annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Grazie ( a tutti) per il sostegno :-) .



    C’ERA UNA VOLTA IN FRANCIA ( 2 di 3) Onore e polizia
    RW Edizioni. 120pp., a colori. 14,95€.
    Testi_ Fabien Nury / Disegni _ Sylvain Vallée.
    Il titolo echeggia non a vana gloria il capo d’opera di Sergio Leone, e trasmette alla memoria , con pari dignità, le pagine più cupe di un Robert Kirkman , con il gusto aggiunto di giocarsi la partita della vita nella ferale circolarità di sotterfugi e compromessi che alla fine però si aggiustano in favore del determinato _seppur mai spocchioso_ Signor Joseph. E questo anche quando sembra cadere dalla padella alla brace , attenzionato dall’ufficiale francese di collegamento con le truppe occupanti Parigi, ovvero quei tedeschi con cui J. , sebbene ebreo ( e questo la moglie non l’accetterà mai comunque…), ha intrattenuto rapporti lucrosi d’affari fin dagli anni ’30. Troppo esposto coi nemici “crucchi” decide di poter sgravare la sua posizione investendo sui partigiani che ,senza adeguate risorse utili , si stanno clandestinamente organizzando , confortati dai successi degli Alleati nello sfiancare le truppe di Hitler. Tuttavia mantenere la sua reputazione favorita ai germanici _ tramite i quali , peraltro, riesce a far scarcerare numerosi ebrei_ gli costerà lo sporcarsi le mani di sangue, in prima persona. Bravo lo sceneggiatore a delineare un personaggio così radicalmente coerente con se stesso da farci quasi indovinare i marchingegni del suo pensiero, magari celato sotto una espressione assertiva . Fare ciò che “è necessario” in tempo di guerra ha strascichi eticamente riprovevoli , che qui peraltro (o perlomeno) non si ammantano di nobile idealismo ma di un calcolo molto sobrio di costi e benefici, in ascolto a battaglie combattute altrove e da altri, con esiti fluidi .
    Le apparenze del Potere possono decretare una esemplarità affatto connaturata : Joseph ne esce vincitore ( si noti che l’ultima tavola è del tutto simile e speculare a quella che conclude il primo volume…)non orgoglioso di sé. Ai ritratti, con l’eccezione delle donne giovani e levigate, il disegnatore marca linee piuttosto ondulate, dando l’impressione di flaccidità epidermica, di norma lavorando su quasi ogni tavola su vignette estese e strette, ad esaltazione dei primi piani. Il tratto morbido si concede _dove affollato di elementi_ qualche leggera semplificazione.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta




    • C’ERA UNA VOLTA IN FRANCIA ( 3 di 3) Il Piccolo giudice di Melun
      RW Edizioni. 128pp., a colori. 14,95€.
      Testi_ Fabien Nury / Disegni_ Sylvain Vallée.
      Conclude la mini serie con la parabola esistenziale del discusso (eufemismo) Signor Joseph , in questo volume dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni (’60) della sua decadenza fisica, anche conseguente alle scelte fatte in passato, che in varie forme tornano , ad ondate, a tormentarlo ed a chiedergli il conto. Saprà schivare le accuse più compromettenti, con mezzi che vanno dalla corruzione alle minacce, ma i suoi metodi _ e soprattutto gli uomini che ha via via mandato ad attuarli_ gli si ritorcono contro, giacché solo la sua segretaria prima collaboratrice (ed amante) gli sarà fedele fino alla fine dei suoi giorni. Sua nemesi un incorrotto giudice, ostinato da una sofferenza personale ( ma pure da sgradevoli pregiudizi…), disposto infine a compromettersi per rispondere all’impunità spadroneggiante del ferrivecchi oramai miliardario, cagionandogli una perdita irrimediabilmente abbattente. Col passare degli anni tuttavia si attenua la mistica Resistenziale : i crimini ed i debiti di guerra vengono perciò riconsiderati e quanto possibile perseguiti dalla giustizia repubblicana francese, non scevra da ipocrisie stante il gran numero di persone eminenti a vario titolo coinvolte negli sporchi affari del secondo conflitto mondiale e formalmente poco indagate, magari in quanto “utili” a far ripartire l’economia ; per un ritrovato benessere che spingerà ai margini le vecchie e dimenticate storie di sangue. E con le proprie convinzioni infine incrinate nella nebulosità di fatti forse ricostruiti fallacemente, anche il giudice _ che, consumato dal desiderio di rivalsa, non può dirsi innocente, come forse nessuno_ cederà un briciolo di umana comprensione per il suo nemico.
      Esonerato, almeno in parte, dal rigore che richiederebbero saggi storici ed atti giudiziari, il fumetto intrattiene popolarmente senza irrigidirsi a declamare tesi pre-costituite, che piuttosto il lettore può formarsi , nel gioco della finzione agganciata al reale, con il cumulo non reticente dei forti e trascinanti avvenimenti raccontati. Il piccolo ( di statura) signor Joseph verrà provato dalla vita dimostrandosi dapprima un James Cagney di “White Heat” per poi spegnersi intorpidito dalle detenzioni carcerarie e prostrato dalla disaffezione della sua stessa famiglia , non disposta a seguirlo senza condizioni nel fare “ciò che è necessario “ per sopravvivere , immolandosi allo stritolante meccanismo metallico/finanziario che in fasi diverse Joseph era riuscito ad avviare, ma che, al crepuscolo della vita, non interessa più neppure a lui.
      I visi scavati, le pose claudicanti ed i vestiti che cadono sformati su corpi in debilitazione si prestano alla descrizione grafica con le linee tondeggianti avviluppate in carico allo stile del disegnatore. Fine.
      ?
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta



      • L’ISPETTORE COLIANDRO (Editoriale Cosmo)
        96pp., b/n , 3,50€.
        Testi_ Carlo Lucarelli / Disegni_ Onofrio Catacchio.
        Cinque mini episodi autoconclusivi, editi al tempo dalla Granata Press del compianto Luigi Bernardi, qui presente con una breve presentazione dell’albo, scritta alla vigilia delle riprese della omonima serie di telefilm Rai interpretati da Giampaolo Morelli , ripreso in copertina con la sua contro-parte a fumetti che peraltro non gli assomiglia affatto ( più un Dolph Lundgren con lineamenti equini). Indiviso invece il ruolo di scrittore sceneggiatore : il suo papà letterario Carlo Lucarelli , che mantiene la calata bolognese scurrile e, complice il protagonista che si racconta in voice over , appone una alta quantità di dialoghi. Il ritmo sprigionato forse anche dalla esiguità di vignette a disposizione per ogni storia , rischia di compromettere la fluida leggibilità di un insieme talvolta caotico nell’inseguire mosse repentine e cambiamenti di posizione dei vari personaggi. Che peraltro scontano tipologie abbastanza ricorrenti e tipicizzate ( il malavitoso meridionale od extracee, le prostitute, il pulotto corrotto o sotto copertura…), in attrito al carattere di Coliandro, uomo d’ordine neanche poco maschilista, reazionario e pure un po’ razzista, ma con (auto) ironia e fondamentalmente onesto , benché omertoso delle manchevolezze dei colleghi ( e d’altronde troppo cazzaro per non commetterne a sua volta). Volenteroso ma meno disinvolto di quanto vorrebbe, il Sopraintendente Coliandro cerca di costruirsi una carriera in polizia, finendo perlopiù ridimensionato e trasferito ad incarichi poco stimolanti , che invece spesso nascondono inghippi anche oltre le sue pur generose capacità. Gioco forza la frequentazione dei bassifondi lo mette in contatto con una umanità borderline che gli fornisce elementi d’indagine mai facilmente verificabili, che di norma tuttavia vincono le sue resistenze prudenziali e lo cacciano nei guai.
        Le coordinate artistiche del disegnatore sono da rintracciare negli ambienti indie delle riviste di fumetto d’autore . Lui viene da “Frigidaire” e la mano è quella…Per cercare similitudini con colleghi che si misurano attualmente col formato Bonelli, direi di guardare a Daniele Caluri. Come una canzone dei primi 883 alcuni particolari delle storie risalteranno come anacronistici, ma il risultato complessivo è (imho) un comic che fa’ simpatia, magari un po’ frettoloso sui finali.
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

        Commenta




        • JULIA n.ro 217 I Fratelli Keegan
          SBE. 132pp., b/n, 3,70€.
          Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Cristiano Spadoni.
          Già in ospedale per un malessere della moglie, il poliziotto di origini irlandesi in forza alla Centrale di Garden City, George Keegan deve correre al capezzale del fratello, un prete cattolico ricoverato d’urgenza per una sospetta ( ed inspiegabile) indisposizione, che si rivela un avvelenamento, letale per un ‘altra parrocchiana. Il parroco , don Kyle Keegan , riceve il conforto pure dell’altro fratello , Sean Keegan, protestato da usurai con pochi scrupoli, inviso da George e forse causa indiretta della ritorsione (?) contro Kyle. Anche la chiesa di quartiere passa momenti di tensione a causa dell’opera caritativa messa in atto a favore degli indigenti, magari presunti dato che levano fatturato ai vicini bar e tavole calde; come le teste talvolta dei commercianti pronti a polemizzare vivacemente con l’uomo di Chiesa, che ha dalla sua un certo consenso dei fedeli anche nell’usare metodi poco…Ortodossi. Julia, che nel frattempo deve scacciare la sensazione di raffreddamento nel rapporto a grande distanza col moroso italiano Ettore , fiuterà una nuova pista…
          Sottile ma presente , l’evoluzione in seno alla serie conferma una Julia Kendall più realisticamente defilata dal prendersi rischi scriteriati , come unico soggetto capace di chiudere l’indagine. Che qui difatti prende una sua piega indipendente, lasciando alla criminologa ad implicarsi in una vicenda viscerale ma collegata solo indirettamente al caso : praticamente un elemento di disturbo per orientare il lettore su un ancora diverso movente dell’atto criminale. Lo precede una cernita di indizi ambigui che non risparmiano nemmeno l’abito talare ,custode di mancanze che è (all’incirca…) bene venir taciute.
          Non entusiasma (imho) il passaggio del copertinista Spadoni sul cimento dell’albo completo ( rapidi flashback però sono curati da Marianna Ignazzi). Rammenta il povero Paolo Morales nel tirare giù ( e via) linee di bordatura spesse al minimo possibile per la definizione delle figure, andando a togliere ulteriormente nei campi lunghi , in una economia di tratto, neanche troppo preciso, che appiattisce fatalmente anche gli sfondi , con la scorciatoia preziosa _si fa per dire_ delle ombre , che favoriscono le onnipresenti colate di china.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta




          • NATHAN NEVER _ ANNOZERO Crisi internazionale ( 5 di 6)
            Testi_ Bepi Vigna / Disegni_ Roberto De Angelis.
            Padre e figlioletta, Nathan e Ann Never, entrambi seguiti dalla dott.ssa Duchateau, tentano di aggredire il buio nelle loro menti che li ha preservati ma disconnessi dalla tragica notte che devastò la loro famiglia , con l’omicidio della moglie e madre. Il grumo di interessi concentrici dell’Agenzia Alfa,da cui tutti e due devono dipendere costringono NN a fare ricerche informali ,che prima o poi cozzano contro le proteiformi iniziative economiche di Alfa, toccando nervi sensibili ed occultati. Non preventivato ,ossia sconosciuto alla memoria dell’ex poliziotto, arriva l’offerta d’aiuto di un robot che già aveva dato un aiuto in precedenti e delicate indagini ( vedi NN_A 2), che hanno lasciato tracce potenzialmente interpretabili e preziose. Il lavorìo arriva a conoscenza del Direttore di Alfa , Edward Reiser , che prende come contro –misure il persuadere Sara Mc Bain a riconquistare il suo ex amante, Nathan, contestualmente spedito a fare da guardia del corpo ad una delegazione diplomatica, intenta a negoziati di pace che non tutti vogliono…

            Un numero che dà qualche coordinata sullo scenario tecnologicamente avanzato ma post-apocalittico dove muove il protagonista della serie, e naturalmente vari altri gruppi che si contendono la territorialità anche extraurbana. La seconda parte dell’albo, che dà ragione del titolo , movimenta l’azione ed “apre gli occhi” a Nathan sulla incontenibilità spregiudicata ed amorale di Alfa, che tanto ha già agito sulle persone a lui più care. Compensa una prima parte dove le amnesie selettive dei sopravvissuti di casa Never si sovrappongono e (imho) stonano di abusato stratagemma narrativo.
            Per pignoleria segno come migliorabili le capigliature, in un quadro grafico mirabile nei contrasti di un solido e marcato bianco e nero, che danno risalto a vignette anche a taglio molto cinematograficamente panoramico , con la dovuta e gradita dovizia dei minuziosi sfondi metropolitani iper moderni, che tuttavia fanno contrasto ( spero motivatamente nella serie regolare, che personalmente non seguo…) ai costumi di alcuni leader politici e religiosi : paiono catturati da una bolla temporale che li ha prelevati da “Adam Wild” (!).
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta




            • SHERLOCK HOLMES_ SOLUZIONE SETTEPERCENTO ( Ed. Cosmo)
              Collana Weird Tales. 112pp., b/n e toni di grigio. 3,90€.
              Testi_ David Tipton e Scott Tipton / Disegni_ Ron Joseph.
              Adattamento a fumetti di un romanzo di Nicholas Meyer , irrelato al numero precedente.
              Sotto lo scudo del tempo trascorso e degli attori della vicenda passati a miglior vita , dunque non deplorabili a conseguenza della loro condotta, l’alquanto anziano ed acciaccato Dott. Watson detta ad una gentile scriba le memorie _ vissute, verosimili o piuttosto immaginate?_ del recupero di SH dalla dannata schiavitù della cocaina, assunta in vena come diversivo alla “noia” dei suoi giorni non stimolati da qualche rompicapo indagativo e diventata spietata dipendenza. Per farlo, il fraterno amico _ che dubita prima di se stesso, quasi a non voler concepire la febbricitante instabilità psico-fisica dello scostante ma geniale investigatore_ chiede la complicità di Mycroft Holmes per trascinare suo fratello a Vienna, a farsi vedere da uno bravo ( ;-) ).
              L’espediente trovato, per forza cervellotico onde depistare le sensibilissime antenne deduttive di SH, perso però in fissazioni interpretabili come francamente deliranti, mette in gioco anche quel Professor Moriarty che lui considera la sua valida ma del tutto perversa nemesi. Il percorso doloroso per purgarsi, una volta giunti in Continente da Londra, dalla chimica indotta nell’organismo dalla sostanza stupefacente ( peraltro, al 1891, non ancora bandita dalla legalità),si incrocia con la peculiare patologia psichiatrica di una donna evidentemente turbata _ed in cura dallo stesso medico di Holmes_ che afferma, confusamente, di essere una facoltosa ereditiera americana , moglie di un nobile austriaco però…Morto. Qualcosa di interessante per rimettere in carreggiata SH , che si butta sul caso con sistematico interesse; anche perché la fortuna portata in dote dall’americana contribuisce agli armamenti di una pesantissima , nelle previsioni dell’inquilino del 221B di Baker st., futura grande guerra…
              Dialoghi formali e cerimoniosi, accettabilmente attagliati al contesto . Una minima infarinatura sui personaggi ben noti letterariamente aiuta alla lettura della scomposizione di alcune loro caratteristiche, ri-assemblate , in aggiunta ad un personaggio celebre e realmente esistito, in inedite linee narrative, componendo retro-scena gustosamente spiazzanti ( Quando ben congegnate : vedi qui il ruolo di Moriarty…). Introduzione piuttosto statica, che tuttavia libera l’azione nella seconda parte dell’albo, in cui è presente un forsennato inseguimento su rotaia e la resa dei conti finale, prodromica a sconcertanti rivelazioni sul vizio di SH e sul suo travagliato vissuto familiare…
              Problematica la resa di stampa : nella gerenza del fascicolo viene indicato un Jordi Escuin ai colori, ma in questa edizione sono (onni)presenti solo scurenti toni di grigio che impastano le tavole , ingrassate con tratti essenziali ed addirittura caricaturali alla maniera di un Nick Park . Giocandosela di primi piani per la maggior parte, l’illustrazione ambientale trova di conseguenza pochi sfoghi , confinata a sfondo di servizio.
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta




              • IL SANGUE E L’ORO ( Editoriale Cosmo)
                Storia completa. 240pp., b/n. 7,90€.
                Testi_ Maurin Defrance e Fabien Nury / Disegni_ Merwan e Fabien Bedouel.
                Salvarsi la pelle tra le trincee francesi della Grande Guerra, salda l’amicizia di una strana coppia di militari : un furfante Corso , aduso alle galere ed un graduato aristocratico di buona famiglia. Alla fine delle ostilità i due ritornano alle loro occupazioni… Ma la sbiadita esistenza del ricco ed i traffici opachi che sollecitano il ladro li riporta a mettersi in società , alle viste di un commercio marittimo che interessa il Nord Africa e le sue spinte di emancipazione dal colonialismo, fruttuose per l’approvvigionamento di armi ,che il Corso _tramite gli averi del ricco_ può procurare.
                I sogni di avventuroso e spericolato guadagno dei due soci ben presto però scontano il tradimento del contatto marocchino , che ne fa’, loro malgrado , pedine di un delicato e pericoloso scambio diplomatico con le potenze coloniali europee. Francesi e spagnoli si contendono la regione del Rif , speculando sulle antiche ostilità tra le tribù dei combattenti locali. Ma qualcosa potrebbe cambiare (…) dando fastidio agli occupanti stranieri; che non si lasciano sloggiare e muovono di nuovo verso la guerra. Il nobile ed il ladro ne verranno coinvolti, in maniera diversa ed addirittura configgente, ma non perderanno mai la loro amicizia.
                Evocato in forma di racconto fatto dal nonno (il ladro) al nipote; e subito dunque ci incuriosiamo della sorte del simpaticamente scavezzacollo Ufficiale aristocratico, che nel procedere delle vicende avrà , in ogni senso, una profonda conversione esistenziale , legandosi all’Africa. Il compare invece, più opportunista ed anche spietato (autorizzato dall’inferno patito in trincea, sembra concedere la sceneggiatura…), segnerà comunque un suo ruolo nella Storia andando comunque a sopraffare un generale spagnolo dalle sinistre ambizioni… Nelle buche delle bombe i due francesi hanno incontrato un soldato marocchino , che diventerà un prezioso e serio referente per accreditarsi in terra africana, pur nella reciproca diffidenza , sciolta nell’altrettanto comune interesse, che da commerciale transmuta in ispirazione ideale , anche a combattere (ancora!) una battaglia di libertà che non è strettamente quella del Corso e del Nobile.
                I testi si addentrano nel machiavellismo dei contrasti bellici e politici , ma specie nella prima parte mantengono un tono quasi scanzonato ed energicamente brillante, nonostante la drammaticità di fondo che chiama all’epica dei grandi eventi. In origine in quattro parti (2009_2014) per Glénat, si lascia seguire con partecipe fluidità. Le tavole , dal punto di vista grafico, sono ben montate ; ed esplicative senza zavorrarsi di dialoghi. I disegnatori condividono un tratteggio molto fine e poco ripassato , in una stilizzazione che trova contrasto e volumetrie in neri profondi ed un livello di dettaglio che non si impigrisce neppure nei totali più affollati.
                ?
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                Commenta




                • EVIL EMPIRE ( 2 di 3)
                  Editoriale Cosmo. 96pp., a colori. 4,90€.
                  Testi_ Max Bemis / Disegni_ Joe Eisma e Andrea Mutti..
                  Una donna prigioniera di un aguzzino serial killer sociopatico : una sintesi dell’anarchia amorale promossa dal Presidente degli Usa ( ribattezzati L’Impero del male), dove è sospesa ogni remora e bandito qualsivoglia laccio di un’etica che non sia di totale liberazione degli istinti più utilitaristici , spregiudicati ed esibiti, anche in pubblico. Un “esempio” di autogestione che contagia altri Paesi e , paradossalmente, mette a disagio i deviati istituzionalizzando la devianza, elevata a norma e regola autorizzata…Dall’inquilino della Casa Bianca , che mette pure in chiaro la sua relazione incestuosa con la sorella , maturata in un contesto familiare depravato , da cui il capo di stato può rivalersi nella coerenza degli assunti che professa. Un quadro destabilizzante che nominalmente consente anche il dissenso dei pochi che radicalizzano un’avversione a questa “libertà” sterminata ( e sterminatrice) , che consente fatalmente l’invasione degli altri nelle proprie intenzioni di realizzazione personale; pure di un serial killer sociopatico che assapora la sua determinazione a cambiar vita, finché…

                  Esaurito l’effetto “sorpresa” della sua distopia politico-sociologica , la sceneggiatura rilascia le sue aberrazioni ( trattate in maniera originale anche dal punto di vista grafico, che va’ a ricordare l’illustrazione manualistica…) contestualizzando il genere di ideologia ( fascistoide) espansiva e distruttiva che prende piede nell’Impero ed i grumi resistenziali , coordinati clandestinamente e principalmente dall’ex del Presidente ( vedi EE 1). Uno scontro che si svolge al principio sul piano dialettico e propagandistico, sul filo di una ribellione disambinguata, tra tregue inaspettate e doppiezze invece pianificate, tentando di cogliere il disegno complessivo nella “lucida follia” dell’amministrazione americana. Pure i “buoni” ,sottoposti alla torsione del loro ego di capetti gruppettari devono decidere il salto qualitativo che, con l’aria che tira, può voler dire andare incontro alla morte; magari trovando la motivazione nel desiderio di vendetta…
                  Sovviene appunto ripensare a “V for Vendetta” in alcuni passaggi, anche se qui le fazioni non sono diametralmente in conciliate e distinte per partito preso, non fosse altro, causa decimazione dei partiti stessi (!).
                  Comunicativi i disegni , più legati e tozzi nelle anatomie e nella geometrica precisione degli sfondi quelli di Eisma; più sbarazzini ma anche ben più duri nelle ombreggiature quelli di Mutti, che cura l’albo salvo il primo capitolo , a se stante nella selezione dei personaggi finora incontrati.
                  ?
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                  Commenta




                  • QVANDO C’ERA LVI 3 ( di 4)
                    Shockdom srl. 32pp., a colori. 3,00€.
                    Testi_ Daniele Fabbri / Disegni_ Stefano Antonucci / Colori_ Mario Perrotta ( anche disegnatore di pagg. 18_19).


                    In piena espansione mediatica come polarizzatore di “mi piace” in Rete, Benito Mussolini coglie l’occasione di esibirsi in tv , per un concorso canoro. Ma una fan troppo, ehm, calorosa , gli rovina il trucco, che occulta la sua pelle nera. Precipitosamente prelevato negli studi televisivi da una nuova ed auto costituita cellula segreta di suoi sostenitori, il Duce ripara in un covo inaccessibile (nelle fogne) e medita le contro mosse per recuperare la sua popolarità presso le italiche genti. Pensa e ripensa _ mentre il Paese si divide tra lievemente sorpresi sostenitori e sciaguratamente inerti oppositori_ l'Autoritario di Dovia di Predappio escogita una nuova e seducente incarnazione pubblica , destinata a raccogliere oceanici consensi…

                    Concedendosi ellissi narrativamente movimentate , quasi da film di Tarantino , la satira tragicomica di questo episodio ( integrato, come i precedenti, da una appendice redazionale altrettanto godibile) chiama in causa esplicite assonanze tra neo-fascismo ed esponenti di partito affini , pescandoli sotto pseudonimo dalla galassia centrista , dai “Fratelli d’Italia” naturalmente, ma pure e massicciamente dal M5S; senza disgiungere frecciate rivolte agli operatori dell’informazione, ovvero dello spettacolo, ossia dell’informazione spettacolo; vera e propria testa d’ariete per giungere all’acquisizione generalizzata del consenso presso il “grande pubblico”. La settarietà dei fasci aiuta per il resto a fugare dubbi e serrare le fila degli arditi , impermeabili alle constatazioni di fatto ed alla dialettica democratica, salvo impossessarsi con estrema disinvoltura delle pieghe più becere della sotto cultura sedicente popolare.
                    La colorazione sgrana ed attenua le tinte cerose e non prive di ulteriori effetti di schiaritura su disegni quanto mai geometricamente basali sugli elementi meccanici ed immobili, ma ricercando con peculiari caricature di riprodurre in linee estremamente ovattate le sembianze di noti esponenti della vita politica italiana dei nostri giorni.
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                    Commenta




                    • NOUMENO 3 L’Immortale
                      Shocdom srl . 32pp., a colori. 3,00€.
                      Testi_ Marco Rincione e Lucio Staiano / Disegni_ Francesco “Prenzy” Chiappara.
                      Stile di disegno scattante e modaiolo , che tira giù linee cartesiane ben spigolose , da fumetto indie d’autore ( notato un omaggio a Jamie Hewlett), colorato alla bisogna di virare ai toni più freddi quando il racconto tenta di inquadrare i suoi personaggi più enigmatici.
                      La poco organizzata organicità delle uscite _ che in questo episodio contano anche un avvicendamento ai testi_ si diluisce in una storia che continua a stagnare in una staticità pre-annunciante, senza però mostrarne il profilo effettivo, dei fragrorosi sviluppi che , come in un gioco di scacchi ( la metafora è esplicitata anche in forma grafica…), chiama i protagonisti più avvertiti a lavorare sulla previsione delle conseguenze derivanti dai pezzi che si vanno a muovere; e che _seppure investiti da valori nominali diversi_ possono essere “mangiati” da semplici pedoni. A super-visionare il gioco , che poi è il controllo politico del’Europa ( nella versione futuristica /distopica offerta dal fumetto . Vedi N_1 e 2) un tessitore di trame mascherato nell’ombra ma con strategici e motivati contatti online. La “vuota cerimonia” delle elezioni è vicina; la morte della moglie dell’influencer /candidato Salomon Maimon avrà un peso, alimentato ( o forse spazzato via?) dagli ulteriori colpi di scena in arrivo .



                      “l noumeno è una meta fenomenica che si fenomenizza solo in rapporto a noi. Essa pur essendo inconoscibile - e quindi non è oggetto di esperienza - può essere pensata. Non a caso il termine noumeno deriva dal greco (noumenon), ovvero realtà pensabile.”
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                      Commenta




                      • AMERICAN JESUS Libro Uno_ Il Prescelto
                        Panini Comics. Cartonato a colori. 80pp., 10,00€.
                        Testi_ Mark Millar / Disegni_ Peter Gross / Colori_ Jeanne McGee.
                        Il dodicenne americano Jodie Christianson , abitante nell’amena cittadina di Peoria, rimane illeso in un catastrofico incidente automobilistico e si accorge di stare sviluppando le facoltà ultra terrene del Figlio di Dio ! Volendosi confidare con il prete della sua parrocchia, senza peraltro provenire da una famiglia cattolica, trova l’opposizione scettica del disilluso (per motivi personali…) sacerdote, nonostante stia già compiendo gesti tra i suoi amichetti che potrebbero definirsi dei miracoli . Sua madre d’altronde gli rivela di non aver Mai avuto rapporti con suo marito /papà, da cui del resto è divisa da profonde divergenze…Così Jodie , che si stava preparando ad impattare la pubertà, prende a studiare con profitto i testi sacri e _ attraverso la comunità religiosa che lo sta proteggendo dalla imminente e sconcertata invasione mediatica ,suscitata dal clamore montante delle sue azioni_ decide di completare la sua formazione a New York. All’età di trentatre anni si ritroverà Presidente degli Stati Uniti, a ricordare con un quasi divertito distacco i suoi straordinari dodici anni, con in progetto un significativo viaggio…

                        Paolo Sorrentino sta portando in video la storia di un primo Papa statunitense, giovane, di bell’aspetto ma profondamente conservatore. Questo fumetto, con una più definitiva radicalità affianca l’intuizione del regista italiano e la coltiva rimettendosi ad un periodo meno “social” e “geo-localizzato” dell’attuale , ma dove il secolarismo, la cultura pop e trash ed una precoce sessualizzazione dei giovani è comunque ampiamente radicata; ma destinata a ricevere uno scossone destabilizzante.
                        L’avvento di Jodie deflagra nel Timor di Dio , ovvero nel dubbio di non aver meritato la ricompensa ,ma la dannazione diabolica eterna frutto di una vita sregolata alla volontà del Padre. Nelle ultime pagine di questo (primo) volume, tuttavia, un colpo di scena rimescola la prospettiva data all’avvenimento, quasi (però, Imho,)a recedere dalle provocazioni espresse, verso un soggetto più gestibile e meno tacciabile di blasfemia ;-) .

                        Prima del “fattaccio” incidentale la colorazione si contiene nel realismo, ma quasi subito prende tinte uniformanti quanto inverosimilmente plastificate, a prendere possesso di uno stile di disegno che nella sua marcata essenzialità mi ha rammentato un Miguel A. Martin all’incrocio delle tozze anatomie di un Daniel Clowes, con approssimazioni e perdite di definizione nei campi lunghi. Pare si stia pensando ad una trasposizione cinematografica del comic, e nel caso citerei Kevin Smith , al momento, come autore affine.

                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                        Commenta




                        • THE PROFESSOR 1 Golem
                          Erredi Grafiche Editoriali. 96pp. (formato 14,5x20); b/n, 3,50€.
                          Testi_ Carlo A. Martigli / Disegni_ Paolo D’Antonio.
                          Nuova proposta editoriale che sbarca in edicola, frutto della ideazione di Andrea E. Corbetta , qui anche autore della copertina dell’albo , presentato in un formato di stampa leggermente più compatto degli usuali Bonellidi ; ossia dello standard della Sergio Bonelli Editore , di cui mutua (imho) diverse caratteristiche del personaggio , o se si vuole ,assorbe in calce un’articolazione di suggestioni già presenti nei fumetti dell’editore milanese. Proprio questo mese il 49mo fascicolo de “Le Storie” è dedicato al Golem; il rilancio di “Greystorm” torna utile al logo del Professore , che insegna in un ateneo come “Julia” ed ha atteggiamenti da “Mercurio Loi” (personaggio ideato da Alessandro Bilotta in procinto di avere una mini serie dedicata), unito allo Sherlock Holmes ( pure citato non espressamente nella storia, incistata nella Londra tardo Vittoriana, tanto per Non cambiare…)con cane , quello dei “Weird Tales” pubblicati da Editoriale Cosmo; e per gradire si sgrugna contro una strega-vampira discesa da “Lilith”. Dal comune humus , con il largo (od eseccessivo, ai gusti…) dispiego di terminologie storico-religiose ed arcane che fanno la fortuna di Dan Brown, nello specifico la cultura ebraica , a disposizione dello scostante Prof. filosofo , con tanto di mano sifula come “Lukas” (aridaje…) amaro ricordo di un doloso lutto familiare , a cui, infante, si sottrasse per i benevoli uffici di un saggio Rabbino, non intervenuto per caso ma come precettore del “predestinato custode” di un manufatto d’argilla “maggica”, che eccetera…
                          Il civettuolo Prof. (ossia il bambino debitamente cresciuto), come nulla fosse si serve delle arti divinatorie di una sua studentessa che pare Adele H. per indagare la morte di alcuni ebrei dissanguati da una turpe presenza che ritorna intatta dal suo passato traumatico di orfanello e bon, il cattedratico sfida il suo destino, mentre la pseudo Adele , ma và (?), è meno verginella di quel che sembra.
                          Finale tra Poe e Kubrick, pressappoco.
                          Mpf…Il disegnatore ha fatto “John Doe” e si nota il taglio asciutto (leggi sommario) ma marcato (leggi grossolano) del segno, affatto adatto ad un fumetto “in costume”che avrebbe bisogno come il pane di chiarezza e definizione delle vignette, che invece sono di faticosa comprensione, distribuita su una gabbia che fa scena ma è spesso a corto di funzionalità , forse per servire una sceneggiatura non a suo agio con il mezzo espressivo del media fumetto, mentre affastella bruscamente situazioni che, senza esserlo o comunque volerlo, sembrano a se stanti parentesi lasciate nel sospeso di una storia che muove la sua risoluzione in colpi di teatro abbastanza , anche graficamente, confusi. Un primo numero che non mi crea grosse aspettative, piuttosto derivativo e con un’impronta di disegno poco adatta al genere.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                          Commenta




                          • IL MORTO 24 Alter ego
                            Menhir Edizioni. 128pp. ( formato pocket) ; b/n e toni di grigio. 3,00€.
                            Testi_ Ruvo Giovacca / Disegni_ Marco Boselli ( chine di Francesco Triscari).
                            Una partita di droga in scambio valuta. Qualcuno cerca di fare il furbo e ne paga le conseguenze, rimanendo legato comunque all’affare per il puntiglio dovuto al suo Boss , mentre cerca però di farsi la sua batteria con gli scagnozzi di un usuraio-spacciatore panzone. Peg /Il Morto finisce in mezzo a ‘sta storia per un doppio (sic!) scambio di persona e…

                            Letti due numeri della serie, compreso questo. Nella labile traccia orizzontale troviamo il protagonista , capace di trasmettere un’empatia pari ad un tombino di ghisa, che è un ex militare con amnesie selettive (pure lui) alla ricerca ricostruttiva _ peraltro senza sbattersi troppo_ della sua nebulosa identità; e nottetempo, quando in pochi fortunatamente lo vedono, senza un apparente plausibile motivo si infila una calzamaglia che NON lo travisa e neutralizza i brutti ceffi che danno noia a chi lo ospita, compiaciuto di fare il minor sforzo possibile. La sua fama sinistra si diffonde ,ma è depistata da una certa somiglianza fisica ( casuale o chissà…) col piazzista di stupefacenti, che si tira dietro suo malgrado le indesiderate attenzioni della polizia, prima di arrischiare la transazione definitiva col galoppino del Boss, pronto a fargli una sorpresina. Oltre ad essere un personaggio sbiadito di suo “Il Morto” non trova neppure una collocazione di rigore nella storia, che parla di altro/i e volge le sue attenzioni sui meccanismi di affiliazione nella criminalità organizzata col metodo mafioso. Peg nuota di fianco agli squali , non si capisce se più per menefreghismo o stordimento (sic!).
                            Disegni di taglio realistico, fin troppo asettici nel rendere gli ambienti ( sia le facciate che gli interni degli appartamenti) ed un po’ insaccati nelle posture corporee, specialmente le teste quando offrono il profilo favorevole al ritratto in una maniera che sembra innaturale.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta




                            • NATHAN NEVER_ ANNOZERO L’Ultima verità ( 6 di 6)
                              SBE. 96pp., b/n. 3,50€.
                              Testi_ Bepi Vigna / Disegni _ Roberto De Angelis.
                              A cura degli organici Vigna e De Angelis si chiude la rivisitazione in sei parti del passato dell’Agente Never, con le ferite della sua anima che trovano il parziale ristoro della consapevolezza dei fatti accaduti , fossero finanche equivocati dalla traumatizzata innocenza di sua figlia Ann, di gran lunga il principale baluardo della sua determinazione ad arrivare in fondo alla ricerca della verità , sistematicamente travisata dagli interessi pecuniari ed inglobanti dell’Agenzia Alfa. Non potrà esimersi dal coinvolgere nella sua guerra personale amici e colleghi, in cerca di una soddisfazione che la tentacolare Alfa può concedere solo in modo distorto e parziale. Dopo aver rischiato molte volte del suo ,Nathan troverà un equilibrio esistenziale che gli consente di tacitare ritorsioni verso chi ha ingannato la sua fiducia, per ricominciare “altrove” con la sua bimba ed un vero (ma sintetico…) amico.

                              Fatto salvo il corollario fantascientifico e tecnocratico, il fumetto potrebbe essere la serrata esposizione di una trama da film noir, con i protagonisti che si danno sulla voce ricomponendo le tessere di un ideale rompicapo che si completa sotto i loro occhi, non prima di una nuova e decisiva rivelazione che tuttavia può lasciare un senso di soluzione di comodo e di un “irritante” finale quasi aperto sulla sorte dell’antagonista di NN; come da prassi _oserei dire_ delle serie regolari Bonelli. Il ritmo delle battute e la propensione consapevole verso l’ episodio che scrive la parola Fine ( con simpatica auto citazione da meta-fumetto) non lascia il ristagno di dialoghi comunque abbondanti , e parzialmente ripetitivi per chi ha seguito i numeri precedenti.
                              Validi i disegni, che sanno cambiare registro a seconda degli ambienti e del lasso temporale che si sta raccontando, con un bell’impatto , mai piatto o di puro servizio dei ricchissimi sfondi.
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                              Commenta




                              • THE WALKING DEAD Speciale Piccole storie
                                Saldapress. 32pp., b/n e toni di grigio. 3,99€.
                                Testi_ Robert Kirkman / Disegni_ Charlie Adlard.
                                Per completasti, un albo formato album e fuori collana che presenta alcuni spaccati biografici di un poker di personaggi noti nel mondo a fumetti di TWD : Michonne, Morgan , Thyreese, e Il Governatore.
                                Nel caso di “Michonne” conosciamo le sue origini borghesi e l’identità dei due zombie che si portava appresso a scopo mimetico; una storia che ha più di un contatto con la versione comic di “28 Giorni dopo”. “Morgan” è una piccola storia di “quasi normalità” natalizia col figlio, nel mezzo dell’apocalisse dei non morti. “Tyreese” è poco più di un battibecco di T. con la figliuola ed il suo fidanzatino; mentre “Il Governatore” è un aneddoto su un sociopatico (lui, ovviamente) che sta studiando _si fa per dire_ la sua parte. Davvero “piccole” vicende , magari movimentate, da intercalare nella saga , coprendo un minimo di approfondimento psicologico su quattro co-protagonisti di peso .
                                Bravo Adlard a dare intonazione espressiva ai volti , e fedele a se stesso ( qui fa anche le chine) nella grassa tondità del suo segno. Il tutto è carino ma non direi indispensabile.
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X