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  • Appena finito 20000 leghe sotto i mari. Bello, molto. Molto diverso da come finora me l'ero immaginato, mi è piaciuta molto l'impostazione da spedizione scientifica, pur non di,enticamdo l'avventura. Capisco perchè questo libro sia un grande classico della letteratura d'avventura e di fantascienza (le intuizioni di verne sono clamorose).

    detto questo, qualcuno di voi mi sa consigliare qualche bel romanzo storico? Qualsiasi periodo storico va bene, ma mi concentrerei per lo più sulla storia greca e romana, e magari qualcosa che sia piuttosto accurato dal punto di vista storiografico (per dire, non manfredi che spesso è approssimativo e superficiale da quel punto di vista.)
    grazie in anticipo

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    • Stupendo 20000 leghe sotto i mari. Uno dei miei romanzi preferiti in generale e il mio preferito riguardo a Verne.

      Per i romanzi storici ho letto davvero poco che riguardi la storia greca o romana.
      Riguardo al periodo medievale della Bretagna però ci sarebbero i romanzi di Cornwell che adoro.
      Si prende qualche liberta qui e la ma nel complesso è parecchio fedele.
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      "How much would you pay... for the Universe?" Neil Degrasse Tyson

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      • Letto ormai anni fa, i ricordi cominciano a farsi ormai sbiaditi, ma mi piacque da morire Creazione di Gore Vidal, si svolge intorno al 500 a.C. in Oriente.

        Invece nei giorni scorsi, dopo circa un mese di lettura, ho finito gli Scritti corsari di Pasolini e non riesco a nascondere un po' di delusione.
        Diverse cose mi hanno fatto storcere il naso. In primis, un certo narcisismo nel sentirsi solo contro tutti. Quando qualcuno critica i suoi articoli, le risposte sono quasi insofferenti, come se Pasolini dovesse armarsi di santa pazienza e spiegare il suo illuminato punto di vista a dei bambini un po' tonti. Peccato che le discussioni siano con Calvino, Moravia, Eco, la Ginzburg e non proprio i primi fessi che prendono in mano una penna. Quando poi si trova contro anche i compagni del PCI, la gioia nel sentirsi davvero solo contro tutti è malcelata.
        Più importanti però sono la struttura dell'opera e le tesi sostenute. Non ho gradito il tono perennemente provocatorio: credo che una provocazione per forza di cosa porti ad un'estrema semplificazione dei concetti, inficiando un dibattito più articolato e rischiando che il tutto si risolva in una sparata. Tutto questo si rispecchia nelle tesi sostenute: Pasolini è apocalittico, quasi l'umanità sia giunta al suo ultimo stadio e non possa più rialzarsi, per cui qualunque lettura, anche quelle inizialmente condivisibili, sono deformate dal peso di un pessimismo eccessivo e quasi compiaciuto.

        Venendo alle tesi sostenute.
        Il consumismo e l'omologazione. PPP descrive la scomparsa di quella che Calvino ha definito Italietta, un mondo rurale e contadino, che viene mitizzato e rimpianto dall'autore. Per lui il consumismo è una livella sociale che ha portato all'eliminazione delle differenze di classe (cosa che, da comunista, evidentemente lo terrorizzava) e a un'omologazione nei costumi e nei modi di fare. Vero senz'altro che ci sia stato questo processo negli anni '60/70, peccato che Pasolini butti tutto in un unico calderone, una macrocategoria dove tutti convivono indistinti, invece di accettare il suggerimento di Fortini che gli consigliava di ricercare nuovi criteri di differenziazione. PPP fa orecchie da mercanti e preferisce ripiegare in un "sono tutti uguali". Di fatto preferisce una visione semplice ad una più complessa e articolata. Il suo punto di vista è quindi apocalittico, quasi il consumismo sia l'ultimo passo dell'umanità prima del baratro.

        Il nuovo fascismo. Anche qui sostiene una provocatoria tesi di una banalità disarmante. Per Pasolini dopo il ventennio fascista, è giunto un Potere ben peggiore. Inizialmente detenuto dalla DC che lo perde, assume poi caratteri quasi trascendentali visto che per sua stessa ammissione non sa ben dire chi ne tenga lo scettro. Quando afferma che i primi anni di governo democristiano sono anche peggio del ventennio passa il limite, rifiutando con sprezzo di introdurre qualsiasi distinguo. Pratica che evidentemente a sinistra ci è cara, vista la tendenza a definire "regimi" quelle cose terrificanti che sono stati i governi Berlusconi. PPP è disfattista in modo quasi fastidioso quando azzera con pessimismo anni di lotte per i diritti: nella sua visione tutte le conquiste fatte (dal divorzio alla cadutà di certi tabù, per arrivare all'aborto che era lì lì per venire legalizzato) non sono tali, ma sono calate dall'alto, da questo Potere superiore.
        In conclusione, se pure analisi interessanti e condivisibili ci sono anche (il rapporto tra PCI e il referendum sul divorzio, il nuovo ruolo della Chiesa), l'impressione è quelle di un autore che non tenti un'analisi distaccata per descrivere il suo mondo nel modo più accurato possibile, ma che ricerchi sistematicamente il marcio, per poter sospirare su un passato che reazionariamente deve essere migliore.

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        • [FONT=arial]Bogdanovich: You like Pasolini?

          Welles: Terribly bright and gifted. Crazy mixed-up kid, maybe—but on a very superior level. I mean Pasolini the poet, spoiled Christian, and Marxist ideologue. There’s nothing mixed up about him on a movie set. Real authority and a wonderfully free way with the machinery.

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          • Originariamente inviato da axeman Visualizza il messaggio
            detto questo, qualcuno di voi mi sa consigliare qualche bel romanzo storico? Qualsiasi periodo storico va bene, ma mi concentrerei per lo più sulla storia greca e romana, e magari qualcosa che sia piuttosto accurato dal punto di vista storiografico (per dire, non manfredi che spesso è approssimativo e superficiale da quel punto di vista.)
            grazie in anticipo
            Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Un romanzo di alta letteratura.
            Per il Medioevo sembrerà scontato, ma Il Nome della Rosa è sicuramente uno dei romanzi più belli.
            Sempre della Yourcenar è molto bello anche L'opera al nero , ambientato nel Rinascimento. Tutti e tre i romanzi hanno alle spalle un'accurata ricerca storica e sono romanzi di alto livello.

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            • Il grande gladiatore di gordon russel ( pseudonimo di due storici)
              Descrive accuratamente il mondo dei gladiatori ed è un bel libro
              Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione[img width=420 height=68]http://i31.tinypic.com/14k8is3.jpg[/img]

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              • Salve a tutte lettrici (e anche lettori U.U)
                Mi son da poco addentrata all'interno del mondo ebook, e devo dire che non mi dispiace molto sostituire i libri con il kindle XD
                Noto che su amazon molti ebook sono gratis, altri invece no. Sono semplici promozioni da prendere al volo o rimangono sempre gratis?

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                • Normalmente quelli gratis sono classici o simili, e sono gratis sempre. Se fossero libri "nuovi" gratis, allora sarebbero offerte lampo.

                  Ah, grazie a tutti per i consigli!

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                  • Grazie mille! Avete un fantasy da consigliarmi?

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                    • Originariamente inviato da Sarah Visualizza il messaggio
                      Grazie mille! Avete un fantasy da consigliarmi?
                      La Ruota del Tempo (saga, il primo volume è L'Occhio del Mondo) di Robert Jordan

                      Il Trono di Spade (saga nota anche come Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) di George R. R. Martin

                      La saga di Earthsea di Ursula K. Le Guin
                      "Compatisco quelle povere ombre confinate in quella prigione euclidea che è la sanità mentale." - Grant Morrison
                      "People assume that time is a strict progression of cause to effect, but *actually* from a non-linear, non-subjective viewpoint - it's more like a big ball of wibbly wobbly... time-y wimey... stuff." - The Doctor

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                      • Pensavo di affittare in biblioteca la raccolta "Opere complete" di Lovecraft per iniziare con qualche racconto.
                        Fra quelli che avete consigliato ci sono I ratti nel muro, Il colore venuto dallo spazio, L’orrore di Dunwich e Il tempio.
                        Inceve fra gli altri presenti
                        Spoiler! Mostra
                        avete qualche suggerimento?
                        Grazie!

                        Letterboxd

                        Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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                        • Originariamente inviato da Andy Visualizza il messaggio
                          avete qualche suggerimento?
                          Immagino che se ti dico TUTTI! traspaia eccessivamente il fatto che l'autore non mi è, per così dire, indifferente... :uhhm:
                          ..:: Far off yet is his doom, and not by the hand of man will he fall. ::..

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                          • Originariamente inviato da Sarah Visualizza il messaggio
                            Grazie mille! Avete un fantasy da consigliarmi?
                            Prova a guardare qui.

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                            • Originariamente inviato da Angmar Visualizza il messaggio
                              Immagino che se ti dico TUTTI! traspaia eccessivamente il fatto che l'autore non mi è, per così dire, indifferente... :uhhm:
                              Haha
                              Pensavo che magari fra i racconti qualcuno poteva avere la precedenza e qualcuno essere tralasciato. Ma li leggerei anche tutti

                              Letterboxd

                              Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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                              • Originariamente inviato da Angmar Visualizza il messaggio
                                Immagino che se ti dico TUTTI! traspaia eccessivamente il fatto che l'autore non mi è, per così dire, indifferente... :uhhm:
                                Quoto Angmar.
                                Sicuramente ci sono racconti/romanzi più belli di altri, ma quando sei convinto di aver lasciato indietro roba di poco conto, ritornandoci, ti rendi conto che sono comunque scritti eccezionali.

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