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Angolo di reciproca consolazione

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  • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

    Ottimo. Vedrò di fare acquisti. Per quanto ci siano migliaia di libri sull'argomento. Ti sembra un buon tomo?
    Non ne ho la più pallida idea, ma mi piaceva la canzone subito prima.
    "Per me".

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    • È difficile capire la tua situazione reale sulla base delle tue analisi.
      Dici che la tua situazione lavorativa è destinata a deteriorarsi.
      Dici che se il ruolo di sviluppatore non comincia a dare i suoi frutti la situazione è destinata a deteriorarsi (dunque introduci una opzione di miglioramento alternativa al deterioramento).
      Parli di potere contrattuale che possiedi (ma non fai valere), dunque una possibilità di miglioramento.
      Però sei lì, hai la tua confort zone, ma smani per fare formazione che ti permetta di cambiare.
      Al di là del fatto che è ottimo fare colloqui per avere più scelta, sulla base di cosa decidi se restare o se cambiare?


      "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
      The Smiths - I Know It's Over

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      • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
        È difficile capire la tua situazione reale sulla base delle tue analisi.
        Dici che la tua situazione lavorativa è destinata a deteriorarsi.
        Dici che se il ruolo di sviluppatore non comincia a dare i suoi frutti la situazione è destinata a deteriorarsi (dunque introduci una opzione di miglioramento alternativa al deterioramento).
        Parli di potere contrattuale che possiedi (ma non fai valere), dunque una possibilità di miglioramento.
        Però sei lì, hai la tua confort zone, ma smani per fare formazione che ti permetta di cambiare.
        Al di là del fatto che è ottimo fare colloqui per avere più scelta, sulla base di cosa decidi se restare o se cambiare?

        E' destinata a deteriorarsi perchè investirò tempo in competenze non spendibili al di fuori di un dato settore.

        Esempio pratico: Impari a programmare in C, Python etc. Puoi rivenderti a chiunque, dalla banca fino all'industria. Impari a fare l'hardwarista, ti rivendi alle industrie.
        Credo, per la mia tendenza a preferire le grandi città e a non andare nelle zone industriale, che dovrei a questo punto proprio rivendermi maggiormente come informatico/analista.

        La smania è dovuta piu che altro alla 1) quantità di stress che assorbo dagli altri, o 2) al fatto che io veda (o che io proietti, non saprei distinguerlo al momento) una maggiore realizzazione personale negli altri, o 3) al fatto che puntualmente, a fine anno, mi sembra di aver fatto passare un anno senza aver combinato granchè della mia vita (sia sul piano affettivo che altro).

        Sul potere contrattuale....ripeto, tocca essere "svegli" per capire quando approfittarne e avere la faccia tosta di approfittarne. Ora ci sono 3 risorse in meno sul lato test, e io potrei battere cassa facilmente. Ma pare sempre come se uno "elemosinasse scatti". Preferirei un'azienda con un percorso programmato: entri, lavori bene, tot di anzianità, "complimenti, siamo soddisfatti", scatto. Probabilmente questa cosa che ho detto è fantascienza, ma molte multinazionali si rivendono il loro ambiente lavorativo così (per l'appunto, si rivendono...poi vai a capire la realtà...)
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Dunque ciò che cerchi è:
          un ambiente lavorativo più sereno;

          una realizzazione personale uguale o superiore agli altri, che a livello lavorativo, da ciò che spesso dici, si traduce in stipendio più alto, prestigio agli occhi degli altri, meno ore lavorative;

          non dover essere tu ad esporti, dunque una realtà fortemente strutturata (la qual cosa secondo me influirebbe sul prestigio, perché l'avanzamento sarebbe automatico)

          E se non agisci per ottenere queste cose senti di aver sprecato tempo.

          Se è corretto ciò che ho detto, ho finalmente le idee più chiare.
          "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
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          • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
            Dunque ciò che cerchi è:
            un ambiente lavorativo più sereno;

            una realizzazione personale uguale o superiore agli altri, che a livello lavorativo, da ciò che spesso dici, si traduce in stipendio più alto, prestigio agli occhi degli altri, meno ore lavorative;

            non dover essere tu ad esporti, dunque una realtà fortemente strutturata (la qual cosa secondo me influirebbe sul prestigio, perché l'avanzamento sarebbe automatico)

            E se non agisci per ottenere queste cose senti di aver sprecato tempo.

            Se è corretto ciò che ho detto, ho finalmente le idee più chiare.
            No, non è corretto. Mi spiego meglio.

            Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
            Dunque ciò che cerchi è:
            un ambiente lavorativo più sereno;
            Si. Tuttavia forse è una utopia. Prima il tasso di anzianità in ufficio era molto alto (quando sono arrivato)...faticavo a socializzare, poi si è creato il ricircolo coi neoassunti, si faceva gruppo...serate a bere, biliardo....ora di nuovo ci sono gruppi e gruppeti tra chi palesemente confabula per abbandonare quanto prima l'azienda, chi manda cv in silenzio senza sbandierarlo (tipo me e altri), chi è rassegnato o pigro, etc...

            Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
            Dunque ciò che cerchi è:
            una realizzazione personale uguale o superiore agli altri, che a livello lavorativo, da ciò che spesso dici, si traduce in stipendio più alto, prestigio agli occhi degli altri, meno ore lavorative;
            Diciamo uguale agli altri. Ma non ne faccio una questione economica, quanto una questione legata agli affetti e alle esperienze di vita (quante esperienze trascorri in compagnia di persone a cui tieni.... dalla birra con gli amici al viaggio di gruppo, per intenderci).
            La questione economica è più legata alla sicurezza. Stabilità economica -> sicurezza per il futuro.
            Anche la questione legata a lasciare la consulenza piccola ed entrare in quella grande, o in una grande realtà aziendale è legata alla sicurezza.
            Grande realtà aziendale -> Sicurezza che non fallisca, Sicurezza che non mi dicano che devo cambiare città dalla sera alla mattina perchè è terminato un progetto, possibilità di trasferirmi qualora dovessi risolvere questioni personali o familiari.

            Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
            Dunque ciò che cerchi è:
            non dover essere tu ad esporti, dunque una realtà fortemente strutturata (la qual cosa secondo me influirebbe sul prestigio, perché l'avanzamento sarebbe automatico)
            Si. Più che altro perchè pare sempre che stai elemosinando qualcosa e non che venga riconosciuto il tuo lavoro.

            Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
            Dunque ciò che cerchi è:
            E se non agisci per ottenere queste cose senti di aver sprecato tempo.
            No, di nuovo, questo può accadere nell'ambito lavorativo. In un anno magari non hai imparato nulla, non hai fatto cambiamenti, insomma non sei andato avanti. In questi anni cambiamo progetto ogni 6 mesi, o cambiava il metodo di approccio al progetto (per un periodo andavo spesso in trasferta, ad esempio). Lo spreco di tempo si ricollega anche alla sfera affettiva, vedi punto 1.
            O comunque, magari, a volte ho l'impressione di star facendo un lavoro che farebbe tranquillamente anche un diplomato, per cui pare io abbia sprecato 10 anni di università con tutto quanto ne consegue.
            Ultima modifica di UomoCheRide; 04 giugno 19, 14:40.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

              No, non è corretto. Mi spiego meglio.


              Si. Tuttavia forse è una utopia. Prima il tasso di anzianità in ufficio era molto alto (quando sono arrivato)...faticavo a socializzare, poi si è creato il ricircolo coi neoassunti, si faceva gruppo...serate a bere, biliardo....ora di nuovo ci sono gruppi e gruppeti tra chi palesemente confabula per abbandonare quanto prima l'azienda, chi manda cv in silenzio senza sbandierarlo (tipo me e altri), chi è rassegnato o pigro, etc...


              Diciamo uguale agli altri. Ma non ne faccio una questione economica, quanto una questione legata agli affetti e alle esperienze di vita (quante esperienze trascorri in compagnia di persone a cui tieni.... dalla birra con gli amici al viaggio di gruppo, per intenderci).
              La questione economica è più legata alla sicurezza. Stabilità economica -> sicurezza per il futuro.
              Anche la questione legata a lasciare la consulenza piccola ed entrare in quella grande, o in una grande realtà aziendale è legata alla sicurezza.
              Grande realtà aziendale -> Sicurezza che non fallisca, Sicurezza che non mi dicano che devo cambiare città dalla sera alla mattina perchè è terminato un progetto, possibilità di trasferirmi qualora dovessi risolvere questioni personali o familiari.


              Si. Più che altro perchè pare sempre che stai elemosinando qualcosa e non che venga riconosciuto il tuo lavoro.


              No, di nuovo, questo può accadere nell'ambito lavorativo. In un anno magari non hai imparato nulla, non hai fatto cambiamenti, insomma non sei andato avanti. In questi anni cambiamo progetto ogni 6 mesi, o cambiava il metodo di approccio al progetto (per un periodo andavo spesso in trasferta, ad esempio). Lo spreco di tempo si ricollega anche alla sfera affettiva, vedi punto 1.
              O comunque, magari, a volte ho l'impressione di star facendo un lavoro che farebbe tranquillamente anche un diplomato, per cui pare io abbia sprecato 10 anni di università con tutto quanto ne consegue.
              Due giuste su quattro, non male ma posso migliorare.

              Mi crea qualche difficoltà il fatto che cerco di circoscrivere i vari aspetti (lavorativo, affettivo,...) ma per te sono molto interconnessi.
              Quindi, ricapitolando:
              Ok l'ambiente lavorativo sereno. Oltre ad essere meno stressante in se aggiungiamo, considerando la sfera affettiva, che come conseguenza potrebbe portare a rapporti amicali e affettivi (per capirci la birra e il viaggio che citavi come esempio);

              Riassumo poi alcuni concetti sotto la voce:
              Grande realtà aziendale:
              offre sicurezza economica (non tanto nell'importo del compenso quanto nella certezza di continuare a percepirlo nel tempo), offre progetti più concreti, offre possibilità di trasferimento;

              Realtà strutturata che non necessita di esporsi o "elemosinare".

              Comunque mi sembra che tu abbia le idee molto più chiare di ciò che vuoi o non vuoi della media delle persone che conosco (che comunque non sono tante). È già un buon punto di partenza.
              Un aspetto da valutare è quanto puoi scendere a compromessi con queste idee, quanta frustrazione comporta l'idea di non realizzarle. Più la tua felicità dipende dalla loro realizzazione e più è facile provare sentimenti di disagio, tristezza,...
              Non è giusto o sbagliato, è solo da mettere in conto sulla base di ciò che, legittimamente, si desidera.



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              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                O comunque, magari, a volte ho l'impressione di star facendo un lavoro che farebbe tranquillamente anche un diplomato, per cui pare io abbia sprecato 10 anni di università con tutto quanto ne consegue.
                Noto che sottolinei spesso questa cosa. Se è per questo anch'io sono nella tua stessa situazione e per quanto ne so una miriade di altri laureati.
                Il fatto è, penso di potertelo assicurare, se già nel tuo vissuto lavorativo non te ne sei reso conto, che solamente con un diploma avresti un decimo delle probabilità di accedere alla posizione x, specialmente nelle grandi aziende, poco importa se le tue competenze basterebbero a coprire quel ruolo.
                Le aziende hanno potere contrattuale e per policy inseriscono laureati anche dove non è strettamente necessario. La mia opinione personale è che mediamente il laureato possa dare un maggiore contributo nella gestione di situazioni slegate dall'attività principale (skill comunicative, analisi normative, redazione informative da inviare ai clienti, ecc.).

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                • Bha... Non so che dire. Forse semplicemente assorbo il malcontento degli altri e lo fondo con le mie preoccupazioni..
                  ​Resterebbe da capire quando effettuare allora dei cambiamenti pratici e quando invece "accettare"
                  Che le cose non sempre vadano come vogliamo..
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
                    Due giuste su quattro, non male ma posso migliorare.

                    Mi crea qualche difficoltà il fatto che cerco di circoscrivere i vari aspetti (lavorativo, affettivo,...) ma per te sono molto interconnessi.
                    Quindi, ricapitolando:
                    Ok l'ambiente lavorativo sereno. Oltre ad essere meno stressante in se aggiungiamo, considerando la sfera affettiva, che come conseguenza potrebbe portare a rapporti amicali e affettivi (per capirci la birra e il viaggio che citavi come esempio);

                    Ma non pretendo di essere amico dei miei colleghi... È che mi spaventa restare bloccato in rapporti poco funzionali oppure ritrovarmi solo, e questo limita o comunque influenza certe mie scelte
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                      Ma non pretendo di essere amico dei miei colleghi... È che mi spaventa restare bloccato in rapporti poco funzionali oppure ritrovarmi solo, e questo limita o comunque influenza certe mie scelte
                      Anche questa osservazione conferma come tu abbia le idee ben chiare su cosa vuoi e cosa non vuoi. :Forse è l'esclusività con cui desideri che ciò che vuoi si realizzi a determinare le tue difficoltà. Vedi in questa realizzazione la tua unica possibilità di felicità, senza altre opzioni. Dunque da un lato ti attacchi a ciò che hai, perché qualcosa che si avvicina anche lontanamente a ciò che vuoi è meglio di niente, ma sei frustrato perché comunque non è ciò che vuoi. D"altro canto non hai nessuna garanzia di ottenere ciò che vuoi, e anche questo ti causa frustrazione e infelicità.
                      "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
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                      • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio

                        Anche questa osservazione conferma come tu abbia le idee ben chiare su cosa vuoi e cosa non vuoi. :Forse è l'esclusività con cui desideri che ciò che vuoi si realizzi a determinare le tue difficoltà. Vedi in questa realizzazione la tua unica possibilità di felicità, senza altre opzioni. Dunque da un lato ti attacchi a ciò che hai, perché qualcosa che si avvicina anche lontanamente a ciò che vuoi è meglio di niente, ma sei frustrato perché comunque non è ciò che vuoi. D"altro canto non hai nessuna garanzia di ottenere ciò che vuoi, e anche questo ti causa frustrazione e infelicità.
                        Può essere.
                        Oltre ovviamente alla paura di perdere quel poco che ho con un cambiamento. Cambiamento che potrebbe avvenire da me o dalle condizioni al contorno.
                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                        • Nota: giacchè la mia unità oramai ha poche risorse e molto lavoro, probabilmente il mio allontanamento dallo sviluppo software, dove ho cmq fatto poco, durerà non solo maggio, ma anche giugno.
                          Dovrei lavorare sul non sentirmi in colpa a lasciare un gruppo "nei guai" qualora cambiassi lavoro.
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                          • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                            Dovrei lavorare sul non sentirmi in colpa a lasciare un gruppo "nei guai" qualora cambiassi lavoro.
                            E pure su questo "devi lavorare"??
                            E cribbio...

                            "Per me".

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                            • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                              E pure su questo "devi lavorare"??
                              E cribbio...


                              Ultima modifica di violaverde; 06 giugno 19, 08:13.
                              "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                              The Smiths - I Know It's Over

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                              • E' un modo velato per dirmi che dovrei fregarmene XD?
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