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  • Originariamente inviato da Tom Doniphon Visualizza il messaggio
    Ma giusto per curiosità... saggi qui dentro non ne legge nessuno?
    Quasi sempre in inglese perché riguardano nove volte su dieci una delle mie passioni: il Cinema e la musica da film della Golden Age, e in italiano non c'è praticamente niente. Adesso sto (ri)leggendo per esempio la biografia di Erich Wolfgang Korngold, THE LAST PRODIGY di Brendan Carroll (vabbè non è propriamente un saggio), inframmezzandola con CUORI IN ATLANTIDE di King...
    Un compositore che ha dominato la scena musicale europea degli anni Venti e Trenta, post-straussiano e post-mahleriano, prima che l'avvento della nuova scuola di Vienna (Schoenberg e compagnia cantanti) decretassero la sua inattualità. Fugone in America a causa della Guerra, e seconda giovinezza come musicista cinematografico (i cappa e spada con Errol Flynn, per esempio) di straordinaria influenza sulla musica da film hollywoodiana... su su fino al John Williams di Star Wars e Superman.

    Ho letto anche un tomone con la stora della Scala di Milano (LA SCALA RACCONTA di Giuseppe Barigazzi) da quando è stata costruita a oggi, molto appassionante: praticamente un libro di Storia, ma vista dal loggione del più importante teatro al mondo. L'anno scorso avevo letto un altro mattonazzo, TUTTA UN'ALTRA STORIA di Giovanni Dall'Orto, che è invece una storia dell'omosessualità e della sua percezione sociale da Sodoma ad oggi.

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    • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio

      Quasi sempre in inglese perché riguardano nove volte su dieci una delle mie passioni: il Cinema e la musica da film della Golden Age, e in italiano non c'è praticamente niente.
      Intendi tipo Tin Pan Alley e i "musical" degli anni 30-40? Perché se li ritrovo dovrei avere qualche titolo (che magari hai già letto, ma magari no)

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      • Ci sono molti saggi che vorrei leggere, averne il tempo
        Tipo avevo adocchiato alla Feltrinelli un libro di divulgazione scientifica sulla fisica scritto da Asimov (molto bravo a spiegare concetti difficili, almeno questo traspare dai suoi libri)
        Poi ovviamente Fromm: I cosiddetti sani, Essere o avere, il libro sulla liberta'...

        Da che sono entrato nel mondo della psicologia cognitiva mi sto interessando maggiormente alla materia (da ingegnere della informazione avevo gia maturato qualche piccola cognizione sui neuroni e il loro funzionamento). Ho sul comodino il libro di Oliver Sacks "L uomo che scambiò sua moglie per un cappello", ma mi ero riproposto di sospendere le letture per studiare tedesco

        E ovviamente dovrei studiare n po di Mindfullness, di cui mi sono stati consigliati dei libri
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
        Spoiler! Mostra

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        • Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio

          Intendi tipo Tin Pan Alley e i "musical" degli anni 30-40? Perché se li ritrovo dovrei avere qualche titolo (che magari hai già letto, ma magari no)
          Ciao! Ti ringrazio, fammi sapere cos'hai... Cmq nello specifico mi riferivo proprio alla musica da film in senso stretto, alle colonne sonore dei film (non musicali) degli anni Trenta e Quaranta... anche se sono anche appassionato di musical, con una predilezione però per gli anni Cinquanta.
          Ultima modifica di ColonelBlimp; 12 giugno 17, 15:22.

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          • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio

            Ciao! Ti ringrazio, fammi sapere cos'hai... Cmq nello specifico mi riferivo proprio alla musica da film in senso stretto, alle colonne sonore dei film (non musicali) degli anni Trenta e Quaranta... anche se sono anche appasionato di musical, con una predilezione però per gli anni Cinquanta.
            Sulle colonne sonore in generale ti consiglio il Manuale di storia della musica nel cinema di Simeon: parte dai primi esperimenti sonori e attraversa tutti gli approcci teorici e pratici. Per me è un testo imprescindibile sull'argomento.
            Per quanto riguarda il resto io dovetti studiare due testi ma avevano a che fare con i film americani anni Trenta e Quaranta: Krin Gabbard, Jammin' at the Margins. Jazz and the American Cinema e l'altro Peter Stainfield, Body and Soul. Jazz, Blues and Race in American Film.

            Tanto per concludere, a te ma anche a chi sta leggendo, se siete appassionati di cinema americano consiglio Sogno e realtà americana nel cinema di Hollywood di Franco La Polla. Non è tanto una storia del cinema americano quanto una storia sociale su come il cinema americano sia cambiato e come abbia cambiato gli spettatori. La Polla non è proprio scorrevolissimo, ma se si riesce ad arrivare fino in fondo ne vale assolutamente la pena.

            EDIT: Puoi trovare libri come La musica nel cinema di Kubrick ma dipende ovviamente da cosa ti interessa e noto, un po' a malincuore, di non avere una bibliografia su questi argomenti, ahimè.

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            • Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio

              Sulle colonne sonore in generale ti consiglio il Manuale di storia della musica nel cinema di Simeon: parte dai primi esperimenti sonori e attraversa tutti gli approcci teorici e pratici. Per me è un testo imprescindibile sull'argomento.
              Ce l'ho, sì, molto interessante.

              Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio
              Per quanto riguarda il resto io dovetti studiare due testi ma avevano a che fare con i film americani anni Trenta e Quaranta: Krin Gabbard, Jammin' at the Margins. Jazz and the American Cinema e l'altro Peter Stainfield, Body and Soul. Jazz, Blues and Race in American Film.


              Titoli molto promettenti, soprattutto il secondo, visto che proprio di recente ho scritto un pezzo sull'uso "ideologico" della musica da film in quegli anni, e su come per esempio la musica jazz fosse associata al sesso e alla perdizione, in quanto musica nera. Adesso cerco un po' su "internette".

              Originariamente inviato da teo Visualizza il messaggio
              Tanto per concludere, a te ma anche a chi sta leggendo, se siete appassionati di cinema americano consiglio Sogno e realtà americana nel cinema di Hollywood di Franco La Polla. Non è tanto una storia del cinema americano quanto una storia sociale su come il cinema americano sia cambiato e come abbia cambiato gli spettatori. La Polla non è proprio scorrevolissimo, ma se si riesce ad arrivare fino in fondo ne vale assolutamente la pena.
              Uh, anche questo lo devo recuperare assolutamente. La Polla mi piace molto.

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              • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
                Una panoramica sui romanzi che ho letto a maggio:
                - "Emma", di Jane Austen: per tanto tempo dopo aver letto "Orgoglio e pregiudizio" ho avuto paura ad approcciarmi agli altri romanzi della Austen, temevo di restare delusa e non veder riconfermate le mie aspettative (e in parte è quello che è successo con "Ragione e sentimento", che per quanto godibile per me non è lontanamente paragonabile al capolavoro della Austen). Invece "Emma" è stata una piacevolissima sorpresa, mi sono divertita un sacco e ho ritrovato tutti gli elementi che contraddistinguono la Austen (l'ironia sottile, gli intrecci e gli intrighi, l'introspezione psicologica e la rappresentazione accurata dei diversi strati sociali dell'Inghilterra Regency) nella loro forma più brillante. Se lo metto al secondo posto rispetto a "Orgoglio e pregiudizio" è per il legame emotivo che ho con quest'ultimo e per il classismo e la tendenza a moraleggiare che permea "Emma" in una misura che talvolta ho trovato eccessiva

                Una menzione speciale ad altri due libri che non sono propriamente dei romanzi:
                - "Il diario segreto di Laura Palmer", di Jennifer Lynch: non è che avessi chissà che aspettative, però è stato piuttosto deludente. Non aggiunge assolutamente nulla al personaggio di Laura Palmer rispetto a quanto già detto in "Twin Peaks" e in "Fuoco, cammina con me", e anzi sembra una brutta fanfiction >O<
                - "Le vite segrete di Twin Peaks", di Mark Frost: quando l'ho comprato credevo fosse un romanzo, invece è un finto dossier redatto da un anonimo Archivista e commentato da un agente dell'FBI su ordine dell'agente Gordon Cole. Nell'arco di questo dossier vengono approfondite le origini di Twin Peaks e di alcuni luoghi caratteristici, come la Caverna del Gufo, e viene ricostruita la storia di alcuni personaggi che nella serie o nel film compaiono di sfuggita, in particolare Douglas Milford; dei personaggi principali della serie invece viene detto molto poco - si approfondisce giusto il background di qualcuno, ma non viene detto che cosa è accaduto loro nell'arco dei 25 anni che separano la seconda stagione dalla terza. Potrebbe sembrare un libro inutile, invece lo consiglio vivamente agli appassionati di "Twin Peaks", perché è pieno di approfondimenti interessanti su questioni che nella serie non hanno trovato molto spazio (ma che potrebbero essere in un certo senso rilevanti per la terza stagione, o almeno questa è l'idea che mi son fatta, soprattutto dopo aver visto i primi 4 episodi)
                Se stai seguendo la nuova stagione di Twin Peaks puoi venire a discuterne qui:

                https://forum.bebad.it/forum/altro/s...in-peaks/page2



                I romanzi della Austen sono tutti splendidi e di piacevolissima lettura, vai tranquilla.
                Ultima modifica di mr.fred; 12 giugno 17, 16:45.

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                • Ho finito qualche giorno fa di leggere Una vita come tante di Hanya Yanagihara.
                  Non so se è il romanzo più bello che io abbia mai letto o il più brutto. Davvero non so che dire. Nel senso leggendolo ti accorgi che per larga parte è un romanzo molto ricattatorio a livello emozionale ma allo stesso tempo il suo protagonista Jude St. Francis è indimenticabile. Ti entra nelle ossa.
                  Non posso non paragonarlo all'altro grande romanzo americano degli ultimi anni cioè Il Cardellino di Donna Tartt (grandi come aspirazione dell'opera e anche per le 1100 pagine di entrambi).
                  Fondamentalmente sono entrambi 2 romanzi costruiti sull'impronta del romanzo ottocentescho dickensiano, nerissime favole di formazione. Come i romanzi dickensiani quello della Tartt ha un finale consalatorio e un significato generale che mi ha colpito di più e che mi porto dentro: la bellezza è l'unica vera forza motrice del mondo. Quello della Yanagihara invece è doloroso e tremendo fino alla fine, ed è in questo che secondo me scade.

                  Il romanzo della Yanagihara comunque è importantissimo per la descrizione della sessualità dei suoi personaggi. Erroneamente e convenientemente viene venduto come "il primo grande romanzo gay americano" ma è una cosa svilente del grandissimo lavoro fatto dall'autrice sui suoi personaggi, solo leggendo si può capire bene e cercare di spiegarlo potrebbe solo sminuire tutto. Almeno io non ne sarei capace.

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                  • Cavolo, dire che mi hai interessato è dire poco... Di grandi romanzi gay (americani e no) me ne vengono in mente parecchi... ma sto un po' scartabellando su internet a proposito di questo titolo che non conoscevo, e più ne leggo più sono tentato di leggerlo.

                    Ho appena finito di leggere CUORI IN ATLANTIDE di King (ho letto tanto del Re da ragazzino, ma erano davvero parecchi anni che non leggevo niente di suo). Che dire? Ho trovato lo stile che mi ricordavo di lui, con i suoi pregi e i suoi difetti. Sono 5 racconti (i primi due molto lunghi) legati da alcuni personaggi che ritornano in epoche storiche differenti e un finale che "chiude il cerchio". Il tema di fondo è quello del Vietnam... So che hanno fatto un film tratto da uno di questi racconti, ma non l'ho visto. Comunque una lettura avvincente... lo collocherei più o meno a metà classifica fra i romanzi di King che ho letto.

                    Poi in due giorni mi sono riletto TOM SAWYER di Twain, perché voglio leggere per la prima volta HUCKLEBERRY FYNN e volevo rinfrescarmi la memoria. E' sempre un piccolo, grande classico... incredibile come certe storie siano diventate così "paradigmatiche" da ricordarne perfettamente moltissimi episodi o personaggi, pure a distanza di decenni dalla prima lettura. La pittura dello steccato, l'interrogazione a scuola, Becky, Joe l'Indiano, la grotta... Mi è venuta voglia di recuperare il bellissimo adattamento in Technicolor prodotto da Selznick negli anni Trenta: quando ero bambino lo davano sempre in TV, sulle Reti più piccole e sconosciute.

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                    • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio

                      Se stai seguendo la nuova stagione di Twin Peaks puoi venire a discuterne qui:

                      https://forum.bebad.it/forum/altro/s...in-peaks/page2



                      I romanzi della Austen sono tutti splendidi e di piacevolissima lettura, vai tranquilla.
                      Non mi ero minimamente accorta di quella sezione Mi ci fiondo! Grazie anche per il giudizio sulla Austen, prossimamente mi recupero anche il resto delle opere

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                      • Don Winslow piace a qualcuno? Tempo fa ho letto Il cartello e l'ho trovato davvero notevole. Ieri mi sono preso Il potere del cane.

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                        • Credo di aver letto L'INVERNO DI FRANKIE MACHINE... mi era piaciuto, ma non ne ricordo una riga.

                          per vale90: alla fine, spinto da un impulso dei miei, ho preso UNA VITA COME TANTE... sono quasi a metà in pochi giorni. Incredibile come ti prenda, ma capisco le tue perplessità: mette una tristezza infinita e, temo, andando avanti sarà sempre peggio. Notevole comunque. Quando leggo questo genere di libri rimango sempre stupefatto dalla fantasia di certi scrittori, capaci di tratteggiare in un solo romanzo decine di personaggi, in modo dettagliato e palpitante.

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                          • Sono a poco più di metà di Imprimatur di Monaldi&Sorti. L'ho preso perché la foto dei due coniugi scrittori in quarta di copertina mi faceva troppo ridere ed ero incuriosito. In realtà all'inizio me lo son goduto, ma ora complice il fatto che ho un po' abbandonato la lettura inizio a non avere più interesse nel sapere come va a finire.
                            Ultimamente questa cosa è successa spesso unita ad un calo di concentrazione. Sono sempre stato un vorace lettore e sentirmi così mi fa stare male.
                            ColonelBlimp hai poi finito Una vita come tante? Ammetto che ogni volta che lo vedo in libreria mi dico sempre: "Un giorno, un giorno..." e non sento un parere negativo nemmeno a cercarlo.

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                            • Ciao, Teo! Sì l'ho finito a tempo di record: nonostante la mole, ti prende davvero molto e da subito. Mi sono ritrovato a fare le ore piccolissime più di una notte, per vedere che succedeva.

                              Il parere è simile a quello di Vale, quindi non saprei davvero se consigliartelo... è difficile spiegarne i motivi senza spoiler. Diciamo in soldoni che è molto - molto! - "pesante" psicologicamente per la dovizia di particolari con cui insiste sull'infanzia terribile (per usare un eufemismo) del protagonista, che viene svelata mano a mano che si procede nella lettura, e che ha lasciato ferite profonde nel suo animo e nel suo corpo. Diciamo che in confronto Oliver Twist è Luigi Berlusconi.

                              In alcuni punti l'orrore e la tristezza sono quasi insopportabili, e in un paio di svolte della storia ho avuto la tentazione di gettare il libro nel camino. Solo che nn ho il camino. E se ce l'avessi avuto, sarebbe stato spento in sto periodo.

                              La storia d'amore (omosessuale) al centro del racconto è molto bella e scandagliata in tutti i suoi recessi. Il fatto che sia appunto amore fra due uomini non ha alcuna implicazione o riverbero sui personaggi, si amano in quanto "persone", e francamente non sono riuscito a decidere se sia una cosa bella o no. Ma forse ho una mentalità ancora troppo "militante", non lo so.

                              Insomma, è un buon romanzo, a tratti ottimo, ma secondo me si vive benissimo anche senza...
                              Ultima modifica di ColonelBlimp; 16 luglio 17, 00:18.

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                              • Insomma, è un buon romanzo, a tratti ottimo, ma secondo me si vive benissimo anche senza...
                                Imho questa definizione è valida per il 90% della letteratura contemporanea che mi passa sotto al naso! Sono sempre meno i romanzi che mi soddisfano.

                                Spinto dalla curiosità e dai vostri consigli confermati da tante ottime recensioni trovate sulla rete anch' io sto leggendo Una Vita Come Tante (sono a circa metà).
                                Si tratta di una lettura piacevole e non impegnativa nonostante la mole di oltre 1.000 pagine ma per chi mastica il genere LGBT non rappresenta nulla di nuovo e di stimolante. Lo finirò ma la sensazione che sia una mezza perdita di tempo inizia a balenarmi in testa.
                                Lo consiglierei solo a chi è nuovo a questo genere di letteratura.

                                Fra le ultime letture quelle che più mi hanno impressionato riguardano Joyce Carol Oates.
                                Ho iniziato con Sorella, Mio Unico Amore e ho proseguito con Blonde.
                                Il primo è una ricostruzione del delitto JonBenet Ramsey, il secondo una biografia non ufficiale di Marylin Monroe.
                                La scrittura è ammaliante, ipnotica, ricchissima e non immediata. Scoperta un po' per caso, ha pubblicato un centinaio di opere quindi, volendo, ce ne sarebbe per tutti i gusti.

                                Blonde in particolare mi ha letteralmente spazzato via.
                                Un vero capolavoro.



                                Ultima modifica di mr.fred; 16 luglio 17, 11:25.

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