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    BASKET CASE !
    Shockdom srl. 32pp., a colori. 2,50 euro.
    Testi_ Manuel Piubello / Disegni_ Davide Caporali / Colori_ Alberto Turturici.
    Beh. Mah. Boh. Con la consulenza tecnica del giocatore professionista Andrea Pecile debutta una fragilissima storia a sfondo sportivo ( genere elettivamente poco frequentato dal fumetto italiano contemporaneo), con qualche richiamo ad una plausibile realtà sociale odierna, esagerazioni grafiche da cartone animato ( così pure le forme morbide ed i colori plasticosi…) e partitelle ad un canestro al posto di pestaggi allo spasimo, ugualmente alla ricerca di riscatto dinamico spezzando (e scontornando ) anche obliquamente il montaggio delle tavole. Primo episodio che si esaurisce nella presentazione familiare di tre ragazzi che convergono sulla comune passione per la palla a spicchi, in vista di una sana e virile amicizia (?). Magari alcune battute non le farebbero dire alle Winx, ma anagraficamente e forse sul maschile il target è quello.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • THE WALKING DEAD Vol. 23 DAI SUSSURRI ALLE GRIDA
      Saldapress. 144pp., b/n ( e toni di grigio). 13,50€.
      Testi_ Robert Kirkman / Disegni_ Charlie Adlard (chine di Stefano Gaudiano).
      Il perimetro di sicurezza intorno alle comunità dei sopravvissuti, in un quadro di civilizzazione feudale sempre più stabile ed avanzata, è costantemente pattugliato da squadre addestrate, nell’unità di misura temporale delle giornate a cavallo. Ancora per poco , gli insediamenti guidati da Rick e da Maggie ( Hilltop, dove Carl ha voluto trasferirsi per trovare un suo percorso di formazione professionale), sono all’oscuro dell’ingaggio con perdite mortali di alcuni loro uomini per opera di (…). Nel reagire difensivamente alle pesanti provocazioni di due coetanei Carl libera una rabbia repressa che rimanda ai momenti più critici della sua odissea familiare, in contrasto con le idee di ritrovata intolleranza alle pene capitali propugnata da suo padre ed infine recepita _nel dolore dei suoi trascorsi personali_ anche da Maggie. Il fatto genera una inquietante catena di riprovazioni ; mentre Jesus , scampato a fatica alla avversità tenta energicamente di capire meglio i contorni sfuggenti del nuovo e potenziale pericolo…

      A metterla giù erudita è la storia della calata possibile delle orde di Barbari su un non decadente “Impero Romano”; ma affiora la netta sensazione di una sceneggiatura scritta con consumato mestiere per diluire il soggetto portante ed innestare un campionario di avvenimenti assolutamente comune a qualsiasi soap-opera; e per quanto il comportamento pregresso di molti protagonisti sia eticamente discutibile lasciarlo come “brusio di fondo” ancorato alla intramontabile massima che “tira più un pelo di…”. Da qui Carl ,soggetto ad “accendersi” al momento opportuno( per Kirkman che tiene Rick defilato e serafico come mai prima…) e diventare eufemisticamente uomo, barcamenandosi tra tre figliuole diversamente spigliate o gatte morte all’occasione. Di Michonne ed Ezekiel non si sa niente, e pure i “forestieri” hanno una impenetrabilità da Borg. Si spera che la cocciutaggine di Grimes jr. non inneschi equivoci anch’essi partoriti da contorsioni narrative a la “Tempesta D’Amore”. Con lo squillante gradire di diverse splash page Adlard _ sia detto onorando la sua tenuta professionale_ riproduce una gamma di espressioni che abbiamo imparato a leggere anche nelle più minime increspature sui volti dei personaggi. Anche lui pare non aver mai visto dal vero invece una pianta di mais…
      Ci sta (imho) che dei lettori sentano un senso di ristagno narrativo per questa serie, ormai ultradecennale ,di consolidato successo.
      ?
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • XENOZOIC ( 1 di 2)
        Editoriale Cosmo. 192pp., b/n , 5,90€.
        Testi e Disegni di Mark Schultz.
        Una florida venustà maggiorata , modello estetico d’altri tempi, carnale ma sostanzialmente casta seppure non ancillare di un nerboruto meccanico-avventuriero, bellimbusto risoluto all’azione senza troppi rovelli esistenziali , sono la plastica coppia protagonista di questo curioso fumetto in brevi capitoli in (non necessariamente spasmodica) continuità . Realizzato a partire dal 1986 per acclimatarsi probabilmente alla generazione precedente di lettori, a cui offre un’avventura piana e senza fronzoli ( tuttavia il primissimo episodio ha un’esposizione macchinosa), affidando i misteri all’esotismo delle ambientazioni più che all’ambiguità irrintracciabile di personaggi umani ,invece pomposamente caratterizzati.

        Siamo invitati in un remoto futuro,l’Era Xenozoica, col pianeta squassato da un “cataclisma” di cui a grande fatica si tramanda il ricordo ( che ci viene centellinato in allusioni spazianti da “Il Pianeta delle scimmie” e “ Il Dottor Stranamore”), che ha sconvolto il pianeta tramite l’elemento acquatico _al livello delle guglie dei grattacieli !_, sparpagliato l’umanità in gruppi tribali di pescatori e cacciatori perlopiù, in lotta con le umane meschinità ed una Naturache reclama il sopravvento , avendo favorito l’insediamento di varie nuove specie animali simili ai preistorici dinosauri (!!). Lui è o vorrebbe essere un restauratore di Cadillac che si presta da guida e guardiaspalle , e Lei una Diplomatica impegnata a diffondere i progressi tecnologici della sua gente ed avida di nozioni storiche e scientifiche rintracciabili in maniera quasi “archeologica” nei siti che la ospitano. Abbastanza per avere una vita assai movimentata, nel complesso di un quasi rapporto di coppia largamente stemperato sul piano della tensione erotica; in un comic “per tutti” che bazzica apertamente nel classicismo della nona Arte. Un buon numero di pagine in appendice regalano studi e copertine dei due protagonisti e una breve presentazione dell’Autore, gratificato dalla disamina del suo stile di disegno testimoniata da Craig Elliott,illustratore in molteplici acclamati lungometraggi.
        Appuntata di qualche terminologia accademica, la lettura risulta scorrevole ma (imho) abbastanza incolore.
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        • JULIA n.ro 210 Panni sporchi.
          Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Matteo Giurlanda e Francesco Bonanno.

          Anche questo numero perfeziona il tentativo di innestare nella serie una blanda continuità e rinfrescare soggetti e tematiche, non relegati (esclusivamente) a casi di omicidio disseminati con “sospetta” frequenza a Garden City e dintorni ; con le classiche motivazioni e gli “altarini” di qualche storia(ccia) di soldi, relazioni fedifraghe o psicologicamente deviate. Ingredienti narrativi che, seppur innescati , portano a piste morte e non inquadrano una vicenda che ha un respiro globale e tenta ( in parte riuscendoci : si veda il prologo “ingannatore” e l’epilogo “normalizzato” ma lo stesso inquietante) di accaparrare all’intrattenimento questioni complesse. Tuttavia l’allusività d’approccio della materia , oltre alla finezza deduttiva nel segno “…a buon intenditor poche parole…” talvolta lascia l’impressione _chissà se voluta_ di una provvidenziale genericità che (ci) fa sentire comunque scafati ed avvertiti ,mancante la contro-prova del nostro eventuale qualunquismo.

          I colpi di scena vanno a segno e sono effettivamente eclatanti e fors’anche esagerati ,ed in tutti i sensi disarmano Julia , ripresa nel suo ruolo da docente per diventare lei stessa oggetto di uno studiato screening comportamentale che rischia di comprometterla e sorprenderla. Occasione per scavare pure nell’intimità del rapporto di coppia con Ettore ed a consegnarci un Villain di cui potremmo nuovamente sentir parlare.

          La coppia di disegnatori tende all’anonimia di servizio degli sfondi , magari caricando l’inchiostrazione a semplificare gli elementi riportati in vignetta .?

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          • RANDALL McFLY ( Editoriale Cosmo)
            Storia completa. 192pp., b/n , 6,90€.
            Testi_ Diego Cajelli e Alex Crippa / Disegni_ Alfio Buscaglia.
            Tre post-paninari studenti e conviventi in un prestigioso College svizzero. Inclini al cazzeggio ma pur sempre fuori dal tunnel del divertimento edonistico reaganiano sembrano predisporsi a Tecnici del mondo in via di globalizzazione economica, tecnologica e ahimè militaristica ( battezzata dalla 1a Guerra del Golfo Persico), con genialoide inventiva nel campo della Fisica e dell’ Informatica ( il terzo studia Filosofia, ma ha un bagaglio lessicale ridottissimo ,e d’altronde maneggia più canne che libri…). Gliene capitano di ogni.

            Prima ristampa (e) integrale, qui in sei capitoli, di una mini-serie degli anni ’90, rivisitata ed attualizzata nei dialoghi per _cito la presentazione_ “ una lunga avventura che abbraccia un po’ tutti i temi classici della narrazione misteriosa, in maniera ironica, scanzonata e sopra le righe”. Pure le righe cinetiche che magari accompagnano le spericolate manovre di una Dyane truccata, evidente omaggio alla Fiat 500 gialla di Lupin III, solo la prima di scroscianti citazioni di cultura popolari, corroborata da nozionismi (para) scientifici di casa a “X_ Files” o “Breaking bad”.

            Alla maniera di “Dylan Dog” scritto da Sclavi molte volte gli avvenimenti incombono senza porre tempo in mezzo , eppure la sensazione diffusa è di finali troncati sbrigativamente , quando gli spazi di manovra potrebbero essere recuperati sfoltendo le parti in cui i Tre si mettono in posa da simpa. Più efficaci quando l’azione si movimenta con la compensazione/combinazione delle rispettive diverse personalità, che agiscono in stimolo a situazioni non poco eccentriche. Con il passare delle pagine comunque la serie prende slancio e scorrevolezza narrativa, anche perché il Cajelli tasta terreni che gli sono affini ( Vedi “Pulp Stories” del medesimo editore). Non ci è risparmiata tuttavia una storiella sentimentale nerdizzata ed un finale aperto smaccatamente debitore dei “Ritorno al futuro”. Accreditato anche come co-creatore il disegnatore opta per un segno dinamico, contrastato nei chiaro-scuri ( minimi gli effetti d’incidenza della luce nelle campiture del nero) ma rimanendo un po’ sbozzato nella costruzione delle forme.?
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            • SHERLOCK HOLMES SOCIETY 2 ( Ed. Cosmo)
              Collana Weird Tales. 110pp., b/n, 3,90€.
              Testi_ Sylvain Cordurié / Disegni_ Alessandro Nespolino ( Ep. “In Nomine Dei”) e Ronan Toulhoat ( Ep. “Contagio”).
              La brutale aggressione con mandato di uccidere al 221B di Baker Street lascia Watson in condizioni comatose e SH illeso sul piano fisico ma furente nello spirito , ed ancora più determinato a scoperchiare i piani di una Organizzazione ramificata ad ogni livello nella società londinese (inglese?), a cui sta già dando con le sue indagini _è chiaro_ mortale fastidio.

              Agendo con una crescente disinvoltura anche sul piano etico, che non gli consente di essere del tutto sincero col fratello Mycroft e Scotland Yard, ma lo lega invece ad accordi pattuiti con l’indomito (…[ vedi SHS 1]), si insinua nella Rete di complicità che ha reso possibile il tragico _ ma va’ da sé non destinato a rimanere caso unico_ “esperimento” di Keelodge; ricostruisce la catena di comando della Organizzazione e ne intuisce gli appoggi logistici. Nonostante tutto protegge (…) , dai cui studi è scaturita l’arma del contagio ( e dunque il suo possibile antidoto), ma viene anticipato dai sollecitati maligni e costretto ad assistere alla apocalittica devastazione di Londra. Si dovrà reagire, con ogni mezzo.

              Il fumetto , di fresca datazione (2015-2016), invita a cercare abbinamenti metaforici di lotta al Terrorismo; e la ricetta fornita prescrive una svolta autoritaria ed incide la Sicurezza come priorità principe non negoziabile.
              Scostante nella sua mancanza di indulgenza SH si sottopone a minanti prove psico-fisiche, sconvolgendosi nelle maniere più traumatiche, comunque risoluto al bene dell’Inghilterra ( a cui presterà modo _altro tema di connessa e stretta attinenza_ di stornare le disponibilità economiche dei cattivi), agendo con astuzia non disgiunta dalla volontà di spendersi anche in combattimenti corpo a corpo , auto-valutando costantemente azioni e reazioni. Purtroppo più di un passaggio chiave della storia viene risolto con una letterarietà vittoriana che stride in sottrazione al realismo ( e cinismo) dell’impianto modernizzatore che vernicia il soggetto.
              Apprezzabile la tenuta veristica del segno di Nespolino, ottimo nelle fughe prospettiche e solidissimo nella costruzione di tutti gli elementi della scena, senza concedersi cadute di definizione. Toulhoat prende in consegna una sceneggiatura che tende a deragliare nel gradasso e nel ridondante eccessivo e forse compiaciuto , con trasformazioni alla Incredibile Hulk (!), esoscheletri metallici e mitragliate (!!) e un SH pompato come una versione queer di Pietro Battaglia (!!!). Sospettabile di aver assemblato alcune vignette importando e scontornando fotografie, accentua tratti caricaturali di figure “smorfiose” ma paradossalmente “liquide” nella stratificazione eccessiva e concentrata di segni d’espressione. ( 2 di 2).

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              • LOVE ADDICT_ Confessioni di un seduttore seriale.
                Graphic Novel. Bao Publishing. 224pp., a colori. 21,00€.
                Testi e Disegni_ Koren Shadmi.
                Un trentenne di NYC. In analisi. Lavora con discreta passione personale ma percependo un reddito medio-basso per uno studio di Animazione. Dopo che si è lasciato male con la Tipa , il goliardico co-inquilino lo iscrive ad un sito per appuntamenti. Dopo una fase iniziale di incontri bizzarri e deludenti inanella una serie spropositata di avventure quasi solo puramente sessuali. Un periodo di (in)sana euforia, in cui ha ripensamenti che scaccia con nuove conquiste. Forse potrebbe costruire una relazione più stabile con una delle ragazze conosciute, ma si rende conto di aver “iper-sessualizzato” ogni aspetto della sua vita, egocentricamente votata a divorare rapporti sul piano dell’apprezzamento fisico. Arriva il down ;e la volontà di “disintossicarsi” dagli incontri via pc. Forse.

                Un Woody Allen in satiriasi, simpaticamente impacciato ma con tendenza a diventare str…Pensa (tanto) quello che dice, ma non dice (del tutto, naturalmente) quello che pensa; batte una concorrenza di “scimmioni”( uomini utenti del sito sbrigativi nei loro desideri carnali) e si compiace Seduttore, di donne che amano essere ascoltate (…ma la soglia di attenzione di Lui diminuisce in maniera inversamente proporzionale alla sua libido…), fare “solo” amicizia o solo “divertirsi”. Borghese intellettualoide con sorella, collega, ed amico-inquilino frescone ( le uniche tre abbastanza immobili figure con cui si confronta sul piano personale escludendo le girls), si esalta a bestia per poi sentirsi _ in capo ad un anno di vita_ aridamente fomentato da un internet che promette a “tutti” di condividere e praticare un percorso erotico fine a se stesso . Ma finisce col travolgere pure la dedizione certosina al lavoro, che diventa altrettanto speculativa ed ipertrofica. ..

                Una parabola , scandita a capitoletti, di una certa plausibile esemplarità non neutrale nel descrivere _ con taglio ironico e un flusso di dialoghi mai inceppato_ una web dipendenza , ovvero comportamenti coscienti ma demandati “per comodità” al filtro ed alla architettura del dominio informatico.
                Colori tenui e cerosi fissati su matite blu non pulitissime; ma i ritratti sono deformati a valorizzazione dei visi , fuori proporzione. Iconicamente guarda a Max Fleischer, mentre i contenuti espliciti ed adulti hanno la precisa indicazione di Robert Crumb , omaggiato ispiratore.
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                • LINEA DEL FRONTE ( 2 di 2)
                  Editoriale Cosmo. 11opp., b/n , 3,90€.
                  Testi _Jean-Pierre Pécau / Disegni _Bane (Ep. “ LRDG”) e Dejan Nenadov ( Ep. “I Diavoli verdi”).
                  In corso di edizione ulteriori due parti. Gli scenari della 2° Guerra Mondiale solcati da due in particolare dei sei amici che fraternizzarono ai tempi dei GO berlinesi ( vedi LDF 1).Peter Yates l’australiano non ha perso il vizio di trafficare in sostanze illecite; cosa che gli costa un arruolamento forzato negli “Scorpioni del deserto”, un variegato manipolo di arditi che percorre con disinvolta abnegazione le terre desertiche del Nord Africa per nuocere alle postazioni dell’Asse . Troverà il modo di affrontare i suoi demoni personali e conquistare ( ma talvolta perdere nel destino delle battaglie…) nuovi amici.
                  Il tedesco , ufficiale dei paracadutisti ed omosessuale Rudolf Klein- Combourd, invece viene comandato a prendere l’isola greca di Creta, dovendosi guardare dall’ostilità dei suoi connazionali omofobi.
                  Le loro vicissitudini si uniranno _anche solo occasionalmente o mancandosi di poco_ con la teutonica Magdalena Kopps ed il francese Emile Berger…
                  Notando che lo sceneggiatore “sposta “ la spietatezza nazista addossandola alla ottusità delle SS e non ci esula dallo stereotipo del soldato italiano neanche ipocrita nella sua irriducibilità anarchica , scrive due episodi più limpidi dei precedenti nell’esporre le azioni belliche e maggiormente solleciti nell’interrogare le psicologie dei protagonisti. Tuttavia, se non si ha un interesse storico-militare per la materia, vestita da accenti retorici che lasciano trapelare una contenutissima ironia , il virile e battagliato eroismo _sempre parzialmente inficiato da decisioni che cadono dall’alto_ dei soldati potrebbe non scaldare particolarmente i cuori. Ci sovviene il nostro Carlo Ambrosini a combaciare lo stile di Nenadov; mentre Bane si attiene ad uno scrupoloso realismo, ad un parco uso delle ombre ed a una sapiente distribuzione dei volumi nelle evocative vignette.
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                  • IL QUINTO VANGELO ( 1 di 2)
                    Collana Weird Tales. Ed. Cosmo. 96pp., b/n , 3,20€.
                    Testi_ Jean_Luc Istin / Disegni_ Thimothée Montaigne.
                    In Terra Santa, con gli interpreti della Storia già saggiati anche ne “Le Crociate” di Ridley Scott; e di nuova fatta _naturalmente_ , delineati intorno alla presa di Gerusalemme, ma anche alle lotte di potere intestine tra famigli ed alleati, falchi e colombe, lealisti e ruffiani. Un quadro complesso che apre le cataratte ad una voce narrante pervasiva, seria e seriosa dell’ immusonito Guillaume di Tiro , religioso precettore dell’infante, ma Re, Baldovino. La cerchia concentrica di indagini che è parimenti chiamato a svolgere collateralmente ne fa incrociare la sorte con Saladino , lo “infedele” che sta organizzando la serrata delle Tribù arabe con l’inevitabile fine ultimo di sloggiare l’occidente cristiano , papista e crociato. Prima ancora delle armi, l’astuto Condottiero pensa di fiaccare il nemico impugnando delle introvabili scritture apocrife, la cui diffusione passa da una giovinetta tredicenne, che diventa preda ambita da turpi fazioni opposte ; e che altri non è che la figlia di (…).
                    Il titolo del fumetto è palesemente indicativo su cosa si andrà a ricamare , sebbene queste prime due parti siano ermetiche sul contenuto “sconvolgente” del testo misconosciuto; e si concentrino sul dispiego delle Forze militari e politicanti che si contendono il controllo dei luoghi cari alle religioni monoteiste. Al “nocciolo” principale della contesa ( anche cavalleresca nel riconoscere la dignità carismatica dei Capi più avveduti di ogni fronte…) si arriva gradualmente, scartando di lato alcune sottotrame ed inquadrando biograficamente alcuni contendenti, con qualche punta di esagerazione.

                    Tolta una curiosa avversione al pettine, le figure sono rese graficamente con marcata personalità ( magari troppo “moderni” i visi delle ragazzine…) ; ed affascina visivamente poterci addentrare tra le viuzze della città, oltre all’impattante resa di scenari di combattimento ed esplorazione. Profondi i neri , in assistenza di vicende viepiù drammatiche , rese con lo sviluppo orizzontale delle vignette, alternate a tagli più stretti sul particolare e , come detto, per ospitare i copiosi testi.


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                    • IL QUINTO VANGELO ( 2 di 2)
                      Collana Weird Tales. Ed. Cosmo, 110pp., b/n , 3,90€.
                      Testi_ Jean-Luc Istin / Disegni_ Roberto J. Viacava ( Ep. “Herodion”) e Benoit Dellac ( Ep. “La Rivelazione “).
                      La vera Fede non dovrebbe essere scalfita da recondite rivelazioni in natura ai comportamenti umanamente carnali del Salvatore, ma le mura cinte d’assedio di Gerusalemme sono fragili se non puntellate da tutte le forze disponibili , ossia disposte, a parare l’attacco degli eserciti islamisti. Con non comune maturità e l’urgenza di un fisico in via di disfacimento per aver contratto la lebbra, il giovanissimo Re Baldovino si risolve _non senza tormento interiore_ a tacitare fonti testimoniali che prendono la forma scritta dall’ebraico ed a posteriori raccontano “altro” della esperienza terrena di Gesù. E mentre sembra rendersi necessario appoggiare nemici della cristianità purchessia avversi alla sempre più imponente presa di potere di Saladino, il fronte crociato converge _ anche partendo da posizioni quasi antitetiche e “dimenticando” inimicizie ed imboscate_ sull’intento di prevenire la diffusione di un carteggio che adombra una ancora maggiormente destabilizzante “verità”…

                      Il finale comunque illuminante toglie il sospetto di un anti-clericalismo irriducibile in sceneggiatura , che assesta comunque pesanti riserve sull’ordine dei templari ed indica la via di una religiosità spirituale non attaccata al controllo o possesso delle cose materiali ; ma ancor di più si concentra nell’evidenziazione di atti deliberati per fini ultimi ma perseguiti con mezzi discutibili , per non dire eticamente tollerabili in vista di risultanze non quantificabili e godibili a priori. L’intreccio poggia sulla scoperta di tradimenti e fraintendimenti personali ascrivibili ad una ristretta élite di sapienti e guerrieri , capaci di trasfigurare persino l’invalidante lebbra in una occasione di comunione mistica e resistenza da superman al dolore . Robusti ma potabili i dialoghi . Disegni nella seconda parte a rischio di superfetazione del segno, molto frastagliato e carico di evidenziazioni. Prima parte invece più limpida , con linee rotonde ed un nitore generale che però fa anche sentire il compromesso della decolorazione. Mini serie realizzata tra il 2008 ed il 2014.
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                      • CANALE MUSSOLINI (Graphic Novel)
                        Tunué. 192pp., a colori. 16,90€.
                        Testi_Graziano e Massimiliano Lanzidei / Disegni_ Mirka Ruggeri.
                        Adattamento a fumetti del romanzo di Antonio Pennacchi ( Premio Strega 2010), di cui conserva il memorabile incipit “ Per la fame. Siamo venuti giù per la fame” della saga contadina di una famiglia, che condivide la storia fatta dal nostro Paese nella prima metà del ventesimo secolo, sgranando le fatiche , le speranze e gli amori di due generazioni in transito dai natali lidi ferraresi in discesa geografica nell’agro pontino , in via di bonifica per volere del regime fascista. Che il patriarca vede nascere dall’inizio,grazie ad un amico d’infanzia, fervido propagandante d’idee socialiste ( i nomi propri di molti familiari ne danno testimonianza militante…) ed a sua volta grande sodale di un giovane maestro elementare pieno d’iniziativa, tale Benito Mussolini. I numerosi figli del capofamiglia saranno investiti dallo svolgimento della politica estera, della frattura interventista e colonialista che porterà il futuro Duce a fondare i “Fasci da combattimento” . A turno _e con la disperazione di mamme e mogli_ i fratelli faranno la loro parte come soldati, aderendo d’impeto al fascismo, protetti dal partito con sempre più accresciuto potere , quando responsabili di azioni poco commendevoli . Nel frattempo la vita dei campi è sempre tribulata per i mezzadri…Paradossalmente una legge d’ispirazione mussoliniana fa perdere loro ogni diritto sulla cascina in cui vivono, ma li fa migrare verso i costruendi poderi strappati alle zone paludose laziali. Diventerà la loro terra e la difenderanno fino agli eserciti della Liberazione.

                        Dramma fiammeggiante e sanguigno, parlato in un italiano (come giusto) elementare frammisto ad espressioni dialettali , sfacciato ma sentimentalmente forte e comunicativo, con intrecci che toccano tresche familiari strazianti ma travolgenti sul piano passionale. Non reticente dei furori all’adesione all’espansionismo autoritario fascista , spende il credito di immagini forti con qualche passaggio narrativo forse un po’ brusco e sbrigativo. Colorazione adeguatamente sobria , i disegni trasmettono (imho) rigidità burattinesche, pur non essendo freddi ed inespressivi. Una qual certa sommarietà d’insieme forse non rende appieno l’impegno profuso a rendere abitabile la provincia, oggi, di Latina.

                        Lettura viva e coinvolgente nel complesso di vicende che almeno indirettamente hanno interessato tutti gli italiani.
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                        • UT ( 1 di 6)
                          Uh? Da un magmatico, rapsodico, pluridecennale (!) carico di suggestioni in bozze ed immagini di Corrado Roi, domate dai testi di Paola Barbato, provata “ottimizzatrice” di lavori altrui.
                          Ut è binario, coatto, materialista, opportunista ; di razza umanoide (?) dopo chissà quale sconquasso planetario , braccio operativo e sottoposto dell’entomologo non umano Decio, spesso spazientito da dovergli impartire più volte un ordine o rintuzzare le sue arlecchinesche omissioni. Servitore e padrone abitano ai margini di una dickensiana e tortuosa città dai contrasti Espressionistici, abitata da una “umanità aliena” dal contegno austero e bergmaniano ma animata da una invincibile ed urgentissima Fame ( ma non è detto che la questione sia meramente metabolica).
                          Le birichinate di Ut, facile a saccagnare con la roncola chi gli si avversa lo portano a trovare un gatto ( fatto assai raro nel suo mondo) _a cui si affeziona in maniera perfino pedante_ che, come scaturito dalla simbologia egizia, accompagna un essere _Unico della sua specie_ che diventa oggetto di tutela da parte di Decio e di attenzione da parte del signorotto dei quartieri degli affamati. Il Protetto è viepiù immemore e perciò spinto ad acculturarsi di un libro che pochissimi hanno letto ed ancor meno posseduto.

                          Opera impervia, restia a disvelarsi, dall’andamento singhiozzante, spesso intorcinata a tormentoni verbali ed algidamente posata sull’indecifrabilità sentimentale di “Cosi”, Soggetti regressivi ancorchè non imputati al genere umano, latori di logiche di corto respiro e nebuloso costrutto. Verso la fine dell’albo Ut si dà all’auto-analisi , ma non credo che neppure la costante del portare una maschera (da fetish porn !)aiuti qualche processo di identificazione del lettore, a rischio (imho) spossatezza. Il bilanciamento ed il montaggio delle tavole sono quelli delle più recenti mini-serie di Casa Bonelli, mentre la finitura accurata dei disegni e la gradazione delle chine fanno fede dell’amorevole impegno versato da Roi per questa sua ultima controversa creazione. Per me però è più NO che ON.
                          SBE. 96pp., b/n, 4,00€.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • LINEA DI SANGUE (Romanzi a fumetti Bonelli)
                            SBE. 264pp., b/n , 9,00€.
                            Testi_ Tito Faraci / Disegni_ Roberto Diso.
                            Grande Mela, nel 1944.
                            Nel mezzo di una faida con clan malavitosi irish ,un anziano boss mafioso italo-americano chiama alla sua successione, guardando ai due figli : uno, volenteroso ma inetto, e l’altro in rotta con la famiglia , finito a combattere sul fronte italiano la sfibrante battaglia di Cassino , dove i soldati da molti eserciti dei Paesi Alleati subiscono gravi perdite a causa della munita linea difensiva tedesca, che peraltro conserva una rispettosa attenzione per l’antica abbazia , cara al culto e pregna di testimonianze artistiche di pregio. Le ragioni della Guerra non sapranno risparmiarla. Il soldato figlio di gangster , passabile di angherie dai suoi stessi commilitoni solo per le sue origini nazionali, si trova con gran rischio nell’infuriare di logoranti combattimenti; ed il papà cerca a distanza comunque il modo di proteggerlo , come molte volte anche in passato affidandosi al suo migliore luogotenente che scomodamente riceve un ulteriore incentivo per occuparsi di lui…

                            L’elemento tipico del fumetto bellico, le lunghe ed elaborate sessioni di conflitti a fuoco e manovre tattiche cementate o stizzite dal cameratismo militare è qui alternato ad elementi in seno al noir ed alle atmosfere del giallo poliziesco. Con una certa asciuttezza dei dialoghi (scongiurati gli “spiegoni”, un po’ insistite le spacconate verbali tra i soldati Usa)lo sceneggiatore sembra voler schivare considerazioni di merito alle scelte di campo, riunendo tutti o quasi gli uomini (e le poche donne qui coinvolte) a confluire in un imbuto di violenza dove infine conta davvero solo rimanere in piedi per sparare l’ultima salvifica ( per se stessi) pallottola. Viltà od eroismo sono condizioni accessorie e finanche complementari negli attori del conflitto.

                            Punto dolente i disegni (imho) , tirati via : da vicino i personaggi sembrano tutti un incrocio tra Rocco Buttiglione e Mister No (!) con una interpretazione assai lasca delle ossa facciali; da lontano sono ulteriormente indistinguibili , stampandosi una ghigna perenne alla Checco Zalone. Non va meglio con le corporature e le divise poco diversificate e quindi soggette a fraintendimento nei momenti di scontro concitato, compreso nella gabbia bonelliana applicata con ortodossa precisione.Sfondi andanti.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • JULIA n.ro 211 Il Fantasma di Loch Moran
                              Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Luigi Copello.
                              Un aristocratico scozzese ( sputato David Niven), saldo nella schiatta ma un po’ decaduto sul piano economico, ha modo di ospitare nel suo maniero Julia ed Ettore, in viaggio di lavoro con tempo libero_ raggiunti in Scozia perfino da Emily!_ , venendo a contatto con una serie di spiacevoli e ripetuti episodi violenti. Supportando un Ispettore della polizia amico di Ettore, e pur cercando di godere dei momenti di intimità col fidanzato , Julia mette informalmente il suo intuito al servizio delle indagini, ricevendo un del tutto inaspettato aiuto da (…).

                              In quasi libera uscita dalle cupezze metropolitane di Garden City vs. Genova, Ettore e Julia rappresentano una coppia senza figli, istruita ed affluente sopra la media, dinamicamente disponibile a viaggiare e sperimentare novità culturali , beninformata ad esempio sulle tendenze della cucina fusion . Una sorta di riposizionamento sul target dei lettori verso l’alto. Pure la pagina della posta duetta tra rispettabilissime frustrazioni da vorrei , non posso ma non demordo ed il mollo tutto e cambio vita ; cercando esperienze accompagnati comunque dal fumetto amato. In presenza del moroso peraltro Julia mitiga la sua temerarietà, enfatizzata per dovere di attrattiva drammaturgica dalla/e ( in sé belle)cover di Cristiano Spadoni. Con l’aggancio “naturale” degli incubi che visitano regolarmente l’agitato riposo della criminologa, viene inserito un elemento soprannaturale , legato alla protagonista ma tenuto a margine di una qualche plausibilità razionale e che interagisce con un fluente eloquio che si richiama a Shakespeare “giocando” con enigmatiche parole. La ricostruzione creativa del senso suggerito dall’ectoplasma (!) guida verso interessi vili e terreni, seppure concertati da una coerente visione ideologica, che andava servita con altri mezzi, se possibile. La connotazione ibrida della storia lascia (imho) tuttavia una generale sensazione di artificiosità , con il rimpallo tra scetticismo ed aperture esoteriche che si armonizza in seno alla coppia senza troppi screzi: potenza dell’Amore. Ai disegni qualche caduta di dettaglio sui campi lunghi ed una inchiostrazione che sembra assecondare anch’essa l’esigenza di sgravarsi l’applicazione sulle parti minute.
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              • IL TEMPO DEI LUPI ( Editoriale Cosmo)
                                Storia completa. 144pp., b/n , 5,00 euro.
                                Testi_ Christophe Bec / Disegni_ Christophe Bec e Luca Raimondo.
                                In compagnia dei lupi, in fondo al bosco, un’amena cittadina e uno straniero ( tipo alla Val Kilmer quando era magro) con una missione che gli deriva da antiche e particolarissime origini. Ci scappano morti orrendamente sbranati ed una giustizia sommaria che deriva da una catastrofe (…).
                                Bec disegna pulitissimo e certosino, ma i suoi personaggi hanno una fissità da fotoromanzo due camere e cucina . Dopo aver letto “XIII” non stupiscono le dinamiche che vanno a dipanarsi tra il bellimbusto pieno di segreti ( si fa per dire: gli attacca una sottotrama abbastanza risibile con due scagnozzi taranti nati , ovviamente importuni al momento sbagliato…) e l’unica tipa gnocca del paesello; che parrebbe il classico borgo di provincia ma infine risulta un’enclave dentro lo sconvolgimento terrestre che “giustifica” l’alterazione giustizialista di molte regole di convivenza “ex” civile ( deviazione post-apocalittica che risale la causa dagli effetti succeduti…) . Il background di Coso ancora una volta retrocede nella storiografia delle Crociate con immani carneficine ambiguamente incoraggiate (pure dallo sceneggiatore)nel nome della Croce ( parte curata da Raimondo, con stile quasi sempre accurato ma meno lisciato del collega ). Una volta percepita la vera “natura” degli attori della vicenda ed anche grazie a dialoghi molto essenziali, la storia fluisce nel fragore di esasperati duelli , fughe ed inutili barricate , alienando (imho) qualsiasi empatia dalla baracconesca tenzone sovrumana. Finale con lo stoccafisso che minaccia d’impelagarsi ( senza scomporsi , per carità) in possibili sequel zombeschi/metropolitani. Dimenticabile.
                                ?
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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