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Angolo di reciproca consolazione

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  • totalmente d'accordo con Spidey

    però quel "tutte cose che non pare abbiano portato alcun risultato positivo" riassume bene il problema di Uomo secondo me, e cioè che tu tratti questi aspetti della tua vita come variabili di una funzione da risolvere.
    ti diverte fare il corso di teatro? ti appassiona la fotografia? e allora il risultato lo hai ottenuto, goditele e continuale


    Honour to the 26s

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    • Sembra che la tua vita sia una check list da spuntare.
      "Per me".

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      • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio
        Sembra che la tua vita sia una check list da spuntare.
        Il tempo passa e certe cose vanno fatte entro un certo range di età... quindi si, ho una lista da spuntare, ma soprattutto ho delle fisime da superare.

        Sul fatto che io abbia fatto "buone cose" in questo periodo... si e no......, vado nel dettaglio:

        - aver provato ad allargare le amicizie contattando ex colleghi dell'Università o organizzando serate al cinema con gruppi diversi (ma oramai i fidanzati fanno tutti vita casalinga, e fondere i gruppi diversi non ha funzionato) ---> Come accennato, la cosa non ha funzionato. Frequento sempre quindi le stesse persone - 2 di numero, principalmente - e, per quanto abbia molto legato con loro, finiamo per vederci una sera a settimana e a volte non abbiamo più di che parlare, se non di cose comunque "leggere" (ultimo libro letto... commento di un film che vorremmo andare a vedere).... io comunque cerco sempre di spostare le conversazioni anche su qualcosa di personale, perchè è da queste conversazioni che si cementano veramente i legami

        - ho scoperto un nuovo hobby (la fotografia), cerco di fare ogni giorno almeno un 20 minuti di sport (per mantenere alta la serotonina) ---> in effetti i miei amici mi hanno consigliato di usare questo hobby come ponte per fare nuove conoscenze (è un suggerimento che mi hanno dato da poco, da che mi sono spostato dalle nature morte e i paesaggi alla ritrattistica). Però davvero, c'è un botto di roba da studiare e il tempo è poco. Forse mi comprerò una camera digitale usata ma, di nuovo, mi sembrano tutti palliativi che mi distraggono dal vero obbiettivo mentre il tempo passa.

        - Seguo corsi online di management e programmazione per ottenere attestati di partecipazione ---> mi hanno fatto notare che questi attestati sono praticamente inutili e servono solo come infarinatura generale... non aiutano col cv e non aiutano ai colloqui... anzi, dovrei anche investire tempo a ripetere le lezioni che, in parte, ho già dimenticato. Ma, al contempo, mi servirebbe altro tempo per consolidare conoscenze con corsi a pagamento, in modo da avere un pezzo di carta che confermi le mie competenze in ambito test e Agile, dove ho lavorato per anni. Mio cognato inoltre mi consiglia i corsi Cisco in cybersecurity perchè è lì che si può svoltare come carriera...

        - mi sono iscritto ad un corso di teatro (che, causa pandemia, stiamo per ora facendo online) ---> lo scopo era di fare nuove amicizie, ma gli incontri online non aiutano (qualcuno ha anche mollato). Poi inizio a pensare che questo tipo di situazioni non portino facilmente a legare al di fuori del contesto in cui si creano. Come accade con i colleghi. Certo potrebbe incoraggiarmi nelle mie competenze sociali qualora dovessi ripartire nuovamente da zero. Con alcune persone quest'anno ho legato subito, in meno di un mese, ma erano tutte persone che mi sono state presentate da amici e in maniera anche molto "particolare".
        Una nuova amica, ora fidanzata di un mio amico, mi è stata presentata ad una cena dove la padrona di casa ha esordito così: "non siate timidi a vicenda, tanto tutti quelli in questa stanza sono reduci da qualche anno di terapia con lo psicologo". Sembra strano ma la cosa ha subito abbattuto dei muri e rotto il ghiaccio.

        - ho continuato la terapia (conti alla mano, sono quasi 4 anni e 5000 euro con lo psicologo di Torino...poi ci sarebbero quelli spesi a Nocera dove, purtroppo, pare la psicologa abbia sbagliato approccio) ---> qui il terapista dice che dovrei riconoscermi i progressi... io vedo la meta molto lontana e il tempo agli sgoccioli.

        - In famiglia litighiamo molto poco (anche perchè parliamo poco di cose private). ---> Resta il fatto che, quando si tratta di cose importanti, non comunichiamo.

        - ho mantenuto il mio lavoro come sviluppatore PLC (Settembre scorso, a Derby, ho avuto pure le mie soddisfazioni, seppur non economiche e limitate alla classica pacca sulla spalla dei colleghi e del manager), ---> molti vedrebbero questa cosa come un fallimento, dato che non cambiando sono rimasto nella mia zona di comfort. Avendo quasi 35 anni, c'è il rischio di rendere il cambiamento impossibile. Molti miei ex colleghi o amici o familiari oramai sono manager. Quindi a volte le mie possibilità economiche inferiori vengono sottolineate. Io specifico che il mio stipendio sia nella media, ma mi vengono fatte pesare a volte scelte fatte in passato in cui ho rifiutato, per varie ragioni, offerte più lucrative.
        C'è il rischio di finire in una gabbia, ossia nell'impossibilità di cambiare lavoro o città un domani, in quanto non più spendibile.

        - ho letto libri e articoli sull'automiglioramento, addirittura ora vengo contattato dai miei amici che, in ritardo rispetto a me, decidono a loro volta di intraprendere un percorso di terapia o mi chiedevano consigli su come superare lo stress del lockdown ---> Paraddossalmente però la gente inizia anche a chiedersi "se questa roba funziona, perchè sei in terapia dal 2011"?

        - ho smesso di frequentare persone di cui non gradivo molto la compagnia --> in un certo senso è un bene, ma in realtà sto solo allargando la confort zone tirando fuori non solo le persone tossiche ma anche quelle che possono portare a riflessioni spiacevoli ma costruttive...come tutti i colleghi che si lamentano del nostro ufficio.

        - Da buon ossessivo sono un accumulatore, quindi commercialista mi suggerisce di investire il mio patrimonio nel mattone. Il vecchio studio di mio padre, buonanima, ora adibito e affittato come alloggio verrà lasciato entro l'anno...da cui l'esigenza di venderlo e di reinvestire in una città che non stia morendo come Nocera...quindi o Roma o Torino. Io non me la sento di investire a Torino dato che non prevedo di morire a Torino....se vivessi altrove, effettuare delle visite temporanee per controllare l'immobile sarebbe un casino.



        Tocca quindi decidere dove stanziarsi, in modo da trovare lavoro lì, far passare un tot di tempo per inserirsi in quel contesto, e riuscire ad investire con gli affetti lì. Anche perchè inizio a sentirmi stranamente vecchio....molti prenderebbero le cose con maggior entusiasmo, ma onestamente l'idea di - eventualmente, dover affrontare un trasloco in una nuova città, combattere col mio ufficio per una dimissione, iniziare un nuovo lavoro, reimparare un mestiere, reimparare i meccanismi tra i vari colleghi, imparare a muoversi in una nuova città, trovare un nuovo appartamento, magari temporaneo per poi fare un mutuo... non so se ho le energie (soprattutto quelle emotive) per tutto. Mettiamo che poi ciò accada a ridosso di un lutto o una grave malattia familiare, e le energie sono ancora meno. Mettiamo poi che la soluzione non sia permanente ma che, causa contrasti vari, debba ricambiarla...ecco allora altre energie emotive...
        Ultima modifica di UomoCheRide; 11 February 21, 11:42.
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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