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  • henry angel
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    BORN TO BE ON AIR ! 1
    Star Comics. 195pp., b/n . 5,90€.
    Testi e Disegni_ Hiroaki Samura.
    Brilla, ed avvilita da una fresca delusione sentimentale , Minari Koda _ cameriera tuttofare in un ristorante specializzato in tipi di pane e preparati al curry_, rovescia le sue pene su uno sconosciuto compagno di bevute alcoliche al bar . Il tizio ( Kanetsugu Mato)è però un programmista radiofonico in una emittente di medio livello, ma localmente forte, e _ rimasto colpito dall’incisiva e fluente parlantina della tipa, la registra; e manda in onda le scombinate ma ruspanti esternazioni a ruota libera di Minari (!). La ragazza sulle prime ne rimane sconcertata , ma la sopravvenuta precarietà del suo lavoro e le lusinghe della costante approvazione di Mato, corroborate dalla gentilezza incoraggiante di molti ascoltatori ,la fanno ricredere sulla possibilità di essere una speaker radiofonica con dignità professionale, sponsor permettento. In bilico dunque tra due occupazioni che potrebbero concretizzarsi (ma anche no !) lei cerca di arrabattarsi , dando (per ora) il due di picchi agli uomini ( il suo unico collega al ristorante, un vicino di casa premuroso, un tecnico audio alla stazione radio, se non Mato stesso?) agli uomini che paiono riservarle particolare attenzione. Le cose evolvono fino ad incalzarla a prendere improrogabili e definitive decisioni.
    Manga con sovra-copertina; si legge da sx a dx. Le paturnie femminili ( e femministe?) della protagonista ed un certo caratterino frizzante e spigoloso/narcisista _ per quanto non avulso dalle sussiegose maniere della società in cui vive ( tentando di non “declassare” nell’ulteriore “periferia dell’Impero”, dove la aspetterebbero i suoi quieti genitori…), almeno formalmente (…poi ci sono i balloon di pensiero che ci ragguagliano sui reali convincimenti dei personaggi_ sembrano un guanto di sfida gettato al lettore ad affezionarsi comunque a Lei ed alle sue vicissitudini. Qualche breve passaggio della narrazione appare nebuloso , in parte forse per eccesso di autoreferenzialità di alcuni personaggi, allineati nel corso di otto capitoli, dove comunque partono almeno tre sottotrame complementari che hanno in potenza risvolti intriganti, perfino sinistri. Azzeccato il character design , affilato nel cercare una idea di bellezza non “pucciosa” e “smielata”. Gli interni , alla giapponese, sono angusti e intasati di carabattole ( in alcune circostanze evidente “l’aiutino” di foto dal vero elaborate in digitale nella vignetta), con soddisfatta esibizione _cosa , molto, “da maschi”_ delle attrezzature elettroniche . Il mangaka è molto disinvolto ed espressivo nell’affrontare le anatomie da ogni punto di vista; assumendone di arditi per, del resto, vivacizzare pose naturalmente statiche, come lo stare seduti e parlare nel microfono ;-) .La stesura, immagino elettronica, di grigi e retinature si accompagna sensibilmente ad una discreta consistenza dei chiaroscuri per dare nerbo e profondità alle vignette , molto leggibili allo sguardo sebbene riluttanti a seguire schemi fissi nelle tavole (imho).

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  • henry angel
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    NAPOLEONE Making of Paolo Bacilieri
    Hazard Edizioni. 110pp., b/n. 10,00€.
    Brossurato con alette in f.to bonellide. Di base si compone di un’informale intervista , data alle stampe nel 2003, in cui l’artista Paolo Bacilieri si rivela professionalmente ( e di rimando sul piano anche personale, su determinati aspetti correlati…) , nel momento in cui si accinge al debutto come Autore completo sulla testata “Napoleone”, ironicamente pungolato dal (suo) editor/redattore Franco Busatta, anche attualmente in forza alla Sergio Bonelli Editore. Le pagine sono farcite di numerosissime illustrazioni , come logico riguardanti tavole a fumetti, vignette, studi di personaggi e schizzi veloci ma pure di foto (attori, copertine di dvd, particolari architettonici e paesaggistici…) documentative , incamerate nel bagaglio culturale di P.Ba e rimandate, senza reticenza nel denunziarle come fonti ispirative, nella stesura dei comics. La conversazione si allarga, fatalmente, anche alle produzioni antecedenti dell’Autore, chiamato a dare conto dei suoi gusti , dentro un immaginario popolare condiviso ; fino a salire nelle citazione delle “infatuazioni” intellettuali ad un livello più specialistico ed accademico . Bacilieri, mi sembra, tiene il punto , ossia difende le sue scelte ponderate con l’accortezza di non voler sembrare supponente e “snob”, consapevole di muoversi in un media ed un Editore che vuole essere popolare , sebbene “Napoleone” sia piuttosto permeabile di suggestioni culturali più ampie e meno stereotipe dei capisaldi più “classici” del meritorio catalogo SBE. Peccato non fornisca per esteso, ma solo con accenni sparsi, una disamina del suo modo di disegnare ( a partire dagli strumenti adoperati in dettaglio…), fermo restando che il volume è molto datato in questo senso ( e d’altronde reperibile negli store online ad un prezzo outlet molto scontato ;-) ) , ossia non vi si dovrebbe (né potrebbe, per lo stesso motivo)ricercare un aggiornamento sullo stile di Bacilieri quanto una ricognizione sulla gran mole di elementi accessori che formano la realizzazione di un albo a fumetti, entro il margine di manovra che in via fiduciaria si accorda a chi non ha “partorito” il personaggio ma pure si accinge a darne una “propria” interpretazione. Carina quindi la cover, tipo un set posato (…che a sua volta rimanda alla cover del quarto episodio : “Storia di Allegra”), con Bacilieri, Busatta (in t-shirt dei “Simpson”) e il creatore di “Napoleone” Carlo Ambrosini con berretto e pizzetto intenti a mettere a punto l’inquadratura/vignetta. In coda note bio , ed un fumetto di otto pagine più frontespizio . Genere western –comedy (bromance? Gay friendly?). Sfizioso (imho).

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  • henry angel
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    1975 UN DELITTO EMILIANO
    Odoya. 120pp., b/n. 15,00€.
    Testi_ Alberto Guarnieri / Disegni_ Emilio Laguardia.
    Graphic novel del 2011. I lodevoli sforzi in prosa di Lucio Dalla (prefazione) e Luca Telese (postfazione) di dare una coloritura calda , strutturata e variegata dei fermenti politico-culturali che animarono la prima metà degli anni settanta , ed anche da varie altre parti d’Italia convergenti sulla “scena” di Bologna e dintorni, svaporano in questo sunteggio a fumetti, molto gridato , ultimativo ed infine manicheo su quegli ambienti fumantini e sedicenti impegnati e consuma(n)ti tra giovani della sinistra e destra radicale ,che si guardavano in cagnesco ( …prima di passare anche a vie di fatto…) , ma si sostanziavano nell’unanime constatazione che i partiti “tradizionali “(PCI in primis , ma sotto altri aspetti pure il MSI) fossero parte “del sistema” ossia dei problemi del Paese, in aperta collusione compromissoria col potere democristiano , inamovibilmente al Governo. In un simile contesto ( e del resto ispirato alla “vera”parabola esistenziale , tragicamente interrotta , di Alceste Campanile) ,ecco la storia del ragazzo Adelchi , uscito dal liceo con aspirazione da cantante (studierà al Dams…) ed una convinta adesione all’ala più oltranzista e destrorsa del Fronte della Gioventù ,si avvicina alle posizioni di “Lotta Continua” , complice l’infatuazione per una coetanea ( che poi tradirà per una Milf “extraparlamentare” ,sebbene sposata con un Onorevole comunista!) e l’attrazione per le generose iniziative culturali ( pure talvolta velleitarie e al dunque poco seguite dal pubblico meno orientato) organizzate dai suoi militanti. Ma saranno gli impicci (soldi e donne appunto) delle odiate convenzioni piccolo-borghesi a perderlo , nel “l’impazzimento” (cit.) di chi decretò l’urgenza improrogabile di una “Rivoluzione”che sarà per diversi di loro solo un auto-sabotaggio infausto , non lenito dalla Cultura Alta che pure un po’ tutti si compiacevano di osservare.
    Col ditino alzato come nelle vignette di Elle Kappa ma senza far sorridere i personaggi sono (così) pomposi anche graficamente , magari ristretti in close up alla Crepax ed con una flessuosità essenziale ma marcata di un Andrea Pazienza, documentata su vestiario,cinema, musica e mode dell’estate del ‘75. Un volume che dirà qualcosa specialmente a chi è digiuno del periodo storico preso in esame (imho).

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  • henry angel
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    SAMUEL STERN 12. La Casa delle farfalle
    Bugs Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro e Marco Savegnago / Disegni_Salvo Coniglione,
    Il passato, tetro e doloroso (…è dato supporre…) , di Samuel Stern, viene periodicamente rivangato nella serie _ed anche qui_ con accenni sibillini fondamentalmente imperniati sull’esistenza di Lily, una bambina, sua figlia (!) che lui ritiene di “proteggere” non svelandosi come padre , ed “accontentandosi “ di seguirla da lontano , presso l’orfanotrofio a cui è affidata e che, del resto, nell’ala maschile aveva ospitato lui stesso, in turbolenti anni giovanili. Esperienza che Samuel sembra aver rimosso al punto di non rammentare (di) un’anziana suora dai modi spicci ma confidenziali incrociata in corridoio , lesta ad investirlo di una rogna frutto del suo carattere tignoso e di una veneranda età con cui ha annotato fatti e collegamenti inquietanti . Ossia storie d’infanti , magari strappati a giovani madri single e sbandate, divenuti irrintracciabili, volatilizzati (!), probabili vittime di trafficanti oltremodo abietti. Un atroce malcostume snocciolato nelle pieghe dei decenni passati ma ciclicamente riapparso alle (per altro scarne) cronache. Fonti documentali da cui Samuel attinge,facendosi carico del mistero , che (gli)pare convergere su un altro istituto per l’infanzia abbandonata, apparentemente inappuntabile…
    Governato da dialoghi fluidi e spigliati , atti ad imprimere la ritmata progressione della trama, un episodio non a caso (sembra…)in capo al genetliaco editoriale della testata, i primi dodici numeri, che funge, insieme a chiari rimandi di un cinema horror piuttosto mainstream ( vedi titoli quali : Gothika, Saint Ange, Session 9, Dark Water…), ad una sorta di “trailer” di luoghi comuni della serie e tipologie di storie che il profano andrebbe a sperimentare ed il lettore affezionato a vedere in replica. Fa’ il suo il disegnatore , che piazza qualche perfino notevole suggestione visiva nel trattamento delle ombreggiature e nel trasmettere un clima di malata decadenza ambientale ( vedi la casa in disarmo del titolo ). Il debito con i film aumenta in citazioni scenografiche (simil Pupi Avati ;-)) e nel fornire modelli di alcuni personaggi ( vedi lo sbirro…Colin Farrell, o l’orfano scomparso…Gary Coleman…). Il segno è abbastanza pulito , sebbene non rinunci ad accumulare tratteggi insistiti ( la barba di Samuel; l’aspetto ben poco femminile della vecchia religiosa…)e al netto di alcune pose di profilo frontale secco che tolgono problemi prospettici ma inchiodano (quelle vignette sparse…) ad una ingessata rigidità. Diverse invece le deroghe alla classica , e pur presente, gabbia bonelliana. Happy birthday e avanti(imho) !

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  • henry angel
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    SAMUEL STERN 11. L’Abisso
    Bugs Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro e Marco Savegnago / Disegni_ Lisa Salsi .
    C’è chi, vede cose, nell’oscura selva di Blackburn , e se ne torna stravolto , recitando foschi ed apocalittici presagi. Roba da matti, ed infatti li prende in cura lo psichiatra del locale Ospedale, uno scientista ateo convinto ma flessibile nell’adoperare gli strumenti ed i metodi conoscitivi. E dunque, per sollecitare risultati in favore dei suoi pazienti si risolve a chiedere i servigi di Padre Duncan col suo “armamentario” da esorcista. Samuel Stern , in allegato , è un “gadget” utile e gradito . Dopo faticosa trasferta si unisce dunque un eterogeneo triangolo di volenterosi che ne vedrà delle belle (ossia delle bruttissime…). La disegnatrice, per altro assoluta esordiente si rivela duttile e versatile nell’accaparrarsi le fonti ispirative di uno stile che ha una ragione propria in un’inchiostrazione pregnante , agglomerante e fortemente contrastata ma viepiù limpida nello scandire i dettagli ed ordinata nel dare seguito alla espressività delle anatomie . La tipa insomma dà a vedere di saper padroneggiare ( ed omaggiare) lo splatter ma penso che potrebbe dire la sua anche nel segmento Youg Adult ( vedi qui le immancabili giovani figliuole “indemoniate”) e perfino in una declinazione grottesco-umoristica. Magari, in questo episodio, è la storia che rasenta il tedio. Chiamati a far mente locale sull’architettura dello “Stern Universe” dentro regole d’ingaggio e d’attuazione del racconto versate al cliché, i lettori (od almeno il sottoscritto , da come mi ha preso…)devono sorbirsi tre distinte tesi che non collidono nella rampogna squalificante stante l’agreement sostanziale in uso . E dunque ci tocca un torpedone di (s)proloqui, in cui tutti e tre mantengono il punto e cedono (su) qualche impuntatura dogmatica o quasi. Si rischia di perdere il filo e la voglia di rimettersi a cercarlo :-p (imho).


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  • henry angel
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    UN BRUTTO WEEKEND
    Panini Comics. 80pp. Cartonato a colori. 13,00€.
    Testi_ Ed Brubaker / Disegni_ Sean Phillips / Colori_ Jacob Phillips.
    Un tentativo scoperto di bissare il successo di “I Miei eroi sono sempre stati tossici” ( Eisner Prize 2019), cavando un graphic novel dal rimaneggiamento (blando, pare) di due episodi della celebrata serie (…dei due stessi autori…) “Criminal”, da cui mutua alcuni personaggi , corroborando ulteriormente la loro mitopoietica e rendendo credibile lo sviluppo di atti non prettamente improntati alla legalità (eufemismo).
    Avendo apprezzato il titolato precedente , si possono registrare talune affinità nell’intelaiatura narrativa dei due fumetti; che prevedono sostanzialmente una fase di approccio dei due principali protagonisti, una liberatoria azione trasgressiva condotta in comune ed infine un colpo di scena beffardo che qui, per non sembrare troppo “telefonato”, viene dato ad intendere con un margine di ambiguità con cui _volendo_ il lettore può “scagionare” il personaggio cardine della storia. Immediata , credo, l’empatia promanata dal soggetto , ambientato a fine anni novanta durante una Convention di fumetti(sti). Vi invitano, per elargirgli un premio onorario, anche un vecchio professionista del settore, un vizioso scorbutico caratterialmente ingestibile che ha bisogno _per altro su sua stessa segnalazione_ del suo ex assistente per frenare i suoi eccessi (…alcolici, specialmente). L’allievo a bottega ( uno, per altro, tra i tanti strapazzati dal “Boss”) ha perfino, nel frattempo, cambiato lavoro ma finisce per accettare l’incarico per saperne di più sul vecchio indisponente che, tra debiti e matrimoni onerosamente falliti ha ancora diversi conti in sospeso ; e ne verrà di nuovo invischiato in modo travolgente.
    Serviti da una colorazione densa ma permeabile al gioco delle sfumature, i disegni si attestano sulla ricerca analogica di fornire incisivi coni d’ombra a mezzo di pennellate grasse , accentuanti rugosità della pelle e intenzioni maramalde dell’animo. Grazie al soggetto non è esentata una dettagliata ricognizione tra studi di disegno ed immaginari cosplayer ‘s che omaggiano il fumetto “farlocco” concepito nello scrivere il comic “vero”; di una coppia che ha fatto nuovamente roba buona , un filino magari troppo ammiccante (imho).

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  • henry angel
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    SMARTCOMIX Speciale Anteprima #Zero
    Shockdom. 48pp., b/n. 2,00€.
    Testi e Disegni_ Luigi Siniscalchi.
    Si tratta di un giornalino in formato 8x13 cm (!), recante un fumetto horror dal titolo “Nella Tana del Lupo” e alcune preview di altri comics dell’editore . Ogni tavola (x30) è composta da un’unica vignetta dal taglio panoramico e direttamente ottimizzato per una lettura su dispositivo digitale.Ci mancava solo questa, che per altro è del 2015. Dunque una cosa veloce veloce da leccarsi le …Orecchie pelose : c’è un tizio che, mentre sta vedendo alla tele un film di licantropi, riceve in tarda notte la visita di un trafelato e sconvolto amico che lo implora di nasconderlo , essendo il tapino in pericolo dopo una indicibile disavventura avuta accompagnando la morosa al Pub. Il padrone di casa si mostra comprensivo, ma i guai del malcapitato non sono finiti…
    Storiella giocata sulla sperata tensione generata dal senso di urgenza di scampare un pericolo, reggendo il tempo che ad un lettore un minimo scafato sovverrà la previsione del _dato il soggetto_ regolare finale. Sic!. A parte tra i collezionisti incalliti può trovare spazio, in cartaceo, una simile operazione editoriale? Coinvolto dunque il buon Siniscalchi , classe ’71 e professionista da più di trent’anni, approdato ad uno stile affine a Luigi Piccatto ed alla Factory di “Darwin” (SBE), molto linee dritte ed arzigogoli (…troppi) buttate giù di immediatezza istintuale. Meh (imho).

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  • henry angel
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    AMERICAN WIDOW
    Rizzoli-Lizard. 216pp. b/n e toni di verde. 18,90€.
    Testi_Alissa Torres / Disegni_ Sungyoon Choi.
    Maritata Torres (Edoardo detto “Eddie”), un giovane uomo colombiano che si è (era…) fatto il mazzo tanto a New York per mandare soldi ai suoi in Sudamerica e crescere professionalmente ( da magazziniere/ tassista/cameriere fino a promotore finanziario su aree di lingua spagnola), Alissa Rosenberg, incinta di sette mesi, perde il suo compagno nel crollo delle Torri Gemelle dove, per un “crudele” destino , era al secondo giorno di lavoro , l’11 Settembre 2001; e qui racconta la loro storia, nella forma confidenziale di un dialogo (e flashback)con il consorte deceduto . Anche il modo con cui Eddie ha “””scelto””” di morire arricchisce di ulteriori significati non solo metaforici il titolo della GN. Alissa dice ai minimi termini di sé ante 11/9, concedendo invece diverse note biografiche al suo uomo ,abbracciando ciò che fece e fu fin da ragazzino ; dando poi conto della loro storia d’amore, presentata come un colpo di fulmine presto tramutato in convivenza dentro un modesto monolocale; un matrimonio civile e la sopravvenuta gravidanza , con progetti (casa…) più in grande. La “pseudo suspense” di sapere i motivi del loro stizzito litigio all’alba del giorno funesto è il suo MacGuffin (cit.) per entrare nella cronaca del post tragedia , che le ha _naturalmente_ stravolto la vita sul piano personale ( il libro non si addentra in questioni geo-politiche direttamente concernenti la risposta degli USA all’attacco…), con botta depressiva sopravvenuta dopo il parto. Dal disperato tentativo _prodighi e collaborativi i suoi più stretti conoscenti_ razionalizzato di intercettare notizie confortanti su Eddie o perlomeno di rintracciarlo tra i feriti in ordine crescente di gravità, convulsamente sparsi nei nosocomi di NYC ; all’elaborazione del lutto ed al conseguente, ed inevitabile, assillo di assolvere economicamente al mantenimento suo e del figlio (maschio , Joshua Torres) Alissa si scontra ( e qui riporta con dovizia di frecciatine amaramente ironiche…) col sentimento “peloso” di chi si è , più o meno “doverosamente” fatto carico del sostegno e dell’indirizzo gestionale della “nuova categoria” dei congiunti-delle-vittime-dell’11/9 (9/11 nella dicitura all’americana), magari e piuttosto per mettersi…Loro al centro dell’attenzione, finanche infastiditi dalle ferme istanze che venivano dai loro “assistiti”. In aggiunta Alissa osserva quanto possa essere (stata) farraginosa e malfidente (ebbene sì…) l’evasione burocratica delle pratiche che dovrebbero farle avere i sostegni concreti di cui ha immediato e crescente bisogno. Sarà una dura lotta , contro un mostro dalle molte teste, anche orientate (Congressualmente…) a mediare risarcimenti in cambio della rinuncia delle parti offese a rivalse di tipo legale ( ad esempio blindando le compagnie aeree da future cause civili intentate dagli eredi delle vittime…), non sempre in piena sintonia con le tante altre persone che hanno perso qualcuno come lei. Un (farsi del )sangue amaro stemperati dai ricordi del suo Lui, limitati temporalmente ma teneri ed intensi. Nel , per così dire , “sotto-finale del volume” un collage di foto e documenti ( pure la tessera dei un videonoleggio ;-) )di Edoardo; ed infine lei che accompagna Joshua nei primi rudimenti del nuoto (una delle passioni dei coniugi Torres…). Una sana e splendida “normalità” non adulterata da terze parti (mediatiche) che avrebbero fatto di lei e del bambino dei Vip’s ( il termine è nei testi, a pag. 88, :-p)ad uso della commozione altrui. Verde tenue acqua marino è pure la tinta scelta (una cosa a là Darwyn Cooke) a rinforzo di un apparato grafico orientato ad una certa austerità penitenziale nella compostezza quasi algida e scarnificata ( a dispetto o per pudore delle descrizioni testuali)di uno stile per altro assimilabile ad altri titoli di catalogo dell’editore ( si pensi gioco-forza alla collana “Graphic Journalism”). In Alissa trovo, esteticamente, qualcosa del beneamato Terry Moore agli inizi ( molto , agli inizi!). Un libro che si lascia leggere e che suscita una certa indulgenza, nel senso che si tratta di un punto di vista personale legato ad una devastante esperienza , una della quali per cui si dice che “non ti danno il libretto d’istruzioni” (imho).

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  • Sensei
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    Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
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    IL RINVIO (Edizione Integrale)
    Alessandro Editore . 124pp. Cartonato a colori. 24,99€.
    Testi, Disegni e Colori_ Jean-Pierre Gibrat.
    Come un fantasma, infestatore di case e furtiva apparizione notturna, il giovane Julien vive (nascosto) nell’appartamento vuoto del suo ex maestro elementare , agli arresti da “politico” nel 1943, nel mezzo di una Seconda Guerra Mondiale di cui si vorrebbe indovinare la fine, e che si riverbera un po’ attenuata sul borgo rurale. Da quando è saltato da un treno che lo stava forzosamente portando a lavorare per i tedeschi occupanti la Francia, ma è pure(dato per) “morto”, poiché i suoi documenti sono stati trovati sul corpo straziato di un altro ragazzo (…che glieli aveva fregati…)e questo gli fornisce una “copertura” abbastanza tranquilla. I suoi giorni _in mancanza d’altro ed in capo ad un anno_, con l’ancora di salvezza di una zia insegnante che lo rifocilla ,si protraggono nell’osservazione , di sguincio , della vita di paese e dei suoi abitanti , divisi dai diversi orientamenti ideologici (magari all’interno della stessa famiglia…), oppure trincerati nell’agnosticismo del tirare a campare. Ed anche Julien è in fondo un osservatore non belligerante. Ma la gelosia nei confronti della sua “ex” ragazza Cecilie e il faticoso mutamento dello scenario bellico gli “impongono” di attivarsi ed esporsi di più. Fino a…

    Le ultime tavole ci svelano appieno il senso del titolo ( spoilerato nel successivo “Il Volo del corvo”, di cui è protagonista la sorella di Cecilie; e si può notare che le due si sono innamorate dello stesso tipo di uomo ;- ) ) , ma sono anche tutti i fatti e fatterelli che si svolgono nel piccolo centro, coinvolgendo l’intera “commedia umana” di chi vi abita : di chi scalpita per andarsene e di chi invece riguadagna fortunatamente casa propria. Prestando occhi e braccia al ciclo tradizionale e comunitario del lavoro nei campi , perlopiù; senza sottrarsi ad una inevitabile attenzione per la tragedia globale in atto, captata alla radio ma pure sentita fisicamente con atti di violenza che spaccano parentele ed amicizie , ora consacrate al culto sovranazionale delle fazioni in conflitto. Julien, preso un attaccapanni come compare virtuale ( battezzato del resto Maginot), un po’ se le canta e se le suona; poi comincia a sentire il disagio della sua solitudine imboscata , da cui uscirà con la molla decisiva e personale dell’avvilimento : la “sua” Cecilie sembra accettare l’affettuosa compagnia di un uomo ; che il “voyeur” di vite altrui Julien, naturalmente, prende in antipatia. Dovrà ricredersi, dopo averci lasciato un palpitante mix di sentimento verace, anche ironico, ed una scelta d’onore nell’aggregarsi ad una Resistenza che, nell’estate del ’44 si avvia a prendere un carattere preponderante( e finanche vendicativo ) nei confronti dell’invasore nazista e dei suoi facilitatori territoriali.
    Maestro del colore e del paesaggio Gibrat ruba assolutamente l’occhio con i suoi totali bagnati e circonfusi di luce ,ovvero di una paletta cromatica acconcia alle ore delle giornate/stagioni. Altrettanto ficcante la punteggiatura visiva con cui fissa grammaticalmente il montaggio delle vignette, dando corso a tagli verticali di formato anche abbastanza spinti e ricorrenti, in cui trovano posto didascalie e dialoghi fluenti e, nel parlato corrente, informali. Cecilie rientra nella categoria delle bellissime ma, espressivamente, le tengono testa anche i più sgraziati compaesani , dalla barba malfatta, lo sguardo in tralice e l’irrinunciabile sigaretta pendula. Notevolissimo fumetto , che con un tocco elegante e sobrio ci addentra nella Storia attraverso le “piccole” storie di gente “comune” lambita dalla più barbara delle atrocità (imho).

    Questo è un grande fumetto, di Gibrat c'è da recuperare anche il Volo del Corvo che gli è ancor di più superiore e Matteo, in attesa di quest'ultimo che Gibrat faccia uscire l'ultimo e conclusivo volume.

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  • henry angel
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    DI ALTRE STORIE E DI ALTRI EROI
    Tunué. 128pp., a colori. 14,90€.
    Testi, Disegni e Colori_ Stefano Casini.
    Un viaggio nei ricordi personali dell’autore derivati al far visita,lui bambino accompagnato dal babbo, a perenti che abitavano un paesello rurale in provincia di Livorno negli anni ’60,luogo elettivo poi poi “drogato” dal progresso di un insediamento industriale ,ed ai tempi nostri (riflette l’autore con un velo di disappunto, di cui, letteralmente, si scusa…) livellato su una estetica esibita , conformista e modaiola ; cancellando la spartana funzionalità dei tempi rustici e contadini. Non è che “si stava meglio quando si stava peggio” (cit.); ma certo ci stavano radici solide e senso comunitario condiviso ; anche perché c’era da svoltare la decisiva esperienza della II Guerra Mondiale, che balzava in quelle campagne nella forma di soldati tedeschi arcigni ma soprattutto sbandati, e americani che _come in un film di Monicelli_ facevano parata di tutta la loro opulenza economico-militare. Casini bimbo viveva quelle visite impastandole nei suoi giochi ( e in definitiva anche nella sua memoria, qui rilasciata in una forma di racconto/diario guidato dal suo punto di vista o di quello che attribuisce ai protagonisti degli aneddoti che gli vengono riferiti…)con la precoce passione per cinema e fumetti ( che ne rivelerà le attitudini di disegnatore…)e le sue paure preventive (…per due cugini del genitore, innocui ma con evidenti disturbi mentali…). Una ricerca antropologica sentita , accattivante, fluida e priva di incisi comizianti che , anche per ragioni autobiografiche ho apprezzato , ritrovandomici (talento artistico a parte s’intende :-p ) ; che esprime la sua essenza anche per le vie della forma grafica. Casini disegna una passerella di personaggi che sono la rappresentazione del suo immaginario sedimentato ma fatto anche di suggestioni indirette, del “sentito dire” reinterpretato con gli strumenti culturali di un infante con fervida fantasia per “cose da maschi” ( che si intesta con autoironia, relegando altrove la “scoperta” dell’universo femminile ); ma anche una precisa toponomastica dei suoi luoghi “del cuore”, sfogando piuttosto nei ritratti la sua vena stilistica più caricaturale e deformante, con variabilità di spessore delle linee di marcamento esterne. In coda ,alcuni ulteriori bozzetti dei personaggi presenti nel volume. Piaciuto (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
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    IL RINVIO (Edizione Integrale)
    Alessandro Editore . 124pp. Cartonato a colori. 24,99€.
    Testi, Disegni e Colori_ Jean-Pierre Gibrat.
    Come un fantasma, infestatore di case e furtiva apparizione notturna, il giovane Julien vive (nascosto) nell’appartamento vuoto del suo ex maestro elementare , agli arresti da “politico” nel 1943, nel mezzo di una Seconda Guerra Mondiale di cui si vorrebbe indovinare la fine, e che si riverbera un po’ attenuata sul borgo rurale. Da quando è saltato da un treno che lo stava forzosamente portando a lavorare per i tedeschi occupanti la Francia, ma è pure(dato per) “morto”, poiché i suoi documenti sono stati trovati sul corpo straziato di un altro ragazzo (…che glieli aveva fregati…)e questo gli fornisce una “copertura” abbastanza tranquilla. I suoi giorni _in mancanza d’altro ed in capo ad un anno_, con l’ancora di salvezza di una zia insegnante che lo rifocilla ,si protraggono nell’osservazione , di sguincio , della vita di paese e dei suoi abitanti , divisi dai diversi orientamenti ideologici (magari all’interno della stessa famiglia…), oppure trincerati nell’agnosticismo del tirare a campare. Ed anche Julien è in fondo un osservatore non belligerante. Ma la gelosia nei confronti della sua “ex” ragazza Cecilie e il faticoso mutamento dello scenario bellico gli “impongono” di attivarsi ed esporsi di più. Fino a…

    Le ultime tavole ci svelano appieno il senso del titolo ( spoilerato nel successivo “Il Volo del corvo”, di cui è protagonista la sorella di Cecilie; e si può notare che le due si sono innamorate dello stesso tipo di uomo ;- ) ) , ma sono anche tutti i fatti e fatterelli che si svolgono nel piccolo centro, coinvolgendo l’intera “commedia umana” di chi vi abita : di chi scalpita per andarsene e di chi invece riguadagna fortunatamente casa propria. Prestando occhi e braccia al ciclo tradizionale e comunitario del lavoro nei campi , perlopiù; senza sottrarsi ad una inevitabile attenzione per la tragedia globale in atto, captata alla radio ma pure sentita fisicamente con atti di violenza che spaccano parentele ed amicizie , ora consacrate al culto sovranazionale delle fazioni in conflitto. Julien, preso un attaccapanni come compare virtuale ( battezzato del resto Maginot), un po’ se le canta e se le suona; poi comincia a sentire il disagio della sua solitudine imboscata , da cui uscirà con la molla decisiva e personale dell’avvilimento : la “sua” Cecilie sembra accettare l’affettuosa compagnia di un uomo ; che il “voyeur” di vite altrui Julien, naturalmente, prende in antipatia. Dovrà ricredersi, dopo averci lasciato un palpitante mix di sentimento verace, anche ironico, ed una scelta d’onore nell’aggregarsi ad una Resistenza che, nell’estate del ’44 si avvia a prendere un carattere preponderante( e finanche vendicativo ) nei confronti dell’invasore nazista e dei suoi facilitatori territoriali.
    Maestro del colore e del paesaggio Gibrat ruba assolutamente l’occhio con i suoi totali bagnati e circonfusi di luce ,ovvero di una paletta cromatica acconcia alle ore delle giornate/stagioni. Altrettanto ficcante la punteggiatura visiva con cui fissa grammaticalmente il montaggio delle vignette, dando corso a tagli verticali di formato anche abbastanza spinti e ricorrenti, in cui trovano posto didascalie e dialoghi fluenti e, nel parlato corrente, informali. Cecilie rientra nella categoria delle bellissime ma, espressivamente, le tengono testa anche i più sgraziati compaesani , dalla barba malfatta, lo sguardo in tralice e l’irrinunciabile sigaretta pendula. Notevolissimo fumetto , che con un tocco elegante e sobrio ci addentra nella Storia attraverso le “piccole” storie di gente “comune” lambita dalla più barbara delle atrocità (imho).


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  • henry angel
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    GOTHAM CENTRAL 1.Servire e proteggere
    RW Lion. 96pp., b/n. 2,95€.
    Testi_ Ed Brubaker e Greg Rucka / Disegni_ Michael Lark.
    Come se la sfangano al Dipartimento di Polizia di Gotham City quando non viene lanciato il famoso fascio di luce che incornicia un pipistrello stilizzato, ossia una richiesta d’aiuto a Batman? All’ amena curiosità tenta di rispondere codesta serie a fumetti , che non si esaurisce in albi autoconclusivi (…non qui, almeno) ma piuttosto è strutturata in capitoli in stretta continuità narrativa , raccogliendo vite e opere di un gruppo di sbirri, in linea di massima già discretamente delineati nei loro tratti salienti, chiamati a fare squadra in una città che pullula di criminali standard e “super” (…cioè cattivoni/carognoni coi superpoteri…); questi ultimi fatalmente da girare all’umbratile Bruce Wayne, che interviene in blitz di chirurgica secchezza precisione. La trama principale ,riservata ai “comuni mortali” , verte piuttosto sul caso della scomparsa di una giovanissima studentessa e baby sitter ; e risulta abbastanza intrigante per invogliare la lettura, oltre che veicolo parallelo per mettere in campo le personalità dei vari poliziotti. D’altronde i dialoghi hanno un taglio colloquiale , ma non completamente piegato alla comprensione delle terze parti (noi…), e piuttosto possiamo accostarci , intercettarli, ed entrare nel mood : la sapienza specialistica nel genere di Brubaker dovrebbe essere una solida garanzia. Buoni i disegni se è gradito uno stile a là Fabrizio Des Dorides , con le chine chiazzate e severe, le linee appoggiate e non sempre chiuse ed un minimo di decadimento nella definizione dei campi lunghi. Però il segno è vivo ed immersivo nel farci entrare “dentro” gli ambienti metropolitani e nell’infondere dinamismo alle procedure d’indagine dei protagonisti , magari anche solo ridotte ai rilievi di prassi dopo qualche fattaccio : si respira un’aria (mefitica) di attualità e autenticità, nonostante qualche “sagoma” svolazzante su Gotham. Dato che le tavole sono spesso su quattro fasce si può supporre che il formato bonellide di questa edizione non ricalchi l’originale( del 2003) DC COMICS. Continua (imho).

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  • henry angel
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    ‘O MALAMENTE
    Tunué. 184pp., b/n. 18,00€.
    Testi_ Lorenzo Bartoli / Disegni_ Luca Bertelè.
    Volume pensato ed edito come tributo alla memoria dello sceneggiatore Lorenzo Bartoli (1966_2014) e per dare sostegno economico alla sua famiglia stante l’immatura scomparsa , causata da un male incurabile . Si compone di una raccolta di episodi (quindici più un inedito, tipicamente in dodici tavole cad.) usciti su “Skorpio” ; e si completa di una introduzione di Roberto Recchioni , socio e amico di “Lallo”, ed infine di una gallery di illustrazioni in cui otto disegnatori interpretano “fan art” graficamente il personaggio a modo loro .
    Spesso racchiusa in didascalie la scrittura di Bartoli è fiorita ed evocativa, colloquiale ma al contempo non dimessa al piattume della comprensibilità di puro servizio, ma piuttosto alle viste di un qual certo motivato lirismo epigrafico che incornicia inizio e fine dei capitoli a mo’ di sentenza morale. L’attribuzione però va’ ad un personaggio ( inventato nell’ambito di un contenitore narrativo, il “Napoli Ground Zero”, concepito con R.Recchioni _ dunque in ambito “romano”_ , dove si dà una versione alternativa e futuribile; immagino per muoversi con più agio ma comunque nelle problematicità del capoluogo campano di ieri e soprattutto di oggi ;-) ) che si fregia di essere un Caporione della Camorra dalla consumata militanza criminale, appena celata dalla copertura di un’attività di pasticciere , data in gestione ai suoi fidati sottoposti : l’energumeno fessacchiotto (detto) Omone e la bionda pettoruta e civettuola Deodata. Il controllo del territorio “competente” e l’ideazione di piani d’attività illecite sono la ragion d’essere di avventure che , a livello di script, partono da un’impostazione abbastanza farsesca e bonaria ( tipo “I Soliti ignoti”) per poi indurirsi successivamente in uccisioni vendicative e perfino , nel finale, virando ad un quasi annichilente cupio dissolvi , tacitando nella malinconia gli assunti anteriormente grotteschi della serie. Disegna Bertelè, guardando (sua ammissione) al fumetto umoristico di marca franco-belga , non rinunciando ad enfatizzare alla bisogna elementi peculiari ( vedi le “inquadrature grandangolari”delle canne delle pistole,o le stesse pose action del protagonista) e dando in economia di segno comunque un certo ventaglio emozionale alla maturazione psicologica dei protagonisti ( di cui scopriremo antefatti e lati “nascosti”in divenire…). Quando il tratto si fa’ meno spigoloso si apprezzano affinità con lo stile di Silvia Ziche , nei suoi lavori più “adulti” (imho).

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  • henry angel
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    L’ETERNAUTA ( 2 di 2)
    Editoriale Cosmo. 190pp., b/n. 7,90€.
    Testi_ Héctor Gérman Oesterheld / Disegni_ Francisco Solano Lopez.
    In poche convulse giornate, colui che diverrà L’Eternauta si trova a capitanare la resistenza attiva di un gruppo di incursori volontari dell’Esercito, speranzosi di avvicinarsi al nucleo dispositivo dell’invasione extraterrestre, non fosse altro che per documentarne le caratteristiche, offrendole ad un piano strategico di rivalsa militare , di cui iniziano a sentire avvisaglie, tuttavia comandate lontano da Buenos Aires ; che sta diventando la tomba di molti amici del Eternauta e suo malgrado baricentro di un bombardamento concepito anche con ordigni nucleari. Il senso del dovere piega l’abnegazione del neo-ufficiale, angosciato per la sorte di moglie e figlia, _come tutti_ sottoposte a nuovi inimmaginabili pericoli. Solo la cooperazione leale, operosa e ragionata con i pochi fidati amici rimastogli lo avvicineranno alla speranza di scampare la morte e dare sostegno alla famiglia , ma nell’ultima di tante e diverse fughe si troverà a fronteggiare il portato tecnologico più avanzato degli alieni , forte solo dei suoi rudimenti di appassionato di aeronautica e…

    Seconda e conclusiva parte di un fumetto archetipo di soluzioni narrative e suggestioni filosofiche compendiarie , se non prettamente originali, di svariata Sci-fi a venire. Si nota una sorvegliata modulazione dei ritmi della historieta ( in origine in uscita a puntate, dunque con l’esigenza di intrigare il lettore per fargli acquistare anche le parti successive…),con un’alternanza di pathos e frenesia, attendismo stressante ed azione quasi selvaggia , cupo senso di ineluttabilità e gagliardo spirito d’iniziativa. Una tortuosa corsa ad ostacoli che tonifica solo parzialmente la fiducia dei protagonisti principali verso il genere umano e ci consegna un finale inquietante anche perché parzialmente “lasciato in sospeso” ( e infatti scaturirà un sequel…); in cui, tra l’altro, conosciuto l’orientamento politico dello sceneggiatore, si possono indovinare frecciatine e metafore (?) lanciate alla amministrazione del suo Paese,che del resto poi si prenderà la sua vita (!). Se qualche ritratto tende a sfaldarsi nell’eccesso di sottolineatura di butterate flaccidità epidermiche ,non di meno Lopez dimostra la sua marstria nel governare una solida spazialità di figure e cose (vedi gli automezzi…) , scegliendo quasi sempre uno stacco (distanziamento…) marcato tra i primi piani e gli sfondi , magari minimali e più suggeriti che (ri)finiti. Fine. (imho).

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  • henry angel
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    KEN PARKER_ Sangue sulle stelle
    Mondadori Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi / Disegni_ Ivo Milazzo.
    Diventata, anche grazie all’installazione della ferrovia , un importante centro per la compra-vendita di bestiame, la cittadina di Paradise , nel Montana, ha guadagnato quote di prosperità materiale ma è arretrata sul piano dell’ordine e della legalità, dato che i forestieri che la frequentano per affari l’hanno elevata _si fa’ per dire_ a porto franco dei loro bagordi e stravizi, sfogo alle fatiche da cowboys. E in città per piazzare un carico di pelli , Ken Parker , conosciuti un simpatico vecchio avvinazzato e il piccolo vispo orfano dell’ultimo sceriffo (sic!), viene randellato e derubato da tre ceffi che, dipendenti di un vaccaro particolarmente gradasso, confidano nell’impunità. Non hanno fatto i conti con la determinazione di KP, che gli rende la pariglia con gli interessi , tanto da impressionare un comitato spontaneo (ma non disinteressato) di commercianti ed imprenditori, risolti ad offrigli il ruolo vacante di nuovo tutore della legge. Lui declinerebbe, ma un ulteriore fatto drammatico praticamente lo “costringe” ad onorare, pro tempore, la stella che infine si appunta sul petto…
    Tra citazioni cinematografiche cristalline ma sopportabilmente estese e una ricorrente _ nella scrittura di Berardi_ sottotrama in giallo, momenti di sana ironia ed altri di malsana tragicità, una storia in cui ci si ammazza “per poco”, ed a finire al camposanto non ci vanno i caporioni ma la bassa manovalanza ed i civili più inermi , supervisionati dai soliti benpensanti a là “armiamoci & partite”. Ken si prende il ruolo di riformista , e dunque non lascia “Gomorra” ma tenta di ripulirla stando nel bel mezzo di una faida che lo coinvolge “sul personale”; non si sottrae aol ruolo di guida esemplare ma nel rischio che oltremodo si prende c’è uno spirito di rivalsa ,a freddo giudicabile come vendicativa. Nessuno è perfetto ma qualcuno deve fare pulizia , una volta per tutte (…nel senso che la metodologia non diventi poi sistemica…). Basta per un bel fumetto western (;-) ). Disciplinato nel chiudere le linee ( l’illustrazione in terza di copertina è testimone dei cambiamenti stilistici posteriori), Milazzo sfoggia bordature assai grasse che , anche nella sintesi del segno, riempiono le vignette,unendovi l’ampio ricorso al tratteggio e una inchiostrazione conseguentemente avviluppante e satura (imho).

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