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Morgan Lost n°1-Sergio Bonelli-

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  • #16


    ML 13 Il Segreto di Juliet
    Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Luca Raimondo.
    Due sicari, nomi da dioscuri ma di vili intenti, assicurano il malaffare di una lugubre House che opera all’estremo ed ingannevole confine delle leggi di New Heliopolis. Alla loro maglia contenitiva sfugge una giovanissima e poco provveduta ragazza, Juliet, che colpisce ed attrae ML appena incrociata la sua strada. Il cacciatore di taglie cercherà così di sottrarla al più triste dei destini, che la tipa peraltro sente avvicinarsi in maniera ( che è condizionata a credere) ineluttabile.
    Le farciture ironiche disseminate nella vicenda appaiate a ferme somministrazioni di cruda violenza ; la parziale curiosità di esplorare l’edificio che ospita il loft di Morgan e toccare ancora i nervi sensibili del suo passato; ed un qual certo scoraggiante quadro della situazione cittadina e legislativa alla “Sin City” non tolgono (imho) la sensazione di una storia in fondo debole e mandata avanti con meccanica prevedibilità , salvo un “mistero misterioso”intervenuto dalla fine del primo atto ( ma poi _più o meno_ spiegato miseramente…). Piuttosto , Juliet ha il solo segreto della reticenza , con una passività che l’autore dei testi tenta di rendere verosimile pure in senso psichiatrico , magari con sedazioni psico- farmacologiche. Ma pare esagerare oltre le possibilità di empatia verso la protagonista femminile, ed i suoi altrettanto svaporati compagni di sventura, sotto il giogo di veniali sociopatici , pure protetti ad alti livelli e dunque impunemente destinati a ritornare . A Morgan non resta che “giustiziare” i loro sottoposti; una misura non priva di un carico di ambiguità.
    Estremamente sciolti anche nelle posture più dinamiche , i disegni convincono anche per gli scorci urbani ( vedi le corse delle automobili e le abitazioni in genere…), mentre sono invece meno incisivi sui primi piani , ritratti di “faccioni” con una morbidezza un po’ sommaria e sdrucciolevole.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • #17


      ML 14 Una Vita perfetta
      Durante la pericolosa cattura di un serial killer Morgan rivede una sua vecchia fiamma, che rimane ferita seriamente nel corso dell’azione. All’ospedale conosce il brillante chirurgo che ha operato la sua amica. Sulla via della guarigione la ragazza e Morgan si rimettono insieme, prendendo piacevolmente a frequentare il dottore e sua moglie. Intanto un nuovo serial killer dai comportamenti poco tracciabili scatena la sua furia assassina.

      Claudio Chiaverotti gioca allo scoperto sull’identità dell’omicida seriale, cita se stesso con “Brendon” in chiave di preavvisata finzione , pigia l’acceleratore sulle immagini visionarie ed oniriche e lascia specchiare il suo protagonista in una antitesi che in qualche modo gli è affine ( si noti che quando i due elementi sono in campo e si compenetrano spiritualmente scompare il daltonismo di Morgan…). Piacevole nei dialoghi la storia si lascia seguire nella meccanica degli snodi di trama che portano all’inevitabile shock down, portandosi dietro qualche pietoso segreto a “risarcire” sentimenti autentici sebbene ingenui. I toni ammiccanti in vista del completamento dell’indagine potrebbero essere interpretati per scarsa fiducia dell’autore alla capacità di discernimento dei lettori , oppure all’opposto come ammissione di forzature nella plausibilità della trama. D’altronde la ricognizione delle personalità disturbate rientra in una casistica di esattezze esemplari, che a mala voglia (per motivi suoi…) Pandora rovescia sul cacciatore di taglie nel loro consueto briefing informale. La pietanza non è insipida, ma la ricetta stenta a trovare l’ingrediente che dia un sapore definito e distintivo , privo di retrogusti spuri (Dylan Dog…).
      L’eccesso e forse lo squilibrio anatomico nel rendere il primo dei killer illustrati nell’albo è l’unica pecca che si può addebitare a Max Bertolini ,altrimenti bravissimo nel dare spazialità agli ambienti ,lavorando sulle fonti di illuminazione a conferire alle vignette respiro e profondità; da far venire voglia di abitare in un loft ricavato dal retro di un orologio in disuso, ottimo anche per intrattenere le ragazze ;-) .
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • #18


        ML 15 I Canti dei morti
        A dispetto dei colori quanto mai iper realistici della copertina _ ad opera di Fabrizio De Tommaso_ la storia, come dal primo numero firmata da Claudio Chiaverotti , incerniera una fitta successione di micro episodi auto conclusi , in cui psicopatici e serial killer affrontati da Morgan raccontano la loro neutralizzazione ad una presenza che vorrebbe dirsi estranea ma li percepisce nel “limbo” della loro manifestazione spettrale.
        Banditi per una volta i servigi di Pandora ,la criminologa, e Regina la poliziotta e con i colleghi cacciatori di taglie a fare da contorno e contralto ironico ( alcune battute ammiccano in maniera divertente…), l’episodio prende decisamente la tangente di un surrealismo familiare per i cultori dell’autore ma forse poco potabile e snervante per chi si accostasse al fumetto per la prima volta. Il finale letteralmente “col botto” punta il filone di una certa Sci-Fi horror in cerca di un espediente a basso costo per inscenare catastrofismi apocalittici e segue un’altrettanta collaudata tradizione soprannaturale di anime in pena che realizzano solo a posteriori di essere trasmutate in una nuova e definitiva condizione post umana. Ligio al dovere Lost effonde umanistica comprensione dell’animo seppur perverso dei criminali, ma complice forse il poco spazio a disposizione risolve in sostanza a pistolettate . Ai disegni Cristiano Spadavecchia fa il suo nelle non molte occasioni che ha di definire le architetture di New Heliopolis, ma di norma “inscatola” piani stretti dove la protagonista femminile sembra una bambolina di plastic osa perfezione, intonata a parte del soggetto in una sottolineatura che forse nuoce alla sua credibilità, perno necessario (credo) di uno sviluppo narrativo che si prende già ampie licenze, decrittabili ma volutamente spiazzanti.
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • #19


          ML 16 Ricordati di Elizabeth
          Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Giuseppe Liotti.
          Un disturbato , di professione deratizzatore, infierisce su delle povere ragazze come fossero fauna infestante; tenendosi una malata infatuazione per una top model, che invece rimorchia Morgan lasciandogli un montante, deviato risentimento in procinto di involvere in nuovi atti abietti…
          Un albo dove Chiaverotti opera per sterilizzare ogni residuo di fascinazione per il complessato e detestabile serial killer, mentre (da qui il titolo…) omaggia la memoria di una sua vittima, nella sua rispettabile normalità ( e sebbene affondi una gag su ML oniricamente imprigionato in una regolata vita piccolo borghese…). Parimenti d’altronde sottopone il cacciatore di taglie al disbrigo di nuovi casi, liquidati senza che la delicatezza e la pericolosità concorrenti il suo lavoro generino troppo clamore (cosa comunque concorrente a conquistare la scafatissima modella, che peraltro gli declina una ironia quasi irridente…) . E anche il finale rompe ogni schema “eroico”, sollevando Morgan dal farsi latore di soluzioni giustizialiste e provvidenziali.
          Fatti salvi certi “trucchi” surrealisti ( vedi il pseudo astronauta…) già sperimentati e lo spudorato ricorso del personaggio di Elizabeth post mortem , l’autore ragiona con un certo scrupolo etico sulla messa in scena della serie da lui ideata, sfruttando l’occasione per inserire variazioni in uno spartito narrativo che tocca in definitiva note ricorrenti.
          Buoni gli scorci cittadini offerti dai disegni, invece abbastanza freddi nella geometria degli ambienti domestici più comuni. I primi piani, ed i visi in generale, si impongono nelle vignette di loro competenza, che assumono forme trapezoidali vicine allo stile manga ad esaltazione di movimentati scontri fisici. La chiosa conclusiva sembra un benevolo scaccia pensieri concesso ai vivi o (parola grossa) sopravvissuti.
          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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          • #20
            ML 17 Jerome X
            Sbirciando la presentazione del prossimo albo si intuiscono elementi di continuità narrativa che Claudio Chiaverotti _ ideatore ed autore unico ai testi_ ha preannunciato sempre più corposa e serrata nel divenire dei futuri episodi. Qui un’interdizione volutamente equivoca sembra trasportare Morgan in una penosa tresca con una infermiera,profondamente pentita di una sua debolezza carnale; e col di lei figlio pre adolescente che pare vivere in una dimensione psicoattitudinale , denunciata a scuola e nei luoghi che frequenta di preferenza, tutta sua particolare…
            Ma sembra anche essere l’unico a percepire le sinistre mosse di un killer, che ha preso a dare la morte circostanziandosi negli ambienti che formano proprio il vissuto del ragazzino e pedinati con malcelato nervosismo dal cacciatore di taglie . Un episodio generoso nel rilanciare la trama accumulando quegli spostamenti nel campo del surreale e dell’onirico tipici dell’autore, che talvolta tradiscono i fatti con la dimensione del sogno ma più spesso sono riconducibili ad esperienze stravaganti ma assolutamente tangibili, e violente per conseguenza e prassi. Gli “espedienti” per allettare la curiosità dei lettori sono comunque (imho) ben gestiti fino all’ultima pagina.
            Ai disegni Alessandro Pastrovicchio si disgiunge dalla unitarietà grafica sostanziale della serie , tradendo forse qualche incertezza di fusione con gli sfondi dei personaggi, sintetizzati in corporature non molto armoniche, con una certa estroflessione dei tratti facciali , induriti da tratteggi che si sovrappongono alle pur necessarie rughe di espressione. Migliore la resa delle ombreggiature, anche consistenti. Convincente, il fumetto si lascia leggere pure per un bel piglio nei dialoghi, sebbene non si discostino troppo dalla tipica “scaletta” delle consultazioni di Lost.
            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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            • #21
              ML 18 Le lacrime del diavolo
              Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Val Romeo.
              Storia di Igraine, l’amica, collega e brevemente amante di Morgan che incappa _ con un crescente trasporto emotivo ed impulsività scriteriata_ in un killer che la costringe a rivivere il suo penoso ed ancora irrisolto passato familiare, causa il padre ergastolano che trascinò lei bambina con la mamma nell’orbita criminale della mafia russa, agganciata per le origini territoriali comuni anche al killer , divenuto non gradevole frequentatore della loro casa.
              La costernazione della madre di Igraine verso il marito si bagnerà di tragedia , segnando la piccola. Che, mettendo a frutto, da adulta, la sua preparazione da cacciatrice di taglie prende di petto un caso che la coinvolge troppo sul piano personale. Morgan vorrà essere il suo fidato scudiero .
              Accordata una possibilità di riabilitazione a chi è (stato) delinquente, Chiaverotti si sente narrativamente libero di dare una resa dei conti al villain , biasimandolo per la piccineria della sua personalità deviata; inaugurando un prologo off Usa, per sottolineare il carattere di importazione delinquenziale saldato dentro una comunità , quella dei russi, ospite ma come tutte tendente ad aggregarsi tra consimili. La storia è ben condotta in tutte le sue diramazioni , avendo cura di calare quei particolari secondari che fanno indirizzare la trama, nel segno di quei thriller dove il cattivo è “duro a morire” ma in qualche elaborato modo il suo destino si compie in maniera esemplare. Poi non si vive felici e contenti ma almeno rasserenati e perfino leali , pur continuando ognuno a far ardere a modo suo la fiamma del peccato.
              Valentina Romeo è una splendida certezza su questa serie. Da lustrarsi gli occhi il dinamismo espressivo che infonde alle tavole governando una solidità ineccepibile nella costruzione delle figure che, passate nei toni di grigio sembrano infuse di una veridicità da scatto fotografico, andando pure a lavorare sulla profondità di campo ed il taglio delle vignette. Avrebbe perfino meritato un formato di stampa più largo , posto che diversi scambi dialogati abbisognano di piccole finestre consecutive e ripetute. Insieme a “Lilith” la serie Bonelli più spregiudicata anche sotto il profilo erotico , che mette in questo caso Morgan eroe bello e risoluto al servizio della super sexy Igraine, monumentale, e non da sola, espressione di venustà . ;-)
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              • #22
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                ML 19 Memorie di una telecamera
                Cinefilo di comprovata passione, Claudio Chiaverotti scrive una storia ad alto dosaggio di citazioni filmiche, brandendo un killer _ tal quale l’attore John Lithgow_ che consuma i suoi delitti rigorosamente a favore di una cinepresa 8mm, un occhio che uccide a cui lascia il proibito e pervertito grumo delle sue ( ma, secondo l’autore, anche in varia misura traslabili in ognuno di noi…) pulsioni scopiche e sociopatiche. A metà albo un rilevante colpo di scena devia l’episodio su scenari esteticamente alla Cronenberg, ma forse un po’ sfilacciati ed esausti sul piano narrativo, benché Cristiano Spadavecchia ai disegni concentri una bella capacità a vivacizzare l’azione coordinando tagli di inquadratura accattivanti. Lieve calo qualitativo in alcuni primi piani. Un numero che non offre grandi occasioni al humor nero ma che, sfruttando anche le competenze pregresse del protagonista comprime un alto numero di informazioni con dialoghi serrati e quasi convulsi, alla miglior maniera della fiction televisiva americana di oggi.
                Inside jokes : conosciamo per esteso il nome di Regina e ,ehm, disfunzioni di Morgan nel talamo.
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                • #23
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                  ML 20 Sogni di qualcun altro
                  Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Giovanni Talami.
                  L’episodio rovista nei gangli burocratici che alienano i cittadini di New Heliopolis, già “sfasati” dall’oscurità e dal clima rigido quasi perenni e da ritmi di lavoro usuranti , con una settorialità che scoraggia i rapporti umani e, di fatto, sentimentali, avvitando molti cittadini in una frustrazione dei propri desideri che può liberare poi comportamenti sociopatici e violenti. Fatta salva la digressione, e lasciata aperta una porta narrativa per dare conto di una breve e concitata caccia ad un assassino ed ulteriori macabre fantasie omicide ( classici colpi di scena da aspettarsi da Chiaverotti per movimentare le storie intorno a pseudo clamorosi sviluppi,poi relegati ad ipotesi oniriche…), il troncone principale della trama si risolve nell’amministrazione ordinaria di questa serie; che piuttosto ripresenta alcune aberrazioni intestine intuite nei primissimi numeri , con un gusto perversamente disturbato ed immaginifico. Molto contribuisce la qualità dei disegni, straordinariamente immersivi ed evocativi nel valorizzare le location e nello sfruttare i punti luce , creando ambienti estesi, “vissuti “ e dettagliati con incomparabile solidità. Ritratti e perfino maschere del tutto convincenti e dalla disinvolta credibilità e fluidità anatomica , ripresi da qualsivoglia angolatura. Un episodio direi transitorio , che fornisce qualche raggelante informazione suppletiva sulla città , offre azione citazionista ( “Blow out” e probabile “ Gli Occhi del testimone”) condita da dialoghi venati d’ironia e disbriga la caccia all’ennesimo killer complessato senza il brio dell’inventiva ma con una certa affezione nell’approfondimento della principale protagonista femminile.
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                  • #24
                    ML 21 La Trama di Oz
                    La vena surrealista e psicanalitica sempre pulsante nelle opere di Claudio Chiaverotti qui si scatena contaminando i piani della realtà e rendendo (imho) perfino dannoso riflettere sulle incespicate incongruenze di una sceneggiatura che trova nel finale una sua quadratura verosimile . Già Tiziano Sclavi scrisse un Dylan Dog omaggiando il film “Identità” , ed è in questo solco accidentato che l’autore dell’albo sciorina il repertorio di voluti fraintendimenti che poggiano sulle routine di Morgan, ma si insinua anche in spazi reconditi della personalità del cacciatore di taglie, andando a lambire traumi di un passato che prima o poi verrà maggiormente a galla, c’è da scommetterci… Non manca un portato autoreferenziale, dato che una delle protagoniste è una scrittrice ripresa nell’atto creativo , ma essendo al contempo ella stessa la funzione di un incubo che Morgan (…e la sempre meno distaccata Pandora)deve tentare di decifrare , interpretando indizi e scalmanandosi in tirate e pericolose azioni. Bene i disegni di Andrea Fattori, lievemente appiattenti su alcuni elementi di sfondo , con la resa dell’impressione di dinamicità e spazialità apportata anche dalla decisa direzione delle fonti di luce, preziose nella notturna Heliopolis, pure omaggiata nei suoi caratteristici scorci urbani curiosamente debitori dell’arte egizia.
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                      ML 22 Il Silenzio alla fine del mondo
                      Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Marco Perugini.
                      Un modesto e schivo impiegato del settore pubblico è infastidito a tal punto dall’inquinamento acustico da perpetrare contro misure drastiche. Il timido incontro con un’altra solitudine potrebbe regalargli la tregua della serenità, ma…

                      Un episodio in cui Morgan Lost entra quasi di straforo , per una coincidenza binaria ( che avrà una sua spiegazione…)che lo porta ad indagare , senza grande sforzo nel trovare la pista giusta, nella vita e nei misfatti del “solito” esemplare complessato con scatti psicotici e revanscisti. Però il suo ruolo è sostanzialmente testimoniale, di un destino che va’ a compiersi suo malgrado , in un catastrofismo nobilitato dalla facoltà di una parziale redenzione del cattivo.
                      Meno convenzionale ed a suo modo spiritoso lo spiccio disimpegno mostrato da Morgan per spillare informazioni ad eccentrici comprimari , andando d’esperienza nella profilazione di un assassino peraltro senza tratti qualitativi spiccati, per la serie “la banalità del male”.
                      Se Chiaverotti si tiene in media ( con tendenza verso il basso, imho)nella sua professionalità, i disegni anche danno punte di ulteriore perplessità. Piatti assai gli sfondi, dove neppure il rosso trova modo di sistemarsi con agio ed il grigio è monotono. Qualche discontinuità nelle proporzioni , mentre rughe e smorfie pur numerose non fissano un grado di soddisfazione nella solidità dei ritratti.


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                      • #26
                        ML 23 La Zona d’ombra
                        Testi_ Claudio Chiaverotti/ Disegni_ Ennio Bufi .
                        In un momento di forte apatia con insonnia persistente incorporata Morgan trova la piacevole compagnia di una giovane cronista di nera mentre indaga i delitti seriali di due squilibrati repressi ,che in amicizia si danno la carica a vicenda per commettere atroci uccisioni, a “riscatto mediatico” di esistenze altrimenti goffe ed anonime.
                        Anche grazie ad una “imbeccata” poco decifrabile, Morgan traccia la pista giusta per arrivare agli assassini, finendo egli stesso però braccato dal pericolo.
                        Un altro episodio dove la formula espositiva dela messa in scena è rispettata abbastanza regolarmente per la serie; che dunque non si fa sfuggire biforcazioni surreali ed un micro campionario di ulteriori disturbati mentali che Chiaverotti pesca ironicamente tra funzionari pignoli in mansioni ingrate.
                        L’amica del mese è un incrocio tra Anna Never con le fobie di S. H.Bloch in “Dylan Dog” e tendenze da gatta morta al rialzo. Inedita ma logica la collaborazione tra Regina e Pandora nel dare un profilo ai killer, “giustamente” irritanti nello loro narcisistiche pseudo-motivazioni; e torna brevemente anche il Direttore Generale ( vedi ML_1 e 2), figura in tutti i sensi ingombrante nella vita di Lost.
                        Il paradossale finale stavolta pare abusare della licenza di (in)credibilità, nel complesso di una storia però nemmeno “sgangherata” più della media ;-) .
                        Ai disegni giova in maniera alterna un tratto molto fine che, pur rispettando la comunicativa facciale dei personaggi talvolta sembra smottare nell’adipe, perdendo personalità e consistenza; che non mancano invece nelle secche sequenze di vignette con i perentori , numerosi e violenti omicidi all’arma bianca. Buona la composizione dei quadri anche in presenza di prospettive molto spinte , mentre soddisfano a metà gli sfondi cittadini , con buone idee “barocche” ma pure con la tendenza a scalare di definizione , magari aiutandosi con effetti atmosferici, tipo nebbia e foschia. Tutto sommato un albo fruibile interamente anche per i neofiti. L’inclita tuttavia avrà lumato una certa Ashley (…).
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                        • #27
                          ML 24 Serial toons
                          Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Alessandro Pastrovicchio.
                          Tra “ Il Tagliaerbe” e un “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” oltre censura uno sfizioso ed ameno episodio che catapulta virtualmente (…ma con un coinvolgimento psichico ed attitudinale di preoccupante tangibilità) Morgan nello scenario interattivo di una serie a cartoon , elaborata in maniera sostanziale da un mega calcolatore venduto dalla Nasa (!) ad una Casa di produzione di cartoni animati che, nell’ambizione del suo general manager ( somiglia a John Waters ;-) ) vuole segnare una avanguardia nell’abbattimento della manualità , ossia dei costi vivi delle loro produzioni animate, ma che a causa di un supposto “virus” ha preso ad auto sabotarsi , con gli stessi personaggi dei cartoni che si eliminano a vicenda andando contro alla caratterizzazione reimpostata dagli animatori. Ma l’elemento umano sembra marginalizzato dalla macchina di computazione, sempre più emancipata e “cognitiva”. Oltre ai soldi , il mellifluo dirigente ha un contatto importante da offrire a Morgan, che infine accetta di entrare, digitalizzato e caricaturato , in collegamento neurale col sistema, per scovare gli “untori” dell’infezione nel pazzo mondo dei toons, nel momento medesimo in cui sono creati.
                          Divertendosi a tradire convenzioni da lui stesso stabilite e pigiando su un surrealismo estetico comunque voluttuosamente carnale in eros e thanatos , Chiaverotti non scansa argomenti affatto infantili , sul rapporto uomo lavoro automazione che del resto nella realtà alternativa di New Heliopolis hanno di loro una piega più radicale rispetto alle conquiste dello stato sociale( quelle che stanno resistendo, chiaramente) come ancora noi lo conosciamo. Ma la libertà un po’ cialtrona del far valere tutto e pressoché il suo contrario nella dimensione toons fagocita lo sceneggiatore (imho) a stiracchiare le situazioni in cerca della quadratura logica od almeno conseguente del fantasioso soggetto deposito dei testi.
                          I disegni non quagliano del tutto la disposta commistione “reale/ fiction”, guadagnando punti nelle deformazioni più sgarzoline e disneyane ma perdendone altrettanti e più nella interazione con l’ordinario , dove i disegni perdono la misura di personaggi instabilmente proporzionati e di conseguenza non sempre elegantemente composti nelle vignette.
                          File allegati
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                          • #28
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                            MORGAN LOST_ DARK NOVELS 0.Origini
                            SBE. 64pp., b/n e toni di rosso. Formato 17x23,5. 3,50€.
                            Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Val Romeo.
                            Rifondazione di “Morgan Lost”con una nuova veste editoriale, ed un numero “zero” che si prefigge di dettagliare le origini, appunto, del personaggio; peraltro introdotte già nella precedente serie di ventiquattro albi.
                            New Heliopolis permettendo il solare Morgan Lost è un esercente cinematografico, innamoratissimo della morosa Lisbeth . Proprio quando , su iniziativa di lei, stanno per formalizzare la loro unione vengono sequestrati da un duo di adoratori psicopatici delle divinità egizie ( marchio perlomeno estetico e caratterizzante della città…) e…Inizia il calvario di Morgan , defraudato senza colpa ma con atroci rimpianti del suo amore. Nonostante l’amicale interessamento della poliziotta Regina Dolarhyde, lo straniato M. precipita nella disperazione e nell’abuso di sostanze illegali. Venduto pure il cinema , la prostrazione del sempre più abbattuto giovanotto viene “incanalata” dalle particolari doti della sua padrona di casa , che lo scuote verso la rivalsa, ossia l’ottenimento di una licenza di cacciatore di taglie. Fin da subito Morgan si lancia sull’obbiettivo con una dedizione quasi altrettanto “maniacale” dei criminali che impara a conoscere e combattere.

                            Episodio di rodaggio dunque , che sistema le caselle complementari del mondo di “Morgan Lost”. Il protagonista _ che di nuovo ricorda fin troppo le pene di Dylan Dog ante indagatore dell’incubo_ non ne esce benissimo nelle sue viziose fragilità ed in quella frizione interiore che forse lo avvicina fin troppo ai mostri ossessivi che è chiamato ad estirpare . I torti subìti comunque lo vaccinano dal pietismo, ed anzi gli autorizzano qualche misura di maleducato opportunismo. Appena un poco generica su alcuni elementi di secondo piano Valentina Romeo lavora con grazia i ritratti del principale protagonista per trasmetterci la sua gioiosa “ingenuità” da pazzo d’amore che poi diventa “pazzo” da dipendenze chimiche ed infine professionista alle prime armi. Le donne, se non sono meno che bellissime non le disegna (xD). Impattante e dinamica la resa delle scene d’azione ; mentre quelle statiche paiono giovarsi dello sviluppo della pagina , come andando incontro al lettore in forza della loro presenza “small” nella pagina (imho).
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • #29
                              ML_ DN 1. La Sindrome di Biancaneve
                              Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Max Bertolini.


                              Le novelle nere fanno parte di quella diversificazione editoriale che la Sergio Bonelli sta imprimendo anche verso tematiche “ per un pubblico maturo”, peraltro nella chiave grafica dell’erotismo e della violenza esplicita ampiamente sviscerati nella serie “Morgan Lost” ,che ora si arricchisce ulteriormente di un arco narrativo dipanato in stretta sequenza, promettendo di scavare nella psiche del cacciatore di taglie e puntualizzare il ruolo dei suoi abituali comprimari; con lo scarto a latere di seminare il dubbio sulla tenuta psichica del nostro. Non che manchino gli sbroccati istituzionali di New Heliopolis : serial killer vecchi e nuovi , per mettere il sale a vecchie ferite ( Pandora)e cementarla collaborazione con la polizia (Regina). Tuttavia chi segue le piste degli psicopatici assassini rischia di perdersi assumendo e ricalcando atteggiamenti deviati…
                              Il disegnatore ben si districa tra le architetture, anche d’interni , della città , l’affilato dinamismo dei corpo a corpo , con abbondante ostensione di nudità e pure di un impertinente rapporto saffico. 49a2.jpg
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                              • #30
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                                ML_DN 2 Il Signore dalla morte
                                Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Val Romeo.
                                Le emicranie e lo smarrimento per i suoi gesti inconsulti mettono in crisi l’allucinato Morgan , disperatamente a consulto di Pandora, invece agitata per la sorte della sua assistente Inge, scomparsa sul “terreno di caccia”di un serial killer ( vedi ML_DN 1). Una gravosa catena di tragedie abbattute su New Heliopolis congiurano inoltre per ostacolare la chiusura del cerchio sul criminale, che anche la profiler Pandora) decide di affrontare in prima persona in aiuto della sua collaboratrice.
                                Trovando di sguincio l’occasione di nutrire un altro paio di sottotrame Chiaverotti aumenta decisamente il portato scioccante, crudo e realistico ( anche nel campo della raffigurazione del nudo senza velature “strategiche”) della sua narrativa a fumetti, incardinando un crescendo parossistico di colpi di teatro e visioni “impossibili”che ci fanno addirittura sospettare che sia tutto fin(i)to, ovvero che Morgan Lost non esista (più)! Di concerto finiscono sopra le righe anche i dialoghi, come pure il gancio finale , tagliato sul misterioso inquietante. Se fosse un quadro…Elettrico direi che si rischia la bruciatura per sovraccarico di tensione nominale immessa nel suo impianto.
                                Valentina Romeo interpreta il nuovo formato allungato degli albi liberando primi piani di notevole incisione ( ma il cattivo somiglia a Paolo Crepet? xD) con una rinnovata cura agli sfondi ed un bel equilibrio tra armonia compositiva e tratti performanti degli elementi visivi che devono balzare agli occhi con impattante preminenza.

                                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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