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  • henry angel
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    JULIA n. 25 Chi è Christine?
    SBE. 132pp., b/n. 4,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi / Disegni_ Laura Zuccheri.
    Mentre si diverte a rovistare in soffitta Julia scorge alcune vecchie lettere autografe del nonno Walter Osborne evidentemente dedicate con ardore ad una donna che non era sua moglie Lillian e ne resta sorpresa. Un “mistero” familiare che s’incrocia con la richiesta d’aiuto di un papà che teme per la figlia, con cui ha rapporti aspri ma di cui comunque è in pensiero, sapendola genericamente a Garden City senza , negli ultimi sei mesi, essersi manifestata alla famiglia. Il caso esula dalle strette competenze della criminologa che, come atto di cortesia , gira l’indagine a Leo Baxter. Con mestiere , il detective privato e fraterno amico trova una pista promettente, ma un drammatico ed improvviso contraccolpo lo risucchia in un brutto regolamento di conti ,che pare avere nella ragazza _ agganciata, di nuovo con la collaborazione di Julia_ il suo sinistro obbiettivo.
    Nel senso migliore la trama sorprende e disorienta il lettore con una biforcazione (…) che alimenta la storia di avvincenti sottofinali spalmati sino all’ultima tavola , senza radicarsi nella causa /effetto di un qualche femminicidio , sebbene una Christine sia l’evidente fulcro, fin dalla cover, della sceneggiatura. L’albo , dell’ottobre 2000, svolta i due anni di pubblicazione della testata e ci sta che della (sua) protagonista vengano ribaditi prima che approfonditi alcuni tratti psicologici ,suscettibili _ come non potrebbe essere diversamente_ bene o male alla sua biografia , con in più la “spina” del segreto “amoroso” celato alla nonna (…ossia la moglie di Osborne), perfino come forma di “auto” protezione del ricordo di un nonno che lei Julia non ha mai per altro potuto (ricordarsi di) conoscere.
    Col suo perché in una sottotrama che vede Emily Jones inabile per malattia , ospitata ed accudita a casa Kendall/Osborne, con dovizia grafica Laura Zuccheri appoggia scenari innevati , col candore sceso dal cielo accostato ad un aggressivo gioco di luci ed ombre . Molto bene la messa in squadra dei tagli prospettici , assecondando le geometrie urbane quanto quelle d’interni ( intendendo scale, ballatoi e la stessa disposizione razionale del mobilio…). Per quanto possibile gioca a scompaginare i corti capelli di J. dandole perfino un aspetto “ringiovanito”, quando anche Emily pare addirittura valorizzata da un’insolita “sobrietà”. Qualche volta la tavola si spinge anche a sette vignette, a sottolineare frangenti spasmodici di concitate vie di fatto . Numero divertente ed appagante (imho).

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  • henry angel
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    POSIZIONE DI TIRO
    Coconino Press/Fandango. 102pp., b/n. 16,00€.
    Testi e Disegni_ Jacques Tardi.
    Un killer professionista, ex militare, “incaricato” da una Organizzazione probabilmente afferente (o deviante?) i Servizi Segreti francesi fa’ per ritirarsi a vita privata, convinto di poter riallacciare una relazione con il suo primo amore (…indirettamente il motivo cruciale del suo arruolamento…), che ancora risiede nell’asfittico paesello natale, in uggia ad entrambi. Una decisione tranciante a nessuno gradita…
    Adattamento a fumetti di un romanzo di Jean-Patrick Manchette. Non potendo fare raffronti diretti con l’opera letteraria mi attengo all’osservazione precipua di questa versione , da me posseduta (invece) nel Vol. 1 di “Manchette_Tardi / L’Integrale”( Editoriale Cosmo). Con funzione di “voice over” troviamo svariate didascalie , molto particolareggiate e dal taglio formale da “libro stampato”, al contrario dei dialoghi , molto più colloquiali, umorali e smozzicati. La storia procede in una inesorabilità “moralmente” irritante, nel senso che il protagonista affastella morti ammazzati con consumata freddezza e metodicità, ma con una motivazione fondamentale quasi patetica ed una determinazione fideistica che sconcerta; pure la ex morosa (…ricercata nei corpi delle altre frequentazioni temporanee dell’assassino prezzolato…), già di suo sco******ta dalla vita di provincia. Il passato lo insegue ed imbriglia le sue più “miti” intenzioni , ricorrendo ad argomenti inappellabili per richiamarlo al _si fa’ per dire_ dovere. Le macchinazioni dei suoi committenti ne fanno infine una pedina sacrificabile, in vista di un finale in cui gli autori sembrano piuttosto lasciare i lettori a metabolizzare il loro approccio alla storia; come dire che ognuno può vederci i“complotti” o le condizioni di puro svago per cui ha condiviso l’opera. Un “ecumeniamo” che forse rende la mira della “Posizione di tiro” non del tutto a fuoco.
    Banale dirlo ma da disegnatore Tardi aderisce al genere con un bianco e nero ben contrastato e “d’atmosfera” nelle parti notturne , con un protagonista che veste da becchino pure di giorno , servito da ambientazioni , metropolitane e non, che godono di scorci particolareggiati e di una dinamica e precisa messa in scena dei veicoli,dopo le sigarette il maggior conforto di “anime perse”, che a dispetto della durezza delle loro azioni sono rese graficamente con una “pucciosa” morbidezza di linee che quasi richiama all’estetica comandata da Heinz Edelmann per il Beatlesiano Sottomarino Giallo .-p (imho).


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  • henry angel
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    PAZZA DA UCCIDERE
    Coconino Press/ Fandango. 104 .pp, b/n. 17,00€.
    Testi e Disegni_ Jacques Tardi ( adattando un romanzo di Jean-Patrick Manchette).
    Con qualche serio (fatale?) problema all’apparato digerente, il sicario inglese Thompson prende in carico un “lavoro” commissionato da un borioso architetto francese , ricco sfondato per una causa ereditaria incidentale, che per altro investe perlopiù i soldi in una attività industriale , però anche mettendosi in vista con l’assunzione di svariati dipendenti con disabilità psico-fisiche , generosamente retribuiti. L’ultima sua collaboratrice infatti è Julie, una nullatenente ospite negli ultimi cinque anni di una clinica psichiatrica e presa per fare da babysitter a Peter, il viziatissimo petulante nipotino del mecenate-architetto ( e motivo indiretto delle sue fortune economiche…). Ma durante un’assenza per lavoro del professionista , Julie ed il bambino vengono sequestrati da Thompson con tre complici e costretti a (…).
    Intuibili i cardini narrativi della trama, la forza del racconto risiede piuttosto forse nell’estremo carico di violenza ed inesorabilità della vicenda; con Thompson che sembra un Terminator ulcerato e Julie che il (non) suo John Connor ce l’ha già e lo preserva con metodi spicci e decisamente malati (…non ci è dato sapere di cosa era stata ricoverata, ma è chiaro che le serviva…). Ci vanno di mezzo anche diversi estranei , ma la risoluzione della vicenda riguarderà una più intima elaborazione del passato: il tornare per rivivere (o morire). Julie, fino a ieri estranea ai fattacci si lascia piuttosto guidare da un gusto istintivo e da un approccio anche scriteriato alle cose …D’altronde è pazza, no?
    Citando apertamente (anche) Hugo Pratt, i disegni si attengono ad una buona meticolosità ambientale e sebbene le linee sembrino fatte a mano libera , intricandosi in un groviglio di capannelli di persone, di macchie mediterranee o più semplicemente di signorili dimore metropolitane e strade trafficate. Con di mezzo il bimbo Peter risulta ancora più evidente il rimando estetico ad artisti come la nostra ElleKappa,nell’ampiezza vaporosa di modulazione delle linee; ma neppure gli adulti rappresentati sforano troppo da modelli fisionomici ricorrenti attinti dall’autore. Editato anche in “Manchette_Tardi / L’Integrale Vol. 1” della Ed. Cosmo(imho).

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  • henry angel
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    SATELLITE SAM _ Volume Due
    Saldapress. 128pp. Cartonato in b/n. 19,90€.
    Testi_ Matt Fraction / Disegni_ Howard Chaykin.
    Fumetto adatto ad un pubblico adulto. Volume che raccoglie i capitoli numerati da sei a dieci , ed in coda le cover a colori (molto “sugosi”, di Jesus Aburtov) inerenti ,e tre pagine di conversazioni “senza peli sulla lingua” dei due autori, che si informano reciprocamente su preferenze artistiche e…Sessuali, evidentemente in sintonia con le “sconcezze” elargite nella disincantata descrizione della vita editoriale di un’emittente televisiva americana dei primi anni ’50 ,e del suo show di punta : il telefilm di fantascienza (sbarellata) recitato in diretta “Satellite Sam”. Un assai indiscreto “dietro alle quinte” comunque avvelenato dall’ambigua dipartita dell’attore che è stato Sam. Gli è subentrato il figlio Michael , non una cima in fatto di recitazione ma in compenso incline a prendere tutti i brutti vizi del famoso babbo nella sua personale e tortuosa ricerca della verità sul suo vecchio, già indefesso pornomane e puttaniere. Nell’amministrazione del suo ego non sembrava difettare però una qual certa accortezza negli affari , che iniziano a tradursi nella forma di un’ampia cineteca in 16mm accumulata con la complicità della segretaria di edizione tuttofare Elizabeth Meyers ( e non passata del tutto inosservata dal Boss dell’emittente, Joseph Ginsberg, manager dalle vaste visioni strategiche, intento a coniugare contenuti ed innovazioni tecnologiche …), in cui sono registrate le live di “Satellite Sam”.E non solo quelle in senso stretto. Indizi sufficienti a lasciare il sospetto, al figlio, di una morte non per cause naturali di White sr. Intanto a LeMonde Network i suoi ex colleghi tirano innanzi la loro carriera, inciampando a loro volta nei loro problemi e segreti “inconfessabili” specie all’occhiuta e formalmente moraleggiante America del dopoguerra (ma vediamo anche dei rapidi flashback retrodatati che ci illustrano come alcuni dei personaggi si sono avvicinati al mondo della televisione…) e tanto più che “Satellite Sam” punta a raccogliere una audience di “innocenti” giovanissimi. Le rivelazioni sul caso White narrativamente procedono con una certa circospezione , con la sceneggiatura che dà ancora molto spazio “indiscreto” ai “bagordi” di una fauna umana che ci ha preceduto fino a tre generazioni fa’ ma che _a quanto riportato_ non si faceva certo mancare un’ampia e sportiva (…eufemismo) predilezione per Bacco, Tabacco e Venere :-p, correndo nell’accelerata competizione per il benessere materiale ed il riconoscimento divistico che perfino uno spesso imbarazzante telefilm pomeridiano poteva dare.
    I toni di grigio sparati dal tubo catodico sono anche l’essenza grafica delle tavole , di cui balza all’occhio la regia delle inquadrature e la sostenuta e dettagliata cura degli elementi accessori, sebbene il segno sia (lasciato) un po’ raw e tutto l’insieme delle vignetta appaia talvolta caotico e passibile di confondere esteticamente talune identità , in una stilosità ritrattistica già non del tutto votata al realismo ( postura e stilizzazione degli arti mi hanno ricordato ad esempio un Jean-Yves Delitte ) Continua (imho).

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  • henry angel
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    KEN PARKER_ A Proposito di gioielli e d’imbrogli
    Mondadori Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero / Disegni_ Carlo Ambrosini.
    Preceduta dalla fama di prodiga acquirente di oggetti preziosi , la duchessa Romanoff, dall’Europa, è data in rada ,su una lussuosa nave presso la zona portuale di Boston. I maggiori gioiellieri della città fanno a gara per esibire i pezzi più pregiati delle loro collezioni. Un appuntamento al Teatro lirico gli dà il modo di pubblicizzarli agli occhi della nobildonna, attesa in uno dei palchi riservati. Ingenuamente e separatamente i commercianti le cedono in visione i loro gioielli, che spariscono insieme alla presunta aristocratica… Furenti per lo smacco si riversano alla National ( Agenzia Investigativa) per scovare i truffatori. Ma Ken Parker _ come ultimo arrivato_ viene dirottato a guardaspalle di un tracotante ed arricchito bovaro , giunto dal Texas per diversificare i suoi affari e a spassarsela con una disinvolta signorina. Un’inaspettata piega degli eventi metterà KP comunque sulle tracce delle pietre preziose e su altri imbrogli…

    Quasi un remake/reboot dell’episodio “Storie d’armi e d’imbrogli”, strettamente collegato alla fase in cui Ken Parker si trova a vivere e lavorare a Boston City, in cui la storia viene sviluppata brillantemente in un “grisbì” piuttosto elaborato e sovrapposto di spunti e personaggi, tanto da far passare il furto iniziale quasi come accessorio di ulteriori raggiri. Il nostro neo Agente Investigativo ne verrà a capo, senza poter (rin)chiudere ogni “Elemento” nella faccenda, ma almeno prendendosi la soddisfazione di smascherare larga parte degli inghippi messi in gioco , per motivi pecuniari ed in parte per una sopravvenuta passione sentimentale , sempre capace di sparigliare la già ostica architettura dei piani rapinosi.
    Monumentale Ambrosini ai disegni , con tavole arieggiate da vaste e barocche ricostruzioni bostoniane d’epoca che filano nella solida resa prospettica e compositiva delle vignette. Qualche concessione al caricaturale e talune asciugature negli sfondi rimandano piuttosto alla sintesi di Ivo Milazzo, ma non fanno la regola di un albo effervescente sotto ogni punto di vista (imho).

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  • henry angel
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    DIABOLIK_ Colpo di fortuna
    Astorina s.r.l. 128pp., b/n. 2,80€.
    Testi_ R. Altariva / Disegni_ A. M. Ricci e M. Ricci.
    Inedito del 01/2017. Per pochi giorni in prestito al Museo Storico di Clerville, la scintillante collane detta del quadrifoglio sollecita le mire di Diabolik ; come nelle previsioni di Ginko, che si attiva con ogni mezzo ed espediente per garantire la sicurezza del gioiello. Ma DK e Eva si fanno trovare pronti a fronteggiare ogni contromossa dell’Ispettore di polizia, cercando le vie più propizie per realizzare l’ennesimo eclatante furto.
    Direi un numero pregno di elementi classici, quali l’eterna e competitiva sfida DK/ Ginko; una serie di “trucchi” che coprono dall’inseguimento degli sbirri alla sofisticazione dei mezzi informatici e di video-sorveglianza e l’impegno mimetico di impersonare esistenze altrui. Quest’ultimo aspetto assume un ruolo chiave nella storia con, se vogliamo, una “trovata” che funzionalmente suona straordinaria ( quindi un po’ pretestuosa _ammesso e non concesso che un fumetto come “Diabolik” debba sottostare alla pignoleria di un austero realismo_ ) e coinvolge un “Umarell” altrimenti assai poco incline alle “avventure” come “sale” della vita :-p.
    I disegnatori tengono il punto sull’estetica imposta dallo storico fumetto a loro assegnato e si allineano all’interpretazione “moderna” delle tavole , che richiede spesso tre vignette e una ricerca di punti di vista non troppo ripetitivi e convenzionali. Qua e là, forse , qualche postura esce un po’ insaccata e qualche soluzione grafica (vedi alcune capigliature …) ha dello stucchevole , ma bon (imho).

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  • henry angel
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    SAMUEL STERN 7 L’Agenzia
    Bugs Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro e Marco Savegnago / Disegni_ Paolo Antiga.
    Una e-mail giunta a Padre Duncan , di uno scrittore horror-fantasy di discreto successo, persuade immantinente il prete a trascinare (in uno scomodo viaggio in macchina…) Samuel nell’ameno borgo di Uddingston; non precisamente un luogo turistico e con una anomala fetta della popolazione _fauna compresa_ non in perfetta salute . In particolare la famiglia di una bimba , che pare avere le sinistre caratteristiche dell’indemoniata. Contemporaneamente in paese hanno preso alloggio una coppia di professionisti , in un ramo di pura copertura ed di cui il più anziano non smette di stuzzicare Samuel , come se non gli fosse in conosciuto . D’altronde pure il rapporto tra il prete ed il romanziere non è affatto estemporaneo ma affonda le radici in (…).
    Gli elementi della vicenda , esposti con studiata _ovviamente_ gradualità avvampano la trama e suscitano una certa curiosità; mentre l’apporto dello sceneggiatore aggiunto (Savegnago)allarga ulteriormente il perimetro dello “Stern Universo” a suggestioni che ballano tra “Men in Black” e la criptica riservatezza dell’Uomo che Fuma di “X-Files”. L’ulteriore puntualizzazione della demonologia come prodotto genuino (ovvero esclusivo) della carnalità umana credo abbia fatto sparare da ambienti di destra l’accusa di fumetto (italiano) addirittura “anti-cristiano” (sic!). La “missione” del duo (sacerdote scozzese/ libraio irlandese) ne esce “ridefinita” anche, inevitabilmente, sotto il profilo etico , punti in più al totalizzatore di una serie che ha un nucleo coerente ma cerca di non stancare nella ripetizione pedissequa di inviolati schemi narrativi.
    Lo stile dei disegni richiama alla mente Michele Coprera su “Erinni” , nel dare le chine su matite molto dettagliate che danno un effetto quasi “metallico” sui volti; mentre la piluccata superfetazione di minuterie accordate ad un’ambientazione bucolica e pre-industriale dà un tocco di austerità a-temporale immobile. Un’apparenza tradita dalle “stranezze” manifeste di Uddingston che riporta ad orrori “lovecraftiani “ ( e colgo anche una cit. da Grant Wood), spalmati in un taglio di vignette che richiedono un “range” di formato che va’ dalla pagina piena alle quattro fasce compresse in longitudine (imho).

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  • henry angel
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    DIABOLIK_ La Chiave del mistero
    Astorina s.r.l. 128pp., b/n. 2,80E.
    Testi_ R. Altariva / Disegni_ P. Zaniboni, G. Montorio e L. Merati.
    E’ un episodio in cui DK si palesa solo a pag.80 (!), in tempo per fornire uno spiegone di una storia (…a grandi linee intuibile dalle azioni precedentemente esposte…) che in un certo senso (;-) )ha “scritto” lui stesso; e per tenere a bada gli sgherri di un Boss , giocato per interposta persona nell’affanno di recuperare dati (files) alla resa dei conti molto…Virtuali. Alla base, al solito , il gusto della sfida di “sverginare” un sistema di sicurezza ritenuto inespugnabile. DK si esercita nell’omicidio “solo” di una persona a scopi (a lui) funzionali e per il resto bilancia legittima difesa ed esecuzione di brutti ceffi malavitosi. Lo doppia Ginko , che però (e naturalmente) si attiene al codice penale, e per dirla tutta fino all’ultimo non sospetta il coinvolgimento del suo “nemico” in un caso di (cronaca) nera che lambisce le vite di un informatico trovato morto ammazzato e della sua fiamma, una ragazza immagine ( leggi : escort ?) in un night gestito da un affarista dai variegati interessi criminali (…sebbene da dimostrare). Ed in questi casi “ l’ammmore” non vince se non è riscattato da una qualche sostanziosa contropartita. Tocca dunque far almeno sembrare di averla :-p .
    Fuori discussione la classe della statura stilistica del compianto Zaniboni si coglie un gradino a scendere dei due altri professionisti , più imballati nelle posture , sbrigativi negli sfondi ed un po’ andanti nei panneggi. Inedito al 12/2016 (imho).




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  • henry angel
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    SAMUEL STERN 5 La Fine della coscienza
    Bugs Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Massimiliano Filadoro e Gianmarco Fumasoli / Dissegni_ Luca Colandrea
    Alcune insolite defezioni tra gli “sbandati” ed i senzatetto assistiti , come volontaria domenicale , da Penelope convincono la garagista a chiedere aiuto all’amico Samuel Stern , per altro a disagio nel ramo prettamente investigativo ; ed ancor di più quando, incidentalmente, trova una pista da seguire che conduce ad un Hospital di Edimburgo,baricentro di un Convegno tenuto in città da professionisti di diverse discipline scientifiche (ma) inerente alle “Possessioni”. Avendo accompagnato una ragazza , già ospite della struttura in cui Penelope presta servizio gratuito , Samuel intuisce le deviate intenzioni di un medico ospedaliero ( …che pure lo conosce di fama…), e si ritrova suo malgrado a rimembrare i momenti strazianti del ricovero, anni prima, della moglie Madison alle prese con una clinicamente critica gravidanza…
    Alla lontana apparentabile con un film interpretato da Hugh Grant e Gene Hackman, il soggetto conforta una base concettuale non evanescente od estemporanea, dando lustro al progetto editoriale “Samuel Stern” ancorandolo ad una salda teoria intellettuale ; mentre sotto il profilo della schietta missione all’intrattenimento (come si evince anche dall’editoriale di presentazione dell’albo)gli autori tengono ad esplorare /diversificare la “combine” di situazioni da sviluppare nella routine di una serie a fumetti cadenzata mensilmente e per il vasto pubblico generalista delle edicole. Senza piaggerie il team della testata , compatibilmente con la proporzione del mercato dei tempi attuali , azzarderei che abbia trovato il suo “Dylan Dog” destinato a durare (?), o comunque a reggersi su appoggi ideativi forti e strutturati, capaci di interrogarsi su temi umanistici/sociali di rilievo. Non è poco.
    I disegni si assestano su una dignitosa bisettrice di necessaria ed a volte scaltra sintesi ( vedi l’uso delle silhouette ed in generale dei chiaroscuri : marcato ma non volgare sotterfugio…) rimanendo nel seminato degli standard della casa editrice; e il legittimo intento di dargli un piglio vivacemente e stilosamente professionale . Missione abbastanza compiuta (imho).

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  • henry angel
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    SAMUEL STERN 6 Valery
    Bugs Comics . 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Luca Blengino / Disegni_ Riccardo Randazzo.
    Episodio che, per la prima volta, non è partorito da una sceneggiatura firmata Filadoro/Fumasoli, ovvero gli inventori del personaggio e del concept “Samuel Stern”. Si dia atto che il Blengino scrive dialoghi sostenuti ma fluidi, aderisce ai canoni della serie ma li intreccia con _per così dire_ un portato psicanalitico che dà suspense all’effettivo carico e direzione del pericolo anche stavolta ricadente sulle turgide ma non anchilosate spalle della “strana coppia” del libraio di Edimburgo e del suo amico prete cattolico; scandendo la storia con un ri-bilanciamento degli avvenimenti che assicura (al lettore) fin dall’inizio una certa tensione e vigilanza. Cosicché , per quasi l’intero svolgere della trama si rimarrà nel dubbio che i personaggi offesi siano dei disagiati che tuttavia non vanno ad interrogare la formazione /escissione di una loro controparte demoniaca (!). Ma è da ciò l’innesco della vicenda : Stern e Duncan mondano ,da praticamente un Critter ‘s (sic!) interiore , la ventinovenne orfana Valery, una non tanto giovane donna dall’aspetto e dall’esistenza men che ordinari ; e dal carattere taciturno ed introverso. Elementi che non favoriscono , sebbene “liberata”, un cambiamento positivo nella sua vita, ed anzi la sconfortano nella conferma della sua opprimente solitudine. Con le ultime stille di ottimismo Valery si autosuggestiona di fantasie ed aspettative (…per esempio un interessamento sentimentale di Samuel nei suoi confronti…), che ben presto tracimano nell’ossessione malata e patologica , ed in un rancore vendicativo che si abbatte con un puntiglio sociopatico quasi incontrollabile su Terry Harley , uno studente quindicenne “assistito” ora da Samuel ( e Duncan) , ma apparentemente conducibile “solo” ad una spiccata a-socialità ostinata del ragazzo. Abbastanza comunque per scatenare la disperata “gelosia” di Valery, che (…).
    Randazzo bazzica graficamente la demonologia orientale, con qualche soluzione visiva di rilievo (vedi la composizione della vignetta deformata a “fish eye”) , sapendo per altro trasmettere una precisa comunicativa nelle espressione dei ritratti. Perde però, quando servirebbe, le coordinate del realistico ( Inguardabili Terry ed i coetanei , che sembrano tutti dei nani :-p ) e calca pesante talvolta con l’inchiostrazione (imho).

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  • henry angel
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    DIABOLIK_ Il Sangue dei traditori
    Astorina s.r.l. 128pp., b/n. 2,80€.
    Testi_ T. Faraci / Disegni_ E. Facciolo.
    Per quanto Diabolik sia scaltramente meticoloso e predittivo nel pianificare i suoi colpi, ha pure e soventemente a che fare con malfattori matricolati ,intenti a loro volta a fregarsi reciprocamente senza permettere ulteriori repliche ,ossia spicce ritorsioni. Mettendosi dunque nei panni di codesti malvissuti rischia di rimanere impelagato in situazioni losche e travisate , di cui non ha il controllo diretto ed è in pressante inferiorità numerica. Si salva cavando ogni utilità possibile dagli strumenti a sua disposizione e “lavorandosi” la psicologia dei delinquenti . Ma talvolta non basta ancora, e se non ha operativamente Eva al suo fianco può appoggiarsi per comuni interessi a qualche spontaneo alleato per l’occasione, non necessariamente a parte della sua vera e “leggendaria” identità. Ed è un po’ il sunto di questo episodio , in cui DK s’inserisce tra due bande di gangster intente a trafficare soldi e diamanti, non senza magheggi, facendo base in una soave località marittima. I professionisti del malaffare hanno lasciato indietro altri sanguinosi regolamenti di conti, che magari si ripresentano, in una veste “insospettabile” ma stoica, per difendersi e maturare una propria rivincita; e la sceneggiatura gli offre una certa dignità di approfondimento , in capo piuttosto alla convenzionalità della solita nidiata di avanzi di galera destinati ad “assaggiare” le armi bianche di Diabolik ed il più tradizionale fuoco di copertura di (…).
    Piacevolmente accurati e regolari in senso realistico i disegni, disinvolti sia nel sostenere l’espressività dei non pochi personaggi coinvolti nelle vignette anche contemporaneamente ( salvo magari qualche rara tavola che illustra solo situazioni di raccordo e disimpegno …), e sia quando prendono qualche iniziativa _come di norma in questo fumetto_ atta ad offendere . Inedito al 02/2006, e tenendo in considerazione (anche in vista di ristampe) l’attuale prezzo di copertina della testata (imho).

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  • henry angel
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    IL COMMISSARIO RICCIARDI_ Per mano mia
    SBE. 176pp. Cartonato in b/n e toni di rosso. 21,00€.
    Testi_ Claudio Falco / Disegni_ Daniele Bigliardo / Colori_ Giuseppe Boccia.
    A poche ore dal Natale del ’32, un funzionario del partito fascista, in forza alla milizia portuale e con un lodevole stato di servizio, viene barbaramente ucciso a casa sua , insieme alla moglie. Nel frattempo il pluripregiudicato in carcere anche per l’omicidio di Luca Maione (…figlio primogenito del Brigadiere Raffaele M.), tira le cuoia confessando che in quel caso si addossò il reato (non commesso) per coprire (…). Saputa la sconcertante rivelazione Maione padre si muove in proprio per “mettere le mani” sull’assassino del suo ragazzo; fuori dagli orari di servizio, in cui accompagna Ricciardi nei meandri mefitici di alcune delle zone più miserabili di Napoli, in cerca della verità sulla “esecuzione” efferata del miliziano (e consorte) , lordandone inevitabilmente la reputazione con magagne poco gradite ai suoi camerati, e “più in alto”. Nei rari ritagli di tempo che il Commissario nega al suo lavoro ed ai “fantasmi” che letteralmente lo circondano si vede quasi assediato dalle lusinghe sfacciatamente dirette di Livia Lucani e dalla strozzata passione( c’entra un ex voto contratto in un momento drammatico passato…) di una Enrica Colombo che par solo aspettare un ultimo “incentivo” per farsi avanti…
    Dalla matrice letteraria di Maurizio De Giovanni, che qui firma anche le note pseudo-biografiche dei personaggi salienti in coda al volume, ancora una storia appassionante, una ricognizione umanistica e progressista che si posa con garbo intenzionale e partecipe (…a prescindere dalle circostanze crude e luttuose che innescano il “Giallo”)alle disgraziate/sciagurate/sfortunate vite dei napoletani , sotto il Regime e forse ancora di più cinti da un’atavica miseria ( parentesi: rimesso in luce il fiero e pericoloso antifascismo anarcoide del buon Dr. Bruno Modo, Falco/De Giovanni non si attardano ad infierire indiscriminatamente sui Fasci, ovvero sui volontari convintamente aderenti…), ecapaci di sentimenti ed azioni forti , solidali o meschine , atte ad incendiare il dramma e “portare a spasso il lettore”, come conviene il,genere poliziesco, tra “soliti” sospetti , svianti ma verosimili. Ed anche quando il reo è certificato a priori ( vedi la sottotrama che coinvolge un “commuovente” Maione) ,l’invito rivolto alla “Giustizia” è di tenere conto di un percorso di ravvedimento iniziato appunto in un sostrato disperante e miserabile. Poi , è chiaro, la Legge è pur somministrarta dagli uomini , che devono avere una coscienza formata …
    Si muove pure qualcosa in campo sentimentale nella vita di L.A. Ricciardi , una linfa che alimenta la solitamente schiva austerità del Commissario e “minaccia” di fargli abbassare la guardia ad una solitudine autoimposta e certo pesante (“specialmente” a Napoli?).
    Illustratore oramai principe degli adattamenti a fumetti de “Il Commissario Ricciardi” ,Bigliardo sfrutta la dignità del formato delle tavole da tomo per libreria, accarezzato da una parca stesura di toni di rosso, per produrre vignette montate con inventiva varietà di gabbia e di forte pregnanza grafica , anche nelle materiche ombreggiature e nella minuziosa resa ambientale e degli sfondi , sfruttando la collocazione natalizia per lavorare sui panneggi ,facendo risaltare sia l’opulenza borghese sia l’indigenza popolana (i poveri pescatori, gli scugnizzi di strada…) , a riempimento di ritratti assai incisivi , che non temono di caricare sulle eventuali rughe di espressione o su dettagli del corpo realisticamente antiestetici. Libro appetibile (imho).




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  • henry angel
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    JULIA n.ro 268 Gelida rabbia
    SBE. 132pp., b/n. 4,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza/ Disegni_ Daniele Statella e Beniamino Delvecchio.
    Quindici giorni filati di ferie per Julia (e il moroso Ettore) , su a sciare a Lake Placid . Ri-prendendo confidenza con le piste e coi baci del suo amato , è ospite di un accogliente albergo , frequentato, pur in bassa stagione, da varia umanità , che sollecita la “naturale” curiosità della criminologa. E con alcuni clienti è facile accendere un rapporto di simpatia ; con altri il rapporto è neutro , ed infine con un altro nucleo di persone (strafottenti?) non scatta affatto un clima d’intesa. Tra questi ultimi, e proprio mentre il tempo si guasta tagliando le vie di comunicazione e costringendo tutti a stare al coperto in hotel , un abbastanza noto imprenditore , vittima di un fuoripista improvvido che potrebbe non avere del tutto il carattere della imponderabile tragedia.
    Una prima parte open air , sport e limonate (verbo ;-) ) ed una seconda , con esplicita citazione , da “giallo da camera” (camere …) , con gli astanti compressi loro malgrado in un ambiente comune, col serpeggiante sospetto che tra loro c’è chi potrebbe aver agevolato/commesso un ferale misfatto. Qualificandosi, Julia ed Ettore ricevono un mandato informale a fare indagini sui molti sospettabili. Con l’ausilio della tecnologia resistente al maltempo (ossia procurandosi informazioni che al lettore vengono snocciolate con sapiente moderazione, nel contesto di un incontro collettivo chiarificatore), Julia intuirà la verità di ciò che è successo, addebitandolo ai rei più impensabili (?). Così poi tutto torna , con discreto divertimento. D’altro canto gli sceneggiatori non temono di affrontare e descrivere comportamenti “spregiudicati” anche nella loro esplicitazione, dentro tuttavia una storia che sembra non riflettere affatto le restrizioni pandemiche attanaglianti il globo da oramai un intero anno ( “Julia” è scritto virtualmente in forma di diario che dà conto del “passato”, ma è pure un fumetto di norma assai vigile a recepire l’attualità…). Certosino il lavoro dei disegnatori nel dare una foto-realistica cognizione degli ambienti, delle attrezzature, degli arredi e del vestiario di alta montagna; in una vicenda che per altro fa’ interagire contemporaneamente svariati protagonisti , da contraddistinguere per aspetto, funzione e personalità. A voler essere incontentabili affiora talvolta una sensazione “metrosexual” di “perfezione” che raggela (in) più della sensazione della severità delle basse temperature che accompagnano le copiose nevicate :-p (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
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    DIABOLIK_ La Mano del morto
    Astorina s.r.l . 128pp., b/n. 2,80€.
    Testi_T. Faraci / Disegni_ R. Nunziati e J. Brandi.
    Inedito del 10/2016. Senza difficoltà ,Eva prende il posto di una domestica in servizio nella villa agreste di un collezionista di gioielli, in procinto di spostare i preziosi al seguito di una grave malattia che lo sta costringendo a farsi curare stabilmente lontano da casa… Spiato l’originale sistema di apertura della cassaforte ,lei e DK pregustano il colpo, ma la situazione si accende del primo di sorprendenti imprevisti…

    Niente Ginko e niente “Swiisss” (ossia coltellate diabolike : si va’ di narcotico in comodo spray ed al massimo di minacce verbali , con giusto una punta di macabro…) , per un albo che però onora la sua matrice di giallo (-a-fumetti) con una storia ritmata di colpi di scena, inghippi e deviazione forzosa di piani prestabiliti. Perciò non ci si annoia , andando a riannodare fili della vicenda in cui molti possono giocare contemporaneamente su tavoli diversi e con logiche bipartite. Quasi spiazzato dall’intraprendenza di una realtà di provincia, Diabolik saprà comunque incanalare la tortuosa vicenda verso i suoi canonici obiettivi (criminali), e tanto basta ;-) . Come da prassi ogni snodo cruciale è coperto da puntuale spiegazione , nella forma dei fitti dialoghi tra Eva Kant ed il suo Partner , che puntualizzano tra loro il da farsi o lanciano ponderate supposizioni sugli sviluppi della vicenda venuti a crearsi, anche dopo il loro ufficioso intervento.
    Non sento di dover muove particolari critiche ai disegni , elegantemente puliti e specifici nell’intonazione delle espressioni facciali ; con ricerca di dinamismo nelle tavole che richiedono l’espletamento dei famosi “trucchi” del ladro in calzamaglia e Jaguar (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
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    BAKUMAN 4 Telefono e vigilia
    Panini Comics / Planet Manga. 200pp., b/n . 4,50€.
    Testi_ Tsugumi Ohba /Disegni_ Takeshi Obata.
    Impuntati a soppesare la reciproca valenza della loro determinazione nel divenire autori di fumetti , Mashiro e Takagi si separano artisticamente, raffreddando il loro rapporto anche sul piano personale. Ma la sempre (pro)positiva Myoshi (…girlfriend di Takagi…) ,e soprattutto la mediazione del loro primo editor Hattori ricuciono lo strappo e rinfrancano la giovane coppia di mangaka in vista delle ultime e più importanti prove preliminari per accedere al sogno di farsi approvare una serie regolare a fumetti per la pubblicazione, da realizzare nei tempi stretti _quasi infernali !_ e congiunti della loro carriera scolastica liceale. Ardente ma più defilata Azuki ( la ragazza “platonica” di Mashiro…)che percorre invece l’aspirazione di diventare una doppiatrice di anime di primissimo piano, tuttavia impastoiata in una gavetta che sembra prospettarle più di un compromesso…
    Giacché tratta di perlopiù giovanotti inchiodati al computer/tavolo da disegno e con un ininterrotto flusso di informazioni verbali ed estenuanti congetture (leggi seghe…) mentali…La serie, quasi strutturata come un “talent show” in cui rivaleggiano ad eliminazione _o quasi_ diversi invasati concorrenti, alla frusta in molteplici step (…così illustrati nozionisticamente anche al lettore…) spalmati in un lasso di tempo assai dilatato , necessari per acquisire la credibilità e le capacità necessarie per gestire un impegno pienamente professionale, e che d’altronde l’arrivarci non è che un traguardo parziale, irto di nuove prevedibili complicazioni ,abbisogna di caricare graficamente le pose espressive e dilatare il tempo intercorrente. Il titolo dice già molto dello stress , come momento di svolta, a cui sono sottoposti Takagi e Mashiro , nella sospensione temporale attendista di un numero che quindi si prende dei “nevrotici” stalli narrativi per culminare poi nel “verdetto” risolutivo . Gli sfondi super dettagliati restituiscono bene l’affaccendata atmosfera degli Studi creativi e delle Redazioni editoriali, ma tuttavia il groviglio regolato delle bordature spesso s’interrompe a non interferire con la figura umana (per quanto, come detto, deformata e/o stilizzata per esacerbare il suo portato emozionale); quando direttamente non tagliano corto lasciando neutri i secondi piani. Chiaro che ad ogni occasione possibile il disegnatore si sgancia da appiattenti inquadrature frontali per giocarsela di tagli prospettici più accattivanti (imho).

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