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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio

    No ma certo, non mi riferivo a lettori come te, che si stanno approcciando ora al testo e hanno magari copie casalinghe vecchie, quanto invece chi lo deve ancora comprare e si fida del giudizio degli altri (visto che non è più disponibile in vendita la vecchia traduzione, se non nell'usato).
    Poi certo nulla ti vieta tra una decina d'anni di riprenderlo in mano e leggerti la nuova traduzione per capire meglio delle sfumature che si sono purtroppo perse nella vecchia traduzione. Io alla fine lo sto rileggendo per la quarta volta adesso (sono al Ritorno del Re!).
    Sarei curioso anch’io di leggere opinioni ponderate sulla nuova traduzione. Magari tra una decina d’anni, come dici, mi cimenterò io stesso.

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  • Mr. Babeido
    ha risposto
    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

    Per quel che ho letto in merito, non ho nulla in contrario sulle scelte dell’ultimo traduttore. Sono cambiamenti fatti con criterio per attenersi meglio allo spirito originale dell’opera (col tempo, se si lavora bene, si viene premiato… vedi le traduzioni Adelphi dei libri di Chandler) e non tanto per fare polemica, solo che avendo già un’edizione non sento il bisogno di comprare quella nuova. È scorrevole e appassionante lo stesso!
    No ma certo, non mi riferivo a lettori come te, che si stanno approcciando ora al testo e hanno magari copie casalinghe vecchie, quanto invece chi lo deve ancora comprare e si fida del giudizio degli altri (visto che non è più disponibile in vendita la vecchia traduzione, se non nell'usato).
    Poi certo nulla ti vieta tra una decina d'anni di riprenderlo in mano e leggerti la nuova traduzione per capire meglio delle sfumature che si sono purtroppo perse nella vecchia traduzione. Io alla fine lo sto rileggendo per la quarta volta adesso (sono al Ritorno del Re!).

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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio

    Allora hai letto quella dell'Alliata, con curatela di Quirino Principe (solo nel 2003 ci sono state alcune correzioni, ma minori, tipo Orchetti poi cambiato in Orchi).
    Peccato comunque! sono alla ricerca di pareri di chi si approccia per la prima volta al libro con l'ultima traduzione, ma quasi tutti quelli che si leggono sul web o sono, come me, di "secondi lettori" o di gente prevenuta che non vuole leggerla sulla base di pregiudizi-bufale.
    Per quel che ho letto in merito, non ho nulla in contrario sulle scelte dell’ultimo traduttore. Sono cambiamenti fatti con criterio per attenersi meglio allo spirito originale dell’opera (col tempo, se si lavora bene, si viene premiato… vedi le traduzioni Adelphi dei libri di Chandler) e non tanto per fare polemica, solo che avendo già un’edizione non sento il bisogno di comprare quella nuova. È scorrevole e appassionante lo stesso!

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  • Mr. Babeido
    ha risposto
    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

    Ho il libro da una decina d’anni a casa, quindi non l’ultima. Non so se prima ce ne fossero diverse.
    Allora hai letto quella dell'Alliata, con curatela di Quirino Principe (solo nel 2003 ci sono state alcune correzioni, ma minori, tipo Orchetti poi cambiato in Orchi).
    Peccato comunque! sono alla ricerca di pareri di chi si approccia per la prima volta al libro con l'ultima traduzione, ma quasi tutti quelli che si leggono sul web o sono, come me, di "secondi lettori" o di gente prevenuta che non vuole leggerla sulla base di pregiudizi-bufale.

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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Mr. Babeido Visualizza il messaggio

    Per curiosità in quale traduzione lo hai letto? o ti sei buttato sull'inglese direttamente per evitare questioni?
    Ho il libro da una decina d’anni a casa, quindi non l’ultima. Non so se prima ce ne fossero diverse.

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  • Mr. Babeido
    ha risposto
    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio

    Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien

    Dulcis in fundo...
    Un'opera avventurosa con uno stile elegantemente alla mano e la caratura di un racconto monumentale. Essendo il libro molto grande, ho apprezzato la divisione in due dei libri per dare continuità alle sottotrame, sacrificando il racconto cronologico e ho apprezzato in particolar modo il trattamento riservato a Samvise, che nell'ultima parte emerge più di Frodo dimostrando come chiunque, nel suo piccolo, possa contribuire ad una grande impresa.
    Per curiosità in quale traduzione lo hai letto? o ti sei buttato sull'inglese direttamente per evitare questioni?

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  • p t r l s
    ha risposto
    Gli eretici di Dune / La rifondazione di Dune, Frank Herbert

    La lettura dell'ultimo dittico mantiene lo stile ostico e ridondante dello scrittore, ma rappresenta una chiusura di classe della saga. Cambiano ancora i personaggi e a questo giro al centro dell'attenzione ci sono le Bene Gesserit, con il loro ambizioso programma multimillenario per porre fine ai conflitti che pervadono l'universo. Odrade entra di diritto nel novero dei personaggi più affascinanti della saga, una sorta di Lady Jessica più potente e più risoluta, al cui amore per il figlio sostituisce l'amore per il padre. A sorprendermi sono i due finali: il primo ai confini del porno, il secondo molto "matrixiano", con due personaggi (divini?) sbucati dal nulla che sembrano divertiti da questi giochi di potere.

    La ragazza del Kyushu, Seichō Matsumoto

    Una conferma per questo grande giallista che, a differenza del meccanismo intricato del precedente romanzo, qui racconta un delitto semplice una storia tra un avvocato e la sorella del presunto assassino fatta di rimpianti e rancore. Finale moralmente violento.

    Il Regno Segreto, Philip Pullman

    Dal precedente libro della Polvere, viene compiuto un grande balzo in avanti e l'allora neonata Lyra la troviamo qui di un decennio più vecchia rispetto al periodo delle sue gesta eroiche. Il tempo passa per tutti, anche per questa ex bambina vivace, che ora sembra aver parcheggiato fantasia, capacità di sognare e birbanterie varie nella sua "voce della coscienza" Pantalaimon. L'irreversibile separazione dei due, avvenuta ai tempi del cannocchiale d'ambra, li porta a dividersi ancor di più: Pantalaimon, scottato dalla passione di Lyra per filosofi che negano l'esistenza dei daimon, intraprende un viaggio in Medio Oriente per riabilitare la sua esistenza; Lyra, disperata, parte per cercarlo. Il viaggio certificherà il solido legame che unisce i due protagonisti e che nessun pensatore potrà recidere.

    Un posto tranquillo, Seichō Matsumoto

    Il primo capitolo sembra già dire tutto: una morte per cause naturali senza nulla di strano. E' sorprendente come attorno a questo evento lo scrittore riesca a raccontare l'ossessione di un uomo per la verità, mettendo da parte traumi per una morte prematura e per presunti tradimenti. Non esaltante come gli altri due romanzi, ma sicuramente un'opera meritevole.

    Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien

    Dulcis in fundo...
    Un'opera avventurosa con uno stile elegantemente alla mano e la caratura di un racconto monumentale. Essendo il libro molto grande, ho apprezzato la divisione in due dei libri per dare continuità alle sottotrame, sacrificando il racconto cronologico e ho apprezzato in particolar modo il trattamento riservato a Samvise, che nell'ultima parte emerge più di Frodo dimostrando come chiunque, nel suo piccolo, possa contribuire ad una grande impresa.

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  • violaverde
    ha risposto
    Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
    Flatland di Edwin Abbott

    Breve storia di come possa esistere un mondo in sole 2 dimensioni, abitato solo da linee e poligoni organizzati in una società suddivisa in caste in base al numero di angoli, e di come un umile quadrato abbia scoperto la terza dimensione ed ipotizzato la quarta, quinta ecc.
    La lettura è scorrevole ed accessibile per chiunque, e la descrizione del funzionamento del mondo in 2D è davvero immaginativa e divertente (con una buona di ironia all'inglese). L'ho trovato anche utile per capire il concetto di dimensione geometrica.
    Adoro questo libro! Credo che leggerlo sia un'esperienza formativa e infatti aspetto che mio nipote cresca abbastanza per poterglielo regalare.

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  • Cooper96
    ha risposto
    Flatland di Edwin Abbott

    Breve storia di come possa esistere un mondo in sole 2 dimensioni, abitato solo da linee e poligoni organizzati in una società suddivisa in caste in base al numero di angoli, e di come un umile quadrato abbia scoperto la terza dimensione ed ipotizzato la quarta, quinta ecc.
    La lettura è scorrevole ed accessibile per chiunque, e la descrizione del funzionamento del mondo in 2D è davvero immaginativa e divertente (con una buona di ironia all'inglese). L'ho trovato anche utile per capire il concetto di dimensione geometrica.
    Ultima modifica di Cooper96; 31 luglio 21, 14:07.

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  • giammarco
    ha risposto
    Originariamente inviato da CdS Visualizza il messaggio

    Letto qualche anno fa, i libri sono tutti in continuity, la saga è una montagna russa ci sono parti molto belle ed altri parti dove non ho capito molto .
    Tieni conto che l'ha scritta in momenti diversi nel corso di 30 anni.
    Secondo me vale comunque la pena.
    Sembra davvero buono!

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  • Cooper96
    ha risposto
    Finito il manga Attack on Titan.

    Storia fantastica che per poco non è entrata nella mia Top personale. E' una miscela di generi che cambia lungo la storia, si passa da un iniziale horror/steampunk/fantasy per poi focalizzarsi maggiormente sull'azione e sul lato fantasy per poi passare (e chi ha letto sa esattamente dove) ad un'ambientazione da prima guerra mondiale misto fantasy con forti tinte "real politik" e atmosfere alla Death Note, per poi nel finale tornare ad essere un horror/fantasy totale.

    E' difficile parlarne perché si appoggia (estrememante) a moltissimi misteri e colpi di scena, ed è incredibile come ogni colpo di scena riesca a mantenere credibilità ed essere consistente con la storia e la mitologia, andando a carburare ulteriormente una storia che mantiene quasi sempre ritmi altissimi. C'è un grosso lavoro di pianificazione ed ha un alto grado di rileggibilità.

    Questo quasi fino alla fine. I jappo hanno il pregio di proporre storie originalissime, con un inventiva nella mitologia e nelle meccaniche davvero pazzesca, e AoT ne è un esempio. Pagano prezzo fallendo spesso la conclusione/atterraggio. E pure AoT non fa eccezione seppur vada infinitamente meglio rispetto a certe nefandezze (Gantz, Tokyo Ghoul, Naruto).
    Qui l'unico grosso problema per me è stato:
    Spoiler! Mostra


    Spero l'anime metta una toppa al finale. Comunque consiglio a tutti.
    Ultima modifica di Cooper96; 22 giugno 21, 11:04.

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  • CdS
    ha risposto
    Originariamente inviato da BadGirl_Miri Visualizza il messaggio

    Sarei interessato anche a questo.
    Letto qualche anno fa, i libri sono tutti in continuity, la saga è una montagna russa ci sono parti molto belle ed altri parti dove non ho capito molto .
    Tieni conto che l'ha scritta in momenti diversi nel corso di 30 anni.
    Secondo me vale comunque la pena.

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  • BadGirl_Miri
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
    Un parere sulla Saga della Torre Nera di Stephen King per chi di voi l'avesse letta? Vale la pena comprarla? Sono 7 libri più uno spin-off giusto? Cercando nell'archivio storico del forum, ha molto diviso nei pareri, specie perchè non pochi dicono che dopo il terzo-quarto libro cala di brutto non mantenendo le premesse. E' tutta in continuity?
    Sarei interessato anche a questo.

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  • henry angel
    ha risposto
    39mmm.jpg
    LA FIORAIA DEL GIAMBELLINO di Rosa Teruzzi
    Marsilio / Feltrinelli. 170pp., brossura. 9,00€.
    Nata nel ’68, da ragazza madre sessantottina (forever), un marito poliziotto ucciso in circostanze affatto chiare ed una figlia , Vicky (Vittoria) che segue le orme professionali del papà , dichiaratamente per far luce sulla sua dipartita; fiorista che tenta di ingranare con un’attività che è ripiego delle precedente_ libraia con predilezione per la letteratura gialla_, abortita suo malgrado, Libera Cairani si barcamena tra il doloroso passato che “non passa”, e almeno due uomini che potrebbero rendere possibile ricominciare un’affettuosa relazione .La corroborante passione per i libri ed i fiori , quasi un doppio hobby , si “mescola”, quando dei clienti le muovono una richiesta confidenziale d’aiuto per placare un qualche rovello personale. Lei, con timidezza dilettantesca ma pure con pari intrigata curiosità talvolta accetta, per il piacere condiviso dell’eccentrica mamma e lo sconcerto della risoluta figlia… Stavolta, una quasi quarantenne in punto di convolare a nozze , le affida l’urgente desiderio di conoscere l’identità del padre, ostinatamente taciuto da una mamma che pare voglia preservarla ad ogni costo da questo “segreto”, anche dopo tanto tempo e in vista della morte (…pur avendo partorito giovanissima è ora ghermita da un male incurabile , poco più che cinquantacinquenne…) .

    Alcune sottotrame ( la vita sentimentale di Libera e Vicky; le indagini correlate alla fine violenta del coniuge…) rimangono smaccatamente aperte ( anche se l’ultima riga riserva un colpo di scena “rafforzativo”dell’intreccio narrativo globale…) per defluire nei successivi “capitoli” della serie di gialli. La Teruzzi _ che lavora per “Quarto Grado” su Retequattro_ sembra aver assimilato con diligenza gli stilemi che potrebbero portare in palmo di mano questi suoi libri a diventare una Serie Tv ; magari adocchiata in preferenza da un pubblico femminile , attratto dalla piacente ma non sgallettata Libera ( suggerita una somiglianza fisica con Julianne Moore…), abbastanza quadrata e risolta , sebbene la sua condizione vedovile le dia indipendenza e possibilità di apertura, anche sentimentale, agli altri, pur trattenendola in dovere di avere risposte sul marito assassinato (…ma non necessariamente “deificato” in un matrimonio che non si vuole difendere come assolutamente perfetto, a posteriori…), e soppesando responsabilmente i suoi slanci a là Miss Marple (cit.).Non gli mancano il “cast” di supporto tra il serio e il faceto e quelle dinamiche dialettiche familiari a condire dialoghi sapidi e puntuali confronti generazionali, vuoi con la peperina Vittoria e vuoi , anche di più, con mamma Iole, ‘na specie di femminista progressista super emancipata irriducibile , che si tiene in forma con lo Yoga , è attiva anche sui social e (a detta sua) ha un vasto parterre di arzilli “amichetti”,che frequenta manco fosse una ventenne discotecara…
    Senza scivolare nel parossistico e nell’inverosimile, e nella sobria enumerazione delle sue pagine , la trama si dimostra immediatamente avvincente , con quell’abile e studiata vaghezza che lascia al lettore (supportato in seguito dall’incessante dialogo interiore di Libera)una… libera formulazione di congetture “misteriose”, sciolte perlopiù da conversazioni indagative ( di stampo “professionale” quanto invece imbeccate da “rivelazioni” pettegole e maliziose…) tra donne. E non stupisce che l’autrice quindi si venda la sua capacità affabulatoria in format di informazione-intrattenimento , ben consapevole di come agganciare un suo (bacino di) pubblico (imho).

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  • p t r l s
    ha risposto
    Tokyo Express, Seichō Matsumoto

    Un indagine su un caso di suicidio di coppia che si sospetta essere un duplice omicidio. Per gli amanti dei rompicapi, un romanzo imperdibile con un piano a prova di bomba, che curiosamente finisce per essere scoperto per via di un eccesso di premura e per una naturale emotività umana. Per i non avvezzi alla geografia giapponese, risulterà difficile orientarsi nei ragionamenti dell'ispettore, che si ritrova ad esaminare varie linee ferroviarie nominando diverse città. Lo stesso scrittore un paio di volte corre ai ripari riepilogando tutto con schemi riassuntivi. Alla fine di tutto, un giallo davvero memorabile.

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