annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Libri

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Al limite mi prendo qualche Dylan Dog dalle bancarelle...anche se spesso si prendono dei grossi pacchi...sui grandi numeri è dura trovare le storie davvero belle.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
    Spoiler! Mostra

    Commenta


    • Io i manga preferisco leggerli su schermo elettronico, sfogliare le pagine crea una situazione "disegni bidimensionali su superficie curva nello spazio tridimensionale" straniante. Oltre a ciò preferisco sempre disegni in bianco e nero.
      Inoltre i manga li adoro anche perché vanno avanti di capitolo in capitolo (la cui lunghezza va dalle 15 alle 40 pagine massimo) che li rende perfetti per buchi quali 10 minuti di bus, in attesa di fronte agli sportelli degli uffici postali eccetera. Tanto il telefono non lo si lascia mai a casa. Invece i volmetti da fumetteria che raccolgono più capitoli non riuscirei prorprio a leggerli, non sono abbastanza in formato "pillola".
      Ultima modifica di Cooper96; 01 November 18, 11:46.
      Spoiler! Mostra

      Commenta


      • capisco, é piú o meno lo scorso discorso che faccio col kindle: praticitá


        Honour to the 26s

        Commenta


        • in effetti ora da Salerno portaerò a casa i fumetti Disney in tedesco
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
          Spoiler! Mostra

          Commenta


          • Finito il manga I am an hero

            Manga seinen (per pubblico adulto) di genere zombie. Io col genere zombie parto prevenuto, perché presenta molte meccaniche clichè (il contagiato che tace di essere stato morso, la mancanza di viveri) che mi annoiano, ma questo manga ha trovato un punto di vista molto interessante da cui affrontarlo.
            La storia segue un assistente disegnatore sulla trentina che si sente un fallito, anche se la sua caratterizzazione da sfigato non è affatto stereotipata. Dopo una gran quantità di pagine dedicate alla descrizione della sua quotidianità scoppia un'epidemia zombie, proprio mentre lui se ne sta andando serenamente al poligono di tiro col proprio fucile. Ciò gli consente di sopravvivere e nel corso della storia lo mette in una posizione di rilievo quando incontra altri personaggi (il porto d'armi giapponese è difficile da ottenere) e ciò da vita a delle belle meccaniche narrative (uno "sfigato" col fucile e tutti gli altri a mani nude).
            L'aspetto più interessante della storia è che nei gruppi di superstiti un alta percentuale sono giovani neet e reclusi, insomma quelli che stanno chiusi in casa tutto il giorno e che proprio per questo hanno evitato il contagio. E' interessante perché se fra questi neet molti sono degli "incapaci" altri invece vedono questa "apocalisse zombie" come un'opportunità: se riescono a sopravvivere la società sarà ricostruita da loro, quella società che pre-apocalisse li disprezzava, li considerava dei falliti e da cui erano derisi (tutto ciò rimarcato dal fatto che la società jappo è molto competitiva). Questo tema poi è affrontato in modo non banale, penso ad esempio ad una scena in cui un gruppo di superstiti su un tetto è comandato da due neet (gli unici a possedere armi), e questi due "giustiziano" un cinquantenne colletto bianco, ed hanno una discussione su come quando l'imputato era giovane era l'epoca del boom economico ed era semplice trovare lavoro e qundi hanno gioco facile ad insultare i millenials.


            Insomma una storia per 9/10 bellissima...ma con un finale di un deludente che fra le mie letture non trovo precedenti, neppure Gantz aveva un rapporto (qualità del finale)/(qualità della storia) così radente lo zero. E si è concluso secondo la volontà dell'autore che evidentemente non sapeva come tirare le fila, non prematuramente per volontà dell'editore...non mi riferisco solo a spiegazioni riguardo alla mitologia sugli zombie che posso sorvolare (per quanto, con tutte quelle pagine dedicate al fatto che gli zombie fossero una mente alveare e il contagio fosse pilotato...), ma proprio il percorso dei personaggi è mutilato e succedono robe a caso.

            Ultima modifica di Cooper96; 17 November 18, 13:10.
            Spoiler! Mostra

            Commenta


            • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
              Finito il manga I am an hero

              Manga seinen (per pubblico adulto) di genere zombie. Io col genere zombie parto prevenuto, perché presenta molte meccaniche clichè (il contagiato che tace di essere stato morso, la mancanza di viveri) che mi annoiano, ma questo manga ha trovato un punto di vista molto interessante da cui affrontarlo.
              La storia segue un assistente disegnatore sulla trentina che si sente un fallito, anche se la sua caratterizzazione da sfigato non è affatto stereotipata. Dopo una gran quantità di pagine dedicate alla descrizione della sua quotidianità scoppia un'epidemia zombie, proprio mentre lui se ne sta andando serenamente al poligono di tiro col proprio fucile. Ciò gli consente di sopravvivere e nel corso della storia lo mette in una posizione di rilievo quando incontra altri personaggi (il porto d'armi giapponese è difficile da ottenere) e ciò da vita a delle belle meccaniche narrative (uno "sfigato" col fucile e tutti gli altri a mani nude).
              L'aspetto più interessante della storia è che nei gruppi di superstiti un alta percentuale sono giovani neet e reclusi, insomma quelli che stanno chiusi in casa tutto il giorno e che proprio per questo hanno evitato il contagio. E' interessante perché se fra questi neet molti sono degli "incapaci" altri invece vedono questa "apocalisse zombie" come un'opportunità: se riescono a sopravvivere la società sarà ricostruita da loro, quella società che pre-apocalisse li disprezzava, li considerava dei falliti e da cui erano derisi (tutto ciò rimarcato dal fatto che la società jappo è molto competitiva). Questo tema poi è affrontato in modo non banale, penso ad esempio ad una scena in cui un gruppo di superstiti su un tetto è comandato da due neet (gli unici a possedere armi), e questi due "giustiziano" un cinquantenne colletto bianco, ed hanno una discussione su come quando l'imputato era giovane era l'epoca del boom economico ed era semplice trovare lavoro e qundi hanno gioco facile ad insultare i millenials.


              Insomma una storia per 9/10 bellissima...ma con un finale di un deludente che fra le mie letture non trovo precedenti, neppure Gantz aveva un rapporto (qualità del finale)/(qualità della storia) così radente lo zero. E si è concluso secondo la volontà dell'autore che evidentemente non sapeva come tirare le fila, non prematuramente per volontà dell'editore...non mi riferisco solo a spiegazioni riguardo alla mitologia sugli zombie che posso sorvolare (per quanto, con tutte quelle pagine dedicate al fatto che gli zombie fossero una mente alveare e il contagio fosse pilotato...), ma proprio il percorso dei personaggi è mutilato e succedono robe a caso.

              uh, sembra davvero molto interessante l'uso del racconto di genere per discutere il conflitto generazionale.
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
              Spoiler! Mostra

              Commenta


              • Trovati su una bancarella a 2 euro l'uno: L isola del tesoro di Stevenson e La fine della eternità di Asimov.
                Li consigliereste?

                (ho sul comodino la svastica sul sole e moby dick, piu dispense di prgrammazione, ottimizzazione matematica e tedesco, ma ogni tanto mi viene voglia di acquistare libri come scorta)
                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                Spoiler! Mostra

                Commenta


                • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                  Trovati su una bancarella a 2 euro l'uno: L isola del tesoro di Stevenson e La fine della eternità di Asimov.
                  Li consigliereste?
                  No. Scrissi un breve commento anni fa sempre in questo topic se vuoi cercare. In una riga è noioso e con ritmo lento, nonostante la fama che si porta dietro, l'unica cosa interessante è il villain che è il protagonista nascosto (ma neanche tanto) dell'opera.

                  Passa ai manga (so che ormai sono un disco rotto ), o alla Guida Galattica per Autostoppisti.
                  Ultima modifica di Cooper96; 10 December 18, 20:16.
                  Spoiler! Mostra

                  Commenta


                  • Ho comprato la Fine della Eternita´.

                    Ma qui tra noi non c´era un esperto di Asimov? Aveva tutte le copertine come firma...
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
                    Spoiler! Mostra

                    Commenta


                    • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio

                      No. Scrissi un breve commento anni fa sempre in questo topic se vuoi cercare. In una riga è noioso e con ritmo lento, nonostante la fama che si porta dietro, l'unica cosa interessante è il villain che è il protagonista nascosto (ma neanche tanto) dell'opera.
                      Letto da poco e non è così noioso, sinceramente anch'io mi aspettavo di più ma non mi ha deluso. L'ho letto solo per leggere il libro "La vera storia del pirata Long John Silver" (scritto da uno svedese) dove il pirata vecchio ed ormai ritiratosi ricco in madagascar racconta la storia della sua avventurosa vita, tra cui anche la vicenda dell'isola del tesoro dal suo punto di vista. Libro che consiglio.

                      "Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi."

                      Commenta


                      • Originariamente inviato da CdS Visualizza il messaggio
                        "La vera storia del pirata Long John Silver" (scritto da uno svedese) dove il pirata vecchio ed ormai ritiratosi ricco in madagascar racconta la storia della sua avventurosa vita, tra cui anche la vicenda dell'isola del tesoro dal suo punto di vista. Libro che consiglio.
                        concordo



                        Honour to the 26s

                        Commenta


                        • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio

                          No. Scrissi un breve commento anni fa sempre in questo topic se vuoi cercare. In una riga è noioso e con ritmo lento, nonostante la fama che si porta dietro, l'unica cosa interessante è il villain che è il protagonista nascosto (ma neanche tanto) dell'opera.

                          Passa ai manga (so che ormai sono un disco rotto ), o alla Guida Galattica per Autostoppisti.
                          Uh Signur... per me L'ISOLA DEL TESORO è un capolavoro del romanzo avventuroso. Letto già due o tre volte da quando sono piccolo. De gustibus.

                          Commenta


                          • Colonnello! ma allora ci leggi ancora
                            era da un pó che non ti facevi vedere


                            Honour to the 26s

                            Commenta


                            • Vi leggo, vi leggo... scrivo qualcosina anche di là ogni tanto, ma ho meno tempo e voglia in sto periodo. Se mi "attaccano" L'ISOLA DEL TESORO però non riesco a tacere!

                              Commenta


                              • Hahahah ben trovato Colonnello, mi spingi ad argomentare di più il mio giudizio.
                                Lo lessi più di 3 anni fa, da quel che ricordo il protagonista ufficiale è scarsamente caratterizzato e da lì a cascata non riesco a interessarmi veramente a certe minacce incombenti più volte accennate (tipo il rischio ammutinamento), quindi fin che non arriviamo all'isola (ben più tardi di quel che pensavo) non parte il vero divertimento, e anche quando siamo sull'isola non ricordo nulla di particolarmente memorabile.
                                Di affascinante c'è Silver, per come è caratterizzato quasi come un protagonista: è un underdog (è storpio), audace e non si arrende mai, l'ingegno è il suo cavallo di battaglia; però compare troppo poco. Se vogliamo trovare un filo conduttore, con lui ritorna il tema del doppio già affrontato da Stevenson nel Dottor Jekyll e Mr. Hyde.
                                Ultima modifica di Cooper96; 12 December 18, 15:14.
                                Spoiler! Mostra

                                Commenta

                                In esecuzione...
                                X