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    TUNGSTENO

    Edizioni BD.188 .pp. Cartonato b/n. 18,00€.

    Testi e Disegni_ Marcello Quintanilha.

    In pieno giorno, poco al largo della spiaggia di Salvador de Bahia, due tipacci pescano con gli esplosivi; e ciò attira l'indignata attenzione di uno zelante cittadino , ex Stg. Pensionato dell'Esercito brasiliano che ha mantenuto il cipiglio autoritario e truce dei tempi delle caserme, pronto senza meno a sporgere denunzia presso il vicino comando militare. La sua azione civica tuttavia non trova risoluta soddisfazione nei camerati , causa incompetenza giurisdizionale , cosicché l'irritato e anziano (fu) soldato costringe il giovanotto da cui si è fatto accompagnare ad attivare immantinente un poliziotto conosciuto dal ragazzo (...che campa piazzando del Fumo e, pizzicato suo malgrado,passando informazioni delatorie “attendibili” allo stesso sbirro...), non certo desideroso di “pubblicità” e sfinito dall'arroganza vessatoria del vecchio...

    Dal canto suo il tracotante agente di Polizia è proprio nei paraggi e si dà subito da fare, senza avere tempo di rispondere alle chiamate di sua moglie, esasperata da una relazione che si sta decidendo, con strazio, a troncare definitivamente (?).

    Un po' di “Tropa de Elite” e um pouco di Telenovelas per un romanzo a fumetti condensato in un pomeriggio /sera di un giorno “qualunque”nella vita di sei-sette personaggi che “crashano” in un sanguigno contatto psico-fisico disvelante attriti , conciliazioni e insospettate affinità. Intrigante come la sceneggiatura riesca ad impaginare tensioni e tenzoni spasmodiche sul piano prestazionale (tutti si inseguono, pestano, accapiglianio...), ma sappia espandere la suspense anche solo montando vignette con soggetti funzionali ( l'arredo e i finestrini di un bus piuttosto che la serratura di una casa privata...), testimoni del dramma interiore di un matrimonio complicato o di una storia sul nascere altamente non preventivata ;-) . I dialoghi sono opportunamente spezzettati , con molti “botta e risposta”in regime di reciprocità , utili anche a definire l'esatta natura dei legami personali tra i protagonisti, presentati _ come si conviene_ in maniera eterogenea e separata.

    Validamente al servizio di tale drammaturgia i disegni, dalla elettrizzante dinamicità e dalla resa al limite del fotorealismo degli elementi immoti. Sembra davvero di avere davanti agli occhi una vivida rappresentazione di una violenta scazzottata , di un alterco gesticolante,piuttosto della sorda disperazione di una donna tradita ,od ancora di uno stesso passaggio narrativo visto da differenti punti d'osservazione,fatti brillare nelle scelte grafiche d'angolatura e formato delle vignette . Sempre presente la mezzatinta, “bucata” dal bianco per effetti di illuminazione solare. Fumetto in giro dal 2016, quando meritò un Prix Polar al Festival di Angouleme. Lieta scoperta (imho).
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • (imho).
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      PREDATOR [13]

      Saldapress.48pp., a colori. 3,20€.

      Due episodi . “Bad blood” (3 di 3).

      Testi_ Evan Dorkin / Disegni_ Derek Thompson ( matite) e Chris Warner ( chine) / Colori_ Chris Chalenor.

      Come volevasi dimostrare (vaticinare) il finale è un tortuoso ed avvinghiato bordello grafico di tutti che sparano e saccagnano tutti; e qualcuno sopravvive per non raccontarla, visto che i “Servizi” insabbiano l'incresciosa carneficina fornendo un colpevole di comodo alla sguarnita opinione pubblica, pescato tra i buzzurri finiti in mezzo ai Predator. Seguire la procedura degli squartamenti per venire a capo del montaggio delle vignette (sic!). Fine.

      “Pianeta Natale” (1 di 3)

      Testi_ Kate Worley e James Vance / Disegni_ Toby Cypress ( collaborazione alle chine di Mark Lipka)/ Colori_ Dave Steward.

      Nei vasti territori del Parco Nazionale di Yellowstone, un fotografo free lance, indurito e cinico causa pregresse esperienze di reporter di guerra, ed una emancipata e coscienziosa biologa, versata alla conservazione della fauna selvatica in loco (segnatamente i lupi...) hanno, in tempi e luoghi diversi, un incontro ravvicinato con due Ufo e ne danno testimonianza in un nervoso interrogatorio condotto da “esperti” di sicurezza nazionale...

      La storia sembra carburare con studiata lentezza e un minimo di phatos, sebbene ci venga spiegato fin dalle note redazionali introduttive che due astronavi uguale due Predator di indole opposta; mentre la copertina fa' il suo spoiler mettendo uno Yautja dal look eccentrico , guadagnando immagino l'attenzione degli adepti più ferrati sulla saga multimediale della franchigia. Anche Cypress non scherza mica in fatto di ritratti e complessioni caricaturate e ritorte innaturalmente.con un termine estetico che ispira l' accostamento alle sfilate dei carri allegorici del martedì grasso.(imho).

      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        TEX WILLER 17 Un Giovane bandito
        SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
        Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Fabio Valdambrini.
        Fingendosi della stessa risma dei Lupi della frontiera, ovvero la banda di fuorilegge comandata dallo spregevole Hernan Cabrera, Tex riesce ad agganciare Will Chanes, il ragazzo che sta cercando di cavare dall’illegalità per conto della sorella; trovandolo sulle prime per altro poco incline a redimersi. Ma il sadismo e l’avidità del “suo” Jefe gli faranno aprire gli occhi quando, però, potrebbe essere troppo tardi…



        Ruju conclude il dittico iniziato su “Tex Willer” n.ro 16 con una storia tesa, ben orchestrata e condotta senza tempi morti o dilatati. Quasi Tex rompe l’ipotetica “quarta parete” per chiedere conto al lettore di come potrebbe sfangarla , salvando le apparenze di lui stesso “malvivente” ricercato (…ed ammirevole, agli occhi ingenui e non proprio benigni di Will) che tuttavia non vuole certo compromettersi con le sanguinose scorribande dei bravi (…in senso manzoniano…) messicani; ai danni _ e qui la sceneggiatura modella la questione con una ulteriore problematica finezza_ di connazionali che nella Guerra Civile che sta ancora devastando il loro Paese hanno un ruolo certamente non immacolato da colpe.
        Spendendosi con la solita generosità Tex Willer non annichilisce il ruolo del giovane Will, dandogli la possibilità di esprimere il suo ravvedimento, anche perché interviene ( …qui altra bella pensata di Ruju…) quando il volume di fuoco dei “Lupi” sembra soverchiante. Ma di nuovo interviene un altro colpo di scena, legato ad un personaggio che pareva “fuori dai radar” dopo essere comparso nell’albo precedente ( la cover è tuttavia eloquente :-p ) .
        Spettacolari i disegni, che hanno una dignità “cinematografica” nell’accuratezza delle pose, nel gusto molto rifinito di ogni particolare e nella virtualmente perfetta messa in scena di situazioni che richiedono un gran dispiego di “figuranti” ed elaborate “scenografie”, incantevoli anche in “esterno notte”. Penetranti ed espressivi i primi piani , eloquenti anche quando muti (anche se nella forma di pensiero le intenzioni di Tex lambiscono il tedio didascalico, in brevi tratti). Fumetto valido (imho).

        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          PREDATOR [14]
          Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.
          Testi_ Kate Worley e James Vance / Disegni_ Toby Cypress (collaborazione alle chine di Mark Lipka) / Colori_ Dave Steward.
          Pianeta natale” ( 2 di 3). Continuano , febbrili ma separati, gli interrogatori al fotoreporter ed alla biologa. Scopriamo che si erano incontrati al parco, che le tracce (in)cautamente seguite dall’uomo sono di un gruppo di Predator (!) e che tutto sommato quella parte del Parco di Yellowstone è piuttosto trafficato di persone , destinate _ come lui del resto_ a straordinari e pericolosi incontri alieni.
          Poggiando molto sulle didascalie i testi sono sciorinati con buon piglio ed asciuttezza, ma scontano l’esagerata stilizzazione dei disegni, che davvero lasciano trapelare poco della natura dei vari “Clan” di Predator , distinguibili da occhi allenati eda brandelli di dialogo in cui gli umani fanno illazioni su comportamenti ed intenzioni extraterrestri ( e in questo caso i personaggi terrestri sono a corto di nozioni e termini di paragone); che i redattori della testata integrano con note testuali di seconda e terza di copertina) , nel contesto “selvatico”in cui lavorano e col bagaglio di Pre-giudizi sulla”natura” dell’uomo che inevitabilmente covano in/tra loro; in un confronto antropologico nobilitante il trend consueto (:-p ) da safari sportivo. E la Terra pare offrire un bel ventaglio di prede , inserite in percorsi , per gradire (sic!) accidentati.
          Anche il precedente numero aveva svelato l’occhio fine del colorista , che offre soluzioni cromatiche che vanno dal simile pittorico alle tinte più metalliche e lustre _ pregne di effetti e smorzature di tono_ tipiche del digitale , per così dire, puro. Come si ribadiva altrettanto i disegni sono al limite della comprensibilità e distinguibilità, forzati in forme sgraziate , stiracchiate e talvolta incongrue nella disposizione progressiva degli elementi illustrati composti nella successione delle vignette. Prevista una quinta ed ultima parte nel prossimo albo (imho).
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            IL COMMISSARIO RICCIARDI Magazine 2020
            SBE. 176pp., b/n. 7,50€.
            Questa edizione si compone di tre episodi dedicati al Commissario ( ma in cui, in verità Luigi A. Ricciardi ha un ruolo non esclusivo o centrale) ed uno ai “Bastardi di Pizzofalcone” , altra creatura letteraria di Maurizio De Giovanni, che qui cura i soggetti, di concerto agli sceneggiatori nell’intento di reinventare parzialmente pezzi della sua produzione di romanziere, adatti ad essere trattati anche separatamente dai libri che li hanno originati .
            Così abbiamo “Il Viaggio di una rosa” , sceneggiato da Claudio Falco e disegnato da Luigi Siniscalchi, quasi una parabola morale all’incrocio di poveri destini umani , sconosciuti tra loro ma accumunati dalla stessa , indigente, estrazione sociale. Sergio Brancato sceneggia per i disegni , di nuovo, di Luigi Siniscalchi “La Guerra di Modo”, in cui, in pieno regime fascista anatomopatologo Bruno Modo , amico di Ricciardi, rievoca con amarezza il suo servizio di giovane ufficiale medico nelle trincee della Grande Guerra, dove perse le sue poche vere amicizie ed un amore mai più dimenticato.
            “Il Vento cambia”, a Napoli; scritto da Paolo Terracciano e disegnato da Alessandro Nespolino è una storia in tre atti in cui altrettanti venti che sferzano la città esacerbano le pulsioni e disperazioni di alcuni cittadini , nel tempo in cui Luca Majone matura la decisione di seguire le orme del padre Raffaele arruolandosi in polizia, vincendo alla fine la resistenza dell’apprensiva mamma.
            Le illustrazioni di Daniele Bigliardo e foto dal vero con le “sagome” dei “Bastardi…” che calcano significative vie e piazze di Napoli completano un volume capace di avvincere trasmettendo pietà umana anche verso i rei , in grado di “intrattenerci” nella misura realistica dei loro sentimenti ,fossero pure rabbiosi e censurabili, al più seguiti dai rovelli del pentimento.
            Anche il “Maggio” de “I Bastardi di Pizzofalcone”, scritto da Claudio Falco gioca col destino di alcuni personaggi eterogenei destinati ad un “Crash_ contatto fisico” (cit.), magari dopo il ribaltamento di premesse che, apparentemente, saldavano vite non trascendentali forse, ma acquietate.
            Disegna il nuovo acquisto Bonelli , Carmelo Zagaria, talentuoso e preciso nel solco grafico dissodato da Fabiana Fiengo , fatto di fogge animali antropomorfe e proprietà descrittive degli ambienti non congelati da piattezze costruttive l’illustrazione della vignetta.Siniscalchi appare cinvece un po’ evanescente in alcune tavole de “La Guerra…” , sebbene anch’egli nel complesso non faccia mancare lo sforzo di tratteggiare gli scenari urbani e bellici acconci alle storie a lui affidate. A. Nespolino , col nitore ondulato delle sue linee conferma di misurarsi con profitto col ritratto di un’epoca letteralmente scarnificata dal bisogno e dalla povertà endemica .(imho).
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              TEX WILLER 18 L’Agente federale
              SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
              Testi_ Mauro Boselli / Disegni_ Michele Rubini.
              Sempre bene accolto nell’accampamento del suo fratello di sangue Cochise , finalmente Tex Willer può ristorarsi con tranquillità. Nelle ore serali intorno al fuoco racconta agli astanti la sua (dis)avventura con un U.S. Marshal , ossia un tutore della legge con vaste competenze territoriali , ostinatamente proteso alla cattura del sempre fuggiasco texano, spalleggiato da diversi collaboratori. Naturalmente dal suo punto di vista sta legalmente svolgendo un suo compito preminente, perciò Tex è restio a contrattaccarlo , non volendo macchiarsi dell’eventuale uccisione di un pubblico ufficiale. Ma la “stella di latta federale” non allenta la pressione,forte delle sue prerogative , maggiori d’altronde di quelle dello sceriffo al suo seguito , che Tex conosceva già di vista e di fama e soprattutto per questo avendone rispetto. Senza colpo ferire riesce tuttavia ad eludere ingegnosamente i controlli dei Ranger, facendoli diventare però ancora più astiosi ; e con ciò decide di ritirarsi dalle parti dove è nato e dove gode ancora di credito morale e solidarietà. Tuttavia rimane comunque un ricercato , e come tale avvicinato da due delinquenti _questi sì, matricolati_ che gli fanno una proposta (criminale) indecente . L’insistita impudenza dei malfattori costringe Tex ad allontanarli in malo modo, facendone un altro paio di nemici, già pronti a congiurare contro di lui…
              E’ nell’ordine delle cose che fuggiasco ed inseguitori accorceranno la misura, ma credo opportunamente la sceneggiatura temporeggia per farci ri-assaporare le motivazioni di fondo della vita randagia di Tex, in un “resume” che vuol dare speranza di un cambiamento di paradigma nella sua vita , d’altronde così introdotta sin dal primo numero . C’è pure una inedita, per consistenza, parentesi rosa , o meglio “hot”, impudicamente svelata dunque dal baldo giovane, di cui ammiriamo ancora una volta la prontezza di cavarsi dai guai partendo da risorse quasi sempre abborracciate ( eccetto Dinamite, cavallo di impareggiabile levatura …).
              Lode ai disegni . L’editore sta incominciando a considerare questa testata per far uscire alcuni di questi archi narrativi ( l’albo è una prima parte di…) in edizioni da libreria ed a colori : entrambe le opzioni prenderebbero bene i curati e perfino “sensuali” ritratti che fissa e leviga Rubini, altresì capace di offrire tagli dinamici e tridimensionali ai tipici atti atletici del fumetto western (zuffe, sparatorie, inseguimenti…) con la tigna _in senso buono_ di cogliere funzionalmente ogni minutaglia (imho).
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                JULIA n.ro 31 Ucciderò
                SBE. 132pp., b/n . 4,50€.
                Testi_ Giancarlo Berardi / Disegni_ Laura Zuccheri.
                L’immediata e passionale intesa con un affascinante e simpatico ingegnere afroamericano dona a Julia ore liete , guastate dalle telefonate di un anonimo , che si professa ammiratore della criminologa , mettendola a parte della confessione di voler dare luogo fattuale ad una sua insistente “fantasia” :seviziare ed uccidere uno sconosciuto! Avvertendo che l’interlocutore cerca un riconoscimento (anche da lei) ma non intende fermarsi alla mitomania, Julia avverte Webb dell’accadimento e, da vettore involontario, si fa’ carico dell’angoscia di non sapere chi il disturbato vorrà prendere di mira , riferendone in laconiche telefonate che ha l’accortezza di fare da un apparecchio a gettoni , in cabine situate in un periplo neppure troppo esteso…


                Questo albo è uscito il 04/2001 ( ed alcuni “indizi” fanno pensare che sia l’illustrazione di una sceneggiatura scritta parecchio tempo prima), attraverso cui Berardi già poneva d’attualità i sistemi di controllo mediatico applicato al riconoscimento e posizionamento delle persone;pur beninteso che l’animale sociale uomo ha parti _ sebbene riconducibili a quadri psico-socilogici comuni _ insondate ed “insospettabili” , specie se sondate senza contestualizzare il vissuto dell’altro, che potrebbe rivelarsi un promettente nuovo amore quanto una “pentola a pressione” ostruita daklle frustrazioni che (ci) riserva l’esistenza. Ne esce d’altronde un quadro psicologico quasi troppo esemplare ( sebbene gli sviluppi della trama non siano affatto scontati…), riconducibile a tante persone che non sono (ancora?) “scoppiate” nel senso di un procurato allarme sociale, ma che covano sorde , a vari gradi, nella psiche di ogni individuo.


                Forse non ancora particolarmente a suo agio nel rendere il traffico urbano, la Zuccheri si esprime con vigore nei contrasti luce ed ombre e lascia scorrere una vena grafica quasi surreale quando tocca il “Cattivo”della storia, che nel suo essere “senza qualità” (comprese quelle estetiche...)scivola nel parodistico caricaturale , degna di un Carlos Meglia perfino (imho).
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  HEIDI e altri flash
                  Coniglio Editore. 96pp., b/n e colore. 12,50€.
                  Testi e Disegni_ Corrado Mastantuono.
                  Talento eclettico, capace di distinguersi tra i maggiori interpreti del mondo Disney quanto come colonna della Bonelli nel disegno ( comprese le illustrazioni per cover di diverse loro testate)realistico, animatore; Corrado Mastantuono rilascia in questo volume piuttosto la sua vena umoristica più nel campo della satira caricaturale, a mezzo di vignette, brevi strisce e fumetti ad una tavola.
                  Mordillo, Jacovitti, Pericoli, Dickens, Giuliano, Lunari sembrano essere i suoi riferimenti artistici più prossimi , in una antologia che non lesina di addentrarsi nei temi sociali , quali il lavoro ( pure quello del fumettista ;- ) ) , l’antimilitarismo e l’urgenza ecologista ma senza quelle connotazioni politiche dirette che , in un libro stampato nel 2008 , potevano renderlo datato allorché i suoi eventuali bersagli istituzionali oggi fossero defilati o persino passati a miglior vita. Completano i sempreverdi temi di sesso, matrimonio e scarto generazionale misurati da una ironia surreale non lamentosa ma (anche nelle forme grafiche) causticamente sardonica, giocando sul classico ( l’interpretazione letterale di taluni concetti…) fino a dare zampate sugli usi e costumi sempre correnti alle italiche latitudini. Un libro un po’ particolare dunque, per amanti del genere e/o completisti del simpatico autore (imho).
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                    TEX WILLER 19 Fuga sul mare
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                    Testi_ Mauro Boselli / Disegni_ Michele Rubini.
                    Di nuovo braccato fin oltre i confini del suo Stato, Tex riconsidera favorevolmente il consiglio e l’agevolazione ricevuti da un amico di esiliarsi per qualche tempo dal west. Raggiunta così Galveston a cavallo , s’imbarca su una moderna nave a vapore , la “Mary” , che fa rotta sulla Florida (!). Ma l’Agente Federale alla sue calcagna, confermando, seppur da solo e pur non avendo ancora mai incontrato il fuggitivo , una sua intuizione ha mangiato la foglia , ed in incognito è anch’esso tra i passeggeri …
                    Anche sulla “Mary” Tex saprà farsi amici a cui dare e ricevere lealtà e nemici manigoldi e bari a cui porgere un benservito che, dopo varie peripezie “navali” lo sbarcherà a Tampa, dove l’attende un clima pesante ed ostico . Qui infatti si stanno ammassando truppe dell’esercito per muovere guerra agli indiani nativi Seminoles, e farne parte sembra quasi l’unico lavoro “onesto” concretamente offerto a Tex, che d’altro canto usa ancora le carte da poker piuttosto per studiarsi chi ha di fronte, compreso un Cadetto che lo ha sfidato apertamente al tavolo da gioco…
                    Posto che si tratta di un racconto in flashback convenzionalmente uscito dalla bocca dello stesso texano , Boselli si concede alcune sottolineature meta.testuali , in cace ad un racconto che fila e fonde (cit.) spavaldi colpi di scena e drammatici ribaltamenti di prospettiva nell’insolita ( in “Tex Willer”)unità di luogo di una imbarcazione che ai (suoi) tempi rappresentava la migliore espressione del progresso. La peggiore, tanto per cambiare (…lo scenario, che ci attende dal prossimo numero) è la prospettiva di scannarsi coi nativi per la supremazia territoriale , in un altro prospetto di evenienze capace di creare un disagio anche etico al “nostro” cow-boy. Spettacolosa riconferma di Rubini ai disegni, impreziositi in questo albo da una raffinata ricercatezza nel dare le ombreggiature e nella virtualmente impeccabile interpretazione degli “assemblamenti” riprodotti, urge sottolineare , coi crismi di elaborati accessori e costumi di quell’epoca (imho).
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