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  • Finito di leggere ieri sera Ring di Koji Suzuki .
    Non male come storia,solo che in questo romanzo si trovano alcune cose che non vengono raccontate nella trilogia cinematografica e nel remake americano,da stasera comincierò a leggermi Osama Game il gioco del Re .

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    • Finito di leggere "Nemesis" di Asimov.
      Il finale non mi ha convinto del tutto e mi ha dato l'impressione che verso gli ultimi capitoli Asimov non vedesse l'ora di terminare.
      Nonostante Asimov abbia scritto racconti decisamente migliori resta pur sempre ottimo.

      Comunque avevi ragione axeman in merito al fatto che il racconto si appresterebbe bene per uno script.
      Essendo piuttosto lineare e non cosí complesso non dovrebbe essere troppo macchinoso un adattamento.
      Strano nessuno ci abbia mai provato.
      Flickr


      "How much would you pay... for the Universe?" Neil Degrasse Tyson

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      • proseguo con la lettura di kafka sulla spiaggia....per adesso mi sembra più macchinoso e meno coinvolgente di quel gioiellino che è Dance dance dance....ma cmq godibile...

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        • È morto richard matheson...

          "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

          "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


          ~FREE BIRD~

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          • Ho finito oggi "Inferno" di Dan Brown. Insomma.....non mi è piaciuto troppo, più che un libro sembra una guida ai monumenti di Firenze e Venezia. In settimana penso di prendere "La biblioteca dei Morti" di Gleen Cooper. Qualcuno lo ha letto?
            Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia

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            • Sto leggendo l'autobiografia di Andre Agassi, OPEN. Mi è stata regalata, e dopo qualche mese mi sono sentito in dovere di provarci, nonostante lo scarso o nullo interesse per l'argomento (anche se, da ragazzino, sono stato molto appassionato di tennis per un annetto circa). Ebbene... sorpresa!! Ho letto un centinaio di pagine, per il momento, e si tratta di un libro davvero appassionante, scritto assai bene... mi è pure spuntata la lacrimuccia a un certo punto! Accidenti che vita di m... povero Agassi. Molto consigliato.

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              • Originariamente inviato da RyomaNagare Visualizza il messaggio
                Ho finito oggi "Inferno" di Dan Brown. Insomma.....non mi è piaciuto troppo, più che un libro sembra una guida ai monumenti di Firenze e Venezia. In settimana penso di prendere "La biblioteca dei Morti" di Gleen Cooper. Qualcuno lo ha letto?
                Io l'ho letto e devo dire che l'ho abbastanza apprezzato. Tieni conto che è una trilogia ma che il libro in questione è nato per essere "unico", poi Cooper su pressione dell'editore ha scritto altri due libri (di cui devo ancora leggere il terzo).
                Qualcuno di voi ha per caso letto Angelology?

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                • Originariamente inviato da Dirk Pitt Visualizza il messaggio
                  proseguo con la lettura di kafka sulla spiaggia....per adesso mi sembra più macchinoso e meno coinvolgente di quel gioiellino che è Dance dance dance....ma cmq godibile...
                  Ecco, col senno di poi direi che è il difetto fondamentale di Kafka sulla spiaggia, per quanto resti comunque un romanzo godibile. Io ho finito di leggere il primo libro di 1Q84, davvero strepitoso.

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                  • Originariamente inviato da RyomaNagare Visualizza il messaggio
                    Ho finito oggi "Inferno" di Dan Brown. Insomma.....non mi è piaciuto troppo, più che un libro sembra una guida ai monumenti di Firenze e Venezia.
                    Ma Dante è solo un pretesto oppure tale scelta ha un significato?

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                    • Originariamente inviato da ColonelBlimp
                      Beh, oddio, non mi sembra così strano, dai! Se avessi scritto: "Oggi ricomincio per la terza volta L'ISOLA DEL TESORO", in effetti la faccina sarebbe stata questa: :uhhm:; ma MOBY DICK è un libro che può risultare molto, molto respingente se non sei nel mood giusto. Anch'io, come Axeman, l'ho trovato bellissimo e di una potenza incredibile, e capisco benissimo perché ancora oggi sia considerato il Grande Romanzo Americano, però ha dei lunghissimi passaggi - le varie digressioni di argomento marinaresco, per esempio - che ammazzerebbero un toro, tipo finale di APOCALYPSE NOW.
                      Alla fine la terza volta fu quella buona. Tra l'altro le prime due non ero neanche arrivato alle parti cui fai riferimento, addirittura mi ero fermato prima che si imbarcassero. Credo che le mie fatiche nascessero dalla traduzione, sono molto "sensibile" da questo punto di vista.
                      Giunto alla fine posso dire che è un libro fenomenale. Le parti descrittive, quasi saggistiche, sono effettivamente difficili da leggere, ma senza queste Moby Dick non sarebbe Moby Dick. Da una parte abbiamo l'immanenza data da queste realistiche e puntigliose descrizioni: le balene e la loro fisiologia, lo scheletro, la respirazione, le specie diverse, il mestiere del baleniere, le fasi della cattura di una balena; dall'altra, in aperta contrapposizione, la trascendenza di Moby Dick, il suo rivelarsi non come entità fisica, ma metafisica.
                      Protagonista di una sorta di catarsi al contrario è Achab che pagina dopo pagina scivola in una spirale di decadenza data dalla follia e dalla voglia di vendetta, fino a diventare dio di sé stesso, senza voler rendere conto a nessuno del proprio agire. Dio nel libro c’è, come ci ricorda sia Starbuck, sia il riferimento all’episodio biblico di Giona, che si salva dopo aver chiesto perdono a Dio. Achab invece è un pagano, lo bestemmia ignorandolo, e Dio lo punisce lasciando che il Male, l’Angelo caduto, Moby Dick, lo vinca.
                      Mi è parso inoltre -ma qui servirebbe qualcuno che la letteratura la studia con metodo e non, come me, la affronta come piacere- che Melville pianti le basi del romanzo moderno, costruendo un'opera capitale. Formalmente infatti ho trovato delle idee riprese nella letteratura successiva. Tra queste c'è un capitolo strutturato come fosse un testo teatrale, che ho trovato prima in Joyce e poi in autori postmoderni. Oppure la particolarissima gestione del punto di vista: un inizio in prima persona fulminante ("Chiamatemi Ismaele") che a più riprese durante il romanzo sfuma, con interi episodi che Ismaele non può conoscere e che ci spingono a pensare ad un narratore onnisciente. O ancora per quanto riguarda l'inusuale lavoro sui personaggi, che non sono caratterizzati in maniera canonica, ma che vivono di sprazzi di estrema umanità: il primo incontro tra Ismaele e Queequeg, il naufragio che porta alla follia Pip, la storia del fabbro Perth...
                      Capolavorissimo.

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                      • Originariamente inviato da Socio Visualizza il messaggio
                        Le parti descrittive, quasi saggistiche, sono effettivamente difficili da leggere, ma senza queste Moby Dick non sarebbe Moby Dick. Da una parte abbiamo l'immanenza data da queste realistiche e puntigliose descrizioni: le balene e la loro fisiologia, lo scheletro, la respirazione, le specie diverse, il mestiere del baleniere, le fasi della cattura di una balena; dall'altra, in aperta contrapposizione, la trascendenza di Moby Dick, il suo rivelarsi non come entità fisica, ma metafisica.
                        e se anzichè Melville l'autore si fosse chiamato Ciccio Pasticcio non so se lo avresti giustificato allo stesso modo...:

                        poi per carità...capolavoro ok....ma sembra che a certi scrittori si perdoni di tutto...
                        per il resto, piaciuto anche a me.

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                        • Originariamente inviato da Dirk Pitt Visualizza il messaggio
                          e se anzichè Melville l'autore si fosse chiamato Ciccio Pasticcio non so se lo avresti giustificato allo stesso modo...:
                          Per quanto la mia autostima in questo periodo galoppi, non sono ancora arrivato al punto di giustificare Melville, gli do ancora qualche capacità più di me. xD
                          Scherzi a parte, non la vedo tanto come una giustificazione, quanto un'osservazione. Credo che il tutto nasca da una percezione della scorrevolezza come di un pregio. Per me è un elemento neutro, mi limito a registrare che effettivamente quelle parti rendono ostica la lettura, ma non comporta alcuna connotazione.
                          L'altra cosa è che non credo che a certi scrittori si perdoni tutto, ma che anzi si riconosca ciò che li rende grandi. Ora, ho detto che Moby Dick senza quelle parti non sarebbe Moby Dick (il che non vuol dire ridurre la grandezza del romanzo alle parti più "enciclopediche", sarebbe altrettanto sbagliato), ma non è certo l'unico caso. Facendo un assurdo what if, se togliamo ai Karamazov tutte le riflessioni teologiche ed esistenziali rimane un interessante libri di scazzi famigliari più o meno gravi e non I fratelli Karamazov; se togliamo a Il nome della rosa le digressioni storiche rimane un intrigante e appassionante gialletto medievaleggiante e non Il nome della rosa; se togliamo le minuziose descrizioni di Parigi, dei luoghi, delle cose o altro ancora a I miserabili rimane una storia ben orchestrata ma con il respiro castrato e non I miserabili. Per cui ripeto, sono tutte parti dove non fatico ad ammettere che la lettura si fa più difficoltosa, ma sono anche quelle che alzano l'asticella, in unione con tutte le altre.

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                          • Che poi non si tratta neanche di giustificare, ma approcciarsi alla letteratura con la giusta dimensione storica. Lo stile di scrittura non si esaurisce al marketing e alle regole editoriali degli ultimi 10 anni...

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                            • Moby Dick è un libro immenso, il mio preferito in assoluto probabilmente...e il discorso di Socio, anzi i discorsi di Socio, sono da quotare al 1000%

                              --- Aggiornamento ---

                              Ma poi è sbagliato il concetto alla base...non è che si apprezza Moby Dick perchè melville è un grande scrittore...melville è un grande scrittore perchè ha scritto moby dick...

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                              • sono abbastanza d'accordo con voi ragazzi...
                                abbastanza, perchè un conto sono le riflessioni teologiche ed esistenziali....
                                un conto sono le descrizioni infinite dello scheletro di una balena...
                                però ripeto....a me moby dick è piaciuto e l'ho apprezzato....ma oso dire che quella parte andava un attimino alleggerita...
                                tutto qua..;D

                                ps. scusa outis....ma chi ha parlato di marketing di stile di scrittura degli ultimi 10 anni etc etc..?
                                è naturale che un classico vada approcciato in maniera diversa rispetto a un dan brown o un follett....ma su questo non ci piove...

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