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  • L’intuito di sbirro di jack Sloane , sondando _con abrasiva determinazione_ le zone “grigie” che gli sono prossime, annoda eventi e personaggi di malaffare che si addensano attorno al luna park di Coney Island. Motivato da ingordigia e spirito di vendetta “The Mob” (Cit. Termine generico per indicare la criminalità organizzata) vuole scovare in particolare il Mago Frolic, le cui capacità extra-sensoriali (?) e gli arditi blitz _complice l’amico centauro Speedy_ inflitti ai gangsters sono diventati intollerabili. Ma tutta la comunità degli artisti del parco è pronta , decisa e coalizzata a voler respingere il pericolo, facendo ruggire le armi e tutte le altre risorse di cui dispongono…

    Acchiappa l’intreccio poliziesco ( i testi sono sempre di Manfredi; mentre Barbati e Ramella curano i disegni), fatto di mosse astute che associano alleanze estemporanee basate su attori della vicenda diversissimi (o quasi) che si trovano ad avere interessi combacianti, compresi quelli di sbrigare un “giustizialismo” spiccio senza dare contagio ad una guerra “totale”. E per farlo ,servono uomini intelligenti ma di polso, più che di opportunisti di piccolo cabotaggio. Frolic , nom de plume, ha fatto e drammaticamente la Grande Guerra , ma piuttosto ora deve tenere a bada le sue inquietanti visioni premonitrici. E’ stato uno dei motori /tormentoni della mini-serie , dunque necessario ma pure preponderante all’invadenza di un soggetto altrimenti calcato nell’affascinante e realistica cornice d’epoca degli anni ’20. Dialoghi “sgarbati” perciò divertenti ed il finale ironicamente conciliante trascinano il fumetto ,imho, in territorio positivo, forte di una resa “registicamente” accattivante delle opulente tavole.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • Ed. Cosmo, 128pp., b/n, 2,90 euro.
      Sceneggiatura di Giulio A. Gualtieri. Disegni di Ryan Lovelock.
      Il caso Moro, visto e concluso da Pietro Battaglia , lautamente assoldato dai vertici più alti ed istituzionali dello Stato italiano , tra interessi di “bottega” (il partito Democrazia Cristiana) e distrazioni influenti di Potenze Straniere. E pure nelle Brigate Rosse qualcuno parla tedesco e si mimetizza temendo le scottature solari…

      Pescando da testimonianze mai del tutto verificate (e smentite dai brigatisti dissociati o comunque processati, secondo cui gli operativi delle BR coinvolti nel rapimento Moro erano coordinati da una persona che dava indicazioni in lingua tedesca…) l’autore mette al minimo la riconoscibilità sottintesa dei vari Cossiga ed Andreotti, taglia fuori del tutto Craxi ed il PCI, avalla le spiate della CIA, e pone Battaglia a fare da motore esecutore dei 55 giorni che Sergio Zavoli metterà in calce a “La Notte della Repubblica” in un suo notissimo report giornalistico e televisivo, dandogli uno speculare rivale nel tedescone. Botte da orbi ed una venialità pecuniaria del personaggio che non pare spiegarsi se non pretesto per cacciarlo a forza dentro fatti salienti della Storia italica. Esercizio peraltro affatto nuovo , qui risolto in un certo piattume nel far progredire la vicenda. C’è parecchia action , compressa nel formato pocket dell’albo e un po’ tirata via dalla semplificazione del segno , volentieri invaso dalla china. L’impressione è che lo schema del racconto fosse adattabile a qualsiasi contesto, ma che si voglia fare “rumore” schiaffando lo scudo crociato in copertina e ripassando le già ampiamente dibattute _ con ben altra autorevolezza_ piste alternative di un fatto oramai fondamentalmente storicizzato.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • Graphics Artworks Comics. Albo a colori, 96pp. (f.to 29,7x14), 12,00€.
        Testi di Ermanno Battaglino / Disegni di Mattia Stringhi.
        Una storia punk (-rock).Zippo, postino in Vespa nella trasfigurata provincia cremonese dei primi anni ’90, con due amici al bar, sogna di esprimere l’energia incendiaria della musica rock-punk da front-man della sua band, in scia ai mitici Ramones; e conquistare il cuore di una tosta e bella fotografa che lavora al seguito di un gruppo rivale emergente.

        L’andamento della storia è da teen-movie nemmeno troppo estremo ( amore e sesso intermini etero e monogamici; droga sì ma assunta involontariamente e ragazzotti a posto con gusti musicali un po’ chiassosi), con personaggi che non si danno mai sulla voce, aspettando diligentemente il turno di dare le linee di dialogo che perciò possono suonare ad effetto. Generosa la qualità della carta ,lavorata per dare un effetto da cartoccio assorbente l’olio (!), mentre la copertina poteva forse essere un poco più pesante giacché sgualcisce facilmente. Colori lisergici ; sfondi che marcano visita (ossia ai minimi termini) e segno indebitato con Crumb, Pazienza,Cavezzali ed a scendere, agli “indie” ospitati da riviste e fanzine. Retro-datato per scavare nella nostalgia di anni in cui si comunicava a voce e non preferibilmente via smartphone e tablet, il comic pare tracciare l’autobiografia di tre capelloni rebels ma buoni diavoli , con ambizioni eccedenti un ambiente di “campagna e trattori carichi di letame “ (cit.). E lo fa con simpatia e una certa brillantezza nei testi, studiati (troppo?) per agganciare il lettore anche con tormentoni e carica (tura) estetica .

        Si lascia leggere. Faccialibro per notizie e reperibilità: https://it-it.facebook.com/pages/Zip...91749391012080
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • In generale non leggo molti fumetti, perché non mi emozionano e non mi prendono come un film o una canzone o una serie, ma credo questo episodio di Dylan Dog sia stato l'unico davvero che mi abbia emozionato fino alle lacrime. Giuro. Lacrime. Non ho mai letto niente di così coinvolgente/drammatico/emozionante. Stupendo.

          Vista la scarsa conoscenza che ho a livello di comix, qualcuno mi può consigliare un fumetto (non importa se fantastico/gotico/sci-fi) dalla forte componente drammatica?
          Pensavo di leggere V For Vendetta, ma ho già visto il film...

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          • Testi e disegni di Luca Enoch. SBE, 132pp., b/n, 4,00€.
            Le missioni della crono agente decorse in varie epoche hanno progressivamente alterato il corso della Storia, per come la conosciamo.
            Nella Parigi degli anni ’30 fioriscono avanguardie artistiche, e lo sviluppo tecnologico avanza imperioso , ma le élites già avvertono che le istanze conflittuali tra i Paesi europei, le colonie e gli altri continenti a breve medio termine potrebbe sfociare nella prima (!) Grande Guerra. Intanto le Nazioni si premuniscono anche sviluppando apparati organizzativi di spionaggio; il tramite con cui Lilith deve arrivare al portatore del Triacanto…

            Pur schermato dai paradossi della ucronia e senza deflettere da passaggi con “humor e ciccia” (cit. C’è anche un partouze lesbo chic ) l’ottimo Luca Enoch non sottrae Lyca/Lilith da una densa disamina etica sull’onor militare in tempi in cui sono piuttosto i civili disarmati il bersaglio delle guerre, chiamate e “volute” da specificità storico-antropologiche di nazioni e popoli che dei valorosi si peritano di incarnare. Enoch rivede l’ingaggio della sua eroina, che si muove in un segmento temporale di ben cinque anni , amalgamandosi all’esercito tedesco (!) per muovere contro la “Perfida Albione”, mentre gli alleati giapponesi (!!) portano un inusitato ordigno distruttivo (!!!) ed interferiscono con la cattura di (…). E di nuovo e più ampiamente Lyca ha modo di riflettere sull’ambiguità della sua missione primaria e sull’aiuto e lo sprone che riceve dallo Scuro , piuttosto che dai vaghi ricordi del suo addestramento nel lontano…Futuro. Una occasione per lambire addirittura il fine dell’esistenza , prima di precipitarsi _spericolata come mai_ a dare compimento al suo “dovere” , mettendo pure in conto un “genocidio” di cui non è (stata) solo occasionale spettatrice. Un carico che pesa su un finale amaro e non solutivo.

            L’Autore è fantasia ma documentazione storica rigorosa per rendere le macchine volanti , lanciate in coreografiche battaglie aeree. Sempre brillante nel cercare i punti luce, ed attento nella composizione delle immagini a trovare una prospettiva acconcia al punto di vista di piloti protesi al cielo. Lyca ha ormai un suo bagaglio espressivo, valorizzato dai piani stretti; mentre sui campi lunghi è meno definita ma più “sbarazzina”. Variegata la gabbia , con molte vignette scontornate od a sviluppo verticale.

            In sintesi , una storia forte; testi e disegni molto buoni. Intenso.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • Tunué, 144pp., b/n , 9,50 euro.
              Testi di Lucio Perrimezzi / Disegni di Mauro Cao.
              Roma ,adesso. L’amicizia fraterna di tre giovani, e le rispettive vite còlte al primo ingresso nell’età( od almeno nell’ora della scelta) adulta. Racconto che parte minimale, prende una piega thrilling e si ricompone nel finale lasciando al trio un bagaglio di esperienze emozionali , indipendentemente dallo svolgere o meno le azioni paventate. Non c’è traccia alcuna di “romanesco” nei dialoghi , spesso in “contraltare” a didascalie che esprimono un meditato flusso di coscienza , quando invece il parlato può scaturire “di pancia” rispondendo alle sollecitazioni del momento.

              Non belli, imho, i disegni. Influenzati dai manga ma poco rifiniti. La tendenza al “bamboleggiante” toglie credibilità ai personaggi : dalla mamma con le rughe zampa di gallina ma tonda e paffutella come la figlia, che a sua volta ha un’età _guardando il viso_ indefinibile. I maschi di contro sfoggiano il mento a punta , una ghigna che neanche le “faccine” dei post, basetta lunga e frangia folta, ché al disegnatore garbano i “Mod’s”. I vestiti cadono un po’ come viene ed il tutto fruisce di spennellate di grigi. Meh.
              Prevedibilmente il personaggio più contrastato (una specie di Gordon Gekko in nuce) ha le battute più sadiche; la femmina è la piccola conciliante, e l’altro ragazzo sta a fare il piccolo borghese con velleità mai del tutto concretizzate. Si legge d’un fiato , ed al netto delle sottotrame porta a casa una tipa che ha addosso una madre ed un’amica con problemi, e due tipi ai ferri corti con le rispettive morose. Può bastare se piace il genere (shojo).
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • Con il sacrificio della sua cattura Holly (la compagna del defunto Abe) ha aperto un varco tra le difese della ex fabbrica sede dei Salvatori. Vi si sono riversati in massa i vaganti , impegnando alacremente Negan e i suoi nel tentativo di contenerli. Con alterne fortune Rick Grimes fraziona le forze a sua disposizione per liquidare i nuclei armati che Negan usa per riscattare i tributi e controllare il territorio; e per blindare Hilltop da possibili rappresaglie , aiutando il figlio Carl. Intanto Maggie si spende per difenderlo dalle polemiche innescate dal pavido Gregory, sempre pronto ad umiliarsi contro la forza bruta dei Salvatori per un mal posto quieto vivere. La guerra, di là da concludersi continua ad esigere pegni di sangue ( ed al solito non sono i “generali” i primi a morire).

                Tornano in macilenti forze gli zombie, “tirati dentro” come azione di disturbo dallo stratega (quasi) indiscusso Rick. S’intuisce che la contro-parte Negan non è un accentratore assoluto, anche se fa rispettare personalmente e con brutalità il suo perverso codice “etico”, non disgiunta da una visione delle cose che guarda anche oltre le stringenti criticità in cui si dimenano i suoi sottoposti. Prende qualche sfondone interpretativo ma pare evidente che Kirkman non vuole concludere affrettatamente.

                Continua , imho, il felice momento di Charlie Adlard alle matite, con disegni ben rifiniti ed asciutti, enfatizzati anche con i tagli panoramici delle vignette, ivi compresi i vignettoni a doppia pagina.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • Graphic Novel. Volume unico. 144pp., 6,00€.
                  Testi_ Nicolò Zuliani e Michele Monteleone / Disegni_ Daniele Di Nicuolo.
                  Partito italiano di sinistra, politicamente in affanno ed incapace di indicare un proprio Leader carismatico , sequestra Nick Banana, già spin-doctor e poi “sabotatore” di un movimento populista in ascesa, incarnato da un ex comico milionario e da un imprenditore informatico con convinzioni eccentriche, per persuaderlo a plasmare un venditore porta a porta _ed incidentalmente sindaco di Firenze_, tal Matteo Benzi, e farne un disciplinato, istruito e spendibile Primo Ministro. Scherzando niente ,Nick, cinico infame ed all’occasione violento, sottopone Benzi ad un lungo e ragionato training nei luoghi (comuni) del consenso elettorale, giocandosi la corsa presidenziale su un terreno dialettico che lui stesso, del resto, ha fattivamente creato ed accompagnato ad esprimersi.

                  Fumetto ben fatto, fluido nello svolgere la concatenazione dei botta e risposta, nonostante la mole qualitativa degli argomenti esaminati. Non manca di un filo conduttore che fa’ da giunzione ad efficaci e surreali metafore sociologiche, che non hanno paura di indispettire il lettore mettendo alla berlina le poche virtù e gli estesi vizi del “italiano medio”. Sottolinea le sparate demagogiche di personaggi ben poco travisati, spinge una propria idea liberale e libertaria e si concede un finale caustico e beffardo. Non sempre calibratissima la definizione strutturale degli elementi disegnati, con enfasi dinamica (si vedono molte linee cinetiche, su sfondi di “servizio”, elaborati in mirate occasioni…) e deformazioni non poi troppo accentuate.


                  Piacerebbe rivedere questo Nick Banana, sempre liberi_s’intende_ di non condividere i modi e i bersagli satirici dei suoi autori.
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  • Originariamente inviato da Alb Visualizza il messaggio


                    In generale non leggo molti fumetti, perché non mi emozionano e non mi prendono come un film o una canzone o una serie, ma credo questo episodio di Dylan Dog sia stato l'unico davvero che mi abbia emozionato fino alle lacrime. Giuro. Lacrime. Non ho mai letto niente di così coinvolgente/drammatico/emozionante. Stupendo.

                    Vista la scarsa conoscenza che ho a livello di comix, qualcuno mi può consigliare un fumetto (non importa se fantastico/gotico/sci-fi) dalla forte componente drammatica?
                    Pensavo di leggere V For Vendetta, ma ho già visto il film...
                    Componente drammatica intendi capace di emozionare?
                    Ti consiglio: Tre ombre di Cyril Pedrosa, Adah/Lily e il cacciatore (sono due episodi di Ken Parker), dello stesso Dylan Dog Memorie dell'invisibile.
                    Per le serie lunghe inarrivabile è The Sandman di Gaiman.
                    Mi viene in mente "Al tempo di papà" di Taniguchi, ma siamo nel settore orientale.

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                    • Bao Publishing, 136pp., a colori, 14,00€.
                      Scritto da Matt fraction. Disegnato da Chip Zdarsky.
                      Disegnato alla indie nordamericana , tipo un Daniel Clowes con colori smartellati ed effetti di luce un po’ “Tron” e un po’ “Il Fantastico mondo di Paul”. Con buone soluzioni grafiche ,ampiamente alternate però ad una gestione delle pagine da comic-strip.
                      Lo sceneggiatore fa il “piacione” oltre i prevedibili ammiccamenti preannunciati dagli argomenti del titolo. La scoperta del “superpotere”, dopo un fugace prologo, procede con le note biografiche di una Lei ( e poi un Lui), tra il triste ed il nerd, che forgiano due giovani adulti intellettualoidi e narcisi, che fanno i simpatici raccontando con distacco la loro promiscuità sessuale ed (an)affettiva; un “riscaldamento”prima del loro grande incontro. Si ameranno in una reciprocità fuori dal comune, velata da una semplice sottotrama , latrice di inghippi e parziale allargamento a terzi ostili del mondo esclusivo della coppietta.

                      Abbastanza esplicito nella parte grafica ,e dei testi ( sicuramente consigliato ad un pubblico adulto), non incisivi _imho_ quanto l’impegno ad esserlo tra gergo stradaiolo , citazionismo pop erudito e problematiche da borghesi urbani che avrebbero comunque una gran voglia di sentirsi speciali ed accattivanti. Dormendo e parlandosi addosso.
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Testi e disegni di Luca Enoch. 250pp., b/n, 17,50€.
                        Raccolta antologica di episodi già editi dal glorioso settimanale “L’Intrepido” ( nella fase però boccheggiante che precedette la chiusura), firmati da Luca Enoch come autore completo con datazione 1992_94. Anni che tornano in tutto lo “splendore” di cabine telefoniche, nastri vhs, moto enduro e…La prima Guerra del Golfo. Bandito il politicamente corretto col Sindaco afroamericano di una grande città( che, si capirà meglio addentrandosi nella lettura, essere NYC)_ultraconservatore, razzista omofobo_ furente perché “Sprayliz, una banda di graffitari imbrattamuri” sta adornando vari quartieri della città con opere murarie che tra l’altro traslano iconicamente episodi della sua mala amministrazione comunale. Perciò decide di contrastare la “feccia” riabilitando uno sbirro già sotto inchiesta per i suoi modi violenti, e fa partire la caccia metropolitana ai pittori con la bomboletta , allertando addirittura tutte le volanti della polizia disponibili.

                        Dietro al Tag Sprayliz c’è nient’altro che una Tipa sedicenne, Elizabeth, nata da tranquillissimi genitori piccolo borghesi; studentessa e ginnasta che si vede futura biologa marina. Viviamo intanto le sue scorribande notturne ,che cercano di armonizzarsi con l’attività scolastica, gli interessi , gli svaghi, e la crescita personale di una ragazza attuale nei suoi giorni di gioventù.

                        Se il duello a distanza tra il fumantino primo cittadino e Liz può ricordare J.J. Jameson vs. Spiderman , ed il detective cattivo pare un orco sputato da “Sin City” ,non di meno l’impianto delle storie vuole essere contemporaneo, toccando _senza morbosità ma nemmeno reticenze_ temi quali la prevenzione all’aids, piuttosto che l’uso consapevole di sostanze ricreative; od ancora la coscienza sociale dei diritti delle minoranze, la necessità di spazi culturali alternativi e “l’esplorazione” in varie forme della propria sessualità.
                        La continuità nelle sceneggiature non è ferrea e personaggi comprimari possono entrare o sparire dalla scena bruscamente; intonando vicende quotidiane alternate od affiancate al filo conduttore dello sguardo complessivo alla realtà.
                        La protagonista è adeguatamente sfacciata ( e lo è di più Kate, la sua migliore amica: lesbo convinta e praticante e sempre pronta farle avances affatto platoniche…). I dialoghi hanno una vena brillante , esplicita eppure educata da una letterarietà di fondo. Irresistibile, ehm, la gag del naziskin messo sotto le macchine che manco Will E. Coyote. Rimandi e citazioni anche “alte” e velleità didattiche che vanno sul didascalico.
                        Citato “Zanardi”, e metterei Sergio Angese, per i materiali ed il tratto, anche un po’ da mangaka,che matura nello srotolarsi cronologico degli episodi, sciogliendosi nelle posture e coi mezzi meccanici. Non viene spesso disegnata Liz che…Disegna, ma il carattere particolare delle superfici utilizzate assecondano anche atleticamente la dinamicità dell’atto di formare e taggare i disegni.

                        Un fumetto “immersivo” nella sua epoca ma affatto stantio o ideologicamente datato. Divertente , movimentato, col piacere dei giovani di farsi una cultura e guardarsi attorno. Volume su resistente carta semi ruvida.
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                        • il corvo e altri racconti di edgar allan poe di richard corben

                          lo stupefacente testa a vite e altri bizzarri oggetti di mike mignola

                          "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                          "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                          ~FREE BIRD~

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                          • L’episodio accoglie graficamente un frontespizio nuovo e sul piano dei contenuti una percettibile _non trascendentale_ rinverdita dei canoni della serie, in quanto a procedura investigativa ed esplorazione di parti recondite della personalità di diversi protagonisti. Stavolta il coinvolgimento emotivo in prima istanza investe il private eye Leonard Baxter, attinto in un investimento sentimentale che gli lascia strascichi di malessere e fragilità caratteriale. Suo specchiato contraltare il Ten. Webb ,trasportato da un ambiguo senso di protezione esclusiva (dicasi gelosia possessiva?) della Kendall ,può ormai essere tentato dalla ripicca di lasciare Julia esposta ai pericoli; cosa che peraltro avviene per il “vizio di forma” della criminologa di fare accertamenti non concordati con la Procura e la Polizia di Garden City, in un “gioco” di reciproche contro-misure che spesso però devono cercare una sintesi per volgere a buon fine la soluzione dei casi. Ma ora la docente ed investigatrice sembra aver perso il vantaggio di muoversi in maniera spregiudicatamente informale. Ulteriore sotto testo il rapporto a distanza col fidanzato italiano Ettore, forse velato dai malintesi della gelosia.
                            Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza sceneggiano [NO SPOILER] una mattinata di cazzeggio di Leo su cui piomba l’incubo violento di una persona di cui non sa dare una identità.

                            Disegni attribuiti a Valerio Piccioni “con la collaborazione” di Marco Soldi e Luca Bonessi”. Prendendo , ovviamente come voluto, il carico dei grigi nei brevi flashback narrativi, con lo scorrere delle pagine decade la compattezza qualitativa, con una Julia non congenialmente androgina, sfondi andanti e tendenza generica alla semplificazione. La storia comunque incuriosisce , finché il lettore compartecipa a capire come si armonizzano gli indizi proposti; che lanciano uno sguardo _ancora una volta di più_ su esistenze che soffrono la coercizione dell’ordinario.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • Originariamente inviato da -teo Visualizza il messaggio
                              Componente drammatica intendi capace di emozionare?
                              Ti consiglio: Tre ombre di Cyril Pedrosa, Adah/Lily e il cacciatore (sono due episodi di Ken Parker), dello stesso Dylan Dog Memorie dell'invisibile.
                              Per le serie lunghe inarrivabile è The Sandman di Gaiman.
                              Mi viene in mente "Al tempo di papà" di Taniguchi, ma siamo nel settore orientale.
                              Wow grazie mille, ho visto solo ora i tuoi suggerimenti!!
                              Invece cosa intendi per "serie lunghe"? (perdona l'incompetenza ^^')

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                              • 96pp., a colori, 4,60€. Scritto da Chuck Dixon. Disegni : Thomas Giorello ep. “Il Blocco”; Tommy Lee Edwards ep.“Il Racconto di Wynn” .
                                Fa freddo. Ci si ammazza per una tanica di gasolio e per le caramelle,ché le calorie ed il carburante possono fare la (unica) differenza tra vivere e morire nella morsa del ghiaccio perenne. O perché è andata persa ogni regola od etica dello stare insieme civilmente. Si tira avanti,viaggiando verso un chimerico e tiepido Eldorado, promessa o miraggio frutto di inattendibili ricordi e voci riportate.
                                Scully e Wynn devono fronteggiare una minaccia da tempo sulle loro tracce mentre a loro volta seguono la pista di chi gli ha soffiato il loro camion, una tipa che ha una storia uguale a loro o quasi . E ha freddo.

                                In appendice una sorta di prequel dell’incontro tra Scully e Wynn, con quest’ultima che rammenta un pezzo della sua grama vita.Al freddo.
                                Belli e freddi i colori di Diego Rodriguez ad esaltazione del segno realistico di Giorello; meno sinuoso e più stilizzato Edwards, che non dispiacerebbe al nostro “Orfani”.
                                C’è chi si lamenta che nel post_catastrofico “The Walking Dead” talvolta succede pochino…Qui anche meno. Però che freddo che fa.

                                In sintesi un albo ben disegnato, dialoghi asciutti, storia lineare che mi ha lasciato … Freddo.
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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