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  • Ecco, ho preparato anch’io un elenco di libri preferiti, cercando di non sforare i 10 titoli, e prediligendo quelli letti entro i 30 anni, quindi quelli più “formativi” nella mia vita di lettore e non solo.
    Li ho messi – più o meno – in ordine di lettura, almeno per quello che sono riuscito a ricostruire, per dare un senso dell’evoluzione dei miei gusti, mano a mano che crescevo. In fondo, ho piazziato qualche menzione speciale, Enfad style.

    IL SIGNORE DEGLI ANELLI di JRR Tolkien
    Mi ricordo ancora il primo tentativo di acquisto, in una libreria di Sestri Levante, durante le vacanze estive al mare. La libraia non volle vendermelo perché diceva che era una lettura per adulti! Io avrò avuto 12/13 anni, credo. Mah... l’ho comprato da un’altra parte comunque, e ovviamente me ne sono innamorato, anche se in effetti era molto lungo e in alcune parti descrittive ho fatto un po’ fatica.

    IT di Stephen King
    King era il mio scrittore preferito da bambino/ragazzo e questo è - molto banalmente - il suo libro che più mi ha avvinto e turbato. Mi ricordo che l'ho letto d'estate, in occasione di una noiosissima vacanza in barca coi miei. Durante le lunghe traversate, andavo sottocoperta e sprofondavo nella lettura. Mai sofferto il mal di mare fortunatamente!

    IL NOME DELLA ROSA di Umberto Eco
    Il film di Annaud mi era piaciuto un botto da ragazzino (oltre ad avermi moderatamente eccitato in alcuni frangenti), ma il libro - comprato subito dopo la visione - mi ha folgorato. L'ho letto tre volte in tutto, a età differenti e, mano a mano che crescevo, avevo sempre più strumenti per apprezzarne il retroterra storico e filosofico e per ammirare pienamente il genio di Eco. Non sono completamente sicuro che la scelta di studiare Filosofia all'Università non abbia avuto proprio niente a che fare con questo libro.

    IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK di François Truffaut
    Sicuramente uno dei primissimi libri di Cinema che abbia mai letto, dopo aver fatto il pieno di film di Hitchcock grazie soprattutto a un ciclo settimanale di una dozzina di titoli, andato su Rete 4 in seconda serata. Ma quello era un tempo (parlo della prima metà degli Anni Ottanta) in cui i suoi film più grossi (LA FINESTRA SUL CORTILE, LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE, ...) li potevi beccare in prima serata sulla Rai... E facevano pure un botto di ascolti!
    Anyway la magnifica intervista-fiume di Truffaut al regista inglese l'ho letta e riletta mille volte da allora. La mia copia è molto vissuta, piena di passaggi sottolineati... cosa che di regola non faccio MAI coi libri. E detesto anche chi tiene il segno facendo l'orecchia alla pagina!
    E' un libro che ha formato in maniera pressoché definitiva la mia visione del Cinema e del mestiere di regista.
    Segnalo altri due testi ad argomento cinematografico letti molti anni dopo, ma per me ugualmente memorabili; sono entrambi di Peter Bogdanovich: IO, ORSON WELLES - un altro libro-intervista straordinario - e CHI C'È IN QUEL FILM?, stupenda galleria di ritratti di grandi star hollywoodiane del passato, remoto e prossimo.

    I TRE MOSCHIETTIERI / VENT’ANNI DOPO / IL VISCONTE DI BRAGELONNE di Alexandre Dumas
    La trilogia dei Moschettieri è un altro capolavoro che ha segnato i miei vent’anni. Tutti conoscono, almeno di nome, i primi due romanzi, dedicati alla giovinezza e alla maturità di D’Artagnan & Soci, ma il più bello è proprio il terzo (che, per mole, supera la somma dei primi due), straordinario nell’intreccio – una lunga parte è dedicata alla celebre leggenda della Maschera di Ferro – e che narra della vecchiaia dei nostri eroi, delle loro ultime avventure, e della malinconica chiusa delle loro esistenze. Lo stile di Dumas è leggero e spumeggiante, e si legge con grande facilità, eppure riesce a toccare corde davvero profonde. La lacrimuccia finale è quasi inevitabile.

    I MISERABILI di Victor Hugo
    Un feuilleton praticamente perfetto e un romanzo di cui conservo un ricordo incredibilmente vivido, merito dei numerosi personaggi ed episodi divenuti quasi archetipi letterari. All'epoca (sempre nei miei vent'anni) leggevo e apprezzavo molto anche Dickens, però se oggi dovessi fare una sinossi anche stringata dei romanzi che ho letto dello scrittore inglese penso che farei fatica.
    Hugo invece era immediatamente memorabile, almeno per la mia sensibilità, e ne ho trovato conferma pochi anni dopo, quando mi sono innamorato di RIGOLETTO di Verdi, tratto da un dramma teatrale dello scrittore francese.

    I FRATELLI KARAMAZOV di Fedor Dostoevskij
    Ecco un autore che da ventenne adoravo e che mi piacerebbe riprendere in mano per capire se siamo ancora compatibili. Fra quelli letti, i Karamazov è nettamente il mio preferito: un romanzo gigantesco, da tutti i punti di vista, che ha segnato molto la mia giovinezza per la profondità del pensiero, la tragicità della visione (a volte, come in questo caso, con un piccolissimo spiraglio di luce), ma anche per una trama quasi gialla molto avvincente, che ti tiene in sospeso fino alle fine.

    ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO di Marcel Proust
    7 volumi. Uno stile ricercatissimo, al primo impatto molto faticoso (i periodi, a volte, sono lunghi una pagina o due!). Una fatica apparentemente improba affrontata ai tempi dell’Università quasi per sfida, con me stesso e con un paio di amici che lo stavano leggendo in quel periodo. Ma lo sforzo è stato ampiamente ripagato e quella che doveva essere una semplice lettura si è trasformata in un’esperienza di vita. La cosa più vicina a un romanzo-mondo che abbia letto, per la capacità dell’autore di disegnare su una tela vastissima e, al tempo stesso, di mantenere un tocco molto intimo, per la profondità delle tematiche affrontate, per il fascino dello scorcio storico sullo sfondo (a cavallo tra Ottocento e Novecento, dai tempi dell’Affare Dreyfus fino alla Prima Guerra Mondiale). L’abilità di Proust di scandagliare l’animo umano è incomparabile e i suoi mille personaggi palpitano di vita, raggiungendo in alcuni casi una statura letteraria spaventosa: su tutti sicuramente svetta la figura straordinaria e tragica del barone di Charlus, protagonista tra l’altro di alcune fra le pagine più scandalosamente omo-erotiche della grande Letteratura del Novecento.

    VERDI di Massimo Mila
    Sempre in epoca universitaria mi sono innamorato della musica di Giuseppe Verdi. Non mi ricordo precisamente com’è iniziata... deve essere stato quando un’amica ricca di mia madre mi invitò in diverse occasioni nel suo palco alla Scala, avendo saputo della mia nascente passione per la musica Lirica. Una delle prime opere viste alla Scala in quella fortunata occasione fu il MACBETH di Verdi (con la direzione di Muti, allora responsabile artistico del Teatro). Ne rimasi folgorato! Mano a mano che approfondivo la conoscenza di questo musicista meraviglioso, ovviamente leggevo tutto ciò che potevo trovare su di lui, ma fra gli articoli e i libri che recuperavo, apprezzavo soprattutto quelli di un grande musicologo italiano, Massimo Mila, morto pochi anni prima e, per decenni, critico musicale per La Stampa di Torino, oltre che autore del celebre BREVE STORIA DELLA MUSICA, libro studiato per un esame all’Università. Un bellissimo Natale di due o tre anni dopo uscì un prezioso “volumone”, a cura di Piero Gelli, che raccoglieva tutti gli scritti di Mila su Verdi (articoli, libri, analisi) pubblicati nel corso della sua lunga carriera. Una lettura per me entusiasmante, per la profondità e la bellezza del suo pensiero su questo grande musicista italiano, ma anche e soprattutto per il suo stile che, da allora e fino a oggi, è il mio punto di riferimento ogniqualvolta mi cimento a scrivere qualcosa di mio. Adoro la capacità di Mila di distillare la sua immensa cultura in una scrittura dotta, ma sempre trasparente, precisa, comunicativa. Un equilibrio prezioso e rarissimo, specie ai nostri tempi; tempi grami, nei quali il critico medio solitamente sceglie una fra queste due scorciatoie: semplificare e banalizzare il proprio linguaggio per parlare alla “ggente” oppure chiudersi in uno stile involuto e autistico, parlando solo a se stesso.

    ALTRI LIBERTINI di Pier Vittorio Tondelli
    Dei molti bellissimi libri a tematica gay che ho letto nella mia giovinezza, scelgo quello che mi ha colpito più di tutti: la raccolta di racconti (mi pare 6 in tutto) ALTRI LIBERTINI, esordio letterario di Pier Vittorio Tondelli. Mi ricordo ancora distintamente lo stupore e il piacere di leggere questo libriccino per la prima volta: lo stile particolarissimo (molto vicino al linguaggio parlato e al dialetto) era una novità assoluta per me che ancora non conoscevo Arbasino, Busi, Pasolini, ma nemmeno Céline; l’argomento omosessualità poi era trattato con una libertà assoluta e il testo era infarcito di volgarità e persino di bestemmie (l’autore dovette persino subire un processo per oscenità, che ebbe il solo effetto di fare del suo esordio un bestseller)... tutto era sconvolgente e inedito ai miei occhi, quindi tremendamente divertente! Pochi libri hanno avuto su di me un effetto così galvanizzante (il primo racconto – specie il fortissimo finale tarantiniano – è un vero capolavoro). Ho amato anche il resto della produzione di Tondelli - che purtroppo è scomparso prematuramente, a meno di 40 anni - in special modo l’ultimo, struggente romanzo CAMERE SEPARATE.
    Ultima modifica di ColonelBlimp; 02 ottobre 17, 19:12.

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    • Infine, altri libri che ho adorato nei miei anni formativi sono, in ordine sparso:

      La trilogia della Fondazione di Asimov: forse il mio primo approccio alla Fantascienza, ed ho cominciato bene, direi!

      JANE EYRE di Charlotte Bronte: splendido, adoro anche il film con Welles e la Fontaine tra l’altro.

      L’ISOLA DEL TESORO di Stevenson: letto più volte, ma anche il meno conosciuto IL MASTER DI BALLANTRAE è bellissimo

      IL RICHIAMO DELLA FORESTA di London: recuperato pochi anni fa e l'ho trovato persino al di sopra della sua fama; ho amato anche IL LUPO DEI MARI

      ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di Jane Austen: che dialoghi fantastici!

      I PROMESSI SPOSI di Manzoni: un capolavoro che la celebrità e i pregiudizi rischiano di rovinare, ma l’ho riletto qualche anno fa e l’ho trovato sempre fenomenale

      MOBY DICK di Melville: molto “peso”, sì, ma accidenti! Siamo proprio in un altro campionato...

      FURORE di Steinbeck: il finale più bello che abbia mai letto in vita mia. Pelle d’oca.

      LA VERSIONE DI BARNEY di Mordecai Richler: il film è carino, ma il romanzo – letto anni prima - è un vero capolavoro, uno dei miei preferiti in assoluto: divertentissimo, colto, dissacrante, commovente. Letto in vacanza con amici che, ogni tanto, mi guardavano straniti per le facce che facevo mentre ero immerso fra le sue pagine... o perché all’improvviso scoppiavo a ridere da solo!
      Ultima modifica di ColonelBlimp; 02 ottobre 17, 20:36.

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      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
        e un Anfitrione di Plauto tradotto in Napoletano (e fidatevi, Plauto rende moooolto bene in Napoletano….
        Confermo, l'ho constatato guardando i Menecmi con Tato Russo qualche anno fa
        A proposito: qualche settimana dopo mi trovavo a Napoli in gita scolastica, e ricordo di essere rimasto particolarmente colpito dalle dimensioni del manifesto in cui si pubblicizzava quello spettacolo, forse il più grande che abbia mai visto (immagino che lui sia considerato una specie di semidio, giù da voi)
        Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio

        9) Via col vento, di Margaret Mitchell: se qualche anno fa mi avessero detto che avrei amato un romanzo reazionario, favorevole allo schiavismo e che persino giustifica l'esistenza del Ku Klux Klan, mi sarei messa a ridere E invece adoro Via col vento Rossella è uno dei migliori personaggi mai scritti (troppo riduttivo targarla come egoista, viziata, prepotente e un po' zoccola), l'introspezione psicologica sua e di Rhett è magistrale e il loro rapporto è magnificamente tratteggiato
        Non avrei mai pensato che potesse piacerti un romanzo simile (dal quale mi sono sempre tenuto alla larga proprio per i motivi che hai citato). Mi piacerebbe saperne di più (anche per capire se dargli una chance)
        Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio



        A tal proposito, vi riporto un aneddoto di qualche anno fa:
        Io (a una mia amica): "Oggi fanno una conferenza su Poe, ci andiamo?"
        Lei: "Su cosa?"
        Io: "Poe"
        Lei: "Chi?"
        Io: "Poe..."
        Lei: "Ma chi?"
        Io: "Edgar Allan!!"
        Lei: "Aaah, credevo quello di Kung Fu Panda"
        Io:
        Solitamente la mia reazione ad uscite del genere è questa:
        :facepalm_estatua.jpg
        (e purtroppo non se ne sentono neanche così poche in giro)
        Tra l'altro, di Poe (Edgar Allan) mi sono piaciuti molto anche Storia di Arthur Gordon Pym e i racconti con Auguste Dupin, oltre a quelli che avete già menzionato
        Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
        [*]Il piccolo Principe: Perche l amicizia e´un valore, e questo libro la spiega nel migliore e piu semplice dei modi. Una casa, o un pianeta, tra mille, diventa speciale se li vi abita una persona a cui tieni. E se questa ti promette che ti verra a trovare ad un certo orario, tu gi auna ora prima sarai felice. E ti portera´a scoprire e ad apprezzare cose nuove, come una volpe che scopre il colore del grano, pur non mangiandolo.[/LIST]
        Piccolo OT: Uomo, tu conosci Pikappa, giusto?

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        • bellissima lista ColonelBlimp
          mi sa che dovrò ridare una chance a Dumas, sia i Moschettieri che Montecristo li iniziai per poi abbandonarli per strada

          Sul Nome della rosa ho tanti aneddoti, forse scaturiti dal fatto che vidi il film la prima volta intorno ai 7 anni e ne rimasi folgorato (c'era pur sempre il mio allora attore preferito, Sean Connery). Una volta (età: 9 anni) c'era un concorso in cui bisognava fare delle marionette o pupazzetti o non ricordo, e mentre tutti gli altri bambini si sbizzarrivano tra fatine, maghetti e soldatini io portai in scena un eccellente et reverendissimo Bernardo Gui xD
          Ultima modifica di Uncle Scrooge; 02 ottobre 17, 20:27.


          Honour to the 26s

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          • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
            No era una conferenza organizzata durante un'autogestione
            che figata....da noi nelle autogestioni solo canne e qualche cantante regionale.

            Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
            Ti capisco I libri sono una delle cose per cui spendo più soldi in assoluto, e nonostante abbia già una TBR sconfinata non smetto mai di aggiungerne altri
            Sarebbe "To Be Read"?
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
            Spoiler! Mostra

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            • @Colonel, ma dimmi la verita´...tu di cognome fai Baricco, giusto?

              XD XD XD

              Scherzi a parte, bella lista....qualche titolo l´ho coperto anche io nella mia vita (ho adorato il lirbo su Hitchcok, ho letto meta´di It a casa di un amico nelle lunghe e molteplici attese in cui io mi presentavo puntuale e lui decideva di andare a docciarsi solo dopo che io avessi citofonato, ho letto Il nome della Rosa, Il signore degli anelli...).
              Sai...notavo che sono tutti romanzi belli corpulenti....immagino che anche leggere Eco tre volte ti abbia rubato moltissimo tempo.
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                Infine, altri libri che ho adorato nei miei anni formativi sono, in ordine sparso:

                L’ISOLA DEL TESORO di Stevenson: letto più volte, ma anche il meno conosciuto IL MASTER DI BALLANTRAE è bellissimo

                FURORE di Steinbeck: il finale più bello che abbia mai letto in vita mia. Pelle d’oca.
                QUesti li vorrei recuperare...ma ho appena fatto aquisti corposi, e vorrei rileggere sia From che Hitchcock...oltre che studiare qualcsoa.....uffa finiro´la mia vecchiaia come l ometto con gli occhiali de Ai confini della realta´.

                Mi diresti qualcosa di piu su questi romanzi?
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                • Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                  Confermo, l'ho constatato guardando i Menecmi con Tato Russo qualche anno fa
                  A proposito: qualche settimana dopo mi trovavo a Napoli in gita scolastica, e ricordo di essere rimasto particolarmente colpito dalle dimensioni del manifesto in cui si pubblicizzava quello spettacolo, forse il più grande che abbia mai visto (immagino che lui sia considerato una specie di semidio, giù da voi)


                  Tra l'altro, di Poe (Edgar Allan) mi sono piaciuti molto anche Storia di Arthur Gordon Pym e i racconti con Auguste Dupin, oltre a quelli che avete già menzionato
                  Piccolo OT: Uomo, tu conosci Pikappa, giusto?
                  domande varie:
                  1) Ma sei di Napoli?
                  2) EVVAIIIII un altro fan di POE! Siamo gia in 4 ad aver letto il poco conosciuto Gordon Pym!
                  3) SI certo che conosco Pikappa (anche se credo che l esperto del settore qui sia Scrooge...) ma non colgo il nesso...
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio
                    bellissima lista ColonelBlimp
                    mi sa che dovrò ridare una chance a Dumas, sia i Moschettieri che Montecristo li iniziai per poi abbandonarli per strada

                    Sul Nome della rosa ho tanti aneddoti, forse scaturiti dal fatto che vidi il film la prima volta intorno ai 7 anni e ne rimasi folgorato (c'era pur sempre il mio allora attore preferito, Sean Connery). Una volta (età: 9 anni) c'era un concorso in cui bisognava fare delle marionette o pupazzetti o non ricordo, e mentre tutti gli altri bambini si sbizzarrivano tra fatine, maghetti e soldatini io portai in scena un eccellente et reverendissimo Bernardo Gui xD
                    Sean Connery nel Nome della Rosa? Ma Scrooge...non capisco come possa piacerti un attore Vecchio, Scozzese, che va girando senza pantaloni e scalzo.....
                    ...............................ah, gia´!
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                    Spoiler! Mostra

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                    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                      domande varie:
                      1) Ma sei di Napoli?
                      2) EVVAIIIII un altro fan di POE! Siamo gia in 4 ad aver letto il poco conosciuto Gordon Pym!
                      3) SI certo che conosco Pikappa (anche se credo che l esperto del settore qui sia Scrooge...) ma non colgo il nesso...
                      1)No, sono di Milano (provincia di Milano, in realtà, ma fa lo stesso). Quell'anno però sono andato in gita scolastica a Napoli
                      3)Ricordi Mekkano? Era praticamente una rielaborazione del Piccolo principe (che infatti veniva citato svariate volte nella storia).
                      Ah, non sapevo che anche Uncle Scrooge fosse un esperto di PK. Bene bene, penso che prossimamente avremo qualcosa di succoso di cui parlare nella sezione fumetti

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                      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                        2) EVVAIIIII un altro fan di POE! Siamo gia in 4 ad aver letto il poco conosciuto Gordon Pym!
                        Fai pure 5!

                        Un romanzo semplicemente stupendo: il momento in cui tirano a sorte tu sai cosa e il finale sospeso sono indimenticabili. Ho sempre pensato che, con il giusto adattamento ovviamente, si potrebbe fare un film bellissimo innestando il cuore della storia de Le montagne della follia di Lovecraft a partire dal finale di Gordon Pym.

                        Domani ti dico qualcosa in più dei libri che mi hai chiesto.

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                        • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                          IL NOME DELLA ROSA di Umberto Eco

                          IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK di François Truffaut

                          I MISERABILI di Victor Hugo

                          JANE EYRE di Charlotte Bronte: splendido, adoro anche il film con Welles e la Fontaine tra l’altro.

                          L’ISOLA DEL TESORO di Stevenson

                          ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di Jane Austen: che dialoghi fantastici!
                          Adoro

                          Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                          Non avrei mai pensato che potesse piacerti un romanzo simile (dal quale mi sono sempre tenuto alla larga proprio per i motivi che hai citato). Mi piacerebbe saperne di più (anche per capire se dargli una chance)
                          Una delle tante contraddizioni della mia vita Anche la premessa implicita della storia ("solo i forti restano a galla in ogni situazione") è molto americana e molto di destra, ma diciamo che ci passo sopra perché sono tutti elementi di contorno che vengono compensati da molti aspetti positivi - tra cui la caratterizzazione dei protagonisti (Rossella genera tanto scandalo perché è avanti per i suoi tempi: è forte, determinata ed emancipata, ha il senso degli affari e non esita a sposarsi tre volte più o meno per interesse... E' un prototipo perfetto di donna in carriera - in un periodo in cui fare carriera per una donna era di per sé disdicevole; è sicuramente vanitosa, egoista, testarda, superficiale, poco empatica, opportunista e volgare, ma è anche coraggiosa, intraprendente, intelligente e a tratti fragile, insoddisfatta della donna che è diventata e perennemente inquieta... Insomma, è un personaggio complesso e sfaccettato, molto più interessante di quanto potrebbe sembrare a priori senza aver letto il romanzo, e con un gran arco di trasformazione Su Rhett poi potrei scrivere 4 protocolli ) e il loro rapporto (il doppio triangolo Melania-Ashley-Rossella-Rhett in mano a un qualunque odierno autore rosa/young adult sarebbe l'apoteosi del trash, e invece la Mitchell riesce a gestire perfettamente i complicati equilibri che si instaurano tra loro senza mai insultare l'intelligenza del lettore, anche grazie a una caratterizzazione dei personaggi - come dicevo sopra - articolata e tridimensionale)... E' poi una storia ricca di eventi e di conflitto, e il conflitto è il motore principale della (buona) narrativa - ciò la rende una lettura poco riposante ma, in compenso, molto divertente

                          Originariamente inviato da Lord Vell Visualizza il messaggio
                          Piccolo OT: Uomo, tu conosci Pikappa, giusto?
                          Beeeello PK(NA ) Mickey Mouse Mystery Magazine invece lo conoscete?

                          Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                          Sarebbe "To Be Read"?
                          Yes

                          Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio
                          Un romanzo semplicemente stupendo: il momento in cui tirano a sorte tu sai cosa e il finale sospeso sono indimenticabili. Ho sempre pensato che, con il giusto adattamento ovviamente, si potrebbe fare un film bellissimo innestando il cuore della storia de Le montagne della follia di Lovecraft a partire dal finale di Gordon Pym.
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                          • Bhe chi non è mai stato ad Anderville?
                            Magnifica serie MMMM....se PK guardava ai fumetti Marvel e DC, MMMM guardava a Bonelli....una serie che per distanzarsi dai toni fantasy e fantascientifici di PK aveva deciso di virare sul Noir. Grande sceneggiatore Faraci, capace di dialoghi brillanti e battute ad effetto. Dato che il noir si fonda su citta´corrotte, non basta spostare Topolino di un quartiere (come avvenuto con Paperino e la Ducklair). Tocca portarlo ad Anderville, una citta´che coniuga la vastita´della metropoli (capace di far sentire in nostro topo ancora piu piccolo) con archietture classiche....un po come Torino o come la citta´di Blade Runner. Una location unica, necessaria a coniugare il bisogno di modernita necessario a svecchiare un personaggio come il topo (come appunto accaduto con PK) ma mantenendo lo stile classico del genere poliziesco.
                            Per ovvie ragioni non si possono inserire le femme fatale, ma gli altri stilemi ci sono tutti...dal barman onnisciente (che pare quasi una citazione all Irma la dolce di Wilder), fino al tassita amicone (per quanto un po troppo pariodico). Topolino finalmente si spoglia della sua spocchia saccente e torna ad essere l eroe per caso, l uomo comune ficcato in ingranaggi troppo grandi. Sgradito alla polizia e ai malviventi (anche quelli, colpa pure dello stesso Faraci, si erano un po ammorbiditi a Topolinia...con Gambadilegno ridotto ad un criminale un po bambinone e in fondo dal buon cuore). Si torna quindi alle atmosfere del topolino anni 40, con cattivi che ti legano alla sedia solo per decidere con calma come eliminarti. Scena cult quella del primo numero, in cui Topolino prova a segare le corde con una vite ma viene sgamato subito. "Credo che a Topolinia avrebbe funzionato", commenta.
                            Qualche ingenuita´céra....ad esempio ad un certo punto compare un ragazzone di campagna a fare da deus ex machina (una sorta di Ciccio senza nonna papera ma sotto steroidi). Ma céra anche una forte variazione sulle tematiche...fughe da prigioni, treni assassini e dal design feroce (il Black mask), terroristi che pensanodi farsi saltare in aria durante una maratona (il terrorismo in un fumetto disney!), e ovviamente politici corrotti (ma stavolta non per ridere, come il maialesco sindaco di paperopoli).
                            In rete si trovano tutti e 13 i numeri dell unica serie. Peccato ebbe poca fortuna. Ma si sa, il noir non ha mai attecchito molto in italia.

                            Nota: da fan di quel filosofo mancato che e´Pippo, la sua assenza come spalla si faceva per me sentire. Per fortuna non hanno inserito un qualche suo parente gemello (ne ha milioni....la mamma dei pippi e´sempre incinta), ma avrei gradito qualche comparsata...anche solo nei ricordi del topo ad esempio....
                            Ultima modifica di UomoCheRide; 03 ottobre 17, 13:02.
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • Lord io non sono proprio di Napoli, ma mi piacerebbe sapere che effetto ha fatto agli occhi di un nordico...magari nel topic dei viaggi potresti dirmi cosa hai visitato e raccontarmi qualche aneddoto....magari se qualcosa non ti e´ chiara di quella citta potrei provare a spiegartela...

                              @Colonel, ok 5. Formiamo un club? Ma non uno di quelli in cui poi ti ritrovi ad ammazzare i clown nelle fogne....(che poi sta roba di picchiare gli emigrati da una altra dimensione e incolparli di tutti i problemi di una citta´...mi fa sempre pensare a una roba di estrema destra....ma dáltronde cosa aspettarsi da un gruppo di ragazzi che dovendo scegliere un animale per il rituale, optano per una tartaruga?)

                              Sai che il tuo commento mi ha fatto notare che.....non ricordo quasi niente di quel romanzo! A parte che: (SEGUONO SPOILER)

                              - L incipit e´magnifico...l eroe, per noia, si avventura di notte su una barca e per poco non ci lascia le penne.
                              - Ad un certo punto si imbosca su una nave e tornano le atmosfere claustrofobiche e da sepolto vivo care a Poe
                              - A meta´libro seguono lunghe (luuuuuuunghe) descrizioni di viaggio e di animali.
                              - Ad un certo punto si arriva al finale magnifico ma non ricordo perche sono su quella scialuppa.

                              A proposito della tua citazione a Lovecraft, ricordo che un talentuoso utente disegnatore (MAXIMAFOBIA) pubblico´un suo disegno proprio su Le montagne della Follia, ma sia io che Enfad lo scambiammo per il finale di Gordon Pym.

                              Enfad non e´la prima volta che citi l aneddoto sul tuo nome. Premesso che secondo me, avere un nome derivante da una origine letteraria e´ una gran figata, ma poi come mai odi tanto quel nome? Probabilmente anche il cognome che hai si spiega allo stesso modo: tuo padre era un fan di Virginia Woolf.

                              @Scrooge sai, io e te abbiamo visioni del mondo completamente diverse, amiamo personaggi completamente diversi, ma alla fine finiamo per leggere quasi gli stessi libri. Ma come lo spieghi?

                              Comunque mi sa che tra un po propongo di postare anche le liste dei To Be Read e dei To Be Re-Read, per vedere se riusciamo ad influenzarci a vicenda...(io ho gia comprato un Orwell e un Moby Dick).
                              Ultima modifica di UomoCheRide; 03 ottobre 17, 13:15.
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                Sai che il tuo commento mi ha fatto notare che.....non ricordo quasi niente di quel romanzo! A parte che [...]
                                Anch'io mi ricordo molto poco della storia, vado più o meno a "lampi": immagini, sensazioni, squarci quasi deliranti...

                                E' uno dei molti libri che vorrei rileggere, ma la voglia matta di buttarmi sui milioni di libri che mi interessano e ancora mi mancano mi frena dalla pratica della rilettura, che invece andrebbe coltivata. Tutti i miei film preferiti li ho visti innumerevoli volte, e fanno parte di me proprio perché li ho metabolizzati sequenza per sequenza, grazie alle molteplici re-visioni. Per questioni di tempo, invece, è abbastanza naturale che con la lettura questo sia molto più difficile, e quindi - tranne rari casi - è normale che un libro che hai amato "rimanga con te" in modo molto diverso rispetto a un film del cuore.

                                Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                                Sai...notavo che sono tutti romanzi belli corpulenti....immagino che anche leggere Eco tre volte ti abbia rubato moltissimo tempo.
                                La lunghezza di un libro per me è molto soggettiva. Se un romanzo mi prende davvero, può anche essere lungo 2.000 pagine, ma lo finisco in un amen, anche perché la voglia di andare avanti mi spinge a moltiplicare i momenti che posso rubare per la lettura; e quindi mi ritrovo a leggere in ogni minimo spiraglio che mi riesca di scovare durante la giornata, oppure vado a dormire alle 3 di notte solo per arrivare al punto che mi sono prefissato di raggiungere. Se invece ho la sfortuna di beccare un libro che mi annoia, posso metterci anche un mese a finirlo, anche se magari è lungo solo 200 pagine... e stupidamente non riesco (tranne rarissimi casi) ad abbandonarlo... devo finirlo a tutti i costi! Per questo sono un lettore molto incostante: se ho la fortuna di infilare una serie di titoli di mio gradimento, ne leggo magari 4/5/6 in un mese o anche meno; ma se mi incaglio sul titolo sbagliato, sono capace di far passare 2 o 3 mesi senza toccare una pagina. E' anche uno dei motivi per cui leggo molti autori del passato anche remoto: coi classici difficilmente rischi di beccarti la "sòla".

                                In linea di massima, comunque, preferisco i "mattonazzi" (nel senso della lunghezza) perché mi piace avere tutto il tempo di affezionarmi a storia e personaggi... Per questo motivo leggo pochissime raccolte di racconti.

                                Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
                                E' poi una storia ricca di eventi e di conflitto, e il conflitto è il motore principale della (buona) narrativa - ciò la rende una lettura poco riposante ma, in compenso, molto divertente
                                Il romanzo di VIA COL VENTO è bellissimo, molto più lungo e ricco di avvenimenti rispetto al film (adesso a memoria mi ricordo vagamente che Rossella, per esempio, ha tre figli nel romanzo) e più approfondito del tratteggio psicologico dei personaggi (mi è rimasto impresso il personaggio di Melania, che sulla pagina, pur rimanendo "talmente buona da sembrare stupida", è comunque assai più "auto-cosciente" di quanto non sembri nell'interpretazione della De Havilland). Però la sceneggiatura del film è un esempio sommo di adattamento, che sacrifica quello che è giusto sacrificare e tiene tutto ciò che serve per fare "cinema" appunto, e non letteratura. Sempre andando a memoria, mi ricordo che la celeberrima chiusa della prima parte del film, col breve monologo di Rossella ("non soffrirò mai più la fame") nel libro è un passaggio di poche righe, non particolarmente sottolineato o importante (solo un tassello fra mille nella costruzione del personaggio)... mentre sullo Schermo diventa un momento di grande Cinema, utilizzando gli strumenti che sono propri del linguaggio cinematografico: fotografia, montaggio, movimento della mdp, musica di Steiner.
                                Ultima modifica di ColonelBlimp; 03 ottobre 17, 14:59.

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