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  • Originariamente inviato da MicolZara Visualizza il messaggio
    No , ma per ora ho già una lista lunga !!

    Micol
    Vabbè, ti dico l'ultima che è davvero una bomba:
    non mi dire che non conosci La trilogia del male, di Roberto Costantini!!!!

    Abbiamo questo scrittore in Italia che è superiore a tantissimi autori "internazionali" e non può assolutamente mancare nella tua libreria.

    anzi sono certo che lo avrai già letto.

    - - - Updated - - -

    ;D.....

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    • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
      Alla fine del film davvero non capivo (e sinceramente non capisco tutt'ora completamente) come potesse scegliere di seguire la tipa invece di rimanere nella selvatichezza...
      tira più un pelo...eccetera :lol:
      non volevo rovinare la poesia della tua recensione ma è stato più forte di me :banghead:
      comunque mi hai fatto venire voglia di leggerlo :sisisi:
      "Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi."

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      • Originariamente inviato da Roy E. Disney Visualizza il messaggio
        Questo aspetto mi ricorda, a grandi linee, Cloud Atlas.
        Quello era pieno di lettere.
        Non ho avuto modo di leggere il libro, ma ho adorato il film.
        Su Cent'anni di solitudine ho mollato a 3/4. Divertito tantissimo e poi improvvisamente annoiato.

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        • Originariamente inviato da -teo Visualizza il messaggio
          Non ho avuto modo di leggere il libro, ma ho adorato il film.
          Su Cent'anni di solitudine ho mollato a 3/4. Divertito tantissimo e poi improvvisamente annoiato.
          noiosissimo : un mese x leggerlo

          Micol
          [URL=http://s03.flagcounter.com/more/ojF][/U

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          • Divertito tantissimo? asd

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            • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
              conoscendolo a memoria ogni tanto mi vado a rileggere qualche capitolo a caso da uno dei miei libri preferiti: Il libro della Jungla e ho pensato di mettere in ordine i miei pensieri sull'opera
              partiamo dal presupposto che, come probabilmente tutti i bambini dagli anni '70 in poi, sono entrato prima in contatto col cartone che col teso. Il film è completamente diverso, sia nelle varie situazioni sia soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi ma il suo lavoro lo faceva bene ed io sono cresciuto nutrendo la più sincera invidia nei confronti di Mowgli che viveva uno dei miei sogni più grandi: vivere nella natura, cresciuto dagli animali. Ala fine del film davvero non capivo (e sinceramente non capisco tutt'ora completamente) come potesse scegliere di seguire la tipa invece di rimanere nella selvatichezza...
              poi lessi il libro e me ne innamorai ancora di più. Era incredibile come i personaggi animali fossero caratterizzati e approfonidi in maniera quasi maniacale, anche un personaggio che fa una comparsata di poche righe e magari dice pochissime parole permette di associarvi una personalità. Ognuno di loro trasmetteva un senso di realtà talmente vasto che se decidessero di farci un film con uomini al posto di bestie sarebbe fattibilissimo.
              Non ho mai pianto per la morte di un personaggio in un testo ma quando Akela rivolge le ultime parole a Mogwli e gli spira tra le braccia, anche se l'avrò letto decine di volte, non riesco mai a frenare le lacrime..
              La crescita del ragazzo poi è sviluppata altrettanto bene: da ragazzino idiota e incosciente che segue le scimmie a figlio premuroso che si prende cura delle due famiglie (quella umana e quella dei lupi), il ruolo che assume nel branco e come cambia col tempo il suo rapporto con gli amici, che arrivano quasi a temerlo, fino a quando capisce che il suo tempo nella foresta è finito.
              E l'ultimo capitolo, quello in cui lui percorre un'ultima volta tutta la foresta e sente le varie voci degli animali che lo accompagnano, beh, per me è uno delle pagine più toccanti della letteratura: le lacrime che cadono mentre i suoi amici si fanno da parte per farlo andare sulla sua strada, il ripercorrere con la memoria le varie gesta passate e capire la loro irripetibilità, avere la coscienza che una fase della propria vita è finita e non potrà tornare è un tema che sento particolarmente "mio"
              La transizione, il vedere letteralmente chiudersi un capitolo della propria vita è un'esperienza che ho vissuto almeno 3 volte negli ultimi 5 anni e vedere i propri sentimenti e le propre sensazioni scritti su carta con un secolo d'anticipo fa sempre un certo effetto
              scommetto sarà un tuo "prossimamente" nel topic delle citazioni
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
              Spoiler! Mostra

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              • [FONT=Verdana]Finalmente posto un po' di recensioni di alcuni romanzi e racconti gotici [FONT=Verdana] E' una lista sommaria e mancano alcune opere rilevanti, magari farò un aggiornamento o un secondo post più avanti :lingua:

                [FONT=Verdana]Il castello di Otranto [FONT=Verdana]di Horace Walpole
                [FONT=Verdana]Considerato il capostipite del genere, quest'opera racchiude tutti gli elementi che contraddistinguono il romanzo gotico: una fortezza dall'architettura (appunto) gotica, atmosfera carica di pathos, un'estetica del sublime come risposta al soprannaturale, la tematica del male e della morte.
                [FONT=Verdana]L'opera di Walpole risente dell'influenza del filone cortese-cavalleresco, che conferisce una connotazione fiabesca, e molti espedienti che dovrebbero suscitare terrore sono ormai superati e naiv (come dimostra il racconto di Oscar Wilde [FONT=Verdana]Il fantasma di Canterville[FONT=Verdana], parodia di quelle storie a base di catene sferraglianti, armature semoventi e lugubri lamenti notturni), ma vale la pena leggerlo per cultura generale

                [FONT=Verdana]L'uomo della sabbia[FONT=Verdana]di E.T.A. Hoffmann
                [FONT=Verdana]Uno dei racconti più rappresentativi di Hoffmann (tra i maggiori esponenti del Romanticismo tedesco), e probabilmente il suo più famoso.
                [FONT=Verdana]La tematica degli occhi, specchio dell'anima per antonomasia, si intreccia a quello dell'automa, fantoccio inanimato su cui il protagonista proietta desideri e fantasie della sua psiche turbata. L'intera trama è giocata sul tema del doppio, del sosia, dell'ambiguità, evidenziando il conflitto interiore di Nathaniel. Il gotico diventa strumento per esprimere una condizione psicologica travagliata, un animo dissociato, e l'orrore che ne deriva è effetto e metafora di tali presupposti più che la loro causa: si potrebbe annoverare Hoffmann tra i precursori dell'horror psicologico (non per niente il suo racconto verrà analizzato da Freud, padre fondatore della psicanalisi).
                [FONT=Verdana]E' curioso notare come Hoffmann sia stato affossato dalla critica tedesca, mentre le sue opere hanno largamente ispirato numerosi autori (prevalentemente) inglesi, francesi e russi :lingua:

                Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley
                Nella mitologia greca, Prometeo è il titano che plasmò gli esseri umani dal fango instillando in loro la scintilla vitale col fuoco divino, lo stesso fuoco che elargirà all'umanità contro il volere di Zeus; questa ribellione verrà punita dal padre degli dei condannando il titano a farsi mangiare il fegato da un'aquila in eterno.
                Similmente, Victor Frankenstein stravolge gli equilibri che regolano vita e morte e, peccando di hybris, pretende di superare con la scienza ciò che la natura ha stabilito; a differenza di Prometeo però, proverà subito repulsione per la sua neonata creatura, abbandonandola a se stessa.
                Conoscerete tutti l'acquaforte Il sonno della ragione genera mostri: Frankenstein, senza preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni, genera appunto un mostro, ma la vera mostruosità non deriva tanto dall'origine "poco ortodossa" della creatura, quanto dall'odio e dal disprezzo che tutti coloro che lo incontrano riversano su di lui =P
                Tuttavia, proprio come nel mito di Prometeo, il dottore verrà costretto a prendersi le responsabilità delle sue azioni e a pagarne il fio.

                Carmilla di Sheridan Le Fanu
                [FONT=Verdana]Le Fanu attinge alla pregressa tradizione sui vampiri realizzando un personaggio ambiguo, languido e saffico, un'antesignana della [FONT=Verdana]femme fatale[FONT=Verdana]portatrice del principio dicotomico di "Eros e Thanatos" che con il suo fascino e il suo malinconico carisma monopolizza l'interesse del lettore; risulta facilmente comprensibile l'influenza che questo racconto ha avuto sulle successive produzioni (letterarie e non) a tema vampirico.
                [FONT=Verdana]L'autore tratteggia con eleganza un'atmosfera morbosa e contagiosa, la narrazione scorre in modo fluido e tutt'ora resta tra i migliori romanzi sui vampiri (e supera di gran lunga molta della produzione contemporanea sul genere) :sisisi:

                Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde di Robert Luis Stevenson
                Il romanzo si configura come una metafora della dualità (sebbene lo stesso Jekyll ammetta che l'animo umano si componga di molteplici sfaccettature) della persona, dell'eterna lotta manichea tra valori positivi e negativi, tra inclinazioni virtuose e propensioni malvagie. La distinzione tuttavia non è così netta, e con un'intuizione estremamente moderna Stevenson lascia intendere che non può esserci solo rettitudine senza malignità, solo Bene senza Male, solo Jekyll senza Hyde: così, uno sdoppiamento che avrebbe dovuto scindere in realtà moltiplica.
                Stevenson scrive un libro essenziale e compatto: la storia procede spedita, senza fronzoli superflui né tempi morti, il ritmo serrato aumenta in un crescendo che porta alla rivelazione finale (benché ormai risaputa e inflazionata) ò.ò

                [FONT=Verdana]Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
                [FONT=Verdana]Uno dei miei romanzi preferiti di sempre >O<
                [FONT=Verdana]Wilde rielabora la leggenda del Faust in chiave edonistica e decadente. [FONT=Verdana]Il personaggio che spicca di più, a dispetto del protagonista dichiarato che dà il nome al romanzo, è sicuramente quello di Lord Henry Wotton, fautore del cambiamento di Dorian; per mezzo di lui Wilde inanella una serie di aforismi, colmando le lacune stilistiche con l'arguzia e la sagacia che l'hanno reso famoso e che dominano il romanzo quasi più dello sviluppo della storia.
                [FONT=Verdana]L'opera è un omaggio all'Estetismo e alla bellezza, e poggia le sue basi su alcune tematiche tutt'oggi affascinanti (anzi, sempre di più visto che viviamo in una società che ha fatto dell'apparenza il suo massimo valore): la discrepanza tra bellezza interiore ed esteriore, l'importanza della bellezza, l'affrontare l'invecchiamento e la conseguente fine dell'avvenenza fisica, e via dicendo.

                [FONT=Verdana]Dracula di Bram Stoker
                [FONT=Verdana]Un'opera talmente radicata nell'immaginario collettivo da non necessitare presentazioni :lingua:
                [FONT=Verdana]Il romanzo è scritto in forma semi-epistolare, presentando un punto di vista multiplo - tra i quali spicca per assenza proprio quello di Dracula: il conte ci viene descritto dagli altri personaggi, ognuno dei quali dà una propria visione dei fatti, ma l'opinione del vampiro, il suo modo di vedere le cose, è l'unica che non conosciamo. Ciononostante, è lui che dà l'avvio alla vicenda, sconvolgendo la quotidianità degli altri e cambiandone l'esistenza, dando loro un valore nell'economia della storia: senza Dracula gli altri non sarebbero nulla, essi acquistano un significato solo in virtù delle sue azioni.
                [FONT=Verdana]Volendo fare un'analisi stilistica, il romanzo non brilla particolarmente; anche l'intreccio non ha una struttura molto equilibrata, e il finale è piuttosto sottotono =P
                [FONT=Verdana]Tuttavia va dato il merito a Stoker di aver dato vita a un personaggio iconico, romanticamente sanguigno, che coniuga l'ancestrale terrore della morte (e, ancora peggio, della vita dopo la morte, intesa non come aldilà cristiano, ma come sua prosecuzione terrena, ancora più carnale e maligna) al fascino notturno che a distanza di oltre un secolo riscuote ancora successo ;3

                [FONT=Verdana]Il giro di vite di Henry James
                [FONT=arial]«Nessuno saprà mai se i bambini sono mostri, o se i mostri sono bambini[FONT=arial]» è la frase che conclude il film Quella villa accanto al cimitero di Lucio Fulci attribuita a Henry James, il cui Giro di vite fu proprio tra le influenze letterarie del regista (oltre ad aver ispirato svariate altre opere cinematografiche e non) =P
                Il "giro di vite" del titolo è la metafora dell'effetto esacerbante che ha il fatto che tale drammatica situazione abbia per protagonisti dei bambini; esiste tutta una tradizione che vede i fanciulli legati all'aldilà, in quanto da poco avviati nella vita e ancora connessi all'oltre-mondo da cui provengono.
                James non si limita a presentare un unico binario su cui far scorrere la sua storia, e a un primo strato sovrappone un ulteriore piano interpretativo, inserendo elementi che si intersecano sempre di più col procedere della trama, aggiungono indizi e prospettive nuove man mano che la narratrice viene sopraffatta dalla psicosi, come una vite che girando penetri sempre più a fondo nella sua testa, al punto che il quadro che ci si para davanti alla fine non è più così univoco.
                Stilisticamente, James è stato tra i primi sostenitori dello show, don't tell; questo non lo ha reso immune dallo scivolare nel raccontato, semplicemente perché in un periodo in cui il mostrare non era ancora prassi diffusa nella narrativa anche gli autori che promuovevano questa tecnica non avevano una concezione abbastanza sviluppata da applicare il mostrato più di quanto già facessero =P Ciononostante, lo sforzo di James nel drammatizzare e conferire vividezza alle scene di maggior tensione rende il racconto molto fluido e incisivo, oltre che più impressionante :3

                [FONT=Verdana]Il fantasma dell'Opera [FONT=Verdana]di Gaston Leroux
                Leroux pone una cura particolare nella documentazione minuziosa, realizzando una ricostruzione dell'ambientazione estremamente dettagliata e verosimile.
                Non mancano le citazioni e i rimandi ad altri testi: Erik è una rielaborazione del tema del freak già archetipizzato da Quasimodo del Notre-Dame de Paris (e anche in questo caso il personaggio si attiene al principio della kalokagathia, in quanto a una bruttezza esteriore si associa anche un animo malvagio, sebbene capace di slanci d'altruismo e d'amore) - con alcune analogie anche con Gwynplaine, altro personaggio di Hugo - e dal Dracula di Stoker (del quale condivide la narrazione semi-epistolare/diaristica), e similmente alla creatura del dottor Frankenstein la sua crudeltà è in buona parte indotta dal disprezzo e dal disgusto degli altri per via del suo aspetto esteriore; Christine, al pari di una novella Esmeralda, è divisa tra l'amore per Raoul e la pietà verso il Fantasma, e parimenti ingenua quanto la controparte hugoniana; la dinamica amorosa tra Raoul e Christine ricorda inoltre quella di Romeo e Giulietta :seseh:
                Classica opera in cui, sebbene il protagonista sia il buono e il personaggio eponimo venga esplicitamente presentato come antagonista, quest'ultimo è talmente carismatico che, se anche non si fa esattamente il tifo per lui, si accattiva l'interesse del lettore oscurando un po' gli altri comprimari: a dispetto del soprannome, il personaggio di Erik emerge come il più vivo e vitale di tutti.

                [FONT=Verdana]Sette storie gotiche [FONT=Verdana]di Karen Blixen
                Raccolta di sette, per l'appunto, racconti lunghi che hanno in comune una certa ambiguità di fondo (nulla è come appare) e un'articolazione elaborata ò.ò
                La Blixen scrive in modo barocco ma non lezioso: i ricami stilistici, i merletti decorativi e gli arabeschi (senza dimenticare le numerose citazioni di narrativa gotica, che senza dubbio contribuiscono a conferire atmosfera più delle storie in sé) di cui è intessuta la sua scrittura sono elargiti con buon gusto ed eleganza.
                I racconti che preferisco sono L'antico cavaliere (probabilmente il più malinconico di tutti, adoro quell'atmosfera di romanticismo che si infrange nella sua stessa illusorietà senza cedere al cinismo, mi ricorda certi racconti di Borges e di Jun'ichirou Tanizaki) e La scimmia (onirico, grottesco e conturbante).
                Questa antologia di gotico ha solo qualche vago eco, tuttavia è una lettura che consiglio caldamente per il semplice amore per la letteratura (l'autrice è stata anche il lizza per il Nobel per la letteratura nel '59, non vincendolo a causa della sua nazionalità: i membri della giuria temevano di essere accusati di favoritismo premiando una danese).

                [FONT=Verdana]La maschera di Innsmouth [FONT=Verdana]di H.P. Lovecraft
                [FONT=Verdana]Questo romanzo breve, che rientra nel Ciclo di Cthulhu, tratta alcune tematiche care al solitario di Providence: il destino inevitabile (le colpe dei padri si riversano inesorabilmente sulla loro progenie), il pessimismo, la "corruzione" del fisico e dell'animo, civiltà inumane che sovrastano quelle umane.
                [FONT=Verdana]E' uno dei romanzi di Lovecraft che preferisco, l'angoscia che pervade progressivamente il protagonista è resa benissimo e il finale è ineccepibile, perfettamente coerente con l'andamento del racconto.
                [FONT=Verdana]Lo stile di Lovecraft non è esattamente irreprensibile (sovrabbondanza di aggettivi e avverbi, descrizioni spesso statiche che quindi perdono incisività), ma riesce a permeare la sua scrittura di negatività e di inquietudine, quando leggo le sue opere è come se le pagine grondassero male, si viene pervasi dall'ansia e dall'orrore :musino:

                [FONT=Verdana]Storia di Gordon Pym[FONT=Verdana]di E.A. Poe
                Una storia di avventura marinaresca... Con qualche piccolo incidente di percorso =P
                Del resto il motore che spinge Arthur Gordon Pym a imbarcarsi clandestinamente con l'amico Augustus è un desiderio di terrore, di vivere momenti angoscianti e dolorosi come naufragi, fame e miseria... Le classiche aspettative che qualunque giovane di belle speranze nutre prima di imbarcarsi ò.ò E verrà puntualmente accontentato.
                Ho sempre trovato, malgrado i generi diversissimi, alcune analogie tra Gordon Pym e il posteriore Holden di Salinger: entrambi portatori di un'angoscia esistenziale, entrambi alienati, entrambi diversi. Ma laddove la ribellione adolescenziale di Holden lo porta a una chiusura in se stesso, a una ricerca di evasione dalla società e da sé e a un atteggiamento "codardo", la malinconia di Pym lo muove all'inseguimento della morte, a una intrepida ricerca di ciò che c'è "al di là", e nel momento della più assoluta disperazione viene scosso dall'impulso che lo spinge a superare situazioni estreme: nel suo unico romanzo Poe raggiunge finalmente quel senso di infinito, quella risposta metafisica alla curiosità dell'"oltre" (emblematicamente rappresentato nel finale) che ha sempre perseguito ma che la forma del racconto breve, a lui tanto congeniale, limitava e "bloccava".
                Nel complesso il romanzo scorre abbastanza bene, giusto qualche digressione che rallenta un po' la lettura; man mano che si procede verso la conclusione la tensione e il pathos aumentano, per culminare in un finale degno del genio visionario del miglior Poe :3

                [FONT=Verdana]L'incubo di Hill House [FONT=Verdana]di Shirley Jackson
                [FONT=Verdana]Capolavoro >O<
                La Jackson rielabora la tematica della casa stregata in un'ottica che rende il romanzo fruibile su più livelli: dando una spiegazione razionale delle inquietanti manifestazioni paranormali (o presunte tali) si può interpretare tali fenomeni come frutto della suggestione derivante dall'architettura stessa del luogo, ma allo stesso tempo viene lasciato sufficiente mistero da rendere plausibile anche l'interpretazione soprannaturale. Il romanzo inoltre è strutturato in modo tale che quella che all'inizio viene presentata come una vicenda lineare si complichi progressivamente assecondando l'atmosfera angosciosa che pervade i personaggi: il turbamento interiore dei protagonisti influenza lo svolgimento della trama, causando a sua volta turbamento nel lettore, e offrendo un'ulteriore chiave di lettura... Quella che l'intera storia si svolga secondo un loop, o per meglio dire di un nastro di Moebius.
                L'autrice cura ogni dettaglio dell'ambientazione, della psicologia dei personaggi (soprattutto quella della protagonista Eleanor, fragile e sognatrice) e delle inter-relazioni tra loro, e della struttura della trama, realizzando un horror di rara eleganza e sofisticatezza accomunabile per tanti aspetti al Giro di vite di cui sopra.
                Da questo romanzo sono stati tratti due adattamenti cinematografici, uno del '63 dal titolo Gli invasati e uno del '99, Hauting - Presenze: il primo è molto molto bello e piuttosto fedele al romanzo sia nella trama che nell'atmosfera, ma io consiglierei di leggere prima l'opera originaria Il secondo invece vi fate solo un favore se non lo guardate XD

                [FONT=Verdana]Il nome della rosa[FONT=Verdana]di Umberto Eco
                Il primo e miglior romanzo di Eco è un riuscitissimo incrocio tra romanzo storico, gotico, giallo e thriller, cui non mancano numerose citazioni linguistiche e letterarie e risvolti filosofici =P
                A una complessità "concettuale" dell'opera si affianca una relativa semplicità nell'intreccio, che si svolge appunto come un tipico giallo in stile Arthur Conan Doyle (il cui celebre personaggio Sherlock Holmes viene esplicitamente citato nel nome di uno dei protagonisti, Guglielmo da Baskerville, che infatti è caratterizzato dall'uso del metodo scientifico di ricerca, indagine e verifica con cui conduce le indagini) ò.ò
                La narrazione, in prima persona sotto forma di diario successivo alle vicende narrate, è in realtà posta all'interno di una cornice multipla (lo scritto di Adso viene presentato come un manoscritto medievale successivamente tradotto in italiano corrente poi passato nelle mani di Eco), espediente tipico dei romanzi gotici inglesi (e in seguito adoperato anche da altri autori >O&lt O.O
                Eco ricrea un contesto e un'ambientazione storici credibili e verosimili, il misto di italiano arcaico e latino con cui scrive risulta tranquillamente fruibile anche da un pubblico contemporaneo e i dialoghi sono piacevolissimi (in particolare quelli di Guglielmo) :3 Inoltre l'atmosfera cupa è resa benissimo senza essere cliché, e il crescendo del climax nel finale è gestito ottimamente, portando la tensione ai massimi livelli.

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                • Ho finito Tutti i miei robot.
                  Bella raccolta, il racconto che ho preferito è stato Che tu te ne prenda cura, per me quello in cui riesce a bilanciare meglio la componente logica con una narrazione ampia ed interessante.
                  Mi è piaciuto anche L'uomo bicentenario ma, sarò di parte, ho trovato odioso il protagonista. Non sopportavo la sua folle lotta per diventare umano. Mi ha consolato aver trovato una chiave di lettura diversa da quella (forse) più immediata dell'identificazione con la sua crociata come metafora del diverso; ovvero quella che si tratti semplicemente di un difetto del robot (come le sue doti artistiche) che lo hanno spinto a questa ridicola ossessione. Però il finale mi ha comunque commosso xD

                  Letterboxd

                  Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

                  Commenta


                  • interessente ipotesi Andy.

                    Enfad, rimango sempre colpito dalle tue doti di lettrice
                    Posterò più in là un mio commento a molti dei libri che hai citato.
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                    Spoiler! Mostra

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                    • E' un interpretazione moooolto personale ovviamente, ma è il motivo per cui non mi sono appassionato emotivamente :seseh:

                      Letterboxd

                      Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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                      • Ma quanto cavolo leggi, Enfad? xD Svelami il tuo segreto per portare la giornata a 48 ore :musino:

                        Scherzi a parte, tutte letture eccellenti, le tue: praticamente hai nominato i miei romanzi preferiti a tema gotico.
                        Sopratutto Carmilla, non smetterò mai di ripeterlo, è un vero capolavoro di genere che ancora oggi non capisco perchè sia così poco conosciuto e/o valorizzato.

                        Concordo poi su Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr. Hyde: un romanzo insolitamente "sobrio", spedito e senza tanti giri di parole rispetto alla moda del tempo. Rimasi molto colpito da questo stile, a suo tempo. Molto moderno per certi aspetti (quelli migliori).

                        Su Il ritratto di Dorian Gray non c'è nulla da aggiungere: sfigurano, e nettamente rispetto al resto, soltanto quei capitoli che Wilde fu "costretto" ad aggiungere ed integrare dall'editore per l'uscita del volume.

                        L'unica cosa su cui mi sento di dissentire è il termine "romantico" associato a Dracula: il romanzo, come argomenti e influenze, lo è certamente (ma del Romantico, con la lettera maiuscola, inteso come genere letterario e non), ma la figura del vampiro proprio no, anzi. Il conte è un mostro in tutto e per tutto, la personificazione stessa del Male.

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                        • Rileggete mai libri ?

                          Micol
                          [URL=http://s03.flagcounter.com/more/ojF][/U

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                          • Alcuni li rileggeri volentieri, ma se penso che ho già poco tempo per leggerne di nuovi.... addio

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                            • Originariamente inviato da Andy Visualizza il messaggio
                              E' un interpretazione moooolto personale ovviamente, ma è il motivo per cui non mi sono appassionato emotivamente :seseh:
                              pensa che io volevo scrivere una volta un racconto in cui si giustificava l'atteggiamento di San Francesco con una malattia mentale di origine virale.
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                              Spoiler! Mostra

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                              • Originariamente inviato da MicolZara Visualizza il messaggio
                                Rileggete mai libri ?

                                Micol
                                Come Roy. Non mi capita spesso. Meno di un paio di volte l'anno.

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