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    DIABOLIK_ Colpo alla Rinascente
    Astorina s.r.l. 16pp., b/n. Copia Omaggio.
    Testi_ Mario Gomboli / Disegni_ Riccardo Nunziati.
    Albetto spillato ,in formato 16,5x21 ed allegato (anche) all’inedito in edicola a novembre 2022 , a promozione dei festeggiamenti per il sessantesimo anno editoriale di “Diabolik” in partnership con la centralissima e storica attività commerciale milanese “La Rinascente”. Ugualmente ad altre operazioni di patrocinio in cui vengono calate le avventure del “Re del Terrore” il personaggio (insieme all’inseparabile Eva Kant) non viene snaturato nelle sue prerogative ma è reso perlomeno incruento o quasi nel perseguire lo scopo, come da titolo. Fattiva , in forma disegnata, la presenza dello stesso AD di Rinascente , che nelle note a copertina, del resto, si dichiara fan del fumetto; e dunque viene fatto interagire nella dinamica con cui DK e Eva carpiscono gli incassi del rinomato negozio meneghino. Alla parte grafica , con la discrezione delle retinature di Leonardo Vasco, il Nunziati si distingue _a parte il poter lavorare su tre fasce_ , nella consueta eleganza del segno, per andare di linee molto fini, fino a sfumare negli sfondi ,preservandone la delicatezza con una inchiostrazione altrettanto lieve , che conferisce luminosità a vignette in cui la marcatura delle chine si limita ad una essenzialità di servizio (imho
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      DIABOLIK_ Segreti di classe
      Astorina s.r.l. 128pp., b/n. 3,00€.
      Testi_ Roberto Altariva / Disegni_ Elia Bonetti.
      Con molta prudenza ed acume organizzativo una mercante d’arte a Clerville sta approntando la spedizione e cessione sotto scorta di un preziosissimo manufatto, nelle mire di Diabolik. Ed è Eva Kant ad intuire che le basilari informazioni necessarie del piano di trasporto per ordire il colpo si possono ottenere solo sfruttando a sua insaputa la figlia liceale della professionista. La giovane studentessa dal canto suo attraversa un periodo delicato ed è protesa a non deludere l’esigente madre con un’applicazione imperativa allo studio, in un istituto dove uno spregiudicato bidello spaccia sostanze chimiche psicotrope…
      Inedito al 01/01/2023 ed albo novecentoundici della serie regolare l’episodio si offre dunque di “accarezzare” tematiche di una certa attualità inserendole come “disturbo”al piano ladresco di DK , destinato dunque a subire rimaneggiamenti in corso d’opera in una audace rincorsa di imprevisti che _figurarsi_ non frenano le iniziative della coppia diabolika, ma danno un senso di ansiogena urgenza al completamento dell’azione criminale contro-deducendo le “trappole” innescate da Ginko , entrato a sua volta in gioco “incidentalmente” (;-) ) una volta scoperte le intenzioni di DK ed Eva. Sono abbastanza sicuro di un refuso a pag. 114 _seconda vignetta_ che un po’ complica la comprensione degli stratagemmi messi in atto dalla coppia per “illudere”i loro (malgrado) competitori che il trasferimento sta andando a buon finre :-p.
      Nella pur gradevole interpretazione di Bonetti , che cura anche chine e (vaste) retinature ,Diabolik ha un’aria tirata che unpo’ lo invecchia (:-D), frutto anche di un’inchiostrazione satura nel marcare i ritratti, su sfondi che in ambienti impersonali (la ricorrente scuola, i commissariati…) pagano un certo ripetitivo anonimato estetico, anche perché intoppati da una certa cornucopia testuale (imho).
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        DIABOLIK_ La Morte sa aspettare
        Astorina s.r.l. 128pp., b/n. 3,00€.
        Testi_ Carla Massai / Disegni_ Giuseppe Di Bernardo (matite) e Jacopo Brandi (chine).
        Mentre monitora le attività della malavita Diabolik si accorge che i Servizi Segreti, in maniera perentoria ma senza far trapelare alcuna traccia, sta accanitamente cercando una partita di contrabbando, potenzialmente letale a livello di strage se usata per fini terroristici. Scoperto infine chi la tratta , ovvero coloro che sono interessati a scambiarla con denaro senza affatto curarsi delle possibili conseguenze, DK decide di inserirsi nel bieco “affare”, dove ritrova un contrabbandiere a cui aveva giurato vendetta, ma finito prima in prigione ed ora fatto evadere . A quest’ultimo aspetto si accosta anche l’ispettore Ginko, poiché riceve da un altro detenuto una particolare soffiata…
        Coniugando il rubare (…a fior di delinquenti) al dovere di cittadino ( sarà dunque DK a far recuperare il “Mac Guffin”alla polizia) Diabolik chiude i conti (indirettamente ;-) )anche con una sua vecchia e sgradita conoscenza ( Episodio “Ricatto di sangue”, disegni di Flavio Bozzoli e Lino Jeva qui riprodotti in un ampio flashback,e giustificativa del titolo)_ recuperata in sceneggiatura a distanza di quasi vent’anni !_ che l’aveva ricattato rapendo Eva Kant e che anche stavolta intriga da par suo , con la “trovata” che è forse l’idea migliore dell’albo oltre che credibile espediente per tirare dentro Ginko , alle viste naturalmente dell’ennesimo scontro frontale con DK, risolto ulteriormente in maniera “irrituale” sfruttando le nuove locazioni (neanche fosse una fiction col patrocinio regionale si passa dai moli marittimi all’alta montagna soddisfando tutti i gusti) dove va’ a parare la vicenda che appunto a causa dell’intermezzo di “Ricatto…” taglia corto nello sbrigativo finale.
        Si vede la “modernità” grafica di questo inedito al 01/11/2009 rispetto a quello uscito ma al 08/06/1970, con ardite ed enfatiche ricercatezze d’inquadratura , posture sempre sciolte e “naturali” ed all’occorrenza una brillante gestione di vignette con affollamento di personaggi (imho).

        DIABOLIK
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          DIABOLIK _ Una Famiglia di iene
          Astorina s.r.l. 128pp., b/n . 3,00€.
          Testi_ Luciana Giussani / Disegni_ Giancarlo Tenenti (matite), Franco Paludetti e Brenno Fiumali (chine).
          Simulando un omicidio a scopo di rapina Diabolik elimina un antiquario, in effetti operante a Clerville come grosso ricettatore . Cosa per altro nota ai suoi stretti famigliari, che si riuniscono nella villa della vedova per porgere le formali condoglianze ed attendere l’apertura del testamento, preceduta dalla consegna nella camera blindata presente nella dimora dei notevoli gioielli posseduti dal defunto e vero obbiettivo del piano di Diabolik. Che tuttavia è estraneo alle ulteriori sciagure che stanno per abbattersi sulla famiglia; tanto da insospettire uno dei cognati , in cordiali rapporti con l’ispettore Ginko…

          Una storia molto in stile “Giussani Sisters”, una soap opera che, come da titolo, scava nelle miserie morali di avidi e para-incestuosi famigli , depravati quanto più tentano di darsi un contegno signorile di facciata . Magari poi la questione del disagio psichico (…non poteva mancare…) è messa giù superficialmente; e ce lo vedi poco un parente di ricettatore che frequenta Ginko. Persino a Diabolik scappa un “Dio mio” poco consono al personaggio … Comunque la sceneggiatura così offre i suoi bei colpi di scena, ed espletata la presentazione del nucleo parentale fila spedita, consegnandoci un ipotetico spaccato di società che fa’ “quasi” rivalutare la coerenza comportamentale della coppia (criminale) diabolika.
          Disegni abbastanza “vecchio stile” per un albo che data 01/04/1997, con una sottolineata comunicativa dei primi piani che cozza con un’avvertita e non sporadica rigidità posturale e con un discutibile rapporto di proporzione tra figure umane ed ambienti , cosa che oltretutto slega abbastanza l’arredamento , che pare incollato alle pareti e disgiunto in una innaturale distanzi azione (imho).
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            THE PASSENGER
            Tunué. 176pp.Cartonato a colori. 19,90€.
            Testi_ Carlo Carlei e Marco Rizzo / Disegni e Colori_ Lelio Bonaccorso.
            Metti insieme Matteo Messina Denaro e un film di David Fincher (non dico quale ché sarebbe un clamoroso spoiler!) ed avrai idea di cosa è “The Passenger”, un GN scaturito dalla mente del regista Carlo Carlei , per un fumetto ottimizzato alla forma grafica ma che sollecita il lettore anche per i testi, un mix da “v.o.s” che prevede scambi di battute in italiano contro inglese contro siciliano,in andata e ritorno; in una folle corsa (in macchina) tutta in una notte, decidendo il destino di un uomo ( di Mafia) e forse facendo luce sulle sciagurate connivenze tra potere mafioso e poteri istituzionalizzati che comandano Palermo. La Sicilia, L’Italia nell’espressione dei fatti dell’ultimo trentennio della Storia recente.
            The Boss Don Masino Caligiuri è perdente nella faida delle famiglie mafiose che si spartiscono l’isola a partire dal Capoluogo. I suoi fedelissimi o stanno in galera od al cimitero, oppure non sono affatto così fedeli e l’hanno venduto : no agli sbirri ma agli altri di Cosa Nostra , che non lo temono più (tanto) militarmente ma per le informazioni che tiene e che potrebbe passare a (…). Sapendo di essere braccato (…e malato) , Masino se ne torna un’ultima volta in città , per proteggere la sua unica figlia , regolare alcuni conti e prendere possesso di armi, soldi ,passaporto ed appunto di un documento molto compromettente ( e non suo…), stipati in nascondigli “particolari”. Per raggiungerli fa’ prendere in ostaggio dal nipote una turista (incinta!) appena sbarcata dagli States col marito, uno sportivo americano costretto dunque a fare da “insospettabile” autista e suo malgrado factotum del pregiudicato.
            Stravolto ed angosciato, James H.Sutton sperimenta il metodo mafioso ed il rancore dal vecchio pluri-assassino, assecondandolo per non farsi ammazzare la moglie (sic!), senza poter trovare una via d’uscita , fino a (…).
            Con le cadenze turbinose di un action movie (l’elemento della marcia in macchina; per altro ricostruita da un perspicace Commissario di polizia…) grondante sangue quanto uno slasher ed il controcanto di momenti più “raccolti”, in cui il vecchio Padrino dà sfoggio della sua ambiguità criminale (il nostro è un devoto alla Madre di Dio e discetta di rispetto per le mogli che neanche Chiara Ferragni…)applicata, sbigottendo il tal James , che naturalmente tiene botta sorretto dal pensiero della sua sposa in grave pericolo. A tappe dunque forzate il racconto procede , con divagazioni che focalizzano il carattere dei protagonisti, come una “caccia al tesoro”, ma a buon punto (due terzi del secondo atto, se fosse un film diciamo…) piglia una tangente narrativa imprevista (?) , discutibile (molto…) sotto il profilo del realismo , che scarica una selva di rivelazioni , formando un quadro fenomenologico della Mafia e naturalmente delineando il destino finale del famigerato .
            Fornito degli effetti anche speciali : riflessi, solarizzazioni ed il vasto spettro di sfumature cromatiche (perlopiù di toni terragni) i disegni si puntualizzano in linee sottili , volentieri ondulate a cogliere il flaccidume brutto sporco e cattivo degli indigeni votati al crimine ( con una mostrificazione finanche eccessiva nei flashback ) , quindi “salvando” il Commissario simil Montalbano e James , una “faccia pulita”. Gli interni notte in auto facilitano la genericità degli sfondi, comunque delineati con essenziale chiarezza se le locazioni impongono la loro riconoscibilità. Ampia e molto intensa la gamma espressiva concessa ai protagonisti, che “recitano” anche il non detto, in ottemperanza di un (bel) fumetto che comunica per le vie sequenziali proprie della nona arte , “rubando” un taglio estetico molto cinema like (imho).
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              CHE GUEVARA
              Feltrinelli. 184pp., b/n. 9,50€.
              Testi_ Sergio Sinay / Disegni_Miguel Angel Scenna.
              Il formato editoriale della “Universale Economica Feltrinelli” (22x14,5 ca.) non intacca la leggibilità dei disegni, d’altronde organizzati in una, max. due vignette a pagina,e costruiti con tratteggi molto brevi ed irregolari, quasi cedessero alle porosità del foglio , senza temere chine cariche,ottundenti e contrastate. D’altro canto, nelle note di quarta di copertina, M.A. Scenna viene definito “illustratore”…E questo il volume è : una agile biografia di Ernesto “Che” Guevara arricchita da illustrazioni ancelle dei testi e del tutto soggette alle ellissi argomentative di questi; con (gli ) eventuali dialoghi che suonano sentenziosi e definitivi. L’arco narrativo è abbastanza standard , iniziando coi “rangers” boliviani che feriscono e catturano il Che , per poi _puntualizzato il contesto storico e geo-politico dell’America Latina tutta praticamente_ retrocedere temporalmente alla nascita del piccolo Ernesto, in Argentina. La prima pagina del volume , esaurite le note socio-economiche sulla Bolivia, alla maniera di un libro di storia delle medie, tuttavia data 1995 e riporta la cronaca del ritrovamento di una fossa comune , dove ufficiosamente poteva essere stata gettata la salma del Comandante ( gira però la versione opposta del cadavere cremato, salvo le mani tagliate come prova di morte avvenuta, sic!) , che non sarà ritrovata. L’educazione , i viaggi, la coscienza sociale, la coerenza “francescana” (e moralista ;-) ) forgiano la personalità del giovine Ernesto, oltre naturalmente al rapporto coi genitori, fratelli, amici , prime morose ed una seria forma di asma che ne mina la salute. Facendo cose, vedendo gente, ziz-zagando tra le Giunte Militari sanguinosamente al potere in po’ tutto il Sudamerica ( compreso il Peronismo della sua Patria d’origine)e diffidando dell’invadenza mercantile degli interessi U.s.a, s’infervora di spirito rivoluzionario, briga di far qualcosa in Guatemala ( convinto che le ingerenze restauratrici e reazionarie esterne siano destinate a far fallire una rivoluzione se non difesa radicalmente e con le armi) ;e frequentando esuli politicizzati inizia a seguire tra gli altri il loquace cubano Fidel Castro Ruz, che con suo fratello Raul ed un pugno d’irriducibili a più riprese s’industria per sbarcare sull’Isola e contrastare il decadente e dittatoriale malgoverno di Fulgencio Batista. Il resto è Storia : la selva, l’indomita guerriglia, il consenso popolare , l’avanzata inesorabile, la vittoria ;ed il Che, naturalizzato cubano , sempre in divisa (nel frattempo sposato, con figlia, separato e con nuova compagna…), incaricato auto-candidato di far marciare l’industria e di tirar fuori finalmente la gente dalla miseria nera. Non mancò l’entusiasmo ed il buon esempio ma forse non bastò; la logica della Guerra Fredda polarizzò quel Terzo Mondo a cui Guevara instancabilmente protendeva per cercare alleanze ed offrire soluzioni emancipanti, spingendo Cuba nella sfera d’influenza Sovietica, sebbene né Lui né Castro avessero una formazione leninista. Ma il pragmatismo diventa (inevitabilmente?)compromesso e l’ostracismo americano non giova certo alla per molti versi zoppicante economia nazionale. Divenuto già icona mondiale per il suo spendersi per i Paesi non allineati matura infine la decisione rigenerante di tornare a fare il guerrigliero , ove ce ne fosse bisogno per far attecchire il fuoco della rivoluzione. La conclusione è (abbastanza) nota ; il lascito del suo testamento morale e della sua abnegazione ad esso anche. Qui ,forse si sorvola “diplomaticamente” sulle frizioni con Fidel e su come quest’ultimo abbia assunto incondizionatamente il ruolo di Lider Maximo (imho).

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                MAJOR GROM_ Il Medico della Peste (Parte 5)
                Italycomics s.r.l. 32pp., a colori. 3,00€.
                Testi_ Artem Gabrelyanov e Evgeniy Fedotov / Disegni_ Konstantin Tarasov / Colori_ Alexandra Schastlivaya.
                Faccia a faccia ( beh, più faccia a maschera col becco…) ,Major Grom ed il Medico della Peste aka “Il Cittadino” ingaggiano una lotta fisica sui ponteggi del cantiere che il killer sta dando alle fiamme (…non prima di aver messo in croce, letteralmente, il costruttore edile che lo ha fatto aprire…). Mentre l’altro cerca di ucciderlo con tutti i mezzi che gli capitano a tiro, Igor vorrebbe prenderlo vivo e vegeto così…Finisce all’ospedale, avendo la peggio :-p . Contro parere medico e della morosa Yulia si rimette subito in piedi battagliero , ma prende uno sfondone collegando “Il Cittadino” all’identità di un collega , estraneo alle accuse. Cosicché si vede revocare il caso dal suo capo e messo a riposo obbligatorio. Uff! Non gli resta che accompagnare Yulia all’evento mondano e benefico dell’inaugurazione di un plesso per orfani; ed in mezzo a molta “bella gente” festante assiste (provocandola…) ad una sconcertante confessione…
                Tra le righe della sceneggiatura non manca un’intonazione nazionalista ( e mi sa filo-putiniana) e partono , sembrerebbe, frecciatine sull’organizzazione del dissenso , ma gli autori comunque dimostrano di controllare bene la materia narrativa del genere (giallo-poliziesco) fornendo perfino una completa ed alternativa (…a questo momento data come erronea…) ricostruzione dei (mis)fatti ed attribuzione di responsabilità , resa con un contrappunto serrato di ragionamento ,in base ad informazioni verbali e visive già date nei precedenti episodi. Bello tosto anche il coreografico scontro iniziale , modulato ed esasperato da un taglio quasi manga di pose , squadratura delle vignette e montaggio insertato . Magari certi svolazzi dei panneggi danno un senso di rigidità, in contrasto con lo scalmanarsi di corpi che sembrano invece voler esondare dalle due dimensioni della pagina. Il gancio finale genera motivate aspettative. Continua (imho).
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