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Impegni Accademici Concomitanti: Il topic sull'università

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  • La questione dell'andare all'estero mi preme non tanto come vezzo o per le cartoline, ci sono altri fattori. Per cominciare gli stipendi degli ingegneri in Italia, anche normalizzati al costo della vita, sono bassini. Poi, sono seriamente convinto che l'Italia sia un paese destinato allo sfascio. Non lo dico per luogo comune. Ci sono una serie di mali storici che la pandemia sta esacerbando. Uno su tutti la questione demografica: nel 2021 cominceranno ad arrivare i dati sulla natalità "a partire" dall'arrivo del Covid in Italia, e saranno dolori.
    Non aver mai fatto esperienza all'estero (suppongo) mi renderebbe inappettibile per aziende che non si trovano in Italia.

    Comunque alla fine mi sono convinto dei vostri suggerimenti. Spero solo mi si ripresenti l'opportunità di andarmene. Vedo se riesco a prendere una certificazione linguistica di livello C1, potrebbe aprirmi qualche porta in tal senso, anche se non sono mai uscito dall'Italia.
    Ultima modifica di Cooper96; 26 October 20, 15:21.
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    • Bè visto che mi sono esposto, rincaro la dose per chi è curioso.
      Penso di aver raggiunto un minimo storico in quanto a produttività in questo periodo. Inizialmente mi dicevo che era stanchezza. Poi mi son detto che è la didattica online, cioè da un mese sono tornato a vivere dai miei e passo le giornate chiuso in una stanza a fissare uno schermo dove avvengono le lezioni (che alla lunga mi sta mandando in pappa il cervello, più che formarmi). Ora l'ipotesi diagnostica è un misto di stanchezza di tutto ciò + sindrome dell'impostore. Cioè mi sento un incapace, specie a livello universitario, al di là dei risultati apparentemente decenti sulla carta.
      Sto cercando di spronarmi che per risolverla basterebbe darsi di più da fare e studiare di più, per sentirmi più preparato, ma in realtà dopo 5 minuti già mi perdo.
      Ultima modifica di Cooper96; 04 November 20, 23:39.
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      • Il periodo difficile che viviamo causa stress e demotivazione.
        Soluzione pratica: Lo sport. Impegnati a fare una o due ore di sport al giorno, a casa.
        I benefici ottenuti saranno: 1) scarichi lo stress, 2) produci endorfine e migliori il buon umore, 3) Aver scaricato l'apparato motorio ti aiuterà a star fermo e concentrato sulle lezioni ,4) aver portato a compimento un compito facile, lo sport, ti aiuterà a motivarti e a ritrovare fiducia in te stesso, 4) alla lunga sentirai aumentare le energie 5) finchè non ti aumentano le energie non ti sentirai in colpa a sentirti stanco dato che avrai fatto sport
        Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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        • Buon consiglio, ma lo sport non basta, è una situazione emozionale generale. Manca qualcosa che sproni sul serio.
          "Per me".

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          • Già lo faccio. Anche se ovviamente potrei sempre farne di più!

            Scendendo più nel dettaglio, ad avermi messo in crisi è scegliere il progetto della tesi. Vedo solo cose che mi appaiono troppo difficili. Tipo oggi ne è stato pubblicizzato uno riguardo data science e machine learning (molto figo)...di cui non so nulla (faccio Ing. Chimica non informatica), perché sono cose trattate in un corso a scelta , che non ho fatto perché descrittomi come duro e impegnativo. Io volendo dare priorità a tempo di uscita e voto ho scelto corsi a scelta più facili, puntando a fare la magistrale in 2 anni spaccati. Ho fatto male? Boh.

            Poi come fa uno a capire se un progetto di tesi è più o meno impegnativo/veloce? Poi andare a cercarlo con questa mentalità pare di essere uno "scappato di casa", come si usava dire nell'ambiente della mia facoltà.
            Un anno fa mi capitò di chiaccherare con un ricercatore universitario in economia, e mi risuona un discorso che fece: "i tesisti triennali sono un peso, quelli magistrali sono un rischio, quelli di dottorato sono una risorsa". Ecco non mi va di fare la fine del rischio/peso e ho timore di fare la figura dell'incapace che ha bisogno della balia perché non si sa arrangiare.
            Ultima modifica di Cooper96; 06 November 20, 13:38.
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            • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
              Già lo faccio. Anche se ovviamente potrei sempre farne di più!

              Scendendo più nel dettaglio, ad avermi messo in crisi è scegliere il progetto della tesi. Vedo solo cose che mi appaiono troppo difficili. Tipo oggi ne è stato pubblicizzato uno riguardo data science e machine learning (molto figo)...di cui non so nulla (faccio Ing. Chimica non informatica), perché sono cose trattate in un corso a scelta , che non ho fatto perché descrittomi come duro e impegnativo. Io volendo dare priorità a tempo di uscita e voto ho scelto corsi a scelta più facili, puntando a fare la magistrale in 2 anni spaccati. Ho fatto male? Boh.

              Poi come fa uno a capire se un progetto di tesi è più o meno impegnativo/veloce? Poi andare a cercarlo con questa mentalità pare di essere uno "scappato di casa", come si usava dire nell'ambiente della mia facoltà.
              Un anno fa mi capitò di chiaccherare con un ricercatore universitario in economia, e mi risuona un discorso che fece: "i tesisti triennali sono un peso, quelli magistrali sono un rischio, quelli di dottorato sono una risorsa". Ecco non mi va di fare la fine del rischio/peso e ho timore di fare la figura dell'incapace che ha bisogno della balia perché non si sa arrangiare.
              Per esperienza valuta queste cose:
              1) Possibilità di inserire subito nel curriculum qualcosa di utile, che dopo l'università la maggior parte delle persone si ritrovano senza competenze spendibili. Il machine learning e data analysis è richiestissimo al momento in tutti i settori. Ogni azienda ha un suo enorme pacchetto di dati da macinare (fosse anche solo per il fatto che tutti hanno dei clienti e dei fornitori), quindi sono richiesti in tutti gli ambiti. Certo, entrare in quel settore non ti permetterebbe di fare il chimico puro, il che non è necessariamente una cosa negativa.
              2) Il carattere del professore. I professori sono il maggior ostacolo ai tesisti...perchè remano contro, perchè non correggono le tesi...etc. Meglio puntare su un professore che sia noto per non far addormentare gli studenti sulle tesi.
              3) Collegamenti con aziende e istituzioni. Di nuovo, un professore ammanicato è meglio, specie perchè può farti fare la tesi in azienda.
              4) Tesi con collaborazione all'estero, per arricchire il cv.
              Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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              • Originariamente inviato da UomoCheRide Visualizza il messaggio

                Per esperienza valuta queste cose:
                1) Possibilità di inserire subito nel curriculum qualcosa di utile, che dopo l'università la maggior parte delle persone si ritrovano senza competenze spendibili. Il machine learning e data analysis è richiestissimo al momento in tutti i settori. Ogni azienda ha un suo enorme pacchetto di dati da macinare (fosse anche solo per il fatto che tutti hanno dei clienti e dei fornitori), quindi sono richiesti in tutti gli ambiti. Certo, entrare in quel settore non ti permetterebbe di fare il chimico puro, il che non è necessariamente una cosa negativa.
                Eh ok. Ma a suo tempo non lo scelsi. Ora io posso sempre farlo il prossimo semestre ed inserirlo come corso fuori piano, se la tabella di marcia me lo consente, ma certo scegliere adesso quell'argomento come progetto di tesi mi sembra spararmi sui piedi, visto che non so niente di data science e machine learning.
                PS: ovviamente non sono uno di quelli che da grande importanza al lavorare in ambiti che coincidono perfettamente col proprio percorso di studi, che è un lusso.
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                • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio

                  Eh ok. Ma a suo tempo non lo scelsi. Ora io posso sempre farlo il prossimo semestre ed inserirlo come corso fuori piano, se la tabella di marcia me lo consente, ma certo scegliere adesso quell'argomento come progetto di tesi mi sembra spararmi sui piedi, visto che non so niente di data science e machine learning.
                  PS: ovviamente non sono uno di quelli che da grande importanza al lavorare in ambiti che coincidono perfettamente col proprio percorso di studi, che è un lusso.
                  Come alternativa potresti inserirlo come argomento collaterale alla tua tesi, ossia in un piccolo angolino della tua tesi presenti un dato ricavato da te tramite programmino di data analysis da te scritto.
                  Per il resto, prendi le mie considerazioni in senso lato...ossia valuta la tesi anche in termini di rapidi inserimenti in azienda per non passare lunghi periodi di inattività post laurea.
                  Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                  • Ancora dubbi sulla tesi mannaggia. Dovrei cercarne una facile e veloce in modo da riuscire a laurearmi in tempo ad ottobre? O una che mi dia competenze spendibili subito e che faccia bella figura sul cv (nello specifico roba di analisi dei dati), ma che rischierebbe di allungarmi la laurea a dicembre (o peggio), in quanto molto tosta?

                    Fra parentesi un po' mi rode vedere qualche collega che (diversamente da me) va a fare tesi in azienda, anche all'estero, che immagino faccia bella figura sul cv (sempre con buoni tempi di uscita), e sia sintomo di maggiore bravura.
                    Ultima modifica di Cooper96; 10 December 20, 13:52.
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                    • Originariamente inviato da Cooper96 Visualizza il messaggio
                      Ancora dubbi sulla tesi mannaggia. Dovrei cercarne una facile e veloce in modo da riuscire a laurearmi in tempo ad ottobre? O una che mi dia competenze spendibili subito e che faccia bella figura sul cv (nello specifico roba di analisi dei dati), ma che rischierebbe di allungarmi la laurea a dicembre (o peggio), in quanto molto tosta?

                      Fra parentesi un po' mi rode vedere qualche collega che (diversamente da me) va a fare tesi in azienda, anche all'estero, che immagino faccia bella figura sul cv (sempre con buoni tempi di uscita), e sia sintomo di maggiore bravura.
                      Voto e tempo!
                      Voto e tempo!
                      E' stato il mio mantra all'università.
                      "Per me".

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                      • Originariamente inviato da spiderman2707 Visualizza il messaggio

                        Voto e tempo!
                        Voto e tempo!
                        E' stato il mio mantra all'università.
                        assolutamente si
                        poi scusa Cooper, sei alla triennale o alla specialistica non ricordo? nel primo caso aggiungo un altro "voto e tempo!"


                        Honour to the 26s

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                        • Magistrale. Fossi ancora alla triennale ovviamente non mi farei di sti problemi.
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                          • Le competenze spendibili non sono roba da poco...altrimenti rischi di essere l'ennesimo neolaureato a spasso perchè poco formato sul pratico...
                            Quanto ritarderebbe la tua laurea una esperienza di tesi in azienda?
                            Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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                            • Bè se volessi farla in azienda dovrei cercarmela che non è roba da poco...specie di questi tempi. Il dubbio era su quale professore orientarmi, visto che qualcuno propone tesi sull'analisi dei dati che è una competenza spendibile/richiesta. Altri propongono tesi da fare in laboratorio facendo prove e misure/caratterizzazioni, più semplice.
                              L'eventuale ritardo lo quantifico in 3 mesi.
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                                Bè se volessi farla in azienda dovrei cercarmela che non è roba da poco...specie di questi tempi. Il dubbio era su quale professore orientarmi, visto che qualcuno propone tesi sull'analisi dei dati che è una competenza spendibile/richiesta. Altri propongono tesi da fare in laboratorio facendo prove e misure/caratterizzazioni, più semplice.
                                L'eventuale ritardo lo quantifico in 3 mesi.
                                Specifica anche i mesi per favore.
                                Un anno è un ritardo pesante, tre mesi no. Ma se i tre mesi sono calcolati a partire da Ottobre, finisci per laurearti a Gennaio e sul CV ti compare la data di laurea di un anno successivo a quello effettivo (gli HR sfogliano i CV molto velocemente...per cui ricadendo a Gennaio sembrerebbe quasi che tu ci abbia messo un anno in pià).

                                Poi, anche la stagione è importante. Le stagioni "calde" per le assunzioni viaggiano in base ai decreti politici (che possono favorire o meno le assunzioni dei neolaureati), ai progetti in corso, agli stanziamenti di budget... etc.... In genere in estate le cose si fermano e si riparte direttamente a Settembre perchè clienti o HR sono in vacanza... quindi laurearsi a giugno, luglio o agosto è praticamente indifferente....

                                Detto ciò, un consiglio ulteriore sarebbe di iniziare a fare colloqui, nonostante sia un cumulo di stress ulteriore, già a partire da 2 mesi prima della laurea.... il primo mese di colloqui lo passeresti praticamente sbagliando tutti i colloqui, per inesperienza. Il secondo mese invece affronteresti tutti i colloqui presentandoti come un laureando pronto all'assunzione.
                                Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
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