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Angolo di reciproca consolazione

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  • Originariamente inviato da Elwyng Visualizza il messaggio
    In questa stagione non si suda
    Beata te, non è così per tutti però...

    Per quanto riguarda Creosote anche a me sono capitate e capitano tuttora crisi simili alle sue, seppur meno acute e ho la presunzione di dire che di fronte a certi problemi personali consigli esterni rischiano di essere inutili, perchè non sempre si è in grado di comprendere la situazione, soprattutto se si conosce una persona solo tramite lo schermo di un pc...

    L'unica constatazione che mi sento di fare è che a mio parere si rischia di essere presi di mira solitamente quando si interagisce con gli altri o si cerca la loro attenzione in qualche modo, non dovrebbe invece accadere se ci si comporta come fantasmi o si cerca di nascondersi in mezzo alla folla...

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    • Quando si lascia la situazione ormai collaudata della scuola superiore per iniziare l'università è come se tutte le nostre sicurezze (date anche da come ci vedevano le persone ormai da noi ben conosciute, che ci rimandavano un'immagine di noi stessi ormai accettata) svanissero e dovessimo ricominciare tutto da capo. Ci mettiamo allora a pensare a come poter piacere agli altri, ma la verità è che non possiamo trovare la soluzione giusta per tutti ("mi metto quel vestito e quelle scarpe oppure così sembrerò uno scemo?" "Mi lavo abbastanza o qualcuno potrebbe trovare che puzzo?" La verità è che a qualcuno potremmo anche non andare bene per come siamo, ma se cadiamo in questa spirale ogni singolo minimo dettaglio di noi stessi può essere contemporaneamente perfetto per qualcuno e messo in discussione da qualcun'altro). Tu pensa razionalmente al fatto che una tranquilla e quotidiana igiene personale è più che sufficiente, insieme ad un semplice deodorante (senza bisogno di profumare come un'aiuola fiorita!). Dopo di che archivia questo aspetto che sei assolutamente a posto.
      E lo stesso vale per tutto il resto: tieni presente che se hai personalità teoricamente puoi anche imporre a tutti un tuo modo di essere stravagante o alternativo, perchè in realtà nessuno ha il diritto di dirti come devi essere ( e se ci pensi allora tu stesso potresti avere un'infinità di cose da ridire sugli altri). Tu comunque cerca solo di essere te stesso senza farti troppe domande (no, ma davvero, ma li hai visti gli altri come sono? e loro ti dovrebbero giudicare?). Sei sempre stato un ragazzo dalle idee interessanti ed equilibrate, perciò non credo che improvvisamente tu sia diventato un mentecatto che non è più in grado di vedere se stesso e la realtà in modo realistico ed equilibrato. Fidati del tuo giudizio.

      Ribadisco:il tuo è uno stato di insicurezza normale dovuto dalla novità della tua condizione di studente universitario. Pensa che succede a tanti (io sono la prima ad essermi sentita così!) ed è necessario farsi un po' le ossa e farci un po' l'abitudine, e poi con il tempo, conoscendo i colleghi, tutto passa. Gli alti e bassi un po' rimarranno, perchè studiare e dare esami preddispone ad un umore un tantinello depresso, ma l'importante è che tu capisca che non dipende da te. E poi caspita, non è che crescere sia una passeggiata! E' un bell'impegno che comporta difficoltà ma anche la piena possibilità di superare gli ostacoli.
      Sii sereno! Quando hai bisogno sfogati con chi ti sta accanto e con noi, che nel nostro piccolo siamo qua con le nostre esperienze.
      Come ho detto sei un ragazzo che, da quello che scrivi, è dotato di intelligenza e buon senso. Stai solo accusando le novità in questo modo, ma non devi aver paura di "non essere apposto", perchè lo sei eccome!
      Se poi vuoi sentirti più rassicurato segui il consiglio di Gian, puoi parlare con il tuo medico di famiglia che saprà darti un parere obbiettivo. Però te lo ripeto: è una normale conseguenza del fatto che hai lasciato una realtà "ben oliata" per una completamente nuova, e non è che è una sciocchezza! Le insicurezze dipendono però da questo nuovo vissuto, non sono conseguenza del fatto che in te ci sia qualcosa che non va!

      Un abbraccio fortissimissimo Sig.Creosote!:-*
      "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
      The Smiths - I Know It's Over

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      • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
        Quando si lascia la situazione ormai collaudata della scuola superiore per iniziare l'università è come se tutte le nostre sicurezze (date anche da come ci vedevano le persone ormai da noi ben conosciute, che ci rimandavano un'immagine di noi stessi ormai accettata) svanissero e dovessimo ricominciare tutto da capo.
        SPOILER SPOILER

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        Per il resto sono d'accordo con violaverde... e Helena Bonham Carter:


        Sì insomma, a lavare ci laviamo tutti (spero), ma non farti fare pure il lavaggio del cervello. La personalità sbiadisce facilmente...

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        • Originariamente inviato da Melanconico Visualizza il messaggio
          SPOILER SPOILER

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          Ed è per quello che secondo me finchè si è giovani (diciamo tra liceo e università) e se ne ha il tempo e il modo bisogna fare in modo da provare quante più situazioni diverse possibili...mettersi alla prova, viaggiare (da soli, non con gli amici), andare all'estero anche solo qualche giorno per imparare l'inglese, andare ogni sera in un posto nuovo senza conoscere nessuno...
          mettersi alla prova in ogni modo possibile, in modo da prepararsi alla vita.
          Questo mi sento di consigliare a tutti. Non stabilizzarsi, non fossilizzarsi, ma sempre cercare qualcosa di nuovo e diverso.
          è anche un modo per non pensare più a se stessi e ai propri problemi, perchè non se ne ha modo, visto che c'è sempre da impegnarsi su qualche cosa.

          In quest'ottica anche del volontariato fa molto bene oltre che agli altri anche a sè stessi (anche se io non ne faccio, per questioni di tempo)

          Hold fast, Sig.Creosote!

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          • Qualcuno ha detto non disprezzare quest’attimo perché quest’attimo è la tua vita.


            @ SIG.Creosote

            in riferimento a quello che hai scritto vorrei sottolineare che la priorità per i tuoi genitori sarà sempre la salute del tuo stato mentale e fisico, quindi non ha senso che tu ti ponga il problema di non pesargli economicamente, sopratutto poi se il risultato di questo disagio sarà l'abbandono degli studi (che finirebbe quello sì, per pesargli economicamente).
            Non sottovalutare l'aspetto "degenerante" della tua condizione tu hai chiaramente delle fissazioni persecutorie e se rimani in questo stato passivo peggiorerai finendo molto probabilmente per non essere più in grado di mettere il naso fuori di casa non sarebbe la prima volta.

            Se i tuoi obiettivi possono aiutarti a spronarti, coltivali, ma ricordati che il fumettista e l'animatore (parlo per ciò che conosco) sono lavori che comportano uno studio professionale specifico, un'enorme forza di volontà, l'essere votati ad una condizione di precariato perenne, stati di esaltazione e depressione, una grossa dose di fortuna ed il carattere per procurarsi i contatti giusti, poiché nessuno ti viene a bussare a casa.
            Ricordati inoltre che un mestiere non dovrebbe mai dare una connotazione qualitativa alla personalità di un individuo, altrimenti non si è mai una persona matura e completa, e i problemi si ripresentano, fidati.

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            • Dal mio punto di vista i problemi della psiche sono esasperazioni di tendenze normalmente presenti nell'uomo.Tutti abbiamo pensieri persecutori e momenti di scarsa autostima (vuol dire che stiamo interagendo con il mondo e, ipotizzando dei nostri errori, ponendoci delle domande per ricalibrarci, dunque sono elementi fisiologici e utili allo sviluppo). Si tratta solo di contenerne l'intensità e la portata, senza spaventarsi. Credo che sia una gran cosa poterne parlare in modo così sereno con i propri genitori, senza sensi di colpa. Infondo i genitori servono a "traghettarci" dalla vita infantile alla vita adulta, con tutte le reali difficoltà che questo passaggio comporta. Se nascessimo già "imparati" la natura ci farebbe nascere già adulti e soli (motivo in più per non isolarsi).
              "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
              The Smiths - I Know It's Over

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              • Grazie a tutti per i consigli e per il supporto
                allora oggi sono andato all'uni, e me ne sono fregato di tutti: io sto bene, sono a posto, non mi devo far venire i problemi per cose probabilmente non vere, spero...

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                • Originariamente inviato da Sig. Creosote Visualizza il messaggio
                  Grazie a tutti per i consigli e per il supporto
                  allora oggi sono andato all'uni, e me ne sono fregato di tutti: io sto bene, sono a posto, non mi devo far venire i problemi per cose probabilmente non vere, spero...
                  Così si fa!

                  "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                  The Smiths - I Know It's Over

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                  • Originariamente inviato da sig. Creosote Visualizza il messaggio
                    grazie a tutti per i consigli e per il supporto
                    allora oggi sono andato all'uni, e me ne sono fregato di tutti: Io sto bene, sono a posto, non mi devo far venire i problemi per cose probabilmente non vere, spero...
                    hai fatto bene!
                    Fanculo tutti!
                    Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione[img width=420 height=68]http://i31.tinypic.com/14k8is3.jpg[/img]

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                    • però se alla fine puzzo veramente e non me ne accorgo, sai che figura... asd

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                      • ma che scherzi?
                        Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione[img width=420 height=68]http://i31.tinypic.com/14k8is3.jpg[/img]

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                        • un po' sì...

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                          • le cose all'uni vanno sempre peggio e sono di umore nero. Credo che nessuno mi possa aiutare e credo anche che non ci sia una soluzione. Tutti hanno una loro opinione, a volte ferma a volte labile (del tipo che se gli chiedo la stessa cosa a distanza di due mesi mi danno 3 risposte diverse), anche se volesi dei consigli non so a chi dare retta. Grossomodo in facoltà odio tutti, non perchè mi abbiano fatto qualcosa ma per come mi sento quando sto lì in facolta o quando ascolto i loro discorsi. A volte mi odio per questo. Mentre prima non riuscivo a dormire la notte per l'ansia, adesso l'ansia si è commutata in una continua sonnolenza, come se volessi dormire per non pensare alla mia situazione.
                            a casa non possono darmi retta piu di tanto perchè a parte che una soluzione cmq non c'è, hanno problemi più grossi a cui pensare.
                            ho paura a esporre le mie ansie in famiglia e tra gli amici perchè oltre a essere ripetitivo e pur essendo conscio che la colpa di questa situazione è mia ,finiremmo per litigare (tipo qualcuno caccia una frase fatta o una pseudosoluzione al problema e io la smonto oppure sbotto di rabbia. perchè odio le frasi fatte. dio quanto le odio).
                            lo psicologo- questo gia ve l'ho detto- non può aiutarmi.
                            dopo aver passato due mesi a piangiere saltuariamente in macchina o a casa durante i viaggi pre\post università, adesso a volte (è successo una volta grossomodo) mi è quasi venuto da piangere mentre ero in aula ma mi sono prontamente ricomposto.
                            Mi sento in gabbia.
                            Spero che la cosa migliori.
                            mi odio perchè so che la colpa di tutto questo è solo mia.
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • Mi dispiace Uomo

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                              • oltretutto faccio soffrire un casino mia madre, e non se lo merita.
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                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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