annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Il Topic dell'Amicizia

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
    E pensa che ogni tanto mi mtto pure a telefonare a persone fuori Torino XD
    Ma guarda...tempo ed energie in effetti dopo un pò scarseggiano...io stesso a volte faccio fatica a stare dietro ai miei obbiettivi (ho dei sul pc che vorrei organizzare e che rimando continuamente).
    In realtà però mi capita spesso di non avere compagnia per determinate attività, e questo in certi casi mi spiace.
    Oltretutto non essendo molto soddisfatto (provo spesso noia o comunque uno strano senso di alienazione o estraniamento...come se non riuscissi a essere completamente me stesso) vorrei provare ad allargare i miei giri in modo da migliorare anche la qualità dei miei rapporti.

    @ scrooge: Si ci ho pensato spesso. Mi è sato anche fatto notare da certi amici. Tendo a gestire a volte i rapporti in maniera "strategica"...ossai evito di non farmi sentre per troppo tempo per evitare di sparire dai pensieri di determinate persone che, altrimenti, non terrebbero piu me in conto quando si organizzano determinate attività (se si organizzano). Oppure uso il termine "devo" perchè a volte prendo parte a situazioni sociali o per educazione o per sforzarmi di allargare le amicizie o per passare il tempo in compagnia. Ho preso parte ad una cena di un amico medico con i suoi colleghi specializzandi (quando emigiri i primi giri di amicizie te li fai tra i colleghi), e ad un certo punto l'argomento della serata era di lamentarsi di determinati professori del loro dipartimento...
    Hai un sacco di sovrastrutture. Davvero, cerca di renderti la vita più easy, che già è complessa di suo. Dovrebbe esistere il pulsante "riporta ad impostazioni di fabbrica", simile a quello presente sui telefoni.

    "Per me".

    Commenta


    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
      Tendo a gestire a volte i rapporti in maniera "strategica"...ossai evito di non farmi sentre per troppo tempo per evitare di sparire dai pensieri di determinate persone che, altrimenti, non terrebbero piu me in conto quando si organizzano determinate attività (se si organizzano). Oppure uso il termine "devo" perchè a volte prendo parte a situazioni sociali o per educazione o per sforzarmi di allargare le amicizie o per passare il tempo in compagnia. Ho preso parte ad una cena di un amico medico con i suoi colleghi specializzandi (quando emigiri i primi giri di amicizie te li fai tra i colleghi), e ad un certo punto l'argomento della serata era di lamentarsi di determinati professori del loro dipartimento...
      sec me piú continui a ragionare cosí, meno ne esci..
      non puoi vivere i rapporti umani né come fossero un impegno/fatica né tantomeno un´equazione da risolvere. Mi accodo a Spidey hai voglia di uscire? esci! Vuoi stare a casa? stai a casa
      ma non puoi dire che ti manca avere gente con cui fare cose se poi frequentare quelle stessa gente é per te fonte di ansia/stress/disagio/affanno, una delle due componenti deve essere superiore all´altra



      Honour to the 26s

      Commenta


      • Ma anche perché non hai nessun tipo di obbligo morale a dover intrattenere una rete sociale, costruendola, progettandola, pensando ad alternative...Tutto questo a me stresserebbe molto, e infatti lascio che le cose vadano come devono andare naturalmente, preoccupandomene poco (a dire il vero, non preoccupandomene per niente).
        Le tue elucubrazioni sono più affini ad una diversa fascia d'età, diciamo sui 18-25 anni, quando la rete sociale entra di più a far parte della vita e quando sono più le cose che ti dà, rispetto a quelle che ti chiede. Da quel che dici sembra quasi che tu lo veda come un dopo-lavoro, un'attività da calendarizzare.
        Ultima modifica di spiderman2707; 09 April 18, 12:09.
        "Per me".

        Commenta


        • ehm...ok, stiamo un pò uscendo dall'argomento ed entrando in un altro...

          Sulle sovrastrutture non posso dare torto a nessuno ma è il mio modo di ragionare (al di là dei costi e benefici che esso comporta....). Ma spesso diciamo che non uso davvero sempre sovrastrutture....è piu una impressione che dò agli altri perchè per spiegare qualcosa che faccio istintivamente devo necessariamente metterla nero su bianco e quindi razionalizzarla per comunicarla a terzi (in questo caso i terzi sareste voi, i miei interlocutori appunto).
          @ scrooge Sull'uscire da solo, è una cosa che faccio spessissimo: cinema, palestra, mostre, passeggiate, caffè al bar dove mi fermo a leggere/scrivere/ascoltare musica/messaggiare, conferenze. Ma a furia di fare cose per conto mio magari mi ritrovo a non condividere le emozioni o le sensazioni che una cosa mi da con nessuno (se non a posteriori quando poi magari scrivo qualcsoa sul forum, tipo una recensione). Ora, non dico che la cosa mi inibisca o mi dispiaccia, spesso me ne frego e mi godo la cosa per conto mio punto e basta. Ma non vorrei che la cosa passasse da una scelta personale ad una scelta obbligata, non so se mi spiego. Oltretutto a fare le cose da solo non si sviluppano le proprie competenze sociali (nel mio caso, già molto sui generis e attaccate al formalismo, come accade nei timidi in generale) e il senso di appartenenza a qualcosa. Oltre al fatto che, stando da soli, è piu difficile conoscere nuove persone in maniera tangenziale (un domani potrei stancarmi di essere single, per esempio).
          Onestamente non credo che il mio ragionamento sia bislacco....cioè, che cosa dovrebbe soddisfare una uscita? Da un lato la componente di noi animali sociali che abbiamo bisogno del contatto col prossiomo e del riconoscimento attraverso l'altro (credo c'entrino i neuroni specchio...non ne sono sicuro), o anche dell'ampliamento delle proprie opinioni tramite il confronto con l'idea altrui. Dall'altro lato c'è la necessità di evasione dalla routine, da un altro lato ancora il bisogno di rilassarsi, quello di divertirsi etc. Nel mio caso, avendo io il terrore di sprecare il tempo, c'è anche l'idea di valorizzare le giornate di tempo libero.
          Quindi, se invito magari un amico a pranzo ma poi passiamo tutta la giornata di domenica in casa, soddisfo il bisogno sociale e di condivisione ma meno quello di evasione. Se vado ad una cena dove si parla solo di calcio o di frenologia, appago il bisogno di evasione e di socializzazione ma, essendo alienato dalla conversazione, non appago il senso di riconoscimento, di condivisione e, soprattutto, mi annoio.
          Poi ovviamente ci sono altre situazioni, e qui generalizzo...quindi non ricollegate direttamente i segueinti esempi alla mia persona, mi servono solo a rendere l'idea che ho provato a spiegare nei post precedenti: c'è l'uscita fatta per "educazione" (tipo aperitivo aziendale dove sai si parlerà di lavoro ma dove non puoi mancare, o festa di compleanno della tua bisnonna rimbambita che manco si ricorda il tuo nome ma a cui partecipa tutta la famiglia), o fatta per ragioni strategiche (classico esempio: quelli che vanno alle feste per incontrare gente nuova e non perchè gli vada), o fatta per ragioni "costruittive" (non ci si può lamentare di avere un rapporto superficiale e non profondo con una persona se tale rapporto non viene costruito...ma l'unico modo per costruire tale rapporto è appunto quello di uscirci e di offriire al prossimo delle possibiiltà).


          Sulla questione "strategia di comunicazione",
          In breve: cerco di evitare quanto da me desrtitto qualche post fa sulla storia di "3 persone al bar, chine sui cellulari, e nessuno che prova a fare conversazione in maniera decente"

          In maniera piuttosto dilungata:
          quella è una cosa che non porto sempre avanti...solo quando non mi sento totalmente a mio agio. Si tratta di cercare di portare volutamente la discussione su un terreno comune in modo da far si che nessuno degli interlocutori di un gruppo si senta alienato/annoiato o tagliato fuori dalla conversazione, magari bilanciando il parlare di se (quanto basta, per consolidare un rapporto anche su una base emotiva e personale, permettendo all'altro di conoscerti e riconsocerti anceh come persona, ma senza esagerare, che si passa poi per egocentrici) o facendo domande sull'altro (come sopra, per creare un rapporto e perchè la gente è sempre molto interessata a parlare di se, ma senza esagerare senn si passa per impiccioni o si rischia di toccare nervi scoperti di cui l'interlocutore preferisce non parlare). Mi rendo conto che la cosa possa sembrare troppo "macchaivellica", tipo il monologo di Gep Gambardella su come si debba piangere ai funerali, ma è una cosa un pò piu formale che uno fa quando ha conversazioni con persone con cui o non è in confidenza o non vede spesso.....è come quando avevi a pranzo gli amici di famgilia....se erano persone "di casa", allora i tuoi li ricevevano anche in tuta e improvvisavano qualcosa in cucina....se erano persone che non frequentavi spesso o a cui comunqu tenevi a dare una buona impressione affinchè essi avessero piacere in futuro a rinnovare l'invito, allora tiravi fuori il servizio buono e ti presentavi in maniera comunque casual ma certo piu curata.



          Non so se sono riuscito a spiegarmi, ma cmq siamo un pò usciti dal seminato....
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
          Spoiler! Mostra

          Commenta


          • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio
            Da quel che dici sembra quasi che tu lo veda come un dopo-lavoro, un'attività da calendarizzare.
            Bhè....passami questo esempio: se ti accorgi di avere il fiatone e capisci che devi iniziare a fare sport, allora ti organizzi per andare a correre ogni tanto. Se ti accorgi che hai bisogno di un minimo di rete sociale, allora capisci che dovresti socializzare di piu o comunque migliorare i tuoi rapporti e ti organizzi ugualmente.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
            Spoiler! Mostra

            Commenta


            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
              Bhè....passami questo esempio: se ti accorgi di avere il fiatone e capisci che devi iniziare a fare sport, allora ti organizzi per andare a correre ogni tanto. Se ti accorgi che hai bisogno di un minimo di rete sociale, allora capisci che dovresti socializzare di piu o comunque migliorare i tuoi rapporti e ti organizzi ugualmente.
              Ma alla fine sono tutte cose che fai se davvero ti fa piacere farle. Se ho il fiatone cerco di fare più attività sportiva solo se questa implica un diverso stile di vita più piacevole e salutare, e non se ogni uscita in palestra o in piscina per me rappresenta uno stress o fonte ulteriori patemi.
              "Per me".

              Commenta


              • mai parlato di stress o ansia nei post precedenti.
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                Spoiler! Mostra

                Commenta


                • Mai parlato di ansia nei miei commenti.
                  Ma stress sicuramente si, buono o cattivo che sia.
                  "Per me".

                  Commenta


                  • Si ma l'alternativa sarebbe (credo) la mancanza di una rete sociale, di un senso di appartenenza, l'assenza di condivisione, la noia del fare sempre le stesse cose, la mancanza di un confronto...etc.

                    Comunque stiamo divagando.
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                    Spoiler! Mostra

                    Commenta


                    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                      Per quelli che "....ma che cavolo vai a leggere al bar, chiama due amici e pigliati un caffè".....ieri, uscita con un paio di amici (eravamo tutti e tre morti a causa di lavoro straordinario, palestra, e il superamento dei trentanni). Sono stati un'ora attaccati all'iphone a messaggiare. Ogni tentavito di instaurare una conversazione o ogni commento veniva spento sul nascere.
                      Nel frattempo venerdi, serata con amici di colleghi, persone che non si conoscono. Difficoltà a trovare argomenti di conversazione al di fuori di "da dove vieni, cosa studi, cosa fai di lavoro".
                      Da cui, tre domande mi vengono in mente:
                      1: Voi, nel primo caso (serata fiacca in cui i commensali palesemente non hanno voglia, siete tutti alienati e ad un certo punto tu stesso smetti di provarci), come vi comportate per risollevare la serata (a parte alzarvi dal tavolo e contattare qualcun altro? XD)
                      2: Vi capita mai di essere in contatto con persone con cui non avete confidenza e di non riuscire ad intavolare una conversazione?
                      3. Vi capita mai l'opposto, ossia sapete di avere degli interessi comuni con una persona per cui finisce che parlate sempre di quello stesso argomento, e ciò alla lunga vi porta all'idea di non riuscire a condividere altro con quella persona al di là di quell'unico argomento in comune?
                      Non credo di essere la persona più qualificata a dare consigli di vita sociale, ma rispondo in base alla mia esperienza limitata e di vecchia data:
                      1: Magari il senso di queste uscite è solo quello di non aver voglia di stare a casa da soli ma essere troppo stanchi per interagire. Se questo è anche il mio scopo non farei niente e mi adeguerei all'andazzo generale, se invece mi annoio troppo con una scusa vado a casa.
                      2: Alcuni amici del mio compagno. Faccio buon viso a cattivo gioco sperando che parlino soprattutto fra di loro. Poi con qualcuno col tempo ho trovato un po' di affinità in più e mi sono rilassata, ma con altri no e pazienza, va bene così.
                      3: Guardi i tuoi rapporti molto dall'esterno, e sembri poco emotivamente coinvolto. Non è necessariamente un male. Solo non mi aspetterei soddisfazione emotiva da rapporti che non mi sembra nascano su basi emotive. La condivisione che da soddisfazione secondo me passa per una base emotiva.
                      "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                      The Smiths - I Know It's Over

                      Commenta


                      • Qualcuno di voi ha per caso la tendenza ad alzare delle "barriere" quando interagisce con gli altri?
                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                        Spoiler! Mostra

                        Commenta


                        • L'altro giorno si ragionava di amicizia su altri canali. Mi hanno quindi suggerito di ravvivare il topic.
                          La domanda è grossomodo la stessa: superata una certa età, quali problematiche si riscontrano nello sviluppare nuove amicizie e come sviluppare nuove amicizie.

                          La ragione dietro la domanda è semplice: E' assodato (sono state fatte molte interviste da parte di psicologi in questo senso) che una delle basi per avere una vita soddisfacente risiede negli affetti, per cui sarebbe necessario avere almeno 4/5 relazioni significative nella propria vita (per relazioni significative si intende di tutto: familiari, amici, animali domestici, partner, etc). Eventualmente si potrebbe fare una discussione a parte sul senso della parola "relazione significativa". Credo si tratti comunque di un tipo di relazione che ti restituisce un certo senso di appartenenza e con cui essere se stessi e/o vivere dei momenti di condivisione.

                          Uno dei miei problemi, ad esempio, è che non riesco a legare coi colleghi, sia perchè non riesco ad essere appieno me stesso (i pettegolezzi o le manipolazioni inconsapevoli possono essere dietro l'angolo), sia perchè, come spiegato su altri post, il clima non è esattamente "rilassato" e la mia mancanza di una visione a lungo termine della mia carriera (diversamente da quella dei miei colleghi) mi fa sentire sminuito. Certo, si può dire che questo tipo di contrasto sia salutare in quanto mi permette di forzarmi ad aprire gli occhi e a "mettermi in moto" per migliorare la mia carriera, che altrimenti verrebbe compromessa dal mio atteggiamento "adagiato" (che devo dire è comune a quello dei miei colleghi a Napoli, i quali accettano la cosa in base al compromesso dato dai ritmi non pressanti in azienda e dalla possibilità di lavorare vicino casa). Ma sto divagando.

                          Ho notato, comunque, parlando con le persone con varia fascia di età che questo tipo di esigenza sia più sentita dopo i trentanni che non prima.
                          Capisco inoltre l'esigenza di molti di preferire una maggiore libertà di dedicarsi ai propri interessi, magari di nicchia, rispetto ad investire il tempo in attività di gruppo non di proprio interesse.

                          Riprendo quindi la domanda: voi quante relazioni significative avete nella vostra vita? Sentite mai il bisogno di allargarle? Che esperienze avete in merito?
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                          Spoiler! Mostra

                          Commenta


                          • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                            Riprendo quindi la domanda: voi quante relazioni significative avete nella vostra vita? Sentite mai il bisogno di allargarle? Che esperienze avete in merito?
                            1) Esclusi i parenti, e le relazioni lavorative, in questo momento della mia vita credo di avere 5 o 6 "relazioni significative", con un peso diverso ma che mi danno stimoli e reciprocità.
                            2) Certo, però punterei alla qualità, e non alla quantità. Dopo i 30 anni credo si debba puntare a questo.
                            3) Se dovessi parlare di quante fregature ho preso in amicizia, non credo basterebbe il server di badtaste.

                            "Per me".

                            Commenta


                            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                              Uno dei miei problemi, ad esempio, è che non riesco a legare coi colleghi, sia perchè non riesco ad essere appieno me stesso (i pettegolezzi o le manipolazioni inconsapevoli possono essere dietro l'angolo), sia perchè, come spiegato su altri post, il clima non è esattamente "rilassato" e la mia mancanza di una visione a lungo termine della mia carriera (diversamente da quella dei miei colleghi) mi fa sentire sminuito.
                              Un momento, ma tu cosa ne sai della visione a lungo termine della carriera dei tuoi colleghi? Te ne hanno parlato loro? Perchè se sì, innanzi tutto non si può sapere quanto le loro parole corrispondano alla realtà e quanto siano davvero sicuri delle proprie scelte; e in secondo luogo nessuno può sapere se eventi futuri e al momento impronosticabili lo porterà a rivalutare le proprie priorità e a riconsiderare le scelte sulla carriera. Ma soprattutto non vedo perchè la mancanza di una visione a lungo termine dovrebbe essere un male (pensa che, dati statistici alla mano, gli americani fra i 18 e i 42 anni cambiano lavoro in media 10 volte, giusto per fare un esempio). Il tuo attuale lavoro è una parte di un processo di sperimentazione che ti dovrebbe aiutare a capire in che direzione portare la tua carriera, esperienza dopo esperienza

                              Commenta


                              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                La ragione dietro la domanda è semplice: E' assodato (sono state fatte molte interviste da parte di psicologi in questo senso) che una delle basi per avere una vita soddisfacente risiede negli affetti, per cui sarebbe necessario avere almeno 4/5 relazioni significative nella propria vita (per relazioni significative si intende di tutto: familiari, amici, animali domestici, partner, etc). Eventualmente si potrebbe fare una discussione a parte sul senso della parola "relazione significativa". Credo si tratti comunque di un tipo di relazione che ti restituisce un certo senso di appartenenza e con cui essere se stessi e/o vivere dei momenti di condivisione.
                                Secondo me stai guardando le cose dal verso sbagliato
                                Innanzitutto tu parti dal presupposto che, siccome è "assodato" che una delle basi per avere una vita soddisfacente risiede negli affetti, sia importante - anzi, necessario - per te come per chiunque altro avere almeno queste 4-5 relazioni significative di cui parli (ma mi chiedo - senza polemica e ovviamente senza offesa - se tu ti sia mai documentato su posizioni antitetiche a questa, o se sia andato solo alla ricerca di conferme).
                                Io credo che sarebbe più sensato se invece ti chiedessi se sei soddisfatto o meno della tua vita e, in caso di risposta negativa, se sei sicuro che la tua insoddisfazione derivi dalla mancanza di un numero adeguato di relazioni significative, prima di porti il problema di allargare la tua cerchia di amicizie.

                                In secondo luogo, tu tratti la definizione di "relazione significativa" come se fosse una cosa di secondaria importanza; come se la priorità fosse allargare prima di tutto la cerchia degli affetti, e solo successivamente chiedersi quanti tra questi possano essere annoverati tra le "relazioni significative". Di nuovo, senza offesa, ma che senso ha?
                                Perché dovresti preoccuparti di avere più amici, se non sai che cosa vuoi da queste amicizie? E se invece lo sai, sei sicuro di non avere già delle "relazioni significative" tra i tuoi contatti? E se le hai, se certo che non ti bastino solo perché magari (ipotizzo) sono "solo" 2 o 3 anziché le 4 o 5 da te ritenute il minimo indispensabile per avere una vita soddisfacente?
                                Come dice spiderman2707 , non è più importante la qualità della quantità?

                                Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                Riprendo quindi la domanda: voi quante relazioni significative avete nella vostra vita? Sentite mai il bisogno di allargarle? Che esperienze avete in merito?
                                Dato che la definizione di "relazione significativa" è rimasta sommaria e nebulosa, per risponderti posso dirti che, interpretando a modo mio quest'espressione, ne ho 6. Tra queste probabilmente ce n'è solo una che rientri in quella che mi sembra di intuire sia la tua percezione di "relazione significativa" (cioè persona con la quale essere totalmente trasparente, alla quale poter confidare tutto e con cui condividere ogni cosa).

                                No, non sento il bisogno di ampliarle. A essere onesta è un problema che mi ponevo di più quand'ero adolescente; all'epoca mi pesava un po' non avere qualcuno col mio stesso tipo di sensibilità, che percepisse le cose nel modo in cui le percepivo io, che vedesse il mondo con i miei stessi occhi (non che non avessi amici con i quali mi trovavo anche molto bene, ma ho sempre avvertito una sorta di piccolo "sfasamento" che non mi faceva sentire libera di essere al 100% me stessa). Ora non me ne preoccupo più.
                                Comunque il fatto è che sono al tempo stesso sia troppo timida che troppo esigente per avvicinare spontaneamente le altre persone, ma di base non rifiuto mai di approfondire la conoscenza di chiunque si mostrasse interessato a instaurare un rapporto con me.
                                Prediligo però le relazioni che si basano su interessi e passioni in comune ma che non vadano troppo nel personale.

                                Dal momento che ho evidentemente un modo di approcciarmi ai rapporti sociali che è agli antipodi rispetto al tuo, e che ricerco da questi cose diverse rispetto a quelle che ricerchi tu, non credo che le mie esperienze in merito possano essere di grande interesse o utilità

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X