sanguinolente , ma lasciando _a ben vedere_ gli sconvoltoni da rumore su un piano di attenuata pericolosità effettiva. Il tutto dunque forma un gigantesco “primo atto” che conclude l’intero fumetto prima di averlo fatto decollare : sperando che lo sceneggiatore sapesse dove andare a parare direi che ciurlare nel manico ha abortito un’opera tronca ed all’oggi largamente incompiuta.
    Genzianella è una colonna di “Dampyr”, ma nei momenti di statica ordinari età sembra stare disegnando un fotoromanzo,nel suo stile bello piallato e preciso ( un po’ troppo squadrati gli automezzi…). Francesco Francini, Paolo Antiga, Andrea Cucchi e Luca Panciroli spaziano da impostazioni stilistiche simil pittoriche e imitative ( Dall’Agnol) , con un tentativo alla Bill Sienkiewicz se possibile ancora più soffuso nei toni di grigio. Costa 5,50 euro, e la tag “storia completa” grida vendetta :-p . 

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    #2668296
    henry angelhenry angel
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    https://i2.wp.com/www.badcomics.it/wp/wp-content/uploads-badcomics/2017/01/giacomo-bevilacqua-1.jpg?w=984&quality=85&strip=all

    SMETTO QUANDO VOGLIO MASTERCLASS ( Rcs Medagroup s.p.a)
    Albo a colori. 32pp., formato 17×21 ; 2,50€. Con foto promozionali e contributi redazionali (scede degli autori, dei personaggi ed introduzione del regista Sydney Sibilia ).
    Un one shot che fiancheggia il film omonimo di imminente uscita, prendendo corsie narrative immagino abbastanza autonome, seppure alcune battute dei testi riprendano fedelmente cose già sentire nel trailer . D’altronde il linguaggio aulico o molto tecnico-specialistico si presta naturalmente al mestiere della parodia, e questo fumetto vuole appunto assolvere ad un intrattenimento umoristico spesso basato su iperboli verbali . Il nucleo tematico del comic tuttavia tocca un impianto prettamente grafico e lusinga l’autore dei testi, Roberto Recchioni , tanto ad auto citarsi ( “John Doe”)quanto a consegnare un limpido ( o pedante, secondo i gusti…)messaggio edificante da pubblicità progresso. Gioca in casa facendo filotto con alcune delle pagine più divertenti di “Nirvana” e ( secondo il soggetto; non ho ancora potuto leggerlo…) “Volt” nell’ambientare la storia sulla riabilitazione della “banda dei ricercatori” che ha occasione di sanare le sue pendenze penali aiutando la polizia italiana ad individuare sostanze stupefacenti ancora non bandite, ovvero “tecnicamente” legali (…quello che praticamente facevano per loro stessi nel film “Smetto quando voglio” mettendo a frutto in qualche modo le ,altisonanti ma non proficue sul piano alimentare, rispettive lauree…)nel mondo dell’editoria a fumetti. Particolarmente, nella branca più nerdizzata delle variant cover da fissazione collezionistica ( questo stesso albo ne ha quattro 😉 ) e dei suoi irriducibili adepti. Non bastasse , il RRobe sfonda l’ideale “quarta parete” e gioca sulla consapevolezza dei suoi protagonisti di essere fumetti, che difendono il loro status anche al cospetto dei detrattori del mezzo ( la fisicità cartacea dei “giornalini” veicola la droga, tipo francobollo di LSD [xD] ed offre modo di stuzzicare fumetterie ed edicolanti…), a cominciare dal villain della storia, che in verità si risolve in una non molto originale epifania.
    La colorazione rischiarata tipo “corredino del pupo” ha le sue sottolineature nel tener conto dell’incidenza delle fonti di luce , operata da Giacomo Bevilacqua ( con assistenza di Emilio Pilu) come i disegni,che l’autore confeziona con “insolita” esattezza di taglio e dettaglio, come se fosse conscio di dover servire una platea di lettori da non “disorientare” con un segno meno lavorato e realistico . L’iniziativa strappa il plauso ,ed il perdono di appoggiarsi ad una insistita romano-centricità, non a caso naturalmente.

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    #2668440
    henry angelhenry angel
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    https://i2.wp.com/www.sergiobonelli.it/resizer/-1/229/true/1483004867684.jpg--.jpg?quality=85&strip=all

    JULIA n.ro 221 Nel Centro della bufera
    SBE. 132 pp. , b/n , 3,70 euro.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza.
    Il Tenente Webb, due colleghi poliziotti e Julia in veste di consulente alle indagini devono tradurre nelle carceri del New Jersey un pluriomicida , prelevandolo nello Stato del Montana . Ma , mentre avviano il trasporto su ruote vengono sorpresi da una eccezionale tempesta di neve…A Garden City d’altronde l’allerta meteo mette in allarme Emily, che non riuscendo a comunicare con il gruppo,tenta di smuovere l’attendista Centrale di Polizia . La sua apprensione preventiva diventa ben presto più che giustificata , dato che l’infuriare del maltempo rovina sugli impavidi ( ed un pizzico scriteriati…) viaggiatori e…

    Una vicenda d’azione, con picchi di inusitata drammaticità in cui la tempra dei protagonisti è messa alla frusta da rigori meteorologici che richiedono una estrema ed inventiva capacità di adattamento e cooperazione. Una occasione che obbliga ad un avvicinamento sul piano personale tra la criminologa ed il burbero cop, oltre ad una ridefinizione della personalità del prigioniero, “pericolosamente” ma inscindibilmente latore di iniziative con un fondo di ambiguità pur tuttavia utili nell’immediato a tutti. Impareranno a conoscersi ed a sostenersi reciprocamente ; ed alla fine anche la “Legge” vorrà concedergli qualche informale attenuante. Torna in “Julia” una visione umanistica e spiccatamente liberal , zittendo per cause di forza maggiore l’inflessibilità spassionata dei codici ; cosa che peraltro consente un progressivo cameratismo tra controllato e controllori, fermo restando che l’omicida non può falsare le sue responsabilità , riconducendole però ad una logica che getta ombre e produce collegamenti non superficiali tra le sue vittime. Come dire che “nessuno” è innocente fino in fondo se attinto nel consesso umano fatto Sistema (capitalistico…). Una evidenza che tocca a Julia estroflettere da altrimenti facili ed ottuse conclusioni , non prima di aver subìto violazioni in corpo (femminile) ed anima, durante una estesa sottotrama che coniuga introspezione psicologica e dura lotta di sopravvivenza .
    Ottimo il lavoro del disegnatore, chiamato a rendere momenti di “spettacolarità” catastrofica e di esposizione alle intemperie, mescolate alla familiarità di Garden City ( inside jokes : non distintamente si intravvede la mitologica moglie del Stg. Irving; un dialogo stridente in cui la nonna di Julia divide Alan Webb ed Ettore…). Perfino aggraziato il ritratto di Emily, dei suoi figli e dei personaggi afroamericani , incisi da un segno solido e compatto nello stendere le chine senza andare al risparmio dell’espressività delle posture e della resa dei particolari ( anche non comuni, dato il contesto…), filtrati e talvolta piegati ( vedi l’accuratezza delle capigliature al vento gelido…) alle inclemenze del tempo. Non uscendo dalla gabbia by Bonelli una bella lezione di come si possa comunque variare costantemente i punti di vista per vivacizzare le tavole e servire la drammaturgia della storia. Albo intenso e ben fatto da ogni punto di vista (imho).

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    #2668552
    henry angelhenry angel
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    https://i2.wp.com/www.mangaforever.net/wp-content/uploads/2017/01/Antartico.jpg?w=476

    ANTARTICO ( Editoriale Cosmo)
    Storia completa. 144pp., b/n , 5,00€.
    Testi_ Jean- Claude Bartoll / Disegni_ Bernard Kolle.
    Tra i mari, nel 1909. Un giovin capitano belga di tonnara, lavora con scrupolo per il suo armatore, un francese ,ed ama riamato la di lui figliuola. I progetti di matrimonio della coppietta però sono troncati da un drammatico avvenimento, che esilia il marinaio fino a fargli prendere un ingaggio navale per una spedizione norvegese che ha l’intento di svernare calpestando il centro del Polo Sud. Una impresa la cui primogenitura è contesa dalla equivalente iniziativa di un equipaggio inglese, che ha tra i suoi ufficiali un cugino della ragazza, decisa a non protrarre ulteriormente l’involontaria separazione col suo promesso sposo…
    La storia è impastata di evidenze storiche e di un sentimentalismo irrealistico sul piano fattuale, risolto in un oblio che pure mi sembra alla fine abbia formato un epilogo amaramente riuscito. Fin troppo usurata la parabola umana del capitano innamorato, che precipita in una esperienza mai sperimentata divenendo un cardine insostituibile di una avventura estrema, esigente un alto prezzo a persone ed animali. Inizio un po’ macchinoso che entra nel vivo dopo parecchie pagine ; infittite di dialoghi , invece ben più asciutti nel proseguo della vicenda, dove “parla” l’insidiosa maestosità del continente antartico, inospitale e decimante. Nel mentre delle operazioni preparatorie la “love story” a distanza sembra essere (imho) un tirante emotivo opzionato per staccarsi dalla ruvida cronaca dell’impresa virile e cavalleresca, tra antagonisti signorili ma disposti “per la gloria” a spingere al limite (in)valicabile le umane forze, loro e dei compagni.
    L’enfiagione di larghe bocche , quasi un Jack Kirby ingentilito da Milo Manara è la costante anatomica dei disegni, che altrimenti dispiegano una notevole perizia e cura “ingegneristica” nel riprodurre navi e mezzi tecnici in generale, fondendovi l’esuberante apporto di cani da slitta ed equini da soma , impiegati in quantità e distribuiti con bella resa “scenica” nelle vignette.

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    #2668677
    henry angelhenry angel
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    https://i2.wp.com/www.fumetto-online.it/images/fumetti/COSMO%20EDITORIALE/cosmo-editoriale-grandi-maestri-gli-albi-della-cosmo-14-alack-sinner-m4-76860000070.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    ALACK SINNER_ L’Età dell’innocenza ( 1)
    Ed. Cosmo. 176pp., b/n , 5,90€.
    Testi_ Carlos Sampayo / Disegni_ José Munoz.
    Raccolta integrale e cronologica, nel divenire di prossime uscite mensili, basata sui materiali editi da “Alter Linus” a partire dal gennaio del 1975 del fumetto poliziesco omonimo, ambientato a NYC ma realizzato da due magistrali autori argentini, all’epoca riparati in Catalogna dalla pesantezza della situazione politica nel loro Paese.
    L’afflato liberal e giustizialista ( qui usato come termine spiccatamente garantista…) aderisce alla Grande Mela nelle veci del Sudamerica e presta le ancora consistenti sperequazioni di carattere etnico e socio-economico che si stratificano nelle poco comunicanti comunità cittadine. Trasversalmente a… Tutto, il detective privato AS appoggia un disincanto d’ordinanza, robustamente motivato da un ‘amarissima esperienza in polizia, diluita sul lungo passo pure da un certo gigionismo auto-ironico compiaciuto , direttamente sversato sul lettore , imperniandolo di alcuni “tormentoni” ricorrenti. In questo primo volume entrano sei storie, dunque abbastanza asciutte da non perdersi in rompicapi troppo dispersivi ma _se si ama il genere_ dotati di capacità una affabulatoria ugualmente drastica negli snodi delle trame e quasi “ipnotica” nell’invogliare a farsi seguire. Tra botte, bevute , sigarette (troppe) e sparatorie ( ma Sinner non ha occasione di stendere alcuno…), i due autori trovano pure il modo di “interpretare” se stessi nell’ultimo episodio, un giallo ambientato nel mondo dell’editoria che si presta ad una critica non manichea sulla visione politica statunitense sotto la torsione dell’ancora guerra fredda.
    Il formato bonellide forse non amplifica al meglio le preponderanti ( e molto copiate)qualità del segno di Munoz , che talvolta preme sul surrealismo e grottesco a scapito della interpretabilità dei contenuti, senza attenuare (anzi…) la presa uniforme dell’inchiostrazione, ma riuscendo comunque a far posto in vignette dal taglio regolare a numerosi elementi scalati in una efficiente imbracatura delle linee prospettiche. Continua…

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    #2669053
    henry angelhenry angel
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    [Nota : nel frattempo ho letto anche il n.ro 04 rivedendo il mio giudizio complessivo. A breve la recensione 😉 ]

    https://i2.wp.com/images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/61FwepyQEAL._SX377_BO1,204,203,200_.jpg?quality=85&strip=all&ssl=1

    MARTIN MYSTERE_Le Nuove avventure a colori
    03 (di 12)L’Arca dell’estinzione. SBE, 96pp., a colori. 4,90€.
    Testi_ I Mysteriani / Disegni_ Sauro Quaglia / Colori_ Alessandro Masumeci e Daniele Rudoni.
    Andandosene con lo schioppo a caccia dalle parti basaltiche di Oristano, alcuni isolani si imbattono nella carogna di un piccolo…Dinosauro “tatuato” (!). Attrezzato di prudenza scientifica ma anche pungolato da inesausta curiosità MM, con Max, vola dunque in Sardegna e ne vede di ogni…
    Sovraccarico mischione di mitologie e leggende spappolate spazio temporalmente ad ogni angolo del globo come a dare un addentellato agnostico tendenza ateismo alle credenze religiose , pur ammettendo portentosi super poteri che deflagrano in botte da orbi e salite di livello dei nemici, tutti insieme a far casino; ma non prima delle dotte disquisizioni del giovin Martin , delle battute ironiche del buon Max e della quadratura della trama per far stare dentro un po’ di robe dei primi due albi.
    Francamente non è un fumetto per me, sebbene non mi spiacerebbe di ritrovare altrove la professionale ed accurata limpidezza del lavoro del disegnatore e dei coloristi, peraltro in linea con le prove dei colleghi che li hanno preceduti.

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    #2669214
    henry angelhenry angel
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    https://i2.wp.com/www.sergiobonelli.it/resizer/-1/229/true/1482933151708.jpg--.jpg?quality=85&strip=all

    MARTIN MYSTERE _ Le Nuove avventure a colori
    04. La Melodia che uccide.
    SBE. 96pp., a colori. 4,90€.
    Testi_ I Mysteriani / Disegni_ Rosario Raho / Colori_ Giulia Adragna e Daniele Rudoni.
    Sono entrato maggiormente in sintonia con lo spirito della serie, ovvero per quello (imho) che appare il portato di novità del progetto di rivisitazione del personaggio ( in dodici numeri) a fianco dello stile avventuroso solidificato made in Sergio Bonelli Editore. Qui è tutto un “dai e vai” di situazioni caricatissime ed iperveloci , che in questo giustificano l’istruita e posata prudenza _ non troppo trattenuta_ del professorale Martin ; con atletica spalla nel ciarliero Max e da questo episodio l’impertinente sfrontatezza di una nuova amica. Un fondo di “Codice Da Vinci” permane nell’intravvedere messaggi occulti sgorgare da opere oltremodo storicizzate, magari “recuperando” parti apocrife occultate all’interpretazione comune e centrifugandole con suggestioni disparate che infine appaiono come assai meno eterogenee di quanto immaginato da “noi” profani. Far viaggiare i neuroni non esenta dal gettarsi in prove fisicamente impegnative e pure pericolose, drammatizzate da “superpoteri” dei nemici ; che hanno il tratto sfuggente dell’ambiguità o la parziale recuperabilità di un nichilismo non ancora totalizzante. Abbastanza problematico riassumere la trama , che principia dai contatti mediatici di Martin , scosso per i fatti della Sardegna ( vedi MM_NAC 03), che incrociano l’attenzione polarizzata da una lolitesca pop star asiatica che…
    Non tradiscono un effetto “carnevalata” i bei disegni, nell’alto livello armonico delle prove precedenti, bagnati da colori che cercano sempre una variazione di tono negli incarnati ed aiutano ad impostare i volumi in maniera convincente anche in pose inconsuete ( vedi la rovinosa caduta del palco musicale, o più tradizionalmente l’ingresso della casa di riposo per musicisti…). Decisamente gradevoli i ritratti femminili. Non malaccio.

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