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Angolo di reciproca consolazione

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  • Originariamente inviato da The Fool Visualizza il messaggio
    Ciao UomoCheRide. Provo a darti i miei 2cents anche se non ci conosciamo. Visto che il lavoro che fai a tua detta definisce enormemente la tua vita anche sul piano personale, a questo punto credo sia necessario per te attivarti con decisione e cambiare. Tutte le perplessità del caso sono sensate e comprensibili e puoi tenerne conto nel momento in cui inizi a guardarti in giro ma credo che a questo punto cambiare ambiente possa darti nuovi stimoli per affrontare con maggiore entusiasmo e serenità la vita (anche perché potresti aver modo di conoscere una persona con cui legare sentimentalmente, che può essere fondamentale per farti trovare quella tua dimensione che tanto cerchi e che al momento non trovi). Valuta eventualmente anche lavori meno remunerativi ma magari più stimolanti o che ti lascino più tempo libero per te (tanto voglio dire è inutile prendere un bello stipendio se poi stai da schifo e non ti godi la vita).

    Credo che il primo passo per provare ad affrontare una crescita personale sia questo. I se e i ma possono aiutarti a non compiere decisioni totalmente stupide ma non farti bloccare dalle perplessità e prova in tutti i modi a sbloccarti innanzitutto da questo punto di vista.


    Ps: un altro paio di consigli:

    -appena riaprono le palestre iscriviti ad un corso di pugilato
    -ascolta tanta musica metal e hard rock

    Ti ringrazio per il tuo consiglio, ma dubito sia saggio stringere relazioni sentimentali in ambiente lavorativo.
    A livello di tempo libero, sono già avvantaggiato, dato che lavoro solo dalle 8.00 alle 17.00.
    L'idea di venire stimolati da un nuovo ambiente ha senso, ma c'è il rischio che una volta eseguito il cambiamento, passato l'entusiasmo (ammesso ci sia ) iniziale, si torni al punto di partenza. Proprio per via del fatto che la vita,come diceva spiderman, non è fatta solo di lavoro.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

      Ti ringrazio per il tuo consiglio, ma dubito sia saggio stringere relazioni sentimentali in ambiente lavorativo.
      A livello di tempo libero, sono già avvantaggiato, dato che lavoro solo dalle 8.00 alle 17.00.
      L'idea di venire stimolati da un nuovo ambiente ha senso, ma c'è il rischio che una volta eseguito il cambiamento, passato l'entusiasmo (ammesso ci sia ) iniziale, si torni al punto di partenza. Proprio per via del fatto che la vita,come diceva spiderman, non è fatta solo di lavoro.
      Sì scusami non mi sono spiegato benissimo. Intendo dire che cambiando ambiente di lavoro potresti avere la possibilità di cambiare cerchie di conoscenze, colleghi con cui potresti trovarti meglio e che magari potrebbero presentarti nuove persone fuori dal lavoro. Anche paradossalmente il solo cambio di location ti costringerebbe a fare nuovi percorsi, incrociare gente diversa, mangiare in posti diversi etc.
      Il rischio di tornare al punto di partenza dopo l'entusiasmo iniziale c'è ma è un rischio che secondo me puoi prenderti perché, se ti va male, torneresti comunque alla situazione in cui già ti trovi, se ti va bene invece ne avresti solo da guadagnare.
      Ho letto che hai quasi 40 anni e sono già almeno un paio d'anni che ti trovi in questa situazione di profondo disagio. Sei ancora giovane e secondo me puoi permetterti di "scombussolare" un po' la tua vita e trovare uno spazio che ti si addice di più.

      I consigli di spiderman sono validissimi e sono d'accordo con lui (e anzi te li rinnovo pure io), ma se tu nello specifico non riesci a fare quel passaggio di "distacco" della tua vita dal lavoro a quel punto credo il cambiamento debba avvenire proprio alla base. Perché se la tua frustrazione al lavoro te la porti dietro anche dopo le 17.00 e questa influenza così negativamente il resto della tua giornata, dei tuoi rapporti e della tua vita in generale allora la cosa diventa molto problematica.

      Comunque in tempi di pandemia è difficile dare certi consigli ma, visto che stacchi presto da lavoro, dovresti provare ad impiegare il tuo tempo libero uscendo ogni tanto dalle tue abitudini. Un consiglio banalissimo che ti avranno dato in molti sicuramente ma credo sia valido anche solo per farti "staccare la spina" e darti qualche stimolo in più (e ti rinnovo il consiglio della boxe, fa benissimo allo fisico e fa benissimo alla mente e allo spirito)

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      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

        Premesso che apprezzo la citazione a Stoker
        Non capisco bene la parte del tuo discorso in cui dici che "costruirsi una rete sociale" nel tempo libero sia un falso problema. Tu stesso mi hai precedentemente suggerito di lavorare su un progetto di crescita personale, e una crescita personale è imprenscindibile dagli affetti.
        Sì ma non deve rappresentare un Problema, una tematica da affrontare come una check list da spuntare (già ne fai tante), o un qualcosa che dà un pensiero tale da lievitare fino ad abbracciare la scelta della città dove vivere, l'acquisto di un'auto, gli sport da frequentare, ecc.

        "Per me".

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        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
          Concordo sull'ipotesi dell'autosabotaggio, ragion per cui negli ultimi tempi mi stavo documentando sulla "Sindrome di Cassandra": (linko da wikipedia solo a titolo di esempio, è la prima voce che ho trovato https://it.wikipedia.org/wiki/Sindro...di%20Cassandra.).
          aggiungo i miei due cent a quanto scritto poc'anzi da Spidey
          ma sei sicuro che questo costante studio teorico di cosa vada o non vada nella tua vita ti aiuti? sembra che da questo tuo "documentarti" ti aspetti una raccolta d'informazioni tale che poi, inserite nel sistema macchina che è il tuo cervello, ti permetta di risolvere l'equazione.
          imho non funziona così, di nuovo: la tua vita non è un'equazione da risolvere...e non ti permettere di rispondere "eh ma io ho un approccio razionale" che sbrocco




          Honour to the 26s

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          • @ Spiderman @Scrooge .... forse credo di capire... state evidenziando come il problema sia la mia esigenza (o mania) di controllo, per cui mi suggerireste di orientarmi più su un approccio "vivi e vedi come vanno le cose"...o ho capito male?

            @Scrooge, rispondendo alla tua domanda "sei sicuro che questo costante studio teorico di cosa vada o non vada nella tua vita ti aiuti?", si, sono sicurissimo possa aiutare.
            Non capire cosa ti stia accadendo è tremendo. Ritrovarsi, come mi ritrovavo 3 anni fa, sentendosi inutile, camminare per strada e scoppiare a piangere senza un apparente motivo... mentre la gente intorno a te ti ripete che non hai motivo di lamentarti ... non capire perchè determinati rapporti siano facilissimi per gli altri e difficili per te... studiare queste cose ti aiuta a capire molto di te stesso e a "filtrare" ciò che davvero sei rispetto alla maschera che ti sei ritrovato ad indossare o che viene vista dagli altri.

            @Fools, per quanto riguarda "uscire dalle mie abitudini", faccio già un pò di sport ogni giorno, frequento (senza successo) un corso di teatro e mi sono dedicato alla fotografia.

            Comunque, vi ringrazio tutti. Mi avete offerto degli spunti di riflessione su cui potrò lavorare
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Anche perché un'equazione non c'è. La vita non è un fenomeno deterministico, ma solo probabilistico. Facendo un esempio, puoi avere tutto il controllo che vuoi del tuo lavoro/carriera/formazione/spendibilità, fino a programmare la tua crescita personale in quell'azienda con un'accuratezza del 100%...e poi conosci una ragazza portoghese, e dopo un anno spingi un passeggino per le strade di Lisbona, dove ti sarai trasferito e lavorerai in un mercato di ortofrutta.
              "Per me".

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              • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio
                Anche perché un'equazione non c'è. La vita non è un fenomeno deterministico, ma solo probabilistico. Facendo un esempio, puoi avere tutto il controllo che vuoi del tuo lavoro/carriera/formazione/spendibilità, fino a programmare la tua crescita personale in quell'azienda con un'accuratezza del 100%...e poi conosci una ragazza portoghese, e dopo un anno spingi un passeggino per le strade di Lisbona, dove ti sarai trasferito e lavorerai in un mercato di ortofrutta.
                Non riesco a capire o ad accettare questo punto di vista (ma lo rispetto).
                Perchè usi il termine "equazione" come una cosa negativa? Secondo questo approccio, come si imposta la propria vita? Come fai a valutare se la stai sprecando o meno? Se ti stai proteggendo o meno da eventi negativi futuri? Come può questo approccio spiegare il senso di insoddisfazione personale o di paura del futuro?

                Ultima modifica di UomoCheRide; 23 marzo 21, 16:59.
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                  Non riesco a capire o ad accettare questo punto di vista (ma lo rispetto).
                  Perchè usi il termine "equazione" come una cosa negativa? Secondo questo approccio, come si imposta la propria vita? Come fai a valutare se la stai sprecando o meno? Se ti stai proteggendo o meno da eventi negativi futuri? Come può questo approccio spiegare il senso di insoddisfazione personale o di paura del futuro?
                  Non hai capito, o più probabilmente non mi sono spiegato. Non ho mai scritto che un'equazione sia una cosa negativa (amo le equazioni), ma semplicemente che non tutto sia governabile, prevedibile o descrivibile con un'equazione, soprattutto la nostra vita, che segue le leggi del caso e del caos. Pertanto è inutile arrovellarsi troppo a incasellare, gestire, prevedere delle variabili che poi possono schizzare per un colpo di vento.
                  E' giusto impostare la propria vita, ma non preoccuparsene a livello patologico. E' sacrosanto proteggersi da eventi negativi futuri, ma in una cornice di probabilità e di realtà. Altrimenti si corre il rischio di arrivare a 90 anni pieni di foglietti con check list, con programmi, con piani B...e non aver capito come si è arrivati a 90 anni.
                  "Per me".

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