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  • Un bambino viene rapito , inizialmente non a scopo di estorsione , ma una divergenza tra i sequestratori porta ad una sensibile variazione del piano pattuito.

    Soggetto (scrivono i testi Berardi/ Mantero/ Belli ) molto lineare nel mettere presto le intenzioni in chiaro, rilanciandosi con la pista della richiesta del riscatto, che non aggiunge grandi impedimenti alla trattazione delle indagini ma imprime un senso di affannata apprensione per la sorte del bambino, costretto ad una detenzione subdola più che ad una restrizione punitiva.
    Julia affianca un dispiegamento di ingenti forze investigative , messe alla frusta dal clamore mediatico suscitato dalla vicenda; ma la chiusura del caso avviene integralmente in modo extra-giudiziario , quasi a marcare la distanza dai “sermoncini democrat” (cit.) ed abbracciare un’immediata e sicura punizione , scacciando gli scrupoli del “politicamente corretto” .

    Disegnato da Federico Antinori con levità ma precisione di tratteggio, tradito nelle ultime pagine, passate a Luigi Copello , che ha un segno più “grave” e tendente alla sintesi.

    In breve: a dispetto del tema, poco adulterato dalla fantasiosità, la trattazione mi ha lasciato _imho_ piuttosto un senso di controllata freddezza.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • Il sotterraneo lavoro di reclutamento e coordinamento intrapreso da Rick e Jesus stima in diverse decine le persone adatte ad un combattimento e determinate a scatenarsi contro Negan ed i suoi, al momento propizio.
      Mancano tuttavia delle informazioni sulla consistenza dei loro nemici; e quando il Leader dei “Salvatori” si presenta di persona a Hilltop per depredare la “sua” quota di provviste Rick lo stringe d’assedio, ma ignora che…

      La “logica” generale della serie ci lascia intuire sul medio-lungo periodo un Negan perdente ed un Rick giustiziere, ma intanto Kirkman continua a montare a pressione le umiliazioni tattiche e verbali che deve ingoiare l’ex vicesceriffo con mano mutilata, infine anche soggiogato e “completamente fottuto” dalla rivalsa dell’assassino sociopatico ( pur dotato di una sua ,deviata, coerenza comportamentale) che lo sovrasta anche fisicamente. Un rovescio che mette Rick ed i suoi compagni in una situazione che appare disperata, lasciandoci la curiosità di sapere quali risorse potrebbero essere attivate per toglierli dalla graticola. Compresi gli zombie , ancora in questo frangente abbastanza anonimi e poco incidenti , da far dire al solito sprezzante Negan che le pallottole nel cranio è bene conservarle per le (ormai poche) teste pensanti dei vivi.

      Una scatarrata di parolacce reggono l’istrionismo spiritato del cattivone , mentre il gruppo travasato da Alexandria accarezza la dierzione , si concentra sulla fattibilità resistenziale o semplicemente distende i nervi nei parziali e contenuti momenti di calma.
      Charlie Adlard sembra voler ritrarre perciò Andrea e Michonne più carine del solito, mentre serra le mascelle dei due maschi “alfa” in perenne disfida cagnesca.
      Una parte delle aggiunte redazionali è dedicata al lancio italiano di “Outcast”, altra creatura editoriale di Robert Kirkman.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • Saldapress, 72pp., b/n, prezzo lancio 1 euro.
        Co-firmato con Paul Azaceta, disegnatore alla David Mazzucchelli versione commerciale, il nuovo di Robert Kirkman.
        Laggiù nel rurale West Virginia, lo sciatto, larvato e trasandato giovane uomo Kyle Barnes si è auto esiliato in casa_ diventata un mezzo porcile_ per scontare le sue pene. Tenta di trascinarlo fuori dalla sua abulia l’energica sorella adottiva, moglie di un policemen che diffida di lui , che ha una pendente accusa di violenza privata contro moglie (separata) e figlia; oltre ad un complicato rapporto con la madre,ora in coma vegetativo. Il pastore locale, alle prese con un caso di “possessione” presso una famiglia di suoi ferventi fedeli, chiede a Kyle di attivarsi per l’infelice, un bambino, riconoscendo in lui capacità non convenzionali di approcciarsi e contrastare ostili forze ultraterrene. Non di buon grado K. Si presta ai rituali del prete, ricevendo dal “bambino” lapidarie informazioni sulla sua natura di “Reietto” destinato ad associarsi alle presenze demoniache che lo reclamano. Svegliandosi dal suo torpore, l’uomo comincia anche a rivedere alla luce di ciò il suo traumatico rapporto con la madre, ed a cercare di discolparsi e ricucire il rapporto con la moglie. Ombre sinistre cominciano contemporaneamente ad allungarsi su di lui…

        Dichiarando un debutto americano da record di vendite, il fumetto arriva a noi nella veste di un bonellide bimestrale, appositamente trattato ed ottimizzato dal disegnatore per la resa in bicromia dall'originale a colori . Il lettering è leggermente oblungo e i contenuti non adatti ai lettori più piccoli, muovendo anche subito un linguaggio ben poco creanzato, a supporto di situazioni orrorifiche. C’è il religioso (un po’ filosofo , un po’ mistico , un po’suscettibile di moderati vizi..) ed il laico protagonista , uno di quelli tirati nei casini per i capelli ma che poi si rivela (rivelerà?) perno centrale di qualcosa di apocalittico. Premesse dunque piuttosto convenzionali, sviluppo svelto, probabilità di allargare l’orizzonte della vicenda. Ferma l’intenzione dell’autore di intrattenere senza voler “convertire” alcuno sull’argomento esorcistico. Grado d’interesse, imho, prudente.
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • Storia completa a colori; 128pp.; 5,90€.
          Testi : Denise Bajram e Valérie Mangin. Disegni di Jean-Michel Ponzio.
          Una imprenditrice dalle sconfinate risorse economiche assolda alcune delle più brillanti personalità nel campo scientifico ed aereonautico per intraprendere un “viaggio” che le permetta di recuperare suo figlio, vegetante in coma da ormai un decennio.

          Illustrato e colorato in uno stile iper- realistico il fumetto scansa l’ effetto da “fotoromanzo” in considerazione delle ambientazioni fuori da ogni consuetudine e dalla espressione della nona arte attraverso una composizione della gabbia aperta a diversificate soluzioni figurative.
          Non volendo qui spoiler are alcun aspetto caratterizzante del soggetto , lasciato sguazzare nella fantascienza dei “tachioni” e della “decoerenza quantistica”, accenno solo che abbraccia un ben nutrito campionario del cinema di genere , a cui saccheggia anche l’espediente drammaturgico di assemblare un equipaggio di caratteri iconici, superlativi ed opposti.
          Vengono sfiorate tematiche vertiginose, risolte salomonicamente aqquartierando con pari dignità diverse sensibilità umanistiche e trascendentali.
          Conclusione letteralmente apocalittica; quasi un prequel di un filone all’oggi particolarmente fortunato.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • Panini Comics , 64pp., b/n, 2,90€.

            Due sole uscite per la conclusiva “terza stagione “ della serie ideata dai Paguri, ovvero lo sceneggiatore Emiliano Pagani ed il disegnatore Daniele Caluri (inker Bruno Cannucciari).

            Antefatto: con il DNA estratto da reliquie religiose il Cav.Catenacci, infelicemente (sentimento ampiamente restituito…) quasi suocero dello zingaro Ramiro Tango, ha fatto approntare un esperimento per clonare i Santi, allo scopo di ingraziarsi il Vaticano e ricevere il “miracolo” di guarire dai suoi handicap fisici.
            I risultati sono scoraggianti perché in genere escono normali animali…Credendo di aver fatto l’acquisizione definitiva ( la Sacra Sindone!) viene invece generata una “copia” dell’ispettore defunto che perseguiva le nefandezze ed i guai procurati da Ramiro, ormai prossimo all’altare _suo malgrado_ e portato via dallo pseudo nuovo Messia, con lo sconcerto sbalordito dei Fedeli, comunque convinti di essere stati messi a parte di una manifestazione divina. Catenacci scatena alla ricerca di Ramiro il suo socio malavitoso Ronson affiancato dai killer Slobo e Golem. E pure i colleghi poliziotti dell’ispettore giurano sulla sua tomba di vendicarlo per vie affatto ortodosse.

            Un fumetto satirico a tesi, chiara e forte: Dio è invenzione umana farlocca; la manovra di una gerarchia per soggiogare e spillare soldi e potere ad una massa di creduloni punto. Strappa qualche sghignazzo per le soluzioni slapstick e qualche reiterazione di repertorio, oltre ad un linguaggio estesamente triviale. La vicenda , peraltro come era capitato in episodi precedenti, mette un poco ai margini il protagonista , seguendo piuttosto le azioni dei comprimari. Buono anche il lettering delle tavole di Caluri, mai fossilizzato in una gabbia standard o da punti di vista codificati , come nelle strip comiche. Citazione di “Spirou” ; dentro ad una più ampia ( ed in verità non nuova…) riflessione meta- fumettistica. Cattivello.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • per voi sperti....

              mi consigliate qualche GN italiana?
              di qualsiasi genere...
              nel senso di scritta/disegnata da autori italiani.
              grazie!

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              • Panini Comics, a colori, 168pp., 16,00 euro.
                Dopo una rovinosa e pianificata aggressione, la giovane Elle Peterssen viene ricoverata in stato di coma nella struttura ospedaliera a cui peraltro la sua facoltosa famiglia ha versato generose donazioni, e viene seguita da un rampante internista, dopo una frizione professionale con una collega , la dottoressa Geller. Al capezzale dell’inferma accorre per prima la sua amica Jo, allertata sul cellulare dalla stessa Elle in un disperato tentativo di richiesta di aiuto, inviata anche al suo ragazzo Dane, che aveva perso la chiamata. Poco dopo arrivano anche gli scontrosi genitori e l’antipatico fratello della ragazza.
                Inchiodata al letto d’ospedale Elle “vive” una esperienza extra-corporea, trovandosi proiettata in un limbo oscuro, praticamente immemore del suo passato ma vedendosi fuori da se stessa , cerca di comunicare con i vivi , impotente o quasi della sua sorte mortale , che qualcuno non lontano da lei potrebbe aver interesse a far rapidamente terminare.

                Scritto da Jim McCann, cvon un ragionevole quoziente di stereotipi upper class e rimandi pop ( il soggetto echeggia inevitabilmente Ghost/Awake/Lost/Inception/24 ecc…) anche a livello di singola citazione. Lasciato presto intuire che non occorre guardare troppo lontano per cercare gli esecutori e mandanti del misfatto, resta da decifrare le motivazione dell’intrigo ( che almeno sul piano della nostra realtà fisica è raccolto in pochi e convulsi giorni) , sollevando i velati segreti di amici e familiari di Elle; oltre a quelli della protagonista stessa, la cui biografia rimane piuttosto vaga ed il suo presente è concentrato nell’adattarsi alla sua peculiare situazione, imparando a controllare nuove ed inedite “facoltà”. Non è sola nel suo trip, che tuttavia potrebbe essere molto od in parte frutto della sua compromessa capacità cerebrale.
                Un certo sforzo è richiesto al lettore dai dialoghi, frammentati e poco sequenziali, tipici di una parlata informalmente confidenziale ( ed ostici a chi ovviamente è estraneo alla frequentazione dei personaggi) . La storia comincia a carburare verso il finale del volume, che delinea i termini di quello che sembra un complicato “complotto di famiglia”.
                Disegna pulito Rodin Esquejo ( guest Adrian Alphona per uno sfizioso flashback quasi onirico…), con il gusto di rimarcare posture e smorfie dei suoi grossi crani.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • Sergio Bonelli Editore, 96pp., b/n, 3,50€.
                  Testi di Gianfranco Manfredi/ Disegni di Giuseppe Barbati (matite) e Bruno Ramella (chine).
                  I ruggenti anni ’20. Giù a Coney Island tanta gente si diverte, con le attrazioni del grande luna park. Non è lo svago preferito del duro detective Jack Sloane, che tuttavia non perde l’occasione di accompagnarvici la giovane e deliziosa cameriera, Brenda Young, del suo bar preferito. Le giostre sono empatiche e fanno presagire al cop un piacevole proseguimento della giornata (e della nottata…), ma poi la ragazza rimane turbata dallo spettacolo di un motociclista acrobatico, ed ancor più da quello di un mago e “mentalista” , altrettanto e misteriosamente scosso alla sua vista.
                  Lasciata mestamente la tipa sull’uscio di casa, Jack torna in Centrale. Seguendo la pista di un traffico di alcolici scopre un sospetto ed equivoco collegamento con Brenda e s’infuria. Ci scappano dei morti, ed una strana premura del Capo Distretto di archiviare a buon fine la posizione di JS.

                  In tre parti, una storia che si prende _con una certa ampiezza e punti di vista complementari ma diversi_ lo spazio di dare conto delle dinamiche sociali affiorate nella big city moderna (all’epoca…), affacciata al benessere, ad una certa libertà comportamentale , con voglia e possibilità più diffuse di gettarsi alle spalle i postumi della Grande Guerra e godersi anche un po’ la vita. Da qui però muove una malavita sempre meglio organizzata, ramificata e violenta; che non si fa scrupolo di regolare i suoi conti con sventagliate di mitra esplose da rombanti autovetture, già ben diffuse ed ulteriore sentina di un benessere che vuol correre ed arrivare veloce. Un fumetto noir incavato nelle facce d’angelo ( ed all’ombra di Al Capone), pupe troppo carine che non la raccontano giusta ed un protagonista credibilmente imbolsito ( un tipo alla Clark Gable più in disarmo), dai modi ruvidi , linguaggio diretto e disincanto d’ordinanza come la sua Colt 38. Spettacolare la “regia” delle tavole ed intricata accettabilmente la trama, che ci consegna almeno altri tre personaggi ( il mago , il biker ed un mister “x”) di cui vorremo sapere il ruolo che andranno a giocare nella vicenda.

                  Ultimo lavoro di Giuseppe Barbati, mancato immaturamente pochi mesi fa , con gran dispendio di particolari, scene di massa e vignette accessoriate di svariati oggetti. Ramella bada ad adagiare le ombreggiature alla necessaria atmosfera del poliziesco “in costume” e _tenendo anche conto delle fonti di illuminazione a disposizione in quegli anni_ non sacrifica la costruzione dei volumi (o la sua mancanza) con mandate di nero pece.
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  • Storia completa, 160pp., b/n , 5,00€.
                    Testi di Stéphane Betbeder. Disegni di Elia Bonetti.
                    La Chiesa cattolica apostolica romana guidata dal Santo Padre e da un Clero anche significativamente diviso sul modo di preservarsi per testimoniare la fede, ovvero ottenere per indirizzare l’ascolto dei fedeli amministrando il Timor di Dio con la propria struttura ed organizzazione gerarchica, avverte i Segni della Parusia: il nuovo avvento del Messia.
                    Alti prelati temono un incontrollato sgomento che potrebbe serpeggiare tra i credenti, sviati (dal Diavolo !) nella interpretazione degli eventi particolari e miracolosi che si stanno manifestando in Terra ; desunti e profetizzati dalle antiche scritture, che in verità metterebbero in seria discussione i beni materiali accumulati dal Vaticano sotto il segno della croce.
                    Lavorando fin quanto possibile nella riservatezza, ma sfruttando con profitto e scaltrezza anche i mezzi tecnologici più moderni, i preti raccolgono dati per scandagliare in tutto il mondo il possibile luogo della venuta di ciò che potrebbe pure essere un subdolo inganno del Maligno (!) e si preoccupano di ammaestrare i cattolici.
                    Intanto trovano il modo di conoscersi un ragazzo che sta per prendere i voti , reduce da un passato personale turbolento ed una giovane africana, sopravvissuta ad un contesto drammatico e con la volontà di consacrarsi a Cristo, senza tuttavia aver potuto vivere la pienezza relazionale delle esperienze umane. Il suo corpo d’altronde è piegato dalla sofferenza fisica , “offerta” come remissione dei peccati . Ed in un Paese arabo una giovanissima, di nascosto dal ricco padre, vuole iniziare ad ogni costo una terapia per…

                    Abbondano le citazioni letterali, di una sceneggiatura che copre la naturale complessità delle dispute teologiche con dialoghi abbastanza fitti ma sostanzialmente scorrevoli, stralciati nelle ricorrenti e concitate parentesi action , che prevedono inseguimenti e masse in movimento in vari scenari. Chiamato direttamente in causa anche il Pontefice _dal nome imprecisato_ a cui viene concesso un tardivo ma nobile “rinsavimento”.

                    Buoni i disegni, con i neri elegantemente sgarzinati o lasciati cadere nei panneggi senza appesantire le vignette, ed utili a scolpire l’evidenza dei tratti somatici, tenendo conto che molti protagonisti sono in età avanzata.

                    Non direi ci siano appigli per “scomunicare” un fumetto che immagino voglia solo intrattenere (e si fa leggere in maniera suggestivamente avvincente…) trasmettendo una opinione “progressista” ed “originale” di come debba essere la religione organizzata. Il finale non spiega tutto, come è del resto giustificabile in una storia appesa tra umanità, fede e speranza.
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                    • Coniglio Editore, 64pp., b/n e colore, 8,50 euro.
                      A cura di Andrea Leggeri e Laura Scarpa.
                      Con identiche modalità la collana “Lezioni di fumetto” è attualmente mandata alle stampe da “Comicout” dapo l’estinzione di Francesco Coniglio Editore : un libretto che si compone di una intervista ad un autore affermato del campo fumettistico, ed di una copiosa cernita di materiali visivi ( brevi fumetti, illustrazioni libere, studi di personaggi, schizzi e storyboard ad uso o piacere personale).
                      Disegnatrice od autrice completa Silvia Ziche si rivela al lettore nel corso di una piacevolmente articolata conversazione, in cui espone con scorrevole chiarezza le sue tecniche e preferenze di materiali di disegno; parla della evoluzione della sua carriera a partire dalle letture e dai lavori amatoriali della sua infanzia fino al pervenuto rapporto di collaborazione professionale con diverse realtà editoriali, tra cui il continuativo impegno come disegnatrice, sceneggiatrice e copertinista di “Topolino” e la parallela pubblicazione su “Donna Moderna” del suo personaggio “Lucrezia” .

                      Lasciando trapelare di se stessa l’incapacità di “copiare” modelli imposti SZ cerca di trasmettere il suo senso di adattamento nel trovare ed elaborare la capacità di acquisire e rendere le peculiarità dei personaggi a fumetti ( che dichiara di finalizzare di preferenza a sfondi , paesaggi ed oggetti statici in genere…). Mettendosi in condizione di percepire i più svariati stimoli esterni, filtrarli con personalità propria e lasciare defluire le idee, magari con “mestiere” _ ma senza incaponirsi in tentativi integralmente pianificati_ riuscendo a fissarle alla bisogna.
                      Lettura ben argomentata, che si completa nell’orientamento dell’artista verso il genere comico e satirico con saggi delle sue vignette o storie brevi , in cui ammirare la puntualità espressiva anche in stili lontani dal realismo.
                      Nota: ho trovato in vendita il volumetto su Amazon , nuovo, ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di copertina .
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Albo conclusivo della “seconda stagione” e della serie. Fatalmente non tutti i personaggi arriveranno in fondo alla storia, la mortale contrapposizione tra un oligarca russo ed un miliardario americano con un carico di rancori reciproci rafforzati da gelosie sentimentali incrociate , ed un quadro della politica internazionale che sta terremotando non sorprendentemente facilitato dai loro interessi. Rivelazioni e scelte di campo inaspettate sono il corollario inevitabile di sporche ma ingenti fortune, da tutelare con le alleanze più spregiudicate. Ma l’amore e la passione intensa ( e malata?) tengono il punto, non facendo recedere gli uomini dal definitivo desiderio di prendersi la propria vendetta, ed a Jared Gail di ricostruire la veridicità dei fatti , salvando e riconquistando la donna _forse_ della sua vita.

                        Una certa insistenza di situazioni statiche si rende necessaria per sciogliere i nodi della trama , che tira in mezzo pure il Milan ed una situazione di opacità giudiziaria che sposa argomenti da complotto anti-berlusconiano…

                        Nel suo sviluppo generale un fumetto che richiede una non distratta attenzione ma che infine appaga non cercando la scappatoia di trancianti semplificazioni manichee; pur se alcune situazioni sono azzardate e risolte con romanzesca improbabilità. La somiglianza grafica di alcuni personaggi inoltre può causare un leggero sfasamento della comprensione di alcuni passaggi, peraltro montati in sequenza nella medesima tavola. End.
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                        • Fumetto completo, 112pp., b/n, 3,20€.
                          Testi di Ade Capone. Disegni di Paolo Bisi e Alfredo Orlandi ( da pag.77).
                          Il barbaro omicidio rituale di una donna bionda, il terzo di una serie con modalità analoghe,scatena l’agitazione di un Comando di Polizia, già provato dalla cattura di un pericoloso criminale, il cui “allievo” potrebbe essere l’assassino seriale che vanno cercando. Per giungere a lui gli investigatori dovranno avvalersi di un singolare collaboratore esterno…
                          Lo scenario hard-boiled, peraltro anticipato da una “sfera” senziente che dipana filamenti “neurali” ,traslittera rapidamente nella fantascienza cyber-punk /cyber fantasy che smazza una copiosa quantità di citazioni cinematografiche e pop, col titolo (letteralmente un tormentone…) che richiama l’opera Mozartiana “in re minore k626”, ad incorniciare riflessioni esistenzialiste “alte” su un canovaccio di sesso, violenza,strade malfamate o luoghi esclusivi per esperimenti segreti concepiti da menti superiori ma disturbate. Dove “Hannibal” incontra “Blade Runner” e “Belfagor” nella “Sin City” di “Sev7n” e scambia osservazioni con Hal9000 ( od era “Jeeg Robot d’Acciaio”?). La necessità di farraginosi “spiegoni” cassa abbastanza gli sbocchi ambigui della storia e la redifinizione dei personaggi , alla luce di nuove rivelazioni. Inoltre il super-villain ha una propria ieratica pesantezza che non può che indirizzare il racconto che verso una conclusione teatralizzata ed altrettanto altisonante.

                          Paolo bisi monta le vignette in tavola senza schematismi precostituiti e può sostenere i testi con una ottimizzazione grafica varia e dedicata. Lo stile può guardare legittimamente alla Francia, con alcuni particolari ( le “manone” e le mascelle serrate) che non stonerebbero neanche in un comic Marvel. Orlandi è più tozzo e lascia alle chine un po’ di fatica nel produrre dettagli.

                          Albo dedicato alla memoria del prematuramente scomparso Ade(lino) Capone [1958_ 2015] ; e mi dispiace che non mi sia granché piaciuto.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • Tutto in una notte , buia e tempestosa.
                            Cinquant’anni fa il maltempo fece gran danni a Winter, nello Iowa. Alla vigilia del disastro una ragazzina infelice e ribelle, Cathy McDougal , riceve in dono un parafulmine istoriato da un misterioso commesso viaggiatore.
                            Ai giorni nostri il dampyr Harlan Draka , in collaborazione con l’amesha Anyel, ha la fortuita occasione di incontrare l’anziana signora Cathy, trovandosi non per caso a Winter.
                            Mentre si annuncia un nuovo devastante temporale molti abitanti della cittadina si rivelano sempre più malmostosi, non trattenendo gli istinti più abietti. La vecchia McDougal si è fatta da tempo una reputazione di ombrosa “strega” mezza pazza; Harlan e Anyel si informano su di lei e sulla vita dei paesani consultando vecchie collezioni di giornali, sapendo di doversi aspettare l’irruenza di (…) Una pioggia torrenziale ed un sinistro allarme precipitano la ferale resa dei conti.

                            Le brave sceneggiatrici Rita Porretto e Silvia Mericone si fanno incartare dal personaggio e compitano dialoghi da telefilm di “Rin-tin-tin” , assai lontani dalla compiaciuta ma ficcante prosopopea da tavolo obitoriale di “Dr. Morgue”. Qui l’Entità negativizzante pare una schermatura politicamente corretta alla infornata di luoghi comuni sulla provincia statunitense che salva “ipocritamente” una presentabilità di facciata per occultare un fondo di omertà ,ove allignano le pratiche più turpi ed inconfessabili. Niente comunque che l’american gothic non ci abbia già illustrato con raccapricciante dovizia.

                            Si salva la “regia” delle tavole, d’altronde curate dall’abilità di Nicola Genzianella, non approssimativo nemmeno nel gestire gli eventi atmosferici. Finale piuttosto di routine per la serie, iniettando però una genuina dosatura horror. Per tutto ciò che gli capita è naturale che il dampyr vesta e si atteggi informalmente; e tuttavia _sembrano simpaticamente dirci le sceneggiatrici stesse_ “accà nisciuno è fesso”,e le coperture di “ricercatore universitario” salta ogni volta in un amen.

                            In sintesi un lavoro professionale che, imho, ha però attutito la verve creativa meglio dimostrata dalle autrici in altre occasioni.
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                            • Credendo di sorprendere Negan isolato e sguarnito, Rick si avventa su di lui tra le mura di Hilltop ma _di nuovo_ viene annichilito dalla sagacia tattico militare del sedicente “Salvatore”, piegandosi alle sue minacce. Unica risorsa residua della comunità i due scout Aaron e Jesus che stanno tornando da una concordata missione esplorativa; e Andrea, sistemata col suo fucile sul campanile. Intercettata , rischia di correre un immediato e grave pericolo…

                              Non è la prima volta che una sceneggiatura di Robert Kirkman ci mette davanti a situazioni cariche di una tensione destinata a sfociare in atti definitivi e capitali, che invece si risolvono in una tregua di parziale alleggerimento. In questa occasione , imho, si avverte una certa meccanicità dialettica nel dilatare i tempi ei modi dell’azione, con Negan che sproloquia e minaccia “solo” verbalmente. Altresì Andrea si viene a trovare in un impasse che mi sembra reso poco chiaramente, almeno a livello di direzione dello sguardo ( e di conseguenza di composizione delle vignette di Charlie Adlard, sempre teso a rendere la fisicità dei personaggi umani, giacché pure stavolta di zombie in action zero assoluto…). Un “aperitivo” del prossimo story-arc ,annunciato come il laborioso confronto ultimo con Negan, senza esclusione di colpi, che se tanto mi dà tanto saranno assai bassi.
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              • CONAN di Brian Wood (1-12)

                                che dire, sicuramente mi ha un pò spiazzato, abituato ormai alle versioni di nord e giorello trovarsi difronte un conan molto giovane ,anche più della versione di gary nord quello dei primi volumi 100%, e a tratti sprovveduto non lascia sicuramente indifferenti, la serie poi andava chiamata conan e belit, o meglio belit e conan, la prima donna che il nostro cimmero abbia mai amato viene trattato sicuramente coi guanti e ne esce nel complesso molto bene, il cimmero invece non è più un deus ex machina, e nemmeno padre e padrone del suo destino, tutto di un pezzo, ma si lega totalmente alla regina della costa nera, nel bene e nel male, gli stili di disegno sono tutti differenti ma simili tra loro con approccio simil-manga alcuni buoni altri molto meno, ma questo è soggettivo.

                                tirando le somme ne consiglio comunque la lettura per gli appassionati del barbaro, sia per vedere il nostro in un ottica del tutto inedita e moderna e sia perchè non sono mai state fatte prima storie a fumetti su questo periodo della vita di conan, almeno non dalla dark horse.

                                ora in attesa che arrivi da noi l'attesissima seconda parte dell'ora del dragone, sta uscendo in USA in questo periodo una serie con conan e red sonja assieme...l'importante è che l'interesse resti alto...

                                "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                                "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                                ~FREE BIRD~

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