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  • 96pp. a colori; 4,60 euro.
    Testi: Koldo Azpitarte/ Disegni: Angel Unzueta.
    Un po’ “Codice Da Vinci” ed un po’ “Indiana Jones” frullati in un’estetica da videogames di ultima generazione. Sotto il profilo della storia, la licenza di testi apocrifi condisce un minestrone para teologico in cui le religioni monoteiste possono (potrebbero…) venirsi incontro accettandosi mutualmente, salvo l’ottusità congenita del cattivone di turno. In questo caso un Arabo inviperito perché un Crociato del 1240 gli ha soffiato una tipa, che ha sangue nobile ed Ismaelita. Lei sposa il Cav. , ci fa una bimba e schiatta. Per il dispiacere il maritino si ritira in Francia a fare il contadino penitente, ed affida alle suore la presto esuberante figliuola alle suore. Che spreco, ed infatti una decade dopo viene raccattato da due monachelli in missione per conto del Papa e pure del Re che hanno le loro belle (contorte) ragioni per tenere insieme il Regno ( non solo quello dei cieli…) e propiziare una nuova presa di Gerusalemme. Cammin facendo la missione cambia i suoi connotati, guidata dal Cav., che non si fa pregare più di tanto per tornare alla pugna, scortato da vecchi e nuovi amici.
    Abbastanza ridicolo il finale, scorrevolmente battagliato il resto , con i “nostri eroi” che menano fendenti con motteggio spavaldo incorporato. Non tutti la scamperanno, ovvio, non prima comunque di essersi spesi allo spasimo, come registrato dai sovraeccitati ritratti che il disegnatore inoltre inonda di una colorazione iperrealista, che pare campionata da “Valzer con Bashir”.

    In sintesi, una robetta da farsi scivolare via senza seriamente preoccuparsi di dispute teologiche e ben disegnato e colorato ,attenendosi alle forme del realismo. Sull’attendibilità storica non sono qualificato a garantire.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • Fase acuta dello scontro. Con un astuto diversivo Negan riesce ad incrinare le difese approntate da Rick, per poi tentare di radere al suolo Alexandria e i suoi abitanti scaricandogli addosso un arsenale di bombe a mano! Inaspettati rinforzi compensano solo in minima parte una situazione che si sta facendo pericolosamente critica per i ribellati ; stando ancora con Ezechiel scosso e sconcertato per il fallimento militare della spedizione da lui capeggiata e due conosciuti personaggi alle prese con gravi guai personali…

      Kirkman lascia nella “m.” i “buoni”, con lo spiraglio del doppiogiochista che nuoce al gruppo di Negan, di nuovo ringalluzzito dalle devastazioni che riesce ad infliggere ad Alexandria, in un clima al momento di guerra totale all’ultimo sangue. Spaventi, azioni e ritorsioni comprimono la narrazione dell’aspetto psicologico dei personaggi, anche se qualcuno un po’ perso di vista torna in auge. Parte mediana del ciclo guerresco, l’albo scorre con tambureggiante fluidità in attesa ovviamente di ulteriori sviluppi.

      La distribuzione americana del fumetto si è fatta quindicinale , richiedendo l’apporto delle chine di Stefano Gaudiano, che sta compattando egregiamente le matite di Charlie Adlard. I toni di grigio di Cliff Rathburn dal canto loro risolvono al meglio alcuni problemi , come ad esempio la carnagione delle persone afro-americane.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • Storia completa. 144pp., b/n, 5,00€.
        Il disegnatore Marc Malès si sperimenta anche sceneggiatore, tracciando una storia americana nel segno del poliziesco noir,dato che gli consente di pigiare su una certa letterarietà d’impianto, che forse maschera l’insicurezza del principiante di voler spiegare tutto ciò che occorre , di una vicenda che contrappone “filosoficamente” un Valjean al suo Javert, che qui _da protagonista_ è un misto tra Orson Welles e Raymond Burr, semialcolista e mignottaro. Un mastino _ e perlomeno ligio alla professione_ di ispettore, che sorprende i colleghi prendendosi una rara “vacanza” in provincia , dove potrà incontrare un uomo che aveva fatto arrestare , con grande difficoltà, molti anni prima, per gravi crimini che tuttavia cadono sotto una diversa luce, a causa di rivelazioni recenti ottenute dal carcere. Trova una persona completamente cambiata che, senza aver seppellito il suo passato comprensivo della lunga detenzione, ha trovato un ferreo sostegno nella religione cristiana, e da lì ha costruito una rispettabile e discreta esistenza ,allietata da una moglie e due bambini, che cura esemplarmente. Un quadro idilliaco (troppo?) che il burbero sbirro è ben deciso a mettere sotto torsione , per distillare la “verità” ; che per lui prende un significato di autocoscienza…

        Bello, con vignette talvolta schiacciate da didascalie , ma spesso anche in grado di dipanarsi in diverse tavole in termini squisitamente visivi , combaciate da un serrato montaggio, con dispiego di macchinoni e costumi d’epoca ( circa il 1941)e gli spazi metropolitani di città USA ancora adiacenti alla campagna. L’autore gioca con equivoci indotti in percorsi di vita chiamati (ed infine dimostrati ) ad una virile coerenza. Conoscibile per altri suoi lavori la passione per la vista aerea , “rubata” a qualche uccello. In generale, forse non il suo fumetto più cesellato sul piano estetico, ma pregno, immagino, di una sentita cupezza , che si regala però un positivo finale.


        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • Lo trovo, onestamente, un numero debole, che tergiversa sulle psicologie dei vari personaggi, puntualizza una situazione che par dare ragione alla ricostruzione dei fatti resi nella prima uscita, e si fa drammaticamente avvincente solo nelle ultime pagine, dopo che tuttavia la spedizione dei protagonisti pare aver preso una strada tortuosamente ed esoticamente non centrale. Più che aumentare, il mistero della scomparsa di Mike Somerset III, pare stagnare nelle insidiose acque interne e nei lussureggianti passi montuosi della Nuova Guinea, mentre lo scompiglio creato dal twist precedente la conclusione serve a tener desta l’attenzione sulla sorte personale dei viaggiatori. Ché qualcuno si farà male.

          Mentre dunque (imho) Luigi Mignacco la tira per le lunghe , Marco Foderà tenta di sveltire il lavoro sulla imponente massa di cose da disegnare, risolvendo con macchie nere per la vegetazione e figure in campo lungo semplici ed approssimate. Meglio i primi piani , puliti ed espressivi.
          Vorrò vedere come finisce, ma l’interesse mi è sceso piuttosto anzichéno.
          p.s.) la quarta di copertina minaccia di essere un pesante spoiler.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • Collana Weird Tales. 110pp., B/n, 3,90 euro.
            Testi_François Debois / Disegni_Jean-Charles Poupard.
            Si lavora, nello spiriti intrinseco della collana, tra gli interstizi di storie arci-note ( spalleggiate da ulteriori citazioni altrettanto ben sedimentate nella cultura popolare) per deviarle ed allargarle su percorsi narrativi originali. Sulla distanza l’effetto è un po’ quello delle soap-opera, con un ristretto numero di protagonisti che si interscambiano i ruoli fino a quasi esaurire tutte le combinazioni concepibili. In questo caso si rimaneggia la biografia dell’incaricato alla cattura del “mostro”: Ispettore Frederick Abberline da Whitecapel, postaccio londinese in cui pascola la follia omicida del “The Ripper”, con nomignolo Jack, sobillando la psicosi del popolino e dei suoi Masaniello , già scontenti per altri misfatti che la sceneggiatura si degna d’accennare. Le maglie dell’indagine abbracciano varie brutture dell’umano, ma scartano fatalmente verso la disastrata family dell’affannato Abberline… Che acquista centralità più esclusiva nella seconda parte (ossia episodi) in trasferta a Parigi, sulle sanguinose tracce di un “continuatore” del macellaio. Cornice e prologo guardano a “Frankenstein ;or, the modern Prometheus” ,; con salti temporali dell’azione stranianti, partendo peraltro da basi non poco fantasiose ( nel senso di inattendibili e fuori misura).
            C’è qualcosa di Riccardo Mannelli nelle iperrealistiche figure del bestiario londinese, oltre ad un bel senso compositivo delle tavole , anche spaginate e per il resto molto variegate nella organizzazione della gabbia.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • Shockdom srl; 48pp., a colori, 3,00€.
              Incantato dalle lusinghe di un’effimera notorietà nelle spoglie di Maschera Gialla, Max fantastica di apparizioni televisive nei salotti di Marzullo e Barbara D’Urso ( citati e talvolta ritratti esplicitamente) dove spandere il suo ego , per delle prodezze ( vedi MG ep.1) accolte in vero dai suoi concittadini romani con crescente sprezzo e disincanto. Carico comunque per l’incontro incidentale con una sua vecchia fiamma e punzecchiato da Viola ( forse attanagliata da un sentimento di gelosia…), Max non ha troppo tempo per commiserarsi , anche perché nuovi nemici si parano all’orizzonte…
              Lo sceneggiatore Giovanni Guida traccia le coordinate elementari della quotidianità affettiva e lavorativa del ragazzo ed aggiunge qualche vago fondamento alla coorte dei suoi antagonisti , relazionati come lui ad una maschera gialla. Il finale è un crossover promozionale pubblicitario ad uso interno , che congeda (o piuttosto contraddice) il tema portante dell’albo, incentrato sulla necessità di proporsi in maniera sincera e diretta, per non venire sgamati , sbugiardati o fagocitati dal rutilante mondo dei mass-media. Non avendo naturalmente la cupezza dei super-eroi “seri”, nei testi MG pecca forse nell’insistere con le sottolineature ( non si contano i punti esclamativi messi ad ogni dove…)ad effetto, a sostegno di dialoghi e situazioni più concitati che brillanti e ragguardevoli. Davide Caporali disegna, colorate ( con le sfumature cromatiche impresse da Alberto Turturici) “emoticons” buffe ed umoristiche. Ammorbidendo le linee non disdegna comunque di strizzare le forme sessuate delle ragazze in succinti ed aderenti Top, per il subbuglio ormonale di Max e chissà , dei suoi più giovani lettori. La pubblicazione è trimestrale.
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • SBE, 128pp., a colori,6,00€.
                L’editore non ha confermato la formula del “Almanacco del Giallo”, proponendo in sua vece per la cadenza annuale un albo fuori collana a colori, che Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero ai testi attagliano alle vicissitudini di Julia quando era ancora una giovane studentessa di criminologia. Peraltro vicino a presentare la tesi di laurea e mostrando perciò le caratteristiche caratteriali che impronteranno gli anni a venire, ovvero le avventure che abbiamo seguito in una serie regolare ricca di oltre duecento uscite. Rimane come passo incompiuto la chiarificazione dei suoi “veri” sentimenti verso il carismatico insegnante Raymond Cross, che la segue attentamente nella sua formazione accademica.

                Capita così un’occasione di approfondimento professionale con un Convegno di criminologia che si svolge in una località marittima vicino a Garden City, con Julia che acconsente ad accompagnarsi a Cross, spesata come sua assistente. Mentre cerca tempo e modo di dichiararsi Julia viene coinvolta nel caso di omicidio di un collega del suo professore, che diventa un sospettabile al pari di tutti gli astanti del seminario ; e come unica estranea all’ambiente incaricata _di concerto con la polizia locale_ di tessere il profilo di un omicida inquietante e perfino imbarazzante, nel contesto dei Consulenti di Giustizia…

                Purtroppo (imho), come si auto denuncia la sceneggiatura , la storia è una polverosa e labirintica indagine alla Hercule Poirot, con tutti che diffidano di tutti, fanno gli splendidi di facciata ma hanno dei loro spesso miserevoli segreti. Julia ci mette solido intuito e capacità di muoversi sottotraccia, in un giallo che offre al lettore la gran parte degli elementi utili (e non granché elaborati) per giungere alla risoluzione del caso. Coda finale per le questioni di cuore.

                Ai colori Arianna Florean lavora bene ombreggiature e sfumature. Antonio Marinetti non smentisce la puntuale eleganza e pulizia del suo segno, che non viene meno anche quando è richiesto un gran numero di personaggi nelle vignette, canonicamente fissate in cinque/sei a tavola. Ritorno ad una cover di Marco Soldi e numero (“1”) che lascio senza averne ricavato uno “speciale” interesse.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • Fascicolo uno. 96pp., b/n, 3,20€.
                  Testi_Michael Alan Nelson/ Disegni_ Declan Shalvey.
                  Espansione fumettistica del dittico horror cinematografico. Abbastanza banale nelle premesse e nello svolgimento , comunque ritmato e fragoroso , col passo veloce del formato, in origine, a 24pp. ad episodio ( che inizia esattamente da dove era terminato quello precedente). Studio dei caratteri basilare da serviva (cine) comic. Battute da donne e uomini “veri”. Flashback della vita ordinaria precedente, rimpianta da non credere, per addolcire e mettere in pausa i drammatici capitoli di una sceneggiatura che vede rispuntare una tipa nera inglese ( già vista nei film), ingaggiata riluttante da un americano che si vuole fiondare a Londra con i suoi collaboratori , aggirando in maniera poco ortodossa l’embargo imposto dalla messa in quarantena dell’isola, per fare un report esaustivo della situazione vigente e magari capire le cause del contagio che ha trasformato la gran parte della popolazione in vaganti tarantolati , aggressivi ed infettanti ad oltranza, anche solo con l’esposizione ai loro fluidi sanguigni. Come si può tropo facilmente immaginare l’americano e soci sono troppo fiduciosi nei loro mezzi e l’impatto con la realtà sarà a dir poco urticante…

                  Neanche lo stile di disegno, imho, fomenta eccessivi entusiasmi. La squadratura in tratteggi e la sommarietà degli elementi resi in secondo piano richiama la grana grossa dello staff che ha serializzato “John Doe”; e non vuole essere un complimento. Si spera che procedendo gli autori sappiano discostarsi Dagli “Aliens/John Rambo” vari.:lingua:
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  • Ed. Cosmo, 128pp., b/n, 2,90€.
                    Ultimo numero della miniserie ( è però in cantiere almeno una nuova storia, prevista in distribuzione a “fine novembre”). L’episodio è un accumulo di situazioni horror splatter innanzitutto a testimonianza della virtuale indistruttibilità di Battaglia ( ritorna il particolare ironico del cervello spappolato di PB ; cosa che non gli crea particolari impedimenti cognitivi…) e per dar conto della lotta criminale per detenere il mercato dello spaccio di stupefacenti. Il Vampiro si affilia ad un potente Camorrista, ma al solito conta di giocare in proprio. La tracotanza di un altro luogotenente del Boss e la concorrenza ostile dei fuorilegge cinesi gli apre quasi provvidenzialmente la strada per scalare in senso assoluto i vertici del traffico di droga.

                    Fumetto gradasso ed in questo senso “ignorante” , ma attento ad agganciare gli argomenti di tendenza o comunque solidamente impiantati nella storia italica, “Battaglia” dispensa essenziali battute mordaci e colluttazioni e sparatorie tanto eccessive da non lasciare immaginare come si possa andare oltre. Stefano Marsiglia sceneggia in italiano misto napoletano, come sdoganato da serie tv di successo , nel solco della produzione letteraria di Roberto Saviano, qui anche ed intuibilmente omaggiato. Il dipanarsi della trama segue un profilo abbastanza classico , speziato _come detto_ dalle parossistiche esplosioni di violenza; e l’albo è tutto dentro questo range, imho.

                    Sul piano visuale l’ipertrofia di PB dovrebbe comunque avere una base realistica , ma il segno massiccio e poco misurato di Riccardo La Bella sembra piuttosto affine alla caricatura e all’immediatezza della illustrazione satirica.
                    L’editore si è dichiarato, bontà sua, soddisfatto del riscontro generato da queste quattro uscite, ammettendo di aver voluto “alzare la voce” ,per farsi “sentire”. Vediamo ora se riusciranno a non farsi dimenticare.
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                    • Episodio della serie regolare, scritto da Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza, che è nettamente migliore (imho) dello Speciale a colori appena uscito.
                      Lascia defilata Julia sul piano dell’azione ( demandata ad un’altra donna…) ma la investe fortemente sul piano psicologico; e pure sottoposta al giudizio di persone che non la conoscono ma, provate direttamente dal dolore, la ritengono finanche fredda ed intransigente ( chissà se gli sceneggiatori _che iniziano l’albo con una discussione amena sui telefilm_ abbiano voluto saggiare una pseudo- versione di “Sherlock Holmes” o “Dr. House”?) ai loro bisogni.
                      Con la chirurgica esattezza scaturita da “statistiche più intuito”, Julia stende la profilazione di un serial killer, nel nascere delle sue pulsioni omicide , frutto di scompensi affettivi malcelati da una carriera professionale, con attitudini relazionali ,che l’assassino sfoggia con solarità solo esteriore. La ricerca “accurata” dei suoi bersagli ci fa fremere per le sorti delle possibili vittime; ed anche le situazioni più reiterate ( come l’immancabile bisticcio procedurale tra la criminologa ed il Ten. Webb…)sono risolte con un margine originalità. Finezze in un quadro di espressioni che distrattamente si percepirebbe come immoto.

                      Ernesto Michelazzo disegna a là Bacilieri ? Con linee spessorate che ne inglobano altre ben più lievi e precise. Un’alternanza riscontrabile anche tra prati e fogliame; mentre gli interni _vedi la mobilia_ hanno la funzionalità un po’ asettica da disegno tecnico.

                      Numero che si distingue, anche per l’impatto della copertina.
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                      • Un momento di ri-organizzazione “militare”, gravido di accadimenti, delle fazioni in guerra.
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                        Numero fatto di poca azione e molti dialoghi , e qualche momento di raccoglimento per chi fa coppia ( per dirla con Gianfranco Manfredi anche “informazioni non necessarie” su Jesus). L’albo non soffre, imho, di stanca e le situazioni che si vengono a creare sembrano essenzialmente pertinenti all’arco narrativo destinato a chiudersi solo ad ottobre.

                        Se può essere definito imperativo l’uso di sottolineature grafiche come il vignettone anche a doppia pagina, la vivacità e drammaticità dei dialoghi chiamano pure l’uso di vignette molto più sobrie e ritmate sulla scia dei dialoghi magari sviluppate in serie su una bisettrice verticale.
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                        • 130pp. , b/n, 16,00 euro.
                          Testi_Luca Enoch / Disegni_Claudio Stassi.
                          Fosse stato partorito nell’urgenza dell’attualita questo comic si sarebbe potuto definire “graphic journalism”, forte anche dell’attenzione data al genere dall’editore. Rimane comunque una densa ricognizione storica sul nazionalismo radicale di alcuni ebrei, ante la costituzione dello Stato d’Israele . Uno sparuto drappello di uomini e donne che guardò alla Palestina , nel decennio a cavallo della IIa Guerra Mondiale, oltre la questione araba e perfino dell’antisemitismo nazista (!) per concentrarsi ad estirpare innanzi tutto l’influenza dello Stato Mandatario nella regione : L’Inghilterra. L’organizzazione “Combattenti per la Libertà di Israele “ (LEHI), spregiativamente indicata dagli inglesi come “Banda Stern”, dal nome del loro “illuminatore”e fondatore Avraham “Yair” Stern ,prende la deriva su cui si impasteranno le sigle eversive anche di casa nostra nei successivi decenni : settarismo e massimalismo irriducibile; militanza totalizzante , clandestina e cospirativa; spontaneismo armato privo di una piattaforma propositiva pragmatica; ed uso sistematico della violenza , dall’omicidio (o stragismo) politico fino alle rapine in banca a scopo di auto-finanziamento. Ultraminoritari e d’altronde scissi da altre realtà borderline combatteranno con azioni eclatanti il loro sostanziale isolamento con progressiva insignificanza nel quadro costituito dagli assetti post-bellici, ma avranno tuttavia una qualche forma postuma di riconoscimento “patriottico”, riuscendo ad esprimere perfino un Primo Ministro proveniente dalle sue fila, Yitzhak Shamir.

                          Fumetto non esattamente “di svago” od adatto ai bambini , servito da dialoghi stentorei ed ansioso di coprire una parabola di molti anni, optando anche per cesure drastiche ed ellissi in andirivieni temporale, per darci un affresco del Sionismo che, nelle intenzioni di Yair andava aderito geograficamente alla lettera, ossia alla Parola di Dio.

                          Stile di disegno sul grezzo , non avaro di particolari ma che lascia una qualche sensazione di mancanza di rifinitura; di linee sottili che rimandano (parecchio) a Gipi.Prezioso il commento introduttivo di Claudio Vercelli.

                          Per lettori motivati ad approfondire il tema storico; altri, legittimamente, potrebbero trovarlo un po’ pesante.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • ragazzi non so se chiedere in questa sezione del forum ma io avrei a casa dei numeri di fumetti marvel e non...
                            di capitain america ho quello che si unisce ai vendicatori,penso che sia un pezzo raro ma ho un dubbio:il numero fa parte di una collezione della deagostini uscita parecchi anni fa,secondo voi valgono qualcosa?
                            https://67.media.tumblr.com/3a3d34d5e501710918e93bfd45b6aeb5/tumblr_oau7c78sf41rsud76o1_500.gif

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                            • 96pp., b/n (e blu), 14,50 euro.
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                              Emblematica nella premessa, con Marion pubblicitaria parigina, competitiva ed egocentrica ( la sceneggiatura si sforza di restituire le ombre spudoratamente negative del personaggio, prive di un quadro tendenziosamente auto-assolutorio), festaiola e se si vuole “leggerina”, dopo una delusione sentimentale , tensioni lavorative e spesso e volentieri consumo di stupefacenti si lascia intrigare da un amico introdotto (e reclutante…) ad interessarsi alle riunioni “esplorative” di S. La “discesa agli inferi” è analitica più che melodrammatica, drammatizzata dal momento iniziale della storia, quasi un “Mindnight Express” , in cui un’ansiogena Marion fugge in treno…Tolto questo scenario , in aggiunta alle descrizioni degli effetti delle droghe,lascia però l’impressione di fondo che il linguaggio della nona arte non sia imprescindibile per questo tipo di racconto , ispessito da lunghe didascalie ,che spiegano pure i non molti momenti non dialogati. Magari lo stile realistico dei disegni avrebbe fatto troppo “Opuscolo dei Testimoni di Geova” (?) e si è optato per figurine semplificate da cartoon, con le teste grosse e rapide differenziazioni caratterizzanti. Gli autori (scambiati nei crediti, simili nel curriculum, e dunque non saprei chi ha scritto, chi ha disegnato…) sono Pierre Henri e Louis Alloing. L’editore ha chiuso i battenti da tempo e perciò la disponibilità del volume_ corredato da due stringati interventi sulla infiltrazione francese ed italiana di S._ è in esaurimento.
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              • Quella franco-belga mi manca. Hai qualcosa da consigliare? Magari spostiamoci nella sezione fumetti.
                                L'ho iniziata da circa un anno. Sicuramente è forse la scuola fumettistica che a livello qualitativo risulta essere la migliore di tutte, per un motivo semplice; cioè pubblicano un volume all'anno di 48 pagine all'incirca. Si capisce bene che avendo un anno per pensare alla sceneggiatura e sopratutto per disegnare, il volume che si ha tra le mani, non può che essere qualitativamente eccelso (poi le ciofeche ci sono sempre). Come consigli...

                                - Blueberry ( Storia : Charlier, Disegni : Jean Giraud (vero nome di Moebius) : Charlier era un'avvocato che siccome s'era rotto le scatole di fare la sua professione, decise di scrivere fumetti. Blueberry è un western nato negli anni 60 e proseguito tutt'oggi anche dopo la morte del duo originario. Comunque niente da temere, i volumi vanno a cicli. i soggetti sono sempre i soliti dei western (la miniera, trova il bandito, federali vs indiani, fare lo sceriffo etc...), però sono sceneggiate in modo eccelso da uno Charlier che si dimostra essere una penna estremamente buona. Disegni di Jean Giraud/Moebius "acerbi" (per modo di dire), poi risplendono magnificamente.
                                - L'Incal ( Storia: Jojorowsky e Disegni : Moebius)
                                - I Maestri dell'orzo ( Storia : Van Hamme, e Disegni : Vance). Van Hamme è un mostro, ha 4 lauree e ciò gli ocnsente quindi di sfruttare appiano le sue enormi conoscenze con le sceneggiature dei suoi fumetti che tratta di argomenti più disparati. E' riconosciuto come maestro dei trhiller spionistici ( XIII, Largo Winch e Lady S), ma è abile anche con storie di stampo fantasy/storico ( Thorgal). I Maestri dell'orzo è il racconto di varie generazioni della famiglia Stemphord che da metà ottocento sini alla fine degli anni 90', devono gestire l'impresa di famiglia dedita alla produzione di birra. La storia sembra del cavolo, ma non lo è perchè Van Hamme è un maestro nella narrazione ed inoltre vediamo sullo sfondo tutti gli avvenimenti storici.
                                - Persepolis di Satrapì : Volume autobiografico dell'autrice iraniana che se non erro ha diretto anche il film d'animazione ononimo che però non ho visto.
                                - Il Complesso dello Scimpanzè di Marazano e Michael Ponzio : Fantascienza di stampo adulto. Lo definirei...un mix di Interstellar con la stranianzione claustrofobica di Sunshine...disegni mostruosi.

                                Per ora sono i primi comics francesi che mi vengono in mente.

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