annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • 39aaaa.jpg
    IL MIGLIORE DEI MALI_ L’Uomo di latta- (Volume Uno).
    Shockdom s.r.l. 190pp., a colori. 16,00€.
    Testi_ Violetta “Rocks”Rovetto/ Disegni e Colori_ Marco “Tarma” Tarquini.
    Trovato casa, con la mamma, in un paese del Mezzogiorno predominato economicamente da una Azienda dalle vaste ramificazione ( dalla chimica fino ai servizi; e fortemente indiziata di portare nocumento ambientale e sanitario ai residenti),il tredicenne ( negli anni ’90) Ettore tenta di orizzontarsi nella novità, finendo ben presto “investito” della responsabilità di ritrovare un cane , che il suo eccentrico padroncino Milo cerca in ogni dove, pur avendo elaborato una sinistra teoria che riguarda il suo assai sfuggente ed appartato vicino di casa (Sig. Zaira). In suo aiuto gli amici Dante e Michelangelo, mentre l’appena più grandicello Neri ostenta un certo distaccato e spigoloso cinismo, una ruvidezza caratteriale non risparmiata al novellino Ettore. In linea di massima i cinque ragazzi coopereranno , in vivace dialettica tra loro, all’organizzare la ricerca di Icaro, il cane. E se le alzate d’ingegno quasi bipolari del precocemente orfano Milo risultano subito “strambe”, non di meno anche gli altri quattro sembrano provvisti di peculiari problematicità, meno però _ai loro occhi_ del torvo Zaira; che una notte…
    In forma ritmata e colloquiale i dialoghi portano avanti la narrazione concedendosi a termini anche crudi ma altrettanto maturi nel non svicolare temi d’attualità ed adulti, quali l’elaborazione dei lutti, un primo accenno di educazione sessuale ed identitaria e l’abbozzo di una presa di posizione sul tenore dell’esistenza in senso comunitario regolamentato. Ma la sceneggiatura decomprime gli spunti e le svolte assegnate alla trama , raffreddandole in una teatraleggiante fissità monocorde della messa in scena, risolta in pochissime ricorrenti locazioni, coi ragazzini (in)occupati a scatarrare congetture sul misterioso dirimpettaio di Milo che, da “E.T”, “Super 8” , “Ritorno al futuro”, “Wargames”e “Stranger Things”, impersona il nerd industrioso pieno di iniziative , che qui però potrebbe mostrare qualche sfaccettatura di …Undici (spoiler?). Praticamente indispensabile aggiungere la lettura del secondo volume.
    I colori sono abbastanza smorzati da evitare la tangenziale del cartoon e sarebbero anche ben scelti ( vedi la carnagione di Ettore o le dominanti blu cobalto in notturna) ma servono una stilizzazione del disegno piuttosto grezzolina , marcando all’eccesso occhi e bocche abnormi a là “Bem_ Il Mostro Umano” (!), sebbene l’enfasi espressiva rimanga comunque puntuale e comunicativa. E d’altro canto i primi piani dei cinque occupano la schiacciante maggioranza delle vignette, lasciando gli sfondi a commento della Mega-ditta ( nrl nome un qualche riferimento alla ex Ilva di Taranto) e dell’ordinato quartiere borghese dove vivono Zaira e Milo , cresciuto dal nonno . Continua, spero anche meglio(imho).

    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta


    • 39aa.jpg
      YANAGIDA & MIZUNO ( 2 di 2)
      Magic Press. 220pp., b/n. 7,90€.
      Testi e Disegni_ Enomoto Heights.
      [Nota : E’ mia la censura della copertina, per non configgere col regolamento del forum].
      Fumetto giapponese per adulti (manga hentai), con sovra-copertina . Si legge da dx a sx. Conclusione borghesissima e mucciniana (Gabriele M.), con finto colpo di scena che sa di presa per i fondelli… Della tiritera sessual-amorosa degli “scopamici” ( fa’ fede la traduzione italiana) Y&M , più qualche comprimario scialbo messo giusto per integrare una certa varietà di giovani(ssimi) corpi spudoratamente impegnati in estenuate sedute di accoppiamento , ma sulla via del Tantra se i due testoni fossero ragionevoli all’unisono nel dichiarare i loro (arrapati) sentimenti reciproci. Tocca prima dunque pigliarla un po’ alla larga, infrattarsi negli ambienti canonici ( la scuola,gli esami da preparare, le vacanze) propizi a parentesi hard, magari anche con partners diversi ma più che altro elementi di disturbo incrociato , animando fraintesi e soprattutto una sempre più costante e pungente gelosia . Praticamente irrilevanti le figure genitoriali , l’uzzolo di mettere su famiglia sovviene loro , intanto che cementificano il rapporto sfociando in pratiche discutibili (“pissing”) e del resto senza l’ombra di un preservativo.
      Paradossalmente , per creare un minimo di tensione erotica , ai disegni ( ancora più espliciti della prima parte nel voler “scavare”al’interno del corpo femminile le componenti dell’organo riproduttivo) giova l’accuratezza dei panneggi nel dare vaporosa concretezza ai capi di abbigliamento e biancheria di cui poi disfarsi nell’urgenza montante dell’eccitazione. Quando i dialoghi permettono alleggerimenti ( battutine, ironie, bisticci sciocchini) anche lo stile di disegno tende al semplificato e sbarazzino; ma se è in scena il coito , le tavole ( talvolta formate di un solo vignettone) restituiscono un amplissimo ventaglio di tagli prospettici nel riprendere _con abilità_ corpi nudi ed avvinghiati nelle più svariate pose del piacere. Fine (imho).
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta


      • 39cccc.jpg
        SATELLITE SAM (Volume Tre)
        Saldapress. 152pp. Cartonato b/n. 19,90€.
        Testi_ Matt Fraction / Disegni_ Howard Chaykin.
        Sulle spine per le concessioni televisive non ancora assegnate al network LeMonde, il proprietario Joseph “Doc” Ginsberg comincia a fare pressioni “indebite” sul suo aggancio nella Commissione deliberante, l’ambizioso consigliere Reb Karnes che, fagocitato dalla moglie Jeanie , non reagisce niente bene. Michael White è sempre più cane nei panni di “Satellite Sam”ed indulge sempre alla bottiglia ma annoda i fili dietro la dipartita del padre Carlyle, il “vero” Satellite Sam, con gli elementi indiziari forniti dall’incidente stradale (?) accorso alla segretaria di edizione e tuttofare Elzabeth Meyers, ancora discretamente stordita dall’esperienza. Altri veleni dietro le quinte del canale : la cristiana “rinata” Kara Kelly torna a scivolare nei suoi problemi; il disilluso sceneggiatore Guy Roth deve sopire “voci ricattatorie” sulla “notizia” della sua omosessualità e il tecnico aspirante conduttore Eugene Ford si sgrugna col minaccioso razzismo di chi ha scoperto le sue origini afro(americane). Il regista di “Satellite Sam” , Dick Danning,è schiattato di cancro ma lo spettacolo _ per giunta in diretta_ deve andare avanti!
        Con “Satellite Sam” ,che in questo terzo tomo trova la sua conclusione ( affidata ad un capitolo extra ambientato negli anni ’60, con Ike Eiger _direttore tecnico del network tornato al vecchio lavoro di commerciante di apparecchi elettronici_ anzianotto, Fraction & Chaykin imbastiscono (anche) un discorso sulla televisione potendosi avvalere del senno del poi, ovvero di conferire ai suoi personaggi ( ad alcuni ;-) ) la divinazione sulla potenzialità del medium e penetrazione organizzata nel tessuto socio-culturale e familiare americano ( dicasi progresso) , svelando torbidi altarini del dietro le quinte nei certo ,qui, non ovattati anni ’50. Filo conduttore il giallo sulla morte di Carlyle White ( per altro dipanato già nei primi capitoli e , date le circostanze “amene”, in maniera lineare e conseguente…), risolto dal figlio Michael , il suo sostituto “inadeguato” che spunterà migliore considerazione complessiva del suo sale in zucca, compresa l’idea di schiodarsi da NYC per fare la TV negli studi di Hollywood ( a cui il fumetto riserva le sue uniche quattro pagine a colori :-p ), non prima però di aver regolato i conti anche con ambienti esterni ma complementari _vedi la politica_ non meno sordidi, anzi, di quelli che anche lui si è prestato a propagandare. La televisione “dei ragazzi” , ossia il target di “Satellite Sam” è una “cringiata” indifendibile, ma non per questo le leve del potere mediatico vengono lasciate in mano alle triadi degenerate (!) di ebrei/omosessuali/comunisti infiltrate per corrompere la gioventù americana ( ricorda qualcosa?). Il finale col ragazzo “monello” ed afroamericano sta forse lì a dirci ulteriormente che le cose comunque vanno avanti e si può familiarizzare con i neri (gli ebrei ecc…), magari trovandoseli alla televisione.
        Sempre parecchio “conciati” i disegni , fuori dal canone realistico per posture e panneggi ( ricordano roba francese dei tempi di “Jules e Jim” e i carta-modelli per ricercate mise di abbigliamento/accessori ). La caricata ed un po’ raw resa dei primi piani mi ha indotto un poco di confusione talvolta nell’assegnare _ testi, comunque non privi di brusche autoreferenzialità, a parte_le varie identità. Michael White sembra la versione pervertita di un Clark Kent con i vizi interpretati da Ben Affleck ; gli altri stampano faccioni ritorti ,arrampicati e pigiati di sbieco o profilo in vignette foto-tessera dei p.p.
        Piaciuto. Fine (imho).
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

        Commenta


        • 39a.jpg
          MATTEO_ Il Terzo periodo (Agosto 1936)
          Alessandro Editore . 80pp. Cartonato a colori. 19,99€.
          Testi, Disegni e Colori_ Jean-Pierre Gibrat.
          Estate del ’36. La Spagna sta rapidamente precipitando nel tempestoso vortice della guerra civile, già in atto; mentre le potenze straniere siglano arlecchineschi e mutui patti “ufficiali” non interventisti. Di qua dei Pirenei, in Francia, benché le posizioni politiche siano ampiamente disomogenee anche tra alleati di governo si tenta di conservare una “normalità” ; nella bella (in senso meteorologico) stagione che invita a rustiche scampagnate od a prendere i bagni in spiaggia … Con la villeggiatura, quelle “ferie pagate” ai lavoratori ,la conquista sociale più appariscente spuntata dal malfermo Governo “radical-socialista”. Ed è ciò che Matteo fa’ con gli amici, apparentemente non dando soddisfazione alle frecciatine di commento dell’attualità che lo punzecchiano. Ma è il confronto aspro e non solo verbale coi reazionari, una rivelazione dirimente della sua “ex” ed il peso indicibile del suo passato, sospingeranno ancora Matteo sulle rotte della penisola iberica; non da solo…

          Specie se presa a se stante ,(in un volume cartaceo adeguato nel formato e nella confezione , seppure del tutto sprovvisto di contenuti aggiuntivi…) la storia non è immediatamente avvincente , dato che i personaggi ( alcuni , naturalmente, promossi ai “capitoli” successivi) fondamentalmente si trastullano per i fatti loro , godendosi l’ozio e relegando i fatti “importanti” a chiacchiericcio semi-serio : una disputa dialettica che, tra amici, non sortisce , effetti particolari se non il delineare convincimenti personali , che l’incalzare degli eventi trasformerà però in scelte di campo a cui prestare fede coerente. Lasciando in didascalia le note di riflessione più posate e definitive i dialoghi/battibecchi sono secchi e salaci, in un continuo scambio che logicamente influenza il loro contrappunto grafico, ovvero le vignette, strette e numerose tipicamente negli scambi diurni, più distese e contemplative nella raccolta rilassatezza delle ore piccole Le pipette sono poco pronunciate e l’attribuzione del testo può non essere così intuitiva se non si familiarizza con il dato caratteriale dei personaggi che, specie se complementari si avvicina l caricaturale, più che mai divaricato tra la segaligna magrezza degli uni e la pasciuta flaccidità degli altri. Spettacolare la (loro) messa in scena, che libera la bravura dell’autore di interpretare potenti scorci paesaggistici o ficcanti irruzioni tridimensionali di murature e veicoli. Le donne belle e sexy in vestitini leggeri sono un marchio di fabbrica a cui giuriamo volentieri fedeltà incondizionata (imho).
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta



          • 38zzzzz.jpg
            ZARDO
            SBE. 64pp. Cartonato a colori. 19,00€.
            Testi_ Tiziano Sclavi/ Disegni_ Emiliano Mammucari / Colori_ Luca Saponti.
            Recupero di/su una sceneggiatura di inizio anni ’90, integrativa del progetto “multimediale”scaturito da “Nero.”, libro _e poi film _ scritti da Tiziano Sclavi. Anche questa ulteriore versione beneficia di un’ottima “orecchiabilità” dei dialoghi e di una sbandata controllata nel surreale tipica degli anni (tra i )più fecondi della produzione sclaviana; tra l’altro concepita in vista di una continuazione seriale( del resto la storia si conclude col classico “gancio”che tiene desta la curiosità dei lettori) , a cui _se è lecita l’illazione_ attenersi sul piano logico della narrazione per sciogliere alcuni passaggi che, se considerati con auto-sufficienza ,si possono ritenere abbastanza incongrui e forzosi. Ma è un libro assimilabile comunque con soddisfazione , ovvero avvincente e godibile in specie agli amanti del (cinema) noir, a cui tributa diversi e dichiarati omaggi : le fonti del resto sono ammesse nelle dichiarazioni sull’opera lasciate a fine volume, insieme ad alcune pagine di sceneggiatura messe a confronto con la realizzazione definitiva delle corrispondenti (ma non pedissequamente uguali…)tavole; più alcune illustrazioni di studio e messa a punto dei personaggi principali.Le pagine di testo sono hanno volutamente segni di usura o sporcizia , da vecchio archivio analogico.
            Da vietare gli spoiler e dunque il cenno al soggetto lo relego a descrivere una ragazza, Francesca, che molla il moroso Zardo per andare a convivere con un altro, fisicamente perfino somigliante all’ormai ex. Ma troncare definitivamente il rapporto si rivelerà, specie per l’altro Lui, un’operazione assai laboriosa e sconcertante, minando o quasi l’affiatamento della neo coppietta :-p .
            Il dinamico duo alla cura della parte grafica ha già ben figurato nelle avventure “alternative” e giovanili di “Mister No” ( e d’altronde Francesca sembra molto ricalcare una fiamma amorosa di Jerry Drake ragazzo ;-) ), ed anche qui si attiene ad una gamma cromatica piuttosto polarizzata in toni caldi diurni e freddi dopo il tramonto ( non sto parlando in senso letterale di gradi Kelvin …), arricchita da opportune sfumature. A parte il lettering non immediato nello stile, l’occhio corre fluido e soddisfatto sulla scansione ben strutturata e tridimensionale delle tavole , con prevedibile parziale perdita di definizione quando occorrono piani non ravvicinati in vignette dalla pezzatura ridotta. Per avere vivacità dinamica qualche linea forse esce un po’ troppo sgarzolina ; e ho il sospetto che il disegnatore non abbia mai visto un terreno agricolo dissodato da un vomere (sic!). Piaciuto (imho).
            Ultima modifica di henry angel; 20 agosto 21, 23:05.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

            Commenta


            • 38zzz.jpg
              JULIA n.ro 275 La Vita è un optional
              SBE.116pp., b/n. 4,50€.
              Testi_Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Paolo Di Clemente.
              Venditore di auto usate dalla parlantina suadente, sebbene sposato con prole donnaiolo sfrenato, e pure ludopate, scazza con la sorella contabile_ per altro trattata con una certa riprovazione in quanto lesbica (sic!)_ per truccare i bilanci dell’autosalone di famiglia e potersi (così) permettere i suoi vizi e le sue scappatelle. Verrà trovato nel suo ufficio ammazzato con diversi colpi di pistola. Julia, mentre si interroga sulla tenuta a distanza della sua relazione con Ettore, viene sollecitata sul caso, che presenta molteplici moventi, ergo sospettati . Nel vasto ventaglio delle ipotesi verosimili la criminologa troverà la piega degli eventi che hanno determinato l’omicidio, ossia chi lo ha compiuto, unendo alle sue ben solide credenziali accademiche l’empatia intuitiva con cui penetra la corazza psicologica del suo prossimo, sebbene censurabile nella manifestazione della violenza.
              Senza dargli un’accezione negativa un episodio di routine, basato su uno schema narrativo rodato e replicato, che mette al lettore la classica “pulce nell’orecchio” piuttosto presto (…per svelare il giallo) ma fa scattare dei “diversivi” ( anche drammaticamente movimentati, vedi cover) che fungono anche da mini indagine sociologica sui vari “tipi” di famiglia in cui è oramai frazionata la società odierna (occidentale, post-industrializzata, affluente ma segnata dalle crisi…). Finale ironico, con Julia che si libera dagli impegni per stare con Ettore in arrivo dall’Italia e si trovano ad andare per campi ;-) .
              A parte forse la severità delle campiture , il dettaglio , la composizione, l’espressività e la coerenza interna dei disegni non prestano il fianco a rilievi (imho).
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta


              • 38vvvvv.jpg
                JULIA n.ro 274 Ne Uccide più la penna
                SBE. 116pp., b/n. 4,50€.
                Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_Antonio Marinetti.
                Scrivono in coppia libri gialli con crescente successo e sono affiatati anche come marito e moglie , gli Haldane (Arnold e Michaela) si lasciano convincere a passare una breve vacanza ritemprante/stimolante ospiti _in una suggestiva ed appartata località lacustre non particolarmente distante da Garden City _ di due attempate sorelle e zitelle, garrule, cerimoniose ed entusiaste ammiratrici. Anche Leo Baxter lo sta diventando, e ne consiglia i libri pure alla sua amica Julia finché non riceve (“raccomandato” da un collega)una telefonata da New York : l’agente letterario degli Hamdale lo ingaggia per rintracciare i suoi due assistiti (ed amici) , irreperibili da giorni.
                Con Julia al seguito Leo punta al recapito, ultimo utile e conosciuto, delle anziane sorelle, che nel frattempo…
                Scrivere di …Scrittori consente agli sceneggiatori dell’episodio di saggiare/mappare i ferri ,narrativamente parlando ,del mestiere , analizzando ed esplicando in termini conoscitivi _con la scusa di una recensione orale di un romanzo firmato A&M Haldane_ meccanismi ,espedienti e convenzionalità della prosa in Giallo. Ricordando un precedente ( non il titolo, chiedo scusa :-p ), quando si tratta di letterati è tollerata la defaillance investigativa di Julia ( e Leo)che intuiranno ipoteticamente la verità dei fatti senza poterli dimostrare , ferendo la Giustizia. Qui ,al lettore , viene proposta un’ampia parentesi in cui vengono presentati i (primi quattro)personaggi ed il principio di conflittualità che li lega ( ricordando la trama di un “vero” romanzo il cui titolo celiamo per non indurre spoiler ;-) ) ma nel momento in cui intervengono Leo e Julia scatta una ellissi che sarà riempita nell’incruento ma antipatico confronto finale con la coppia impunita(…).
                Tipica del disegnatore l’attenzione esecutiva ai particolari e la cartesiana pulizia delle linee, dalle bordature sottili eventualmente rinvigorite da ombreggiature compatte. Poi dato che gli sceneggiatori si divertono a sottolineare che le sorelle agée sono (rimaste) nubili i primi piani competenti sono impietosi nel caricare rughe e tratti somatici disarmonici; ma in questo non si salva neppure Emily Jones, di nuovo interpretata all’eccesso della forma cranica negroide (imho).

                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                Commenta


                • 38vvvv.png
                  JULIA n.ro 273 Myrna : addio, mia amata
                  SBE. 116pp., b/n. 4,50€.
                  Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / DisegnI_ Steve Boraley. E’ il primo, ed a ora il solo, episodio di “Julia” in cui la questione pandemica si intreccia diffusamente ( con buon criterio…) alla costruzione narrativa della trama, facendo da vettore allo svolgersi degli accadimenti, in modo sostanziale e compatibile ad una intrinseca tenuta logica ,che dirama pure accenti propagandistici (intendendo il chiaro incoraggiamento a seguire le buone e sempre valide norme della profilassi sanitaria). Le necessità del “distanziamento” e la profilassi delle opportune “precauzioni” quasi congiurano per costringere Julia a specchiarsi _ sempre troppo a lungo e pericolosamente_ nella sua nemesi Myrna Harrod, l’assai lucida ( anche se a livello psichiatrico è fuori come un balcone :-p )serial killer lesbica che gliela ha giurata (…fantasticando di un connubio eros-thanatos con l’oggetto, Julia stessa, del suo desiderio). Il lettore può mettere in conto _dato che succede ogni volta!_ che si arriverà ad un (morboso) confronto a quattr’occhi ( cavare bulbi oculari è una delle specialistiche ossessioni della pazza assassina…) a cui Julia, sovrastata sul piano fisico, oppone un misto di razionalità analitica e freddezza disgustata su cui Myrna lavora facendosi ogni volta un suo “film” nuovo , in attesa di un prossimo “sequel”. Per altro la storia ce la somministra in una forma parzialmente originale , solo apparentemente divagando dentro una sottotrama che opportunamente convergerà nella tenuta del suo (malato) piano generale di avvicinamento a J.
                  Le prime tavole, forse perché sintonizzate su un registro onirico , presentano una Julia forse troppo stilizzata e filiforme, accasata in un certo piattume di geometrie spoglie ed elementari. La qualità grafica si solleva nel proseguo della storia : colpiscono in positivo le parti a mezzatinta e la ficcante caratterizzazione di Myrna versione Virago; meno _ancora_ gli ambienti in interni e certe facce a là Giuseppe de Curtis. Titolo chiaramente fuorviante, al massimo è un “arrivederci” ;-) (imho).

                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                  Commenta


                  • 38vv.jpg
                    IL MIGLIORE DEI MALI_ L’Uomo di latta (Volume Due)
                    Shockdom s.r.l 176pp., a colori. 16,00€.
                    Testi _ Violetta “Rocks” Rovetto/ Disegni e Colori_ Marco “Tarma” Tarquini.
                    Tutta l’infornata di pagine di questo secondo ed ultimo tomo è praticamente uno spiegone di ciò che è accorso ad Icaro il cane e la contestuale ammissione incrociata dei cinque protagonisti di aver ereditato facoltà “sovrumane”, frutto di “anomalie genetiche” scaturite dopo l’esposizione ad agenti chimici (?) rilasciati , come residui inquinanti da smaltire, dalle strutture insediate sul territorio di un’arrogante ed inadempiente mega-azienda. Non manca un certo controllo nel mettere a registro i colpi di scena , in modo che non siano fini a se stessi e piuttosto concorrano a sviluppare ulteriormente la trama. E’ quello che faceva “Runaways”, con meno pagine, meno parolacce e meno angustia nelle locazioni ( che qui si svolge in toto in due camere e cucina [cit.] più servitù di passaggio e viale per i giardinetti ,sic!). Si dia atto alla sceneggiatrice di aver caratterizzato dei ragazzi(ni) pestiferi ma non in senso infantile, anzi agevolando alcuni snodi narrativi ( vedi la centrale questione del Sig. Zaira) con una velatura di perfidia ,infusa dagli stessi protagonisti; aperti e ricettivi sui temi dell’ecologia, dell’animalismo ( senza eccessi settari…)e delle questioni di genere (…sessuale). Tuttavia il malloppo di pagine e relativo costo unitario non indifferente non sembra del tutto ripagato da altrettanto pregnanti contenuti.
                    Sempre ben accordata la paletta dei colori; mentre lo stile di disegno mi sovviene ulteriormente stilizzato e legnoso , underground per non dire (di) qualcosa un po’ tirato via. Fine (imho).

                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                    Commenta


                    • 38zzzz.jpg
                      DIABOLIK_Celebrity Hunted (Caccia all’uomo)
                      Astorina.16pp., b/n. 0,00€.
                      Testi_Mario Gomboli / Disegni_Enzo Facciolo.
                      All’età di 89 anni, lo scorso 13 agosto è mancato Enzo Facciolo , il disegnatore che ha conferito a “Diabolik” il suo canone grafico di riferimento , fin dal lontano 1963. Ha realizzato anche questo albetto promozionale (gratis in formato digitale su Amazon)della trasmissione omonima ed “in esclusiva” su Prime Video. Ai testi la vecchia volpe Mario Gomboli , che si è fatto giusto venire una ideuzza per schiaffare ipoteticamente DK ed Eva nel programma, burlescamente divertiti nel disorientare i “cacciatori” di “celebrità”, che già da copione normale immagino debbano rimanere qualche tacca sotto le loro competenze deduttive per lasciare in risalto i famosi imboscati. Nei loro classici dialoghi-spiegone la coppia diabolika , rilassata davanti alla (smart) tv dà indicazione ai neofiti di come si svolge lo show, prima di metterci il loro “zampino”. Comparsata pure di Ginko , sul pezzo prima di prendere però il solito due di picche, nel finale edificante, stiracchiato e senza botto . Incongrua la diffida sui credits , che parla di riferimenti a fatti o persone “puramente casuale”; quando invece al compianto Facciolo gli è toccato ritrarre tutti i noti concorrenti, in forma di foto e video visionati nella cabina regia di “Celebrity…”, ingombra di addetti ai lavori ,in una situazione oggettivamente statica ovviata studiando le minime possibili variazioni posturali e conferendo a tutti _i non celebri_ una propria autonomia estetica dedicata . Solido e pulito il segno , con bordature sottili e tratteggi affatto invadenti. Gli effetti da Pantone smorzano l’altrimenti piena inchiostrazione delle tavole (imho).
                      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                      Commenta


                      • 38uuuuu.jpg
                        STALIN
                        Mondadori Comics. 56pp. Cartonato a colori. 8,99€.
                        Testi_ Vincent Delmas / Disegni_ Fernando Proietti / Colori_Arancia Studio .
                        Una versione a fumetti dell’ascesa al vertice del bolscevismo sovietico di Iosif Vissarionovic Dzhugashvili, cioè Peppone Stalin. Lo storico Nicolas Werth integra il volume con alcune pagine di testo (presenti anche fotografie ed illustrazioni) riassuntive la pregnanza storica del Dittatore, ovvero di ciò che fu lo Stalinismo, dalle origini fino al suo fulgore compiuto e consolidato .
                        Guidato dagli storyboard di Christophe Regnault è innanzi tutto un fumetto ben riuscito sotto il profilo del linguaggio (artistico ) che gli è proprio, traendo una valida resa visiva ed un ritmo vivace da situazioni per loro natura piuttosto lugubri e statiche. Anche la sceneggiatura d’altronde si sforza _ nei limiti del possibile _ di snellire i dialoghi e compendiare la vasta mole di scenari ed avvenimenti presi in esame , rendendoli comprensivi senza aggravi di ulteriori didascalie, magari cogliendo S. in situazioni informali e casalinghe, in cui non si deve ricorrere al frasario tronfio dell’ideologismo “rivoluzionario” in servizio effettivo permanente, ossia presto innervato di psicosi complottiste, ottuso zelo burocratico e di un giustizialismo paranoico e preventivo/repressivo su larghissima scala (sic!). La colorazione è giustamente austera e concentrata tipicamente sui colori smorti delle divise e dei tempi plumbei dettati dal clima (…politico).Con un gusto piacevolmente simil-analogico lo stile dei disegni, rinserrati dalla pregnanza dell’inchiostrazione che prende corpo anche in svariati tratteggi;ed il tutto, stilisticamente, potrebbe richiamare affinità col miglior Carlo Ambrosini. Sulla scorta di carteggi storici trapelati ben dopo la scomparsa di S. (nel 1953; era nato nel 1879) il volume non dà adito a “revisionismi” intenti ad offuscare lo stalinismo magari per salvare la primogenitura del Leninismo. I dissidi strategici, metodologici e personali con Vladimir Il’ic Ul’janov, fissati in una famigerata lettera riservata (ma non troppo) agli alti papaveri del partito , dove l’anziano e malfermo di salute leader raccomandava ai compagni di ridimensionare il suo (ex) pupillo, diverranno d’altronde un pungolo decisivo alla sete di rivalsa di S., strenuamente _al principio_ impegnato a legittimarsi come il più ortodosso discepolo del leninismo; per poi stroncare la concorrenza interna dei dignitari comunisti più accreditati e, forte di un apparato dirigente da lui strettamente plasmato ed insediato, varare la prassi di disastrosi “piani quinquennali” che modernizzarono in senso industriale l’Unione (sovietica) allo spaventoso costo di sfruttare all’inverosimile, affamare, incarcerare, ammazzare e lasciar morire milioni di operai, coltivatori diretti , intellettuali, religiosi e qualsivoglia tipologia di moderati presunti (sic!) dissidenti “cospiratori” e “controrivoluzionari”, in un sistema che si estinse (per ragioni anagrafiche, ossia con la morte di vecchiaia dei funzionari che lo attuarono…) solo all’alba degli anni ’80. Curiosità: la moglie di Stalin, Nadezda Sergeevna Allilujeva, secondo quest’opera una lucida osservatrice delle storture staliniane ( e morta plausibilmente suicida a 31 anni !) ha dato il nome alla protagonista della serie tv “The Americans”(interpretata da Keri Russel), una spia russa attiva negli Stati Uniti ed ostile alle riforme di Michail S. Gorbacev fino all’implosione dell’Urss (imho).
                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                        Commenta


                        • 38uuuu.jpg
                          LADY S_ Volume 1
                          001 Edizioni. 96pp., a colori. 14,00€.
                          Testi_ Jean Van Hamme / Disegni e Colori_ Philippe Aymond.
                          Fumetto di carattere avventuroso-spionistico, incentrato su una giovane e bella ragazza dal passato travagliato e burrascoso ( con identità multiple : nomi che iniziano per “S” ;-) ), che trova infine un solido sostegno nella brava persona di un diplomatico americano , di cui diventa figlia adottiva e stretta collaboratrice. Le missioni all’estero di “Dad” assumono un forte carico di riservatezza e criticità, producendo sofisticate informazioni che fanno gola a molti, anche non precisamente identificati nell’astruso scacchiere dei Servizi…
                          Le particolari “competenze” e i pochi importanti legami affettivi che S. si è lasciata indietro , tornano in diversi modi a bussare alla sua porta, chiedendole dei sacrifici per conservare la parte più “pulita”, sebbene certo non ingenua, della sua vita.
                          L’assodata abilità di Van Hamme al cospetto di un genere per sua costituzione ambivalente, camaleontico ed intricato , che lo sceneggiatore affronta cercando dei credibili addentellati geo-politici , che tali rimangono anche dopo la risoluzione di criticità infine magari patteggiate senza “veramente” spostare macro-equilibri nella politica/diplomazia mondiale, però solo dopo un percorso tortuoso ed accidentato che minaccia esplosive e scandalose rivelazioni. Lo sceneggiatore dunque gioca la carta del ristretto circolo di iniziati alle segrete questioni mondiali ignorate dalla “massa”,e ne fa’ uno schema di attuazione delle loro intenzioni non lesinando sui dialoghi, fitti ma piuttosto filanti e coerenti, divertendosi però a creare un certo disorientamento del lettore, lasciato sulle prime con dei deficit di conoscenza d(e)i fatti che comunque poi trovano una loro collocazione in una rosa di intenzioni motivate, trasversali a schieramenti sia di bandiera che sentimentali. Per “sistemare le cose” dunque potrà capitare di dover mentire agli “amici” ed essere leali con “avversari”che sembrano condurre un piano operativo a loro volta diramato su diversi (antitetici?)fronti .
                          Edito in Francia da Dupuis nel 2004, sotto il profilo grafico “Lady S” traccia palesemente “Largo Winch” tanto nella colorazione ( ma quei giallo verdognoli “minzione del gatto” non si possono vedere :-p !) quanto nei disegni, nitidamente dettagliati verso un’impostazione realista. Il formato è 17x24 : ci si può accontentare (imho).
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                          Commenta


                          • 38uu.jpg
                            ANASTASIA BROWN Investigations
                            Editoriale Cosmo, 192pp., b/n. 6,90€.
                            Testi_ Roberto Dal Prà / Disegni_ Giancarlo Alessandrini.
                            L’albo contiene anche “L’Uomo di Mosca”, degli stessi autori, da me già recensito nella versione edita dalla Francesco Coniglio Ed. , oggi virtualmente irreperibile. Rimangono dunque cinque storie,ideate per la rivista “L’Eternauta” e mandate in stampa a partire dal ’91, concernenti i tragicomici casi indagati uno scalcinato e maturo investigatore privato, abituato a muoversi nel melmosi e mefitici quartieri popolari multietnici di una qualche metropoli statunitense. Somatizza il lerciume con una cronica incontinenza intestinale, che gli impone di “scaricarsi” anche nei momenti più inopportuni(!), mettendo a repentaglio l’esecuzione dei suoi incarichi lavorativi. E’ un burbero-ma-bonario, a cui notano una certa somiglianza con Walter Matthau ,deontologicamente corretto anche al costo di rimetterci le sue già magre finanze :-p . Nei limiti dello spazio concesso la sceneggiatura, sempre attenta ad alimentare un tracciato di dialoghi sboccato e sbrigativo,tira su dei racconti (a loro modo morali) che ricalcano le vie della letteratura ovvero del cinema hard-boiled , pascolando tra donne scomparse che non si vogliono far trovare o che esibiscono una ingenuità solo di facciata oppure ancora senz’altro vittime , cadute nei maneggi inconfessabili dei loro uomini. Ogni tanto Dal Prà taglia corto negli snodi narrativi e ciò giova al godimento dei colpi di scena (in pratica : chi spara a chi; e chi muore…). Alessandrini “diventa” …Alessandrini più nell’ultimo episodio, mentre nei precedenti guarda , con adesione proficua alla scuola sudamericana dalle matite all’inchiostrazione (particolarmente Munoz e Risso per la parte del disegno, Meglia per le chine). Lettura simpatica (imho).
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta


                            • 38u.jpg
                              L’UOMO CHE SALVO’ ADOLF HITLER
                              Editoriale Cosmo. 144pp., b/n. 5,00€.
                              Testi_ Patrick Cothias e Patrice Ordas / Disegni_ Beb Zanat.
                              1918 .Nella Grande Guerra, fronte del Werwicq. La terra, già infradiciata dalla pioggia, smotta nel friabile scudo delle trincee, coprendo, inzaccherando o riportando in superficie i pietosi resti dei soldati , offesi dai bombardamenti come dalle zaffate degli agenti chimici nervini , lanciati dagli Inglesi sulle milizie Tedesche; tra cui un caporale particolarmente volitivo e guerrafondaio, troppo esposto al nemico. Lo scorta, salvandogli la vita, un suo attendente _di origini austriache, ed invero più portato agli studi che alla deificazione della battaglia_ , di nome Arno Ixks. Una ventina di anni dopo Ixks è diventato un rispettato Professore universitario, mentre l’altro si è issato a Cancelliere del Reich, il Fuhrer , Adolf Hitler!
                              Nell’immediato dell’annessione dell’Austria nei territori germanici il professore è convocato dal suo ex caporale (!!) per una missione segreta : recuperare dei manufatti di essenziale valore storico-religioso contestuali alla dimostrazione della discendenza della stirpe ariana dai nobili “grandi antichi” che popolavano la terra (?) all’alba dei (non del tutto ignorati) tempi. Alcuni studenti di Ixks, con origini ebraiche, vengono internati in un campo di concentramento come “incentivo” per motivarlo (sic!); mentre a sorvegliare lo studioso “pacifista” viene assegnata un’avvenente funzionaria di origini mongole e dai modi assai pragmatici (eufemismo). Riluttante il Prof. infine accetta , conscio di dover attraversare molte nazioni in fibrillazione per la politica (espansionista) condotta dal nazional-socialismo teutonico; e di essere in sintonia con la sua comunque inquietante bodyguard donna con facoltà “soprannaturali” che si combinano a sue peculiari doti di veggenza, ma con un atteggiamento assai aderente, in apparenza, all’ideologia nazista che ha già iniziato platealmente il suo agghiacciante programma di eliminazione degli individui ritenuti “parassiti subumani inferiori” .

                              Il corpo del racconto è un’avventura esotica/esoterica, rilanciata su variegati scenari fino alle vette Tibetane, che si concede anche qualche soluzione comodamente fantasiosa ( si vedano appunto i provvidenziali “super-poteri” del personaggio femminile, che per altro esce di scena in anticipo ma la rivedremo proprio all’ultimo…),ma di base appare ben documentata , affatto banale in alcune notazioni storiche (vedi il ruolo dei Paesi “pseudo”neutrali nel 1939…)ed intenta a mettere su una mitologia sottilmente beffarda nei confronti delle smanie di perfezionamento eugenetico di Hitler e dei suoi accoliti, per altro bollati dallo stesso Ixks come dei tarati e complessati psico-sessuali.
                              I limiti di questa edizione decolorata ed in formato Bonelli non abbattono , anzi forse esaltano, l’estrema meticolosità dei disegni, sontuosamente rifiniti anche negli sfondi , lasciando intendere una meticolosa ricerca dei mezzi ( dai veicoli, agli aerei fino alle armi ed alle uniformi…) in uso all’epoca, messa in scena da tagli di vignette che sanno aprirsi in voluttuose (all’occhio) panoramiche come piuttosto precisarsi in dimensionamenti verticali, anche per accogliere i robusti dialoghi esplicativi. Un fumetto che è quasi un “Indiana Jones” meno simpatico poiché assai meno “ignorante”, disegnato un po' alla maniera di un Vladimir "Laci" Krstic (imho).


                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                              Commenta


                              • 38t.jpg
                                BUDDY LONGWAY_ Chinook /Il Nemico
                                RW Lion. 96pp., b/n. 2,90€.
                                Testi e Disegni_ Derib.
                                Dove si narrano (due episodi a numero, formato Bonelli, in edicola dal 02/2015) le peripezie di un trapper impegnato a sopravvivere nei duri territori del far west della seconda metà del diciannovesimo secolo. Inizialmente solitario, cercando di cacciare bestie da pelliccia a distanza di sicurezza dai pellerossa, gli capita invece di levare dalle grinfie di due laidi “colleghi” la bellissima squaw Sioux, Chinook, impegnandosi perfino a riportarla alla sua tribù, nomade sulle vie dei bisonti ma anche secondo le condizioni metereologiche, proibitive nella stagione fredda. B.L. vi si getta lo stesso , sulla scorta solo di vaghe indicazioni che lo porteranno invece a (…). Lieto fine, con Buddy e Chinook che, nel mentre della loro odissea, scoprono di piacersi e di voler stare sempre insieme. La seconda storia si intitola “Il Nemico” poiché verte su una (?) presenza “misteriosa” che “infesta” il falsopiano dove Buddy e Chinook hanno scelto di mettere su casa . Quasi un “gotico-western” che intesse e porta a compimento vicende e vicissitudini collegate anche ad un personaggio che incrocia la coppia “mista” in entrambe le occasioni cruciali dei due racconti, legando la saga di “Buddy Longway” . A dispetto delle più canoniche illustrazioni di copertina ( sempre a cura di Derb ed oramai datate , qui, al 1974) il disegnatore opta per uno stile più carico-caricaturale ( vedi gli occhi o la pronunciata spigolosità di visi e corpi maschili, per altro contrapposti alle invece floride rotondità delle femmine indiane…), opulento nell’occupare le vignette di particolari ed ammennicoli. Quando l’azione lo richiede (ma del resto le tavole non hanno uno schema fisso…) il soggetto può essere illustrato contemporaneamente in varie posizioni in unità di tempo (ad esempio Buddy che para e risponde in una lotta corpo a corpo…), che “aggrovigliano” ulteriormente il quadro. Buona l’alternanza e la scelta delle ombreggiature , con la tendenza a sottolineare molte bordature. Un’opera scorrevole anche nei testi, completa degli elementi più “classici” del suo genere, senza complicanze “intellettualoidi” perlomeno direttamente insistite (imho).
                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X