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  • D'altronde si rischia di cadere nella trappola retorica aperta da Beppe Grillo : il video lo ha visto (quasi) solo lui e quindi si avvantaggia mediaticamente di questo "segreto "; tuttavia con la premessa che è stato girato da un "co****ne", quindi ha una intrinseca oggettività non manipolat(ori)a, cioè chiunque non può essere tanto "più stupido" di chi l'ha fatto da interpretarlo non correttamemnte. Dunque chi se losta baloccando da "due anni" ci vuole vedere cose che , secondo Grillo, non ci sono.
    "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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    • Sto continuando a ragionare sul mutuo... di sicuro sarebbe positivo avere "un rifugio" per la vecchiaia (per quanto, di famiglia, abbiamo già un paio di immobili al sud, uno dei quali è quello dove vive mia madre al momento). Di sicuro capisco che, a vivere di sola pensione, un anziano non potrebbe permettersi anche un affitto.

      Tuttavia fare un mutuo per un trilocale implicherebbe:
      - Inevitabilmente fare un mutuo, perchè tra notaio, ristrutturazione minima, mobilio, agenzia immobiliare, assicurazione etc, è difficile rientrare nella piena liquidità
      - Accollarsi quindi 20 anni di mutuo. Ora, io ho 35 anni e ancora non mi sento di compare casa. Se iniziassi un mutuo a 40 anni in teoria, da solo, lo spegnerei in tempo per il pensionamento.
      - Accollarsi spese varie di manutenzione, tasse immobiliari, etc.
      - Dover gestire periodicamente l'affitto dell'immobile, tra persone che prendono e che poi rilasciano l'appartamento. E a non essere presenti, non dico sulla città, ma neanche sulla provincia o sulla regione dell'appartamento, diventa difficile. Eventualmente gestire le loro lamentele, le registrazioni contrattuali, ed eventuali morosità.
      - In caso di cambio di città o di catastrofe economica personale, dover rivendere l'immobile col mutuo sopra, col rischio di perderci rispetto alla spesa iniziale
      - Vedere il proprio conto prosciugato del 80% con in più un debito
      - Sperare che la casa non ti venga occupata.
      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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      • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
        Sto continuando a ragionare sul mutuo... di sicuro sarebbe positivo avere "un rifugio" per la vecchiaia (per quanto, di famiglia, abbiamo già un paio di immobili al sud, uno dei quali è quello dove vive mia madre al momento). Di sicuro capisco che, a vivere di sola pensione, un anziano non potrebbe permettersi anche un affitto.

        Tuttavia fare un mutuo per un trilocale implicherebbe:
        - Inevitabilmente fare un mutuo, perchè tra notaio, ristrutturazione minima, mobilio, agenzia immobiliare, assicurazione etc, è difficile rientrare nella piena liquidità
        - Accollarsi quindi 20 anni di mutuo. Ora, io ho 35 anni e ancora non mi sento di compare casa. Se iniziassi un mutuo a 40 anni in teoria, da solo, lo spegnerei in tempo per il pensionamento.
        - Accollarsi spese varie di manutenzione, tasse immobiliari, etc.
        - Dover gestire periodicamente l'affitto dell'immobile, tra persone che prendono e che poi rilasciano l'appartamento. E a non essere presenti, non dico sulla città, ma neanche sulla provincia o sulla regione dell'appartamento, diventa difficile. Eventualmente gestire le loro lamentele, le registrazioni contrattuali, ed eventuali morosità.
        - In caso di cambio di città o di catastrofe economica personale, dover rivendere l'immobile col mutuo sopra, col rischio di perderci rispetto alla spesa iniziale
        - Vedere il proprio conto prosciugato del 80% con in più un debito
        - Sperare che la casa non ti venga occupata.
        Sì, tutto vero.
        Esattamente come tutti.
        "Per me".

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        • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

          Esattamente come tutti.
          E che cosa c'entra?
          Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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          • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

            E che cosa c'entra?
            Nel senso, quel che dici è tutto vero. Sono caratteristiche tipiche di un passo del genere, che tutti affrontano quotidianamente.
            "Per me".

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            • Il discorso verteva più sul reale vantaggio economico/personale del mutuo.
              Non essendoci necessità di una casa propria nel futuro (perchè, salvo vendite, già ne avrei una al sud), converrebbe accollarsi un debito per risparmiare (temporaneamente) un affitto?
              Si riuscirebbe a subaffittare in questo periodo storico? Se anche tra risparmio e eventuale subaffitto uno tirasse fuori 600 o 700 euro (mantenendo però le spese di gestione, condominio, spazzatura, ristrutturazione etc), considerando la quota da pagare alla banca per il mutuo (e un minimo di ammortamento personale per recuperare quanto speso tra agenzia, notaio, mobili ed elettrodomestici), quanto recupererebbe ogni mese? 100 euro? Ne varrebbe davvero la pena?

              Certo, si può obbiettare che sarebbe un enorme salvadanaio (al netto di un debito che ti porti avanti per 20 anni e di una "palla al piede" che può diventare difficile da gestire se ti ritrovi dall'altra parte dell'Italia) che ti ritroverai un giorno...come se i soldi che dai in affitto ti verrebbero un domani "restituiti" rivendendo l'immobile.

              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Inter Campione d' Italia di calcio (...la seconda industria del Paese, secondo alcuni...).
                Il suo A.D. , G .Marotta, ha detto che incontrerà individualmente i tesserati per SENSIBILIZZARLI sostanzialmente sulla insostenibilità del loro monte ingaggi , in vista di un necessario ridimensionamento.

                Ecco i Vip's, esposti mediaticamente e portati _secondo il parere di molti utenti del forum _ ad essere naturali testimonial delle più svariate e bisognose istanze. Vanno bene per/ su tutto, per SENSIBILIZZARE il popolino su qualsiasi cosa; salvo che poi cadono dal pero quando si tratta dei loro stipendi in conseguenza del calcio " a porre chiuse" col protrarsi della pandemia. Mi ricordano pure quei politici che sanno tutto di mega complotti galattici della sinistra e zero dei debiti accumulati dal loro partito...
                "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                • "Austria, Polonia, Ungheria vi prendete i migranti? No. Ci pagate per mandare via quelli senza permesso di soggiorno? Sempre No. Fantastico! Eccovi dei fondi europei". cit. Alessandro Masala

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                  • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                    Il discorso verteva più sul reale vantaggio economico/personale del mutuo.
                    Non essendoci necessità di una casa propria nel futuro (perchè, salvo vendite, già ne avrei una al sud), converrebbe accollarsi un debito per risparmiare (temporaneamente) un affitto?
                    Si riuscirebbe a subaffittare in questo periodo storico? Se anche tra risparmio e eventuale subaffitto uno tirasse fuori 600 o 700 euro (mantenendo però le spese di gestione, condominio, spazzatura, ristrutturazione etc), considerando la quota da pagare alla banca per il mutuo (e un minimo di ammortamento personale per recuperare quanto speso tra agenzia, notaio, mobili ed elettrodomestici), quanto recupererebbe ogni mese? 100 euro? Ne varrebbe davvero la pena?

                    Certo, si può obbiettare che sarebbe un enorme salvadanaio (al netto di un debito che ti porti avanti per 20 anni e di una "palla al piede" che può diventare difficile da gestire se ti ritrovi dall'altra parte dell'Italia) che ti ritroverai un giorno...come se i soldi che dai in affitto ti verrebbero un domani "restituiti" rivendendo l'immobile.
                    Non mi è chiarissimo in che ottica tu stia valutando l'acquisto di una casa (per viverci? Per viverci una volta che andrai in pensione? Per affittarla? Per poi rivenderla?), comunque secondo me potresti dare un'occhiata a questi due video sull'argomento (ma ovviamente se ne trovano anche tantissimi altri, se cerchi )




                    Io ho apprezzato soprattutto il primo per l'approccio utilizzato, ma può valer la pena vedere anche il secondo per avere pure un punto di vista differente (e comunque le cose che dicono non si escludono a vicenda, è solo che analizzano la questione partendo da posizioni diverse)

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                    • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
                      Non mi è chiarissimo in che ottica tu stia valutando l'acquisto di una casa (per viverci? Per viverci una volta che andrai in pensione? Per affittarla? Per poi rivenderla?), comunque secondo me potresti dare un'occhiata a questi due video sull'argomento (ma ovviamente se ne trovano anche tantissimi altri, se cerchi )




                      Io ho apprezzato soprattutto il primo per l'approccio utilizzato, ma può valer la pena vedere anche il secondo per avere pure un punto di vista differente (e comunque le cose che dicono non si escludono a vicenda, è solo che analizzano la questione partendo da posizioni diverse)
                      Principalmente come investimento. Non nego mi piacerebbe anche viverci per risparmiare l'affitto, ma non so ancora dove mi fermerò (cosa che ripeto da sei anni, pur restando fermo nello stesso posto). Ragion per cui preferirei evitare il mutuo e investire in altro.
                      A livello emotivo, per avere un senso di appartenenza e l'idea di costruire qualcosa.

                      Grazie comunque per il video, stavo proprio seguendo qualcosa del genere su youtube.
                      Mi pare di capire, in soldoni, che chi sconsiglia il mutuo è per incentivare le persone ad investire su altri canali, indipendentemente dalle loro competenze finanziarie.
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • Originariamente inviato da Enfad Visualizza il messaggio
                        Non mi è chiarissimo in che ottica tu stia valutando l'acquisto di una casa (per viverci? Per viverci una volta che andrai in pensione? Per affittarla? Per poi rivenderla?), comunque secondo me potresti dare un'occhiata a questi due video sull'argomento (ma ovviamente se ne trovano anche tantissimi altri, se cerchi )




                        Io ho apprezzato soprattutto il primo per l'approccio utilizzato, ma può valer la pena vedere anche il secondo per avere pure un punto di vista differente (e comunque le cose che dicono non si escludono a vicenda, è solo che analizzano la questione partendo da posizioni diverse)
                        Mi trovo davvero in disaccordo con il secondo video. Descrive una realtà esagerata, dove sembra che le persone che decidono di farsi una casa propria siano schiave, immobilizzate, intrappolate in una realtà inamovibile, e impossibilitati ad accettare nuove proposte di lavoro (perché si sa, in Italia le proposte di nuovi impieghi fioccano a decine al giorno). Un video davvero estremizzato. Ci si può tranquillamente fare una casa e uscire dal proprio paesotto per lavorare (come fanno tutte le persone che conosco), e ai tassi attuali accollarsi un mutuo è ancora un buon investimento. Assurda la dichiarazione "se non paghi le rate la casa torna alla banca", in quanto si potrebbe tranquillamente ribattere che "se non paghi l'affitto la casa torna al proprietario, e tu torni da mammà".
                        Mi trovo davvero in imbarazzo con queste prese di posizione estreme, soprattutto quando alla fine dice che l'affitto è il prezzo per la libertà

                        Ultima considerazione, la più importante. Nel video, questo tipo non ha MAI preso in considerazione che il principale ostacolo ad un eventuale trasferimento per lavoro (cita addirittura Manhattan!) non è la casa, ma la famiglia. Se hai figli e compagno/a già inseriti in un contesto sociale/lavorativo/scolastico/sportivo, non è certo la casa il primo pensiero quando ti offrono un trasferimento.

                        Vabbè, ma il tipo è giovane, perdoniamolo.
                        "Per me".

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                        • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                          Assurda la dichiarazione "se non paghi le rate la casa torna alla banca", in quanto si potrebbe tranquillamente ribattere che "se non paghi l'affitto la casa torna al proprietario, e tu torni da mammà".
                          Su questo assolutamente concordo. Non so come funziona in Italia, ma in Svizzera per legge (il contratto di locazione è regolamentato dal Codice delle obbligazioni) un mese di affitto non pagato è già un motivo valido per disdire il contratto di locazione da parte del locatore. C'è da dire che non è la prassi e non succede di solito e la banca come interlocutore può essere più rigido (fermo restando che almeno da noi i locatori chiedono sempre almeno un mese di caparra, e per legge possono chiederne fino a tre).

                          In termini puramente di costo è chiaro che il costo del capitale (gli interessi del mutuo) sono ai minimi storici, quindi di base converrebbe ovviamente comprare casa.

                          Io sono dell'idea però che se per dare l'anticipo per il mutuo sei costretto ad attingere a tutti i tuoi risparmi, è una scelta rischiosa che deve essere ponderata. Quel che è certo è che invecchiando si ha sempre più bisogno di liquidità e non è così veloce disinvestire da un immobile. Molte persone poi sottovalutano i costi di manutenzione, soprattutto in un palazzo. Per mia esperienza diretta, mia madre e la madre del compagno di mia madre erano proprietarie di appartamento dello stesso palazzo, e se è vero che i tassi di interesse erano (decisamente) più bassi di un affitto, con le spese di manutenzione e altre spese che si presentavano ogni anno, il costo annuo superava quello di un affitto. E se nel frattempo la tua situazione reddituale cambia, può essere molto difficile sostenere queste spese.

                          Di base, se sei in affitto e la tua situazione reddituale cambia, cambi locazione. Se sei proprietario, potresti essere costretto a vendere.

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                          • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                            Mi trovo davvero in disaccordo con il secondo video. Descrive una realtà esagerata, dove sembra che le persone che decidono di farsi una casa propria siano schiave, immobilizzate, intrappolate in una realtà inamovibile, e impossibilitati ad accettare nuove proposte di lavoro (perché si sa, in Italia le proposte di nuovi impieghi fioccano a decine al giorno). Un video davvero estremizzato. Ci si può tranquillamente fare una casa e uscire dal proprio paesotto per lavorare (come fanno tutte le persone che conosco), e ai tassi attuali accollarsi un mutuo è ancora un buon investimento. Assurda la dichiarazione "se non paghi le rate la casa torna alla banca", in quanto si potrebbe tranquillamente ribattere che "se non paghi l'affitto la casa torna al proprietario, e tu torni da mammà".
                            Mi trovo davvero in imbarazzo con queste prese di posizione estreme, soprattutto quando alla fine dice che l'affitto è il prezzo per la libertà

                            Ultima considerazione, la più importante. Nel video, questo tipo non ha MAI preso in considerazione che il principale ostacolo ad un eventuale trasferimento per lavoro (cita addirittura Manhattan!) non è la casa, ma la famiglia. Se hai figli e compagno/a già inseriti in un contesto sociale/lavorativo/scolastico/sportivo, non è certo la casa il primo pensiero quando ti offrono un trasferimento.

                            Vabbè, ma il tipo è giovane, perdoniamolo.
                            Sulla mobilità influenza molto il settore. Ho colleghi che sono stati spostati dalla Liguria a Torino fino poi in Campania con basso preavviso. Certo, ci si può opporre alla scelta aziendale e, al limite, cambiare azienda (cosa che fanno in molti), ma di sicuro è una variabile da tenere in conto. Un altro mio collega è stato mandato 6 mesi in Inghilterra. Ha avuto problemi per via dello scarso preavviso (gli rinnovavano il progetto di bimestre in bimestre) per cui lui non ha mai disdetto l'affitto a Torino, ma in altre situazioni avrebbe potuto risparmiarsi 6 mesi di affitto in Italia. Ancora, conosco colleghi di Salerno che hanno fatto in 6 anni il giro Pisa-Torino-Modena cambiando 3 aziende. Altri hanno vissuto fuori dall'Italia o dal paese natio per fare esperienze e dopo tot anni hanno deciso di tornare in Campania, il tutto senza avere relazioni complicate o figli alle spalle.
                            Aggiungo che per lavoro ho visitato un paio di volte degli stabilimenti dismessi, ossia la cui produzione è stata delocalizzata altrove e restavano giusto un paio di uffici tecnici (poi delocalizzati anche quelli). Ora, un operaio (o anche un ingegnere) che ha investito sul mattone in quel paesino (dove non c'è altro) cosa dovrebbe fare qualora vedesse chiusa la sua azienda? Rivende la casa? E a chi, se la gente sta abbandonando quel paese? Sicuramente è un problema da non sottovalutare, salvo investire su grandi città o comunque città universitarie.
                            Ultima modifica di UomoCheRide; 12 maggio 21, 10:43.
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • Più che altro, una cosa che trascurano in molti, è dare per scontato le abilità finanziare del singolo soggetto (come se tutti fossero broker o potenziali tali).
                              In sostanza loro pongono sul piatto l'alternativa tra usare un piccolo capitale iniziale per investire sul mattone e usare lo stesso capitale per investire in fondi vari. Sottovalutano il fatto, tipicamente italiano, che la gente tende a tenere il risparmio fermo in banca se non addirittura "sotto al materasso".
                              Molto interessante comunque il primo video, in quanto analizza anche la componente "psicologia" della scelta e in particolare di come il tessuto sociale italiano spinga ancora verso il mattone.
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                                Sulla mobilità influenza molto il settore. Ho colleghi che sono stati spostati dalla Liguria a Torino fino poi in Campania con basso preavviso. Certo, ci si può opporre alla scelta aziendale e, al limite, cambiare azienda (cosa che fanno in molti), ma di sicuro è una variabile da tenere in conto. Un altro mio collega è stato mandato 6 mesi in Inghilterra. Ha avuto problemi per via dello scarso preavviso (gli rinnovavano il progetto di bimestre in bimestre) per cui lui non ha mai disdetto l'affitto a Torino, ma in altre situazioni avrebbe potuto risparmiarsi 6 mesi di affitto in Italia. Ancora, conosco colleghi di Salerno che hanno fatto in 6 anni il giro Pisa-Torino-Modena cambiando 3 aziende. Altri hanno vissuto fuori dall'Italia o dal paese natio per fare esperienze e dopo tot anni hanno deciso di tornare in Campania, il tutto senza avere relazioni complicate o figli alle spalle.
                                Aggiungo che per lavoro ho visitato un paio di volte degli stabilimenti dismessi, ossia la cui produzione è stata delocalizzata altrove e restavano giusto un paio di uffici tecnici (poi delocalizzati anche quelli). Ora, un operaio (o anche un ingegnere) che ha investito sul mattone in quel paesino (dove non c'è altro) cosa dovrebbe fare qualora vedesse chiusa la sua azienda? Rivende la casa? E a chi, se la gente sta abbandonando quel paese? Sicuramente è un problema da non sottovalutare, salvo investire su grandi città o comunque città universitarie.
                                Ma non ci sono solo le grandi città, e i paesini arroccati sui monti. C'è tutta una sfumatura di grigi che dà ampia possibilità di scelta. Per fare un esempio, una città di 50k abitanti non la considero una realtà piccola, ma una comunità "media" dove non vedrei nulla di male a fare un investimento. Inoltre, più passa il tempo più mi farebbe accapponare la pelle prendere casa in una grossa città.

                                Comunque, nel tuo post ho evidenziato in grassetto la chiave di tutto il discorso.
                                Ultima modifica di spiderman2707; 12 maggio 21, 11:04.
                                "Per me".

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