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  • di dostoevskil che consiglieresti?
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Di lui ho letto 4 romanzi. Consiglio:
      - memorie del sottosuolo: quasi privo di trama, sofferto e delirante viaggio in una mente contorta con un finale crudele
      - il giocatore: è l'opposto, un romanzo tutto intreccio e interazioni fra personaggi, piacevole e pure con qualche momento comico

      Stai alla larga da "le notti bianche", è insulso. Infine c'è "l'idiota", lo lessi che avevo 17 anni e non c'ho capito na mazza. E forse anche rileggendolo adesso non lo capirei. Però è interessante, se non altro per il protagonista, l'idiota del titolo. E' anche un bel mattone, invece quelli che ti ho consigliato sono piuttosto brevi e si leggono in poco tempo (se si riesce a stare dietro a tutti quei nomi).
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      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
        di dostoevskil che consiglieresti?
        Ti consiglierei delitto e castigo e i fratelli Karamazov oltre ai due citati da Cooper
        Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
        Meraviglioso I Malavoglia, ma richiede impegno vista la quantità di nomi da tenere a mente. Ho faticato meno con i romanzi di Dostoevskij che avevano i nomi in russo.
        E' una bella sfida, in effetti

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        • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
          Meraviglioso I Malavoglia, ma richiede impegno vista la quantità di nomi da tenere a mente. Ho faticato meno con i romanzi di Dostoevskij che avevano i nomi in russo.
          In questo caso ti sconsiglio ti guardare "La terra trema" di Visconti

          Se stai leggendo Verga per piacere, io consiglierei più il Mastro-don Gesualdo, in confronto I Malavoglia è veramente un mattone.
          Quae volumus, ea credimus libenter.

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          • Originariamente inviato da Konan Visualizza il messaggio

            In questo caso ti sconsiglio ti guardare "La terra trema" di Visconti
            Lol perchè?

            Mastro don Gesualdo mi attirava però è bello lungo come romanzo.
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            • e di Asimov che consigliate?
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Ecco un post di parecchio tempo fa del buon axeman:



                "Eccomi qua, ormai ho la risposta automatica a questa domanda, che ciclicamente mi viene riposta da persone diverse

                Allora, è una richiesta davvero difficile perchè diciamo che la produzione di Asimov, oltre ad essere vastissima, prevede due macrocicli principali:
                Il ciclo delle fondazioni e il ciclo dei Robot.

                Ora, in funzione di ciò con cui vuoi partire, puoi fare:
                Ciclo delle fondazioni:

                1) Fondazione (o cronache della galassia o prima fondazione)
                2) Fondazione e impero (o il crollo della galassia centrale)
                3) Seconda fondazione (o l'altra faccia della spirale)


                questi tre sono i componenti della vera e propria trilogia. Anni dopo Asimov ha scritto 2 prequel e 2 sequel alla trilogia, di qualità inferiore ma comunque molto alta. In ordine qualitativo sono:

                4) L'orlo della fondazione
                5) Preludio alla fondazione
                6) Fondazione e terra
                7) Fondazione anno zero


                (l'ordine di continuity è 5-7-1-2-3-4-6 ....sì lo so sono complicato) peraltro nota che fondazione e terra (6) va letto, secondo me, solo dopo aver letto tutto il ciclo dei robot.

                invece se vuoi iniziare dai robot
                Ciclo dei robot:

                1) Abissi d'acciaio
                2) Il sole nudo
                3) I robot dell'alba
                4) I robot e l'impero


                pre (o post, è indifferente) ciclo dei robot esistono una serie immane di racconti davvero bellissimi sui robot, dove asimov praticamente costruisce tutto il background teorico-tecnico-filosofico-narrativo-concettuale dei suoi robot. Questi racconti sono raccolti in più raccolte, ma tra queste consiglio decisamente

                1) Tutti i miei robot (molto completa, e comunque da un bel quadro generale)
                2) Io robot


                esistono altre due raccolte ma non sono imprescindibili, più che altro perchè contengono giusto mezza dozzina di racconti non presenti sulle due di cui sopra.Cronologicamente l'ordine migliore da seguire è ciclo dei robot - ciclo delle fondazioni
                perchè la storia universale di Asimov si articola in: Terra - Terra + Robot + colonizzazione altri pianeti - Impero - Caduta dell'impero - Fondazioni

                Ma non è necessario seguire quell'ordine, i tasselli si ricompongono comunque.
                Puoi decidere da cosa iniziare del tutto liberamente: le fondazioni sono una fantascienza più ad ampio respiro, più pianeti, navi spaziali, intrighi politici...
                i robot hanno un contenuto tecnico-morale davvero elevato, oltre ad essere ottime storie "thriller" fantascientifiche.
                Va proprio a seconda di quello che ti ispira di più.

                In mezzo ai due cicli, poi si può porre il:
                Ciclo dell'impero:

                1) Paria dei cieli
                2) Il tiranno dei mondi
                3) Le correnti dello spazio


                Ma questo io consiglio sempre di lasciarlo per ultimo.

                Infine ci sono i romanzi singoli, del tutto slegati dai cicli e dalla storia universale di cui sopra, tra cui consiglio:

                1) Neanche gli dei
                2) Nemesis
                3) Notturno


                e le antologie di racconti:

                1) La terra è abbastanza grande (splendida perchè, come suggerisce il titolo, dimostra come sia possibile fare grandissima fantascienza senza mai staccare piede dal nostro pianeta)

                2) Gold

                Spero di essere stato abbastanza chiaro ed esauriente, se hai altre domande o non è chiaro qualcosa (piuttosto probabile asd) chiedi pure

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                • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                  Di lui ho letto 4 romanzi. Consiglio:
                  - memorie del sottosuolo: quasi privo di trama, sofferto e delirante viaggio in una mente contorta con un finale crudele
                  - il giocatore: è l'opposto, un romanzo tutto intreccio e interazioni fra personaggi, piacevole e pure con qualche momento comico

                  Stai alla larga da "le notti bianche", è insulso. Infine c'è "l'idiota", lo lessi che avevo 17 anni e non c'ho capito na mazza. E forse anche rileggendolo adesso non lo capirei. Però è interessante, se non altro per il protagonista, l'idiota del titolo. E' anche un bel mattone, invece quelli che ti ho consigliato sono piuttosto brevi e si leggono in poco tempo (se si riesce a stare dietro a tutti quei nomi).
                  Sì, forse 17 anni erano troppo pochi. Io ho letto L'IDIOTA intorno ai 25. Non mi ricordo più un'acca, ma mi era piaciuto assai anche se è un libro tristissimo.
                  Ho letto anche I DEMONI e non c'ho capito nulla e DELITTO E CASTIGO che è un classico. Ma il libro che più ho amato (è ancora adesso il mio libro preferito in assoluto, anche se dovrei rileggerlo) è I FRATELLI KARAMAZOV... lunghissimo e molto "filosofico", ma davvero travolgente. C'ha anche una sotto-trama gialla molto avvincente.

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                  • Mastro-don Gesualdo sarà pure più lungo, ma è talmente più comprensibile che non sembra.

                    "Le notti bianche" è abbastanza dimenticabile anche sotto forma di film, non oso immaginare il libro XD

                    Quae volumus, ea credimus libenter.

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                    • Una panoramica sui romanzi che ho letto a maggio:
                      - "Emma", di Jane Austen: per tanto tempo dopo aver letto "Orgoglio e pregiudizio" ho avuto paura ad approcciarmi agli altri romanzi della Austen, temevo di restare delusa e non veder riconfermate le mie aspettative (e in parte è quello che è successo con "Ragione e sentimento", che per quanto godibile per me non è lontanamente paragonabile al capolavoro della Austen). Invece "Emma" è stata una piacevolissima sorpresa, mi sono divertita un sacco e ho ritrovato tutti gli elementi che contraddistinguono la Austen (l'ironia sottile, gli intrecci e gli intrighi, l'introspezione psicologica e la rappresentazione accurata dei diversi strati sociali dell'Inghilterra Regency) nella loro forma più brillante. Se lo metto al secondo posto rispetto a "Orgoglio e pregiudizio" è per il legame emotivo che ho con quest'ultimo e per il classismo e la tendenza a moraleggiare che permea "Emma" in una misura che talvolta ho trovato eccessiva
                      - "Le mille luci di New York", di Jay McInerney: un cult degli anni '80, caratterizzato dall'impiego della seconda persona singolare; devo dire che, nonostante la forma insolita, non ho mai riscontrato alcun tipo di fastidio durante la lettura, che anzi scorre fluida. La seconda persona viene usata come una prima persona in cui il protagonista si rivolge a sé stesso, o come se si rivolgesse in modo molto colloquiale a un interlocutore esterno e cercasse di immergerlo nelle sue stesse azioni e sensazioni; particolarmente azzeccato è l'uso del tempo presente, che dà un ulteriore senso di immediatezza e informalità. E' un tipo di romanzo che fa del suo punto di forza non tanto la trama quanto lo stile, che tuttavia non è fine a sé stesso ma subordinato al contenuto: una storiella che, narrata con una tradizionale prima o terza persona, sarebbe stata il solito sbrodolamento melodrammatico (e che probabilmente avrebbe reso il protagonista un insopportabile vittimista), diventa interessante grazie allo stile innovativo, che non oscura la storia ma anzi la valorizza
                      - Tetralogia dell'Amica Geniale ("L'amica geniale", "Storia del nuovo cognome", "Storia di chi fugge e di chi resta", "Storia della bambina perduta") di Elena Ferrante: era da un bel po' che volevo leggere questa ormai celeberrima saga. Ammetto che avevo non pochi pregiudizi: non mi sembrava assolutamente il mio tipo di storia, e sono sempre un po' diffidente nei confronti dei casi letterari. Penso di aver capito come mai ha riscosso tanto successo, anche all'estero: il ritratto di Napoli offre uno scorcio pittoresco che soddisfa sia gli italiani (soprattutto quelli di una certa generazione e/o che hanno vissuto da vicino il meridione), legati all'atmosfera di calore umano misto a degrado e violenza che ci caratterizza, sia gli stranieri, che vedono riconfermato un certo stereotipo dell'Italia mafia-e-pizza ma con una certa grazia e poesia; inoltre il personaggio di Lila è indubbiamente carismatico e magnetico, una forza centripeta che condiziona tutto ciò che la circonda, ma in generale tutti i personaggi godono di una buona caratterizzazione (nel senso di tridimensionale, non stereotipata né manichea) - in particolare ho apprezzato l'ambiguità che contraddistingue tutti i personaggi, rendendo impossibile una suddivisione netta tra "buoni" e "cattivi" (anche i camorristi hanno umanità e sensibilità, anche maggiore rispetto ad altri personaggi non altrettanto moralmente negativi). Infine, nonostante il marcato realismo di tutta l'opera, è presente anche una sottile traccia surreale, un tocco di magico e di inspiegabile (sebbene non abbastanza da far rientrare la serie nel filone del realismo magico). Insomma, lettura migliore del previsto, anche se non mi annovero tra i più grandi sostenitori della Ferrante
                      - Quadrilogia della memoria ("Un'isola nel mare", "Lo stagno delle ninfee", "Mare profondo", "Oltre l'orizzonte"), di Annika Thor: da ragazzina avevo letto il secondo volume di questa serie, "Lo stagno delle ninfee", di cui avevo un buon ricordo, e da tempo desideravo completare la quadrilogia. Secondo me è una lettura perfetta da proporre ai ragazzi delle medie (femmine soprattutto, perché la protagonista è una ragazza e vengono affrontate diverse tematiche molto legate alla sfera femminile che magari un ragazzo, soprattutto di 11-12 anni, potrebbe trovare un po' noiose): la vicenda è ambientata durante la seconda guerra mondiale, ma senza essere pedante o facilmente melodrammatica come altre storie sullo stesso genere, perché la maggior parte delle questioni che vengono affrontate ha un respiro universale e non strettamente legata al contesto (integrazione in un nuovo ambiente, bullismo, amicizia, amore, ecc.). E' sicuramente una lettura semplice e poco impegnativa, ma dignitosa; penso che sia una buona alternativa a testi più conosciuti come "Se questo è un uomo" o "Il diario di Anna Frank"
                      - "Aristotele detective", di Margaret Doody: volevo colmare un po' la mia lacuna verso il giallo storico, e ho deciso di cominciare da questo. E' un libro abbastanza divertente: l'Aristotele della Doody ha la logica deduttiva di Sherlock Holmes, che applica senza mai muoversi dal suo studio come Nero Wolfe, condendo il tutto con una buona dose di british humor. I whodunit all'inglese non sono la mia tipologia di giallo preferita, e questo in particolare non è niente di trascendentale, comunque è un romanzo simpatico
                      - "Felidae" ("La società dei gatti assassini"), di Akif Pirinçci: primo romanzo della serie omonima con protagonista il gatto detective Francis. Mi è piaciuto molto il fatto che, sebbene il protagonista sia per l'appunto un felino, il tono del romanzo non sia affatto infantile: Francis è un gatto filosofo - particolarmente appassionato di Schopenhauer e Nietzsche - con un sarcasmo degno di Philip Marlowe, che si trova a indagare su una serie di turpi delitti di altri gatti (le cui mutilazioni sono descritte con dovizia di particolari) e rimarrà coinvolto in questioni di sesso, eugenetica, vivisezione, torture, esoterismo e sette religiose, senza edulcorazioni. Avevo visto anni fa il film animato che ne avevano tratto e mi era piaciuto proprio per la sua atipicità; confermi il mio giudizio molto positivo anche sul romanzo
                      - "Felidae II" ("La notte dei lunghi artigli"), di Akif Pirinçci: secondo - e ultimo ad essere stato tradotto in italiano - romanzo della saga di cui sopra. Questo è stato un po' una delusione: è praticamente un copia-incolla del precedente, ripropone quasi lo stesso prototipo di personaggi e di situazioni, tanto che prima della metà già avevo intuito come sarebbe finito. Rimane comunque una lettura simpatica, volendo lo si può leggere da solo perché è completamente slegato dal primo, e oltretutto mi sembra anche tradotto meglio

                      Una menzione speciale ad altri due libri che non sono propriamente dei romanzi:
                      - "Il diario segreto di Laura Palmer", di Jennifer Lynch: non è che avessi chissà che aspettative, però è stato piuttosto deludente. Non aggiunge assolutamente nulla al personaggio di Laura Palmer rispetto a quanto già detto in "Twin Peaks" e in "Fuoco, cammina con me", e anzi sembra una brutta fanfiction >O<
                      - "Le vite segrete di Twin Peaks", di Mark Frost: quando l'ho comprato credevo fosse un romanzo, invece è un finto dossier redatto da un anonimo Archivista e commentato da un agente dell'FBI su ordine dell'agente Gordon Cole. Nell'arco di questo dossier vengono approfondite le origini di Twin Peaks e di alcuni luoghi caratteristici, come la Caverna del Gufo, e viene ricostruita la storia di alcuni personaggi che nella serie o nel film compaiono di sfuggita, in particolare Douglas Milford; dei personaggi principali della serie invece viene detto molto poco - si approfondisce giusto il background di qualcuno, ma non viene detto che cosa è accaduto loro nell'arco dei 25 anni che separano la seconda stagione dalla terza. Potrebbe sembrare un libro inutile, invece lo consiglio vivamente agli appassionati di "Twin Peaks", perché è pieno di approfondimenti interessanti su questioni che nella serie non hanno trovato molto spazio (ma che potrebbero essere in un certo senso rilevanti per la terza stagione, o almeno questa è l'idea che mi son fatta, soprattutto dopo aver visto i primi 4 episodi)

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                      • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
                        - "Felidae" ("La società dei gatti assassini"), di Akif Pirinçci: primo romanzo della serie omonima con protagonista il gatto detective Francis. Mi è piaciuto molto il fatto che, sebbene il protagonista sia per l'appunto un felino, il tono del romanzo non sia affatto infantile: Francis è un gatto filosofo - particolarmente appassionato di Schopenhauer e Nietzsche - con un sarcasmo degno di Philip Marlowe, che si trova a indagare su una serie di turpi delitti di altri gatti (le cui mutilazioni sono descritte con dovizia di particolari) e rimarrà coinvolto in questioni di sesso, eugenetica, vivisezione, torture, esoterismo e sette religiose, senza edulcorazioni. Avevo visto anni fa il film animato che ne avevano tratto e mi era piaciuto proprio per la sua atipicità; confermi il mio giudizio molto positivo anche sul romanzo
                        approfondisci un pò please


                        Honour to the 26s

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                        • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                          approfondisci un pò please
                          Francis e il suo "apriscatole" Gustav si trasferiscono in un nuovo, fatiscente appartamento - location gotica per un'atmosfera ancor più macabra: Francis si imbatte subito nel cadavere di un gatto in calore, e dal tipo di ferita (uno squarcio sulla nuca provocato da un morso) capisce subito che l'assassino deve essere stato un altro felino. Fa anche la conoscenza di un gatto storpio, Bluebeard, che lo informa che è già il quarto omicidio di gatti nell'ultimo periodo. Nei giorni seguenti gli assassinii di gatti aumenteranno, e così Francis inizia a indagare sulla spirale di morte che dilaga tra i suoi simili, imbattendosi di una serie di figuri più o meno loschi. Nel corso delle indagini scoprirà inquietanti retroscena sul passato del suo nuovo quartiere, e sarà compito suo mettere insieme i pezzi di questo grottesco puzzle per giungere alla verità.
                          E' un perfetto noir filtrato dal punto di vista in prima persona di un baldo Marlowe in pelliccia, che annette a elementi pulp riflessioni filosofiche ed etiche, ma senza mancare di una buona dose di ironia; mi sono piaciute molto le scene oniriche in cui Francis affida al suo subconscio l'elaborazione dei dati di cui viene a conoscenza, molto kafkiane
                          Ho letto da qualche parte, da fonti non ufficiali, che la traduzione italiana edita dalla Mondadori (ormai fuori commercio) ha subito qualche censura per farla rientrare nel target "junior", ma non sono riuscita a reperire maggiori informazioni in merito; non credo ci siano stati veri e propri tagli di scene, ma confrontando la traduzione di questo volume (che ho dovuto leggere in italiano in quanto in inglese non l'ho trovato, e il tedesco per me è fuori portata ) con quella del secondo, per i tipi di Longanesi, il primo mi è sembrato po' "alleggerito" (penso abbiano sostituito qualche parolaccia con intercalari meno volgari, così come i riferimenti al sesso sono resi con perifrasi tipo "essere in amore" e cose del genere, ma non credo siano stati fatti maneggi troppo profondi).
                          Se vuoi sapere altre cose chiedi pure!

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                          • sembra interessante, ma continuo a non inquadrarlo: è un libro per ragazzi?

                            mi piacciono i libri con gatti protagonisti, Io sono un gatto di Natsume Soseki offre spunti interessanti (per quanto lento e si vede che le mente dei giapponesi operano per vie strane), mentre l'accalappiastreghe di Walter Moers è un capolavoro di letteratura per ragazzi e non

                            però i gialli tendenzialmente non mi piacciono xD


                            Honour to the 26s

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                            • In teoria no, non nasce come romanzo per ragazzi; in Italia il primo volume l'hanno inserito nella collana "Gialli junior" della Mondadori, con target di riferimento dai 12 anni in su (il secondo invece, edito da Longanesi, non ha limiti di target dichiarati), ma nella nativa Germania e in Inghilterra è classificato come horror per adulti. E' completamente diverso da "Io sono un gatto" ("L'accalappiastreghe" non l'ho letto) Più che un giallo in senso stretto (stile whodunit all'inglese) è un noir/hard-boiled

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                              • Ok.....leggo "i libri che ho letto a maggio" e.....mi ritrovo con una recensione di 15 titoli ??? Resto sempre allibito dalla tua velocità di lettura.

                                Il giallo col protagonista gatto mi ricorda di quando la Pixar aveva in programma un film di nome "Alfred" in cui un cicciocissimo gatto osservava un crimine dalla finestra e si ritrovava a vivere una avventura sullo stile dei film di Hitchcock...immagino che la scelta di leggere quel libro sia dovuto al tuo animale domestico


                                Ah comunque...bentornata Dafne. , era un pò che non scrivevi
                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                                Spoiler! Mostra

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