annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quale comics stai leggendo?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • huangzhidi3
    ha risposto
    https://www.theblogvip.com
    the 22-12 months-old goaltender become recently reassigned to the hurricanes’ echl associate, the greenville swamp rabbits.

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41pppp.jpg
    TEX WILLER 16 I Lupi della frontiera
    SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
    Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Fabio Valdambrini.
    Nel natio Texas, l'ancora ufficialmente ricercato Tex si merita l'imperitura riconoscenza di un proprietario di saloon per aver tolto le sue collaboratrici dalle grinfie di un trio di avventori loschi e caciaroni ; e tramite l'uomo, offre i suoi disinteressati servigi ad un'altra fanciulla che, con coraggio ma poca esperienza di vita vuole recuperare il giovanissimo fratello , per disperazione ed incoscienza finito nella banda criminale di un “jefe “messicano di pochi scrupoli ed in procinto di tentare un memorabile colpo a ridosso della frontiera dei “gringos”.I buoni propositi del cowboy texano sono però alquanto disturbati da un cacciatore di taglie determinato ad andare all'incasso della ricompensa posta sul capo di Tex Willer !

    Praticamente il Tex inciampa a ritmo continuo nelle figliuole da salvare/aiutare/proteggere “non avendo di meglio da fare” (testuale!), aggiungendo però fermamente a 'sto giro che, se il ragazzo scapestrato da tirare fuori dai guai si fosse dato ai delitti “sarebbe meglio lasciarlo al suo destino”...Come dire che bisognerebbe sparargli , piuttosto e anzichenò. L'etica del nostro non deflette e non si deprezza, salvo una circostanziata tolleranza al furto per fame. Risaputo anche il doppio binario reputazionale con cui Tex gioca la sua credibilità tra i “buoni” come tra i “cattivi”(,,,che evidentemente non si incontrano mai :-p ); con a sparigliare una figura di giustizialista per soldi che già pare una discreta (ca)rogna, per un rodato menù farcito di piombo ma di poche chiacchere superflue, al massimo un po' ampollose ;-) .
    Fin dall'entrata in scena di Tex Willer (si indovina una certa somiglianza all'attore Cillian Murphy...), come pure le parti in est/int notte,si ammira la capacità del disegnatore di dare profondità e compattezza alle ombreggiature senza pregiudicare assolutamente la leggibilità della costruzione del segno, moltissimo curato nella ricerca e resa dei costumi, dei particolari ambientali dei villaggi e nell' ovest texano il variegato e rigoglioso territorio naturale. Notevole anche la scioltezza posturale che dà spinta tridimensionale alle vignette , pulsanti di dinamismo sebbene spesso ingombrate contemporaneamente da più e più personaggi, mai ridotti a “tappezzeria”. Continua, naturalmente, sul prossimo numero (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41qqqq.jpg
    VOLT_ Che Vita di Mecha St.2 Ep.6
    Saldapress.64pp., b/n e toni di grigio. 3,30€.
    Testi e Disegni_ Stefano “The Sparker” Conte.
    Questo albo, intitolato “Il Giorno del giudizio” chiude la seconda emissione (di sei episodi) , per una testata che , nelle note editoriali introduttive, ne annuncia una terza, fatto salvo un non meglio specificato “cambiamento di rotta”. Intanto a 'sto giro vediamo incastrarsi quelle sotto-trame sunteggiate fin dalle prime battute come velatamente misteriose ed influenti sull'indirizzo esistenziale dato a Volt , ossia del fumettista in fieri che ha dovuto però pur trovare un'occupazione lavorativa per mantenersi e forse anche (negli auspici di ...)per farsene assorbire fino ad abbandonare residuali “velleitarismi” artistoidi. Il giovane Robot ( al solito lui si racconta invece da anziano ed ammaestratore di tre nipoti...)ha più volte dimostrato invece di tenere botta; tuttavia in forma sottile abbiamo parimenti intravisto come le sue piccole conquiste emancipatrici siano state monitorate in diverse riprese. E' giunta l'ora dunque di svelare quali incroci parentali sottendono “Le” carriere di Volt , comunque pur sempre alle prese con la ben strana “fauna” dei frequentatori della Fumetteria (ed anche qui, tra il Boss ed il “solito” molesto cliente ci attende qualche sorpresa ;- ) ) . La trama dunque prende un po' l'andazzo del fuelleiton cospirazionista , marginalizzando l'ironia a là “Clerks” del dipendente Volt, imbrigliato in impedimenti abbastanza ripetitivi, inframezzati da una disgressione “gratuita” , pare una lunga parodia di un manga che non sono pentito di non aver letto :-p . In odor di citazione pure il finale , inevitabile “gancio” per le pubblicazioni a venire. The Sparker si complica il lavoro anche nei disegni, affollando le vignette di personaggi ed elementi scenici, muovendo le tavole a mezzo di vignette sghembe , linee cinetiche da mangaka e qualche leggera semplificazione di alleggerimento , mantenendo un segno nitido e definito , anche se i paludamenti ulteriormente aggiunti alla natura non “umana” dei protagonisti e comprimari gasano un effetto carnevalesco e fan service da cosplayer. Per ora fine (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    30ooooo.jpg
    JULIA n.ro 10 Il Reduce
    SBE. 132pp., b/n . 4,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Valerio Piccioni ( con la collaborazione di Maurizio Mantero e Enio).
    Conclusione della storia iniziata con l'albo “Echi dal passato”.
    All'insaputa del resto della famiglia Luscombe, ma col mandato fiduciario del patriarca del clan, Reginald, e nonostante tutto, Julia prosegue le sue indagini. Ma non avendo in mano un rilievo probante che i resti umani casualmente scoperti sotto la pavimentazione del Museo di Scienze Naturali a Garden City siano il cadavere di Sidney Luscombe , figlio di Reginald, la criminologa _ in coscienza_ non si sbilancia col suo cliente. D'altronde il fatto doloso allo studio-residenza dello scultore ( vedi Julia n.ro 9) la persuade che sta toccando interessi oscuri e motivati a ridurla “a miti consigli”. Inoltre rimane da colmare l'incongruenza che vedrebbe Sidney morto in Vietnam sotto le armi ben dieci anni prima della datazione ipotizzata delle ossa umane al museo. Indispensabile avvalersi della sempre amichevole collaborazione di Leo Baxter per scavare a fondo nelle spesso tristi biografie dei reduci, ovvero( e dopo tanti anni), di chi condivise con Sidney Lascombe la assai controversa chiamata alle armi in guerra nel sud-est asiatico.

    Un episodio che riesce a tenere insieme una dignitosa riflessione sui traumi post-bellici di una generazione di americani che “oggi “( ovvero al luglio 1999, quando questo fumetto uscì in edicola), bene o male, hanno le redini imprenditoriali del Paese, magari dopo non essere sprofondati nella depressione e nelle (tossico) dipendenze; e una parte d'azione adrenalinica in cui Julia e Leo sono bersagliati da insospettabili (…) faccendieri intenti a tamponare il nocumento a sporchi intrighi che la scoperta del morto rischia di portare a galla grazie alla determinazione dei due investigatori, destinati ad andare a bersaglio con “stili” ben diversi ma complementari. Per quanto avvincente “Il Reduce” forse paga una definizione caratteriale di Sidney ( certo, sostanzialmente filtrata da testimonianze indirette e non sempre convergenti) che non pare così coerente con la messa in pratica delle sue scelte di fondo.

    I disegnatori si fanno ben volere nella capacità di orchestrare scene (si veda i flashback nel Nam...)sequenze di vignette corali e dinamiche e nel cercare soluzioni d'inchiostrazione elegantemente attente, anche personalizzando con cura gli elementi in secondo piano e gli sfondi (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41rrrrr.jpg
    JULIA n.ro 9 Echi dal passato
    SBE. 132pp., 4,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Giancarlo Caracuzzo.
    L’onorabilità della più facoltosa famiglia di Garden City viene scalfita dal macabro e casuale/paradossale (…nella sua dinamica…)ritrovamento di un cadavere _ ormai ridotto a scheletro, peraltro parziale_ seppellito sotto il pavimento di una delle tante magioni di questi ricchi affaristi. Il patriarca e principale fautore delle loro fortune impone a fratello, figli e nipoti il chiarimento della faccenda, anche perché le loro (società) controllate sono suscettibili di fluttuazioni borsistiche ; ed è dunque il loro avvocato a contattare Julia per una ben pagata (ed accettata) consulenza ; proprio mentre alla criminologa è sottoposta uguale richiesta dalla Polizia. In coscienza di un possibile conflitto di interessi (?) Julia decide di procedere . Attraverso la disinteressata segnalazione del medico legale Dr. Tait trova una persona ( dal carattere chiuso ed ombroso , su cui lavorare “di psicologia” per persuaderlo…) a cui affidare la laboriosa ma affidabile ricostruzioni dei tratti facciali dal morto (…da almeno tre lustri!), per chi se lo potrebbe rammentare. Peraltro il luogo della sua informale sepoltura era stato un trafficatissimo cantiere edile; e qualcuno probabilmente della schiatta familiare non gradisce si faccia luce sull’accaduto…

    La storia è divisa in due parti e ci lascia con due colpi di scena in tutti i sensi fragorosi , ma ovviamente senza la soluzione del caso , procrastinata (?) all’episodio “Il Reduce”, che già nelle premesse del titolo (;-) ) intriga, in base alla buona esposizione degli elementi d’indagini srotolati in questo numero. In maniera trasversale dei ceti sociali Julia conferma un “debole” per gli acculturati e per caratteri (anche i più diversi dal suo…) che vanno a formare un’empatia umana coinvolgente senza eccezioni, compresi chi (ci) vuole male. Premiante dunque la profondità d’intenti, sebbene sembra sia riconducibile alla “solita” cerchia di ricconi avidi, ipocriti e magari pure depravati.
    Prima di trovare un suo staff _tutto sommato ristretto_ di disegnatori d’elezione la testata “Julia” si è aperta a prove grafiche piuttosto eterogenee; qui il Caracuzzo , che (non) si tradisce conferendo alle figure la tipuica per lui stiratura posturale allampanata e quasi “cavallina” nei visi, graziando però Julia in particolare di una capigliatura “vivace” ed un incarnato sanamente compatto e giovanile. Volendo sa essere incisivo e netto nella distribuzione delle ombre ( vedi la parte dell’interrogatorio nella struttura psichiatrica…), ma di norma lascia sufficiente spazio alla definizione ambientale, togliendola relativamente ai ritratti,se vi sono avviluppati in campi lunghi . Continua (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41s.jpg
    TEX WILLER 15 Le Schiave della montagna
    SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
    Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Pasquale Del Vecchio.
    Albo che prosegue e completa la storia introdotta in “Tex Willer” episodio quattordici “Paradise valley”. Autoassolti nel loro fanatismo pseudo-religioso la sciagurata family di mormoni reietti rintanati sulle colline dello Utah non si fanno scrupolo di uccidere a sangue freddo e depredare chiunque , anche solo potenzialmente, può nuocergli. Li riconoscono , con amarezza, la comunità che li ha espulsi e che invece ha accolto fraternamente Tex . E d’altronde le ragazze rapite per farne mogli obbligate dei due sciagurati figli del clan dei bigotti invasati ed assassini devono essere liberate e sebbene il cowboy texano rispetti l’osservanza pacifista/ non violenta inderogabile dei suoi amici si spinge ad agire , prendendo l’aiuto del ragazzo che aveva scagionato dall’accusa di omicidio (vedi appunto TW 14) ,nei limiti di coscienza che impone la sua Fede. Tuttavia, nel frattempo è saltata la finta identità Jack Quiller (Tex Willer…)ed anche lo sceriffo ed i suoi vice convergono alle calcagna di Tex…

    Messo in chiaro, fin dal titolo, il quadro degli accadimenti e dato il tema _peraltro assolutamente ricorrente_ delle fanciulle incolpevoli segregate, il numero si lascia leggere, volendo con sveltezza, nell’abilità del Tex di organizzare le sue imprese proditorie e schivare al meglio le circostanze che gli si avventano contro a più riprese e direzioni. C’è da sudare e sparare, risultando, quella del “nostro” una condotta ambigua , anche (vedi sceriffo…)agli occhi di persone ragionevoli ma bloccate nello status di “Wanted Tex Willer”. Certo Tex non gli serba rancore e “tutto bene quel che finisce bene” si prepara a lanciarsi in nuove avventure.
    Alla scorrevolezza dei testi partecipa con merito la parte grafica , generosamente particolareggiata e mai ambigua nel rendere il “campo di battaglia” dell’episodio _ vedi pure la cover by Maurizio Dotti _ ingombro di elementi ( e ostacoli) provvidenziali nella parata e risposta di colpi non solo demandati alle armi da fuoco. Puntuale l’espressività dei personaggi e convincente la messa in posa posturale, nel morbido amalgama delle chine definitive (imho).



    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41ss.png
    TEX WILLER 14 Paradise valley
    SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
    Testi_ Pasquale Ruju / Disegni_ Pasquale Del Vecchio.
    A ragione diffidente di una Giustizia somministrata nel far west spesso con criteri sommari e vendicativi capaci _a furor di popolo_ di scavalcare la probità di operatori della legge coscienziosi che pur coesistono , Tex cerca di mantenere un profilo mimetico e distanziato da grane legali ; ma non può esimersi di agire quasi del tutto scopertamente quando è minacciata l’onorata incolumità di chi amichevolmente gli concede quartiere , sollevandolo momentaneamente dalla sua transitorietà territoriale. Così, giunto nelle Paradise Mills dello Utah e trovata ospitalità presso una famiglia Mormone di persone perbene si lascia coinvolgere in un caso di duplice omicidio per cui viene tratto in arresto , con accuse alquanto vaghe, il primogenito dei suoi nuovi amici. Lo sceriffo che esegue il fermo dimostra polso e lungimiranza garantista; non così i suoi concittadini ( compreso il suo vice, fin troppo sensibile ai richiami ferini della “piazza”…) , che mirano piuttosto alla diretta esecuzione capitale del ragazzo mormone, anche a causa (non sua…) di attriti pregressi con la comunità “cristiana” . Tex non esita ad esporsi energicamente per proteggerlo e smontare l’improbabile carico accusatorio, confidando nella ragionevolezza del marshal… Mentre il suo aiutante ha perplessità sull’identità di Tex, anche il saggio papà Mormone ha qualcosa di sorprendente da dire sugli autori del duplice assassinio, peraltro perpetrato per rapire una figliuola e renderla forzatamente moglie di…

    Canovaccio classico, foriero di drammatici sviluppi e ben orchestrato dall’agile _ nei limiti dei non pochi dialoghi_ sceneggiatura , rispettosa del canone comportamentale del Tex ma non digiuna d’inventiva in alcuni passaggi, oltre che ammiccante agli stereotipi ( è sempre il tipo più vigliacco e screditato a capire prima le vere generalità del “wanted” Tex Willer…) e cristallino nel consegnare le parti caratteriali in ballo. Lo segue graficamente la buona professionalità del disegnatore , dando una piuttosto solida impostazione realistica ai disegni. Virtualizzando una illuminazione con i bianchi sparati (…per dirla con gergalità fotografica_ forse neutralizza qualche sfondo di troppo . Aperto il ciclo narrativo, ovviamente si continua (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41sss.jpg
    ALIENS [17]
    AVP_ Aliens vs. Predator . Eternal (2 di 2).
    Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.
    Testi_ Ian Edginton / Disegni_ Alex Maleev / Colori_ Perry McNamee.
    Uniti agli esseri umani dalla stessa perversa logica del controllo deterministico sui selvatici Aliens ( od almeno così pare doversi desumere per salvare una logica interna di sceneggiatura...), i Predator letteralmente s'infognano a Tokyo per contenere gli xenomorfi; ed a loro volta sono braccati dal virtualmente immortale (...con sorpresa) Mega Riccone (di origine cinese, per altro)da cui trae pecunia e longevità, bramate fino a confondere _ di primo acchito _ le due specie extraterrestri. Una verità fiutata anche dalla scaltra e cinica giornalista ( vedi num. precedente) d'assalto, destinataria di più di una proposta “indecente”.

    Decisamente buttata in caciara , questa parte conclusiva si compone di continui combattimenti e “trielli” , con testi che cercano la strada della brillantezza hard boiled per assestare colpi di scena che stressano la pur larga sospensione dell'incredulità fantascientifica, profittando di un'ambientazione contemporanea che rende i protagonisti ( e di rimando i lettori...)quasi “vergini” alle trovate del franchise qui diramato negli Yautja predatori, a 'sto giro, per la cronaca, vincitori ai punti di tutta l'infida faccenda.
    Colorato da Staissi Brandt , in coda Maleev si prende la briga di sceneggiare oltre che disegnare una breve, sei tavole, storia che rilegge _ in chiave aliena _ le gesta di San Giorgio,baloccandosi ad unire il suo stile all'imitazione dell'iconografia dell'epoca del religioso, cromaticamente più squillante e pittoricamente più pulita del suo segno; nel corpo principale dell'albo piegato in spasmodiche colluttazioni e furtive ricognizioni nell'oscurità del sottosuolo, scalando qualcosina in termini di resa di finitura dettagliata delle Creature . Fine (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41ssss.png
    TEX WILLER 13 La Trappola di Mefisto
    SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
    Testi_ Mauro Boselli / Disegni_ Roberto De Angelis.
    Episodio che chiude l’arco narrativo con la presenza (di spirito, attivamente in vari sensi…) di Abe Lincoln, futoro Presidente e qui in corsa per il seggio senatoriale dell’Illinois , boicottato con le cattive da una imprecisata lobby del latifondo meridionale. La storia si “incastra” bene , a mezzo degli elementi a disposizione, d’0altronde pensati pure per non configgere con la biografia ufficiale del Tex(ano); sempre fuorilegge ma sempre dentro la “Giustizia”, anche in tandem con Kate Warne (alla fine c’è del tenero, si capisce ;-) ) e l’agency Pinkerton , da cui peraltro stanare l’insospettabile “talpa” infedele, che compromette il lavoro del suo staff in favore dei piani sudisti. Una delle tante situazioni in cui parte una concitata sparatoria. Nessun dubbio su chi ne uscirà illeso (:-p), ma sempre buone le “geometrie” inscenate , con la sicurezza della capacità di De Angelis di sciogliere le anatomie e di affrontare nel dettaglio vasti e tridimensionali ambienti. Buono anche il taglio dato alle parti in notturna , con la presa dei contrasti (chiaro-scuri) gestiti in inchiostrazione (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41sssss.jpg
    TEX WILLER 12 Attentato a Lincoln
    SBE. 66pp., b/n. 3,20€.
    Testi_ Mauro Boselli / Disegni_ Roberto De Angelis.
    La magione degli attentatori diventa una labirintica trappola per Tex, ancorché cade miseramente la sua copertura da texano mercenario , dopo che si è affidò ad un giovane “corriere” per tentare un contatto esterno con Kate Warne ( è successo in “Tex Willer” 11), la quale d’altronde è finita nelle grinfie dei Dickart. Ma non le mancano le risorse per evadere, come del resto a Tex , che si fa strada d’astuzia e di colt, decimando la banda dei loschi cospiratori; anche quando, rischiosamente, torna all’hotel di Kate credendo di trovarla ; e poi si lancia all’assalto della vettura dei filo-schiavisti, il cui capo peraltro si lascia nel frattempo convincere a confidare in Steve “Mefisto” Dickart per arrivare a tiro di Lincoln, ed eliminarlo. Solo Kate trova il modo di scoprire il luogo e l’occasione del malefico intento , ma giunge al sito in lieve ritardo , capace di scatenare comunque una baruffa mentre la vita del candidato senatore dell’Illinois pare appesa ad un esile filo…

    Episodio prettamente d’azione, polposo di acrobatiche pistolettate ( e perfino Kate Warne e Lily Dickart non se le mandano a dire , xD ) e precipitosi inseguimenti, a dare corso al succo del fattaccio già nel titolo “Attentato a Lincoln”, il cui inizio effettivo si compie solo in coda all’albo, dando a Mefisto l’occasione di sfoderare un considerevole saggio dei suoi poteri nel tenere in pugno , come neanche Giucas Casella (sic!), una riunione di Neri; ovvero “Negri” , come tutti li chiamano compreso il giovane Willer, evidentemente in questo non in vena di anticonformismo (:-p). Tra diverse mini-serie Bonelli che arrancano e vengono chiuse anzitempo, il successo di vendite nelle edicole della testata “Tex Willer” già qualcuno l’associa a questo tipo di linguaggio…Audace (cit.) ,ossia, nella vulgata corrente, “politicamente scorretto” :-/ .
    La regia, senza sbavature, delle tavole consente ( e vincola al) la parte grafica alla gestione di una gabbia bonelliana estesa senza eccezioni brulicante di personaggi in forma dinamica e diversamente affaccendati, a partire da Tex, provetto e prestante “cascatore”. Non gli impicciano evidentemente cinturoni e stivali da cow-boy (ma) privi di speroni , a non intaccare il pelo ( non “negro”) del suo cavallo (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41t.jpgCANI SCIOLTI 14 La Naia
    SBE. 66pp., b/n. 3,90€.
    Testi_ Gianfranco Manfredi / Disegni_ Patrizia Mandanici.

    Dal prossimo numero , a sei episodi dalla conclusione preventivata della serie, confermato che la pubblicazione sarà ritirata dalla distribuzione nelle edicole per uscire prossimamente (?) in volumi da libreria (sic!). E “Cani sciolti” ci lascia con una storia inconclusa che , senza raccontare fatti eclatanti di storia contemporanea ( eccetto un vago richiamo a velleitari tentativi di colpo di Stato militare di stampo neofascista…) ci traghetta in un 1973 dove Lina e Pablo, DeB e Marghe sono (sarebbero) chiamati a prendersi una prima definitiva decisione sul farsi della loro vita di adulti, ossia ormai laureati o laureandi od alla peggio con un profilo di inoccupazione , scevro comunque dal bisogno (Marghe, figlia di papà banchiere…). Mentre le girls sperimentano e condividono un derivato del femminismo quali le “sedute di autocoscienza”, i maschietti sono abili ed arruolati a naia . Ma mentre DeB pare starci con insospettabile disinvoltura , Pablo invece sembra patirne oltremodo gli aspetti autoritari e regolamentari del servizio di leva , tentando di svicolar sene fuori e dare (od almeno promettere) una prospettiva “familiare” ed autonoma di coppia con Lina. Anche DeB d’altronde si sente abbastanza inquadrato nell’ambito di un inizio di carriera universitaria e di “vado a vivere da solo”; quando invece Marghe di spazio casalingo ne ha a iosa e piuttosto cerca qualcosa che le occupi il tempo e magari gli dia degli affetti. Questo il quadro, mediamente movimentato degli ex (?) movimentisti. Alla Mandanici il compito di “inventarsi” un Pablo sbarbato e dal capello corto, e ne esce una figura _similmente ad altre_ un po’ anonima e legata posturalmente. Rigide geometricamente e standardizzate le composizioni degli elementi di sfondo (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    30nnnnn.jpeg
    ALIENS [16]
    AVP_ Aliens vs. Predator . Eternal (1 di 2).
    Saldapress. 48pp., a colori. 3,20€.
    Testi_ Ian Edginton / Disegni_ Alex Maleev / Colori_ Perry McNamee.
    Un ciarlatano, languente su un'arida montagna dopo aver tentato di rifilare a dei villici un intruglio curativo, tra capo e collo si vede piombare addosso una nave spaziale dei Predator , in avaria (!). Sette secoli dopo , ovvero più o meno ai nostri giorni (!!), ritroviamo lo stesso come uomo più ricco del mondo (!!!). Nel mentre, in un Paese africano , una caparbia, ambiziosa ed all'occorrenza un po' zoccoletta giornalista tenta di documentare una faticosa trattativa di ritorno alla pace tra le fazioni dilaniate di un'atroce guerra civile già motivo di una inenarrabile carneficina. Ma il Vertice si risolve in una nuova efferata strage, senza che neppure si riesca a cogliere chi l'ha generata e con quali armamenti. L'inviata , scampata miracolosamente, torna in patria e cerca di annodare gli scarni indizi a sua disposizione, tra cui però un frammento metallico rinvenuto su un cadavere che pare, in qualche modo, rimandare ai torbidi e ramificati interessi del “longevo” Paperone, che d'altronde sta ancora mettendo a frutto lo sbalorditivo incontro che ebbe con l'astronave extraterrestre.


    Proprio i fumetti (questo è del 1998) hanno dato la stura allo scellerato incontro dei due “brand” , qui appaiati con un espediente fondamentalmente mutuato dalle peculiarità attribuite , ossia conosciute attraverso i film, alla strana coppia di creature aliene, la cui incessante propensione al danno si può scommettere sarà agevolata ancora una volta dalla sciagurata miopia del lotto di “umani” che ne avvicinano gli aculei , la esagerata dentatura e l'inesausto istinto aggressivo. Ad ora i dialoghi suonano spavaldi , come l'impaginazione degli eventi , molto sollecita e tranciante nello squadernare i vari scenari , oltre che sincopata (...forse al limite della comprensibilità) nel trasmettere i frangenti d'azione (sparatorie e fuggi fuggi...). Direi ancora un albo per chi amasse variazioni in tema di un canovaccio ben collaudato , lasciando ai Predator pure un ruolo ,al momento, ambiguo. I disegni non mancano di una ruvida stilosità , ricercata al prezzo di una certa sgangheratezza dei modelli anatomici. Molto contrastate e sature le ombreggiature, quasi da fumetto in bianco e nero a cui vengono aggiunte calibrate e piuttosto uniformi note di colore; e l'amalgama tiene . La gabbia non ha impostazioni predefinite ed i personaggi ne emergono in bella presenza e solidità tridimensionale (imho).






    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41tt.png
    CANI SCIOLTI 13 Il Parco
    SBE. 66pp., b/n. 3,90€.
    Testi_ Gianfranco Manfredi / Disegni_ Patrizia Mandanici.
    Luglio del ’71. Ancora studenti universitari ,Pablo, Lina e Marghe assumono l’impegno di insegnare in corsi serali _presso una scuola a Cinisello Balsamo_frequentati da operai, apprendisti, garzoni e salariati in genere, in approvazione al Diritto allo studio, nell’auspicio di prendere perlomeno la licenza media e di allargare “utilmente” il proprio bagaglio culturale. Nel contempo alcuni attivisti di “lotta Continua” prendono di petto l’iniziativa di requisire da un privato la più ampia area verde della città, posta intorno ad una imponente ed un po’ trascurata villa nobiliare per volgerla a parco pubblico con annesso edificio comunale ,da destinare ad iniziative culturali aperte alla cittadinanza; organizzando una manifestazione di piazza. Temendo (od addirittura volendo provocare?) disordini la Giunta, pure di sinistra, provvede allo spiegamento di una munita squadra di celerini. I lavoratori/studenti non stanno a guardare , e mentre Lina si sfila perplessa Marghe e Pablo sentono di dover sostenere la protesta badando a “scolari”invero appena più giovani di loro.

    Per esigenze drammaturgiche e voglio pensare per sincera inclinazione personale Manfredi rifugge l’univocità e tiene a descrivere gli eventi almeno da due punti di vista antagonisti, ossia cerca di rendere i fatti in analisi come possibile sintesi di istanze diversamente legittime, ma mai tout court solo nefaste od irricevibili per principio, se non scivolando pericolosamente nel fanatismo. Perciò non avremo operai oggettivamente rivoluzionari (cit.), ma ragazzi non per questo stupidi che non disdegnerebbero di fare la “bella vita” di un James Bond nei film. E non troveremo nell’interesse Pubblico necessariamente la panacea di tutte le storture della società; ed infine se qualche “compagno” si porta dietro una rivoltella, c’è l’inquietante possibilità che la usi…
    Nel racconto , molto lineare, quasi documentaristico, non manca pure la parentesi “soap opera”, con Pablo “distratto” da un’attraente funzionaria comunale ; con Lina distante che non vuole sembrare oppressiva o gelosa e la Marghe con piuttosto il cruccio della comunista militante però coi benefit dell’agiata autorità paterna, che peraltro le fornisce, da banchiere, spunti di chiaroveggenza post -fordista . Finisce che si rivedono tutti anni dopo, senza che le tensioni si siano totalmente sbollite :-p .
    Disegni così così. Forse manca la pazienza o l’applicazione temporale per precisare lo scenario urbano , come del resto abbigliamento ed aspetto dei tanti giovani messi in scena un po’ in copia carbone e con (una sensazione di) rigidità posturale, peraltro emergendo da tagli di luce sulla cui coerenza direzionale di primo acchito avrei dubbi (imho).





    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41ttt.png
    CANI SCIOLTI 12 Milano spara
    SBE. 66pp., b/n. 3,90€.
    Testi_ Gianfranco Manfredi / Disegni_ Sergio Gerasi .
    In cerca di una dose, la Betty si ritrova in una Piazza di Milano trafficata dalla “batteria” del bandito Renato Vallanzasca ed impegnata nella ricognizione preparatoria di un’imminente rapina (?). L’assemblamento dà nell’occhio pure alla Pula , che interviene in forze , accolta dai ferri (pistole) dei malviventi , scatenando panico e sbigottimento tra gli ignari passanti , e traumatizzando la stessa Betty (…peraltro già testimone di un episodio simile anni prima); confortata a casa dall’amica Magda ( sorella di un suo cliente di lavoro ed “ex” pusher), mentre DeB, sconcertato dalle “ricadute” della morosa medita di allontanarsene. Ma subito dopo col “solito “ Turi ,si diverte a fare un sopralluogo nell’Agenzia che Vallanzasca ( uscito indenne e libero dal conflitto a fuoco…) avrebbe voluto svaligiare, come esame di fattibilità . Poi da cosa nasce cosa : Turi e Magda si conoscono e diventano subito intimi…Ma la ragazza _anche per via di suo fratello_ ha frequentazioni non in senso positivo impegnative, e suo malgrado ne pagherà un alto prezzo. DeB con Betty (…di nuovo rinsaldati come coppia…) sostengono dunque Turi in aiuto a Magda : serve cambiare aria , questione di vita o morte (!?!).

    In questo episodio anche chi non pippa sembra “in botta”, per la snodata , marionettistica e perentoria secchezza delle pos(tur)e , in accompagnamento faceto non tanto di un eloquio sentenzioso forse da eccesso prudenziale . Sia mai però che manchi l’ironia , il companatico della scrittura di Manfredi in un desco narrativo dove trovano posto notazioni ambientali dell’epoca, non solo nel capoluogo lombardo, spunti da commedia goliardica e per contro anche una mistura di noir metropolitano , scaturito da organigrammi malavitosi sempre più incistati nel tessuto “bene” della città, pasciuti coi giri di droghe e finanche più coi giri di conoscenze (mal)affaristiche. Intrigante nella sua compiuta consapevolezza la messa in scena dei fatti , così marcata e teatraleggiante ma giustificata dal clima sovraeccitato dai vizi “stupefacenti”, dalle susseguenti fasi “down” e di altre cose ancora su un crinale morbosetto ( il rapporto fin troppo viscerale tra Magda e suo fratello…); motivi in più peraltro colti da DeB e Betty per darsi una regolata…

    A livello di gabbia , graficamente non c’è una pagina uguale ad un’altra , con la fisicità dei personaggi che prorompe praticamente esaurendo ogni taglio visivo consentito, con un Gerasi ancora “Crepaxiano”che sembra andare di una istintualità privilegiando la freschezza del segno ad un lavoro più posato e ripensato . Ne fanno le spese, si fa per dire , i personaggi, cadendo in una interpretazione “originale”: c’è Milo (brevemente presente, quasi di passaggio…)decisamente “gonfio” rispetto alla versione Casalanguida; una Betty invece super spigolosa; Turi signor G (Gaber…) e DeB disegnato in taluni frangenti “a pera” ( girovita larghissimo , braccia e costato piuttosto snelli, a ban guardare a là Dino Battaglia) e di norma nasuto, baffuto e basettato ( nel senso di lunghe e larghe basette) alla moda. Annunciato che dal numero 14 la serie non verrà più distribuita in edicola ma resa disponibile solo (sic!) nei volumi cartonati da libreria (imho).

    Lascia un commento:


  • henry angel
    ha risposto
    41tttt.jpg
    IL VESPAIO
    Edizioni Nuova Frontiera. 48pp., b/n. Lit.3500 .
    Testi e Disegni_ Daniel Ceppi.

    Giovanotto francese senza prospettive, salvo l'ambizione di vedere il mondo , si lascia convincere da un compare a rapinare un gioielliere, nell'ora in cui la sua dipendente si accinge alla chiusura serale del negozio. Presi i contanti,ma facendo una qualche resistenza il commerciante rimedia una grave ferita , mentre il ragazzo , maldestramente, cerca di scappare, consegnati i soldi al socio della scriteriata prodezza criminale. Il giovane, anche grazie ad un'amica, e dopo aver capito che l'altro lo ha bidonato, tenta di espatriare in Italia ma, causa maltempo e passi alpini impervi si ritrova da un'altra parte (sic!), dove comunque coglie l'opportunità di sistemarsi temporaneamente, generosamente ospitato da un montanaro “socialista” con famiglia. Dopo mesi di relativa calma, l'imboscato ha un colpo di...Sfortuna ,che farà di nuovo precipitare gli eventi...

    Nel lontano dicembre del 1981 ( e logicamente il volume è prezzato in lire) la romana Nuova Frontiera Edizioni mutua da Humanoides associes questo noir a fumetti , in formato 23x29 ed una veste editoriale che probabilmente badò a comprimere i costi di stampa. L'ultima tavola preannuncia un ulteriore titolo ,“All'Est di Karakulac”, in continuità con la storia di questo primo numero, che comunque può dirsi di per sé narrativamente compiuto. Nulla di veramente trascendentale, ma comunque l'autore pareggia la sfida di sottoporre al lettore un personaggio affatto esemplare ma di cui comunque vorremo indovinare la sorte e come riuscirà a fronteggiare gli impicci, certo senza essere una “cima” nell'approccio e nell'uso (anche) della violenza.

    La flessuosa modulazione delle linee mi ricorda stilisticamente i Beatles di “Yellow Submarine” ,pure se qui non sono certo di casa i colori pop-psichedelici del film d'animazione omonimo, ma piuttosto un pregnante (pesante?) effetto di retinatura , anche sui close up , per quadri dettagliati quasi da disegno tecnico, con un certo grado di appiattimento e senso di rigidità estetica di taluni elementi (le auto, il mobilio, la vegetazione ad alto fusto...). Un comic dal passo calibrato ,sobrio e senza lungaggini che si lascia leggere, se non si pretende un seminale capolavoro (imho).

    Lascia un commento:

In esecuzione...
X