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Angolo di reciproca consolazione

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  • Purtroppo, a meno che non si tratti di Aziende di prestigio o multinazionali, non so mai se fidarmi di queste aziende nuove...
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

      L'errore che ho fatto è stato di elencarti quegli esempi senza spiegartene l'importanza..... la carriera ad esempio non è un orpello fine a se stesso (non voglio diventare manager o simili), ma è un concetto legato al bisogno di sicurezza (essere sicuro al tot per cento di non ritrovarmi col sedere a terra se le cose dovessero andare male) e di stabilità economica (tieni presente che, tra terapia e tutto, anche un leasing di una macchina impatterebbe non di poco sui miei bilanci, al momento). Idem per il concetto di "appartenenza", o per gli affetti.....prendendo la piramide di Maslow (nota, non sto dicendo che mi manca qualcosa perchè "non riesco a spuntare la piramide di Maslow", come ti dicevo è una roba che sento in me da anni e che con questa piramide riesco a visualizzare meglio e a spiegarla agli altri).



      In sostanza gli esempi che ho elencato si rifanno ai bisogni di Sicurezza, Affetto, Riconoscimento. E evito di dilungarmi per non ripetermi. Anche se non saprei come spiegare ciò che ho già detto piu nel dettaglio senza andare a ripetermi.
      Uomo, innanzitutto vorrei invitarti a tranquillizzarti perchè comunque vada il colloquio e qualunque cosa tu decida non è una questione di vita o di morte Per il resto non posso far altro che quotare alla N i consigli che ti hanno dato Enfad, Scrooge, Viola e Spidey; soprattutto per quanto riguarda la parte della "terapia d'urto" e delle scelte. Il tuo "problema", che ti facciamo notare ormai da anni a questa parte, è la tendenza ad overanalizzare qualsiasi cosa e impostare i ragionamenti sulla tua vita in maniera troppo razionale e meccanicistica. Esempio lampante di ciò è la piramide di Maslow che hai usato per spiegare quali sono i bisogni della tua vita; non che ci sia nulla di sbagliato, per carità, l'approccio alle problematiche della vita è soggettivo e impossibile da cambiare radicalmente, ma credo anch'io che ti sarebbe di enorme aiuto non tralasciare del tutto la sfera emotiva/istintiva (e qui non posso fare a meno di appoggiare il suggerimento dello zio sulla psicanalisi). Dici che hai già provato ad agire d'istinto e la tua capacità di prendere decisioni non è migliorata? Non importa! Mica è una skill che si sviluppa dall'oggi al domani. Mi piace molto quella massima che recita "quando devi scegliere non perdi mai, o vinci o impari". Probabilmente i primi tempi ti sembrerà ancora di ragionare secondo i soliti schemi e continuerai a vivere male ogni decisione infruttuosa, ma col tempo e con la pratica questa sensazione si attenuerà sempre di più
      Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
      per quanto mi riguarda, Enfad ha detto alcune delle cose più sagge e vere lette sul forum in questi anni
      delelgo a lei commenti futuri in questa sezione (in quella dei cinecomic mi affido di più a hulk invece :P)
      Una "distribuzione dei regni" per il momento equilibrata (beh, forse per la sezione supereroi un po' meno, ma vabbè). Il prossimo passo sarà trovare un re oltre la Barriera per il topic di GoT

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      • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio

        Uomo, innanzitutto vorrei invitarti a tranquillizzarti perchè comunque vada il colloquio e qualunque cosa tu decida non è una questione di vita o di morte
        Grazie Lord

        Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
        Il tuo "problema", che ti facciamo notare ormai da anni a questa parte, è la tendenza ad overanalizzare qualsiasi cosa e impostare i ragionamenti sulla tua vita in maniera troppo razionale e meccanicistica.
        Infatti il mio terapeuta ha ammesso che molto del lavoro che ha dovuto fare nei miei confronti è stato di spostarmi dalla parte razionale a quella emotiva.
        Diciamo che ho difficoltà a "ragionare" mantenendo la parte emotiva attiva, per cui o la spengo o, se è attiva, fatico a ragionare.

        Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
        Esempio lampante di ciò è la piramide di Maslow che hai usato per spiegare quali sono i bisogni della tua vita; non che ci sia nulla di sbagliato, per carità, l'approccio alle problematiche della vita è soggettivo e impossibile da cambiare radicalmente, ma credo anch'io che ti sarebbe di enorme aiuto non tralasciare del tutto la sfera emotiva/istintiva (e qui non posso fare a meno di appoggiare il suggerimento dello zio sulla psicanalisi). Dici che hai già provato ad agire d'istinto e la tua capacità di prendere decisioni non è migliorata? Non importa! Mica è una skill che si sviluppa dall'oggi al domani. Mi piace molto quella massima che recita "quando devi scegliere non perdi mai, o vinci o impari". Probabilmente i primi tempi ti sembrerà ancora di ragionare secondo i soliti schemi e continuerai a vivere male ogni decisione infruttuosa, ma col tempo e con la pratica questa sensazione si attenuerà sempre di più
        Grazie Lord.
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Piccolo aggiornamento:

          -> I due colloqui non sono andati bene. In uno ho avuto problemi coi mezzi e per 30 minuti di ritardo non me l'hanno fatto fare. In un altro caso non sono risultato sufficientemente preparato. Su consiglio del terapeuta potrei analizzare le mie azioni e capire cosa mi ha portato a non essere totalmente performante in entrambi i casi. Mercoledi ho un nuovo colloquio (nota multinazionale famosa per "spremere" i dipendenti), ma al momento sono piuttosto confuso. Non so più cosa voglio, e questo non orienta le mie scelte. Un eccesso di stanchezza, inoltre, mi porta a non voler lasciare la confort zone (è un pò lo stato di chi, sveglio al mattino, se ne resterebbe ancora a letto...mentre invece se iniziasse a fare un pò di ginnastica riuscirebbe a svegliarsi subito grazie all'ossigenazione del cervello). Il vantaggio è che questo stesso torpore mi fa avvertire meno eventuali stati di disagio.
          -> Grazie a Dio, mia madre e mia sorella si sono riappacificate (seppure hanno litigato entrambe con mia zia, ma vabbè). Evito comunque di esporre a loro quanto ho esposto a voi.
          -> L'esperienza del colloquio tecnico andato male mi fa riflettere sul numero (basso) di competenze maturato in questi anni. Il che mi porta poi alla ragione delle mie preoccupazioni lavorative: che competenze sto sviluppando? Cosa potrei rivendermi?
          -> Ho riflettuto sulle parole di tutti. Per ricollegarmi al discorso di Enfad, sì devo ammettere che mi faccio influenzare molto dagli altri, ma solo per quegli argomenti che possono risultare per me importanti. Ad esempio, non me ne frega nulla di vedere gente intorno a me che si sposa (seppure mi chiedo se un domani non dovrò finire a vivere in un monolocale o se ci saranno single 40enni con cui condividere una casa). Inizio a farmi più problemi invece quando sento di amici/colleghi che cambiano lavoro o casa.
          -> Ho finito il corso di programmazione neurolinguistica. Ho acquisito qualche conoscenza in più su come funziona la mente umana, e mi sono appuntato vari libri che potrei leggere per l'automiglioramento. Non so ancora se farò un percorso di terapia breve strategica. Se non trovo un obbiettivo chiaro, sarà inutile farlo. Come puntualizzavate un pò tutti nei post precedenti, non è detto che il cambiamento possa davvero portarmi ciò che cerco.
          -> Alle ultime sedute di terapia, sono arrivato talmente stanco che manco ho capito che ci siamo detti.


          Oggi spero di rileggere un pò i passaggi di tutti, sperando di schiarirmi un pò le idee.
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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          • non so se hai mai visto Big Bang Theory. C'é uno dei protagonisti (caricaturalmente iper-razionale) che decide di imparare a nuotare sul pavimento di casa senza dover mai entrare in acqua
            ecco, questa tuo costante focus sul lato teorico, sullo studio, su rivedere appunti come se ci fosse un manuale di istruzioni me lo ricorda molto


            Honour to the 26s

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            • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
              non so se hai mai visto Big Bang Theory. C'é uno dei protagonisti (caricaturalmente iper-razionale) che decide di imparare a nuotare sul pavimento di casa senza dover mai entrare in acqua
              ecco, questa tuo costante focus sul lato teorico, sullo studio, su rivedere appunti come se ci fosse un manuale di istruzioni me lo ricorda molto
              Mi hai paragonato a Sheldon XD? Di solito mi paragonano al personaggio ebreo, per via del fatto che anche io indosso sempre le maglie a collo alto.

              C'è chi mi ha anche paragonato al Poirot di Brannagh per le sue manie di controllo, chi al bambino di Spiver (per la tendenza a organizzare su un quaderno anche i rapporti che aveva con la famiglia - tra l'altro in quel film la madre era Helena Bonham Carter)....

              Diciamo che l'approccio teorico è tipico degli introversi, specie con orientamento "visivo", e spesso è mal visto dagli estroversi (che invece si buttano a fare le cose, di istinto, specie se hanno orientamento cinetico). Tra noi ingegneri si accenna alla famosa "guerra delle correnti" tra Tesla e Edison. Tesla lavorava di teoria, Edison era un praticone. Entrambi i metodi sono validi, se non arrivano a livelli tali da creare disfunzioni. Un approccio estroverso ti permette di sperimentare e sperimentando acquisisci molti dati. Ti fa agire tempestivamente. Biologicamente, le "madri" agiscono di istinto per essere tempestive nel salvataggio della prole (nota: le madri non coincidono per forza con gli esemplari di sesso femminile). Tuttavia essendo poco analitico, ti porta ad agire facendoti poche domande e a ripetere le stesse azioni per tentativi, vanificando sforzi e commettendo l'autoinganno di usare per sistemi diversi soluzioni che hanno funzionato in passato. L'approccio introverso ti permette di analizzare i dettagli, di collegarli tra loro, di cogliere sfumature che possono sfuggire a primo acchito. Permette di strutturare meglio i percorsi e, per dirla alla Giorgio Nardone (psicologo della terapia breve strategica maestro dell'arte del cambiamento), ti permette di "partire dopo per arrivare prima". E' un atteggiamento anche più da "cagasotto", molto hitchcockiano (mi metto dietro una finestra e osservo).

              In un viaggio, un atteggiamento del primo tipo ti permetterebbe di pianificare un sacco, rendendo molto efficienti spostamenti, percorsi, etc. Un atteggiamento del secondo tipo sarebbe aperto all'imprevisto e ti permetterebbe di vivere avventure (con tutti i pro e i contro del caso).
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Piccolo suggerimento a margine:

                In un'eventuale uscita con una ragazza, NON parlare di tutte queste cose e non citare Nardone.

                (PS. E non indossare maglioni a collo alto.)
                "Per me".

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                • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio
                  Piccolo suggerimento a margine:

                  In un'eventuale uscita con una ragazza, NON parlare di tutte queste cose e non citare Nardone.

                  (PS. E non indossare maglioni a collo alto.)
                  Dipende dall'obiettivo. Se cerca qualcosa di più "fisico" il consiglio è perfetto. Se cerca una compagnia affine meglio essere se stessi. Comunque mostrare il collo potrebbe aiutare anche nel secondo caso.
                  "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                  The Smiths - I Know It's Over

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                  • Il consiglio di spidey è sacrosanto....spesso mi capitava di scadere nella saccenteria o di usare l'eccesso di razionalità per nascondermi dagli altri, causando alienazione nell'interlocutore.
                    Per fortuna (o paradossalmente, direi), parte dei corsi di neurolinguistica, degli articoli di psicologia letti e delle ore di terapia di quest'anno sono stati investiti nel migliorare la gestione dei rapporti interpersonali XD.

                    Sulle maglie a collo alto....nei film degli anni 70, erano la prassi XD, magari dopo l'uscita di "Once upon a time in Hollywood" torneranno di moda e diventerò un trend setter. XD
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio

                      immaginavo (anche io ho frequentato per un po' l'ambiente)
                      hai mai pensato di fare un percorso di vera e propria psicoanalisi invece?
                      Mi rendo conto ora di aver risposto alla tua domanda come se fosse appunto una domanda (ossia ti ho risposto delle esperienze passate e di come sono andate), non avendo capito che il tuo era in realtà un suggerimento.
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                        Uomocheride, scalare una cima non è solo arrivare in cima per mettere la firma nel rifugio. Scalare una cima vuol dire fermarsi a cogliere una genziana in fiore e ammirare quanto è bella, fermarsi lungo un ruscello e sentire con la mano quanto sia gelida l'acqua dopo che la neve si sta sciogliendo, incontrare un camoscio coi suoi piccoli, fermarti a fare pipì insieme ai tuoi amici, accorgerti che hai sbagliato sentiero e sceglierne uno diverso...
                        Capisco....conta piu il viaggio che non la meta....

                        Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                        Esci da questi schemi rigidi, e fai qualcosa di sbagliato.
                        Il problema è che fare qualcosa di sbagliato può portarti a perdere tutto, aggravando la tua situazione invece che a migliorarla. Poi, a voler essere molto resilienti, si potrebbe dire che fallire 1000 volte è solo un modo per rialzarsi 1000 volte diventando sempre una versione migliore di se stessi. Onestamente ci sono situazioni da cui non ti rialzi o da cui ti rialzi zoppicando. Poi, certo, si potrebbe citare Pirandello e dire che "a furia di non commettere bestialità, si finisce per restare fermi e questo è esso stesso una bestialità".
                        Ogni cambiamento implica ricostruire tutta una serie di abitudini, di sicurezze, di punti fermi, ma soprattutto di rapporti con le persone (in questo sono lentissimo).
                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                          Ogni cambiamento implica ricostruire tutta una serie di abitudini, di sicurezze, di punti fermi, ma soprattutto di rapporti con le persone (in questo sono lentissimo).
                          Lo sto facendo in queste settimane. E' dura ma è fattibile. Non c'è nulla di statico, nn ci sono sicurezze eterne. Ho appena bevuto un caffè con un nuovo collaboratore, in un palazzo nuovo, in un angolo nuovo della città, parlando di cose nuove. Tutto cambia, eccetto Tom Cruise, si intende..

                          "Per me".

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                          • Ma ci sarà pure qualcosa che rimane fisso nella tua vita, almeno di volta in volta, o no? Amici, luoghi in cui vivere, la tua casa, la famiglia....certo, tutto può cambiare ma non credo tutto assieme....
                            E se poi dovessi trovarti male? Cambieresti ancora? E allora dovresti considerare più cambiamenti assieme, non uno. E quanto tempo investi in una cosa prima di capire che ti stai trovando male?
                            Non è sarcasmo o altro...sono cose che davvero, in questo periodo della mia vita, fatico ad accettare senza andare in ansia...
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • Gli amici cambiano, maturano, alcuni si perdono, altri si affacciano nella tua vita. Nessuno lo sa meglio di me. Le case si cambiano, si vendono, si comprano. La famiglia dovrebbe essere per sempre, ma i genitori invecchiano e subentrano altre esigenze.
                              Tutto cambia contemporaneamente, ma impercettibilmente, e ce ne accorgiamo di colpo, un martedì sera in riva al mare, che sono passati venti anni in un battito di ciglia. Tutto si muove, anche la tua cosiddetta comfort zone non è più quella di una volta.
                              E per capire se una cosa va bene per me ci può volere un mese come 10 anni, non c'è una regola certa. E nel qual caso non mi faccia stare bene, per come sono fatto io cercherei di cambiarla, senza troppe analisi tecniche, perché talvolta i parametri sono molti di più di quelli che puoi ponderare.
                              "Per me".

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                              • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio
                                Gli amici cambiano, maturano, alcuni si perdono, altri si affacciano nella tua vita. Nessuno lo sa meglio di me. Le case si cambiano, si vendono, si comprano. La famiglia dovrebbe essere per sempre, ma i genitori invecchiano e subentrano altre esigenze.
                                Quanto dici è giusto e razionale, ma, caovlo, comunica una solitudine non da poco...

                                In quest'ottica, potrei davvero non riuscire a superare il senso di appartenenza e realizzazione a cui aspiro. Nè tanto meno potrei superare l'alienazione.
                                Ultima modifica di UomoCheRide; 28 maggio 19, 21:00.
                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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