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  • henry angel
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    LA FIORAIA DEL GIAMBELLINO di Rosa Teruzzi
    Marsilio / Feltrinelli. 170pp., brossura. 9,00€.
    Nata nel ’68, da ragazza madre sessantottina (forever), un marito poliziotto ucciso in circostanze affatto chiare ed una figlia , Vicky (Vittoria) che segue le orme professionali del papà , dichiaratamente per far luce sulla sua dipartita; fiorista che tenta di ingranare con un’attività che è ripiego delle precedente_ libraia con predilezione per la letteratura gialla_, abortita suo malgrado, Libera Cairani si barcamena tra il doloroso passato che “non passa”, e almeno due uomini che potrebbero rendere possibile ricominciare un’affettuosa relazione .La corroborante passione per i libri ed i fiori , quasi un doppio hobby , si “mescola”, quando dei clienti le muovono una richiesta confidenziale d’aiuto per placare un qualche rovello personale. Lei, con timidezza dilettantesca ma pure con pari intrigata curiosità talvolta accetta, per il piacere condiviso dell’eccentrica mamma e lo sconcerto della risoluta figlia… Stavolta, una quasi quarantenne in punto di convolare a nozze , le affida l’urgente desiderio di conoscere l’identità del padre, ostinatamente taciuto da una mamma che pare voglia preservarla ad ogni costo da questo “segreto”, anche dopo tanto tempo e in vista della morte (…pur avendo partorito giovanissima è ora ghermita da un male incurabile , poco più che cinquantacinquenne…) .

    Alcune sottotrame ( la vita sentimentale di Libera e Vicky; le indagini correlate alla fine violenta del coniuge…) rimangono smaccatamente aperte ( anche se l’ultima riga riserva un colpo di scena “rafforzativo”dell’intreccio narrativo globale…) per defluire nei successivi “capitoli” della serie di gialli. La Teruzzi _ che lavora per “Quarto Grado” su Retequattro_ sembra aver assimilato con diligenza gli stilemi che potrebbero portare in palmo di mano questi suoi libri a diventare una Serie Tv ; magari adocchiata in preferenza da un pubblico femminile , attratto dalla piacente ma non sgallettata Libera ( suggerita una somiglianza fisica con Julianne Moore…), abbastanza quadrata e risolta , sebbene la sua condizione vedovile le dia indipendenza e possibilità di apertura, anche sentimentale, agli altri, pur trattenendola in dovere di avere risposte sul marito assassinato (…ma non necessariamente “deificato” in un matrimonio che non si vuole difendere come assolutamente perfetto, a posteriori…), e soppesando responsabilmente i suoi slanci a là Miss Marple (cit.).Non gli mancano il “cast” di supporto tra il serio e il faceto e quelle dinamiche dialettiche familiari a condire dialoghi sapidi e puntuali confronti generazionali, vuoi con la peperina Vittoria e vuoi , anche di più, con mamma Iole, ‘na specie di femminista progressista super emancipata irriducibile , che si tiene in forma con lo Yoga , è attiva anche sui social e (a detta sua) ha un vasto parterre di arzilli “amichetti”,che frequenta manco fosse una ventenne discotecara…
    Senza scivolare nel parossistico e nell’inverosimile, e nella sobria enumerazione delle sue pagine , la trama si dimostra immediatamente avvincente , con quell’abile e studiata vaghezza che lascia al lettore (supportato in seguito dall’incessante dialogo interiore di Libera)una… libera formulazione di congetture “misteriose”, sciolte perlopiù da conversazioni indagative ( di stampo “professionale” quanto invece imbeccate da “rivelazioni” pettegole e maliziose…) tra donne. E non stupisce che l’autrice quindi si venda la sua capacità affabulatoria in format di informazione-intrattenimento , ben consapevole di come agganciare un suo (bacino di) pubblico (imho).

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  • p t r l s
    ha risposto
    Tokyo Express, Seichō Matsumoto

    Un indagine su un caso di suicidio di coppia che si sospetta essere un duplice omicidio. Per gli amanti dei rompicapi, un romanzo imperdibile con un piano a prova di bomba, che curiosamente finisce per essere scoperto per via di un eccesso di premura e per una naturale emotività umana. Per i non avvezzi alla geografia giapponese, risulterà difficile orientarsi nei ragionamenti dell'ispettore, che si ritrova ad esaminare varie linee ferroviarie nominando diverse città. Lo stesso scrittore un paio di volte corre ai ripari riepilogando tutto con schemi riassuntivi. Alla fine di tutto, un giallo davvero memorabile.

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  • p t r l s
    ha risposto
    La belle sauvage, Philip Pullman

    Inizio della trilogia midquel di Queste oscure materie, Il libro della polvere. Un altro capitolo avvincente, che a questo giro mette un filo da parte il fantasy per affidarsi al lato spionistico di una storia preludio a ciò che sarà la storia di Lyra. Mi piace l'abilità dello scrittore di trattare i personaggi, con cui sono entrato in sintonia da subito; mi piace la divisione del libro in due parti, una che alimenta il mistero, l'altra dilatata, dedicata alla fuga durante l'alluvione e ipertesa. Un grande inizio.

    L'imperatore-dio di Dune, Frank Herbert

    Come accaduto con il terzo libro, ho trovato l'inizio claudicante e quasi quasi avrei preferito che questa storia venisse trattata sotto forma di raccolta di testimonianze e resoconti, se non altro perché credo sia il capitolo più ambizioso della saga e, quindi, che meritasse qualcosa di diverso. Invece, lo scrittore ha prediletto lo stesso stile che ha contraddistinto la saga, che devo dire anche qui trovo a tratti pesante. Fortunatamente, quando la vicenda entra nel vivo, il libro diventa più scorrevole, interessante e non scontato. All'interno della saga, per come tratta il suo protagonista, trovo sia l'erede di Messia di Dune, laddove I figli di Dune era il naturale successore di Dune. Un altro punto a favore è che accende l'interesse per il prossimo capitolo.

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  • henry angel
    ha risposto
    39sssss.jpg
    ALLE PORTE DELLA NOTTE di Paolo Roversi
    Marsilio/Feltrinelli. 246pp. Brossura. 9,50€.
    Una rapina nella centralissima Via Montenapoleone, in una rinomata gioielleria milanese, negli ultimi giorni di dicembre del 202…, sembra iniziare in modo dilettantesco , per poi sfociare nell’anzitempo fuga dei due razziatori di preziosi, in un fragoroso inseguimento stradale con sparatorie, ingaggiate con la polizia ed al costo di una vittima innocente, che lascia frastornata la città e costringe il vicequestore Loris Sebastiani a giocarsi le ferie per seguire il caso… Di cronaca nera , che non può che ingolosire Enrico Radeschi ora reporter del portale MilanoNera, da lui fondato ma portato alla stabile produttività dal suo ex assistente Diego Fuster , che per altro gli riconsegna la direzione, dovendo temporaneamente fare le veci del padre nella gestione delle vaste attività della sua agiata famiglia. Tuttavia Enrico non può subito buttarsi sulla storia poiché impegnato a saldare favori di riconoscenza al limite del legale (eufemismo) all’amico italo-cipriota che lo ha sostenuto ed aiutato negli otto anni in cui era fuori dal Paese ( vedi i romanzi “L’Uomo della pianura” e “ Cartoline dalla fine del mondo”).
    Quasi sincopato ,nei suoi ben settantuno capitoli (!), il libro invoglia ad una lettura serrata e continuativa, seguendo una linea di racconto principale _affiancata da una seconda di rincalzo ma comunque piuttosto articolata_ molto impregnata d’azione e movimentata, sostanzialmente priva di divagazioni e con una precisione tempistica notarile, ergo innaturale ma martellante nella dinamica e piuttosto lineare nel serrare le fila di avvenimenti che accatastano continue e progressive sorprese. Mantenuto il registro abbastanza ironico e il “parterre” di comprimari che danno colore goliardico ( più per come vengono presentati che per ciò che svolgono effettivamente…) all’intreccio, dove Radeschi è parte viva oltre ( e pericolosamente) i ruoli di cronista ed hacker a cui sarebbe consegnato. La trama ellittica ( mai considerare l’inizio come acclimatamento di servizio ;-) ) lascia alle ultime righe il gancio per una nuova avventura, ed infine soddisfatti di una lettura ben dosata nell’elargire intrattenimento e stimolo a girare ogni pagina (imho).

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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sensei Visualizza il messaggio
    Un parere sulla Saga della Torre Nera di Stephen King per chi di voi l'avesse letta? Vale la pena comprarla? Sono 7 libri più uno spin-off giusto? Cercando nell'archivio storico del forum, ha molto diviso nei pareri, specie perchè non pochi dicono che dopo il terzo-quarto libro cala di brutto non mantenendo le premesse. E' tutta in continuity?
    Ho letto solo il primo anni fa. Terra terra parla di un uomo in un mondo crepuscolare che sta inseguendo un altro uomo e alla fine lo raggiunge. Me la ricordo come una bella avventura introduttiva che lasciava già presagire qualcosa di più grande, ma non mi ha invogliato a leggere i seguiti. Va detto, però, che mi era passata la voglia di leggere in generale in quel periodo.

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  • p t r l s
    ha risposto
    Addio, mia amata, Raymond Chandler

    La Adelphi prosegue la traduzione delle opere di Chandler proponendoci il secondo grande caso del detective Marlowe. Innanzitutto applaudo la scelta della copertina, una sorta di bianco e nero colorato di rosso che ci restituisce uno scorcio di città cupo ma solare, un contrasto noir che mi fa pensare al film I protagonisti.
    Il caso è più avvincente del precedente e ben intricato, la soluzione non è banale e rende la vicenda drammaticamente romantica e i personaggi sono carismatici, ce n’è pure uno che potrebbe uscire da un fumetto.
    La nota più positiva, però, è sempre la capacità dello scrittore di creare dialoghi (o pensieri) ad effetto con modi di parlare che non si usano ma che si rivelano memorabili e mai noiosi. Mi piace considerarlo un ‘anti-Shakespeare’: il primo ruvido, il secondo elegante, ma entrambi capaci di tenere il lettore (o spettatore [il Bardo per il momento l’ho fruito solo con i film]) incollato alle pagine.


    I figli di Dune, Frank Herbert

    Le recensioni che ho letto elogiano tutta la saga, eppure io, seppur estasiato dai primi due volumi, inizio a trovare questo stile stancante: tutto questo filosofeggiare ormai è ripetitivo e il libro ingrana solo da metà in poi. Da qui ci sono diversi meriti, tra cui il mistero che ruota attorno al predicatore e la capacità di rendere valide scelte che potrebbero apparire ridicole, come le continue resurrezioni del ghola Idaho e il superomismo di Leto. Nota stonata la gestione di Alia.
    Nel complesso, si colloca a metà tra la natura fantascientifica di Dune e quella più cupa e di genere di Messia di Dune.

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  • Sensei
    ha risposto
    Un parere sulla Saga della Torre Nera di Stephen King per chi di voi l'avesse letta? Vale la pena comprarla? Sono 7 libri più uno spin-off giusto? Cercando nell'archivio storico del forum, ha molto diviso nei pareri, specie perchè non pochi dicono che dopo il terzo-quarto libro cala di brutto non mantenendo le premesse. E' tutta in continuity?

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  • henry angel
    ha risposto
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    NIENTE BACI ALLA FRANCESE di Paolo Roversi
    Marsilio/Feltrinelli. 203pp. Brossura. 9,50€.
    In occasione della Prima meneghina di S.Ambrogio, al Teatro Alla Scala, presenti molte personalità in vista (od almeno vistose), accade un esteso ( e doloso…)black- out elettrico che genera disagio e confusione. Tra i melomani evacuati anche il Sindaco di Milano , che tuttavia accusa un malore e muore in pochi minuti .
    Piacevolmente distratto dalle attenzione di una studentessa italo-francese di passaggio in città, Enrico Radeschi viene cooptato per seguire ( cioè possibilmente anticipare ;-) ) gli sviluppi d’attualità dei due fatti eclatanti per il “ Corriere della sera”_ nel solito precariato freelance_ ; ma la questione s’ingrossa ulteriormente (!) quando il Sindaco di Parigi ( a Milano anche lui, ospite ed appassionato di lirica…) viene ritrovato stecchito causa cortocircuito elettrico, senz’altro non fortuito. Piombano sul Capoluogo pure i servizi segreti francesi , mentre di converso Radeschi viene mandato dal giornale nella Capitale transalpina, a fiutare da par suo i primi collegamenti emersi dalle indagini più o meno collegiali dei team d’indagine dei due Paesi.
    Con l’aggiunta (da qui) del personaggio di Diego Fuster , assistente volontario di Radeschi, giovane aspirante cronista, pieno d’iniziativa e con la snervante abitudine di parlare per luoghi comuni e frasi fatte; e _solo per telefono_ più di un ex di Enrico (…sempre vivace la sua vita amorosa…), in crisi coi nuovi ganzi e in vena di riallacciare (…); un romanzo giallo –thriller piuttosto avvincente nei frangenti più movimentati/accelerati , sia d’azione che di deduzione. La “ciccia” del racconto però prende(rebbe ) non così tanta foliazione se non concedesse ampie divagazioni turistiche ed enogastronomiche, in apprezzamenti da buongustai/persone di mondo che aprono la strada ad un’articolata riflessione politico –amministrativa. La scusa dei due morti eccellenti “per fiction” sembra risolversi invece in un “vero” pippone tardo grillino (dunque attualissimo ) ed ambientalista di come si dovrebbe riformare la “nostra società”, in chiave eco-sostenibile , anche passando con disinvoltura politicante oltre gli sbarramenti delle fazioni partitiche; magari venendo da una storia personale conservatrice sul piano della visione e coesione tradizionalista dei rapporti familiari ed interpersonali. Elementi beninteso che poi entrano anche decisivamente nel quadro solutivo della storia ( con Radeschi che si sbatte tra scarpinate ed abili ricerche da nerd informatico, ma rischiando in solido…), per altro molto omogeneo nel chiamare in causa ed a correo i più vasti strati delle società urbane occidentali. Il lettore deciderà sull’invasività di un “comizietto” somministrato nelle pieghe letterarie dell’intrattenimento (imho).

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  • p t r l s
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    Messia di Dune, Frank Herbert

    Come proseguire una storia classica dal fiabesco finale “e vissero tutti felici e contenti”? Estremizzando l’attività filosofeggiante del protagonista, che dopo aver portato l’acqua nel pianeta deserto viene erto a simbolo di una guerra santa che schiavizzerà miliardi di pianeti, senza che egli si mobiliti più di tanto, impegnato com’è a cogliere il senso della civiltà umana (e se vale la pena, quindi, tentare di sopravvivere alla scontata congiura contro di lui).
    Sorprendente, con una trama piena di intrighi e più di genere rispetto al precedente e con qualche riferimento che chiarisce come quest’universo sia ancorato alla nostra realtà, semplicemente molto avanti nel tempo, l’ho trovato davvero piacevole.

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  • henry angel
    ha risposto
    39vvvvv.jpg
    IL CENSIMENTO DEI RADICAL CHIC di Giacomo Papi
    Feltrinelli. 140pp., brossura. 8,50€.
    Libello dal taglio satirico, memore di Alan Moore e Ray D. Bradbury, compiaciuto di riprodurre gli stilemi linguistici/burocratici del Ventennio (fascista) e con una spruzzatina di lirismo dentro una trama lineare che immagino voglia dare risalto , per contrastata attinenza, al clima socio-politico surreale/demenziale che descrive , ovvero l’insofferenza del “Popolo”_debitamente aizzato da una classe dirigente che gli fa’ da con tenitrice elettorale_ per la (presunta) inutile e dannosa sicumera degli intellettuali nostrani. In un gioco meta testuale ,il romanzo stesso è “revisionato” e vidimato da ben due “Commissari “intenti a cassare termini lessicali ritenuti “provocatoriamente” difficili, inconsueti o troppo esotici per la cultura dell’italiano medio(?), e in vista di un provvedimento Statale che li sopprima dalla grammatica corrente. Intanto vengono soppressi , fisicamente, dei filosofi , rei di astrusità pronunziate in dibattiti pubblici e fatti tacere per sempre. La storia adotta il punto di vista della figlia del primo assassinato, Olivia , una laureata che tuttavia ha preferito cimentarsi in una carriera improntata sulla manualità ( prepara dolciumi in un rinomato esercizio londinese), che torna in Patria per le esequie del genitore , “subendo” la solidarietà degli attempati amici-colleghi del babbo e le attenzioni di un coetaneo complessato ed addirittura di un membro dell’esecutivo nazionale , ex compagno di scuola, che sta scalando irresistibilmente l’apice del comando istituzionale pure con la pensata (reazionaria/populista) di censire _con criteri più o meno ameni ed attendibili_ la “razza” dei lavoratori dell’intelletto , per “tutelarli” alla maniera di una riserva strutturalmente minoritaria e finanche residuale. Nell’ambiente ,frequentato anche da Olivia, i suddetti coltivano ancora dei dubbi ma paiono abbozzare…

    Briosamente citazionista, l’autore non rinuncia tra le righe a formulare una risposta non retorica sul ruolo e la funzione delle sue “vittime”, non mancando di sbertucciarne i malvezzi deteriori ed esteriori, compreso il volersi accaparrare la qualifica, disgiunta da un’effettiva preparazione accademica. Uscito in prima edizione nel Gennaio del 2019 quasi, dunque, adatto a cogliere l’istanza soverchiante del Sovranismo di casa nostra, oggi forse solamente assopito dal raffreddamento contingente delle scadenze elettorali (imho).

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  • p t r l s
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    Ho comprato la copia ai tempi dell’uscita del primo o secondo Hobbit, quindi edizione storica.
    Poi non ho mai trovato la continuità per leggerlo tutto, adesso mi sento pronto

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  • Uncle Scrooge
    ha risposto
    ottimo, io lo sto rileggendo per la non so quale volta proprio ora
    già sai che traduzione leggerai? quella storica o quella nuova?

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  • p t r l s
    ha risposto
    Originariamente inviato da Uncle Scrooge Visualizza il messaggio

    benvenuto nel club
    è il primo libro che leggi di Tolkien?
    Yes
    Ho in programma Il Signore degli Anelli per fine anno.

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  • Uncle Scrooge
    ha risposto
    Originariamente inviato da p t r l s Visualizza il messaggio
    Lo Hobbit o la riconquista del tesoro, J.R.R. Tolkien
    Una bellissima storia d’avventura su un gruppo di personaggi bizzarri - Bilbo, lo scassinatore, l’eroe astuto che scopre piano piano le sue virtù, e gli avidi nani, che nel viaggio imparano l’importanza della fiducia - che si imbatteranno in creature di ogni tipo, dagli scettici elfi agli orrorifici ragni giganti, dall’orso buono al malvagio Gollum. A fare da capitano della squadra, il saggio Gandalf che, tuttavia, li lascia spesso in balia di loro stessi (la motivazione svelata nel finale costituisce un cliffhanger verso il mastodontico sequel).
    Il libro ha la caratteristica, per cui comprendo la difficoltà a portarlo al Cinema come saga, di avere due finali: uno più fantasy, con il drago Smog (non è un refuso, nella traduzione che ho è scritto così) da sconfiggere, e uno più ancorato alla nostra realtà, con le fazioni più di buon cuore chiamate a mettere da parte il loro egoismo (nani in primis) e a fare squadra per sconfiggere le malvagie tribù degli orchi.
    Questo benvenuto nella Terra di Mezzo è tratteggiato con cura, con una terminologia inventata dedicata e un sense of wonder, che trasuda da ogni pagina, che si bilancia bene con alcune componenti horror che rendono palpabile il senso di pericolo di certe situazioni.
    benvenuto nel club
    è il primo libro che leggi di Tolkien?

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  • p t r l s
    ha risposto
    Lo Hobbit o la riconquista del tesoro, J.R.R. Tolkien
    Una bellissima storia d’avventura su un gruppo di personaggi bizzarri - Bilbo, lo scassinatore, l’eroe astuto che scopre piano piano le sue virtù, e gli avidi nani, che nel viaggio imparano l’importanza della fiducia - che si imbatteranno in creature di ogni tipo, dagli scettici elfi agli orrorifici ragni giganti, dall’orso buono al malvagio Gollum. A fare da capitano della squadra, il saggio Gandalf che, tuttavia, li lascia spesso in balia di loro stessi (la motivazione svelata nel finale costituisce un cliffhanger verso il mastodontico sequel).
    Il libro ha la caratteristica, per cui comprendo la difficoltà a portarlo al Cinema come saga, di avere due finali: uno più fantasy, con il drago Smog (non è un refuso, nella traduzione che ho è scritto così) da sconfiggere, e uno più ancorato alla nostra realtà, con le fazioni più di buon cuore chiamate a mettere da parte il loro egoismo (nani in primis) e a fare squadra per sconfiggere le malvagie tribù degli orchi.
    Questo benvenuto nella Terra di Mezzo è tratteggiato con cura, con una terminologia inventata dedicata e un sense of wonder, che trasuda da ogni pagina, che si bilancia bene con alcune componenti horror che rendono palpabile il senso di pericolo di certe situazioni.

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