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Star Trek: Picard

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  • #16
    Il famoso scrittore vincitore del Pulitzer ha parlato del nuovo progetto CBS che vedrà il ritorno di Patrick Stewart nei panni di Jean-Luc Picard

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    • #17

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      • #18

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        • #19
          Serie "più sul contemplativo rispetto a Discovery".

          Posso dire che, per ora, l'unico elemento di rassicurazione resta il coinvolgimento di Patrick Stewart?

          Insomma, dubito che quando ci si è messi a trattare questioni filosofiche, etiche e morali in Star Trek si pensava di farne una serie con "quel taglio narrativo". Semplicemente si rientrava in un filone di fantascienza, letterario e anche televisivo (vedi Twilight Zone), dove si ragionava sull'uomo/umanità. La fantascienza da sempre è uno stratagemma narrativo per raccontare l'uomo in situazioni inedite, per amplificare lo spettro delle possibilità ed esasperarle. Next Generation è stata una serie corale in questo senso, completa nella sua intera gamma di possibilità. Si passava agevolmente dal registro action a quello comedy, dall'approccio politico a quello metafisico, dalla tragedia alla narrativa d' evasione.

          Non mi piace che si dia un taglio univoco alla serie: contemplativo. I produttori di oggi sono talmente tanto fuori strada che concepiscono tutto per target ormai, rinchiudendosi da soli in gabbie artistiche che li limitano.

          Quindi Discovery diventa la serie action, quella con Picard la serie contemplativa e poi ci sarà Lower-Decks che sarà la commedia. Stai dividendo lo spettro corale di caratteristiche, che prima coesistevano armoniosamente in un'unica serie, in tante serie diverse. Così facendo stai scontentando tutti. Perché Discovery sarà sempre troppo scema, la Picard-Generation sempre troppo pallosa e LowerDecks sempre troppo leggerina.

          Onestamente un po' mi pesa anche che si parla insistentemente di serie "su Picard". Una serie biografica non mi interessa. Picard come facente parte di un gruppo di personaggi invece si. Per cui spero non tarderanno ad arrivare gli annunci del coinvolgimento degli altri membri del cast originale. Sempre cercando di evitare lo spettro dello scimmiottamento della Next Generation, è ovvio. Non dovrà certo esserne l'ottava stagione.

          Ma, ribadisco, fiducia in Patrick Stewart. Che ci sia lui è in qualche modo una garanzia che le sceneggiature non verranno scritte coi piedi.

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          • #20
            Anche per questo The Orville è il vero star trek e si mangia a colazione le attuali incarnazioni ufficiali trek. Fa tutto quello che ci si aspetta da star trek, come hai anche appena scritto e lo fa benissimo.

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            • #21
              Non saprei. L' ho visto e non mi ha preso. Gli manca qualcosa.

              Non brutto eh.

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              • #22
                Non so che tipo di fiducia vi porta il solo Patrick Stewart.. boh. A me pare tanto limitante già solo questo.

                Poi vabè è pur vero che oggi le serie tv sono composte da 10 episodi, quindi si possono anche permettere di racchiudere tutto in una sola cosa (il contemplativo), però sta serie in paricolare per quanto mi riguarda, non mi dice nulla.
                # I am one with the Force and the Force is with me #

                -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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                • #23
                  Originariamente inviato da Woody Visualizza il messaggio
                  Gli manca qualcosa.
                  Si, che non fanno stagioni a frotte come se non ci fosse un domani

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                  • #24
                    Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                    Non so che tipo di fiducia vi porta il solo Patrick Stewart.. boh. A me pare tanto limitante già solo questo.

                    Poi vabè è pur vero che oggi le serie tv sono composte da 10 episodi, quindi si possono anche permettere di racchiudere tutto in una sola cosa (il contemplativo), però sta serie in paricolare per quanto mi riguarda, non mi dice nulla.
                    Allora... su Patrick Stewart la mia posizione è la seguente. Seguimi.

                    Io non sono un trekker in senso stretto. Ma per ragioni di merito sono diventato un fan delle prime due serie e della "penultima" Enterprise. DS9 (che per molti trekker e per gli amanti del "lore" è la preferita) e soprattutto Voyager mi hanno parzialmente (o totalmente) deluso. Voyager dopo buone premesse non è riuscita mai a rialzarsi da un approccio fin troppo repubblicano e televisivo. DS9 ha decisamente più largo respiro e altre ambizioni ma, secondo me, resta una serie scritta in maniera altalenante.
                    La prima serie (TOS) è figlia degli anni '60. Ha avuto più successo di altre serie come Spazio1999 o UFO perché americana, per una certa visionarietà (teletrasporto, curvatura, tema del viaggio, tema dell'esplorazione, positività, etc.) e perché aveva 2 personaggi che rompevano lo schermo: Kirk e Spock. E qui veniamo a The Next Generation.
                    La seconda serie di Roddenberry nasce un po' sotto la medesima luce di come poi sono nate DS9 o Voyager. Un prodotto televisivo che voleva riproporre un "more of the same" di quanto visto in TOS e nei primi film della serie. Ancora di più, visto che riproponeva la medesima missione (esplorare nuovi mondi, etc). Cosa mancava? Kirk e Spock.
                    Le prime due stagioni sono effettivamente un po' scialbe e, tranne qualche puntata, ci ritroviamo un cast che non spacca e un Patrick Stewart che per sua stessa, posteriore, ammissione si sentiva un pesce fuor d' acqua.
                    Ma piano piano il miracolo. Di fatto Patrick Stewart è riuscito ad innalzare il livello di tutta la serie, portando cast e sceneggiatori ad esprimersi al meglio. Tutti hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo. Le capacità interpretative di Patrick Stewart furono contagiose per tutta la produzione, il livello delle tematiche crebbe a dismisura, le sceneggiature di pari passo, e ben presto anche altri personaggi della serie, fino a quel momento piuttosto stereotipati, cominciarono a bucare anche loro lo schermo, diventando iconici. Su tutti Data e Worf, che sono appena un'anticchia sotto Spock per popolarità (mainstream) oggi. Questo è raccontato con chiarezza in diversi docufilm su Star Trek, fra cui The Captains, in cui Shatner ci racconta i capitani di tutte le serie di Star Trek. Quel film è interessante, perché ci mostra esattamente come, se William Shatner ha vissuto un enorme complesso di inferiorità per tutta la durata della serie, rispetto a Leonard Nimoy ma anche in funzione del ruolo che doveva ricoprire, emerge anche come Patrick Stewart inizialmente fosse completamente disinteressato alla fantascienza mentre col passare del tempo ha praticamente preso per mano tutto il cast e lo abbia aiutato a crescere.
                    The Next Generation è diventata, a mio modo di vedere, la miglior serie di Star Trek solo ed esclusivamente perché aveva un unico grande valore aggiunto: Patrick Stewart. E' la cosa che questa serie ha e che nessun'altra serie di fantascienza abbia mai avuto.
                    Quindi si. Patrick Stewart per me è una garanzia. Oggi a maggior ragione, perché ha voce in capitolo su un progetto a cui non avrebbe probabilmente mai aderito se non poggiasse già su basi buone.

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                    • #25
                      ok, messa così ci sta!
                      non sapevo di tutte le cose dietro TNG.

                      più che altro io mi riferivo al fatto che non vedo mai di buon occhio le operazioni nostalgia, con tanto di reimpatriata dei vecchi personaggi iconici che sono diventati copie di loro stessi, attori imbolsiti fuori parte, che giggioneggiano a ricopiare un personaggio interpretato in una età differente.

                      sarà che ho avuto brutte esperienze con Harrison Ford in SW e BD II e boh.. anche qui mi pare una trovata quasi disperata perché coscienti che discovery non ha fatto il botto che si auspicavano e siccome quel ciccionissimo di Shatner non lo puoi richiamare, ecco che punti sull'altro cavallo buono.
                      # I am one with the Force and the Force is with me #

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                      • #26
                        Star Trek tornerà sul piccolo schermo con una serie dedicata a Jean-Luc Picard e il progetto ha ottenuto le sovvenzioni grazie al programma di tax credit della California

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                        • #27
                          Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio
                          ok, messa così ci sta!
                          non sapevo di tutte le cose dietro TNG.

                          più che altro io mi riferivo al fatto che non vedo mai di buon occhio le operazioni nostalgia, con tanto di reimpatriata dei vecchi personaggi iconici che sono diventati copie di loro stessi, attori imbolsiti fuori parte, che giggioneggiano a ricopiare un personaggio interpretato in una età differente.

                          sarà che ho avuto brutte esperienze con Harrison Ford in SW e BD II e boh.. anche qui mi pare una trovata quasi disperata perché coscienti che discovery non ha fatto il botto che si auspicavano e siccome quel ciccionissimo di Shatner non lo puoi richiamare, ecco che punti sull'altro cavallo buono.
                          Non so. Ci vedo altro dietro rispetto ad un'operazione nostalgia.

                          Intanto credo che l'interesse di Patrick Stewart sia autentico. E' uno che, nonostante venga professionalmente da ben altro e nonostante dopo sia stato legato a progetti cinematografici ben più remunerativi, è sempre rimasto molto legato negli anni al fandom di Star Trek, partecipando a diverse convention e spendendosi sempre con ottime parole per la serie. All'annuncio del suo ritorno come capitano Picard piangeva. E, per carità, è un attore, anche piuttosto bravo, ma credo non fossero lacrime ad arte. Era visibilmente emozionato.
                          Però, in qualche modo penso che neppure autori e produttori stavolta pensassero tanto ad un'operazione nostalgia. Di quattro serie fatte dopo TNG si è quasi sempre cercato di prendere le distanze da quanto venuto prima. Discovery cambia completamente il paradigma della saga (nel bene e nel male) ma anche Enterprise stessa aveva un piglio del tutto diverso, dove vediamo una connessione (per me abbastanza posticcia peraltro) a TNG solo nell'ultima puntata della serie. E poi ci sono i film nuovi, che hanno avuto il merito di creare nuovo fermento attorno alla saga. E anche questi non avevano nessun bisogno di Picard e compagnia. Anzi, hanno dimostrato che Star Trek "tira" anche senza ortodossia. Forse sopratutto senza ortodossia.
                          Io credo che si sia semplicemente stabilito che sarebbe stato bello raccontare ancora di Picard, perché è un personaggio con un potenziale enorme, un personaggio tragico e romantico, e di proiettare Star Trek in un futuro successivo a quello di Voyager. Non è un'operazione nostalgia ma la naturale prosecuzione di una storia.

                          Perché non raccontare un futuro ancora più remoto? Magari prima o poi lo faranno. Però, devo dire che è molto difficile ipotizzare un futuro più futuribile del XXIV secolo di Star Trek (inizi XXV con questa serie nuova) con gli occhi dell'oggi, senza scadere dalla fantascienza nel fantastico. Già gli sprazzi di XXVIII secolo visti in Enterprise risultavano poco verosimili.

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                          • #28
                            Benintesto se Picard torna per raccontarci delle difficoltà del Picard invecchiato, con l'attore completamente in parte.. sono curioso anche io di vedere che cosa mi aggiungono da tutto quello che di bello avevo giù visto dal personaggio. Se invece è una sorta di parafulmine perché si sono accorti che DIS non tira e che ai fan, glie lo fai indurire solo riproponendo roba come il passato, ovvio che per me partono male.

                            DIS seconda stagione ci mostrerà dei klingon capelloni, avvicinandosi a quel look tanto amato dai trekkiani.. può significare tutto o niente, però è innegabile che un pensierino al fatto che s'allisciano un po' le voglie dei fan, a me viene da farlo. ecco, non vorrei che anche "picard" rientrasse in questa logica
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                            • #29
                              Chi l' ha detto però che il Klingon capellone non fosse previsto fin dall'inizio? Tutto si può dire di Discovery tranne che gli autori non conoscano le serie precedenti di Star Trek. Sono stati piuttosto attenti sia nel rispettare che nel non rispettare la solita ortodossia di cui si parlava prima.
                              Io ipotizzo che già ci volessero arrivare. Non arriveranno ai klingon-genghiskhan della TOS ma a quelli delle serie successive per me avevano già pensato di tornarci. Ma siamo alle ipotesi.

                              In generale, però, distinguerei il fanservice dalla coerenza interna. Farti vedere i Klingon capelloni in Discovery io non lo vedo come fanservice, come un voler allisciare le voglie dei fan, ma come rispetto della coerenza interna di quanto mostrato ai fan fino a quel momento.

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                              • #30
                                Giustissimo, infatti ho scritto "può significare tutto o niente". Potrebbero benissimo averlo deciso sin dall'inizio questa cosa, come no. L'importante è sempre come le metti in scena le cose.. se risulterà fanservice fine a se stesso, tanto ce ne accorgeremmo tipo.. subito!

                                Al momento, mi rapporto solo alle mere sensazioni del trailer.. klingon capelloni, ritorno dell'enterprise e spock... tutta roba che "rilassa" il fan e lo riporta in una comfort zone. Picard in tal senso, con le poche notizie che abbiamo, mi ha dato la stessa identica sensazione.

                                Ma pronto a ricredermi se con i fatti mi dimostreranno che una serie su Picard invecchiato, ha senso di esistere, così come in DIS passare dai Klingon spelacchiati a capelloni e reintrodurre l'Enterprise in quell'arco narrativo.
                                # I am one with the Force and the Force is with me #

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