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Il topic dell'amore... il ritorno!!!

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  • L'altro giorno, al corso di programmazione neurolinguistica, si parlava di vita di coppia.
    In sostanza: a seconda di come vengono stimolati da bambini, gli adulti si ritrovano poi con un cervello formato in modo tale che li porta ad acquisire le informazioni (o ad approcciarsi istintivamente ad esse) principalmente tramite il campo visivo o analitico (persone visive) o tramite la praticità e il contatto (persone cinetiche).
    Ci viene mostrato un video in cui un gruppo di persone doveva scegliere un auto in un autosalone:
    - gruppo di visivi: non entrava nell'auto se non dopo essere stato invitato, leggeva il foglietto contentente le caratteristiche del motore, scrutava l'abitacolo per osservarne i dettagli da lontano
    - gruppo cinetico: entrava in auto, simulava una guida mettendosi cintura e toccando il volante, apriva il cruscotto, usciva, dava un calcetto per controllare le gomme...

    Questa cosa mi ha fatto tornare in mente a quante volte io e i miei familiari ci siamo scontati proprio per questa diversa modalità di gestire le informazioni (entrambe valide, sia chiaro, nessuno pressuppone la superiorità di un gruppo ad un altro). Allorchè, il professore se ne viene fuori dicndo che "il top per un visivo è affiancarsi ad un cinetico, e viceversa, purchè condivida gli stessi valori e obbiettivi, in modo da poter superare ogni ostacolo sfruttando due modalità diverse e complementari".
    Secondo voi questa diversità, in una coppia (qualsiasi tipo di coppia....sia in termini di fidanzati che di amici che di parenti) può generare piu scontri/litigi/incomprensioni o può portare a dei risultati, come spiegato appunto dal professore?

    Credo nel secondo caso, purchè da entrambe le parti si mantenga il rispetto reciproco per il diverso approccio all'informazione che è intrinseco nell'altro.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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    • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
      Secondo voi questa diversità, in una coppia (qualsiasi tipo di coppia....sia in termini di fidanzati che di amici che di parenti) può generare piu scontri/litigi/incomprensioni o può portare a dei risultati, come spiegato appunto dal professore?.
      Ma credo assolutamente di sì, anzi è probabile che uno cerchi nell'altro proprio la sua componente mancante. E' un'occasione di crescita e formazione.
      "Per me".

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      • Si però...se tu hai una mente logico-analitica e l'altro ti parla per istinto e frasi fatte, per cui a) non è in grado di comunicarti ciò che sente se si presenta un problema, b) ti risponde per frasi fatte se dovete analizzare un problema assieme, piu che ottenere un punto di vista diverso e utile finisci solo per farti il sangue amaro a furia di sbatterci contro la testa (2/3 della mia famiglia è composta da persone che mostrano tratti cinetici e mentalità orientata all'approccio creativo ottimista e mi ci sono scornato non poche volte)
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
          Si però...se tu hai una mente logico-analitica e l'altro ti parla per istinto e frasi fatte, per cui a) non è in grado di comunicarti ciò che sente se si presenta un problema, b) ti risponde per frasi fatte se dovete analizzare un problema assieme, piu che ottenere un punto di vista diverso e utile finisci solo per farti il sangue amaro a furia di sbatterci contro la testa (2/3 della mia famiglia è composta da persone che mostrano tratti cinetici e mentalità orientata all'approccio creativo ottimista e mi ci sono scornato non poche volte)
          Credo che l'approccio cinetico e quello visivo non escludano un linguaggio condiviso (che consente di condividere senza incomprensioni la preferenza di un automobile per la comodità del sedile piuttosto che per i km che fa con un litro di benzina).
          Mi sembra che tu invece descriva prima di tutto un" incomprensione nel linguaggio, o comunque uno sfasamento del piano di discussione. Il che rende alquanto frustrante il dialogo.
          "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
          The Smiths - I Know It's Over

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          • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio

            Mi sembra che tu invece descriva prima di tutto un" incomprensione nel linguaggio, o comunque uno sfasamento del piano di discussione. Il che rende alquanto frustrante il dialogo.
            hai ragione, non è da escludere.
            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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            • Interessante articolo sulle 4 principali tipologie di attaccamento:
              https://www.stateofmind.it/2017/07/j...-attaccamento/

              Ho trovato anche un bel canale youtube al riguardo:

              https://www.youtube.com/watch?v=23ePqRkOKtg&t=346s


              https://www.youtube.com/watch?v=3jWljiYEkec&t=48s
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio
                Interessante articolo sulle 4 principali tipologie di attaccamento:
                https://www.stateofmind.it/2017/07/j...-attaccamento/

                Ho trovato anche un bel canale youtube al riguardo:

                https://www.youtube.com/watch?v=23ePqRkOKtg&t=346s


                https://www.youtube.com/watch?v=3jWljiYEkec&t=48s
                A proposito della teoria, mi chiedo che influenza abbiano le caratteristiche del bambino, sia fisiche che mentali ed emotive.
                Siamo alla nascita delle tabule rase, o abbiamo già una predisposizione? Un minuto di abbandono può apparire differentemente traumatico sin dal primo sperimentarlo per caratteristiche innate? Lo stimolo della fame, e il conseguente soddisfacimento, può essere condizionato da una maggiore o minore sensibilità innata allo stimolo stesso? A parità di comportamento del fornitore di accudimento sarà identico il tipo di attaccamento sviluppato da soggetti differenti?
                "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                The Smiths - I Know It's Over

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                • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
                  A proposito della teoria, mi chiedo che influenza abbiano le caratteristiche del bambino, sia fisiche che mentali ed emotive.
                  Siamo alla nascita delle tabule rase, o abbiamo già una predisposizione? Un minuto di abbandono può apparire differentemente traumatico sin dal primo sperimentarlo per caratteristiche innate? Lo stimolo della fame, e il conseguente soddisfacimento, può essere condizionato da una maggiore o minore sensibilità innata allo stimolo stesso? A parità di comportamento del fornitore di accudimento sarà identico il tipo di attaccamento sviluppato da soggetti differenti?
                  Contano molto i primi 3 mesi e i primi 4 anni della vita del bambino, in cui si formano le prime relazioni che determinano la forma con cui si assorbono le informazioni e con cui si decodificano i legami. Poi ovviamente i casi della vita ci cambiano. Le persone possono sempre cambiare idea (è il fondamento della terapia psicologica), ma non il modo con cui assorbono le informazioni. Nasciamo tabule rase con piccole predisposizioni genetiche. Ma il cervello è malleabile e plasmabile e ogni caratteristica può essere rimodellata.
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Massimo Recalcati,
                    Prima puntata di Lessico Amoroso:
                    https://www.raiplay.it/video/2019/01...fa6a55994.html

                    discussione filosofica sull'amore
                    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                    • Seconda puntata di lessico Amoroso:
                      https://www.raiplay.it/video/2019/01...d6872e10e.html
                      Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                      • Terza puntata di Lessico amoroso, incentrata sul rapporto genitori e figli:
                        https://www.raiplay.it/video/2019/02...378896ed9.html

                        Si analizza anche la tematica di amore eterosessuale e amore omosessuale, e la capacità di far sopravvivere un rapporto alla routine
                        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                        • Ho provato a seguire Recalcati in TV, ma trovo la formula del programma, con le continue citazioni radical-chic e il pubblico adorante, davvero insopportabile. Preferisco continuare a seguirlo nei video youtube delle conferenze e delle lezioni.
                          "It's so easy to laugh / It's so easy to hate / It takes strength to be gentle and kind"
                          The Smiths - I Know It's Over

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                          • Originariamente inviato da violaverde Visualizza il messaggio
                            Ho provato a seguire Recalcati in TV, ma trovo la formula del programma, con le continue citazioni radical-chic e il pubblico adorante, davvero insopportabile. Preferisco continuare a seguirlo nei video youtube delle conferenze e delle lezioni.
                            Bisogna purtroppo adeguarsi ai tempi televisivi e al pubblico di riferimento...anche Lucarelli quando girava Milonga Station usava molte piu digressioni del suo solito. Le citazioni servono più che altro a titolo di "esempio" (per quanto sia proprio lo stile di Recalcati ad essere "radical chic", col suo vizio di citare in continuazione) e servono ad avvalorare le tesi esposte. L'uso di spezzoni serve a ravvivare il programma ed a fornire un contesto anche a chi non ha una base sufficientemente colta riguardo alla materia trattata. Cosi come le inquadrature sul pubblico, che oramai in tv sono un must, sia nei programmi di musica che in quelli politici.
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • 35 domande per innamorarsi:
                              https://lamenteemeravigliosa.it/35-d...nkToc_4k7KGHp4
                              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                              • Si parlava tempo fa delle dating app.
                                Le principali sarebbero Bumblee (in USA) e ovviamente Tinder (nota anche da noi). Pare che la prima abbia risolto certe magagne della seconda e, per questa ragione, risulti più apprezzata dal pubblico femminile. Ora non ricordo le differenze tra le due, fatto sta che a queste pare si stia aggiungendo facebook app.
                                Negli USA, quasi il 25% delle storie, al momento, nasce con queste app.

                                Due/tre miei amici, specie ora che c'è il lockdown, hanno sfruttato o sfruttano attivamente queste app, e non solo per le "avventure" che ci si potrebbe aspettare.

                                Di seguito, un paio di considerazioni su cui si potrebbe discutere:

                                Elementi "a difesa"
                                1) Se anche queste app fossero usate solo per avventure, ciò non sarebbe niente di male, se fosse chiara per entrambi i partecipanti il termine della cosa. L'avventura permetta al singolo individuo di fare esperienza e, per citare Oddifreddi, la cultura italia ha fin troppo condannato l'avventura, non solo in campo amoroso ma proprio come concetto a sè stante... non a caso siamo uno dei paesi che non celebra di buon occhio la libera iniziativa al contrario dell'ipercelebrato posto fisso.
                                2) Non ci si conosce solo in rete ma, ovviamente, prima o poi tocca incontrarsi anche dal vivo, quindi va esclusa la polemica sui "giovani sempre attaccati ai pc/telefonini e che non vivono nel mondo reale".
                                3) Guardando al passato, e mi riferisco a classici film come "Scrivimi fermo posta" di Lubitch o a "La visita" di Pietrangeli (film bellissimo), una volta la gente si conosceva scrivendo lettere ai giornali. E come allora, c'erano sia i giornali tipo "Le Ore" per gli appuntamenti piccanti che giornali più indirizzati ai "cuori solitari". Le app paiono quindi una evoluzione di questi sistemi.
                                4) Noi millennial siamo nativi digitali e ricordiamo bene quanto, negli anni 90, la gente andasse sulle chat pubbliche o sui forum per conoscersi (c6, irc...etc). Ovviamente si andave principalmente per chiacchierare, ma non si può escludere che si baccagliasse anche.
                                5) Ci si può lamentare di quanto spesso questi contatti nascano in maniera superficiale, valutando una descrizione e foto profilo.... ma quando io ero al liceo non è che Badoo o Facebook venissero usati altrimenti
                                6) Il romanticismo della cosa ovviamente è nullo, ma tocca a volte ricordarsi che la vita non è un film
                                7) Ci si può lamentare di come la gente permette ad un freddo algoritmo di decidere chi visualizzare e quindi, virtualmente, chi farci incontrare, in base a degli interessi comuni. Ma se uno incontrasse una persona in un bar, non sarebbe altrettanto frutto di una casualità esterna, o basata comunque su interessi comuni che hanno portato due determinate persone a trovarsi nello stesso bar?
                                8) La vita oggigiorno è frenetica. C'è chi fa straordinari non pagati o che fa il pendolare per studio/lavoro e le cui giornate arrivano quindi fino a 11 ore basate sul lavoro (non è il mio caso, beninteso). O che sono portati a viaggiare molto per lavoro. Anche a voler coltivare hobby, la gente è sempre di corsa e non sempre si ferma a fare una chiaccheirata, con estranei, prima o dopo la palestra o altri corsi.

                                I contro:
                                1) Manca tutta la componente legata alla chimica, che può scattare in un incontro dal vivo (banalmente, odori o altri fattori). Oltretutto manca il cosidetto "savoir faire", ossia la capacità che possono avere persone non propriamente belle di risultare comunque carismatiche e affascinanti.
                                2) Il rischio dell'offerta infinita può portare ad una ricerca infinita. Rispetto alla generazione millennial, la generazione attuale si concentra meno sulle cose. Noi avevamo un numero di dvd o cassette limitato e ciò ci portava a leggere più volte gli stessi fumetti, vederep iù volte gli stessi film, ascoltare più volte le stesse canzoni.... fino ad assimilarle, analizzarle....oggi invece ci sono 100 canzoni sull'ipad, e a volte le schippiamo dopo due secondi (c'è una scena in Her emblematica in questo), oppure non rivediamo due volte un film perchè tanto Netflix ce ne suggerisce altri 100. Quante occasioni daremmo ad una persona? Se una persona non ci dovesse dare una buona impressione, daremmo una seconda possibilità o passeremmo alla prossima? E via dicendo.
                                3) Personalmente non penso che queste app servano a sbloccare le persone (anche se molti mi dicono il contrario). Ma credo che se una persona ha problemi a gestire una conversazione avrà gli stessi problemi sia sul virtuale che sul reale.
                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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