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  • henry angel
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    LA CADUTA di Michael Connolly
    Piemme. 345pp. Collana “Numeri primi”.13,00€.
    Romanzo poliziesco del 2014, incentrato sul detective “workaholic “ Harry Bosch, impegnato a procastinare l'amaro calice del pensionamento. Così gli vengono accollati due casi da seguire in contemporanea. Nel primo il suicidio “sospetto” del figlio avvocato di un ex sindacalista , proprio del Dipartimento di Polizia, diventato un politicante spietatamente in conflitto _ per motivi torbidamente personali_ con gli colleghi di un tempo, Bosch compreso e in particolare, e che tuttavia muove le sue conoscenze per averlo esattamente a capo delle indagini. L'altro dossier invece riguarda l'irrisolto stupro ed omicidio di una diciannovenne : i nuovi ritrovati tecnologici hanno permesso un supplemento d'indagine, da cui emerge il profilo di un indiziato, con precedenti compatibili; ma non le rispondenze temporali ( al momento della morte della ragazza il presunto violentatore aveva soli otto anni!) : errore umano nel gestire le prove (che inguaierebbe altri investigatori e farebbe invalidare altri processi...) o cos'altro?

    Capitoli brevi e scattanti , una scrittura fluida ma incisiva nel fissare i molteplici personaggi che si affacciano nel romanzo, perlopiù rendicontati in base alla loro funzione professionale; tanti dialoghi ma una parte finale che si anima pure di colluttazioni ed inseguimenti (casomai ci volessero fare un film ;-) ) e due filoni d'indagine che arrivano a convergere per motivazioni scellerate (o realistiche, secondo la concezione che gli si vorrà attribuire) vanno ad implementarsi in un libro che sa snocciolare sorprese e colpi di scena nell'intero scorrere delle sue pagine, andando a “zig-zag” su tematiche conflittuali e valoriali che , di fondo va' detto, (però )non abiurano l'opzione pena capitale. Fuori discussione l'integrità di Harry Bosch, orso ma non troppo ( acchiappa pure un'amica...), non risulterà infallibile a medio termine la sua capacità d'inchiodare i sospettabili, ma dato che alla fine il quadro d'insieme si farà per lui nitido non gli si esclude un certo “malpancismo” nel confronto coi “piani alti”. Invece nel caso di cronaca nera le atroci abiezioni che è costretto a vagliare scateneranno , almeno all'inizio, il suo maggior “pragmatismo” di sbirro . Ma poi le cose , anche in senso etico, si aggrovigliano : tutta pastura per sfamare lettori forse in cerca di retroscena “piccanti” della Los Angeles dei centri di potere come della estesa suburra californiana. (imho).

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  • Cooper96
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    Altro manga letto.

    Happiness
    E'un manga sui vampiri ai giorni nostri.
    La storia non è ben riuscita, cambia direzione e temi più volte (mi sa l'autore non aveva le idee chiare) senza mai arrivare ad avere spessore e ci sono molte scelte illogiche dei personaggi. Il soggetto è comunque interessante per la sua atipicità (non lo riassumo, dico solo che oltre alla concezione del vampirismo come malattia biologica ci sono mescolati bullismo giovanile e sette religiose); purtroppo rimangono spunti superficiali.
    I disegni invece sono molto belli e particolari. Spesso il cielo è rappresentato come ne "La notte stellata" di Van Gogh. Poi, non sono un esperto, ma nelle varie scene "allucinate" presenti c'è un'ispirazione smaccata dall'Espressionismo tedesco, con un risultato di grande impatto. Inoltre l'autore sa disegnare i corpi femminili molto bene, con una fortissima carica erotica (la sessualità è un'altro dei temi iniziali che è rimasto solo uno spunto superficiale...).


    Per chi preferisce gli anime consiglio fortemente Vinland Saga. Il manga non è ancora finito quindi non lo commento, tuttavia la porzione di storia che copre l'anime può essere considerata abbastanza autoconclusiva.
    Ultima modifica di Cooper96; 20 maggio 20, 17:09.

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  • UomoCheRide
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    In fila al supermercato ho letto DellaMorte Dellamore.
    Una raccolta di racconti grotteschi, scritti in maniera volutamente sgrammatiata e con regole da sceneggiatura. Che dire, alcune idee sono azzeccate (tipo quando il protagonista vede il cielo riflesso in una pozzanghera talmente grande da coprire l'intero manto di una strada, e sospetta quindi che la sua città galleggi nel nulla) ma per il resto risulta essere una accozzaglia di racconti pulp, in cui splatter, umorismo da caserma e critica all'autorità la fanno da padrone. Certi momenti geniali (il sindaco Berlusconiano che decide di farsi fotografare vicino ad un cadavere riesumato per attrarre più elettori) si accompagnano a momenti davvero di bassa lega, e non basta la critica alla società ipersessualizzata e ipermachista degli anni 80 e 90 per giustificare, a mio dire, la monotematicità dei racconti. Interessante l'idea di proporre un antieroe che più anti non si può... impotente in un'epoca di eroi macho, apatico in un modo di edonisti, serial killer in un mondo di personaggi altrettanto incapaci di empatia. Si capisce la facile presa verso gli adolesceneti dato che gli umori di fondo sono quelli tipici di quella età.

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  • henry angel
    ha risposto
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    SAN ISIDRO FUTBOL di Pino Cacucci
    Feltrinelli. 101pp., 7,50€.
    Racconto lungo o romanzo breve giocato con piglio ironico e paradossale (ma pur sempre rispettoso delle peculiarità culturali di ciò che narra...) intorno ad un grosso ( forse non abbastanza però per reggere tutto un libro...)equivoco. Nel villaggio rurale di San Isidro, talmente sperduto da non essergli nota la giurisdizione federale a cui appartiene, in Messico.Mentre i sedicenti dignitari del loco la attendono con pomposa perseveranza e burocratico zelo ,il piccolo torneo di calcio ingaggiato con rappresentative formate dai dipendenti di grosse aziende agricole confinanti rappresenta uno degli eventi maggiormente sentiti dalla piccola comunità, specie se Quintino Polvora, un giovanotto del posto, sembra avere quel tasso tecnico capace di trascinare la squadra ai successi sperati. La sera prima della partita inaugurale tuttavia si “distrae” piacevolmente e per buona parte delle ore piccole amoreggiando per la prima volta con la sua ragazza; presentandosi così in campo infiacchito ed assonnato , per la disperazione del Mister ( che è pure il suo quasi “suocero”...) e dei compaesani, dato che gli avversari si portano in largo vantaggio. Caduto per un fallaccio a muso duro sulle righe del terreno di gioco , segnate col “concime ” sgraffignato e ceduto di malavoglia da un contadino di San Isidro, misteriosamente Quintino ne ricava un immediato ristoro dalla stanchezza e prende a fare goal a raffica. Vittoria!
    L'indomani il “bomber” si reca dal proprietario del “fertilizzante” per sapere come l'ha ottenuto e tastarne nuovamente i benefici . Chiedendo lumi pure al figlio scioperato del suo principale si accorge di un generale aumento d'interesse per il prodotto , che si sta abbattendo su di lui e sull'intera San Isidro... Sarà l'energica intercessione di un pittoresco ( non che gli altri siano da meno, eh)sacerdote a mettere le cose a modo, non ultima la regolarizzazione religiosa , ossia le giuste nozze di Quintino e la morosa. Ne hanno tratto pure una commedia al cinema con Diego Abatantuono. Lettura spensierata e leggera come una nuvola di...Borotalco (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
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    L'ULTIMO GIURATO di John Grisham
    Mondadori. 360pp.Romanzo. Rilegato con sovracoperta.
    Laggiù nel cuor del Mississippi (Stato del).Contea di Ford. Nel 1970. Grazie ai buoni uffici della nonna ricca e dopo una carriera universitaria per nulla brillante, il giovane Joyner William Traynor (...detto Willie, suo malgrado)diventa redattore eppoi proprietario del decotto settimanale di cronaca locale, il “Ford County Times”. Venendo dal “nord”, il neo direttore-editore pena per scalfire la diffidenza di fondo dei suoi nuovi conterranei , tuttavia si applica con una certa grinta per rilanciare la testata e motivare i suoi (pochi) dipendenti. Il brutale stupro ed omicidio di una vedova , appena trentunenne e con due figli piccoli, fa' deflagrare l'interesse dell'intera comunità, dando al “Times”un formidabile oggetto di racconto per svariati articoli. In cerca di patenti di credibilità e fiutando l'occasione di dispiegare la retorica della “stampa libera”anche per far tornare i conti del giornale, Willie si getta sul caso quasi pancia a terra. Presto arrestato, il “presunto” autore dell'atroce delitto si rivela essere il rampollo di un Clan influente e molto benestante della Contea : una dinastia di commercianti in legname che nella loro proprietà, accuratamente blindata , svolge da varie generazioni numerose attività illecite, senza aver mai lamentato una condanna penale a carico; anche perché hanno spesso “oliato” la macchina della giustizia nella loro competenza territoriale, tenendo peraltro un profilo appartato . Il “Times” e chi lo produce assaggia presto il volume di fuoco intimidatorio degli pseudo boscaioli : a Willie si stringono le...Viscere, ma la sfrontatezza dell'età ed il desiderio non recondito di riscattarsi agli occhi della madre di sua madre non farà deflettere la sua battaglia di verità.

    Trattando si giornalismo, ossia di scrittura , suppongo che il libro offra il destro a Grisham per canzonare le critiche alla sua prosa letteraria , sempre lineare ,affabulatoria e “di servizio”, senza fioriture lessicali o temerarietà di punteggiatura, virtualmente al contrario dei testi di un foglio di provincia magari abituato a “calcare” fatti e polemiche altrimenti di poco conto, lanciando strali per il piacere onanistico di suscitare le arroventate reazioni di qualche dignitario locale , in un “contropelo” che dia alla pubblicazione la dignità di organo indipendente. La forma è quella del resoconto, fornito da Traynor stesso , ma posticipato temporalmente almeno una ventina d'anni : Il classico espediente del testimone venuto da fuori e per sua natura professionale dedito a ficcanasare nelle vite degli altri, che osserva usi e costumi del “Profondo Sud” ed almeno in parte se ne fa affascinare , nel corso di un decennio in cui si svolgono le varie disgressioni e sottotrame collegate, nella cornice dell'iter processuale iniziato nel '70. Grisham anche qui non bara col lettore : l'accusato è colpevole marcio, è una brutta persona (non da meno i suoi parenti...) e merita la più aspra censura; ma tuttavia il dedalo delle leggi statali finiscono per favorirlo , a distanza di tempo tenendo sulle spine fino all'ultimo giurato. C'è una quantità industriale di personaggi , un buon terzo (?) condannati dall'autore a seri problemi psichici e/o dipendenza da sostanze psicotrope ; e tuttavia in larghissima maggioranza sostenitori del capestro;compreso Willie ,benché “fricchettone” yankee, dunque sospettabile di essere “comunista”, omosessuale, ateo...
    Nella sua puntigliosità letteralmente cronachistica a questo legal-thriller manca forse il colpo di scena veramente spiazzante giacché insondato : alla fine tutti i principali attori della vicenda hanno il loro “dossier” raccolto da Willie e “da copione”agiscono di conseguenza , ben lontani d'altro canto dall'affrettarsi nella direzione dei diritti civili e del riconoscimento delle minoranze (imho).

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  • Cooper96
    ha risposto
    L'uni procede telematicamente quindi il mio tempo libero non è aumentato ed il ritmo delle mie letture è sempre il solito (lento). Di diverso dal solito c'è che sto leggendo un libro di storia dell'arte del '900; non avendo mai fatto storia dell'arte alle superiori voglio farmi un' idea.



    Nuovi manga letti.

    Tokyo Ghoul

    Nel mondo ci sono umani e ghoul; i ghoul sono creature che sembrano esseri umani, ma come cibo possono mangiare solo carne umana, e non esistono cibi sostitutivi, o mangiano carne umana o muoiono di fame. La storia parte con un ragazzo timido e appassionato di letteratura...che a causa di un incidente subisce un trapianto di organi col donatore che in realtà è un ghoul, e quindi diventa un ghoul, costretto a mangiare carne umana.
    La premessa è ottima e di cose da dire ce ne sarebbero tante. L'elemento più interessante e coraggioso è la psicologia del protagonista, ben scavata e che nel corso della storia subisce ribaltamenti continui, sviluppando personalità multiple bipolari e schizzatissime, con roba che non mi sarei mai aspettato e che regala vari momenti cult (ne cito uno: quando decide di ammazzare "a metà" un nemico, e quindi gi spacca metà delle ossa del corpo umano mettendosi ad enumerarle ed enunciarle ad alta voce).

    Purtroppo soffre di alcuni difetti da opera prima: la costruzione del mondo non è perfettamente credibile (perché solo i ghoul i Tokyo sono importanti?); un numero di personaggi esagerati (faticosissimo tenerli a mente tutti manco fosse Dostoevskij, nonostante il disegno aiuti a distinguerli); inizialmente è proposto un sistema di combattimento sassa-carta-forbice che però viene rapidamente accantonato (anche perché non era un granchè...) e mano a mano i rapporti di forza diventano sballati.

    Detto questo comunque rimane un manga da 8 globale, con qualche picco da 10 assoluto.


    I problemi semmai vengono col seguito, Tokyo Ghoul: re

    I pregi sono gli stessi, con anche qui dei picchi di qualità assoluti, ma i difetti si ripropongono amplificati. In particolare il numero di personaggi è assurdamente fuori scala. E si aggiunge un nuovo difetto: un botto di gente "resuscita", sputtanando il peso drammatico di eventi precedenti.
    Il finale è deludente, finisce a tarallucci e vino; per sua stessa ammissione l'autore l'ha finito in fretta e furia perché non riusciva più a reggere i ritmi lavorativi e le scadenze folli.
    Peccato davvero
    Ultima modifica di Cooper96; 30 marzo 20, 12:38.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Ciao ragazzi. State approfittando della quarantena per leggere qualcosa?

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  • henry angel
    ha risposto
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    L'INFORMATORE di John Grisham
    Mondadori. 335pp. Rilegato con sovracoperta. 22,00€.
    Romanzo legal-thriller ,che vede tuttavia le aule di tribunale limitatamente a scopo funzionale, e piuttosto s'impiastra nelle terre acquitrinose di una Florida che ammoscia per il caldo umido spietato ma cova attivamente affaracci lasciati alla lasca giurisdizione della tribù indiana che ,a buon diritto ,vanta la sua preminenza storica sul suolo. Poca cosa in sé, fino a quando il Capo di una ermetica ed efficiente banda criminale ( qualcosa tipo la Mala del Brenta...)ingolosisce membri influenti della comunità indiana sulla possibilità di edificare un casinò ( con annessi e connessi alberghi, case vacanze, parco giochi e campi sportivi...) e mungere sottobanco l'enorme flusso di contante che ne deriverebbe, portando altresì posti di lavoro; e lauti dividendi pressoché esentasse. Avviato l' affare il Capo criminale mette a libro paga una Giudice , abbastanza scaltra da non essere facilmente liquidata, ma che , per generosi “liquidi” , discretamente ma fermamente favorisce sistematicamente in sede giudiziaria le controversie in cui sono impegnate varie società (riferibili a paradisi fiscali e controllate, naturalmente, dalla banda…) impegnate nel mega affare; fino a schiaffare nel braccio della morte un avversario “politico” del progetto; mentre ad altri è già andata pure peggio (!). Con la sofisticata schermatura di ben due intermediari “un informatore”, badando ad una ricompensa pecuniaria, con tutte le cautele del caso aggancia due avvocati della CDG, oscura e limitata nel budget Commissione Disciplinare Giudiziaria , preposta ad indagare le manchevolezze perlopiù etiche dei Vostro Onore statali, proponendo un dossier sulle malefatte del togato. Prima scettici della consistenza delle accuse e degli accusatori e poi altrettanto della loro capacità di reggere un caso che sembra altamente scottante i due dipendenti pubblici vengono inesorabilmente risucchiati in un torbido vortice di interessi brutalmente arcigni e ramificati, schiacciati pure dalla burocrazia garantista e tenuti sulla corda dalle mezze ammissioni dell'informatore...


    Come in una diligente soap-opera ( distanziata dall'usare un linguaggio forbito , seppure col vezzo dei tecnicismi in fatto di sport, motoristica e chiaramente pratiche giuridiche...) alcuni concetti vengono ribattuti più volte, così non si perde il filo di un intreccio non particolarmente cervellotico e con dei personaggi che fondamentalmente non barano (ovvero mutano...) oltre il ruolo assegnato. Il lettore viene posto di norma in lieve vantaggio sulle informazioni possedute dai protagonisti del libro , tenuti ad ogni buon conto a ratificarle.Da qui il libro forse paga una certa staticità di fondo ed una carico di colpi di scena non propriamente folgoranti, aprendo a latere (volendo...) una discussione sul carattere affatto esemplare della pena capitale, d'altronde eventualmente ingolfata da una legislazione garantista sfacciatamente impugnata dai difensori di rei non confessi; od al contrario da “infami” ed accordati delatori. Empatica comunque l'infilata di avvenimenti decisivi scaturiti da un fatto minuto che dà il via ad una “valanga “ giudiziaria in cui balleranno decine di arrestati e milioni di(dollari in ) risarcimenti, facendo il paio d'altronde con tutta un'ambientazione fatta di barche, case costosissime , jet privati e collezioni d'arte infine assaggiate anche dagli sbalorditi della CDG, abituati piuttosto ai tagli di bilancio, stipendi di sopravvivenza ed un'attitudine che non contempla portare armi ed affrontare di petto malavitosi-corruttori blindati in nebulose catene di proprietà off shore , maniacalmente provveduti alla privacy ma in fondo sempre e principalmente bulli prepotenti e ,se serve, assassini (imho).

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  • Cooper96
    ha risposto
    Altri manga.


    Come dopo la pioggia

    Opera carina ma dal potenziale sprecato.
    E' la storia di una studentessa di 17 anni che lavora part-time in un ristorante. E' molto bella e a scuola tutti la corteggiano, ma lei si è presa una cotta permanente per il suo superiore al ristorante, un uomo di 40 anni divorziato e con figlio a carico. Quest'ultimo poi è lontano dal "fascino dell'uomo maturo", anzi è imbranato ed impacciato. Inizialmente il tono è da commedia, e sono particolarmente divertenti i tentativi della protagonista di far capire il suo interesse verso di lui (che invece comicamente non ci arriva un po' perché tonto un po' perché ha bassa autostima e gli pare assurdo che lei provi interesse).
    Da questo soggetto esplosivo la storia prosegue narrando di come la protagonista prima di tutto ciò fosse un'atleta dalle ottime prospettive, si sia rotta il tendine d'Achille e da lì ha abbandonato l'atletica ed iniziato a lavorare come cameriera. Il tono diventa più serioso. Si cerca di motivare la cotta di lei come dovuta al timore di non tornare ai risultati sportivi pre-infortunio e da lì la scelta di abbandonare l'atletica. Tutta questa sezione l'ho trovata poco convincente. Aggiungiamoci che (come spesso succede nei manga di successo) si allunga il brodo con sottotrame secondarie povere e la noia mi è salita. La conclusione è verosimile ma comunque tutta la storia alla fine non mi ha lasciato niente.

    Lo stile di disegno è semplice e funzionale; si distingue in positivo per come rappresenta "lo sguardo femminile", con continue occhiate silenziose ed espressive della protagonista di fronte agli eventi.



    Il diario della mia scomparsa

    Ottimo (e breve, un unico volume) manga autobiografico.
    Segue le vicende di questo autore che, pressato dalle scadenze e dall'iper lavoro, decide di... scomparire e vivere come senza tetto in un boschetto fuori città
    Il tono è comico, scanzonato e c'è una vena di surrealismo ma non si risparmiano i dettagli ributtantii sulla quotidianità della vita da senzatetto (esempio: raccoglieva i fondi delle bottiglie di alcolici in un'unica bottiglia e poi si beveva il miscuglio la sera).
    Finito questo primo capitolo il protagonista viene rintracciato e ritorna alla vita da mangaka, c'è uno stacco temporale di qualche anno e la storia riprende quando...scappa di nuovo
    Questa volta dopo qualche giornata da senzatetto inizia a lavorare come operaio nella posatura di tubazioni domestiche del gas. Questo capitolo è molto divertente per la presenza di personaggi pittoreschi e "comicità da ufficio" (che adoro).
    Dopo qualche mese il nostro (di punto in bianco ) molla questo lavoro e ritorna a disegnare manga, se nonché sempre per via dei ritmi di lavoro folli si da all'alcolismo e finisce in riabilitazione. Anche questa sezione è molto divertente vista la quantità di personaggi coloriti e grotteschi.

    In conclusione, nonstante il tono brioso la storia fa riflettere sulla (ben nota) situazione del mondo del lavoro giapponese, così opprimente che uno preferisce fare addirittura il senza tetto di sua spontanea volontà, o darsi all'alcool.
    Ultima modifica di Cooper96; 13 marzo 20, 20:39.

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Da un mese mi sono arenato su Moby Dick XD
    E niente...spero la quarantena mi spinga a riprendere in mano il romanzo (anche se, visto l'umore, mi sto dedicando a qualche Dylan Dog).

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  • UomoCheRide
    ha risposto
    Navigando in rete mi sono imbattuto in questo racconto che trovo molto interessante:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Bartle...di_Wall_Street

    Credo sia esplicativo di un certo atteggiamento moderno, ritrovabile anche ne il giovane Holder, un atteggiamento di rifiuto del meccanismo di annullamento dell'individuo in nome del profitto, ma affiancato dall'impossibilità di offire una alternativa, ritrovandosi nell'immobilismo più totale.

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  • henry angel
    ha risposto
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    IL PRIGIONIERO di Anna Laura Braghetti, Paola Tavella
    Feltrinelli. 203pp.2003 e ristampe. 8,00€.
    Il prima, il durante ed il dopo la militanza nelle Brigate Rosse di Anna Laura Braghetti, per un testo declinato in prima persona con il contributo della giornalista Paola Tavella , in XIII capitoli non in ordine cronologico ma facenti perno sul sequestro del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, ovvero dei 55 giorni che durò ed in cui la scrivente rivestiva un ruolo “militarmente” defilato ma con la cruciale consegna di vettovaglito, vigilanza del prigioniero e volto spendibile per dare una parvenza di buona borghesia alla angusta “prigione del popolo” che segregò Moro fin dal tragico agguato alla sua scorta (avvenuto il 16/03/1978). La diegesi non contempla, per sua intrinseca natura, un contraddittorio, sta dunque al lettore fare la “tara”del testo, magari individuando tratti di narcisismo, autoindulgenza ed “inevitabile” partigianeria che si porta dietro un racconto delle cose con un'impronta di prosa opportunamente asciutta e sfrondata da orpelli letterari . La “versione di Laura”appartiene ad una certa ortodossia di fondo sui fatti e personaggi da lei osservati, senza concessioni ad ipotesi arditamente “complottiste” ed estranee al nucleo dei “compagni ”, rintuzzate con risposte polemiche differite ad articoli ed editoriali usciti nei giorni caldi del cosiddetto “Affare Moro”. E d'altro canto la suddivisione compartimentata dei ruoli assegnati, insita nell'eversione armata, per definizione clandestina, diventa un naturale scudo per omettere informazioni all'epoca a lei incompetenti .Si alternano pagine relativamente leggere ed aneddotiche su usi e costumi comuni(sti) dei (sedicenti) rivoluzionari armati colti nelle loro necessità umanamente personali, e passaggi più densi sul rigore organizzativo ed ideologico delle BR, col tetragono obiettivo di agganciare un proletariato già svezzato a sinistra del PCI ed a cascata attivare una sollevazione generale contro il partito-stato, la DC, e i suoi “fantomatici” partner imperialisti. L'omicidio “politico” rimane uno spartiacque esiziale della lotta armata, superato con la molla ideologica e sebbene la Braghetti più volte ribadisca che una eventuale fuoriuscita leale dalle BR fosse un'occasione concessa e senza ritorsioni. Nel suo caso,con un percorso di ravvedimento passato anche dall'arresto nell'80 e successivi 22 anni di carcere continuativo , il senno del poi le fa trovare parole di rispettosa considerazione per le vittime cagionate, alimentando con ciò il retropensiero che Moro non fosse spacciato a priori nella condotta strategica del suo rapimento , almeno per la parte dei suoi aguzzini . E l'aver abbondantemente sperimentato il carcere diviene occasione per sovrapporsi , in parte, all'esperienza patita dallo statista democristiano , che dunque non si salvò causa concorso morale dei suoi colleghi istituzionali nel negare la pur minima contropartita interlocutoria , ossia di carattere politico, ai terroristi di matrice marxista-leninista. Nel '78 Anna Laura Braghetti & friends erano decisamente sordi ad appelli di tipo umanitario o volgarmente banditesco ( lei non ne scrive, ma tra le varie ipotesi di scambio c'era stata pure quella dello Stato che cacciava un riscatto in denaro …), delusi peraltro da non aver cavato (o capito?) granché dal “processo” intentato a Moro , con i riverberi testamentali del suo pensiero filtranti dalle lettere scritte di suo pugno ( in controllo ed integrità d'intelletto)e selezionate in allegato ai “Comunicati” brigatisti. Uscita di galera, bene o male come tutto il gruppo “di fuoco” di via Fani infine Anna Laura Braghetti dichiara il suo affetto amicale equamente diviso tra i due fratelli preti del Prof. Vittorio Bachelet ( da lei stessa “giustiziato” il 12/02/1980) e la Francesca Mambro ex dei NAR. Sic! Molte sfaccettature della verità processuale del Caso Moro negli anni sono state ricusate e confutate in maniera seria e convincente, motivo in più per accostarsi al libro con una scorta critica e dubitativa (imho).

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  • henry angel
    ha risposto
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    L’INQUILINO di Marco Vichi
    Guanda Editore. 142pp. 12,00€.
    Sulle spese, Carlo, traduttore in Firenze, fitta una stanza del suo appartamento condominiale di proprietà; e così si ritrova per casa tal Fred, immediatamente irritante, sfacciato, opportunista e scroccone. Vuoi una certa insicurezza caratteriale e vuoi il peso di una protratta solitudine , anche se vorrebbe quanto prima liberarsi dell’inquilino il padrone di casa inizia piuttosto ad accumulare nervosismo e risentimento , congetturando le peggio cose sullo spregevole; perfino la uccisione a scopo di rapina di una povera anziana “loro” dirimpettaia…Trovandosi avvilito e per paradosso ancora più povero di prima e mal conciliando la forzosa “convivenza” con le sue scadenze lavorative il Carlo riceve il “colpo di grazia” scoprendo del peraltro evasivo su diverse altre cose , che Fred garba sistematicamente a tutte le ragazze che piacciono anche a Lui! Spiazzato ed in competizione con la sua faccia tosta il tranquillo (sottopagato) professionista in pochi giorni va’ incontro, esasperandosi, ad uno stress nemmeno solo psicologico (sic!).Nel mentre viene accoppata , sempre nei dintorni, un’altra vecchietta…

    L’introverso , arrendevole ed un po’rancoroso Carlo contro l’estroverso cialtrone smaliziato Fred fanno scintille brillanti in senso umoristico in questo spaccato esistenziale di “strana coppia” ancora ai tempi della lira ( il libro è uscito nella primavera del ’99), con dei risvolti “gialli” che puntellano la (loro)tensione interpersonale, principalmente giocata su frizzanti dialoghi e sulle masturbazioni mentali di Carlo, in qualche modo costretto a fare i conti con se stesso , ai suoi desideri esistenziali , messo alla frusta dal (in)decifrabile inquilino, che alla fine (il romanzo è piuttosto corto e gli avvenimenti sono compressi…)gli lascerà qualcosa in tutti i sensi. La prosa non va’ sul difficile nello snodare i termini e seppure la città sia molto presente in senso toponomastico viene evitata ogni contaminazione dialettale, favorendo una lettura scorrevole e discretamente divertente (imho).

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  • CdS
    ha risposto
    consiglio a tutti di leggere Il priorato dell'albero delle arancie
    per chi già legge fantasy e per vuole iniziare, andate oltre le prime cento pagine e non riuscirete a smettere fino alla fine.

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  • Cooper96
    ha risposto
    Altri manga letti:


    My lesbian experience with loneliness

    Breve (si legge in mezz'ora) storia autobiografica, è stata una lettura durissima nonostante il tono leggero ed i contrappunti d'umorismo. Si va a parlare di malattia mentale, inettitudine, ricoveri in ospedali psichiatrici, disoccupazione, isolamento, di tutto e di più. E sapendo che è autobiografico in certi passaggi non potevo fare a meno di immaginarmi i fatti concreti e dolorosi, che stridono coi disegnini stilizzati e gradevoli. Mi ha scosso (e di questi tempi non è facile), anche perché talvolta mi ci sono riconosciuto, e sicuramente lo rileggerò prima o poi.
    I disegni si discostano da quelli tipici di un manga e sono molto gradevoli, in più si distinguono perché oltre al classico bianco e nero si fa largo uso di rosa pastello.



    Inuyashiki
    Una boiata. Storia di un vecchio che nessuno rispetta minimamente e di un ragazzo sociopatico che per un incidente guadagnano dei super poteri che li rendono invincibili. Uno li userà per il bene l'altro per il male (scopiazzando da Akira e mille altre robe).
    L' unico dato interessante è che la storia evidenzia come nessuno sospetti dell'"identità segreta", dei superpoteri del vecchio, perché i vecchi sono ai margini della società, considerati un peso e trascurati. Per il resto è la fiera degli stereotipi, la banalità dei contenuti e delle caratterizzazioni è fuori scala, e c'è pure un finale buonista che spunta fuori per redimere il ragazzo sociopatico ed evitare che il vecchio si sporchi le mani.


    Claymore
    Una boiata. L'inizio non è male, il dualismo umano/mostro, mezzi-mostri ecc. è un tema sempre interessante per quanto stra-visto (e con ben altro spessore). Già dall'inizio però si inizia a fare casino coi rapporti di forza tra guerriere (e più in là diventerà un puttanaio wathever) ed il sistema di poteri. Dopo un po' sembra che la storia si allarghi peccato che il world-building ed i rapporti di forza tra fazioni non sono ben definiti e cambiano all'occorrenza. Via via gli scontri diventano ripetitivi (con degli orribili momenti dragon ball) e si sente che tanta roba è infilata per allungare il brodo.
    Ma veniamo al peggio: lo spessore psicologico dei personaggi è pari a zero tolta la protagonista (ma solo per i primi volumi). Per dare il colpo di grazia i volti si somigliano tutti (l'autore non è in grado di disegnarli diversi), sicchè sono un po' tutti intercambiabili.

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