annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • 41ss.png
    TEX WILLER 14 Paradise valley
    SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
    Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Pasquale Del Vecchio.
    A ragione diffidente di una Giustizia somministrata nel far west spesso con criteri sommari e vendicativi capaci _a furor di popolo_ di scavalcare la probità di operatori della legge coscienziosi che pur coesistono , Tex cerca di mantenere un profilo mimetico e distanziato da grane legali ; ma non può esimersi di agire quasi del tutto scopertamente quando è minacciata l’onorata incolumità di chi amichevolmente gli concede quartiere , sollevandolo momentaneamente dalla sua transitorietà territoriale. Così, giunto nelle Paradise Mills dello Utah e trovata ospitalità presso una famiglia Mormone di persone perbene si lascia coinvolgere in un caso di duplice omicidio per cui viene tratto in arresto , con accuse alquanto vaghe, il primogenito dei suoi nuovi amici. Lo sceriffo che esegue il fermo dimostra polso e lungimiranza garantista; non così i suoi concittadini ( compreso il suo vice, fin troppo sensibile ai richiami ferini della “piazza”…) , che mirano piuttosto alla diretta esecuzione capitale del ragazzo mormone, anche a causa (non sua…) di attriti pregressi con la comunità “cristiana” . Tex non esita ad esporsi energicamente per proteggerlo e smontare l’improbabile carico accusatorio, confidando nella ragionevolezza del marshal… Mentre il suo aiutante ha perplessità sull’identità di Tex, anche il saggio papà Mormone ha qualcosa di sorprendente da dire sugli autori del duplice assassinio, peraltro perpetrato per rapire una figliuola e renderla forzatamente moglie di…

    Canovaccio classico, foriero di drammatici sviluppi e ben orchestrato dall’agile _ nei limiti dei non pochi dialoghi_ sceneggiatura , rispettosa del canone comportamentale del Tex ma non digiuna d’inventiva in alcuni passaggi, oltre che ammiccante agli stereotipi ( è sempre il tipo più vigliacco e screditato a capire prima le vere generalità del “wanted” Tex Willer…) e cristallino nel consegnare le parti caratteriali in ballo. Lo segue graficamente la buona professionalità del disegnatore , dando una piuttosto solida impostazione realistica ai disegni. Virtualizzando una illuminazione con i bianchi sparati (…per dirla con gergalità fotografica_ forse neutralizza qualche sfondo di troppo . Aperto il ciclo narrativo, ovviamente si continua (imho).
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta


    • 41s.jpg
      TEX WILLER 15 Le Schiave della montagna
      SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
      Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Pasquale Del Vecchio.
      Albo che prosegue e completa la storia introdotta in “Tex Willer” episodio quattordici “Paradise valley”. Autoassolti nel loro fanatismo pseudo-religioso la sciagurata family di mormoni reietti rintanati sulle colline dello Utah non si fanno scrupolo di uccidere a sangue freddo e depredare chiunque , anche solo potenzialmente, può nuocergli. Li riconoscono , con amarezza, la comunità che li ha espulsi e che invece ha accolto fraternamente Tex . E d’altronde le ragazze rapite per farne mogli obbligate dei due sciagurati figli del clan dei bigotti invasati ed assassini devono essere liberate e sebbene il cowboy texano rispetti l’osservanza pacifista/ non violenta inderogabile dei suoi amici si spinge ad agire , prendendo l’aiuto del ragazzo che aveva scagionato dall’accusa di omicidio (vedi appunto TW 14) ,nei limiti di coscienza che impone la sua Fede. Tuttavia, nel frattempo è saltata la finta identità Jack Quiller (Tex Willer…)ed anche lo sceriffo ed i suoi vice convergono alle calcagna di Tex…

      Messo in chiaro, fin dal titolo, il quadro degli accadimenti e dato il tema _peraltro assolutamente ricorrente_ delle fanciulle incolpevoli segregate, il numero si lascia leggere, volendo con sveltezza, nell’abilità del Tex di organizzare le sue imprese proditorie e schivare al meglio le circostanze che gli si avventano contro a più riprese e direzioni. C’è da sudare e sparare, risultando, quella del “nostro” una condotta ambigua , anche (vedi sceriffo…)agli occhi di persone ragionevoli ma bloccate nello status di “Wanted Tex Willer”. Certo Tex non gli serba rancore e “tutto bene quel che finisce bene” si prepara a lanciarsi in nuove avventure.
      Alla scorrevolezza dei testi partecipa con merito la parte grafica , generosamente particolareggiata e mai ambigua nel rendere il “campo di battaglia” dell’episodio _ vedi pure la cover by Maurizio Dotti _ ingombro di elementi ( e ostacoli) provvidenziali nella parata e risposta di colpi non solo demandati alle armi da fuoco. Puntuale l’espressività dei personaggi e convincente la messa in posa posturale, nel morbido amalgama delle chine definitive (imho).



      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta


      • 41rrrrr.jpg
        JULIA n.ro 9 Echi dal passato
        SBE. 132pp., 4,50€.
        Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Giancarlo Caracuzzo.
        L’onorabilità della più facoltosa famiglia di Garden City viene scalfita dal macabro e casuale/paradossale (…nella sua dinamica…)ritrovamento di un cadavere _ ormai ridotto a scheletro, peraltro parziale_ seppellito sotto il pavimento di una delle tante magioni di questi ricchi affaristi. Il patriarca e principale fautore delle loro fortune impone a fratello, figli e nipoti il chiarimento della faccenda, anche perché le loro (società) controllate sono suscettibili di fluttuazioni borsistiche ; ed è dunque il loro avvocato a contattare Julia per una ben pagata (ed accettata) consulenza ; proprio mentre alla criminologa è sottoposta uguale richiesta dalla Polizia. In coscienza di un possibile conflitto di interessi (?) Julia decide di procedere . Attraverso la disinteressata segnalazione del medico legale Dr. Tait trova una persona ( dal carattere chiuso ed ombroso , su cui lavorare “di psicologia” per persuaderlo…) a cui affidare la laboriosa ma affidabile ricostruzioni dei tratti facciali dal morto (…da almeno tre lustri!), per chi se lo potrebbe rammentare. Peraltro il luogo della sua informale sepoltura era stato un trafficatissimo cantiere edile; e qualcuno probabilmente della schiatta familiare non gradisce si faccia luce sull’accaduto…

        La storia è divisa in due parti e ci lascia con due colpi di scena in tutti i sensi fragorosi , ma ovviamente senza la soluzione del caso , procrastinata (?) all’episodio “Il Reduce”, che già nelle premesse del titolo (;-) ) intriga, in base alla buona esposizione degli elementi d’indagini srotolati in questo numero. In maniera trasversale dei ceti sociali Julia conferma un “debole” per gli acculturati e per caratteri (anche i più diversi dal suo…) che vanno a formare un’empatia umana coinvolgente senza eccezioni, compresi chi (ci) vuole male. Premiante dunque la profondità d’intenti, sebbene sembra sia riconducibile alla “solita” cerchia di ricconi avidi, ipocriti e magari pure depravati.
        Prima di trovare un suo staff _tutto sommato ristretto_ di disegnatori d’elezione la testata “Julia” si è aperta a prove grafiche piuttosto eterogenee; qui il Caracuzzo , che (non) si tradisce conferendo alle figure la tipuica per lui stiratura posturale allampanata e quasi “cavallina” nei visi, graziando però Julia in particolare di una capigliatura “vivace” ed un incarnato sanamente compatto e giovanile. Volendo sa essere incisivo e netto nella distribuzione delle ombre ( vedi la parte dell’interrogatorio nella struttura psichiatrica…), ma di norma lascia sufficiente spazio alla definizione ambientale, togliendola relativamente ai ritratti,se vi sono avviluppati in campi lunghi . Continua (imho).
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

        Commenta


        • 30ooooo.jpg
          JULIA n.ro 10 Il Reduce
          SBE. 132pp., b/n . 4,50€.
          Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Valerio Piccioni ( con la collaborazione di Maurizio Mantero e Enio).
          Conclusione della storia iniziata con l'albo “Echi dal passato”.
          All'insaputa del resto della famiglia Luscombe, ma col mandato fiduciario del patriarca del clan, Reginald, e nonostante tutto, Julia prosegue le sue indagini. Ma non avendo in mano un rilievo probante che i resti umani casualmente scoperti sotto la pavimentazione del Museo di Scienze Naturali a Garden City siano il cadavere di Sidney Luscombe , figlio di Reginald, la criminologa _ in coscienza_ non si sbilancia col suo cliente. D'altronde il fatto doloso allo studio-residenza dello scultore ( vedi Julia n.ro 9) la persuade che sta toccando interessi oscuri e motivati a ridurla “a miti consigli”. Inoltre rimane da colmare l'incongruenza che vedrebbe Sidney morto in Vietnam sotto le armi ben dieci anni prima della datazione ipotizzata delle ossa umane al museo. Indispensabile avvalersi della sempre amichevole collaborazione di Leo Baxter per scavare a fondo nelle spesso tristi biografie dei reduci, ovvero( e dopo tanti anni), di chi condivise con Sidney Lascombe la assai controversa chiamata alle armi in guerra nel sud-est asiatico.

          Un episodio che riesce a tenere insieme una dignitosa riflessione sui traumi post-bellici di una generazione di americani che “oggi “( ovvero al luglio 1999, quando questo fumetto uscì in edicola), bene o male, hanno le redini imprenditoriali del Paese, magari dopo non essere sprofondati nella depressione e nelle (tossico) dipendenze; e una parte d'azione adrenalinica in cui Julia e Leo sono bersagliati da insospettabili (…) faccendieri intenti a tamponare il nocumento a sporchi intrighi che la scoperta del morto rischia di portare a galla grazie alla determinazione dei due investigatori, destinati ad andare a bersaglio con “stili” ben diversi ma complementari. Per quanto avvincente “Il Reduce” forse paga una definizione caratteriale di Sidney ( certo, sostanzialmente filtrata da testimonianze indirette e non sempre convergenti) che non pare così coerente con la messa in pratica delle sue scelte di fondo.

          I disegnatori si fanno ben volere nella capacità di orchestrare scene (si veda i flashback nel Nam...)sequenze di vignette corali e dinamiche e nel cercare soluzioni d'inchiostrazione elegantemente attente, anche personalizzando con cura gli elementi in secondo piano e gli sfondi (imho).
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta


          • 41qqqq.jpg
            VOLT_ Che Vita di Mecha St.2 Ep.6
            Saldapress.64pp., b/n e toni di grigio. 3,30€.
            Testi e Disegni_ Stefano “The Sparker” Conte.
            Questo albo, intitolato “Il Giorno del giudizio” chiude la seconda emissione (di sei episodi) , per una testata che , nelle note editoriali introduttive, ne annuncia una terza, fatto salvo un non meglio specificato “cambiamento di rotta”. Intanto a 'sto giro vediamo incastrarsi quelle sotto-trame sunteggiate fin dalle prime battute come velatamente misteriose ed influenti sull'indirizzo esistenziale dato a Volt , ossia del fumettista in fieri che ha dovuto però pur trovare un'occupazione lavorativa per mantenersi e forse anche (negli auspici di ...)per farsene assorbire fino ad abbandonare residuali “velleitarismi” artistoidi. Il giovane Robot ( al solito lui si racconta invece da anziano ed ammaestratore di tre nipoti...)ha più volte dimostrato invece di tenere botta; tuttavia in forma sottile abbiamo parimenti intravisto come le sue piccole conquiste emancipatrici siano state monitorate in diverse riprese. E' giunta l'ora dunque di svelare quali incroci parentali sottendono “Le” carriere di Volt , comunque pur sempre alle prese con la ben strana “fauna” dei frequentatori della Fumetteria (ed anche qui, tra il Boss ed il “solito” molesto cliente ci attende qualche sorpresa ;- ) ) . La trama dunque prende un po' l'andazzo del fuelleiton cospirazionista , marginalizzando l'ironia a là “Clerks” del dipendente Volt, imbrigliato in impedimenti abbastanza ripetitivi, inframezzati da una disgressione “gratuita” , pare una lunga parodia di un manga che non sono pentito di non aver letto :-p . In odor di citazione pure il finale , inevitabile “gancio” per le pubblicazioni a venire. The Sparker si complica il lavoro anche nei disegni, affollando le vignette di personaggi ed elementi scenici, muovendo le tavole a mezzo di vignette sghembe , linee cinetiche da mangaka e qualche leggera semplificazione di alleggerimento , mantenendo un segno nitido e definito , anche se i paludamenti ulteriormente aggiunti alla natura non “umana” dei protagonisti e comprimari gasano un effetto carnevalesco e fan service da cosplayer. Per ora fine (imho).
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta


            • 41pppp.jpg
              TEX WILLER 16 I Lupi della frontiera
              SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
              Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Fabio Valdambrini.
              Nel natio Texas, l'ancora ufficialmente ricercato Tex si merita l'imperitura riconoscenza di un proprietario di saloon per aver tolto le sue collaboratrici dalle grinfie di un trio di avventori loschi e caciaroni ; e tramite l'uomo, offre i suoi disinteressati servigi ad un'altra fanciulla che, con coraggio ma poca esperienza di vita vuole recuperare il giovanissimo fratello , per disperazione ed incoscienza finito nella banda criminale di un “jefe “messicano di pochi scrupoli ed in procinto di tentare un memorabile colpo a ridosso della frontiera dei “gringos”.I buoni propositi del cowboy texano sono però alquanto disturbati da un cacciatore di taglie determinato ad andare all'incasso della ricompensa posta sul capo di Tex Willer !

              Praticamente il Tex inciampa a ritmo continuo nelle figliuole da salvare/aiutare/proteggere “non avendo di meglio da fare” (testuale!), aggiungendo però fermamente a 'sto giro che, se il ragazzo scapestrato da tirare fuori dai guai si fosse dato ai delitti “sarebbe meglio lasciarlo al suo destino”...Come dire che bisognerebbe sparargli , piuttosto e anzichenò. L'etica del nostro non deflette e non si deprezza, salvo una circostanziata tolleranza al furto per fame. Risaputo anche il doppio binario reputazionale con cui Tex gioca la sua credibilità tra i “buoni” come tra i “cattivi”(,,,che evidentemente non si incontrano mai :-p ); con a sparigliare una figura di giustizialista per soldi che già pare una discreta (ca)rogna, per un rodato menù farcito di piombo ma di poche chiacchere superflue, al massimo un po' ampollose ;-) .
              Fin dall'entrata in scena di Tex Willer (si indovina una certa somiglianza all'attore Cillian Murphy...), come pure le parti in est/int notte,si ammira la capacità del disegnatore di dare profondità e compattezza alle ombreggiature senza pregiudicare assolutamente la leggibilità della costruzione del segno, moltissimo curato nella ricerca e resa dei costumi, dei particolari ambientali dei villaggi e nell' ovest texano il variegato e rigoglioso territorio naturale. Notevole anche la scioltezza posturale che dà spinta tridimensionale alle vignette , pulsanti di dinamismo sebbene spesso ingombrate contemporaneamente da più e più personaggi, mai ridotti a “tappezzeria”. Continua, naturalmente, sul prossimo numero (imho).
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta


              • https://www.theblogvip.com
                the 22-12 months-old goaltender become recently reassigned to the hurricanes’ echl associate, the greenville swamp rabbits.

                Commenta


                • 41pp.jpg
                  KEN PARKER_ Santa Fe express
                  Mondadori Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
                  Testi_ Giancarlo Berardi 7 Disegni_ Giancarlo Alessandrini.
                  Nel riarso New Mexico, Santa Fe funge da capolinea di una tratta ferroviaria che interessa anche a KP, intento ad aspettare il convoglio (già in ritardo) in compagnia di un gruppo di militari comandati a prendere in consegna le paghe a loro destinate, con congrui arretrati, e custodite in una cassaforte collocata su uno dei vagoni, con scorta di un uomo. Ma una banda di rapinatori , non lontani dalla fermata ma comunque in campo aperto muovono al sabotaggio delle rotaie per costringere la motrice a piantarsi e saccheggiare il contante, anche a mezzo della dinamite e con pochi scrupoli dell'incolumità dei passeggeri e personale viaggiante. Il fragore fa intuire il sinistro a KP ed ai soldati , che si scalmanano a cavallo sul luogo dell'imboscata; con i malviventi che godono , ovviamente fuggiti, di un discreto vantaggio temporale e...

                  Anche in questo episodio Berardi mantiene un tono spumeggiante, da cinema western virato in commedia, grazie a battute salaci e personaggi di supporto caratterizzati da una certa vis comica, intrinsecamente codificata nel suo genere (...senza però significare che siano dei pagliacci : anzi più d'uno porta un personale carico di ambiguità altrettanto inscindibile). D'altro canto non lascia cadere l'occasione di fare delle “belle” pistolettate, curare i dialoghi con robuste (e naturali, dato il territorio ) iniezioni di madrelingua spagnola ,e non esaurire la “caccia al ladro” nel solo scenario naturale desolato ,seppur imponente , del Nuovo Messico , per battere piste più sottili e deduttive , per dare compimento alla giustizia lasciando qualche spiraglio di comprensione ad alcune delle ragioni dei “cattivi” , pur lungamente inseguiti.

                  Virtualmente impeccabile la composizione della vignetta , nel taglio delle inquadrature e nel relativo fulcro volumetrico ove cadrà senza affanno alcuno l'occhio del lettore, la resa complessiva dei disegni appare parzialmente inficiata, almeno in questa occasione, da una discutibile e generalizzata tendenza a corporature tozze e tarchiate (tutti giocatori di rugby nel west? :-p ) e faccioni altrettanto “espansi” ma non particolarmente coerenti nella serialità dei lineamenti; ulteriormente appesantiti , fatta salva la bontà delle pose,da una lardellata di tratteggi (imho).
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                  Commenta


                  • 41p.jpg
                    MILANO CRIMINALE_ La Rapina del secolo
                    NPE. 70pp., b/n. 9,90€.
                    Testi_ Luigi Formola / Disegni_ Boris Squarcio.
                    Tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Roversi, edito da Marsilio. Il soggetto si ispira ad un clamoroso fatto di cronaca , avvenuto a Milano nel febbraio del ’58, dove un furgone blindato in appoggio alla BPM ( Banca popolare di Milano)fu interamente svuotato di contanti ed altri valori di credito la mattina del 27 (giorno appunto in cui venivano movimentate le paghe dei lavoratori dipendenti…), senza spargimento di sangue, da un commando di sette persone , dopo avere efficacemente bloccato l’automezzo in Via Osoppo. Anche scartati i titoli cartacei (sostanzialmente) inesigibili poiché tracciati, il bottino della rapina risulta colossale ed inedito nella storia italiana dei “colpi” andati a segno. Viene perciò chiamato ad indagare il burbero ed esperto Commissario Nicolosi, immediatamente capace di capitalizzare alcune sviste e leggerezze dei componenti della banda, per altro scalpitanti di volersi godere la loro quota di malloppo, prima durante e dopo un’azione criminale destinata a scolpirsi nella memoria dei meneghini, che forse e perfino guardano ai banditi con una malcelata punta di complicità empatica; intatta seppure la scure della Giustizia, tempo un mese, manderà bevuti al gabbio ognuno( ovvero tutti ) dei sette malfattori.
                    Servita da dialoghi secchi e funzionali, con qualche coloritura dialettale ( ma francamente nulla di memorabile…) la storia viene srotolata con piatta diligenza e ferrea alternanza di causa effetto. Riempiono le non molte pagine di questo fumetto in formato Bonelli (…e questo non depone a favore del prezzo di copertina, non contenutissimo) gli snodi dunque cruciali della faccenda : la preparazione della rapina e la successiva gestione dei soldi , con la presentazione degli uomini e l’organizzazione per disperdere gli elementi compromettenti, ma ugualmente fiutati dallo “sbirro” Nicolosi che, preceduto dalla sua fama, mette il cappello a quasi tutti gli arresti. La necessaria retro-datazione e contestualizzazione temporale offre il necessario adeguamento grafico ai disegni, fors’anche un po’ impacciati nello sciogliere talune posture e nel trovare una distribuzione regolata dell’inchiostrazione , sui panneggi e pure sui volti ,di norma pesante e poco indicativa del rapporto tra l’illuminazione solare e le fasce orarie.
                    Un comic che al fine lascia poco e non pare imprescindibile (imho).
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                    Commenta


                    • 41oooo.jpg
                      PREDATOR [8]
                      Saldapress. 48pp., a colori.3,20€.
                      Due storie. La prima,”L'Oro del Demone”, breve di otto tavole in bianco e nero, scritta da Ron Marz e disegnata dal “bonelliano” Claudio Castellini , stiloso nella corrusca e slanciata caratterizzazione delle sue figure, delineate con sottigliezza e pulizia del tratto ma pronte anche a raccogliere le chine fino alla compiuta compattezza , immagina la sortita di una squadra di nazisti dedita alla sua maniera a carpire un antico tesoro aureo, tiranneggiando un povero ragazzino. Troveranno però più che degni antagonisti nei (...chi saranno mai, mah...).
                      L'altra è “Prede e Predatori”, prima di tre parti, scritta da John Arcudi ed esplicitata fin dal titolo.Ai giorni nostri , in una non meglio precisata moderna città dell'Africa Orientale un Signore della guerra indigeno la sta assediando alla maniera di Sarajevo durante la dissoluzione della Yugoslavia; l'esercito dello Zio Sam e un manipolo di Mercenari “collaborano” con virili screziverbali per tenere aperti canali di comunicazione utili alla Pace (...leggi :accordi segreti e sconci,dettati da vili interessi uguali e contrari tra le parti”pesanti”militarmente in causa …).Non si dovranno guardare solo dai cecchini del malnato nero...
                      Esibiti i Predator in tutta la loro possanza , il motivo d'interesse peculiare di questo fumetto al momento sembra risiedere nell'indovinare quale ruolo si sono ritagliati gli alieni predatori, usciti allo scoperto come mai prima, contro contendenti sventati dall'abitudine all'offensiva.
                      I colori di Wes Dzioba s'incaricano di rendere l'ambiente in tutti i sensi “incandescente” fin quasi bruciando le d'altronde sottili bordature disegnate da Javier Saltares, affine a Castellini nel concerede ritratti scontornati, maestosi e riccamente dettagliati dei Predator, come pure a rendere la ruvida e palestrata fisicità degli americani , anch'essi allampanati e qui protesi in smorfie espressive al limite vicine al segno di un Gigi Cavenago (imho)
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                      Commenta


                      • 30nnn.jpg
                        PREDATOR [9]

                        Prede e predatori (2 di 3).

                        Saldapress. 48pp.,a colori. 3,20€.

                        Testi_ John Arcudi / Disegni_ Javier Saltares / Colori_ Wes Dzioba.

                        Tagliati fuori da ogni facoltà di comunicare con l'esterno e sostanzialmente appiedati , i soldati Usa ed i “Contractors” ingaggiano, con inevitabili perdite, una guerriglia urbana ad armi...Dispari contro gli Yautja , profittando forse che i predatori non muovono , tra loro, in piena armonia tattica e d'intenti (?) e residualmente che uno degli statunitensi ha già avuto a che fare con loro...La situazione rimane critica ed in seno ai terrestri balena l'idea di un'iniziativa individuale per trovare appoggi oltre ciò che ormai può considerarsi lo scenario di una riserva di caccia alieno. Ma il volontario , credendo di schivare nottetempo un gruppetto di Predator trova...

                        Si respira una certa visione “politica” a là “Pianeta delle Scimmie”, in cui appare osceno ciò che viene infierito alle persone poiché proviene da una “razza” sconosciuta, ma che in vero è poco di dissimile alla gratuita crudeltà di cui è capacissimo l'essere umano stesso. Una suggestione presto nebulizzata (dispersa...) nel tamarro susseguirsi di esplosioni ed imprecazioni assortite dei soldiers ,che si danno sulla voce per dar a vedere di essere cazzuti e preparati sul da farsi. Come minima variazione per ravvivare un tema così chiaramente pre-costituito , la sceneggiatura, fin dalla prima parte (numero precedente...) cala il “jolly” di un Predator che si muove “in controtendenza” (;-) ), lasciando agli umani a scervellarsi ulteriormente sulle sue intenzioni. E d'altro canto tutto più o meno sta nel capirci qualcosa per salvare , letteralmente, il collo...

                        Detto dei consecutivi “BWHOOOM” che friggono uomini e mezzi nel fragore chimico dell'artiglieria (perlopiù extraterrestre) , il disegno si concentra sul nervosismo montante dei militari contrapposto alla plastica “fisicità” degli Yautja. E il modello di riferimento preferito per i primi sembra CR7 ( xD). Arriverà a conclusione sul prossimo albo (imho).







                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                        Commenta


                        • 30nn.jpg
                          DANIEL 5. Dodici rose per morire
                          Editoriale Corno. 128pp., b/n. Lit.300.
                          Testi _Maria Grazia Perini / Disegni_ Frank Verola.
                          Avuto in omaggio con un ordine di altri fumetti (…), la consunta copia _ovviamente prezzata in lire_ di una testata approdata nelle edicole , anno di grazia 1975, per ispirazione del vulcanico Max Bunker (qui ideatore del soggetto…), che in verità non ebbe uno strepitoso successo editoriale, ma conta ancor oggi i suoi estimatori ( personalmente ne ebbi sottomano delle copie che la Corno usava impacchettare _tingendo di rosso i bordi inferiori delle pagine degli albi resi ,e di nuovo impacchettati , scontati e lasciati all’ingrosso nelle edicole). Originale la genesi del protagonista:

                          https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_(fumetto)

                          Già in questo episodio , sceneggiato dalla “mitica” redattrice M.G.P.,troviamo l’Isp. Daniel Kendraw (!) , assai disinvolto nei suoi (“nuovi” ;-) )panni; e capace di aderire al suo “alter ego” fin nella vita privata, da cui viene l’allarme di una donna sposata ( prima di diverse altre!), che perde la vita appena dopo aver ricevuto un bel mazzo di rose da uno sconosciuto “ammiratore”.
                          E’ un giallo che si risolve(rà) con un misto di intuizioni investigative ( e il vezzo di D. di appuntarsi nomi e collegamenti su una lavagnetta…)e pericolosi scontri a fuoco ( e fisici…) , nel solco _seppure l’ambientazione è rigorosamente a NYC_ anche della cinematografia di genere italiana, laddove gli omicidi paiono quasi soprannaturali ma poi si rivelano mossi da motivazioni assai terrene e prosaiche. Ci si arriva con qualche passaggio “stridente” e col carisma di un protagonista, biondo, accanito fumatore e modaiolo, pronto per essere ammirato dai maschi e concupito dalle fanciulle.
                          Nonostante il formato pocket 12x16,8 cm, che richiama tipicamente a tavole di 1-2 vignette, Verola s’impegna a contenere i dialoghi ( un po’ pedanti nelle didascalie) e le eventuali ellissi su tre fasce ed a fare illustrazioni scontornate per rendere la successione delle parti (del racconto a fumetti) più sincopate ed ansiogene, mantenendo uno stile realistico e dattagliando gli sfondi immagino compatibilmente con stretti tempi di consegna all’epoca (imho).



                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                          Commenta


                          • 30n.jpg
                            PREDATOR [10]

                            Salsapress. 48pp., a colori. 3,20€.

                            Albo che include “Prede e predatori” (3 di 3). Testi_ John Arcudi / Disegni_ Javier Saltares e Walden Wong / Colori_ Wes Dzioba. Inoltre l'episodio completo , del 1996, “Ricetta Cajun”. Testi_ Brian Mcdonald / Disegni_ Mitch Byrd (matite) e Jasen Rodriguez (chine) / Colori_ James Sinclair.

                            Piccolo colpo di scena: il tipo in avanscoperta per cercare aiuto (vedi Predator_9)se la batte in ritirata ma incolume( necessario quindi un flashback “esplicativo”) , in tempo per dar man forte ai compari nel meditato (?) assedio dei Predator , spezzato da una ulteriore intuizione e dalla piazzata del comandante statunitense , che rompe gli indugi e i calcoli di una pensione ahilui non maturata. Dopo tanti “SHKOW” , “TATATATATATATATATATATA” e “BLAM BLAM BLAM” di sferragliare e crepitare di mezzi d'assalto e munizioni di grosso calibro, la storia si conclude un po' frettolosamente, lasciando qualche sopravvissuto e qualche presenza nascosta sul campo devastato africano.

                            In “Ricetta Cajun” l'azione invece è spostata nel '31 , presso un acquitrino nella Louisiana , in cui tre “bifolchi” cacciatori di topi muschiati senza saperlo si trovano scippati della loro selvaggina da un Yautja,già segnalato in forma di “leggenda” locale. A dispetto delle apparenze , il più anzianotto del trio saprà ben sfruttare la sua approfondita conoscenza dell'insidioso territorio. Una storiella action quasi in commedia, che si diverte , diciamo bonariamente, con stereotipi Cajun . Colori accesi per una parte cittadina in flashback ed ampiamente sfumati sui toni verdognoli ed ocra delle zone paludose. Forse lecito richiamarsi alla Francia e magari all'attigua branca dell'animazione per trovare un'idea descrittiva dei disegni, comunque versatili nel dare vita espressiva ai zompettanti personaggi (imho).



                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta


                            • 30mmmmm.jpg
                              PREDATOR [11]

                              Bad blood ( 1 di 3).

                              Saldapress. 48pp., a colori.3,20€.

                              Testi_ Evan Dorkin / Disegni_ Derek Thompson (matite), Ande Parks e Chris Warner (chine) / Colori_ Chris Chalenor.

                              Intravisti nel precedente “Prede e predatori” (ovvero “Predator” 8,9 e 10)i “Bad Blood” sono una versione di Yautja refrattari alle regole “cavallerescamente” sportive dei tradizionali predatori alieni; e insomma ammazzano come e più gli garba. Ai ferri corti con gli altri Predatori e da essi contrastati drasticamente; un loro Esemplare casca giù dallo spazio in una zona boschiva del New Jersey , laddove due squadre di avvocati passa il fine settimana a praticare “Capture the flag” in tenuta pseudo-militare. Un campo di finta battaglia che diventa un invito a nozze (di sangue) per l'anarcoide Cacciatore alieno. Ne faranno le spese ovviamente i legulei (...poco male...) come pure gli organizzatori dell'evento ludico, capitanati da un gestore con un passato in gangli delicati della sicurezza Nazionale; quando proprio i suoi ex colleghi planano in New Jersey per “contenere” ( e possibilmente trarre vantaggi da tecnologia extraterrestre...) i danni inflitti dal Predator, a sua volta attenzionato da...

                              Al troncone dei bestioni d'altri mondi piombati sulla Terra a far danni splatter si somma perciò la trama di foschi rapporti tra umani, dichiarati da una colata di dialoghi sufficientemente esaustivi e fors'anche forzatamente prolissi ( vedi la fuga con la moto...) per cedere alle tavole, spesso impostate con una gabbia stile manga, il precipitoso succedersi di scalmanate azioni di fuga, fermo restando che di norma l'approccio con lo Yautja è funesto ( e pure gli uomini, tra loro, non sottilizzano...).La contesa “tripartita” ,con ruoli accessori, si infiamma ma pure mimetizza dunque nel maledetto nuovo Jersey...

                              Accompagnati da una paletta di colori acidi e squillanti i disegni, immersivi del caos della battaglia agreste (...pure troppo),non hanno la grazia caricaturale di certi manifesti cinematografici in uso negli anni '70_ '80 ma sono altrettanto e più esasperati nel cercare innaturali posture molleggiate (cit.), con grasse ed ulteriori concessioni allo sleazy , che un po' rimanderebbero ,sul lato dei terrestri, al primo Peter Jackson , con sbrodolamenti di carni maciullate ed un campionario di espressioni sbalordite e “gommose” ( simpatico il contrappunto fuori campo delle voci di un dibattito radiofonico sui serial killer americani).Alcune fughe prospettiche quasi rimandano alla stereoscopia ma non giovano alla causa (persa, comunque) della proporzione armonica delle anatomie. Continua per altri due fascicoli. (imho).




                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                              Commenta


                              • 30mmm.jpg
                                PREDATOR [12]

                                Bad blood (2 di 3).

                                Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.

                                Testi_ Evan Dorkin / Disegni_ Derek Thompson (matite), Ande Parks e Chris Warner (chine)/ Colori_ Chris Chalenor e Robbie Busch.

                                Il tizio che mandava gli avvocati a spararsi nei boschi per finta (purtroppo .xD) ora comanda praticamente un “A-Team”che tenta di non scomporsi troppo (eufemismo) nel percepire la natura aliena del pericolo, mentre sente assai bene piuttosto il fetore distraente delle operazioni di intelligence umana. Teste che finalmente iniziano ad intuire la distinta ed inconciliata natura dei due Yautja , trovandosi d'altronde nel mezzo od a latere della loro singolar tenzone , arrivata non prima che il “Bad”si sia preso i suoi trofei ( leggi i crani staccati ai malcapitati terrestri avversari).

                                L'aspetto, la corazza ed ammenicoli ornamentali vari strabordano nei disegni , che in un eccesso di minuzie particolareggiate e nell'avvinghiamento dei due Predator che si sgrugnano di brutto minano seriamente la comprensibilità delle vignette , stante anche il detto stile assai sgarzolino di Thompson.Poiché tutto sembra andare nella direzione di un eccesso “ignorante”e compiaciuto ci si già un finale altrettanto cafone .Vedremo (imho).
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X