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  • Sì. Molto bello.

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    • Bello Jane Eyre. Letto in gioventù, ne ho ho un buonissimo ricordo.

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      • Amici lettori, bazzico pochissimo in questo topic che in realtà è uno dei migliori del forum per qualità di conversazione e discussioni attinenti. La prenderò un po' alla lontana.
        Fin da bambino e soprattutto durante l'adolescenza leggevo veramente molto. Magari non sempre andavo verso la qualità (seppur con il liceo dietro mi sono fatto di mia spontanea volontà una bella dose di classici, anche latini), ma ho riempito casa di libri (e fumetti) e avevo sempre interesse nel leggere, del tipo che se avevo mezz'ora libera mi stendevo e leggevo.
        Poi con l'università le cose hanno iniziato a cambiare. Studiando ogni giorno saggi e manuali l'amore per la narrativa si è un po' affievolito non perché non ci fossero libri che a prima vista mi ispirassero, ma proprio perché con la lettura saggistica ho "perso" la capacità di "entrare" nella storia (e non nascondo che la crescita dell'utilizzo del web, dei social e delle connessioni del telefono hanno contribuito parecchio).
        I libri che cominciavo a leggere o li mollavo a metà oppure perdevano il mio interesse nel giro di poco tempo. Il tutto perché non riuscivo più a farmi un'idea (ed è brutta ma onesta da dire) di quello che stavo leggendo. E' come se improvvisamente non riuscissi più a capire a fondo le parole e le frasi che leggo, l'effetto che si ha quando non si sa bene una lingua straniera, si capisce a grandi linee il senso del discorso ma va persa tutta la qualità della scrittura ovvero la scelta delle parole.
        Per fare un esempio recente: era da un po' che mi interessava la trilogia dell'Area X e spinto da curiosità ho iniziato a leggere il primo romanzo. Mezz'ora dopo non riuscivo a visualizzare ciò che stavo leggendo e l'interesse nel leggerlo si è spento nell'immediato.
        Forse non sto leggendo un titolo veramente interessante o di quella qualità che ti fa dire "Mamma mia che bello!" tale da divorarlo.
        Lo so che è una questione di gusti, ma ne approfitto per chiedervi consiglio: datemi qualche titolo che vale davvero la pena leggere, come quella famosa lista di Manhattan. Sia chiaro, non mi interessa un corso di letteratura per cui "Questo libro è importante" e mi consigliate l'Ulisse di Joyce, ma quei libri che possono far ritrovare l'amore per la lettura, classici o contemporanei è indifferente.

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        • bhe...abbiamo appena elencato i titoli dei libi che abbiamo piuj amato...
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
          Spoiler! Mostra

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          • "I libri che cominciavo a leggere o li mollavo a metà oppure perdevano il mio interesse nel giro di poco tempo. Il tutto perché non riuscivo più a farmi un'idea (ed è brutta ma onesta da dire) di quello che stavo leggendo. E' come se improvvisamente non riuscissi più a capire a fondo le parole e le frasi che leggo, l'effetto che si ha quando non si sa bene una lingua straniera, si capisce a grandi linee il senso del discorso ma va persa tutta la qualità della scrittura ovvero la scelta delle parole."

            Mamma mia, Teo, mi hai messo un'ansia!
            Spero non mi capiti mai sta cosa...
            Difficile però partite così coi consigli. Prova a dirci cosa ti piaceva (genere o anche titoli specifici) prima del black-out. Magari ci dà qualche idea.

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            • Degli ultimi di cui ho memoria ovviamente Stephen King (anche se preferisco le sue storie un po' malinconiche a quelle più horror puro), Lolita, Il gattopardo, In mezzo scorre il fiume, Chiamalo sonno, Le ceneri di Angela, I miserabili, Murakami in generale. Non ho un genere che preferisco, quello che mi interessa è la storia e la scrittura (senza però diventare un maniaco dello stile). Se un libro mi emoziona sono felice, se è scritto bene sono contento. A volte la scrittura però mi frena tantissimo: storie interessanti possono farmi cedere dalla lettura per via dello stile.
              Degli ultimi mollati a malincuore dico Moby Dick (mi stava piacendo, ero arrivato a metà, ma poi con la tesi son dovuto fermarmi e a riprenderlo adesso da capo non ce la farei), Delitto e castigo (lo stavo divorando e poi ho saltato dei giorni da dedicargli e non ricordavo più niente) o anche L'amica geniale della Ferrante. Con la saggistica non ho problemi e se mi interessa sono concentrato e i libri li finisco.
              Ho anche un sacco di libri che ho comprato e ho messo diretti sullo scaffale: Il nome della rosa, I pilastri della terra, V., Fitzgerald, Kafka, Poe e Lovecraft, ovviamente Proust.
              Il punto è che se non leggo per un paio di giorni dimentico gran parte della vicenda (nomi dei personaggi, eventi...).
              Che caos!

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              • Mah...

                Secondo me sei ancora sufficientemente giovane per ritrovare la perduta passione. Forse in questo momento della tua vita hai semplicemente altre priorità...

                Anch'io non sono un FORTE lettore in senso assoluto (lo sono rispetto alla media, ma essendo questa desolatamente bassa, il paragone non fa testo) ed è successo anche a me di prendermi lunghe pause dalla lettura. E capisco anche il discorso che fai sulla memoria. Ma quello dipende molto dall'interesse che ti suscita il romanzo di turno... anche perché, se una cosa ti piace, non lasci passare giorni prima di riprenderla in mano, dunque il problema "non mi ricordo più i personaggi" nemmeno si pone.

                Se fossi in te, cercherei di darmi una nuova possibilità una volta ogni tanto, senza insistere troppo e senza farne una malattia. Magari privilegia dei buoni racconti, così ne puoi iniziare e finire uno in un'unica sessione.

                EDIT

                Per esempio - mi limito a UN consiglio e vado sul contemporaneo, visto che i "classiconi" lo sai pure tu quali sono - ho trovato molto buono STORIE DELLA TUA VITA di Ted Chiang, raccolta di racconti fantascientifici tra i quali quello da cui Villeneuve ha tratto ARRIVAL.
                Ultima modifica di ColonelBlimp; 10 ottobre 17, 15:47.

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                • mi ritrovo vagamente nelle parole di teo..anche io ho affrontato lunghi periodi di vuoto (e in effetti non leggo piú come 6 o 7 anni fa..), ma ho anche invece attraversato momenti di voracitá acuta come mai prima, anche complice l´assenza di wifi in certe circostanze, che mi hanno fatto divorare tanti titoli
                  hai mai provato a rileggere? potrebbe essere un modo per riavvicinarti alla lettura senza l´ansia della memoria


                  Honour to the 26s

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                  • Se hai perso un po' l'abitudine alla lettura, forse potresti riavvicinarti gradualmente leggendo raccolte di racconti, più corte da leggere e che non presentano problemi di memoria. Se vuoi leggere qualcosa più "di genere", non si possono non cosigliare le storie di Sherlock Holmes, quasi tutte le raccolte di Philip K. Dick oppure i cicli fantasy di Robert Howard (Conan il barbaro, ma anche Solomon Kane e Krull). Se ti piacciono o interessano favole e affini, ti consiglio sia Le Mille e Una Notte che Il racconto dei racconti di Basile.
                    Oppure puoi sempre rivolgerti ad autori più impegnativi, come Ernest Hemingway, autentico maestro del racconto breve (e molti suoi romanzi sono comunque molto corti, da Il Vecchio e il Mare a Festa Mobile, passando per Di là dal fiume e tra gli alberi), Charles Bukowski (Storie di ordinaria follia), John Fante (Dago Red e Full of life), Guy de Maupassant.

                    Infine, se magari sulla narrativa sei un po' bloccato, potresti provare a leggere qualcosa al limite tra fiction e saggistica. Per esempio un autore come Bill Bryson scrive libri a metà tra reportage, libri da viaggi, libri umoristici e autobiografici che sono leggeri e non necessitano di ricordarsi trame e personaggi pregressi. Di lui consiglio Una città o l'altra (in cui gira per l'Europa), Notizie da un isoletta (sulla Gran Bretagna), Una passegiata nei boschi (in viaggio sulle montagne rocciose) e In un paese bruciato dal sole (sull'Australia), ma ha scritto molte altre cose.

                    Spero che siano consigli graditi

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                    • Originariamente inviato da barbayannis Visualizza il messaggio
                      [...] come Ernest Hemingway, autentico maestro del racconto breve (e molti suoi romanzi sono comunque molto corti, da Il Vecchio e il Mare a Festa Mobile, passando per Di là dal fiume e tra gli alberi), [...]
                      Giusto! "I 49 racconti" per esempio sono bellissimi, e mai troppo lunghi; anzi alcuni dei più folgoranti sono lunghi due pagine.

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                      • Vero, anche se il mio preferito è uno dei più lunghi: La breve vita felice di Francis Macomber

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                        • Originariamente inviato da barbayannis Visualizza il messaggio
                          Per esempio un autore come Bill Bryson scrive libri a metà tra reportage, libri da viaggi, libri umoristici e autobiografici che sono leggeri e non necessitano di ricordarsi trame e personaggi pregressi. Di lui consiglio Una città o l'altra (in cui gira per l'Europa), Notizie da un isoletta (sulla Gran Bretagna), Una passegiata nei boschi (in viaggio sulle montagne rocciose) e In un paese bruciato dal sole (sull'Australia), ma ha scritto molte altre cose.
                          quoto tutto (eccetto che Una passegiata nei boschi é ambientato sugli Appalachi, non sulle Rockies :P)
                          puntini sulle i a parte, Bryson é forse l´unico autore del dopo-liceo che veramente credo abbia lasciato un segno sulla mia personalitá, sia nel modo di fare, che di vivere, di pensare e blablabla



                          Honour to the 26s

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                          • Giusto, Una passeggiata tra i boschi è sugli Appalachi, non lo leggo da una vita e mi sono confuso se non ricordo male, è uscito pure un film su questo libro

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                            • Originariamente inviato da barbayannis Visualizza il messaggio
                              Vero, anche se il mio preferito è uno dei più lunghi: La breve vita felice di Francis Macomber
                              Era lungo? Sai che me lo ricordo molto breve quello? Ma forse mi confondo con THE KILLERS, genialmente corto, e alla base di almeno un paio di adattamenti cinematografici stupendi e che si sono inventati tutta la trama a partire dallo spunto di Ernest.

                              Comunque concordo: MACOMBER bellissimo! E' bello anche il film - quasi sconosciuto oggi - che ne hanno tratto con Gregory Peck... in inglese è THE MACOMBER AFFAIR, ma non ricordo il titolo italiano.

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                              • Originariamente inviato da ColonelBlimp Visualizza il messaggio

                                Era lungo? Sai che me lo ricordo molto breve quello? Ma forse mi confondo con THE KILLERS, genialmente corto, e alla base di almeno un paio di adattamenti cinematografici stupendi e che si sono inventati tutta la trama a partire dallo spunto di Ernest.

                                Comunque concordo: MACOMBER bellissimo! E' bello anche il film - quasi sconosciuto oggi - che ne hanno tratto con Gregory Peck... in inglese è THE MACOMBER AFFAIR, ma non ricordo il titolo italiano.
                                Si, credo sia uno sui racconti più lunghi. The Killers invece è molto corto, praticamente è solo i primi dieci minuti del film di Siodmak (capolavoro). Non ho mai visto il film su Macomber, ma è alla base anche di uno degli episodi del film Dove vai in vacanza?, diretto da Salce e con Paolo Villaggio (Si, Buana).

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