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Angolo di reciproca consolazione

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  • spiderman2707
    ha risposto
    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
    E' una questione di giudice esterno che fa leva su meccanismi del giudice interno.
    Non saprei, non li conosco. Sta di fatto che francamente non mi pare una cosa importante o degna di nota. Se vuoi andare ci vai, e lo metti tu sulla graticola. Altrimenti fai altro.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    E' una questione di giudice esterno che fa leva su meccanismi del giudice interno.

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  • spiderman2707
    ha risposto
    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

    Ma non mi ha chiamato apposta per bere una birra... in pratica gli avevo fatto gli auguri di compleanno l'anno scorso (ma ero a Salerno) e mi aveva fatto presente che era tornato a Torino. Settimana scorsa mi invia un messagio wazup perchè un suo amico HR cercava un elettronico per una posizione in una società di consulenza. E a tal proposito mi ha ricordato che era a Torino. Ho declinato la sua offerta di lavoro perchè non mi interessava l'azienda, e gli ho fatto un paio di domande su come lui stesse. Al che, lui ha proposto di berci una birra uno di questi giorni.

    Ho parlato con un amico che mi ha dato disponibilità sabato pomeriggio (il giorno prima della mia partenza). L'idea sarebbe di scrivere a questo ex collega venerdì, dicendogli che sabato pomeriggio andavo a bere una cosa con un amico e se lui volesse unirsi a noi. Da qui poi la scelta di accettare o meno sarebbe stata sua.
    L'idea di avere un amico vicino mi tornava "utile" come supporto emotivo dato che l'ultima volta che ho avuto un incontro con un ex collega sono stato molto male per un tot di giorni (e non vorrei avvelenarmi il soggiorno a Roma, più che altro per non pesare su mia sorella).

    Detto ciò, tra appuntamenti vari, teatro e sedute dal terapista non ho avuto un attimo libero e quando sono stanco ragiono male. Ho tempo fino a Venerdì per contattare l' ex collega, sennò si può rimandare al mio ritorno da Roma.
    Beh, diciamo che le cose cambiano sostanzialmente, rispetto alla prima versione che avevo capito.
    Detto questo io continuo a non vederci il problema. Stiamo parlando di una persona che non è tua amica, non è un parente, è a malapena un conoscente. Davvero non vedo cosa te ne deve fregare di quel che dice o che fa. Forse sono troppo semplicistico io ma davvero non vedo come questa cosa deve occuparti la testa per più di 3 secondi.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    A meno che tu non voglia affrontare a testa alta i tuoi timori e non avere sensi di colpa per non essere riuscito a fronteggiarlo.
    Se questo è il caso, benissimo.
    L'obbiettivo in effetti sarebbe quello, e anche il mettermi in discussione.


    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    Ma non portarti l'amico!

    Scusa, se io risentissi una compagna di scuola per chiederle di rivederci, così da scambiare due chiacchiere e aggiornarci, e questa mi dicesse "ok, porto un'amica" (una che io non conosco, che non ha fatto le scuole con noi e che non c'entra nulla col nostro rapporto), mi sembrerebbe parecchio strano, a meno che non mi desse una spiegazione valida.
    Ma non mi ha chiamato apposta per bere una birra... in pratica gli avevo fatto gli auguri di compleanno l'anno scorso (ma ero a Salerno) e mi aveva fatto presente che era tornato a Torino. Settimana scorsa mi invia un messagio wazup perchè un suo amico HR cercava un elettronico per una posizione in una società di consulenza. E a tal proposito mi ha ricordato che era a Torino. Ho declinato la sua offerta di lavoro perchè non mi interessava l'azienda, e gli ho fatto un paio di domande su come lui stesse. Al che, lui ha proposto di berci una birra uno di questi giorni.

    Ho parlato con un amico che mi ha dato disponibilità sabato pomeriggio (il giorno prima della mia partenza). L'idea sarebbe di scrivere a questo ex collega venerdì, dicendogli che sabato pomeriggio andavo a bere una cosa con un amico e se lui volesse unirsi a noi. Da qui poi la scelta di accettare o meno sarebbe stata sua.
    L'idea di avere un amico vicino mi tornava "utile" come supporto emotivo dato che l'ultima volta che ho avuto un incontro con un ex collega sono stato molto male per un tot di giorni (e non vorrei avvelenarmi il soggiorno a Roma, più che altro per non pesare su mia sorella).

    Detto ciò, tra appuntamenti vari, teatro e sedute dal terapista non ho avuto un attimo libero e quando sono stanco ragiono male. Ho tempo fino a Venerdì per contattare l' ex collega, sennò si può rimandare al mio ritorno da Roma.

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  • violaverde
    ha risposto
    Se si è offeso per così poco mamma mia!

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  • spiderman2707
    ha risposto
    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
    Forse si è offeso.
    Che peccato.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Senza spiegargli del teatro, gli ho detto che potevamo organizzare per la settimana prossima oppure al kio ritorno da Roma. Mi sono poi scusato per il ritardo della risposta (avvenuta 48h dopo che mi aveva scritto). Mi ha risposto "non preoccuparti" (riferito alle mie scuse, credo) e poi niente più.
    Forse si è offeso.
    Forse dovrò proporre io la birra la settimana prossima.

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  • Uncle Scrooge
    ha risposto
    io ho un approccio alla spidey ma più calmo: incontralo, appena mette in mezzo l'argomento rispondi sfasteriato "no però non parliamo di lavoro pure mo ja" e lo zittisci (che poi è bene o male quello che farei io con chiunque volesse parlare di lavoro ad un caffè...)
    tanto se ho ben capito voi non vi state vedendo per parlare di quello, quindi tu hai tutto il diritto di non avere voglia di parlarne

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  • spiderman2707
    ha risposto
    Anche perché se gli dici "porto un amico", di solito vuol dire tutt'altro​​​​​​

    A parte questo, io lo incontrerei ad armi cariche. Se non altro per curiosità, e come test.

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  • Enfad
    ha risposto
    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
    Non so cosa voglia dire "raccontarsela" XD
    Raccontarsi storie, mentire a sé stessi, tipo dirsi che va tutto bene o trovare auto-giustificazioni per non accettare la realtà.

    Mi riferivo a quando scrivevi "La cosa più semplice sarebbe di non affrontarlo, ma anche questa sarebbe quasi una "ammissione di colpa", da parte mia. Un modo per evitare di mettersi in discussione" e "forse ho paura di essere messo in discussione, e preferisco illudermi che tutto vada bene".

    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
    Eh... mi sentirei in colpa a non affrontarlo.
    Oltretutto, come ti dicevo, è interno all'azienda cliente per cui lavoro e che ha varie sedi in tutta Italia... finiremmo comunque per reincontrarci prima o poi. Meglio mantenere buoni rapporti.
    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
    Mi sono comunque riproposto di scrivergli per pranzo, specificando la mia assenza i sabato (per teatro) e la prima settimana di giugno. Spero di riuscire a fissare l'incontro in qualche data in cui potrebbe accompagnarmi un amico, che ha già accettato di supportarmi in questo incontro.
    Vabbè ma dirgli che non puoi incontrarlo non equivale a inficiare i rapporti, mica lo stai mandando a cagare

    Io penso che questa sia una di quelle rare circostanze della vita in cui puoi permetterti di fare ciò che vuoi invece di pensare di dover fare ciò che devi.

    Non siete amici, non vi siete sentiti per anni, non siete più nemmeno direttamente colleghi e non nutri per lui né simpatia né stima: puoi tranquillamente declinare un'uscita senza che questo comporti chissà che conseguenze, basta una scusa qualunque (chessò, "sto traslocando", o se non vuoi raccontar balle va benissimo una mezza verità, tipo "eh tra la gravidanza di mia sorella, il lavoro, il teatro e impegni vari in questo periodo son preso, magari ci risentiamo dopo l'estate se ricapita", o che ne so).

    Se poi finirete per reincontrarvi per lavoro, ci penserai quando vi dovrete reincontrare, ma fino ad allora non vedo perché debba costringerti a frequentare una persona che preferisci evitare.
    A meno che tu non voglia affrontare a testa alta i tuoi timori e non avere sensi di colpa per non essere riuscito a fronteggiarlo.
    Se questo è il caso, benissimo. Ma non portarti l'amico!

    Scusa, se io risentissi una compagna di scuola per chiederle di rivederci, così da scambiare due chiacchiere e aggiornarci, e questa mi dicesse "ok, porto un'amica" (una che io non conosco, che non ha fatto le scuole con noi e che non c'entra nulla col nostro rapporto), mi sembrerebbe parecchio strano, a meno che non mi desse una spiegazione valida.

    Se vuoi affrontare l'uscita col tuo ex-collega per metterti alla prova ok, ma secondo me allora dovresti lasciare a casa l'amico.
    Se invece non ce la fai da solo, motivo di più per declinare l'appuntamento con questo tizio.
    Però delle due l'una, imho
    Ultima modifica di Enfad; 22 maggio 21, 13:34.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
    Nel peggiore dei casi avrai constatato di non voler nuovamente a che fare con questa persona (e in ogni caso si tratta di qualcuno che vedi una tantum).
    Giusto.
    Mi sono comunque riproposto di scrivergli per pranzo, specificando la mia assenza i sabato (per teatro) e la prima settimana di giugno. Spero di riuscire a fissare l'incontro in qualche data in cui potrebbe accompagnarmi un amico, che ha già accettato di supportarmi in questo incontro.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    UomoCheRide guarda, come prima cosa posso dirti che penso di capire questi timori che provi
    Grazie

    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    UomoCheRide
    Quello che voglio dire è che, senza voler sminuire i tuoi motivi di "crisi", ogni tanto dovresti cercare di concentrarti di più su ciò che hai, almeno quanto basta per renderti conto che non hai niente di cui vergognarti (sicuramente non con gente come il tuo collega, per come l'hai descritto).
    Riflettendoci su, credo influisca molto la mia tendenza ad essere accondiscendente con le persone per via di un innato bisogno di accettazione.

    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    UomoCheRide
    Capisco anche il tuo timore di "raccontartela" e il tuo timore di non riuscire ad affrontarlo per paura di sentirti rinfacciare una verità che fa male e che magari non vuoi ammettere del tutto; solo tu sai quanto questo possa essere il caso.
    Non so cosa voglia dire "raccontarsela" XD

    Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
    UomoCheRide
    Io comunque, se ancora non gli hai risposto, prenderei in considerazione anche l'idea di declinare.
    Alla fin fine non è un tuo amico, non ti sta particolarmente simpatico, non ti fa piacere rivederlo e, a parte aver lavorato insieme per un certo periodo, non avete niente in comune.
    Secondo me potresti tranquillamente rifiutare con una scusa a caso, e problema risolto
    Eh... mi sentirei in colpa a non affrontarlo.
    Oltretutto, come ti dicevo, è interno all'azienda cliente per cui lavoro e che ha varie sedi in tutta Italia... finiremmo comunque per reincontrarci prima o poi. Meglio mantenere buoni rapporti.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
    Uomo, Enfad ha centrato un punto importante. Tu hai uno stipendio discreto, una certa serenità sul futuro lavorativo, non vivi a casa dei tuoi. Roba che per le nuove generazioni (tra cui io ) è sempre più un miraggio...

    Tu e l'ex collega che fate schermaglie su chi ha la carriera migliore fa un po' ridere, è come vedere Maria Antonietta 1 vs Maria Antonietta 2 "eh ma io ho le brioche più belle, perché sono più bravo a scegliermi il pasticcere, io lo vedo da lontano se un pasticcere è meglio".



    Ovviamente con questo non sto dicendo di farti andare bene tutto solo perché gli altri si stanno facendo la guerra tra poveri, ma di dargli il giusto peso invece di ""potrebbe umiliarmi/rinfacciarmi/ferirmi madonnasantissimachesceltedimerdastofacendo".
    Ringrazio Enfad e Lord Veil per i loro interventi. Ho trovato spunti molto interessanti ma, data l'ora, vorró rileggerli nuovamente domani con calma.

    Perdonami però Cooper, ma devo segnalarti una cosa: se credi che il punto del problema sia una "gara a chi ha la carriera migliore", allora non hai centrato il punto del mio discorso. Probabilmente sono stato io che, nello scrivere di getto, ho spiegato male la cosa.

    Detto ciò, a proposito del tuo commento sulla serenità lavorativa, ti faccio presente che anche nel mio settore ci sono crisi occupazionali e problematiche relative all'obsolescenza dei dipendenti (personale che si specializza in cose che poi diventano sorpassate, e posso dire di aver conosciuto un maturo tecnico programmatore finito in emergenza abitativa dopo aver perso il lavoro per questa ragione ), relative all'inserimento iniziale, relative alla cassaintegrazione e alla perdita del lavoro (cinque miei colleghi sono stati cassaintegrati causa covid, io per fortuna non ho visto annullare il mio progetto), relative alle problematiche di riqualificazione e di delocalizzazione. Sicuramente non abbiamo le problematiche di tante categorie lavorative (specie in questo periodo che possiamo sfruttare lo smart working), e io stesso mi reputo più che fortunato per ciò che ho rispetto a molti miei amici disoccupati, ma più di una volta ho parlato (e parlo) con persone terrorizzate all'idea di finire in un cul-de-sac e l'atmosfera in ufficio era tutt'altro che facile.
    Ultima modifica di UomoCheRide; 20 maggio 21, 22:04.

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  • Cooper96
    ha risposto
    Uomo, Enfad ha centrato un punto importante. Tu hai uno stipendio discreto, una certa serenità sul futuro lavorativo, non vivi a casa dei tuoi. Roba che per le nuove generazioni (tra cui io ) è sempre più un miraggio...

    Tu e l'ex collega che fate schermaglie su chi ha la carriera migliore fa un po' ridere, è come vedere Maria Antonietta 1 vs Maria Antonietta 2 "eh ma io ho le brioche più belle, perché sono più bravo a scegliermi il pasticcere, io lo vedo da lontano se un pasticcere è meglio".



    Ovviamente con questo non sto dicendo di farti andare bene tutto solo perché gli altri si stanno facendo la guerra tra poveri, ma di dargli il giusto peso invece di ""potrebbe umiliarmi/rinfacciarmi/ferirmi madonnasantissimachesceltedimerdastofacendo".
    Ultima modifica di Cooper96; 20 maggio 21, 21:22.

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  • Lord Vell
    ha risposto
    Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

    Posso vincere la battaglia con lui, resta poi la guerra contro me stesso e le mie insicurezze. Il tempo passa e devo trovare un punto fermo nella mia vita. Indipendentemente dagli altri.
    Ringrazio comunque tutti per i consigli avuti, e per i consigli che poi verranno.


    Comunque questa cosa di vedere gli incontri con le persone come "sfide" o "partite a scacchi" da vincere mi fanno davvero cadere le braccia e venire "lo schifo per i rapporti umani" (complice anche altre cose riportate in altri topic).
    Beh, ma non devi vederla per forza così. Più che a delle sfide o partite a scacchi, prova a pensare ai rapporti umani come ad un'occasione che ti si presenta (che poi può andare bene o male). Magari il tuo ex collega ti ha contattato non perchè abbia bisogno di compagnia, ma semplicemente perchè già che c'è ha pensato di sfruttare l'occasione per rivedere una vecchia conoscenza con cui si era trovato bene. O magari è proprio come dici tu, ma questo non potrai saperlo prima (e in tal caso quoto il suggerimento di rispondere al fuoco col fuoco). Nel peggiore dei casi avrai constatato di non voler nuovamente a che fare con questa persona (e in ogni caso si tratta di qualcuno che vedi una tantum). E sono anche d'accordo sul fatto che tu possa tranquillamente libero di declinare, qualora la prospettiva dell'incontro ti sembrasse troppo pesante

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