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    WONDER WOMAN 1
    RW LION. 20pp., a colori . 0,99€.
    Testi_ Brian Azzarello / Disegni_ Cliff Chiang / Colori_ Matthew Wilson.
    Nella laboriosa continuità dei fumetti DC Comics è d’uopo riavviare le testate da un “ipotetico” numero uno, e ripartire da uno dei tanti “spunti” accumulati nell’Universo immaginario dei suoi personaggi. Qui la longeva Wonder Woman , che in questo albetto spillato iniziale viene “disturbata” da una tipa che vive _molto altrove_ in una fattoria ,ed è presa di mira da sbalorditive creature malintenzionate che…
    Ai testi B. Azzanello , che offre un avvio di storia tra “Terminator” e “La Notte dei morti viventi” (…versione Tom Savini)traslando da dialoghi dapprima non imballati di serioso formalismo ad un frasario aulico-criptico, stampato su didascalie mentre l’action riguarda altro, come nel suo “100 Bulletts” (…dove però le dida erano orgogliosamente bandite…).WW fa la splendida, la “civile” la spaurita non svenevole ed il cattivo trama di superpoteri da remoto, punto.
    La burrosa ed esuberante avvenenza di Diana /WW quasi impone al disegnatore, tra l’altro, di “Paper Girls”, un ammorbidimento ondulante alle sue linee, altrimenti pronunziate e taglienti; mentre dal fumetto di Brian K. Vaughan (per sillogismo citerei anche “Saga”…) mutua la propensione ad illustrare esseri umanoidi ed ibridi alieni della catena evolutiva, e li schiaffa su tavole di survoltato dinamismo. Segue colorazione che sottolinea (ancora) come la maggior parte dei personaggi non è roba nostrana di giornate normali (imho).
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      ROSCO & SONNY [2]
      Editoriale Cosmo. 96pp., a colori. 5,90€.
      Testi_ Claudio Nizzi / Disegni e Colori _Rodolfo Torti e Giancarlo Alessandrini (solo primo ep.).
      Questo volume a fumetti segue ad un primo (…che non ho ancora letto, ehm…) e segnala la transizione ai disegni di un G. Alessandrini distratto ( ai primi anni ’80) su “Martin Mystère” in favore di R.Torti, , che predilige un tratto più fine, quasi frivolo e lezioso _ma sostanzialmente caricaturale_ nel ritrarre i bambini ; mentre gli adulti sembrano quasi squagliarsi nello smottamento delle loro rughe da attempati, salvo tradire un insospettabile dinamismo ginnico nelle loro pose più attive. Rema contro la colorazione , poco naturalistica , satura e refrattaria alle sfumature.
      Tipicamente in dodici tavole ad episodio autoconclusivo, un fumetto che si rifà ai telefilm americani anni ‘70_’80, di ambientazione statunitense e metropolitana, di genere poliziesco. Dunque due sbirri complementari , rigorosamente in borghese , che intercettano temi spinosi ( il contrabbando di droghe pesanti…) oppure risolvono casi ameni , magari in capo a malfattori più fanfaroni che spietatamente cattivi… D’altronde la committenza del comic , “Il Giornalino” dei bei tempi , faceva capo all’editore di “Famiglia Cristiana” e dunque, senza foderarsi gli occhi di prosciutto si voleva lasciare (credo) un messaggio cristianamente costruttivo , nel segno del possibile operoso ravvedimento dei “peccatori” , ai giovani lettori. Paga pegno la prevedibilità delle storie; ed una violenza più suggerita che mostrata , anche ricorrendo ad evidenti luoghi comuni (tipo gangster con la faccia del povero J.P.Belmondo; vestiti in gessato come neanche ai tempi di Al Capone!) esplicativi. Più “moderni” gli inseguimenti, con naturalmente i modelli d’auto anni settanta. Altrettanto ovviamente non ci scappano intemperanze verbali e rimane un fumetto “sicuro” da mettere in mano anche ai piccoli (imho).
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        DIABOLIK_ A Mani nude
        Astorina s.r.l. 128pp., b/n. 2,80€.
        Testi_ A.Pasini e R.Finocchiaro / Disegni_ A. Ricci e A.M. Ricci.
        Episodio inedito al Feb. 2016. Il soggetto richiama alla lontana la trama del film “Il Fuggitivo”, con Harrison Ford, attagliata allo stesso DK, nel tentativo _sostanzialmente riuscito_ di variarne le modalità operative, facendolo agire in solitaria e senza o quasi sfruttare le sue risorse esclusive e straordinarie. Dunque il fuorilegge si deve industriare reperendo “sul campo” e “sul momento” ciò che gli abbisogna e cavarne il massimo versatile vantaggio . Non per questo rinunzia al colpo che lo ha portato in trasferta a sostituirsi ad un funzionario di banca con una insospettabile doppia vita, cogliendolo in parte in contropiede. Il primo di una discreta serie di inghippi e di audaci sotterfugi che costellano a cascata una sceneggiatura comunque sempre nitida nell’esposizione degli avvenimenti , che corrono su diversi cambi di scenario . Relativamente assente invece Ginko, relegato a relazionarsi da remoto con colleghi non attrezzati a reggere l’impatto di Diabolik .
        Lontano da Clerville e dalle sue ordinate/ordinarie villette con giardino lo staff grafico può dare un certo sfogo ad ambientazioni più lussureggianti e , come suggerito dalla cover by M. Buffagni, spostarsi in un ambiente turistico marino ; seguendo efficacemente anche nel taglio delle vignette e nella buona disinvoltura posturale le “acrobazie” di DK, provato da un discreto “tour de force” di impedimenti ed imprevisti. Se la caverà ? Beh, ;-) (imho).
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          NAPOLEONE_ Il Duello
          SBE. 96pp., b/n. 4,40€.
          Testi_ Carlo Ambrosini/ Disegni_ Gabriele Ornigotti (con la collaborazione di Matteo Piana).
          Causa uno sgradevole ma in fondo futile alterco intervenuto tra due clienti del suo hotel, Napoleone si vede sfidato in duello (!) da uno dei suoi ospiti, un eccentrico nobiluomo ungherese , che gli dichiara tutta la sua contrarietà prima di dettargli modalità e condizioni della singolar tenzone. Chiaramente Napoleone vorrebbe solo dimenticarsi della amena faccenda ; ma “l’offeso” in cerca di soddisfazione inizia a recapitargli ulteriori messaggi ultimativi, prima di passare alle vie di fatto , ossia “ricattare” Napoleone facendo del male ad altre persone. All’Inizio non adeguatamente ascoltato dalla polizia , l’albergatore si rassegna per conto suo ad assecondare le mire dello squilibrato aristocratico; tanto più che…
          All’eccesso di una trama che ha elementi, evidentemente, estremizzati , oltre alla lucida follia che trova una certa quadratura narrativa e prosaica, ad Ambrosini interessa al solito guardare “l’abisso”di quei temi psico-analitici, mitici ed archetipali che trovano posto _comunque e necessariamente_ nell’animo degli uomini, anche quando sortiscono effetti devastanti, incontrollati ed eticamente censurabili , e tuttavia necessari affinché l’animale-uomo trovi la motivazione per perpetuarsi , ossia concepire e proteggere le nuove generazioni ( con buona pace per Groucho Marx che non faceva/lasciava nulla per i posteri in quanto “loro” non avrebbero fatto niente per lui ;xD… ) . Ne esce una storia che continuamente ci rammenta la sua ineluttabilità , a dispetto di premesse scriteriate al limite dell’assurdità. Necessitando di mettere le sue suggestioni/ provocazioni in prospettiva lo sceneggiatore ricorre anche più del solito alla rappresentazione dei “materiali della psiche umana” che accompagnano la serie “Napoleone” dalla sua prima pagina, e li offre graficamente alla puntuta stilizzazione di Piana , mentre l’albo è affidato in primis ad Ornigotti , che rammenta nel segno la Factory Piccatto , magari con qualche nitore ammorbidente nei ritratti ma non meno decisione nel serrare le ombreggiature. Ho gradito (imho).


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            KEN PARKER_ Il Popolo degli uomini
            Mondadori Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
            Testi_Giancarlo Berardi / Disegni_ Bruno Marraffa.
            Un tratto tipico della scrittura drammaturgica di G. Berardi è il far coesistere commedia e dramma , anche a livelli estremi, all’interno della medesima storia, prevedendo comunque anche una linea narrativa che la movimenti e gli dia un percorso orientativo da svolgere, sebbene in gran parte esaurendolo nel perimetro del singolo albo. E’ quello che succede, con successo, anche qui. Dalla traccia coerente del precedente episodio “Le Terre bianche” ri-troviamo KP e l’amico Nanouk ospitati da un nucleo di Eskimo cacciatori stanziali. Il biondo, bianco, ed americano Ken aiuta come può i suoi generosi “salvatori”, adattandosi alle loro usanze ed imparando i loro metodi “all’arma bianca”di reperimento del cibo. Così lo sceneggiatore sottolinea come gli uomini fondamentalmente vogliano le stesse cose ed agiscano di conseguenza, secondo norme e regole che possono sembrare gli uni agli altri bizzarre, sbalorditive ; ma pure irricevibili e raccapriccianti ! E per dirla con Marx l’ambiente fa’ l’uomo e l’Alaska è uno dei posti più duri per camparci…
            D’altro canto le schermaglie amorose di una coppietta “in fieri” di Eskimo , fornendo ulteriori agganci per riflettere positivamente sulla diversa interpretabilità di un senso morale (non del tutto) condiviso, danno la stura a situazioni comiche ed umoristiche poggiate sia sul piano fisico che verbale. Una ricarica di gaiézza che onora la civiltà _ per alcuni versi basicamente primitiva_ del popolo degli uomini ( termine specifico con cui gli Eskimo apostrofano se stessi ;- ) ).
            Di nuovo accreditato erroneamente Ivo Milazzo, i disegni sono di Marraffa, in una prova grafica di pregio. Sfruttando l’ambiente “raccolto” degli Igloo cesella primi piani molto intensi ed evocativi , lavorando sulla tessitura dei tratteggi e sulle ombre. Ogni pelo, screziatura o spigolosità dei visi è propedeutica a restituire la sensazione delle temperature limite (sottozero…) in cui vivono/sopravvivono/ arrancano il popolo degli uomini. Gli sfondi, per causa costitutiva naturale tendono ad una certa monotonia , riscattati però dai kajak e dalle slitte coi cani , che richiamano subito alla dinamicità della caccia ed in generale alla lotta della nostra specie contro le avversità (imho).
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              JULIA n.ro 278 Il Ragazzo del fiume
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              Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Lorenzo Bovo.
              Mentre cerca di risolvere una (sua) “spinosa” questione sentimentale , Leo Baxter si presta a soccorrere un giovane, trascinato dalle acque del fiume che solca Garden City. Purtroppo ogni tentativo di rianimare il ragazzo, appena sedicenne, risulta vano. Rimane da capire cosa gli è successo. Visionate alcune immagini di videosorveglianza, Julia e la squadra investigativa della polizia , ritenendo fievole l’ipotesi di omicidio , si risolvono a constatare l’atto estremo di un suicidio indotto da motivazioni sconosciute. I genitori dell’annegato protestano ,affranti ma decisi , la loro estraneità al dramma che deve aver attanagliato il povero figlio; ed è con una ricerca un po’ (tanto) ai limiti delle norme e garanzie sulla privacy prodotta sui dati e i contatti ricavabili dallo smartphone lasciato dalla vittima stessa prima di abbandonarsi all’acqua, Julia e Leo, triangolando le informazioni dell’esperto informatico in Commissariato iniziano una fitta serie di colloqui con le persone più vicine al suicida, facendone emergere il ritratto di uno studente apparentemente ben inserito, con diverse amicizie anche femminili , una piuttosto corposo bagaglio di interessi ed una inquietudine di fondo forse tipica di un ragazzo intelligente e curioso della vita e del mondo, ma…
              Il processo indagativo di Julia e Leo è quello ampiamente sperimentato in altri episodi : la sceneggiatura ci sottopone vari personaggi/testimoni, dall’indole diversa in modo da “muovere” un po’ le situazioni relazionali ; in cui non tutti i reticenti sono loschi e non tutti i disinvolti sono limpidi ed onesti, nonostante tutto ;-). Evitando la “spettacolarizzazione”, il finale è pensato come una seduta psico-terapeutica in cui gli “amici” dello scomparso sono costretti , direttamente connessi in presenza, a mettersi a nudo svelando i veri rapporti intercorsi con colui che hanno “agevolato” ad un funereo destino.
              Cartesiani nelle forme geometriche , con una bella intonazione delle ombre , utili a staccare e/o rendere avvolgenti i piani prospettici , i disegni donano anche una certa grazia nel ritrarre personaggi giovanissimi , tenendoli proporzionati e lavorando con attenzione su abbigliamento e posture. Dove forse perde un po’ compattezza sono proprio gli adulti (Julia esclusa, che ha il vantaggio della magrezza…)che sembrano un poco “disfarsi” a causa di lineamenti gommosi che “franano” in senso gravitazionale , cioè sono lardellati e cadenti :-p. Un albo accompagnato da una punta di letterarietà citazionista , giustificata per altro dall’ardore della gioventù ivi rappresentata, con partecipazione sincera anche nel non ovattarsi nel rappresentare responsabilità personali e specifiche (imho).
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                NICK RAIDER Le Nuove indagini 1. Trent’anni dopo
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                Testi_ Claudio Nizzi / Disegni_ Giovanni Freghieri.
                Unica serie propriamente poliziesca dell’editore al tempo, la testata “Nick Raider” debuttò nel giugno del 1988, rimanendo nelle edicole per i successivi duecento numeri ( con una ulteriore e successiva propaggine editoriale curata da “Edizioni If “). In dieci albi previsti ,cadenza mensile, ora un revival del personaggio( omaggiato di una moneta commemorativa presente in questo albo). Si è scelto di attualizzare il poliziotto di NYC (Manhattan…) concedendogli di invecchiare oltre i cinquant’anni , sebbene questo episodio sia quasi integralmente un prequel del primo numero, senza darci il piacere di constatare che ne è stato di alcuni dei comprimari storici _ colleghi ed amici di Nick_ che andranno forse a rientrare nelle prossime storie; con il fisiologico ricambio di quelli nuovi ( la cover del n.ro 2 fa’ presagire Marvin , il “socio” di Nick, e dichiaratamente un calco da “Beverly Hills Cop”…) .
                Il limite _secondo una valutazione molto condivisa_ di questo fumetto è (stato) che la validità delle trame in giallo hanno sopperito ad una sostanziale e progressiva “piattezza” di Nick Raider, sempre più esangue esecutore della professione, del tutto coincidente col senso della sua presenza in scena. Un bravo sbirro che ha smarrito i suoi tratti iniziali ,che lo caratterizzavano per una certa irriverente anarchia fuori dai ranghi. Il Nick di oggi però evocato nei tempi di allora sembra un po’ a meta strada tra la prima e la sua definitiva versione , aiutato anche dal piglio brillante dei dialoghi, cura _come al tempo_ del super esperto Nizzi. Che imbastisce un caso principale capace di toccare trasversalmente la società americana (rimanendo d’attualità pur datando le vicende, appunto, agli anni ’80), avente in oggetto la morte violenta di un discusso e discutibile fotografo , specializzato in scandali (sessuali )e celebrità. Una sordida storia di ricatti , stante un fattore erotico che la sceneggiatura comunque stigmatizza forte e chiaro nei suoi tratti di evasione dolosa dalla sfera intima e privata. Praticamente un Fab***** Cor*** americano ;-). Si rinnovano oliati meccanismi narrativi , secondo una prassi comunque sempre avvincente e costitutiva del genere giallo-noir (la Femmina pericolosa; il colpevole predestinato che invece non è, il giovanotto sulla cattiva strada ancora in tempo a redimersi ecc…), con un tratto malinconico di chi “trent’anni dopo sa come è andata a finire.
                Freghieri in spolvero, interpretando un NR ingrigito e con le sue brave rughe in volto forse è quasi obbligato all’accuratezza del dettaglio , quadrando anche le ombre in un senso di maggior vissuto realistico. Particolarmente a suo agio nel gestire le vignette a sviluppo verticale esplica fascino contemplativo e scattanti esigenze del racconto a fumetti (imho).


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                  JULIA n.ro 279 Tanti i volti del peccato
                  SBE. 116pp., b/n . 4,50€.
                  Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza / Disegni_ Francesco Bonanno.
                  Una grossa chiazza di sangue sul letto ,nella stanza di un sacerdote messa a soqquadro per rubare i contanti delle offerte _difatti volatilizzati_ fanno temere il peggio ad un prete , amico di Julia, molto impegnato nel sociale; vicino a tanti giovani poveri e con problemi , forse attirati dal denaro custodito dal curato. Di lì a poco tuttavia, altri uomini, dai profili familiari e professionali piuttosto disparati si rendono irreperibili. Il motivo stringente rasenta l’incredibile…
                  Mancando _sulla carta_ l’evidenza di delitti e muovendosi orientativamente tra personalità che operano nel campo intellettuale del terziario moderno l’esperienza ci dice _trovando conferma_ che gli autori del fumetto hanno una propensione positiva verso quella branca di malviventi che è sì mossa da bramosie di disonesto guadagno, ma che sa pure restituire empatia , se non addirittura affetto ed amore fisico, ai suoi truffati, anche in forza di solide , larghe e stimolanti basi culturali ; tanto da essere sinceramente rimpianti da chi viene coinvolto nelle loro vite ( almeno finché non devono subire in solido la straziante “ambiguità” dei loro partner). Nulla resta impunito , sebbene con il Tenente Webb si rinnovi la pluri -espressa tensione legalità vs. garantismo; ma il percorso con cui ci si arriva può essere , per una volta, incruento e quanto possibile rispettoso di sensibilità “fragili”. Nel contribuirvi in modo decisivo J. getta ancora le problematicità della sua psiche, facendole soppesare i suoi incubi ricorrenti (…dalla sua analista, per altro amica di uno degli scomparsi…) e la sostenibilità del suo rapporto (amoroso) a distanza con Ettore Cambiaso.

                  Il disegnatore Bonanno centra il bersaglio alla grande con la ricercatezza levigata ed insieme turgida di una inchiostrazione netta nel taglio delle ombre ma assai delicata , pulita e sofisticata nel puntualizzare i ritratti quanto gli sfondi . Un plauso anche per come ha saputo interpretare le persone afroamericane; e la stessa Julia, che ha una tumida freschezza ringiovanente ed una “garra” sempre misurata all’occorrenza (imho).
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                    NICK RAIDER 18. Mosaico per un delitto
                    SBE. 96pp., b/n. 4,40€.
                    Testi_Giancarlo Berardi / Disegni_ Bruno Ramella.
                    Una coppietta , appartandosi per frasche in cerca d’intimità fa’ incidentalmente rinvenire il cadavere sommariamente seppellito di una ragazza, denunciata come scomparsa da diversi giorni. Della povera vittima, figlia adottiva di una coppia poi divorziata e legata a nuovi partner, chi la conosceva ne da’ un ritratto contraddittorio e variegato, giacché “ la malizia sta negli occhi di chi guarda”; qualcuno vi ha visto una “crocerossina” ben disposta col prossimo, altri una “ninfetta” fin troppo consapevole di calamitare l’interesse degli uomini. Certo lei era in contatto con varie persone , anche in maniera inopportuna (una cottarella per un professore a scuola?) od oggettivamente problematica. Determinazione, pazienza, iniziativa e gioco di squadra permetteranno a Nick Raider e Marvin Brown in forza al distretto central di Manhattan di sbrogliare il tragico caso, rendendo giustizia ad una morte tanto immatura quanto perseguita _ come da rilievi autoptici_ con foga e premeditazione.
                    La sceneggiatura ha i tratti distintivi del suo autore, qui datati al Nov.1989, diciottesimo albo della serie regolare. Sempre brillante la capacità attraverso toni da commedia di affrescare un vasto spaccato della società (urbana, occidentale, post-industrializzata…)evidenziando aspetti anche assai crudi , senza preconcetti reverenziali verso alcuno strato della popolazione , d’altro canto destinata _se non al multiculturalismo_ a mischiarsi e manomettersi vicendevolmente. Nick sciorina una indole gustosamente non accomodante e tresca con licenza di sfottò con l’afro Marvin , collega ed amico che non gliele manda a dire. Conoscendo appunto la vena creativa del Berardi si può intuire dove ci porterà la storia , che rimane piacevole intrattenendoci con l’accumulo di fatti indiziari che mettono pressione ai due sbirri, legittimati d’altronde a considerare altamente sospetti diversi testimoni ascoltati o “stanati”. La verità ultima è forse più sottile, ma non meno straziante.
                    Disegni che corteggiano evidentemente la scuola sudamericana , nell’assolutezza di un bianco e nero che trova linee sinuose quaglianti di grottesco. A volergli trovare un qualche inestetismo direi che la proporzione tra personaggi ed ambiente forse sbilancia il fattore umano , cioè talvolta Nick & co. paiono graficamente minuscoli a dispetto della pregnanza comunicata dai dialoghi (imho).
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                      MALEDETTA BALENA
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                      Testi, Disegni e Colori_ Walter Chendi.
                      Cuoco su una nave della Regia Marina Militare durante la II Guerra Mondiale; ferito durante un rovinoso attacco aereo Alleato, il giovane marinaio (…per tradizione familiare)Giovanni Dardini viene comandato, sopraggiunto l’8 settembre ad uno “strano “ incarico : presidiare con un equipaggio ridotto all’osso una enorme e lussuosa nave civile, nuova di cantiere ma mai consegnata ad un committente straniero causa lo scoppio del conflitto . In tempi di ristrettezze e mercato nero la dotazione di arredi , vettovagliamenti e risorse economiche per le spese correnti imbarcate potrebbero fare gola a chi osserva da terra la spettacolare , ferma e praticamente intonsa grande opera navale. Ed infatti va’ formandosi una banda piratesca che trama per passare all’azione…
                      In questa “sospensione” spazio-temporale quasi surreale nel contesto bellico generale, Giovanni cerca di attenersi alle regole ma, conquistata la fiducia del Comandante viene messo a parte di “segreti”, quali la diserzione di una parte della ciurma e la presenza occulta di Liliana, la bella figliuola del Capo, che si muove in settori “off limits” sotto coperta ed è ben lieta di conoscere il quasi coetaneo Giovanni. Tra i due nasce da subito una forte tensione erotica , nonostante gli altri fatti della vita, ovvero della guerra premano su di loro.
                      Nel tempo “presente” Giovanni è un anziano sedato ed immemore di vari aspetti della sua esistenza, costretto al letto d’ospedale (…e forse agli sgoccioli della sua esperienza terrena…). Non gli manca, però, almeno nello spirito , l’ammirazione per le donne ed appunto i ricordi di soldato , con l’amoroso sostegno di Liliana…
                      Bellissimo libro (graphic novel) , con una storia lineare quanto appassionante , raccontata con soluzioni visive originali, simbolismi ed una cura quasi iperrealistica al colore, che denunzia magari una sua natura informatica , “da computer", ma risulta perfettamente funzionale a rendere situazioni cromaticamente difficili (la poca luce naturale notturna; la foschia e la nebbia marittima, il fumo, le tonalità smorte ed austere di molti interni…), ed “emotivamente” essenziali. Senza frenarsi nel descrivere gli scempi dati da bombe e proiettili , il soggetto odora alla lontanissima di “Titanic” ed aggiungerei di “Abissinia” ,film italiano del 1993 assai meno conosciuto , incastrando i fatti ed avvenimenti in una sceneggiatura precisa , che pur si concede divagazioni più enfatiche , che compensano il volersi trattenere fino all’ultimo nel mostrarci Giovanni vecchio. Infatti tutta la parte ospedaliera è in p.o.v ossia assume il punto di vista del paziente G. , i suoi occhi stanchi , come il suo corpo provato e dato in cura a medici ed infermieri abbastanza gentili. Ma lui, forse sentendo di non avere molto tempo cerca letteralmente di sollevarsi e fuoriuscire da un ventre di balena come _nonostante tutto e con il decisivo incoraggiamento di Liliana (prima che…)_ se ne scampò da giovane in una ciclicità di avvenimenti abnormi e provvidenziali. Per qualcuno. Mai per sempre. Un fumetto sentito , che d’altronde dichiara , sobriamente, accenni autobiografici. Graficamente Chendi tratta in egual misura, ossia specularmente , l’esplorazione di Giovanni giovane e vecchio del suo habitat , che naturalmente non è congeniale ma costrittivo. All’uomo di mare perciò “balla l’occhio” a cogliere in sequenza le azioni ( anche minimali) e le contestualizzazioni ambientali di un orizzonte non vasto e piuttosto obbligato (d’altronde è Liliana il motore del suo eventuale darsi da fare).Alcuni aspetti del suo stile di disegno mi rammentano perfino uno Stefano Disegni , però più elegante e meticoloso all’occorrenza di precisare sfondi od elementi (vedi il pennuto…) caratterizzanti ( Liliana ad esempio sembra ricordare la Jane March de “L’Amante”). In coda al volume alcune pagine con materiale di prova e promemoria di lavorazione del GN (imho).
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                        TOKYO REVENGERS 1. Malavita a tutto gas!
                        Edizioni BD_ J-Pop. 180pp., b/n. 6,50€.
                        Testi e Disegni_ Ken Wakui.
                        Albo con sovra copertina; si legge da dx a sx .Quasi una versione manga del film “The Butterfly effect” contrato con le romanticherie di “Peggy Sue si è sposata”, ma pure mosso dalle iniziazioni draconiane molto Made in Japan ( un titolo : “Rocky Joe”…); dove il “senno del poi” è un autoinganno per gli errori che abbiamo fatto , ma che erano e sono la costituzione di ciò che eravamo e siamo . Poi certo , i “salti” nel tempo innescano paradossi non del tutto controllabili (eufemismo), d’altronde necessari se vogliamo avere una (altra) occasione di veder cambiare le cose , prendendo il ruolo di motore portante e non della schiva , inetta e rinunciataria comparsata nell’esistente della “nostra” vita. Così appare anche allo sbiadito ventiseienne Takemichi Hanagaki, giovane adulto di ristrette prospettive e trascurabile costrutto, destato dal suo “torpore” dalla notizia di una strage perpetrata da una temibile organizzazione criminale , in cui è rimasta uccisa _tra le altre vittime_ la sua prima (ed unica) fidanzatina, alle scuole medie; per altro l’unico periodo in cui Takemichi ebbe un minimo di considerazione e popolarità, spalleggiando alcuni amici in una “gang” dedita a smargiassate goliardico punitive a danno di altri pischelli pari a loro.
                        Finito accidentalmente ad un passo dall’essere travolto da una motrice della Metro (!), Takemichi si “risveglia” nei panni del se stesso di dodici anni prima (!!) studiando _con un sorprendente alleato_ la possibilità di disgregare la banda che nel suo presente (2017) ha compiuto l’attentato , ma che nel 2005 era ancora “solo” un’altra gang di teppisti , per altro ansiosi di pestare duro Takemichi (e i suoi compagni), come non mai determinato però a cambiare…Il futuro (!!!).
                        Chiaramente il protagonista rimane spiazzato dal suo “potere” ( che attribuisce al trauma dell’incidente, risolto secondo dinamiche che forse riserveranno ulteriori sorprese ;- ) ), ma, come nel film di Coppola, finisce per compiacersi della passione infusa dai/nei suoi anni adolescenziali; cominciando dalla stretta seppur abbastanza platonica relazione con la tosta girlfriend Hinata Tachibana, le salde amicizie coi compari e le sue capacità di recupero nel fare a botte, primo ed elettivo “lasciapassare” per avvicinare il mondo gangsta, per altro sfaccettato e non privo di suggestioni peculiari , al netto di comuni pratiche di sopraffazione di inermi ,con un presidio territoriale para mafioso .
                        Il lettering di diverse vignette ha un corpo carattere microscopico, accompagnando vignette francobollate su tavole che si concedono altrimenti anche figure scontornate e ritratti unici in splash page, magari con esagerazioni mimiche o nell’atto di esprimere una caricata fisicità ( se non si è capito…Questi stanno sempre a fare a botte :-p ). Non mancano i passaggi in cui le figure vengono semplificate , rese “funny”, da cartoon ; con l’autore però che insiste nell’intonare coerentemente le pose gradasse ma “easy” dei giovani delinquenti, in pieno ed ostentato controllo . Tuttavia i personaggi non sono levigati sempre o nello stesso modo , dato che ,seguondo l’onda emotiva del momento in cui sono rappresentati possono apparire più o meno graficamente grezzi. Continua, sul passo complessivo di nove volumi (imho).


                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          NELSON_ La Resa dei conti
                          Editoriale Cosmo. 96pp., a colori. 5,30€.
                          Testi_ Marco Rastrelli / Disegni_Lorenzo Nuti / Colori_ Luca Pinelli.
                          Fumetto recente, del 2019, mutuato dalla nostrana Kleiner Flug, incastonato nella collanaq “I Grandi Condottieri della Storia”. E dunque L’Ammiraglio Horatio Nelson , una figura impettita ed ieratica ( l’effetto, ehm, stoccafisso è accentuato pure dal fatto che il tapino c’ha rimesso un occhio e pure un braccio in battaglia…), seriosa ed ingombrante. Dunque raccontata a latere, attraverso il punto di vista di un giovine putto (biondino dagli occhi azzurri…) “raccomandato” sulla nave Victory di Nelson come assistente non specializzato del cerusico di bordo. Il segaossa fa’ da mentore e cicerone al giovincello , tipino sveglio ed istruito e praticamente già avviato , a.d. 1805, alla carriera marinara, e che pur dovendo stare “al suo posto” ha così la possibilità di scrutare da vicino il plurimedagliato militare; nel mentre la patria britannica _tanto per cambiare_ è in guerra dura con la flotta francese e pure spagnola unite.
                          L’albo è una cronaca cruda di un furioso scontro contro due munitissime imbarcazioni transalpine, attaccate frontalmente e simultaneamente dalla Victory , grazie alla fermezza , all’intelligenza tattica ed alla perfetta lettura delle condizioni di navigazione di Nelson , capace di tenere il punto con glaciale determinazione, fino…Alla fine. Alcun orrore viene risparmiato al “mozzo” inglese, con corpi nel migliore dei casi (sic!) da menomare in maniera spiccia , altrimenti smembrati dalle palle di cannone, dalle bombe ; trafitti dalle pallottole od ancor peggio da schegge di legno scagliate in ogni direzione dalle esplosioni ,e pericolose quanto una tempesta di coltellate .
                          La fattura contemporanea del comic si può evincere dalla colorazione e dai disegni , che non perderebbero d’identità _soggetto a parte_ in una serie come “Orfani “ della Sergio Bonelli . Insieme ad una simile organizzazione delle tavole ( doppie splash comprese…) c’è insito un po’ lo stesso ruvido e sgraziato dinamismo nel trovare una perentorietà caratteriale delle linee, che non appaga la finezza estetica ma punta d’altronde sulla veracità di uomini di marina torvi ed imbruttiti dalle basse mansioni ,od al contrario circonfusi di segaligna schiatta aristocratica . In compenso le carni straziate si mischiano con sovrabbondante (sic!) democraticità (imho).
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                            DIABOLIK_ Come per magia
                            Astorina s.r.l . 128pp., b/n. 2,80€.
                            Testi_ R. Finocchiaro e A. Pasini / Disegni_ G. Di Bernardo.
                            Con un ingegnoso artifizio, mutuato dalla sua passione per i giochi di prestigio , un anziano aristocratico riesce a beffare Diabolik , penetrato nella sua magione in cerca di un particolarissimo anello, regalo alla sua bella di un celebre illusionista del primo novecento ed articolo più prezioso della collezione del nobile. Che,sapendosi al termine della propria vita e volendo suddividere il suo patrimonio in favore dei quattro nipoti eredi, s’inventa un nuovo stratagemma per confondere di nuovo il Re del Terrore e non fargli prendere il prezioso a danno dei beneficiari dell’eredità. DK, assai motivato dallo smacco patito in precedenza accetta la complicata sfida contro ben quattro bersagli in serie, avvertiti della sua (possibile) sortita.
                            L’affidabile Giuseppe Di Bernardo si cala graficamente nel mood “diaboliko “ con professionale diligenza e consegna un lavoro senza sbavature fuori riga. Qualche posa statica tende ripetersi , ma quando l’azione lo consente il disegnatore riesce ad imprimere sulle tavole un convincente senso di spazialità dinamica tridimensionale , ritmata dal passaggio a tre vignette per tavola. Per “l’angolo del politicamente corretto” (…o quasi) segnalo pag. 99 con l’uccisione (ma) fuori campo di una guardia giurata ;-) .
                            Il grosso della vicenda si svolge lontano da Clerville, perciò Ginko marca visita, e l’avversario “competitore” di DK viene delineato nella figura ricorrente dell’anzianotto cardiopatico imballato di pecunia; con la variante stavolta di una non immediatamente ostentata arroganza e protervia quanto per un gusto quasi divertito di scampare a Diabolik dando fondo alla propria passione _ certo, anche questa non poco egocentrica e narcisistica_ nei numeri di “magia”, da presentare ad un “pubblico selezionato” e godendo dello stupore che l’officiante riesce a suscitare in loro. Mai sano andare a stuzzicare DK, che pur tuttavia dovrà far fronte ad una ulteriore trappola dell’inganno :-p. Inedito al 01/12/2021, l’albo allega in omaggio un opuscolo di 16pp. con molte foto ed aneddoti inerenti a “Diabolik_ Il Film”, finalmente nelle sale dal 16/12 (imho).
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                              DIABOLIK_ Colpo alla Rai
                              Astorina s.r.l .16pp., b/n. 0,00€.
                              Testi _ Mario Gomboli e Licia Ferraresi / Disegni_Sergio Tuis.
                              Un’altra chicca fuori serie, l’albetto auto celebrativo del _come si sarebbe detto ai bei tempi_ originale radiofonico di Radiodue con protagonisti il Re del Terrore ed al suo irriducibile antagonista Isp. Ginko, nel 2000. Si tratta di una piccola storia, leggera ma compiuta , non convenzionale per la testata sebbene, naturalmente, utilizzi i suoi storici protagonisti “più o meno” entro le loro funzioni iconiche. Qui la Duchessa Altea di Vallemberg ( la morosa di Ginko , devo dirvi tutto?)si reca in Rai Viale Mazzini insolitamente mattiniera per ragioni di lavoro; ma non è proprio tutta la verità : è che si è presa curiosità per quel programma radiofonico che sta per andare in onda con co-protagonista il suo integerrimo compagno, che potrebbe non gradire (Ah, gli uomini!). Eva Kant , con felina destrezza da par suo ha avuto la stessa idea e…
                              C’è della commedia, un po’ di “guerra dei sessi” e nessuno si fa’ male. Può bastare, nel suo mood. Disegna il maestro S. Tuis (1935_2019), piacevolmente realistico ed accurato , bravissimo a ritrarre e far recitare tutti i chiamati in causa, in primis le due girls ;-). Il fumetto può essere consultato (…letto) gratuitamente online (imho).


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                                DIABOLIK_ Colpo ad Arezzo
                                Astorina s.r.l. 20pp., b/n. 0,00€.
                                Testi_Tito Faraci e Mario Gomboli / Disegni_ Giuseppe Palumbo.
                                Questa volta l’occasione è il supporto ad una mostra dedicata a DK nell’ambito delle iniziative del “Arezzo Wave” (nel giugno 2006).Gomboli e Faraci vanno col pilota automatico _come si dice_, auto riciclando un “classico” delle dinamiche Eva/DK , quando agiscono autonomamente su un colpo, qui naturalmente con particolare gaia leggerezza , senza spargimenti di sangue ed in trasferta con promozione pro loco inclusa nei testi (fondamentalmente il flusso di coscienza di Eva Kant, dato che il suo compagno si vede nell’istituzionale calzamaglia blu solo nella cover…). Le architetture del centro cittadino toscano sono il pane (gustoso) di un G. Palumbo che vi sperimenta un’inchiostrazione imprevista (…nel senso di sfumata, rispetto agli inediti della serie regolare); che osa pure _anche simpaticamente facendo da “comparsa” nel vignettone della prima tavola_ una caratterizzazione grafica dei due iconici protagonisti piuttosto ardita, con flessuosità che fanno sembrare Eva quasi una “Winx” e Diabolik un tonico e giovanile palestrato (per non dire un po’ stoccafisso però, :-p …)di buon umore . Disponibile online in lettura gratuita (imho).
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