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Morgan Lost n°1-Sergio Bonelli-

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  • Morgan Lost n°1-Sergio Bonelli-

    http://www.comicsblog.it/post/289468...a-prima-uscita

    che ne pensate??
    "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

  • #2
    Il primo numero si prova sempre

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    • #3

      SBE. 96pp., a colori; 3,50€.
      Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_Michele Rubini/ Colori_ Arancia Studio/ Copertine_Fabrizio De Tommaso.
      In un tempo presente alternativo (?) , in una metropoli che sembra aver recuperato la vena architettonica degli antichi egizi , ma patisce un’era climatica di fredda oscurità ( riferimenti filmici : Franklin, Dark City, Blade Runner…), un abile “Cacciatore di taglie” _ Morgan Lost_ liquida serial killer (molti dei quali assunti ad icone pop , a causa dei media più sensazionalisti…), da quando (sei anni addietro) cadde vittima con la morosa _poi torturata a morte_ di due psicopatici incappucciati ed adoratori del dio Seth ; che gli hanno lasciato un tatuaggio intorno agli occhi ed una infinita pena per la perdita della sua donna, che non poté proteggere. Un dolore che torna ,se possibile, ad acutizzarsi quando la “firma” di un assassino seriale prende ad imitare quanto gli successe; obbligandolo a raccogliere le forze per intraprendere una indagine privata.

      Serie che parrebbe legata ad una stretta continuità, per un thriller-noir che pesca a bracciate nel cestone dei dvd, con una raffica di citazioni scoperte ( lo stesso ML è un ex esercente cinematografico , che ha ceduto l’attività ad un amico super cinefilo accanito collezionista di pellicole…), che spaziano da “Basic Instinct”, “Il Silenzio degli innocenti / Red Dragon”, o “Aviator” e fanno quagliare l’empatia del lettore per il “solito” investigatore immusonito, virtualmente trasandato e solitario ( ma però è un figo palestrato…), e pure allucinato, che vive in uno scomodo ma pittoresco loft , rigorosamente cittadino. Almeno due o tre guizzi finali della sceneggiatura però agganciano l’attenzione (un po’ come nel telefilm…Lost) su situazioni inaspettate che chiamano ad esigere un chiarimento, ovvero guadagnano, imho, la lettura del secondo numero.
      Oltre alla desueta grafica di copertina, non lascia indifferente la colorazione che si attesta sul bianco, il nero, i grigi ed il rosso, le tinte filtrate dal difetto daltonico attribuito a Morgan. Strabilia il quadro visivo, peraltro senza cercare astruse soluzioni di montaggio delle vignette, grazie alla finitura quasi fotografica di vasti assemblaggi steampunk. Difetti lievi : i vestiti non sempre cadono benissimo ; e quasi tutti sembrano avere labbroni alla Gabriel Garko.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • #4
        Letto anch'io.
        Una puttanata.
        La tricromia è messa random sulle tavole.
        Non credo proseguirò.

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        • #5
          Originariamente inviato da -teo
          Letto anch'io.
          Una puttanata.
          La tricromia è messa random sulle tavole.
          Non credo proseguirò.


          confermo !!
          [URL=http://s03.flagcounter.com/more/ojF][/U

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          • #6

            Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_Giovanni Talami.
            In omaggio al cinema la dicitura “secondo tempo” accompagna l’avventura di presentazione della serie senza scadenza prefissata (dunque non è una mini); svolta temporalmente intorno agli anni ’50 di un passato terrestre “alternativo” che non ha mai visto la IIa Guerra Mondiale e dunque ha potuto avere un impulso tecnologico sorprendente. Nondimeno _sempre rispetto alla nostra realtà _ la corsa al consumismo è esplosa prima forgiando generazioni abituate a lavorare in maniera continuata e competitiva,generando un intessuto sociale esposto a tensione, stress, alienazione, fino al paradosso di interessarsi di serial killer facendone “personaggi” anticonformisti e mediaticamente popolari. Mentre l’Autorità costituita è magari pari o peggio corrotta e disumanizzata dei pervertiti che dovrebbe perseguire.

            Morgan Lost è un Cacciatore di taglie che si congiunge al suo passato tragicamente divelto quando lui e la morosa, sei anni prima, furono rapiti e seviziati da due pazzi , ora che sta alle costole di un’assassina seriale che sembra restituirgli l’immagine della sua donna, creduta morta…

            Il fosco noir metropolitano chiama dialoghi articolati , pregni di deduzioni ed ipotesi , praticamente emendati da ogni ironia, e sostenuti da caratteristi con un’impronta attoriale e carismatica ( delle “facce da cinema”). Pare sbucare un’ispirazione vaga a “Erinni” del compianto Adelino “Ade” Capone, con i ruoli sdoppiati della docente ( una criminologa “buona” ed amica di Morgan) e la killer con qualche facoltà medianica che, come accade di norma nelle sceneggiature di Chiaverotti, poi si rivela essere un indizio concretamente terreno, ancorchè straordinario.

            Fumetto in cui succedono diverse cose, con accelerazioni che ci “premiano” di aver seguito le parti più statiche e ci lasciano col desiderio abilmente in-soddisfatto di sapere come i protagonisti si toglieranno d’impiccio da situazioni al momento drammaticamente irrisolvibili, dopo aver cassato ipotesi che anche chi legge è autorizzato a ripensare. Se si ha pazienza ed applicazione al Genere una lettura soddisfacente.

            In sede di disegni proseguono le valide indicazioni del numero precedente sulla magnificenza scenografica riccamente dettagliata e slanciata su tagli di “inquadrature” che ricercano il dinamismo spettacolare e rifuggono da situazioni compositive piattamente comode, facendoci sopportare un’elargizione del colore rosso che ( a parte nelle pellicole cinematografiche) vuol trovare una via per essere sempre e comunque presente.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • #7


              Meno evanescente ed indefinito che in altre recenti prove Giovanni Freghieri (disegni) si disciplina alla continuazione del concept visuale della serie, rifinendo con impegno e profitto le architetture e i mezzi mobili della città , intersecandola a mondi “altri” ( un tema tipico delle sceneggiature di Claudio Chiaverotti) e dando la propria mirabile interpretazione alla donna. Bellissima protagonista che toglie virtualmente ( ) Morgan dal suo lutto vedovile , per intraprendere una storia d’amore disturbata (eufemismo…) dal serial killer del titolo , in fissa con la tipa…

              Magari è giusto e necessario non adagiare il protagonista sulla “solita” indagine poliziesca ,però qui _ cercando ispirazione tra Craven e Balaguero_ si parte per una tangente immaginifica in cui tutto e permesso ad un’estetica frastornante che trova solo nel finale una sua faticosa spiegazione ; che a ben vedere _tornando allo “sliding doors” che la genera_ è pure abbastanza contraddittoria. Sarà il lettore a dare agibilità a situazioni forti ( riconducibili d’altro canto alla aberrazione codificata dalla criminologia dell’assassino seriale mascherato) e decontestualizzate da un piano di realtà che a sua volta è inscatolato e “sognato” da una ulteriore percezione del reale, quasi un “panopticon” dell’anima turbata della protagonista. Totalmente espunta invece dall’albo la questione in sospeso della fidanzata Lisbeth.


              ML 4 La Rosa nera
              Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Val Romeo.
              L’offerta bulimica di casistiche criminali concernenti i serial killer si dipana ormai in tutte le propaggini dell’intrattenimento domestico, dalla matrice ispirativa dei prodotti americani. Perfino dunque le eccentricità deviate ed il vissuto psicologico (psichiatrico) degli assassini in serie ha assunto decodificazioni abitudinarie presso i lettori/spettatori ,intrigati da metodici spargimenti di sangue a seguito di contorte personalità forgiate su traumi e deprivazioni morbose che hanno segnato, in genere dalla pubertà in poi, dei disturbati con a carico famiglie o figure vicarie equivalenti altamente diseducative.

              Chiaverotti non brucia facilmente i suoi cattivoni , che si vorrebbe d’altronde prefigurare come merce rara e pure masochisticamente ricercata per l’emozione del pericolo o, criticamente, per specchiarsi in un altrove probabilmente meno alieno di come ci piacerebbe pensare per noi stessi. Tuttavia forse è privo della preparazione accademica acquisita da un Giancarlo Berardi , mentre è “intrappolato” nella definizione della città “alternativa” di Heliopolis e di nuovi comprimari di Morgan, utili a far camminare la sceneggiatura nella maturazione di indizi seminati in precedenza sul profilo sfuggente ( ma è stato così anche per la Myrna Harrod di “Julia”) del Villain al centro dell’episodio, che per i motivi sopra esposti (imho) sa di vecchio e conosciuto , impedendo alla storia di decollare se non sparando una salva di colpi di scena poi ricomposti in un nulla di fatto reale; peraltro mangiando spazio alle azioni di Morgan , affannato e carente nell’imporsi sul proscenio.

              Prova senz’altro professionale della Romeo , molto incisiva sui primi piani ed attenta a rendere gli scorci della città, in armonia stilistica con gli artisti che l’hanno preceduta. Speriamo non rimanga l’unico segno distintivo della serie, con fin troppo sottolineate finezze deduttive ed un prontuario di “soliti” maniaci a piede libero.
              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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              • #8


                ML 5 L’Orologio del tempo
                Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Giuseppe Liotti.
                Parabola sull’amor filiale, con accenti salaci ed un finale che vorrebbe prendere da Carl Sagan ma temo cada nei territori di una Safiria Leccese. Morgan, facendo il minimo sindacale che ci aspetta da un cacciatore di taglie ne esce un po’ frastornato e zerbino causa tipa con problemi , sexy-spogliarellista per (conto di) tipacci attaccati al soldo, oppure complessati da manuale di criminologia. Ed infatti il serial killer di turno viene sgamato in metà albo, per poi passare sotto i maneggi di palazzinari tangentisti e legulei dalla spina dorsale molto elastica, oppure no. I piani temporali sfasati tentano di imbrigliare una storia che correrebbe sui binari retti della linearità esemplare; ma con scarso preavviso finiscono piuttosto per legarsi alla presentazione dei nuovi personaggi, che entrano dunque in gioco smistati tra le varie componenti in causa, per scopi che sono faticosamente chiariti solo avendo la visione globale della macchinazione narrativa.
                I disegni inventano un quartiere a luci rosse di Heliopolis ma non marcano particolarmente il territorio urbano, presso cui zampettano figure gracilmente carismatiche.
                Serie (imho) in calando d’interesse.
                ?
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                • #9


                  ML 6 I Coniugi Rabbit
                  Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Cristiano Spadavecchia.
                  Durante una maratona cinematografica celebrativa di Halloween , tra gli spettatori costumati e vocianti, Morgan scorge una coppia travestita da conigli antropomorfi _ in omaggio ai personaggi di un comic indipendente_ fare scempio di una sventurata, ultima di una lunga scia di sangue omicida. Appellandosi allo schivo autore del fumetto ed ai suoi non moltissimi ma entusiasti fans, il Cacciatore di taglie cerca di avvicinare il mistero delle menti disturbate dei due serial killer , che si denunciano come coniugi e lanciano un guanto di sfida allo stesso Lost , provocandolo nel vivo dei suoi affetti (…).

                  Un terzo della foliazione dell’albo è impiegato a descrivere la violenza grafica e reiterata dei coniugi assassini mascherati; per poi virare in una anche simpatica satira del mondo degli autori e lettori di fumetti, nell’accezione di, in genere, ultra-quarantenni dalla passione spasmodica e maniacalmente pignola, propensa a grandi sforzi economici per assecondare il soddisfacimento esaltato dei propri gusti . Da qui l’indagine decolla con sapiente distribuzione di tempi e colpi di scena , attivando Morgan nella modalità di un thriller adrenalinico , trovando tuttavia anche una enclave narrativa riconducibile più al noir classico “da camera”. Le parentesi rosa-sexy stanno diventando una costante per l’ombroso (?) Morgan, che giostra abitudini ben poco salutiste sfoggiando una tenuta atletica comunque ragguardevole. Imponente la forma grafica nel rendere , anche in interni, gli spazi architettonici ed incisivamente variegati i protagonisti , con i mascheramenti che mettono in gioco dalla goliardia fino alla perversione necrofila, che lo sceneggiatore non lascia orfana di profilazione, semmai concedendosi al fantastico nell’ultima coda del racconto, spiccatamente fantasy.?

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                  • #10


                    ML 7 Vulcano 7
                    Serie altalenante : imho questo numero è down. Nel mondo alternativo di “Morgan Lost” il 1953 è già propizio al viaggio sulla Luna, non fagocitato dalle rivalità tecnologiche da guerra fredda. La presa del satellite è però funestata dall’inconsulto comportamento di un astronauta, la cui sorella si rivolge a Pandora e Morgan per tutelare la memoria del familiare e capire l’origine di un malessere psicologico che lei e le persone vicine al fratello non avevano mai intravisto.
                    Spuntato l’espediente del sogno ad occhi aperti che azzera svolte cruente nella trama, ci viene imposto un protocollo di stereotipi Voodoo, amministrati da una insospettabile (?) che, in un tipico dualismo dei testi di Chiaverotti, concorre in maniera non esclusiva ed accompagnata da spiegazioni possibili più “scientifiche” a dare una plausibilità a ciò che viene messo in scena. Morgan sfoggia un sano scetticismo , ma risulta più il collante che il vero motore della narrazione; e quasi indispone nelle sue prodezze amatorie, con una tipa perfino comica nel suo narcisismo. Rispunta pure la sua storica ex, carica di una dote di perversioni e nevrosi. La sceneggiatura pastura anche le tesi negazioniste sull’allunaggio , conseguenti alla dis-informazione giornalistico-televisiva. Eccetti i bambini Andrea Fattori delinea ritratti atteggiati di solida personalità e permette ai toni di rosso di integrarsi offrendo sfumature che giocano sulla profondità del quadro.
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                    • #11


                      ML 8 Per morte e per amore
                      Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Vincenzo Bufi.
                      Up! Un storia che riconcilia con la serie, appassionatamente divisa tra un presente ( che la sceneggiatura colloca definitivamente negli Stati Uniti di un “alternativo” 1953) , ed un passato da ricostruire , lavorando sugli slanci atletici di Morgan ( che pare Tom Cruise nelle “Missioni Impossibili”) quanto sul nerbo della sua psicologia (provata dal contatto con i killer , come d’altronde accade alle vittime) mentre i media lacerano i brandelli di ogni intimità ( una disquisizione a suo agio anche su “Julia” o “Dylan Dog”…).
                      E la cattura dell’omicida seriale non chiude l’albo, ma anzi apre le più interessanti articolazioni della trama, che gioca sul versante onirico in maniera più sottile _ergo, interessante_ e spiazzante del (suo)solito. I personaggi coinvolti portano il loro contributo alla stratificazione degli elementi del giallo e danno corpo a situazioni “malate”,che peraltro non sfuggono all’analisi di Pandora , sempre più oracolare. Finale forte e poetizzante, che apre ai sentimenti un incipit viceversa abbastanza didascalico nel mettere ML nella condizione di cacciatore di taglie, ma strenuo oppositore della pena capitale.

                      Tralasciando Regina ( l’ufficiale di polizia amica di ML, magari anche troppo in modalità Isp. Bloch…) pingue e cougar oltre modo, e poche vignette dalla composizione non equilibratissima, oltre al “banale” tatuaggio sugli occhi, la capacità descrittiva dei disegni è spettacolare e perfino virtuosa nel cercare il dinamismo coi tagli d’inquadratura, sempre attenti _ anche con la china e le sfumature di rosso_ a favorire lo stacco tridimensionale tra primi piani e sfondi.
                      L’equilibrio ottenuto bilanciando soggetto, svolgimento e resa grafica dedicata, ne fa rimarcare l’episodio forse più felice tra i pubblicati finora (imho).?

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                      • #12


                        ML 9 Megamultiplex
                        Con ferma passione cinefila ma limitata lucidità post-sbronza (?) Morgan si ritrova accasciato sulla poltroncina di un cinema a seguire una curiosa rassegna di cortometraggi horror, i cui protagonisti, soccombenti sullo schermo ,si materializzano in sala, con un senso di totale smarrimento . Dopo l’ultima proiezione ,che concerne Morgan in lotta con un killer ed una enigmatica didascalia finale , il gruppetto di spettatori così stranamente formato cerca _con insormontabili difficoltà _ di lasciare il multiplex ; ed interrogandosi vicendevolmente scopre una sbalorditiva coincidenza che li accumuna tutti…

                        Claudio Chiaverotti ai testi apre uno squarcio sulla biografia di ML , ammiccando a se stesso ( il papà di M. pare la copia esatta di “Brendon”, altro personaggio dei fumetti dell’autore torinese) ed infondendo suggestioni meta cinematografiche in un compendio di mini soggetti che illustrano parvenze di vita dei distinti personaggi, dentro un ingranaggio narrativo che mantiene l’unità di tempo e luogo, oltre a convenzionarsi con le “regole” degli slasher movies, filtrate in una chiave “folle e visionaria” autodenunciata fin dalle prime righe della presentazione, Il tutto si sostiene, imho, evitando lungaggini e non smarrendo un filo conduttore coeso , per quanto surreale.
                        Su “Scuola di Fumetto” n.ro 102 abbiamo già ammirato alcune tavole preparatorie di Lola Airaghi ( es : pag.5 senza effetti e scritta; pag.28 autoritratto: è la ragazza col cappello e la sigaretta), di grande presa , spazialità e dinamismo nell’alternanza dei registri improntati al realismo od alle fantasie più oniriche e sfrontate. Ed anche nelle vignette in cui recede la limpidezza del segno non mancano mai elementi che diano solido corpo alla effervescente realtà di Heliopolis.
                        ?
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                        • #13


                          ML 10 Senza nome e senza volto
                          Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Marco Perugini.
                          Illustri…Sconosciuti, che uccidono per affermare il loro desiderio di essere considerati ed amati, prigionieri di un aspetto fisico e di una condizione sociale anonimizzanti; con la convinzione di una propria inadeguatezza , che recide lo slancio a realizzarsi affettivamente e stabilmente con un partner.
                          E’ un primo profilo criminale che Pandora propone a Morgan , sulle piste di un serial killer che mette in bocca alle sue vittime , letteralmente, un piccolo gadget che sa ripetere “ I love you”…
                          In un fugace scambio di battute fatte dire da Regina, la poliziotti, la sceneggiatura auto-ironizza sugli “sfigati” che di norma non si rivalgono d’omicidi , e tuttavia il cacciatore di taglie s’imbatte in una mole disorientante di “casi umani” figli dell’alienazione metropolitana o piuttosto della volontà d’ingarbugliare la trama , tenendola piuttosto sobria negli elementi onirico-fantastici e battendo invece le classiche , ancorché moltiplicate, strade della deduzione investigativa. Manca però (imho) una via peculiare che non faccia sembrare l’episodio una costola adattata da “Dylan Dog”, stressando i nessi di casualità per introdurre una pletora di complessati sospettabili, ed intercambiabili nello spirito dell’assunto dato dal soggetto , che scodella la storia forse con una meccanicità poco empatizzante.
                          Lo skyline è visivamente abbastanza standardizzato , ma a livello del suolo le architetture sono ottimamente caratterizzate nelle finiture ( si veda come esempio l’abitazione di Ann Wedding, l’impiegata assassinata…) e spinte nelle ampie fughe prospettiche. Talvolta il segno sembra “accontentarsi” di una definizione veloce e sintetica nella composizione delle vignette.
                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • #14


                            ML 11 L’Ombra dello sciacallo
                            Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Max Bertolini.
                            Un viaggio intrapreso all’estero per ragioni umanitarie, diventa un viatico di sofferenze per una cittadina di New Heliopolis che, infine tornata a casa comincia ad avere delle visioni di una donna a lei somigliante , ma vissuta in un lontanissimo passato, ed in forma robotica (!) in un avanzato futuro. Un uomo, con la maschera di Anubi le è accanto … Ai suoi giorni intanto, in città, un uomo mascherato sta infierendo su ragazze di aspetto simile al suo. Trova l’aiuto di Morgan Lost…

                            Un numero che allarga le “location” della serie ed aggiunge qualche tassello emotivo a puntellare l’interiorità del protagonista, dandogli nuovi tarli emotivi ed una certa malinconia di fondo, come a smarcarlo da moduli comportamentali che ancora sembrano mutuati ( ed adattabili) da “Dylan Dog”. Come ML ( che non rinuncia alla consulenza di Pandora; che ci regala un pezzetto inedito della sua personalità…) siamo sollecitati a dare una collocazione razionalmente spiegabile alle traumatiche proiezioni visive della sua assistita per, letteralmente,smascherare il violento killer, anche con una ricerca indiziaria basata su intuizioni che _mestiere dello sceneggiatore_ , stratificate, vanno affinandosi verso la conclusione, data con risorse non pienamente ordinarie Episodio dunque che sbroglia diverse direzioni geografico-temporali con un perno saldo ancorché di particolare natura.
                            Il segno grafico ricorda Piccatto; non disdegna sottolineature con giochi di luce ( vedi riflessi arabescati e le diminuite tonalità di alcuni sfondi , per dare contrasto e staccare i piani) che accarezzano corpi spesso svestiti e sotto uno scacco erotico-morboso che rimanda al cinema di genere degli anni ’60-’70.
                            Albo che intriga , se letto (imho) senza l’assillo di voler comprendere tutto ed immediatamente.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #15


                              ML 12 Killer clown
                              La serie conclude il suo primo anno di vita editoriale, saldamente e riconoscibilmente guidata dai testi del suo ideatore Claudio Chiaverotti.
                              Notiamo nell’albo delle vignette usate al lancio promozionale della testata, stimabile testimonianza della efficace eleganza che illumina i disegni di Val(entina) Romeo, esaltando nella pulizia estrema del tratto ( non pare esserci un singolo segno superfluo!) le tersicoree figure femminili.
                              Trama ingarbugliata e paradossale fino all’ultima pagina , nello stile dello sceneggiatore che, come suo solito, offre una soluzione della sua enigmaticità in una chiave raziocinante, ma al contempo congeda l’episodio in una sospensione fantastica destinata a cristallizzare, poiché il numero successivo riprenderà come se nulla fosse aggiunto e successo ;-), come prassi della continuità by Bonelli . Sulla falsariga di suggestioni cinefile che abbracciano registi autentici di alta espressione ed inventati (?) mestieranti di “serie z” la sceneggiatura moltiplica i momenti gore e stordisce lo stesso ML in un limbo percettivo macabro ,dove il cacciatore di taglie rischia di percepirsi egli stesso (!) come assassino, obnubilato da influssi misteriosi, tramite una catena di complicità , da svelare per arrivare al mandante. Lo sforzo non ha (imho) una grande pregnanza ( e piuttosto serve tenere d’occhio i bordi delle vignette : arrotondate nei _ talvolta inattesi_ flashback…), con l’azione che viene stornata su ulteriori elementi onirici , tracciando in serie manifestazioni di violenza. Magari era meglio sistemare la storia con meno scannamenti e pezze narrative più robuste. :-p ?

                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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