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The Boys

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  • The Boys



    La Panini Comics propone in edicola “The Boys” in una edizione che raccoglie in 48pp. mensili a colori ( ogni uscita 3,00€ ), la serie iniziata nel 2006 su testi di Garth Ennis e disegni di Darick Robertson.
    Il soggetto opera una inversione dei canoni superoistici, con una squadra di eccentrici elementi chiamata a regolare , se non reprimere, quella che ormai è diventata una numerosa lobby: i super-eroi in servizio permanente effettivo; impegnata in più o meno epiche e limpide lotte contro “i malvagi” e spesso incurante degli effetti collaterali a danno dei comun i mortali.
    Dunque il caposquadra,Butcher, un inglese investito informalmente dell’incarico dalla CIA si attiva per rintracciare e reclutare i suoi “Boys”.
    Ennis cerca di “sporcare” ogni pagina con elementi di linguaggio e situazioni grevi, e Robertson gli tiene dietro con un segno realistico ma duttile nel caricarsi di accenti grottescamente caricaturali.(Tamburini/Pazienza/Liberatore sembrano influenze palesate…)
    Il risultato è di grana grossa, ma anche d’impatto ilare e divertente, concedendosi frecciatine pure ai massimi sistemi.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"


  • #2
    La seconda uscita raccoglie gli episodi significativamente intitolati “ verginità parte uno/ parte due”. Esplicano la descrizione dei due campi d’azione , i boys appunto e varie leghe di super-eroi (la cui élite è rappresentata dai “the Seven”),con il rodato espediente dell’inserimento in organico di una nuova recluta.Del tutto disdicevoli i criteri e le modalità di selezione di Starlight, supereroina di provincia, dagli apparentemente inscalfibili ideali conservatori; e di Hugie un ragazzo di Glasgow che cerca, tra timori e ripensamenti, di dare un’attuazione al suo rancore per una casta di intoccabili in costume che lo hanno già colpito in modo diretto.Sullo sfondo di un 2006 understatement alternativo ( con il corso della Storia influenzato appunto dai super-eroi…) di nuovo Garth Ennis sfodera un repertorio di sconcezze e colpi bassi , rettifica il mito fondativo dei super-poteri senza peraltro lesinare sulla violenta e volgare risolutezza operativa dei “ragazzi”; con un compiacimento che richiede sintonia al suo umorismo “viscerale”; già sapendo che si lavorerà su materiali vili, da cui speculare _eventualmente_ suggestioni etiche e politico-filosofiche. Con questo albo si direbbe conclusa la presentazione del team di “The Boys”, e dal prossimo si promette di arrivare allo scontro frontale con i sovrumani ( vanesi, debosciati… ).Buona prova di Robertson ai disegni , ben impegnato a far “recitare” i personaggi , immersi in un contrasto di luci ed ombre , ulteriormente indicativo dell’ambiguità dei loro caratteri.Come classificato dalla fascia rossa sopra il codice a barre in cover , fumetto adatto ad un pubblico maturo. http://www.paninicomics.it/image/ima...=1352332549337
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • #3


      Due nuovi episodi, in cui Garth Ennis mette a fuoco l’impatto mediatico delle figure supereroistiche; la cernita e la diffusione dei dati sensibili e in generale gli scopi metodologici dei “mezzi di distrazione di massa”. Fa partire una sottotrama che riguarda Hugie e gli impone un drastico battesimo del fuoco. Alza inoltre il velo sulle motivazioni di Butcher, su cui Darick Robertson opera con felice finezza espressiva. Testi al solito a dir poco coloriti. Attenzione alle note redazionali in seconda di copertina imbottite di spoilers.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • #4


        [FONT=&quot]Numero che apre un arco narrativo incentrato sulleindagini per la morte,e supposto omicidio, di un ragazzo gay che aveva deicontatti con supereroi. Attivandosi su mandato di un vecchio nerd esperto dibiografie ufficiose ed impresentabili dei vari eroi in costume, i Boys tentanodi far luce su una vicenda che si presenta solo in apparenza lineare.
        [FONT=&quot]Di rimbalzo Ennis spinge al rialzo le sue provocazioniverbali, ma poi facendo dialogare i suoi personaggi ne illustra una posizionedi tipo libertaria sulla condizione omosessuale, lasciando alla curiosità dellettore cogliere in controluce la sovrapposizione dell’uomo Ennis che trasportao meno le sue convinzioni personali nella sceneggiatura del fumetto. Non mancaaltresì di satireggiare sulla struttura stessa degli albi a fumettisupereroistici , lanciando gustose frecciatine alla pedante ortodossia eretorica di cui sono impregnate le loro storie, e che nell’universo immaginatoin The Boys fungono di norma da rifrazione della vera indole depravata deisuper. Un gioco autoironico ( un professionista dei fumetti che prende in girochi fa, e legge, fumetti…) che in questo suo lavoro prende contorni comico-surreali con la tramaparallela del “difensore dell’umanità” bardato di corazza e razzi propulsivi,seduto sul sofà dell’analista a raccontare i suoi incontrollabili atti dilibidine…
        [FONT=&quot]
        [FONT=&quot]Continua “l’istruzione”in squadra di Hugie, seguito da Butcher; con gli altri : Latte Materno, IlFrancese e La Femmina che attendono a modo loro di entrare nuovamente in azione.
        [FONT=&quot]Sempre buono Robertson che pare guardare ancor di più aCrumb per alcune caratterizzazioni.
        [FONT=&quot]
        [FONT=&quot]
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • #5

          Giunge a risoluzione il mistero della morte del giovane gay ( vedi The BOYS 4). Che non offre _come nello stile della serie_ linee cartesiane di una limpida interpretazione del senso di Giustizia che punisca la malvagità , se non dopo un percorso più tortuoso e beffardo,lasciando anche ai “cattivi” una possibilità di redenzione finale; ed ai “buoni” almeno un’ombra di ambiguità.
          Viene aggiunto un nuovo tassello conoscitivo: non tutti i super eroi hanno preso il “Composto V”( il preparato iniettato anche ai Boys per acquisire super forza e resistenza ), ma ne assumono il ruolo grazie al sostegno economico degli Editori di fumetti, che ne dispongono per scopi commerciali e promozionali omettendone accuratamente comportamenti disdicevoli , ovvero contrari ad una lucrosa impostazione legalitaria ma politicamente corretta. Che forza ad esempio due super-omofobi a spendersi in un contesto gay friendly…
          Di nuovo Hugie, come ultimo acquisto del gruppo dei “ragazzi” si offre come contrappunto dialettico di Butcher per assimilarne le metodologie , ma saprà trovare una chiave di lettura non completamente condizionata da schematismi precostituiti sulle preferenze di genere delle parti in gioco.Un numero che è quasi un giallo noir; come d’altronde sono particolarmente marcate le chine di Robertson.
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          • #6
            The Boys #06
            Prime due parti di una missione ambientata in Russia, su cui Ennis lascia scivolare provocatoriamente osservazioni urticanti sulla gestione Usa della sicurezza nazionale; quanto i contraccolpi della de-sovietizzazione dell’ex “Impero del male”.
            I Ragazzi indagano sugli effetti sperimentali di un sovradosaggio del “Composto V” (il preparato che conferisce i superpoteri al netto di illazioni su intense pratiche di autoerotismo.a cui siamo ben edotti in ogni numero…) che rendono i supereroi che vi si sono sottoposti alla stregua di bombe innescate e a scoppio ritardato.
            Ma non basta: l’organizzazione transnazionale che li aggrega e rappresenta sta tramando la destabilizzazione della Russia, per poi passare all’amministrazione americana.
            Gli episodi amalgamano meglio del solito l’operatività dell’intera squadra , con tutti i componenti che acquistano ruoli specializzati e definiti; fermo restando il dualismo dialettico tra un sempre dubbioso ( ma progressivamente più “professionale”) Hugie ed un Butcher talvolta criptico nelle intenzioni ma tangenzialmente implacabile nella prassi.
            Disegnatore e colorista paiono “divertirsi” a rappresentare tizi tumefatti e pestati a sangue negli interrogatori.
            Quando il gioco si fa duro…
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • #7
              L'ho seguita in volumi inglesi per un certo periodo, interessante all'inizio ma poi scade nel grottesco fine a sé stesso.
              "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
              "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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              • #8
                infatti.. io sto facendo fatica a proseguirla..
                Sono una persona semplice, guardo film e non rompo il cazzo.

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                • #9
                  The Boys #7
                  I tratti di amarezza caratteriale di Butcher ed il suo cinismo pragmatico mai “sporcato” da remore morali ( o formali…) si sono compiutamente esacerbati nella conclusione _ mostrata in questo numero_ della trasferta in terra Russa.
                  La scrittura tiene saldamente una trama strutturata nei caposaldi del genere spionistico e complotti sta. In forma stringata, dato il relativamente esiguo numero di pagine a disposizione, trovano dunque posto pedinamenti, false piste, personaggi ambigui e doppiogiochisti , vittime designate od inaspettatamente sacrificabili in un variegato dedalo di cor-relazioni che lasciano ai “Ragazzi” almeno un paio di scomode certezze: che i giochi di Potere , al più alto livello si risolvono in compromessi peggiorativi ed incuranti di assicurare Giustizia, pur di scongiurare una resa dei conti draconianamente definitiva; e che L’Organizzazione che ingloba i supereroi ha messo a tutto campo la sua Intelligence allo scopo di togliere di mezzo i Boys e neutralizzare chi contrastasse i suoi interessi, con manifestazioni di forza destinate ad essere equivocate dall’opinione pubblica ma che giungono chiarissime ad intimidire perfino la CIA, portandola a più miti consigli che invece Butcher saprà disattendere alla sua maniera…
                  Siparietti umoristici (meno del solito, corrivi al solito) affidati a pittoresche “sagome” locali e ritorno negli Usa, immaginati con le Torri Gemelle intatte ma con la distruzione del Ponte di Brooklyn.
                  Accreditato insieme a Robertson il nuovo disegnatore Peter Snejbjerg, la cui mano sembra da indovinare in ritratti di figure tarchiate e brevilinee, colte in una mimica fatta di bocche esagerate ed occhi pallati.
                  Alboche si lascia leggere per un buon senso della narrazione.
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                  • #10

                    Con la tenuta comunicativa dei ritratti di Darick Robertson , egregiamente completata dai colori di Tony Avina, in tavole dalla composizione aperta e destrutturata nelle gabbie, un albo che accede al registro intimista ed alla affinazione psicologica dei personaggi.
                    Rispolvera l’affettuosa _e al momento platonica_ amicizia tra Hugie ed Annie January alias Starlight, che ha pagato dazio ( tanto per cambiare sessuale…) per entrare nel gruppo più popolare dei supereroi ed ora interroga Dio e se stessa se sta conducendo una vita per cui valga la pena lottare o se troppo delusa da tutto occorra mollare il colpo e rinunciare a vivere a NY.Nel suo momento di fragilità emotiva si appoggia disperatamente ad Hugie, che sa comportarsi da gentiluomo anche pentendosene subitaneamente.
                    E mentre Butcher perviene a rapporto ( in tutti i sensi…) con la referente della Cia senza lasciar cadere l’accusa di sadismo per la strage di Super nella missione moscovita, ritaglia un frangente introspettivo per “La Femmina” ,la componente della squadra , letale e silente, che si confronta con la sua necessità di essere distruttiva seppure nei confronti di criminali matricolati. Ne allevia la pena “Il Francese” , che indovina da vero amico i moti del suo spirito.
                    Emerge inoltre un altro effetto collaterale del “Composto V” : la capacità di sostenere in vita i cadaveri dei supereroi, con funzioni cerebrali comunque compromesse ; lasciando di nuovo a Hugie l’incombenza di spiare le conversazioni nella sede Teenage Kix, il gruppo di Supereroi con cui ha avuto il suo primo scontro , uccidendo Blarney Cock ora “rinvenuto” e dunque ridiventato un problema da non lasciare in sospeso.
                    Al soliloquio di Annie in crisi personale e religiosa si intersecano da varie fonti spezzoni di conversazioni in cui non sempre è agevole reperire il senso complessivo dei discorsi, e ciò compromette _ per ritmo e scorrevolezza_ la fruizione delle parti dialogate, non prive al solito di guizzi brillanti.Per un numero che considererei pontiere dei futuri sviluppi ed intrecci,anche sentimentali tipicamente alla “Romeo e Giulietta”. Chi leggerà vedrà.
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                    • #11
                      ncombenze individuali per i Ragazzi. Piccolo Hugie, istruito da “La Leggenda” _ l’anziano geek che conosce tutto del business dei fumetti e della vita dei supereroi che lo ispirano ed alimentano, per fini propri e nascondendo le parti affatto edificanti _ , deve togliere di mezzo definitivamente lo zombificato (pervertito…) Blarney Cock; mentre la sua vita privata volge al bello con l’innamoramento per Annie. Latte Materno deve incontrare la madre ed è insolitamente ansioso. La Femmina e Il Francese si tengono compagnia ; ed infine Butcher , che si viene a sapere ha stipulato una tregua armata con I Sette ( la maggiore lega di supereroi, di cui Annie ne è sempre più riluttante componente )ei colori ma non rinuncia ad azioni di disturbo ostruzionistico.
                      La ricompensa pattuita da Hugie con La Leggenda è di conoscere in dettaglio le origini di The Boys, nell’ulteriore tentativo di condividerne la mentalità operativa che , specie di Butcher, talvolta lo coglie in estraniato disaccordo.
                      Dunque un numero in attesa dell’evento, in stand by senza grossi avvenimenti o sconvolgenti rivelazioni; abbastanza “tranquillo” anche nel montaggio delle vignette in tavola. Bei colori . Immancabile ricorso all’umorismo scatologico e sessualmente allusivo .
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                      • #12
                        Ho iniziato a seguire The Boys grazie alla ristampa in "formato piccolo" della Panini e, personalmente, mi sta piacendo molto in questi primi numeri!

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                        • #13
                          The Boys #10

                          Su un pilone portante diroccato di ciò che fu il Ponte di Brooklyn , The Patriot _ leader de “I Sette” supereroi_ conferisce con Butcher per chiedergli conto dello sgarbo subìto rendendo pubblici i maneggiamenti orditi dalla società dei super per farsi impiegare nella Sicurezza Nazionale, tramite un lobbismo spudorato , infiltrato sino alla Vice presidenza degli Stati Uniti. Dato che, in una versione a ritroso “La Leggenda” appartato nello scantinato della fumetteria visitata dai Boys, sta raccontando a Piccolo Hugie. Ossia di come le forniture militari di equipaggiamenti mal progettati sin dalla seconda guerra mondiale siano il core business dei creatori del “Composto V” ed in discesa di tutti gli affari inerenti le gesta pubbliche dei supereroi, fin dalla loro creazione originaria.
                          Intanto Annie/Starlight e A-Train fanno la corvée nel quartiere generale pungendosi verbalmente su ogni questione ,mentre i rimanenti tre di sette guardano le spalle del Patriota e Il Francese, Latte Materno e La Femmina fanno altrettanto con Butcher ,attendendo di sapere se la tregua degli scontri possa dirsi revocata.
                          Albo trattenuto di ogni scena d’azione propriamente detta; con una tensione scaturita e mantenuta con dialoghi fluviali e snervanti sospensioni assertive; di personaggi che cercano di frugare nell’intimità della psicologia altrui per esacerbarne le caratteristiche a proprio vantaggio.Ulteriormente interessante ( ma naturalmente parziale e generica…) la lettura che si può ricavare dell’opinione di Ennis sui “massimi sistemi”. Poiché molto è giocato sul non detto ,giova la variegata espressività che D.Robertson riesce ad infondere nei numerosi primi piani che puntellano questo diverso ma riuscitissimo numero.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • #14
                            Il dato nodale dell’11 settembre è qui reinventato per aderire all’universo narrativo-alternativo delle avventure dei Boys, per il sottile _fors’anche un poco perverso_ piacere del lettore di scoprire l’abilità dello sceneggiatore applicata a ridisporre fatti così universalmente noti , acquisiti quanto anche contestati da una possente vulgata revisionista, retrospettiva e complottista. Armandosi di umorismo nero e centellinando allusioni oltre il conosciuto ( che lambiscono anche il Presidente Usa, teoricamente fuori dalla sfera di influenza della Organizzazione dei Supereroi) Ennis mette in scena il maldestro (e poi insabbiato…) tentativo dei “Sette” superoi di recuperare uno degli aerei dirottati per accreditarsi verso il popolo come indispensabili strumenti nella lucrosa difesa della sicurezza nazionale.Nella seconda parte dell’albo una sconvolgente notizia sul super incidentalmente ucciso, poi ri-ucciso zombificato da Hugie ;e sulla routine delle registrazioni spia vagliate dal quartier generale dei Sette, Butcher comincerà a collegarvi l’identità di Annie, sempre presa sgradevolmente di mira dai colleghi.Comicità più fisica che verbale su cui Robertson può lavorare acuendo ed esasperando mimiche facciali e contorsioni fisiche; come pure lo spazio dato a “La Leggenda”, una sagoma grottesca naturale; un Hugie al solito stranito e un Butcher sornione. Eccelsa la cover.  http://www.paninicomics.it/image/ima...=1376298335380
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #15
                              Chiaro omaggio, fin dalla elaborata copertina in stile caricaturale , alla demenzialità goliardica eternata in film come “Animal House” e “Porky’s”.
                              Ibrida il soggetto la vena investigativa della squadra dei Boys.
                              Un sospettoso Butcher si lascia persuadere dalla sua referente/amante FBI Rayner a mettere sotto sorveglianza le mosse dei G-Men, un gruppo di supereroi attorno a cui orbita la formazione giovanile di rincalzo dei G-Wiz , dopo che una dei membri si è appena suicidata.
                              Mentre L.M. (Latte Materno) indaga sulla sua morte, a Hugie tocca infiltrarsi nei G-Wiz come nuovo super-eroe per raccogliere informazioni, arrivare ai G-Men , stanziali nella villa di un certo John Godolkin e piazzare qualche cimice ,senza essere sgamato.Il Francese e una sempre più inquieta La Femmina gli guardano le spalle. Dopo festini , bevute e scherzi atroci agli Wiz è richiesto di conferire con Godolkin. Per Hugie, dopo un “incidente” rivelatore con Annie , dotato di costume “d’ordinanza” si prepara il momento del confronto e dell’azione.
                              Quando il gioco si fa duro…
                              Noto che Robertson tende ora a slanciare tutte le figure anatomiche, scatenandosi nelle scene d’insieme dei baccanali dopo una prima parte abbastanza statica. Prologo dedicato agli intrallazzi militari della Vought America , parti dialogate anche corpose ed umorismo pure…corporale
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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