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  • henry angel
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    MAGELLANO / RIMBAUD
    Editoriale Cosmo. 96pp., a colori. 4,90€.
    Per “Magellano” . Testi_Christian Clot / Disegni e Colori_ Bastien Orenge e Thomas Verguet .
    Per “Rimbaud”. Testi_ Philippe Thirault / Disegni_ Thomas Verguet / Colori_ Celine Labriet e Thomas Verguet.
    Albo diviso in due parti equivalenti ma stampate in maniera opposta (ribaltata…) in modo di avere anche due copertine, che naturalmente arrecano il nome dei due personaggi storici qui messi in fumetto.
    Di Ferdinando Magellano, la rispondenza nell’illustrare gli eventi _una rotta alternativa mai tentata sulla via dei Paesi produttori di spezie_ che lo riguardano ( l’origine portoghese “tradita” per farsi armare dal Re di Spagna la sua più grande spedizione ed impresa marinara ; il malcontento tra gli equipaggi comandati causa di un sanguinoso ammutinamento; la perdita di uomini e mezzi puntando verso il sud estremo , con conseguente mare agitato , temperature in picchiata e possibilità di sostentamento più che drammatiche…) viene sostanzialmente adottata fino alla sua presa di visione dell’oceano (…) ovvero della comprovata sfericità della Terra. Suppergiù da lì invece, i fatti ed i tempi che condurranno la sola e malconcia nave “Victoria”, con 18 stremati marinai dei 239 partiti 1100 giorni prima(!) ad attraccare nel porto fluviale di Siviglia (09_09_1522)vantando i primi uomini che fecero concretamente il giro del mondo guidati da M., prendono una serrata intonazione romanzesca , intrigando nei rapporti tra i protagonisti alla maniera di un abbastanza cervellotico dramma shakespiriano; che intrattiene non bastasse (?) il diario dell’impresa di per sé.
    Colorazione d’atmosfera ineccepibile ( anche quando, fatalmente, un po’ soffoca le matite) e disegni funny e sgarzolini da cinema d’animazione :-p .
    Ebbene Arthur Rimbaud. Con l’espediente dichiarato dell’amico d’infanzia che ne percorre le tracce ed interroga chi lo ha conosciuto nel Corno D’Africa (in cerca di fantomatiche “poesie perdute”) dopo la sua morte, il fumetto “esplora” sì il territorio africano ancora sul finire del XIX secolo poco battuto da europei…), ma tenta di definire la personalità disturbata (di suo e pure causa sostanze assunte…) del genialoide (pose da febbricitante cocainomane in botta…) letterato transalpino , anche commerciante/trafficante nel continente nero per procacciarsi una rendita che lo scollasse dall’assillo del lavoro salariato e ne consentisse h24 la sua spiritata ricerca delle sue chimere. Fuori come un balcone, finirà delirando versi ed incontri fantasmatici in un nosocomio marsigliese nel 1891. Il nitore climatico africano rischiara crominanze che ben si attagliano a disegni più “gentili” dei precedenti (Orenge) nel modulare le linee, e meno arcigni nel fissare bordature e pieghe (leggi rughe)espressive (imho).

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  • henry angel
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    I PIRATI DI BARATARIA 2_ Oceano
    Editoriale Cosmo. 96pp., b/n. 3,00€.
    Testi_ Marc Bourgne / Disegni_ Franck Bonnet.
    Tra i bottini delle loro scorribande corsare , quelli di Barataria non disdegnano i carichi della tratta degli schiavi; ma l’infingimento degli scrupoli _ed a maggior ragione_ non tocca certo neppure i depredati , gli anglo(sassoni) e americani che si contendono il Nuovo Mondo. La radicata tradizione francofona della Louisiana offre (ancora) un lembo territoriale di anarchica libertà alla spregiudicata comunità marinaresca ma l’assillo conflittuale delle due grandi potenze (l’antico impero britannico e l’emergente unione delle già colonie americane) sembrano spingerli a cercare un’ala protettrice in seno ad una delle fazioni che, pur “vittime” degli assalti “pirateschi” dei francesi avanzano proposte nel nome della più navigata… Realpolitik . Nella partita entra però anche la pulzella che dalla patria francese è dovuta emigrare in gran fretta, portatrice di un segreto capace di alterare equilibri transnazionali (!). Disinvolta fino all’imprudenza e sebbene competitiva e svelta nell’adattarsi alla dura “legge del mare”, la tipa accresce e migliora le sue competenze su un vascello ( per altro anch’esso “sequestrato” dai corsari…), stringe un focoso legame col comandante ma è intercettata dalle spie mandate dall’Europa per catturarla. Solcare l’oceano diventa dunque il suo cruciale trasporto verso la salvezza , gravando però i suoi amici ed il suo amore (…tra i pochi che conosce la verità su di lei…) di una responsabilità al limite del gestibile. Pressione e nervosismo guastano i rapporti umani , prima ancora del nemico, che non tarda comunque a palesarsi…
    La vera identità della bella francesina , decisamente conquistata dal clima “informale” del continente americano ( ci scappa pure una mezza orgetta di una infiltrata teutonica che pare un incrocio tra Claudia Schiffer e una kapò nazista…), viene inequivocabilmente svelata solo all’inizio del secondo episodio ( come nell’albo precedente sono due…), ed impasta il “feuilleton” di intrighi geopolitici , insaporendo lo speziata esotica avventurosità del contesto ( per altro sottolineato con dovizia di tecnicismi sulla navigazione a vela…) , ora fissato nelle sue ampie diramazioni sentimentali , intorno alla traccia narrativa principale : beccare (viva) la ragazza… Continua.
    Non perdono smalto i disegni, sempre descrittivi in maniera sontuosa ( vedi le vignette scontornate ma anche le doppie verticali ;-) ). S’intuisce che il colore ha il suo perché anche nella drammaturgia di alcuni passaggi ma no si può avere tutto (:-p ). I dialoghi sono efficaci e ben distribuiti , e ciò naturalmente si riverbera nelle stesse tavole , conferendo senso e pregnanza anche a semplici primi piani ricavati nei close-up (imho).

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  • henry angel
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    IL CORVO_ Memento mori (1 di 4)
    Edizioni BD. 32pp., a colori. 3,90€.
    Testi_ Roberto Recchioni / Disegni_ Werther Dell’Edera / Colori_ Giovanna Niro.
    In una notte romana buia e tempestosa vengono giù acqua e citazioni dalle sacre scritture cristiano ebraiche con , letteralmente, stupri, squartamenti e lapidazioni. Capiamo che tre terroristi di fede islamica si sono lanciati su un camion contro fedeli cattolici durante una processione.Una carneficina. Tra i primi investiti un chierichetto sedicenne e poi pure la morosa. I tre stragisti riescono invece a sopravvivere ed ad imboscarsi; “Il Corvo” tira su dalla ehm situazione cadaverica il giovine , che medita vendetta.
    Primo volumetto , spillato con alette ,di quattro che, uscito nella primavera del 2018 tentò di rivitalizzare il franchise de “Il Corvo”, debitamente attualizzato e localizzato dalla Detroit dell’originale di James O’Barr, fumetto indipendente dato alle stampe a partire dal 1989 con diverse peripezie distributive e già gravido dei fattori semi autobiografici che poi saranno esplorati nell’iconico ed omonimo film del 1994. Codesti precedenti lasciano percepire senza ulteriori spoiler dove si andrà a parare , narrativamente, in questo albo; e dunque facciamo voti di sperare che le altre tre parti siano baciate da maggiore originalità; anche perché _parere personalissimo_ non è che neanche il capostipite fosse tutto questo adamantino capo d’opera…
    La composizione, per sesso ed età del commando (quasi) kamikaze può fare le pulci al politicamente (s)corretto , solo che a filosofeggiare in (s)proposito hanno messo per l’appunto uno sbarbato che serve messa. In dote a questo numero tre pagine di presentazione degli autori e di O’Barr ;ed in più studi dei personaggi ed una “short story”by Matteo Scalera ( colori di Moreno Dinisio) , una robina di palingenesi tra il corvo, una guerriera ed una sua ex vittima ex indifesa…Disegnato tutto a splash page un po’ alla Igort. Tornando al pennuto principale W. Dell’Edera, col bel rinforzo dei colori della sempre ispirata G.Niro e naturalmente portata a tinte dominanti sul blu-cobalto ( belli anche i grigi e rossi a descrivere l’attentato…) , parte col botto nell’illustrare Roma_ Castel Sant’Angelo con linee sottili e levigate che tuttavia dopo si fanno più schematiche e taglienti , lasciando l’evidenza delle ribattiture del segno all’infuori dell’inspessirsi progressivo delle sottolineature a china, in una spigolosa “stilosità” che cerca di essere personale ed impattante piuttosto del piegarsi al realismo disciplinato (imho).

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  • henry angel
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    ORANGE CHRONICLES
    Gribaudo/Feltrinelli. 80pp. Cartonato a colori. 16,90€.
    Testi_Tito Faraci / Disegni e Colori_ Sergio Gerasi.
    In una lussuosa veste editoriale ( cartonato , sovra copertina sagomata, carta di solida grammatura…) il Graphic Novel _ così autocelebrato anche nella introduzione, a cura dello sceneggiatore _ si compone di sei brevi storie più un epilogo ,di genere sentimentale e blandamente poliziesche, che formano una clamorosa…Marchetta promozionale (!) di Faraci in favore dell’aperitivo arancio Aperol ; praticamente sei più uno “Caroselli” spudoratamente innalzati alla bevanda moderatamente alcolica, simboleggiante socialità e divertimento ( insomma si sta bene in compagnia e si cucca pure la fi*a), ma fatti pagare al lettore!
    In cambio un buon reparto grafico ed almeno qualche ideuzza di sceneggiatura , come il suddividere gli episodi per epoche storiche ( a partire dal 1919, anno di presentazione sul mercato del prodotto. Putacaso il fumetto è del 2019…) che “tirano la volata” a giungere alla tipica situazione con tavolata al bar e un gruppo di friends che si sfondano di Aperol Spritz. Prima magari hanno fatto i timidoni per attaccare bottone con una ragazza o (ri)trovare un amico che ha cambiato vita. Non bastasse questo già “parlarsi addosso” il primo segmento , ambientato proprio nel ’19 e in Ditta (hanno rubato la formula segreta dell’Aperol!) fa’ confluire i personaggi (…pure degli altri episodi, snodati nell’arco di un secolo…) nella chiusa finale dello script, grazie ad un espediente iniziato nel penultimo capitolo (una scrittrice “showrunner” che immagina ad alta voce _bevendo A. in compagnia ovvio_ ardite trovate narrative di una nuova fiction a venire. Va’ beh.
    Lo “spottone” è colorato con l’aiuto di Valeria Brevigliero, cercando e trovando ad ogni possibile occasione una dominante cromatica sull’arancio (…chi l’avrebbe mai detto…) in-tavolata su una gabbia a quattro fasce con spiccata propensione alla doppia (vignetta) panoramica orizzontale che S.Gerasi riempie con la sua interpretazione stilistica a là “Cani Sciolti” ( mi riferisco chiaramente agli episodi di sua competenza) ovveo assimilando Crepax e un assaggio affusolato di Gianni De Luca . Buona la scelta compositiva delle illustrazioni ed accurati gli sfondi, specie quando si liberano dal “dovere” (sic!) di mettere in fila sfilze di consumatori sbevazzoni (imho).

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  • henry angel
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    SPLATTER
    EditorialeCosmo. 144pp., b/n. 5,00€.
    Testi e Disegni_AA.VV.
    Tra stomachevoli escissioni di bulbi oculari, importuni salassi di fluidi corporei vitali ed improvvide ostensioni di frattaglie umane si consumava il “buon “ cattivo gusto attrattivo e bontempone per il macabro ed il mortale di (noi
    ) impuberi , debitamente e sfacciatamente ancora in ascesa nel vigore fisico e ben lungi anagraficamente da aspettative di vita asfittiche. Una parentesi per altro spesso destinata all’avvicendamento con nuove e sopravvenute urgenze di tipo ormonale…

    A pasturare la nostra (si spera) platonica sete di sangue le alterne fortune editoriali del magazine “Splatter”(un nome ed una dichiarazione d’intenti…), qui declinato nella sua ultima sporadica riesumazione nelle edicole (2013_2014) in una antologia di ben diciassette storie brevi a fumetti consacrate alla macelleria , alta o bassa secondo i gusti ed il grado di sopportazione/assuefazione del lettore. Chi scrive, avendo superato da mo’ le fregole da pischelo per il tema, ha (ho…) faticato ad entrare nel “mood” di una “”pornografia del dolore” in cerca dell’effettaccio truculento , apposto e mediato da varia ed amena (dis)umanmità. Qualcuno la butta più sul surreale, ma pare un modo per educare il genere , comunicando consapevolezza meta testuale di chi sta in queste pagine e forse si pone fuori di riga ma in capo d’opera. Meglio allora le “micro-novelle “ che quagliano una qualche trama compiuta e personaggi di base abbastanza verosimili.
    Qualità dei disegni professionale e varia nello stile ; coinvolti bei nomi tuttora sulla breccia (imho).

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  • henry angel
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    DAMPYR_ Il Figlio del Diavolo
    SBE. 96pp., b/n. 4,40€.
    Testi_ Mauro Boselli e Maurizio Colombo / Disegni_Mario Rossi “Majo”.
    Da qualche parte nella Jugoslavia in disfacimento , dove( ci) si combatte ,quasi alla fine del ventesimo secolo,un piccolo drappello di soldati irrompe in un paesino rurale, avendo l’ordine di presidiarlo “strategicamente”. Gli abitanti il borgo hanno fatto una brutta fine ma altrettanto tragica sorte è toccata alla milizia occupante, fatta proprio di commilitoni dei nuovi venuti ; che iniziano a preoccuparsi anche per le orrende ed “innaturali” ferite mortali rinvenute sulle salme sparse sul posto (!). Calata la notte subiscono l’imparabile attacco di una banda di punk dai denti aguzzi, invincibili alle pallottole (!!) e furiosamente assetati di sangue umano (!!!). La sconcertante esperienza, placata l’indomani alla luce del sole , persuade uno dei sopravvissuti a riconsiderare una”leggenda” tramandata nei suoi luoghi d’origine sul figlio di una “strega” morta di parto dopo aver dato alla luce il figlio di un mefistofelico...Vampiro. Con gli uomini vicini alla diserzione , il loro capo Emil Kurjak acconsente a rintracciare il tizio additato a mezzo succhiasangue : Harlan Draka, di fatto un cialtrone che buggera i campagnoli facendosi pagare per scacciare la maledizione di defunti che potrebbero ritornare dalla tomba con lunghi denti canini (sic!) . A reggergli il moccolo l’aiutante/autista/manager Yuri, l’unico che, per altro, Harlan possa definire un amico…
    Senza dare coordinate etnico-geografiche stringenti, gli autori di questa serie, tutt’ora in corso e principiata nelle edicole dal 2000, vollero ricondurre la narrazione folkloristica del “dampyr” nell’alveo territoriale che l’ha generata, ma nei particolari e tragici anni delle Guerre dei Balcani, non mancando di sottolineare che il lauto pasto vampiresco era praticamente il “piatto”già servito dagli umani , intensamente impegnati a sbudellarsi a vicenda …
    Vengono qui introdotti i tre protagonisti principali del fumetto : l’amareggiato soldato Kurjak, la dolente ma ribelle non morta Tesla (era parte dei rockettari-punk…) ed appunto il Dampyr Harlan Draka , messo a parte della sua “natura” come Whoopi Goldberg in “Ghost_Fantasma”, cioè di uno che recita in maniera truffaldina ciò che non sa di essere realmente. Ci sarà tempo e modo per inquadrarlo nei ranghi del giustiziere del male : è giovane (il suo tratto unicamente distintivo d’altronde è che invecchia molto più lentamente di chiunque; oltre al sangue che letteralmente brucia i non morti . I poteri psichici di cui gode saranno precisati negli episodi a venire…) , strafottente ed un po’ grullo ; il giusto per non apparire da subito “cotto e mangiato” per affrontare la logica del mostro da vincere mensilmente, secondo una routine che d’altronde saranno gli stessi sceneggiatori a voler spezzare largamente , con parentesi cicliche che metteranno in discussione, evolvendole, anche le figure dei “soci” Emil e Tes.
    Disegna Mario Rossi in arte Majo, componente la nidiata bresciana di fumettisti che si mise in mostra nelle pagine di “Hammer”. Qui,corposamente migliorato, offre la solidità di paesaggi molto accurati ed evocativi ed una spiccata personalizzazione dei protagonisti , che sfocia in pose molto dinamiche ma talvolta pecca di un sovraccarico di smorfie facciali , neanche facessero provini per Joker in un Batman. Che poi , un vero e proprio film live di “Dampyr” è già stato prodotto e sta avvicinando la rampa della distribuzione (imho).

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  • henry angel
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    I PIRATI DI BARATARIA 1. Cartagena
    Editoriale Cosmo. 96pp., b/n. 3,00€.
    Testi_ Marc Bourgne / Disegni_ Franck Bonnet.
    Con premurosa discrezione, scortata dall’ abile guardia del corpo egiziana, una gentildonna s’imbarca su un veliero corsaro per lasciare la Francia e raggiungere l’America, nel 1812. Contando di arrivare a Nouvelle- Orléans, nella Louisiana che , per altro, Napoleone Bonaparte ha appena ceduto alle ex colonie americane ora indipendenti, la nave schiva le pattuglie inglesi ma non può evitare l’assalto di un’altra imbarcazione corsare, che tuttavia si rivela _comandata da una donna_ armata con un equipaggio di…Francesi !
    Un “equivoco”sanato con l’amicizia presto stretta tra connazionali marinai, che nel nuovo mondo , alla “loro” maniera, vivono con regole peculiari in una enclave territoriale destinata tuttavia ad essere risucchiata, tra Barataria e Cartagena, nel rognoso conflitto tra i nascenti statunitensi ed i solo parzialmente ritirati colonizzatori Inglesi, a loro volta impegnati con altri alleati (europei) a fare muro contro le avanzate Napoleoniche…
    La signorina francese, benché dimostri insospettabili risorse attitudinali, è pesantemente attenzionata da “agenti segreti” nemici della sua patria d’origine, insistentemente interessati alla sua persona, non inosservata in un particolare contesto che le assicura però leale protezione; tuttaviada non stare tranquilli…
    In due episodi , raccolti nella forma ridotta, decolorata ed economica di questo bonellide, non avremo la rivelazione _per così dire squadernata_ dell’identità “reale” della fanciulla, ma godremo di un fumetto scorrevole nella lettura e capace di coniugare avventura ed esotismo per volgere ad una spy-story con efferatezze ma anche non senza una punta di disinvolto erotismo…Magari con personaggi perfino troppo “moderni” ( tipo la Corsara _da non confondere dunque con Piratessa_ bisex con fisico da sturbo; pernon dire della biondina protagonista , di-buona-famiglia ma sveltissima ad emanciparsi in una sorta di Repubblica Socialista _ Barataria appunto_ fondata sul…Contrabbando) e certamente non votati alla vita ordinaria…
    Pienamente e meritoriamente negli alti canoni del fumetto franco-belga di ampia diffusione i disegni dispiegano un’impressionante e quasi foto realistica messe di dettagli minuziosi , sostanziando profondità e sovrapposizioni di campo con una acconcia inchiostrazione che li valorizza pur senza il plus delle aggiunte cromatiche, giacché il linguaggio specifico della navigazione a vele, curato assai in sede di testo, viene valorizzato in ogni singolo ed ancorché riconoscibile, filamento di corde o grilletto d’archibugio (imho).

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  • henry angel
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    DIABOLIK_ Uno Stradivari per Eva Kant
    Astorina s.r.l. 24pp., b/n. 0,00€.
    Testi_Andrea Pasini / Disegni_ Giorgio Montorio.
    Albetto promozionale e gratuito originariamente uscito nel 2012 per celebrare unitariamente una Mostra su “Diabolik” tenuta a Cremona nell’ambito delle iniziative del cinquantesimo anno di pubblicazione del fumetto ideato dalle sorelle Giussani. Anche nella sua spietata efferatezza ( per altro “temperata” ai nostri tempi ;-) ) DK _ con la compagna nonché ideale complice Eva Kant_ non è mai stato un ladro “volgare” e , sebbene vellicato alle sfide “impossibili” : qui rubare un violino Stradivari che incorpora tre diamanti ( frutto dell’ideazione a più mani del soggetto, compreso il Michele Ginevra storico animatore del CFAPaz _ Centro Fumetto Andrea Pazienza), saprà preservare il comunque preziosismo strumento musicale e lasciarlo al godimento culturale di tutti. La trama è il più classico distillato di “giallo a fumetti”, con DK (ma senza Ginko, che ovviamente non ha giurisdizione nel cremonese J )che compie il colpo durante un affollato concerto (!) , riesce a telare dal Torrazzo (!!) e, con l’aiuto di Eva beffa la pula sulla Jaguar “presso” (:-p ) il fiume Po.
    Le sgranature e gli orditi delle parti scurite rendono il disegno (tecnica a matita od equivalente digitale) originale rispetto alla cifra estetica standard della serie, riservandosi anche qualche inquadratura paesaggistico-pittorica , condividendo non di meno col resto delle tavole una rilevante ricchezza di dettagli ed una valida scelta ed illustrazione dei piani prospettici (imho).


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  • henry angel
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    MARTIN MYSTERE _ Il Ritorno dell’Ortolano
    SBE. 24pp., a colori. 0,00€.
    Testi_ Alfredo Castelli / Disegni e Colori_ Valentino Forlini.
    Il buon vecchio zio Martin si misura con lo “Scherzo Con Ortaggi”, opera pittorica di Giuseppe Arcimboldo , rientrata _alla data di pubblicazione di questo fumetto, il 2015_ nella sua sede stabile della Pinacoteca di Cremona. Lo attende una sbalorditiva avventura , il cui imput sembra dato dalle lancette dell’orologio astronomico poste in cima al Torrazzo ed in corso a breve di allinearsi in una rarissima combinazione spazio-temporale che…
    Sempre documentatissimo sul piano storico “Martin Mystere” propone una breve (storia) dal rodaggio lento , nozionistica ( con licenze romanzesche ) ed abbastanza statica (Martin che parla con un conoscente di alcune eccellenze della città di Cremona, da quelle tangibili ,come appunto il campanile in muratura più alto d’Europa, a quelle immaginifiche –mitologiche sull’antica fondazione del capoluogo di provincia; per poi sfociare nella dimensione “…dell’impossibile” che inquadra la trasferta di MM (inizialmente ripreso in una posizione incomoda ;-) )e chiude il cerchio delle suggestioni illustrate tra il presente (del 2015) ed i secoli addietro dove ad esempio si affermò la matrice “Manierista”del quadro in esame, oggetto d’altronde del “colpo di scena” annunciato dal “flashback” iniziale…
    La già buona professionalità dei disegni è aiutata dalla colorazione , utile ad isolare le diverse epoche ,alternate senza soluzione di continuità sulle tavole , per altro pienamente rispettose della gabbia bonelliana. Alcune pagine di testo finali focalizzano ulteriormente gli spunti dati da questo albetto fuori commercio (imho).

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  • henry angel
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    KEN PARKER_ La Lunga pista rossa
    Mondadori Comics. 96pp., b/n. 3,50€.
    Testi_ Giancarlo Berardi / Disegni_ Renzo Calegari e Giorgio Trevisan.
    Un indiano apache cinge d’assedio il minuscolo villaggio di Leadville ( nel Colorado) , facendo un feroce tirassegno con gli abitanti, per vendicarsi della sottrazione dei suoi due figli; con i due piccoli usati come attrazione circense (!) e presto deperiti in malnutrizione e malattie infauste. KP, già sulle loro tracce prima che venissero “ceduti” pari a bestiame , si trova suo malgrado ad organizzare l’autodifesa del piccolo insediamento, onde evitare un ulteriore stillicidio di cittadini. Ma il pellerossa sembra avere risorse straordinarie…
    Lo script incalza immediatamente il lettore , sottoponendolo a condividere l’impellente necessità di trovare e proteggere i due infanti, posponendo al terzo atto , in flashback , la spiegazione degli antefatti che hanno messo Ken sotto tiro e latore dell’intera faccenda. Nel mentre però va’ ad innescarsi un altro colpo di scena (;-) ). G.Berardi ne ha davvero per tutti ( KP compreso) nel sottoporci un agitato“micro cosmo” di caratteri abbastanza sfaccettato da non includere per nessuno solo bontà od abiezione, demandando ottimisticamente alla “Cultura” il compito principe di minimizzare i bassi istinti insiti in ogni uomo e donna, sebbene voglia dirsi civilizzato.
    L’albo lo firma Trevisan , e Calegari contribuisce impostando nelle prime 17 tav. il quasi soffocante, a volte, tratteggio dritto e incrociato dell’esperto collega. Sapiente comunque la direzione registica delle molte sparatorie , imposte come selvaggia “norma” da far west (imho).

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  • henry angel
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    SCUOLA DI FUMETTO n.ro #119 ( lug./set. 2021)
    NPE. 80pp., b/n e colore. 4,90€.
    Con lo speciale “Autori Esordienti” SdF , arrivata al numero 119 , dilatando ulteriormente le uscite causa pandemia ed altro (?), torna ad ospitare sulle pagine della rivista una consistente foliazione a fumetti. Certo non mancano articoli redazionali ed approfondimenti ( Laura Scarpa si sofferma , dagli albori , sui comics realizzati da donne…) che, dalla gestione di Nicola Pesce , sono spesso organizzati a cicli (puntate) focalizzati sia sulla parte artistica sia sui vari passaggi tecnico-amministrativi per arrivare a pubblicare professionalmente . Cosa riuscita solo in parte ai pur volenterosi (ancor) giovani autori qui pubblicati : pur vantando collaborazioni con realtà editoriali perfino fuori dal nostro Paese ( come dichiarano nelle interviste singole loro dedicate), fanno a tempo pieno un altro lavoro per “pagare le bollette” (:-p ).
    “Uroboros_Caccia Selvaggia” (testi _ Davide Locuratolo/ disegni_ Linda Stefani. Quattro tavole, disegnate in un bianco e nero grinzoso e grintoso ,moraleggianti ed apologetiche in tema vegano con ambientazione fantasy-horror. “Faceblind” con i testi di Tommaso Fazzi ed i disegni di Alessandro Amoruso : otto tavole in toni ocra ed una certa matericità realistica che tuttavia trascende nel soggetto _ che vede una tipa dichiararsi affetta da pragnoposia ( resa graficamente in stile S. Tamburini)_ abbastanza criptico, indicante un percorso di emancipazione della paziente.
    Testi e disegni in b/n di Angelo Coletto invece per un adattamento de “Il Messicano”, ovvero il racconto omonimo scritto in prosa da Jack London nel 1911 ed incentrato sulla “lirica” determinazione del giovane Felipe ad attivarsi per sostenere la causa rivoluzionaria messicana con un ardore risoluto da lasciare increduli ed insospettiti , come quando , per il cento per cento della posta, accetta di salire sul ring per sfidare un lanciatissimo campioncino wasp , idolo dei tifosi. Ventidue fitte tavole,gabbia regolare su tre strisce e (azzardo) tecnica pennino (se non biro…) e pennarello ( per i neri, piuttosto “disordinati”per non essere del tutto pieni) a tirare giù all’impronta una mitragliata di linee e tratteggi ribattuti e spesso superflui ma piacevolmente analogici ed abbastanza consoni con l’ambientazione d’epoca. Avendo in mente un Ivo Milazzo particolarmente arruffato ci possono scappare analogie . Il numero si chiude con una dedica a Andrea Paggiaro (1976_2021), mancato lo scorso giugno (imho).

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  • henry angel
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    STELLA DISTANTE
    Edizioni SUR. 190pp., b/n. 20,00€.
    Testi_ Javier Fernandez / Disegni_ Fanny Marin.
    Il male. Scaturito da un intelletto eppure (?) nutrito di poesia, letteratura, arte fotografica, cinema e di un’altrettanto aulica passione per il volo areonautico.
    Lo studente universitario del tuo stesso laboratorio di poesia, magari un po’ riservato, con qualche possibilità economica in più e meno invece propenso a schierarsi apertamente , dichiaratamente, a sinistra; quale sponda del governo democratico di Allende in Cile. Le sue “performance” osservate appunto dai compagni di corso e dai docenti esplodono nel sadismo repressivo del golpe militare fascistoide di Pinochet, che d’altronde lo richiama alla mitologia destrorsa del “beau geste” ,ed in cui lui implementa sadismi (ine)narrabili , che gli costano un oblio , imbarazzando i camerati. Come una specie di J.D. Salinger dedito a crimini nazisti, diverrà oggetto di studio e venerazione; ed infine ricercato , avocando il contributo dei suoi coetanei ex studenti , scampati con l’esilio al Regime. Così , vent’anni dopo vittime e carnefice pareggeranno (forse…) i conti.
    Cercavano il portato estetico e rivoluzionario della parola (“nuova”), qualcuno prese anche il fucile, molti fecero una bruttissima fine, nessuno svolterà economicamente, ché di poesie non si campa ; anzi si crepa , se indichi l’abisso nero in cui “l’esperimento” cileno venne bruscamente annegato. E come in un “X-Files”, che siano invece poi fanzinari e mestatori del trash (miele per le papille dell’estrema destra settaria e complottista) tracotante a farsi riconoscere ?
    Versione a fumetti del libro omonimo di Roberto Bolano, qui inscenato nel suo alter ego Arturo B. , in una forma grafica da (appunto) pubblicazione vintage underground, ad iniziare dalle molte didascalie in stile “macchina da scrivere” fino al taglio estetico delle tavole . Le vignette sono tutte scontornate e solo le ultime pagine hanno una successione regolare di inquadrature rettangolari ( come a voler dare una quadra alla conclusione di una storia altrimenti oscena; e finita d’altronde fuori campo). Il resto , pur mantenendo la leggibilità di una successione coesa dei disegni , trasmette più la sensazione di un agglutinato di squarci emozionali , di una sintesi immaginifica in cui Roberto/Arturo ammette di raccontare per congetture , nemmeno del tutto sicuro dell’attendibilità stratificata dei suoi ricordi . Ne consegue una traduzione visiva quasi liquida nelle sue istintive e sottilissime ondulazioni del segno , che ha i grigi e le ombreggiature come risorsa fondamentale per dare peso alle figure (umane. Salvo dettagli già specificati a testo gli sfondi non rivestono una funzione determinante) , suscettibili a trasfigurare in maschere mostruose e contorte , indice del loro malanimo come pure dell’attribuzione (pre)giudiziale che gli diamo noi (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
    38ooooo.jpg
    DIABOLIK _ L’Ombra del padre
    Astorina s.r.l . 128pp., b/n. 2,80€.
    Testi_ E. Lotti e A. Mainardi / Disegni_ P. Cerveglieri.
    Uno scaltro e spregiudicato uomo d’affari, nonostante il precario stato di salute è visceralmente restio a cedere la conduzione delle sue attività al figlio, che considera inetto e passivo. Il giovane ha una sua attività e con questa tenta di far ricredere il genitore , appoggiato dall’addetta alla sicurezza del “senior” ma innamorata del “Junior”. Insieme al ganzo così progetta un rischioso piano che riabiliti agli occhi del vecchio la “reputazione” del suo erede non designato. Si tratterebbe di invogliare Diabolik (!) a fare un colpo e dargli una “stangata”, ingolosendolo con un antico gioiello , oggetto della più recente transazione finanziaria curata dall’avido e poco cortese patriarca.
    L’inedito di sett. 2021 struttura la narrazione in una corposa introduzione ove vengono ordite e pianificate le coincidenze che servono da “esca” per instradare il tentativo di sottrazione del prezioso ( a cui viene assegnata un’origine “sporca”, almeno per i primi acquirenti occidentali…) da parte dei due “nostri” criminali; che si rivelano invece perfettamente attrezzati a giuocare le insidie a loro preposte. L’inevitabilmente verboso finale interviene a dare lo “spiegone”di come ciò sia al dunque accaduto , rimangiandosi con gli interessi il surplus di informazioni che dava vantaggio anche al lettore. Sul piano _se vogliamo (?)_ etico un altro albo indisponente, in cui si sbugiardano le meschinità dei pilastri borghesi della società capitalistica post-fordista.
    Ai disegni…Si è visto di meglio. Le vignette vengono saturate di linee grasse non particolarmente ben modulate , formando quadri che sacrificano il dettaglio a tale grossolanità e peggiorano il già incriccato formalismo di posture vestite sul classico (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
    38ssss.jpg
    JAZZ MAYNARD 1
    Editoriale Cosmo. 144pp., b/n. 5,90€.
    Testi_ Raule / Disegni_ Roger.
    Questo tipo con un nome da, ehm, fumetto ( suona la tromba, ma pure l’artiglieria…) , ripara precipitosamente nella natia Catalogna _ dopo dieci anni a NYC_ per aver fatto un casino in un bordello ( o un bordello in un casino, è uguale) per salvare la sorella ivi cascata male. La brutta gente a cui ha pestato i calli negli States se l’è legata al dito; e pure in patria _a Barcellona_ ritrova gli affaracci e le pastette in cui si era invischiato fin dall’infanzia. Saranno cazz*.

    Detta così non rende, ma è piuttosto un “Lupin III” (!) impegolato con la mafia (e) del potere politico. Lo si traduce dal dinamismo esasperato in ogni stilla grafica (il fumetto è fatto da due spagnoli ma commissionato dal mercato francese , quindi può avvalersi dell’impianto estetico _a livello di gabbia_ della moderna bande dessinée) ,quindi anche vignette strettissime che colgono in sequenza gli snodi dell’azione, entro cui ci viene calata sfruttando l’accentuazione cinetica di angolazioni acrobaticamente estreme, ed insolite all’esperienza comune. Piuttosto spinta anche la caratterizzazione stilistica del segno , sinuoso ed allampanato , quasi un Nicola Mari versione mangaka. Senza timore evidente di arrecare disdoro ai loro campanili ( quest’opera risale al 2010 ma sembra già d’intuire una certa propensione per movimenti tipo “Podemos” ;-) ), gli autori fanno dilagare la violenza ( anche verbale : si spreca il turpiloquio…) con un avvertibile gusto tarantini ano, anche nelle giustapposizioni delle sottotrame , facendole intervenire senza preavviso (ma non senza criterio, s’intende). Qui si tratta di rubare ai ladri, con sofisticatezza proteiforme da “Diabolik” e “Occhi di gatto”, pronti però a menare come fabbri e sparare come Iene (cit.); col punto debole degli affetti, compreso il (è una lei) primo amore , passata al “nemico” ( l’ex socio di gioventù) ma tosta per conto suo da attirare (professionalmente : fa’ la giornalista) le confidenze di (…), in grado di terremotare gli equilibri amministrativi di Barcellona, anche perché chi vi è preposto ( vertici compresi) è permeabile ad accordi scellerati con mafiosi dalla rivoltante e manifesta depravazione.”Jazz Maynard” è un gioco pure cinico di alleanze estemporanee, un repulisti della feccia fatta con sistemi non ortodossi , una selezione di cani (-da-rapina .cit.) con la rogna non scoraggiati a sbranarsi a vicenda; in cui il protagonista, sebbene mai mosso da interessi veniali e suo malgrado è pedina attiva che spazia su(i) diversi fronti (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
    38ppppp.png
    REPLAY_ L’Inizio e…La Fine
    Kappa Edizioni. 48pp. Cartonato a colori. 14,50€.
    Testi_ Jorge Zentner / Disegni e Colori_ David Sala.
    Nel retrobottega di un non particolarmente rinomato bar di (di?), e in qualche dì del 1997, Don Walden sta per dare il primo giro di carte ad un tavolo da poker ( situazione che vediamo “sospesa” all’inizio come alla fine della storia) rimembrando le tappe negli anni della sua educazione criminale. Dal ’71 , pischello , con uno scherzo a due sbirri in stile “American Graffiti”; per una bravata da esibire al suo _troppo timido, troppo indeciso, troppo grasso_ (comunque ) miglior amico Chuby e come una prova generale condivisa della determinazione a non “marcire” ingabbiati nel “buco di paese” dove sono nati, nella (squallida) periferia americana. Nel ’77 esce “Star Wars”, Chuby diventa un Nerd esemplare, mentre Don esercita il suo ribellismo in azioni sempre più spericolate ed illegali. Nel ’79 la sua missione diventa far perdere la verginità all’ovviamente imbranato Chuby, tanto per cambiare all’inizio titubante ma infine grato assai. L’esperienza, ben presto reiterata nelle medesime “particolari” modalità matura in un banco di prova per entrambi , e Don la architetterà come un’azione irreversibile per far decollare la loro carriera di aspiranti gangsters. Beh, intanto solo lui (;-) ) lo vedremo , nel 1997, nel retrobottega di un non rinomato bar di (…).
    Un noir che si prestava a divenire una serie (uscito in Francia nel 2000, temo sia rimasto un unicum), allargando questo efficacissimo primo capitolo, estremamente fluido e brillante nel trovare una misura equilibrata tra testi e disegni ( a partire ,certo , da un soggetto intrigante sebbene largamente rivisitato nelle convenzioni del suo genere…), che sfama la nostra voglia di un racconto di vite ordinarie (come le nostre?) pervicaci nel debordare oltre ( il confine del lecito) e ti lascia appunto dentro l’appetito di averne ancora di più. Dunque vince facile _per quanto mi riguarda_ nel dare riferimenti pop condivisi(bili) in un racconto “maschio” di formazione adagiato su vasti ma decadenti ed immoti territori periferici di una periferia statunitense che sogna Las Vegas fantasticando di arrivarci a suon di audaci e disinvolte rapine . A un giovane Don Walden però le parole , perlopiù di Chuby (essenziale il loro confronto caratteriale…) , stanno strette senza i fatti concreti. Continua(speriamo).
    Molto belli i disegni , ottimo montaggio e scansione delle vignette e del resto il taglio ed il contenuto nelle stesse. Il segno è un po’ sporco; tirato a mano libera e si vede , ma dalla curata e particolareggiata leggibilità espressiva ineccepibile. Da urlo i colori. Come da cover , la loro oleosità unita alle ruvidezze del segno sembrano aggredire e spengere le vignette, ed invece calano uno scalare di tinte che illuminano mirabilmente ogni scena, cogliendone l’intrinseca gradazione drammaturgica e/o la loro collocazione oraria, ambientale e stagionale. GN promosso con lode (imho).

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