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Morgan Lost n°1-Sergio Bonelli-

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  • #61
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    ML_SN 4 La Donna che sorride
    Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Matteo Mosca.
    Nuovo tentativo del Chiaverotti di misurarsi in uno spericolato crossover , per andare a pescare Leonardo Da Vinci nel 1503, stravolgerlo nella zucca ed infilarci Morgan Lost (!); che nel presente di New Heliopolis ha a che fare con i “transfert” di un nuovo serial killer obnubilato dai maltrattamenti patiti nell’infanzia , che riproduce sadicamente sulle vittime, esclusivamente femminili. Sta a Morgan trovare il flebile filo conduttore che collega le povere donne, non scelte a caso, ma tuttavia arrecanti storie personali diverse.
    Intanto messere Morgan Lost nel 1503 (!!) sgama Leonardo e gli presenta il conto delle sue malefatte, preceduto però da una madonna che ce la su col maestro mica da ridere…
    Dando fondo ai “trucchi del mestiere” quali incubi e fiction cinematografica ( intesa come messa in esecuzione e fonte di citazioni meta testuali) la sceneggiatura porta a casa una quadratura narrativa su cui si può stendere un pietoso velo od una sfacciata benevolenza a secondo dell’inclinazione goliardica del lettore che, se non proprio neofita ( l’albo si legge benissimo come episodio a se stante la continuità delle serie/stagioni…) , sa appunto cosa aspettarsi da Claudio.
    Le parti grafiche che attengono al sommo Leonardo hanno vignette dai bordi a cornice di quadri, non essendo tecnicamente dei flashback (…non fatemi spoilerare…); in cui sono inscritti disegni perlopiù buoni e nel solco della prova precedente, talvolta però le figure un poco stentano a conquistare una solidità pienamente tridimensionale : fossero state meno allampanate , ovvero con il baricentro più basso, forse sarebbero state volumetricamente più convincenti. Quando le chine non sono piene la fitta tessitura dei chiaro-scuri ricorda un Giovanni Freghieri, sposando bene comunque il tratto fine generale sopra le matite (imho).
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • #62
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      ML_SN 5 Il Re delle mosche
      Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Nicolò Assirelli.
      Un ragazzino slavo , che fu oggetto di angherie da parte degli amichetti per la sua marcata indigenza , da adulto sbarca a New Heliopolis , dopo essersi adattato a svolgere mansioni di basso grado. Si “riscatta”, come al suo Paese nel passato, indossando una maschera fatta di cenci , rappresentante la testa di maiale del soggetto di una fiaba nerissima . Sotto ad essa scatena nella maniera più violenta i suoi sentimenti di rivalsa, e sebbene sia caratterialmente introverso cerca di farsi “pubblicità” facendo assaggiare la sua lama a dei quasi famosi che orbitano sgomitando nell’irritante “mondo dello spettacolo”. Parallelamente a Morgan si attiva per fermarlo Igraine, collega cacciatrice di taglie con buoni contatti nei Balcani. Entrambi fiutano la pista giusta , ma alla ragazza, giunta ad indagare sul posto, la scoperta della verità avrà un prezzo devastante.
      In questo numero (inoltre) ed in qualche modo ( non aspettatevi soluzioni sobriamente realistiche : è Chiaverotti ! :-p ) Morgan riprende “pieno possesso” della sua psiche (ciò viene desunto da una breve parentesi mostrata nel numero precedente; ed anche in questo, verso la fine,ci viene posta una scena che, enigmaticamente, smentisce parzialmente la prima “confessione” del serial killer : un’altra “Chiaverottata” da soppesare per quello che _non?_ è …), mentre di conserva al tema narrativo principale scatta pure la satira/ denuncia delle trashate televisive; in aggiunta d’altronde alla quasi fisiologica necessità di “distrazione di massa” somministrata alla società distopica americana di New Heliopolis onorando enfaticamente le cronache di turpi gesta assassine allorché seriali (sic!). La dolorosa “parentesi” con Igraine pare d’altro canto pareggiare qualche sinistro stereotipo afferibile dagli anni ’90 e particolarmente alle popolazioni ex jugoslave.
      I disegni escono discretamente dalla media unità di stile della serie e planano ( a mio modesto avviso verso il basso…) in una inchiostrazione categorica che porta ad una certa deprivazione (leggi banalizzazione) schematica nella (grezza) definizione degli elementi ,con una resa estetica però non uniformata ; per cui , nella medesima vignetta possiamo trovare un segno grasso alla Crumb alternato ad ingentilite bordature invece di puntuta sottigliezza. Vista una probabile citazione di “La Regina degli scacchi” che dà appunto conto di entrambe le opzioni grafiche messe in atto (imho).
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • #63
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        ML_SN 6 La Paziente 71
        Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Luca Maresca.
        Il sesto episodio chiude la serie delle “Scream Novels”, lasciando/ lanciando almeno un paio di punti di sospensione della trama utili a tenere desta la curiosità durante la pausa editoriale in cui la testata diserterà le edicole, ma già con la promessa di ripresentarsi a nuovi appuntamenti. Quasi fosse uno dei troppi sequel di “Venerdì 13”, la trama intanto ha cercato il pretesto ( sempre più forzato ed inverosimile, naturalmente…)per resuscitare il suo Jason (Wallendream)legandovi l’ennesimo straziante ritorno alle origini di Morgan , ovvero la relazione con Lisbeth Connor , non prima però di aver dato un minimo di sostegno morale alla collega Igraine di ritorno dall’Europa (…vedi ML_SN 5), in coincidenza col riaffiorare di un caso che Morgan aveva risolto sette anni prima : una vicenda di abusi su minore che rivela ramificazioni inaspettate ( ma non del tutto inimmaginabili, dato il livello d’infamia di chi amministra politicamente New Heliopolis…) e su cui punta anche il “nuovo” Wallendream. E qui la sceneggiatura un po’(tanto) annaspa, cercando stridenti spiegoni ed imbarazzanti coincidenze tra un Morgan con la testa rivolta al passato e la sua nemesi abbastanza contorto e sbarellato da contarlo come occasionale alleato contro le propaggini coercitive e nazistoidi del Tempio della Burocrazia .
        Accettabile nell’elaborazione degli sfondi e piuttosto efficace nell’intonazione espressiva dei primi piani , il segno di Maresca sconta tuttavia un indurimento schematico delle ombre sprovvisto di guizzi d’inventiva ma piuttosto di una certa legnosa perentorietà nell’ispessire le bordature . Per ora, dunque, fine (imho).
        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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        • #64
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          MORGAN LOST_ Fear Novels 1. L’Uomo dell’Altroquando
          SBE. 64pp., b/n. 4,40€.
          Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Lola Airaghi e Giovanni Talami.
          Ad ogni nuova “stagione” di “Morgan Lost”la numerazione riparte da uno , ma inevitabilmente si sente la zavorra di quel “salto dello squalo” (cit.) che ha minato di fondo la serie oltre la soglia minima del plausibile ed accettabile. Prepariamoci dunque a considerare un (serial killer) Wallendream alla stregua di Jason Voorhees alla quarta o quinta parte di “Friday The 13th “ o la fu morosa Lisbeth come una “Sposa cadavere” o giù di lì; mentre ancora una volta lo sceneggiatore sostanzialmente annulla gli ultimi avvenimenti per rcomporre Morgan ad un ruolo congeniale, creando una nuova linea di continuità intorno ad un argomento forte. Che è il rapimento della figlia di Regina Dolarhyde ( l’amica poliziotta di M.)compiuto da un seviziatore assassino di minorenni , tipaccio disturbato grave, a metà tra “Psyco” e “Hannibal Lecter”, due fonti d’ispirazione che fanno l’introduzione della spinosa vicenda e rimettono in pista il cacciatore di taglie (con ulteriore citazione a “Coma profondo”). E non basta , dato che il bastardo sequestratore sadico pare avere parte in causa nel passato di ML, ovvero della sua mamma (;-) ). Tornano in coppia i due disegnatori che forse di più hanno inciso a buona ragione nel canone estetico di questo fumetto , assicurando vignette ariose, dinamiche e dettagliate; con ritratti ficcanti ma elegantemente espressivi . In sintesi il “diabolico” Chiaverotti porta a casa il risultato di ri-agganciare l’interesse del (lettore) sottoscritto. Per ora, ed in previsione di altre divagazioni ,stiamo connessi (imho).
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          • #65
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            ML_FN 2. Final cut
            Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Andrea Fattori.
            Giunge, alla Polizia, la drammatica prova dell’esistenza in vita delle due ragazze rapite (vedi “Morgan Lost_ Fear Novels 1”) , insieme al “documentato” legame tra il serial killer sequestratore Algernon Blackraven e Morgan Lost (!). Così spronato ad agire il Cacciatore di teglie ribatte sul tasto dolente di Marnie Goldsmith, la pluriassassina nel braccio penitenziario della morte ed ideatrice di una saga letteraria a cui il ladro di ragazze ha attinto _cominciando dal suo “nickname”_ con una immedesimazione mentalmente insana e traviata.
            Anche a Morgan salta il ticchio ( si presenta in farmacia senza ricetta per i calmanti , producendo al suo posto la…Pistola, puntata in faccia al commesso !!), ma a tenere banco, narrativamente, è Blackraven , a suo modo rodata figura di omicida molto organizzato ed al contempo parecchio fuori di testa. Come in altre occasioni un veicolo di azioni/reazioni ad ampio spettro , credibili e non , persino sospette nella loro linearità logica quanto altre appaiano al contrario totalmente fuorviate da un delirio di stampo (tanto per cambiare :-p) edipico. Il conto tra i due rimane aperto, quando però il finale offre un inaspettato avvicinamento…
            Usando ombreggiature radenti e molto contrastate ed
            “espressioniste” il disegnatore porta a casa dei primi piani stilosi ed intensi; quando invece cade spesso nell’anonimato quando dovrebbe caratterizzare le architetture di New Heliopolis, e le stesse viste in interni. Morgan sembra indeciso se somigliare a Roby Baggio o Kim Rossi Stuart , xD xD. (imho).
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            • #66
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              ML_FN 3.Il Proiezionista
              Testi_Claudio Chiaverotti / Disegni_ Luca Maresca.
              Un episodio che “gioca in casa” con la passione cinefila di Chiaverotti d’altronde già trasmessa al suo “Morgan Lost”, con un protagonista che faceva l’esercente cinematografico ed ancora trova requie parziali ai suoi tormenti infilandosi in una sala buia a godersi _spesso con pochissimi intimi_ qualche pellicola di genere, ma straniera e poco commerciale. Il carente aspetto economico spinge tuttavia il gestore di un cinema a darsi al porno. Il suo proiezionista è vivacemente (…eufemismo) in disaccordo; Morgan bazzica il loro esercizio in cerca di indizi per individuare una misteriosa attrice che sta a cuore ad un committente per cui svolge quest’indagine , tanto per “disintossicarsi” dal doversi confrontare ed in qualche misura sintonizzare con le menti di conclamati disturbati assassini. Ma d’altronde dei morti in serie si verificano anche stavolta, legati (;-) ) all’eroina del film , sottratta all’attenzione dei fan ma pure degli addetti ai lavori…
              Sorbito e digerito il contesto meta filmico/fumettistico (per dirne una : il proiezionista si chiama Craig e somiglia preciso all’attore di James Bond…) la storia tiene dignitosamente, senza tradire le tipiche dinamiche di “Morgan Lost”nella caccia al pluri-assassino “del mese”ma anche senza svaccare nel non plausibile spinto che affiora specie nelle avventure in cui al serial killer vengono appiccicate derivazioni familiari e scompensi psichici reiterati fino al parossismo. Qui d’altronde e fino a prova contraria si tratta di un
              “one shot” sostanzialmente non gravato da alcun impegno di continuità della serie/stagione. Quindi rimanendo nel suo (delirio) Craig rasenta una figura psico-patologicamente abbastanza coesa ; insieme alla “buona scusa”di Morgan per entrare nel suo disagio.

              Le geometrie grafiche rimarcate dalle chine formano un’estetica forse troppo stile “album da colorare” e contribuiscono ad una certa durezza generale delle ombreggiature, propalando un quadro in cui la gravitas del segno non è congiunta allo stimolo di coltivare inventive minuzie di abbellimento e completamento. Disinvolto e sicuro lo studio dinamico di ogni tipo di postura , con talune tendenze a forme squadrate con perentorietà forse eccessiva (imho).

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              • #67
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                ML_FN 4. La Tana del Bianconiglio
                Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Matteo Mosca e Giovanni Talami.
                Efferato e vigliacco, un assassino con la maschera da coniglio, ovvero un personaggio mutuato da “Alice nel Paese delle Meraviglie” adesca ragazzine bionde (…come Alice) e, trascinandole nel gorgo della sua disturbata follia , le sopprime barbaramente. Morgan Lost non riesce a rimanere insensibile allo scempio . Appoggiandosi a Pandora per il profilo criminale del killer ed ad Octavia Ring ( la poliziotta che sostituisce Regina _ancora convalescente _ non senza problematiche nell’animo…) per alcuni rilievi investigativi ,il cacciatore di taglie restringe la porzione della città dove si muove il “Bianconiglio” e finisce per scovare un tizio solitario e complessato, rispondente sostanzialmente alle disturbate caratteristiche del suo ricercato. Ma…
                Muovendosi con agio sull’insidioso crinale che congiunge il sorprendente al pericolo di una idiozia inescusabile Chiaverotti salva di nuovo la pellaccia , imbastendo una storia che procede spedita e fluida nel solco di una piacevole scolasticità , nel ripasso delle più disciplinate modalità d’indagine delle serie di “Morgan Lost”, fino a formare per antitesi il retro pensiero di un imminente colpo di scena che rimette tutto in discussione. E difatti succede (;-) ) ; come detto sopra senza scontentare , pur entrando in territori dove va’ lasciato un margine di “fantasiosità” anche nell’elaborare una (almeno minimamente) convincente spiegazione psichiatrica. Poi nel finale però si torna bruscamente ad una “realtà” che non contempla “sproloqui” conoscitivi, complice un Morgan stizzito e coinvolto fin nei suoi sinistri ricordi infantili .
                Tra coloro che concorrono pienamente ad imprimere a questo fumetto un’accurata quanto inventiva e barocca particolarità estetica, i due disegnatori si applicano con linee sottili ed elegantemente ondulate , scandendo diversi e riconoscibili ritratti ( in verità ML è sempre in fissa modalità “musone”, ma carattere e circostanze lo richiedono :-p ) e molteplici locazioni nella notturna e gelida New Heliopolis. Non vi sono scene d’azione esasperate, ma i rimandi al romanzo producono suggestioni grafiche molto “oniriche”. In allegato una card che riproduce il manifesto del film “Dampyr” (imho).
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • #68
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                  ML_FN 5. La Casa delle bambole
                  Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Andrea Fattori e Matteo Mosca.
                  Ad una ragazza, che in autonomia con tre altre colleghe fa’ la escort in una casa d’appuntamenti , la “Dolls House” (così chiamata poiché le quattro professioniste si “travestono” da “bambole umane”ed attraverso arredi ed accessori inscenano un mondo fiabesco in cui i clienti , oltre al sesso, possono “regredire”ad un senso di rassicurante e spensierata infanzia, arriva la telefonata di un frequentatore che le confessa un omicidio, da lui appena compiuto. Non sarà l’unico. Morgan, appena fatto in tempo a soccorrere l’amica e collega Igraine ( uno schianto di figliuola ma con non pochi rovelli psicologici) che ha “pasticciato” con antidepressivi e superalcolici,prende in carico il caso.
                  Un Morgan Lost che si prende (sempre di più) l’autorevolezza di asserire un quadro analitico della psicologia deviata del telefonista , in giro con forbicioni e maschera da burattino in cerca di giovani e belle sventurate, con Pandora (criminologa abilitata) che piuttosto allunga i postumi a sua volta di uno spiacevole incontro (…eufemismo…) con un serial killer ma si rende disponibile a sentire l’incasinata Igraine,tra l’altro. Nella parte centrale l’episodio sembra pesantemente calcare il numero precedente (ML_FN 4), ma l’ultimo atto escogita soluzioni narrative differenti che alimentano ulteriormente la storia di spessore umano, per modo di dire “compensato”da quegli scarti onirici con cui spessissimo Chiaverotti “disfa” ma “per finta”i suoi soggetti, tenendo vigile l’attenzione del lettore fisso sul binomio eros/thanatos , ferma ed aprioristica la mancanza di qualsivoglia riserva morale sul mestiere delle “bambole”.
                  Graficamente l’albo è attribuibile a Fattori, che lo impregna di linee spesse e quindi impongono una certa essenzialità che talvolta arranca a chiudere la pennellata, anche perché sulle bisettrici le chine si fanno osmotiche. Qualche proporzione forse non è centratissima ma i primi piani hanno un loro perché, ricavati da un bianco e nero senza intermediazioni. Una “novella”che merita la promozione (imho).

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                  • #69
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                    ML_FN 6. Excalibur
                    Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Francesco Francini .
                    La sig.na Ilsa Pigoltz è secca , ossuta, prognata ed occhialuta : per niente una bellezza insomma; e colma la sua complessata solitudine con hobby più ( lettrice e collezionista di letteratura e cultura fantasy) o meno ( in lista volontaria al penitenziario per eseguire materialmente una condanna a morte su sedia elettrica , sic!) innocui, ma soprattutto coltiva un segreto trasporto, anche sessuale, per Morgan Lost , di cui segue le gesta, sempre defilata e senza il coraggio di tentare un qualsiasi approccio diretto. Tuttavia, durante un movimentato inseguimento, in cui Morgan, nell’inseguire un killer, perde la pistola, è proprio Ilsa a prendere e trafugare l’arma. Con questo “feticcio” a disposizione la donna rivanga i demoni del suo traumatico passato e del suo ingrato presente , facendo cadere ogni residua inibizione : è pronta a rivalersi col “mondo”, ebbra di adrenalina ,ed ormonale “contiguità” con Morgan, e comincia a sparare per uccidere (!). Per fortuna una signora la intravvede ,riuscendo a fornire il suo dettagliato identikit, interessando Morgan e naturalmente la polizia. Ma…
                    Non difetta la fantasia a Chiaverotti che _vedere per credere_ infila a New Heliopolis una situazione distruttiva a là “Godzilla vs. Morgan Lost”, creando l’innesco alla performance criminale quasi esemplare ( interviene d’altronde per una consulenza la “solita”,appartata, Pandora) della bruttina Pigoltz . Eppure, caricando l’attesa con uno dei pensieri di rito di Morgan (“…sento che mi è sfuggito qualcosa…”), produce un colpo di scena con cui “porta a casa” la storia e ( pazienza per le vittime del tutto accidentali dell’assassina…) ricolma il senso morale della comprensione del “mostro”, che è molto anche “Dylan Dog” prima maniera. Il lettore può stare al gioco e salvare positivamente l’impianto complessivo della valida storia.
                    Qusi evanescente e bisognosa dell’apportamento del colore la di norma sottilissima stesura delle linee grafiche mostra padronanza nel gestire il taglio prospettico anche ardito, ma non sempre altrettanto per i ritratti che, forse in mancanza di modelli esemplari, (di)mostrano qualche impaccio esecutivo nelle posture. Piuttosto vivace il montaggio delle vignette , ovvero l’originalità della gabbia, facendo però azzerare i secondi piani (imho).

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                    • #70
                      14ss.png
                      ML_FN 7.L’Ultimo giorno dell’umanità
                      Testi_ Claudio Chiaverotti / Disegni_ Matteo Mosca.
                      Auto-convinto che un’invasione aliena sia già in atto sulla Terra e che l’umanità abbia le ore contate , un uomo , armato di mazza da baseball si lascia andare al pervertito piacere del delitto impunito. Finchè non trova sulla sua strada Morgan Lost…
                      Classico nella procedura, “Chiaverottiano “ fino al midollo nel far precedere immaginifiche fantasie fantascientifiche a spiegazioni ricondotte alla concretezza motivazionale concepibile ,ancorché ferina nei modi ed inscusabile nella morale; a mezzo di un killer seriale anch’esso sfacciatamente esemplare nei suoi deliri psicotici, nei trascorsi familiari guastanti e nella pretesa narcisistica d’imporsi nel mondo
                      (di New Heliopolis )andando a mietere vittime. Ciò che però la sceneggiatura offre in più è la serratissima concatenazione degli eventi e dei personaggi che ne compongono uh disegno coerente e concluso ,traendo _ nel senso dell’economia narrativa_ elementi essenziali da ogni attore della vicenda posto all’attenzione di chi legge.

                      Qualche perplessità piuttosto la cedono i disegni, che paiono insignirsi di un’estetica alla “Ghost in the Shell” ( con tocchi, nei ritratti, a là Luca Enoch) impantanata però in una inchiostrazione spessa,satura e quasi flaccida nell’intoppare (nelle vignette) figure umane all’eccesso allampanate , disarmoniche nella postura , sostanzialmente brutte a vedersi e pure tirate via in tratti peculiari( vedi la barba od il tatuaggio/ maschera dello stesso ML) vagliati nell’esecuzione grafica (imho).
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