annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Bao Publishing. 200pp. , b/n ( con toni di grigio), 17,00 euro.
    Testi e Disegni di Michele Rech.
    Fachirismo sulle uova, destinandosi al viaggio spirituale che porta in dote ed in aggravio le paturnie/paranoie di ZC medesimo, ma pure dei tanti contatti _ virtuali e non_ che chiedono ( o meglio, pretendono!) di conferire con lui , ormai fumettista affermato e compreso nel suo ruolo. Seconda antologia dei post disegnati per la consegna al suo sito internet; precisamente editi dal -4/03/2013 al -7/04/2015, ed ora impaginata su un brossurato di generoso peso cartaceo.
    Affiora un gusto proto-fantozziano per le introduzioni epigrafiche in esergo al (web) comic , che ha uno svolgimento normalmente assai più prosaico; e da qui scatta l’ilarità in giustapposizione , magari velata da una malinconia mai sentenziosa ed appiccicosa, sebbene _a bella posta_ vengano di norma inseriti quei richiami pop ed infantili che creano un senso cameratesco e primigenio di appartenenza comune. Le brevi storie possono_ come avviene in molti video da youtubers_ essere fissate in alcuni punti qualificanti, lasciando magari cadere citazioni meno scontate , ovvero più ricercate e “sul pezzo”; dentro un orizzonte di riferimento per giovani adulti metropolitani ,con un lavoro (precario?) di tipo intellettuale-ripetitivo. Totalmente espunta la dinamica classica del nerd che vuole conquistare la bella ragazza , salvo i riferimenti goliardici “all’amico cinghiale”, una sorta di ingrifato perenne come il Conte fiorentino reso comicamente da Bebo Storti in televisione. Piuttosto il pensiero corre ad amici, magari portatori di una certa radicalità idealistica che ZC tiene a non voler indispettire, venendo peraltro dal loro stesso ambiente (e conoscendone, d’altro canto, pure le rigidità interpretative …), pur difendendo un suo autonomo percorso di crescita personale e professionale. Irresistibile (imho) quando carica ( anche graficamente) la progressiva esasperazione del suo personaggio attizzato dalle provocazioni degli “Accolli” , che spezzano ogni possibilità di mediazione e moderazione dialettica.
    Salvato dal disincanto della sua romanità e da un gusto per un’analisi autoironica quanto autocritica, ZC tiene il punto, in una “parabola” di quarantacinque tavole inedite, sul suo oggi (le uova) ed il suo futuro (la gallina che le ha deposte…), indirettamente (?) rispondendo alla critica che gli viene pure mossa di fossilizzarsi su facili e cristallizzati luoghi comuni , trattenendoli magari per non fare i conti con il tempo che passa anche per lui.

    Il profilo comico-satirico non ha la fissità schematica propria delle strisce umoristiche, e lascia campo a sottolineature visive , quali le linee cinetiche ed elementi che somatizzano gli stati d’animo del personaggio (…con armadillo immaginario : il suo irrinunciabile ma non unico contraltare dialogante). Lo stile rimane peculiare e riconoscibile. Qualche volta i dialoghi e soprattutto didascalie saturano le tavole che tuttavia godono anche di aperture a tutta pagina ed una buona <applicazione nella resa degli sfondi.

    Bello, e con di più di telefilm e merendine.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta



    • 46pp., b/n, 4,00€.
      Trovare la volontà di alzarsi dal letto un’impresa erculea. Procurarsi da fumare uno sforzo elevato allo spasimo, una ricompensa ardita come saltare sul tetto di una locomotiva in piena corsa . Un uomo in una stanza tenta di fugare la nera malattia che lo opprime. Lo sferragliare ferroviario che ode da fuori e lo schermo di un pc adibito a sveglia scandiscono le sue certezze e gli si rivoltano come sue ossessioni. Dolore prima della liberazione. Forse.

      Non esattamente commerciale il segno di Giovanni “Fubi” Guida ( accreditato anche come co-sceneggiatore) , accostabile a cose sperimentali alla “Pacifico” o “Bambini”di Vivès ,spoglio e squadrato come il Bevilacqua più essenziale, un Baudoin più pesante che ritrae il Tipo alla Gipi. L’altro sceneggiatore è Dario Moccia , nome spendibile in Rete , essendo l’animatore di un omonimo canale di largo seguito su Youtube. Una piccola storia che rimanda metaforicamente (?) ad altri demoni interiori, come la depressione ;e nel suo svolgimento la guarigione da astinenze (droga e alcol…). Poiché one shot non ha avuto probabilmente bisogno di calare la carta della identificazione generazionale guardando a problematiche hipster, magari su un registro comico-demenziale. Qui c’è poco da ridere, e si lascia alla sensibilità del lettore il coinvolgimento emotivo per patologie del “mal di vivere”, che potrebbe anche essere interpretato come uno schiaffo alla miseria che migra (in treno?) verso di noi.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta



      • SBE.96pp. , b/n , 3,50€.
        Oggetto narrativo peculiare, questo scaturito dalla tastiera di Pasquale Ruju. Un canovaccio bifronte in cui convergono gli idealtipi del racconto noir , ma sfasati in due mondi (…sostanzialmente rappresentati da due insediamenti urbani ) distinti ma inesorabilmente contigui, seppure solo occasionalmente comunicanti per via…Ectoplasmatica!

        Nella city dove scorre il nostro tempo viene commesso un omicidio in una chiave di sacrificio satanico (?) ai danni di una giovane donna, con un papà molto in vista. Perciò la polizia è particolarmente pressata sul caso , affidato alle indagini della ambiziosa Isp. Soul.

        Nella città vice versa dove il tempo è fermo e nessuno può generare altre vite poiché è già …Defunto di morte violenta, l’investigatore privato Melvin Soul ; padre della poliziotta, ivi giunto accoppato a Hellnoir ventotto anni prima ,si attiva per aiutare la figlia, districandosi tra le “regole” imposte nella sua realtà, tentando di raggiungere la vittima dell’omicidio (!) , che come tutti i morti dolosamente è sbarcata a H., subito presa in ospitalità da gente dei quartieri alti.

        Hellnoir è un Purgatorio (?) piovoso e metropolitano, sensibile ai malaffari ed ai piccoli e grandi piaceri della “vita”; in cui si possono scalare i vertici della società,in concerto con tutori dell’ordine altamente violenti e corrotti: E si può pure morire , ma mai per cause naturali. Un gigantesco set per un gangster movie in costume, a disposizione per pastrugnare gli stereotipi più codificati del genere, con la licenza della loro teorica immutabilità, organica ai personaggi che popolano la storia.
        La prima parte di questa mini-serie è perciò quasi solo uno spiegone di cos?è Hellnoir ( da qui la difficoltà anti- spoiler di eludere la natura particolare del luogo; e d’altronde il private eye protagonista non ha ragione d’essere reticente…), con l’introduzione dell’omicidio eccellente/eccentrico della Tipa; e della Tipa figlia che vi si immischia.

        Tralasciando sterili polemiche di primogenitura , Giovanni Freghieri ai disegni attaglia al mondo dell’aldilà un’estetica da “Sin City”, mentre nelle parti con il presente “convenzionale” ripesca le sottili e sinuose bordature di un segno sì elegante ma forse più affrettato che in altre prove.
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

        Commenta



        • Vol.1 La Cena degli accordi.
          64pp., a colori. 4,00€.
          Testi_Lucio Staiano e Gianluca Caputo / Disegni_ Giulio “Batawp” Rincione.
          Gli autori la mettono giù subito dura ( ) concionando filosoficamente di “fenomeno” e “noumeno” a perorazione di una struttura narrativa che estremizza la percezione della “realtà” in base al punto di vista di chi pretende di fissarla, e combinarla con la percezione che ognuno ha di se stesso. Ne viene fuori un principio di thriller fanta-politico , ambientato in Europa in un futuro non remoto, in cui si elevano a prassi pratiche di lobbismo certamente non sconosciute neanche ai giorni nostri, interrogando le forme di rappresentanza democratica, la cessione di poteri transnazionali e l’opposizione di elementi di massa cavalcati su basi populiste da leader discussi e non verificati alla prova dei fatti. Gli onnipresenti oggetti di registrazione elettronica ( molte le vignette “marchiate” da loghi come fossero il rimando di immagini audio-video) sposano inoltre l’antico dilemma di “chi controlla i controllori?” e sa/può orientare il consenso, parlando alla opinione pubblica indistinta , sostanzialmente senza farne parte. I Vip’s dispongono di una sorta di “grande fratello” personalizzato che monitora le informazioni su di loro, elaborandole ed offrendo soluzioni operative.

          Motore della storia è il Blogger di riconosciuta popolarità in Rete Salomon Maimon, un anti-conformista eppure cercato da una delle personalità continentali più influenti, Erika Bonn, per presenziare ad un prestigioso consesso ove _secondo lo statuto vigente nell’Unione_ si puntualizzano gli accordi per trovare una guida presidenziale comunitaria. Accompagnato dalla consorte Salomon dovrà scegliere se pagare la sua “purezza” con l’isolamento od appoggiare il candidato più vicino alle sue idee , magari con la prospettiva di avvicendarlo lui stesso.
          L’albo è uscito recentemente in edicola, ma è datato 2014 e perciò potrebbe essere frutto di una iniziativa di rilancio. Accaparra la definizione di “quantistico” mostrando in contemporanea le sfaccettature attribuibili ai protagonisti. Dunque, per qualcuno Salomon sarà un informale influencer, e per altri un politicante azzimato ed accentratore. Manovratore , o piuttosto manovrato? Allo stesso modo Erika Bonn sembrerà anziana ,ma neppure tanto, o mediamente piuttosto alta di statura ,anzi di altezza media ecc…

          Non è la precisione cartesiana il tratto saliente del resto neanche del disegnatore; che piuttosto sembra arrivare dalla nidiata dei continuatori di Pacinotti, con linee sbilenche eccedenti , mai del tutto pulite, efficaci ma sommarie in alcuni frangenti. Bella ed attenta la distribuzione dei colori in ossequio ai tagli di luce; od in aiuto del lettore che potrà distinguere dalle tonalità usate l’impronta associata ai protagonisti di un fumetto da leggere con un minimo di attenzione, per quanto forse più difficile da “spiegare” che da guardare.
          Si spera esista una continuazione cartacea.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta



          • Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Giuseppe Càndita.
            Con la comune passione dei videogiochi in Rete, i giovani Duane e Jenny stringono una forte intesa, che decidono di concretizzare infrangendo la barriera della virtualità per relazionarsi di persona. Lui subito coinvolto, lei più guardinga e sfuggente. Ma la notte stessa del loro primo appuntamento off line Jenny ha un infausto incidente stradale… Circa quattro anni dopo Duane ha modo di vedere nel riflesso di uno specchio incidentalmente fotografato in una località canadese le fattezze di Jenny! E perciò decide di assumere Julia per chiarire il mistero.

            L’episodio regge saldamente nei suoi motivi di interesse, incuriosisce e coinvolge; anche se il riferimento nel titolo non è insostituibile , e tra le righe si può cogliere l’ammissione che si tratta di un pretesto modaiolo per rimodernare una “eterna” storia macabra/misteriosa , che sconfina in un esoterismo che gli autori non hanno interesse a sconfessare integralmente (trattandosi pur sempre di un fumetto a scopo di intrattenimento….).

            La trama si inerpica in congetture piuttosto intricate, per poi planare tuttavia in una soluzione abbastanza cristallina , che scruta sociologicamente le nevrosi di una borghesia fatta piccola ma poco risolta nella sua coercibile medietà. Continuo a pensare che il personaggio di Julia nelle sue motivate pretese di realismo si prenda dei rischi (troppo) spettacolari per incastrare il malfattore di turno. Peraltro la sceneggiatura pare quasi dover svicolare dalle possibilità odierne offerte dalla tecnologia per tenere a galla un soggetto che potrebbe risolversi altrimenti in “ordinari” e “lenti” riscontri scientifici.

            Misurati in un equilibrio di correttezza e di adesione estetica allo stile della serie , i disegni forse peccano di freddezza progettuale, specie gli immobili che sembrano poco vissuti.
            Numero comunque dalla progressione avvincente e spedita.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta



            • 96pp., b/n, 3,20€.
              Testi_ Michael Alan Nelson / Disegni_ Alejandro Aragon.
              L’Eroe aggredisce il Caos apocalittico con insperata prontitudine: è un tetragono del fare, magari ai nostri tempi senza gli slanci alati e pomposità Dannunziane ,ma con la rudezza risoluta di chi ha uso di mondo facendo calare una battuta colorita piuttosto che un franco e perentorio colpo di machete. Tuttavia così la sceneggiatura si imballerebbe in un’agiografia da Cine-giornale Istituto Luce , perdendo ritmo e la piega ferale praticamente già promessa in copertina… E vai allora che la nostra Guida-Rambo al femminile compie un paio o più di “inspiegabili” leggerezze per finire in un casino , peraltro fomentandolo ulteriormente per uscirne…

              Posto un qualche accento politico sulla “quarantena” imposta al U. K. E sui timori da contagio letteralmente, che possono , metaforicamente, rimandare alle Balcanizzazioni di fine secolo scorso ( l’irrompere dell’Esercito dietro ai fuggiaschi/viandanti segna però il passo a scorta di vicende future…), corre constatare che i cap. 13_16 qui raccolti risalgono al 2010 , perciò antecedenti al successo di Robert Kirkman, che per il suo Negan ( in “The Walking Dead”) ha doppiato caratteristiche ben riconoscibili del Villain di questo albo . Non che, d’altronde, pure “Orfani : Ringo” non peschi nello stesso stagno…

              L’edizione de-colorata svilisce i disegni del nuovo autore , lasciando un segno di incompiutezza alle tavole . Di suo, imho, esagera ad infossare le guance degli umani , facendo poi scendere ombreggiature che sembrano tatuaggi e dando un taglio degli occhi poco attraente; nell’insieme di una certa spartanità non troppo difforme dagli esiti dei numeri precedenti. Mini-serie prevista su sei uscite a scadenza mensile.
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta



              • 3. Punta di diamante. 48pp., a colori. 3,00€.
                Testi_ Giovanni “Fubi” Guida / Disegni_ Davide Caporali.
                Tra battutine pericolosamente sulla soglia dei bimbominkia ed un accumulo di duelli e trielli di supereroistica fragorosità, il fumetto si stiracchia in una trama esile che convoca un carismatico Super Capitolino che si offre a svezzare i tre virgulti (Maschera Gialla, Violet e TNT) ed un misterioso nemico nell’ombra che sta tracciando Max /MG per scoprirne l’identità.
                Ulteriori scampoli di storia sono agganciati al rapporto di Max con la mamma, con l’amica “primo amore” ed al lavoro non propriamente esaltante in pizzeria.

                Come in certi telefilm americani fracassoni ma “politicamente corretti” ci si mena con foga e grande baccano di effetti speciali ,ma senza conseguenze veramente irreparabili, magari dandosi appuntamento per prossimi round. Scottato dall’attualità il lettore forse potrà (vorrà?) intravvedere in sceneggiatura velate metafore di episodi di corruzione agli atti della cronaca giudiziaria corrente. Sempre presente invece una malcelata critica al giornalismo sensazionalista, che agevola un qualche parallelismo tra Max e Peter Parker…

                Il taglio umoristico della serie rifornisce i disegni di una dotazione fissa di espressioni facciali esagerate, capitomboli da Nerds ed accecanti lampi di fuoco che rivestono un comic che forse sta già diluendo le sue potenzialità.
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                Commenta



                • 96pp., b/n, 3,20€. 1 di 2.
                  Testi e Disegni di Jean-Yves Delitte.
                  1945. Un sommergibile da guerra tedesco punta la rotta verso il Rio delle Amazzoni (!) per sbarcare in Sudamerica un misterioso “carico”, sorvegliato da un arcigno ufficiale delle SS. Durante il viaggio molti elementi dell’equipaggio periscono con spaventoso scempio dei loro corpi.
                  1951. Una spedizione cartografica che sta mappando L’Amazzonia rinviene in secca il relitto del mezzo bellico. Qualcuno non resiste alla tentazione di esplorarne l’interno , e vi trova (…).
                  2059. La Polizia di Venezia, tra le tante cose indaga su uno studente di economia che aveva contattato un suo professore universitario per accennargli la scoperta di un enorme scandalo finanziario. Poco dopo , entrambi vengono assassinati, a mezzo della stessa pistola (…).

                  Tre piani temporali intrecciati in maniera salda e continuata, generando la suspense sui passi e gli snodi di narrazione di tre vicende piuttosto intriganti anche sviluppate singolarmente, ma destinate a sovrapporsi , con modalità non troppo esplicitamente intuibili. L’andirivieni cronologico è presente peraltro pure in ognuno dei tre segmenti, in cui _alla maniera di “Lost”_ vengono puntualizzati piccoli e grandi eventi , inizialmente presentati accostandoli bruscamente ( aumentando straniamento e sorpresa) oppure dilatandone le tempistiche per creare al contrario curiosità impellente. A dispetto delle proporzioni degli interessi in campo , la catena di avvenimenti che ci porterà a confrontarci con la “verità” (…ma è comunque previsto un proseguimento della storia) prende quasi la forma particellare del “granello di sabbia” che blocca il gigantesco “ingranaggio”. L’anarchia dei militari-marinai gela i tributi al nazionalsocialismo, mentre il futuro ambientato in Italia sembra pregno di quella che si direbbe anti-politica.
                  L’autore è fregiato di essere Architetto e “pittore ufficiale della Marina belga”. Certamente gli interni del U-Boot sono resi con la dovizia quantitativa e qualitativa di chi non si contenta di approssimare degli sfondi per dovere estetico, ma fa immergere i personaggi in un ambiente in cui ogni manopola o porta stagna od ogni altro strumento sembra avere un suo tridimensionale scopo operativo. Bene anche i ritratti, che non tendono ad una bellezza artefatta e danno un senso di vissuto, rughe e barba mal fatta comprese (hanno tutti però delle caviglie ultrasottili…). Grandi vignette su doppia pagina liberano la bravura del disegnatore nel rendere nella loro ampiezza e progettualità sommergibili , aerei e tecnologie futuribili.
                  Si lascia la lettura senza la sgradita sensazione di essere appesi ad uno svolgimento sospeso in attesa di evolversi in una seconda parte che confidiamo comunque avvincente.
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                  Commenta



                  • Saldapress. 128pp. , a colori. 14,90€.
                    Testi_ Ed Brissom / Disegni_ Johnnie Crhistmas / Colori_ Shari Chankhamma.
                    Un prodotto Image, casa editrice che ha Robert Kirkman in “Chief Operating Officer”, a benedizione di un soggetto che non lesina efferatezze e crudeltà e si fabbrica il suo Villain ambiguo a partire da un evento scatenante forte , misterioso e non completamente decifrabile.

                    Un gruppo di famiglie che sembra condividere una fiera avversione al governo federale (e altro ancora…) sceglie un posto assai fuori mano , alla “The Village” innevato, per impiantare un accampamento e scavare dei bunker ove stivare al colmo delle loro capacità viveri e vestiario utili a sopravvivere a lungo termine a (…). I più giovani cercano di adattarsi alla poco attraente situazione; alcuni “intraprendenti”, in varia misura influenzati dal carismatico coetaneo Lucas lo seguono nell’ordire un piano di sopravvivenza che prevede nell’immediato uno lo spaventoso sacrificio di (…).

                    Una comunità “politicamente scorretta” che fa ciò che è “necessario” , o comunque quello che sembra indispensabile per conservarsi ad ogni costo di fronte ad una catastrofe annunciata (?) destinata a sradicare la civiltà e forse pure l’intera popolazione americana. Chi con lo spirito ( ariano…) del leader designato ; chi goffamente gregario o succube; e chi infine con accenni critici e malposto senso del dovere. Non manca una azione di disturbo antagonista, avviata da una naturale spinta anarchica e semplice buon senso , che la sceneggiatura si cura, naturalmente, di intorpidire. L’andazzo in cinque capitoli ha una cadenza da serial, con i fuochi d’artificio nel pilot e i successivi episodi più raccolti ad assestamento ed approfondimento di sottotrame comprimari; trovando modi sufficientemente verosimili per delimitare i “set” e gli scambi tra parti statiche e movimentate.
                    Una specie di “the Walking Dead” senza zombi ma nel solco di un survival horror capitanato da un Negan in trigesimo , che fa “funzionare” le cose intortando la maggioranza dei suoi , dentro una rigida disciplina inevitabilmente destinata a produrre scontenti, da tacitare trovando continue fonti di pericolo.

                    Non si può dire che i disegni, farciti di una colorazione lattiginosa ed uniformante, non siano funzionali ad esprimere i testi , ma (imho) sono piuttosto bruttini, caricaturali vicino alla non conformità estetica che ci si aspetterebbe da americani allevati nel ventunesimo secolo. La loro poca grazia è amplificata, se possibile, da un trattamento degli sfondi di taglio abbastanza anonimo , se non neutro e comunque con una netta decadenza dei dettagli.

                    Si può dargli una possibilità in considerazione della risoluzione del soggetto in tempi contenuti. Già disponibile il secondo volume, e fin d’ora la formazione di possibili ipotesi sul finale.
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                    Commenta


                    • Neonomicon moore/burrows

                      "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                      "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                      ~FREE BIRD~

                      Commenta



                      • Ed. Cosmo. 96pp., a colori. 4,60€.
                        Un’epopea vichinga. Thorvald Asvaldsson è un abile navigatore , cacciatore e guerriero , che cerca di rafforzare il suo spazio vitale in competizione con i rigori degli inverni nordici; accampando diritti su terre, schiavi e bestiame secondo le regole della sua comunità ed in osservanza agli dei, benché il culto del cristianesimo si stia rapidamente diffondendo anche alle estreme latitudini. Testa calda ed incline ai bagordi commette un atto empio ; e con pochi amici e la moglie prossima al parto viene bandito dal suo villaggio e costretto a prendere il mare per stabilirsi , temporaneamente, in un inesplorato altrove.

                        Coraggio, tenacia e decisione ad imporsi anche a fil di spada lo faranno diventare un condottiero risoluto e rispettato , capace di coprirsi di gloria ed allevare l’entusiasta devozione del figlio Erik , destinato a seguirne le orme , anche negli aspetti meno commendevoli , con amici ed avversari che conosceranno bene la sua chioma rossa…

                        Proprietà ed avidità in salsa vichinga. La necessità aguzza l’ingegno; l’aratro traccia il solco e l’ascia lo difende. La maggiore stabilità ottenuta suggerisce tregua alla violenza e ragionevolezza diplomatica. Travasati i bollori nel talamo, scoperta la stanzialità dell’agricoltura non tardano però a manifestarsi invidie ed invasioni barbariche; ed è subito l’ora di tornare a sguainare la spada…

                        Fumetto crudo e diretto , finemente sfumato nei colori , su disegni che si prendono anche vignette spaginate e doppie per cogliere i totali degli spazi aperti , per poi magari stringere su finestre verticali consone a prendere i dettagli delle azioni inscenate. Qualche volta le figure sembrano soffrire di una qualche legnosità .
                        Testi_ Jean- François Di Giorgio / Disegni_ Laurent Sieurac / Colori_ Lorenzo Pieri.
                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                        Commenta



                        • Numero che si annuncia più corposo già a partire dalla forma grafica, meglio digeribile nella composizione tridimensionale degli elementi pesati nelle vignette, che godono di un minimo di costruita accuratezza degli sfondi, sebbene la norma è di uniformare i quadri a grigio, lasciando in bianco le fonti di luce ( che hanno un taglio laterale, salvo la soffusa in ospedali e vedute esterne in pieno giorno)e questo disincentiva la profondità delle linee di fuga prospettica. Riguardo alla trama restiamo sul vago e misterioso, pur capendo che Kyle Barnes è circondato letteralmente da spiriti incarnati (???) che comunicano tra loro ,e per un qualche motivo lo adontano come “Reietto” ma non lo possono totalmente respingere, mentre lui…

                          I “poteri” che , con scetticismo crescente e divaricante nei confronti del Rev. Anderson, suo malgrado sente di esercitare hanno effetti collaterali gravosi, che gli sono già costati l’allontanamento della figlia e della moglie ( che ha “energicamente”protetto dai suoi antagonisti, prendendosi una condanna per violenza domestica) , che diffida di lui; in cerca di una conciliazione trovandosi nella città dove si sono rifugiate (vedi O. 4), e ci scappa il chiarimento melodrammatico. Intanto “l’uomo nero” Sidney stringe i contatti con i posseduti, prima di (…).
                          La trama generale sembra andare verso una vaga similitudine con “Prophet”, ma in un contesto molto ordinario e poco immaginifico, funzionale ad una riduzione live (in cantiere) da budget controllato.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                          Commenta



                          • Testi_ Robert Kirkman/ Disegni_ Paul Azaceta
                            Titolo roboante (se una cosa è “infinita” che senso ha dover specificare che è “vasta”?) ma storia stitica ed ingrippata di inanità. Padre Anderson parla a Dio ( ergo a se medesimo) tutto vacillante e tremebondo perché Satana (?) lo ha “puntato” e lui ha calato un po’ le braghe; ed ora s’interroga sulla saldezza della sua Fede. Il suo “socio” Kyle Barnes si sente tipo Detective Monk con un’impazienza quasi isterica di capire se gli esorcismi praticati dal prete sono acqua fresca su un gregge di indemoniati che lo guardano tutti storto.Tra le “pecorelle smarrite” pure una tipa che è andata a fare la barbona in un’altra città, casualmente quella della ex moglie di Kyle, che si è data dopo un ambiguo episodio rubricabile ( i due hanno anche una figliuola in comune…) come violenza domestica aggravata , e tentativo dell’uomo di fronteggiare “possessioni” che già riguardavano la sua famiglia di origine, e che sembrano sparpagliarsi intorno a lui , col tramite del poco umano vicino di casa.

                            Avanti pianissimo e dimessamente, con un punto di sintesi ( che caspita sta succedendo?) procrastinato tra stracchi ritratti di fintamente sonnacchiosa vita di provincia. Disegni di carattere spartano, anche vicini ad un certo underground nel riempire le vignette con radi segni ma contornati di larghi spessori e ombreggiature sature , di norma intinte nei grigi.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta



                            • Con la sempre affascinante e vertiginosa mistura ucronico distopica il fumetto propone un’avventura cronologicamente vissuta ai nostri giorni , tra Afghanistan ed Iraq, dove Lilith arriva…Preceduta dalla sua fama ! I mezzi di informazione moderni consentono di refertare il passaggio della crono-agente, le cui missioni ( tramandate in maniera “leggendaria” anche dalle remote epoche) hanno tangibilmente deviato il percorso della Storia per come la conosciamo. Inoltre Scuro si è riformato nel nostro segmento temporale visibile a chiunque!

                              In “L’Età della catastrofe” (Lilith 14) la Germania ,durante la “Grande Guerra” era infine riuscita a sganciare l’atomica su Londra, portando a proprio vantaggio l’esito del conflitto bellico. Nel 2015 l’esercito regolare tedesco è sfibrato dall’ingaggio della guerriglia sul suolo afgano. Impegnati nel contrasto degli ostili e mujaheddin lasciano a milizie private mercenarie compiti di sicurezza anche in vista della protezione degli interessi petroliferi giacenti sull’asse afgano-iracheno, con una libertà d’azione sostanzialmente banditesca e poco suscettibile a sottostare alla legalità ordinaria. Se succede un “casino” alti (leggi abietti) e comuni interessi possono propendere all’insabbiamento della verità , finanche liquidando i testimoni. Lilith dovrà raggiungere prima uno di loro…

                              Testi e Disegni_ Luca Enoch. SBE, 132pp., b/n e toni di grigio , 4,00€.

                              Non sappiamo qui che ne è stato di Hitler, ma solo che la guerra si sviluppa sempre allo stesso modo, ed al soldo di biechi interessi. Le motivazioni personali/professionali , disambinguate nella prospettiva occidentale diventano sostanzialmente omologhe alla vista degli invasi combattenti; mentre la terza forza ( i Civili!) possono solo sperare di conservare la vita.
                              Episodio che coraggiosamente svolge il suo percorso narrativo quasi mettendo in disparte la stessa Lilith,che entra (velata) ed esce dallo scenario bellico , oltre che dai radar informatici che tentano di carpirne l’inspiegabile essenza.
                              Storia dura e cupa ( si lascia una gag ripetuta, giocandola sui soldati “allucinati” da troppa tensione nervosa), che rende necessario mostrare l’orrore della carne viva maciullata, e le scomposte reazioni alla violenza su tutti i fronti. Una denuncia forte al militarismo, senza cercare singolarità ed auto-assoluzioni di parte.

                              Grande lavoro sui ritratti e sui mezzi bellici , al possibile su pose dinamiche . Forte l’impatto degli sfondi e della tenuta compositiva.

                              Fatto molto bene, imho.
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                              Commenta



                              • Bao Publishing. 128 pp. a colori; 15,00€.
                                Testi_ Leonardo Favia / Disegni_ Ennio Bufi.
                                Una agnizione gravata dalla vezzosità dell’apparecchiare una borghesia affluente e pretenziosamente fighetta; che anche affrontando l’inevitabile con dignità formale non sembra potersi scrollare di dosso l’autocompiacimento posato alla dannazione. Non che manchino passaggi risolti con una certa brillantezza di scrittura ( bello il lettering, ma è presente un refuso a pag.106) e misuratezza dei toni , ma il tutto sembra in complesso il soggetto di un film di Muccino adattato per “Forum” di Canale 5.

                                Cartoline da Parigi rigorosamente senza la Torre Eiffel. Moleskine, scarpe senza calze ma pantaloni col risvoltino , il ventisettenne Modì (nomignolo in onore di Modigliani…) rivisita la capitale francese sul filo dei ricordi di viaggio con la madre, parigina morta quando lui era bambino. Da qui il lettore viene randellato di luoghi comuni [ATTENZIONE : SPOILER] in parossistica successione:
                                _ Madre suicida ma artista , con gaiezza artificiosa da drogata di ansiolitici.
                                _Padre barese assente e scostante; non perché gioca a briscola all’osteria ma poiché super manager.
                                _Figlio traumatizzato ed incapace di aprirsi con fiducia all’amore. Sospettabile di fancazzismo, se la tira di sorda disperazione.
                                _Tipa francesina che ha una storia con Modì, appena tornata da Boston ( nei libri di Fabio Volo da Antegnate, si va’ a Berlino e quindi mi sembra il minimo). Prima stronzetta che scopa senza impegno, poi innamorata quasi melodrammatica e morbosa.
                                _Migliore ex amica della mamma che sa un segreto. Compagno di lei che partecipava al segreto ma poi ha picchiato la testa.
                                _Quasi trombamica e amico di Modì , perdigiorno con velleità di agitatori culturali , poi in collera con l’italo-francese che a sua volta non rivela loro un segreto.
                                [FINE SPOILER].
                                Docce gelate incrinano il sacrario delle rimembranze del giovane uomo , ma lo aiutano forse a mettere un punto e ripartire ( non a Bari, postaccio intellettualmente da pezzenti, pare).

                                Disegnato su uno schema di gabbia molto duttile e variato alla bisogna di parti dialogate statiche o in movimento rettilineo consecutivo ; talvolta lasciando la squadratura della pagina alle sole didascalie. Colorazione stemperata ed acquosa, regolata su punti luce che “sparano”, creando una dominante cromatica verso il chiaro in diurna , altrimenti azzurra/Blu.
                                Sistematico ed un po’ monotono il tratto a pennino , mai avvalso di precisione geometrica (a mano libera) detrimente alla resa dell’ambientazione metropolitana e flessuoso sulla magrezza slanciata dei principali protagonisti.

                                La prossima volta che scriverete di un Delegato Fiom che è : massimalista/ ideologizzato ottocentesco/ conservatore/iper-garantito/ anti-capitalista/ anti-italiano ecc… Vi sfiorerà l’idea che magari pure lui c’ha una figlia che vorrebbe mandare a studiare alla Sorbona ed a divertirsi a Paris il venerdì sera?
                                _
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X