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  • Letto "il senso del dolore", primo romanzo di Maurizio De Giovanni, ambientato nella Napoli degli anni '30. Protagonista il commissario Ricciardi, capace di vedere i morti dopo la loro morte violenta e di sentire i loro ultimi pensieri. Notevole, davvero. Se amate i noir ve lo consiglio
    Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione[img width=420 height=68]http://i31.tinypic.com/14k8is3.jpg[/img]

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    • Originariamente inviato da Mr Bloody Visualizza il messaggio
      Lo sto leggendo anch'io Roy, per la prima volta.
      Inutile, Dickens (come Collins e Dumas) è una garanzia assoluta. Il suo stile è una meraviglia, e il modo molto naturale con cui dà voce a David e assolutamente irresistibile. Ieri ho letto fino l'una di notte passata :musino:
      Ti capisco perfettamente :musino: ci sto facendo le notti sopra..
      Per collegarmi al discorso sulle letture, ai tempi del liceo ero onnivoro sui libri.. ne finivo uno e subito ne iniziavo un altro. Col lavoro (ma anche la testa, una volta introdotto nella vita adulta) quello spirito passa e la mancanza di tempo la fa da padrone..
      Ma con Dickens è come se tornasse a galla.. in quel momento esisti solo tu e lui.. è meraviglioso :musino:

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      • Dopo la citazione di una frase di "uomocheride" mi sono messo a leggere Erich Fromm - l'arte di amare. Quando leggo questi generi vado un pó in confusione. Sembra che hanno tutti ragione. Mi mettono in crisi perchè ho la sensazione che quello che "sono" non sia deciso da me. Tante cose interessanti. Ma il tutto è troppo accessibile a tutti e questo rende tutto un pó superficiale. Sbaglio? Oltre a questo ho comprato, dello stesso autore, anche "avere o essere" penso di leggerlo in una settimana. Mi consigliate cose più "toste"?

        io non sono dell'opinione che va letto ció che piace. Va letto un pó di tutto. Come faccio a sapere se mi piace qualcosa de non l'ho provata.

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        • Originariamente inviato da Roy E. Disney Visualizza il messaggio
          Ti capisco perfettamente :musino: ci sto facendo le notti sopra..
          Per collegarmi al discorso sulle letture, ai tempi del liceo ero onnivoro sui libri.. ne finivo uno e subito ne iniziavo un altro. Col lavoro (ma anche la testa, una volta introdotto nella vita adulta) quello spirito passa e la mancanza di tempo la fa da padrone..
          Ma con Dickens è come se tornasse a galla.. in quel momento esisti solo tu e lui.. è meraviglioso :musino:
          Hai ragionissima! Sono quei grandi capolavori senza tempo che ti fanno dimenticare chi sei, durante la lettura. Costringersi a tornare alla realtà è una fatica immane.

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          • Originariamente inviato da MadMAx Visualizza il messaggio
            Dopo la citazione di una frase di "uomocheride" mi sono messo a leggere Erich Fromm - l'arte di amare. Quando leggo questi generi vado un pó in confusione. Sembra che hanno tutti ragione. Mi mettono in crisi perchè ho la sensazione che quello che "sono" non sia deciso da me. Tante cose interessanti. Ma il tutto è troppo accessibile a tutti e questo rende tutto un pó superficiale. Sbaglio? Oltre a questo ho comprato, dello stesso autore, anche "avere o essere" penso di leggerlo in una settimana. Mi consigliate cose più "toste"?

            io non sono dell'opinione che va letto ció che piace

            . Va letto un pó di tutto. Come faccio a sapere se mi piace qualcosa de non l'ho provata.
            Molte cose che ci riguardano non sono scelte da noi....religione, tradizione. ..abitudini, media...
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
              Molte cose che ci riguardano non sono scelte da noi....religione, tradizione. ..abitudini, media...
              é buono che sia cosí? Il modo in cui lo dici sembra una cosa normale che va accettata per come é.

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              • Deve essere accettata così com'è. Siamo individui che nascono e crescono in un ambiente, non possiamo evitarlo.

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                • in teoria anche il compagno di banco che ti capita alle elementari ti forma e cambia come persona....che ci vuoi fare? l'ambiente in cui cresci, le tue condizioni economiche e mille altri fattori influenza ciò che sei. E poi scusa, cosa c'è di sbagliato? Non trovi fantastico come un ammasso di cellule e sostanze chimiche riesca a rispondere a segnali non chimici in quanto dettati dalla società? Gli stessi animali non creano gerarchie e strutture/comportamenti sociali tipici della loro specie?
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Si va bene. Se tutti sono felici mi sta bene.

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                    • nono frena...non è che sono felici ma....le cose stanno così e basta.
                      Cioè è come se ti dicessero "qui si invecchia e si muore". C'è da essere felici o meno? No...è la biologia, lo accetti e tiri a campare.
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                        nono frena...non è che sono felici ma....le cose stanno così e basta.
                        Cioè è come se ti dicessero "qui si invecchia e si muore". C'è da essere felici o meno? No...è la biologia, lo accetti e tiri a campare.
                        invecchiare e morire sono due cose della vita. L'esempio non mi sembra proprio giusto. Tiri a campare? Che tristezza.

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                        • anche il fatto che l'ambiente, la religione, il contesto economico politoco e sociale etc etc ci condiziona sono cose della vita....piaccia o meno, questo è.
                          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                          • Leggevo molto di più un tempo, adesso per tempo, impegni accademici (dopo una giornata passata sui libri come si fa a.... stare sui libri?) e deconcentrazione scelgo pochi libri all'anno (e alcuni pure li mollo se non me li sento giusti per quel momento).
                            Al momento, a parte i soliti libri di cinema, mi sono buttato a capofitto nella lettura di S. (quel libro-gioco di J.J.Abrams e l'altro scrittore) e V. di Thomas Pynchon.

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                            • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                              anche il fatto che l'ambiente, la religione, il contesto economico politoco e sociale etc etc ci condiziona sono cose della vita....piaccia o meno, questo è.
                              Non esisterà mai l'individualità a questo punto.

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                              • prova a ragionare da ingegnere, oppure leggi Watchmen di Alan Moore: il numero di eventi condizionanti l'individuo è tale che la loro combinazione in pesi diversi, in istanti diversi, e in maniera più o meno prolungata, determina una percentuale in ogni individuo unica e, a suo modo, irripetibile.
                                Poi ovvio esiste una percentuale che accumuna tutti gli appartenenti a un gruppo. Prendi un ventenne italiano a caso (indipendentemente dal sesso) e probabilmente amerà la pasta e la pizza, vorrà fare sesso, avrà festeggiato un natale cattolico, avrà visto bim bum bam, sarà stato condizionato dalla morale consumistica che Fromm descrive ne "la patologia della normalità" etc (a proposito, ma la frase di Fromm di cui parlavi e che dici che ho citato viene da tale opera o da "l'arte di amare"?)
                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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