annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Saga

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Saga



    Dopo la fattiva collaborazione a “Lost”, Brian K. Vaughan torna alla scrittura di un comic , con “Saga”. Ne cura l’edizione italiana la Bao Publishing, che ha da poco mandato in libreria un volume , a colori con f.to leggermente ridotto rispetto all’originale Image, che raccoglie i primi sei capitoli della serie.
    Il titolo ,apoditticamente, introduce ad una preclare costruzione cosmogonica , di stampo fantascientifico con creature umanoidi, mostruose , ectoplasmatiche e quant’altro e le fa scontrare in un contesto guerresco.
    Il pianeta Landfall, il più grande della sua galassia ha un satellite nella sua orbita, Wreath.
    I due mondi abitati sono in perenne conflitto, ma interdipendenti sul piano astronomico. Dunque i due popoli hanno esportato le operazioni belliche su altri pianeti, stringendo alleanze di comodo con le forme di civiltà che vi risiedono, o facendone strame col concorso di mercenari.
    Sul periferico corpo celeste di Cleave si incontrano ed innamorano il fante Alana ed il soldato Marko, appartenenti alle fazioni contrapposte.
    Disertano dai rispettivi eserciti e concepiscono una figlia, Hazel. Fatto che non passa inosservato alle alte sfere lunari, che temono ulteriori sovversioni e si adoperano per eliminare i due genitori. Nel mentre su Landfall stanno pensando la stessa cosa…
    Non interessa certo a Vaughan mitizzare e suggellare L’Arte della guerra, ma al contrario prende le parti dei protagonisti nell’ottica pacifista ,e de-sacralizza le “star wars” con un irresistibile linguaggio “da strada” che punteggia le tribolazioni di Alana e Marko per ritirarsi a vita privata. La trama orizzontale della storia ,annodata dall’io narrante a posteriori di Hazel adulta fa presagire eventi di enorme portata che coinvolgeranno lei e i suoi genitori; impegnati a difendersi da molteplici insidie esterne, ma anche mettendo pepe alla loro vita di coppia innamorata ,” razzialmente” mista.
    Un plauso anche alle impattanti tavole di Fiona Staples: un segno spigoloso che rifugge dai bamboleggiamenti da super-eroine Marvel/Dc (Alana sembra piuttosto una grintosa Valeria Solarino…), con chine decise se servono a scopi espressivi ( le pieghe della bocca, le ciglia inarcate…) e una colorazione pittorica, su una tavolozza a tinte tendenti allo scuro. Che di guerra e fredde lande spaziali si tratta, ma con Vaughan che modula alla grande il ritmo _ nella ulteriore difficoltà di dover introdurre personaggi e “cosi”_ , padroneggiando il drama con robustissime iniezioni di comedy, con consolidatà abilità a gestire entrambi i registri.
    Divertente.Adatto ad un pubblico maturo.
    Volume brossurato con alette, proposto al prezzo di copertina di 14,00€.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"


  • #2


    Ulteriori sei capitoli di “Saga”, che focalizzano le battaglie ed una cornucopia di personaggi in foggie dall’aspetto più “lisergicamente” straniante e vario ma compattate fattivamente in un firmamento coeso e funzionale ( cosa che, a mio avviso, non era riuscita a Bartoli e Recchioni nelle sgroppate spazio-temporali di “John Doe”); a corollario delle vicissitudini di Marko e Alana, del loro “scandaloso” amore interraziale culminato con la nascita di una bambina ed inviso da tutte le parti in guerra come un pericoloso e destabilizzante precedente da annullare fino alla soppressione. E così la neo famigliola è costretta a far perdere le proprie tracce spostandosi continuamente a mezzo di una astronave fatta di legno e tenuta insieme da un incantesimo (!), inseguita da una genia di sicari mossa da motivi personali o che cerca di arrivare a loro studiando le insospettabili letture che possono aver confortato le scelte della coppia ( con il soldato Alana che ha sciolto dalla prigionia il nemico Marko ed è scappata con lui amandolo…). Entrati in scena i nonni paterni viene propiziata l’occasione di rivivere l’infanzia di Marko, fino ai suoi amori ed ai suoi “doveri” di combattente,inculcati da un’infinita scia di recriminazioni e stragi militari stratificate negli anni… Nell’ambiente più raccolto dell’astronave _ in una sorta di umoristica sit-com galattica _ si approfondiranno le psicologie e saremo messi a parte di dolorosi segreti…Questo blocco narrativo valorizza le qualità di scrittura di Brian K.Vaughan , filante e ritmato nei dialoghi e nell’evolvere delle situazioni ( mantenendo un tono generale che però è “adults only”), poi aperte naturalmente in un’alternanza di molteplici scenari; ferma restante un’inclinazione ad una pacificata tolleranza.
    Fiona Staples ai disegni non si lascia intimidire da una paletta cromatica anche ultra pop; e concedendo un vignettone in media ad ogni capitolo impegna sovente la tavola su quattro fasce , dando argomenti a chi lamenta l’edizione italiana del comic rimpicciolita in formato.
    La lettura comunque incede sicura ed arrivati alla fine se ne vorrebbe ancora e più.
    Bao Publishing, 156pp. ca., colore, 14,00€.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

    Commenta


    • #3

      La coppia di fuggiaschi interrazziale con figlia ( narratrice a posteriori della storia…) continua a dare scandalo , attirando l’interesse gossip aro di due giornalisti da tabloid,e trascinandosi dietro mercenari, ex (di lui) inferocita e l’aristocratico Robot IV fino sul pianeta in cui abita lo scrittore che li ha fatti innamorare condividendo la passione per un suo libro, un romanzo rosa che cela la forza di un “apologo” antimilitarista.
      Un incontro tonificante anche per la madre di lui, da poco rimasta vedova ed occasione per la famigliola di affrontare i problemi pratici di trovarsi una sistemazione stabile. Ma non saranno lasciati tranquilli per molto tempo, tanto più che i due della stampa sembrano aver raccolto indiscrezioni esplosive sulla giovane mamma…
      La cernita di capitoli, in stretta continuità tra loro aiuta la saga a distendersi su un ritmo delle azioni piuttosto blando nella parte centrale , per poi avere una accelerazione nel finale che lascia sul campo i suoi morti e feriti, dando agio all’autore un esteso spazio per note culturali sentitamente umaniste e filosofiche.
      Le battute tra i due “sposini” sono di frequente delle imbeccate brillanti che vanno a segno, ma è lo scrittore (alter ego dello sceneggiatore?) a padroneggiare le discussioni e a dare il quadro delle opinioni, messe in bocca da Vaughan ovviamente anche ad altri personaggi. Le parti più movimentate sbarrano l’arco di alcune vicende ma sostanzialmente temporeggiano in soluzioni non definitive.
      Ci trovassimo in un videogioco per PS1 si parlerebbe di sfondi pre-renderizzati a cui la Staples aggiunge le sue figure che oltre ad un intrinseco buon impatto dinamico acquisiscono dunque un maggior stacco tridimensionale, se non fosse che in alcune occasioni la colorazione (dato il contesto anti-naturalistica…) assorbe in tinta unita gli elementi di primo e secondo piano.
      Un volume molto buono che necessita tuttavia di una maggiore sedimentazione e pazienza riflessiva nel lettore, che _opinione legittima_ in definitiva potrebbe ritenerlo in parte irrisolto e gravato da un surplus di staticità.
      Ultima pagina dedicata al “miracolo” della vita.
      Bao Publishing ,a colori, 160pp., 14,00€. In fumetteria e libreria.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

      Commenta


      • #4
        Ottimo anche questo terzo volume.

        Commenta


        • #5
          Sì. Aggiungo una noticina su come Brian K. Vaughan sviscera il discorso...Sesso.
          Se in "Ex Machina" la vita privata del Sindaco era tenuta volutamente e sostanzialmente in disparte (ad un certo punto, per dire, nemmeno sua madre è certa del suo orientamento sessuale...), non accavallata al ruolo di pubblico ufficiale del primo cittadino; in "Saga" la coppia ha un privato che ,sa bene, è "politico", ma lo vive e lo testimonia con spregiudicata naturalezza. Sarebbe interessante scoprire se lo sceneggiatore abbia voluto ampliare e riconsiderare proprie posizioni in argomento, magari alla luce (vita matrimoniale?) di sue maturate esperienze personali,compresa "l'elaborazione del lutto" del 11 settembre. O magari più semplicemente consegnare alla riflessione del lettore uno spettro più ampio di opzioni etico-comportamentali.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

          Commenta


          • #6
            Uhm, sì. Anche se non la trovo una svolta così inaspettata. L'approccio è lo stesso in tutte le opere (vedi anche L'orgoglio di Baghdad). Semplicemente, questa è una storia d'amore. Quindi c'è molto più sesso. In Ex Machina poi c'è tutto il discorso sulle motivazioni di Mitchell... cosa molto complessa. Insomma, è un personaggio molto meno limpido.

            Commenta


            • #7
              E' vero.Si potrebbe anche vedere "Ex Machina" come la marcia (di guerra )in avvicinamento di un ingegnere in tutti i sensi "civile" che poi assume "motivazioni complesse e meno limpide"; mentre a ritroso "Saga" muove da due soldati in servizio effettivo che compiono un ripudio delle gesta belliche, abbracciando letteralmente il principio di "fare L'amore ,non la guerra".
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

              Commenta


              • #8
                Con un po' di ritardo ho recuperato i primi due volumi. Non si riuscivano a trovare da nessuna parte ma al Romics sono riuscito a trovarli! Primo volume fantastico, mi è piaciuto tantissimo. Storia appassionante e avvincente e bellissimi disegni della Staples. Ho iniziato il secondo volume ma con la mia fortuna ho comprato una copia fallata, piena di pagine duplicate e di pagine mancanti. Fortuna che quelli della BAO sono gentilissimi e hanno già detto che me la sostituiranno. Ho già chiesto al mio fumettaro di fiducia di mettermi da parte il terzo volume che gli torna disponibile a breve.

                Commenta


                • #9

                  Scene da un matrimonio. Hazel si è fatta grandicella, proferisce le sue prime paroline e non sta ferma un attimo. Marko ha trovato tregua dagli inseguitori della sua famiglia su un pianeta “bomboniera” simil californiano dai colori caramellosi e dal tempo soleggiato; in cui però è relegato a fare il “casalingo”, puntato anche da una giovane signora sposata ma in esplorazione. Alana invece porta la pagnotta a casa , impiegata come figurante speciale nella recitazione di improbabili polpettoni romantico avventurosi , che intrattengono sugli schermi le più svariate creature della galassia. Ed anche lei sta prendendo qualche vizio. Marito e moglie si vedono a malapena a fine stressante giornata e volano scintille…
                  Un proditorio avvenimento scuote il regno di Robot IV , già distratto dalla caccia a Marko e family, piombando come un treno nella fase più burrascosa del rapporto dei due ex soldati ed innamorati, costringendo a nuove precipitose fughe ed impreviste alleanze.

                  Facendo del realismo sentimentale un perno essenziale Brian K. Vaughan e Fiona Staples immaginano e disegnano un macro ambiente che invece può sbizzarrirsi oltremisura implementando una coorte variopinta e sempre nuove figure, trattate col segno elegante della Staples, ugualmente felice nel dare espressione alla crisi dei due “sposini” battibeccanti, restituiti in sede di scrittura da altre folgoranti e veraci battute di B.K.V, sempre impegnato a far avanzare le trame secondarie_ intuitivamente destinate ad entrare in collisione con la famigliola_ anche a mezzo di sorprendenti incroci sentimentali. Non può stupire il successo crescente del fumetto , trasversale a tutti i generi di lettori. Può mettersi in conto un minimo di straniamento stante la quantità di nuovi personaggi dalla esotica foggia continuamente immessi nei vari capitoli, che ci lasciano sempre un cliffhanger a rilancia re il piacere di girare pagina, avvinti nell’odissea del racconto , stuzzicati pure dalle didascalie/diario di Hazel che parla (ossia allude…) di sé e dei suoi con il distacco (?) della maturità adulta. Il se e soprattutto il come lo attendiamo di cuore col prossimo volume.

                  Bao Publishing . 160pp., a colori, 14,00€ (in libreria).
                  "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                  Commenta


                  • #10

                    Si arriva al trentesimo capitolo. Con dei dialoghi squillanti di turpiloquio ma meno articolati che nelle fasi precedenti ;e continuano ad adattare l’opera ad una fruizione di adulti, in cui l’autore dei testi _Brian K. Vaughan_ riversa la sua esperienza di paternità, toccando altresì la trasformazione ed integrazione delle dinamiche di coppia con l’arrivo di un figlio. Si accentua una certa propensione alle didascalie, nella forma di diario avanti diverso tempo dai fatti che va’ a svelare, cogliendo il punto di vista della figlia nata dalla infausta _per i signori della guerra_ relazione tra gli ex soldati Marko ed Alana, formalmente mortali nemici ed appartenenti ad eserciti e perfino razze differenti. Un trio destinato a scomporsi a causa della virulenza della guerra, ma pure delle secche di una vita coniugale che, se perfino tranquilla per qualche tempo, si rivela anche fonte di tensioni ed incomprensioni, talvolta recondite.

                    Nel volume quinto perciò, facendo seguito ai “rimescolamenti” avvenuti in “Saga”4 riguardo alleanze forzate ed estemporanee, si snodano principalmente tre storie parallele, che acquisiscono temporaneamente nuovi personaggi, ne parcheggiano,sopprimono o trasformano altri e concorrono a formare nuove criticità in arrivo per la “non convenzionale” ed assai divisa famigliola. Che rischia di fare da parafulmine alle amarezze patite dai multiformi popoli trascinati nel conflitto, che magari vogliono scompostamente la cessazione delle ostilità. I contenuti del fumetto sono come detto espliciti, ovvero inadatti ai bambini. Separatamente i vari capitoli offrono delle digressioni alternate dei personaggi, lasciati in sospeso davanti ad avvenimenti di solito sul punto di sfociare in azioni pericolose e violente. Uno schema a lungo andare micragnoso, che si destreggia in maniera un po’ ricattatoria con i continui rapimenti/allontanamenti della bimba della coppia, già dotata di fluente parlantina.

                    Non sempre convincente (imho) Fiona Staples nel dare corrispondenza visuale alla fantascienza di “Saga”. Ad esempio i vestiti appaiono poco pratici addosso a fuggiaschi che risultano abbigliati con le peggio stravaganze da passerella di moda , magari attagliati su figure tozze e squadrate. Pastura per cosplayer; mentre Marko,scavato con barbetta , sembra sempre di più un Jake Gyllenhall sbigottito, alle viste di un “universo” talvolta riprodotto per sommi capi.

                    Bao Publishing. 144pp., a colori. 14,00€ .
                    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                    Commenta


                    • #11
                      a 14.00 euro sono regalati !!;D
                      [URL=http://s03.flagcounter.com/more/ojF][/U

                      Commenta


                      • #12


                        SAGA 6 (Bao Publishing)
                        144pp., a colori. 14,00€.
                        A questo punto della…Saga, il cumulo delle sottotrame richiederebbe di aver letto i precedenti trenta capitoli ( qui si arriva a trentasei), ma le dinamiche narrative e contenutistiche offerte dal fumetto sono limpidamente desumibili nel recupero del rapporto di coppia tra Alana e Marko , aggrappati alla speranza di ritrovare la figlia Hazel, ormai quattrenne ( ristretta con la nonna e sotto le spoglie “comuni” della razza paterna in un centro “educativo” di Landfall, istituito come tentativo di creare un ponte di dialogo aperto alle nuove generazioni degli storici nemici “lunari”…) di affatto spensierata vivacità. Nel mentre, chi ha incrociato la speciale famigliola negli ultimi anni ha vecchi e nuovi conti da sanare…

                        Godibilmente il lettore potrà appassionarsi alle vicissitudini dei protagonisti , che penano per ritrovarsi ma rischiano di perdersi pure quando hanno dei fini comuni ( e figuriamoci viceversa quando devono subire elementi di disturbo…); misurandosi con un messaggio di tolleranza che permea l’intero volume. I contenuti espliciti del fumetto lo fanno consigliare ad “un pubblico maturo”, ma di fatto pongono una femminuccia in età da asilo ( spaziale ed in tempo di guerra…) a confrontarsi con le diversità (trans)gender , ed indirettamente con il consolidato rapporto di una coppia gay, iniziando a metabolizzare finanche il concetto di mortalità. La scrittura di Brian K. Vaughan si apparta in considerazioni intimiste ed esistenziali ma arrota ficcanti notazioni di carattere più generale , dando credito anche a manifestazioni che da “terrestri” definiremmo pop.
                        Meno bizzarra che in altre occasioni nella ricerca iconografica per fornire un ventaglio di fantascientifiche creature e di mezzi volanti ( direi quasi volutamente dimessi nel loro look “ordinario”), Fiona Staples si appoggia a sfondi variopinti ma fondamentalmente piatti, integrati all’indispensabile alle figure in primo piano , sempre molto espressive e “stilose” a dispetto di matericità teoricamente non umane. Con un finale abbastanza risolto e lieto , che lascia la curiosità di quanta ampiezza l’autore vorrà ancora dare alle tribolate avventure dei suoi normali/straordinari eroi.A voler cercare la pagliuzza della scontentezza direi che i gli incantesimi di magia adottati da Marko possono sembrare comodi “pretesti” per smuovere l’azione; e far parlare alcuni dei personaggi in lingue inventate (?) avrà una sua valenza “politica” ma è poco pratico e necessariamente meno articolato.
                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                        Commenta


                        • #13
                          51XJG6FLEGL._SX329_BO1,204,203,200_.jpg

                          SAGA Volume Sette
                          Bao Publishing. 144pp., a colori. 14,00€.
                          Problemi di approvvigionamento costringono Alana (incinta), Marko , Hazel e gli inquilini della loro astronave a sbarcare sulla cometa abitata di Phang, allo stremo per una guerra civile che si assomma all’infinito conflitto tra “Corna” ( ossia Wreath) ed “Ali” ( ovvvero Landfall) . Il “Sindacato” dei mercenari non ha mai smesso di cercarli; mentre la ex di Marko ,Gwendolyn tenta piuttosto di intraprendere iniziative che innalzino la sua reputazione presso le alte sfere di comando del loro popolo, in coscienza di un pericolo catastrofico ed imminente che sta investendo Phang, da evacuare di soldati e civili (…teoricamente).
                          I capitoli dal 37 al 42 riuniti in questo volume hanno un profilo quasi minimale e raccolto , teatraleggiante perfino, nel circoscrivere gli ambienti ( la condizione di Alana e l’impresentabilità del suo sposo d’altronde lo impongono…) dell’azione, che lascia al logos ed ad un minimo di letterarietà ( vedi le didascalie) l’escursione sentimentale e caratteriale dei personaggi, accompagnati _nella scrittura sempre pulsante di veridicità partecipe di Brian K. Vaughan_ a sondare l’esplorazione di sé , in rapporto al prossimo ed agli accidenti che la ( particolarmente movimentata ,per loro…)vita gli pone davanti. Ed è chiaro che l’autosufficienza del racconto di fantasia, anche barocca, invita alla ricognizione nella realtà del lettore adulto ( il fumetto continua ad essere consigliabile ad un pubblico maturo), palesandogli situazioni di stretta attualità come i profughi di guerra, le tortuose strade politiche alla pacificazione, la religione e le dinamiche allargate di famiglie non “tradizionali”. Sei parti toccanti, brillanti, intriganti ( la sottotrama a capo di Gwendolyn è foriera di sviluppi…), commuoventi (preparatevi a dolorose dipartite…) ed efficacemente dirette ( terribili, nella loro semplicità, le ultime pagine) , nel senso migliore del controllo della (im)pudicizia. Precise ed intense le rappresentazioni grafiche delle pose , sempre curate da Fiona Staples , che risolve sfondi e comprimari fissandoli con basilari linee spioventi e modulate. Leggibile , penso, anche per chi non conosce le uscite precedenti.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                          Commenta


                          • #14
                            46m.jpg

                            SAGA _ Volume otto
                            Bao Publishing. 152 pp., a colori. 14,00€.
                            Testi_ Brian K. Vaughan / Disegni e Colori_ Fiona Staples.
                            La matrice sociologica di studi che impressero al nucleo fondante delle comunità italiane, specie meridionali, la nomea di “familismo amorale”, pare quasi rivalutata al positivo in questi nuovi capitoli (43_48)di “Saga”. Piuttosto evidente e disintermediata la passione di BKV di argomentare via fumetto le “correzioni” allargate e fluide ( …di genere: maschio/femmina) in senso identitario e di auto-definizione della Famiglia …Così particolare , per i suoi protagonisti, e però non meno desiderosa di essere _ nella propria unicità_ “esattamente come chiunque altro” (cit.); che a schermarsi dalla Guerra però non farebbe poi male a concentrarsi su se stessa medesima piuttosto che “sacrificare la propria esistenza” per difendere “tutto fino alla morte” (cit.) in un non egoismo che non arreca affatto il bene dell’universo.
                            Per relazionare il suo weltanschauung lo scrittore di Cleveland congela o quasi la trama orizzontale, lascia fluire le curiosità pre-puberali di Hazel e pone il dato acquisito del feto non più vitale di Alana che giace ancora nel suo grembo. In un planetoide interdetto alla gente di Marko , sua moglie cerca dunque assistenza medica, ricevendo intoppi “burocratici” e rischiando di esporre l’identità del marito.
                            La sceneggiatura (ri-)maneggia dunque (consentendolo…) anche il concetto razziale , per giocarselo ancora una volta in una accettazione multiculturale e pan-sessuale di massima, badando alla conservazione dell’individualità tramite il vissuto precipuo di ognuno , non reimpiantato alla guisa dei Replicanti di Philip Kindred Dick e nemmeno fermo necessariamente alla sua “dotazione” biologica. E vuole spiazzare il lettore fornendogli senza preavviso scenari ( …da film western…) e personaggi nuovi, anche pescati dal passato esperienziale dei protagonisti . Forse la programmaticità degli assunti attutisce l’empatia che le situazioni ed i sempre scorrevoli dialoghi riescono ad infondere alla storia.
                            Dato il genere la colorazione non ha appigli naturalistici ma asseconda le atmosfere (spaziali ) richieste dalla tensione drammatica cercata e progredita nei testi, con la classica_per la serie_ velatura compattante degli sfondi, spesso privi di quelle bordature decise e spigolose che la Staples dedica alla costruzione in primo piano dei suoi fantasiosi ritratti . Piuttosto geometrica ma ricercata l’espressività di bocche ed occhi ove prevista. Azzarderei un paragone con “The Walking Dead” nella misura in cui perde quota la minaccia esterna ( in quel caso gli zombie…) e la traccia narrativa prende piuttosto a scavare nelle dinamiche interiori e di relazione dei personaggi più affezionati( che non hanno necessariamente una preparazione accademica e decodificano la loro realtà anche con strumenti culturali manierati e “pop”), preparandoci a dolorose inevitabili nuove perdite (imho).
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                            Commenta


                            • #15
                              44sss.jpg44sss.jpg
                              SAGA Volume Nove
                              Bao Publishing. 152pp., a colori. 14,00€.
                              Testi_ Brian K. Vaughan / Disegni e Colori_ Fiona Staples.
                              Raccolta dei capitoli 49-54, aventi un arco narrativo che _come osservato in altri TP_ concede un acclimatamento intimista nelle prime battute per poi liberare il passaggio all’azione , che si espleta con secchezza e violenza, andando qui a violare personaggi cardine che ritenevamo (…senza alcun diritto; ma in mancanza di avvisaglie…)ad ora intoccabili ! pertanto abbiamo una ficcante disamina sul ruolo e la responsabilità della stampa libera; sul portato simbolico della famiglia “mista” di Marko, Alana e Hazel, nell’ottica tuttavia che in un tempo ed in un luogo di pace (finalmente!) potrebbe essere “solo” una di tante altre accettabilissime “eccezioni”, per razza e orientamenti sessuali. Ed è quasi troppo rilassandosi su un pianeta marittimo con i variegati compagni di strada che ,per contingenza, necessità o (presumibile…) cambiamento di prospettive esistenziali, vi si sono aggregati che i tre e tutti loro vedranno piombarsi addosso _ peraltro al bivio di nuove e delicate decisioni per alcuni_ i mercenari mandati per eliminarli ed ormai stabilmente sulle loro tracce , anche perché i fuggiaschi hanno realizzato “volontariamente”, in vari gradi, di esporsi nella denuncia delle malefatte di “Signori della Guerra” pronti a parare le notizie se non eliminandoli fisicamente anche con apposite “macchine del fango”fuorvianti e scandalistiche (;-) ). La resa dei conti sarà ferale, esposta a inusitati eroismi e drammatici sovvertimenti, meritandosi graficamente l’omaggio di vignette spaginate ed in ogni frangente la puntualità espressiva (vedi anche la cover, da considerare “allusiva” nel volerci allontanare dagli spoiler :-p ) dei personaggi , pur appartenenti a canoni estetici e cromatici altamente variegati. Forse , nello stile peculiare dell’autrice i panneggi “inamidati” dei vestiari trasmette una lieve sensazione di rigidità nelle frequenti zuffe corpo a corpo richieste da quest’ultimo segmento appassionante di “Saga”, che autorizza a pensare che ci stiamo avviando (?) ad una svolta conclusiva. Da appuntarsi alcune linee di dialogo, da applausi l’intero libro (imho).


                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

                              Commenta

                              In esecuzione...
                              X