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Romulus (Sky)

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  • Medeis
    ha risposto
    Annunciata la seconda stagione, evidentemente chi aveva detto che era stato un flop aveva parlato a vanvera. Prima o poi vedo di recuperarla

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  • Woody
    ha risposto
    A proposito di Wiros, forse scopro l'acqua calda e magari era già ovvio per tutti ma nelle ultime 3-4 puntate mi sono convinto che sia lui
    Spoiler! Mostra

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  • aldo.raine89
    ha risposto
    Finita anch'io.
    Ci sono state alcune cose prevedibili (poche) ma affrontate comunque in modo banale e non scontato e altre piuttosto sorprendenti, anche a scapito dello spettacolo.
    Chiave d'interpretazione della serie è la contrapposizione tra religione o destino che sia da una parte e autodeterminazione/libero arbitrio dall'altra. Il più delle volte possiamo vedere come il primo aspetto sia usato da chi ha il potere per giustificare le proprie scelte e soggiogare gli altri, ma è interessante anche vedere come non sia tutto così lineare e vi siano tormenti interiori più complessi.

    Tra i tre personaggi principali quello più convincente e interessante per me è stato Wiros, nonostante non abbiamo assistito a conseguenze o turbamenti per via di quello che potremmo definire il suo peccato originale, chi ha visto sa a cosa mi riferisco. Un po' meno convincente Yemos e più altalenante Ilia, che può nascondere tuttavia una maggiore complessità da esplorare.

    Mi dispiace che sia così poco vista, ma probabilmente ci sono già stati e ci sono tuttora troppi prodotti simili e viene fatto poco o nulla per renderla figa e attrattiva agli occhi del grande pubblico. Spero comunque possa esserci una seconda stagione.

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  • Woody
    ha risposto
    Intanto ho finalmente visto il gruppo finale di puntate.

    La serie è sorprendente! Due cose su tutte che mi hanno fatto davvero piacere.

    I personaggi secondari non fanno cose stupide per garantire ai protagonisti delle scorciatoie di trama.
    La sensazione che i protagonisti si muovano in un mondo complesso è sempre presente.

    E poi, nonostante la serie tratti una storia stranota, niente è scontato. Quando pensi che la risoluzione vada a parare da qualche parte, la trama cambia direzione e ti stupisce.

    Il finale potrebbe persino funzionare come finale aperto ma conclusivo. Trattandosi il seguito di una vicenda conosciuta. Ma è evidente che è stato pensato nell'ottica di una seconda stagione.

    Dunque, visto che ne avete parlato, perché la serie ha perso pubblico?
    Intanto premetterei che è un peccato che qui si parli solo di questo argomento e che in pochi abbiano davvero visto la serie.
    Però penso dipenda dal fatto che è una serie che non dà punti di riferimento semplici. Molti dialoghi, molti personaggi e non sempre la storia prende la direzione più facile per svilupparsi.
    Questo è allo stesso tempo un punto di forza e un punto di debolezza della serie.

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  • mr.fred
    ha risposto
    Per la cronaca gli ultimi due episodi sono stati visti da appena 28.000 spettatori live.

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  • Woody
    ha risposto
    Continua il crescendo di questa serie che ora diventa bella e avvincente. Alle puntate 5 e 6 la serie ormai è matura e cammina da sola. Non più figliastra delle serie omologhe internazionali comincia a seguire una sua strada ben delineata, con la percezione costante che sappia dove andare a parare.
    Si, il mito lo conosciamo tutti fin dalle scuole elementari ma la serie gioca a stravolgerne le aspettative e riesce a diventare persino imprevedibile. Tanto da diventare terreno fertile per le prime teorie.
    La fattura è sempre più solida e convincente e il mezzo sempre più consapevole. Persino la CGI comincia a sorprendere. Siamo al momento in cui ci si dimentica quasi di trovarsi di fronte ad una produzione italiana con un cast italiano e si viene catturati dalle vicende.

    Stavo per dire che questa serie deve essere un punto da cui ripartire per le produzioni italiane future. Ma mi sono reso conto mentre formulavo questa idea che, no, questa serie assume già le connotazioni di un punto di arrivo per le serie italiane. Il punto in cui non esiste più quella riverenza e sudditanza rispetto alle grandi produzioni estere ma si è allo stesso livello. Con qualche nota autoriale in più, tipo l'uso del protolatino o la decisione di confermare la scelta de Il Primo Re di utilizzare solo illuminazione naturale per le riprese. Un tocco distintivo a cui si fa presto l'abitudine, restituendo un immagine forse meno precisa e patinata ma comunque impressionante in senso positivo.

    Ora non vedo l'ora di vedere come si svilupperanno i nodi emersi in queste ultime due puntate.

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  • Woody
    ha risposto
    Ma poi ancora confondiamo le early receptions con le potenzialità commerciali di una serie?
    La cancellazione di Star Trek alla terza stagione nel lontanissimo 1969 non ci ha insegnato niente?

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  • caosequo
    ha risposto
    Con tutte le coproduzioni europee scarse che mandano in onda, almeno questa nei suoi primi episodi pare buona e superiore al film. Ho letto che parallelamente stanno uscendo anche dei romanzi come si usa fare all'estero, anche se venisse cancellata avremmo un buon film e una buona serie, da qualche parte bisogna pur cominciare

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  • Medeis
    ha risposto
    No ma tranquillo, continua pure che mica stai facendo la parte di quello affetto da evidenti turbe psichiche

    Dirò alla mia amica Irene che lavora in un'importante casa di distribuzione di fare acquisizioni guardando al numero di voti di Imdb, una tecnica infallibile

    A causa dei tuoi commenti cattivi sono certo che Rovere piangerà tutte le sue lacrime ogni volta nel tragitto dalla sua casa alla banca a fare l'estratto conto

    Passo e chiudo

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  • gybbyr
    ha risposto
    Originariamente inviato da Medeis Visualizza il messaggio
    E che diavolo c'entrano i voti di Imdb con il successo commerciale? Come se in quel letamaio poi non ci fossero fior di capolavori con voti bassi...

    Qui si parla di soldi, di rendimento, di rapporto qualità-prezzo, ciò che valutano produttori e distributori. Avendo avuto l'opportunità di conoscere un po' di gente di questo mondo, non ne ricordo uno che non guardi al portafoglio quando deve acquistare o produrre un prodotto audiovisivo. E per mia esperienza nessuno avrebbe messo mano al portafoglio per produrre una serie televisiva se il film non avesse raggiunto i loro obiettivi, ossia costi contenuti e guadagno soddisfacenti, o che perlomeno non ha portato a perdite. Questa noiosa discussione è già stata fatta ai tempi del film, con tanto di intervista a Rovere postata da alcuni utenti tratta proprio da Badtaste dove c'era l'unica domanda interessante di tutta la carriera giornalistica di Niola, ovvero "Ma se il budget è TOT, allora in sala deve guadagnare Tot?" E Rovere spiegò dettagliatamente come funziona questo business, da sempre.

    Poi sulla qualità ognuno ha la sua opinione, ci mancherebbe, ma i soldi son soldi, punto, nessuno investe su qualcosa che sa già che non avrà successo (e se il film ha fatto così schifo perché produrre la serie? farsi due domande ogni tanto...). Noi non sappiamo quanta gente ha visto il film su tutti i canali disponibili, l'abilità di Groenlandia è quella di produrre roba molto solida dal punto di vista artigianale che può piacere universalmente. Come noi guardiamo horror spagnolo, thriller norvegesi o erotici giapponesi, nei modi più svariati, così all'estero può succedere con questi prodotti italiani che vengono venduti. E se anche non ci piacciono ce li guardiamo lo stesso, perché magari ci attrae il genere. Questa serie potrebbe fare schifo come diventare un successo tipo Vikings, tutto può essere.

    Vi consiglio però bonariamente di non pensare di avere certezze su successi o meno di film e serie sulla base di budget che conosciamo solo di stima e incassi di cui conosciamo una parte molto minimale come quelli in sala ( e quanti film andati male in sala hanno poi recuperato in altra maniera? la storia del cinema è piena di casi simili...). Molto ci è ignoto e lo possiamo capire a posteriori. E a posteriori possiamo senz'altro affermare che Il primo re ha raggiunto gli obiettivi che i loro produttori e distributori volevano, altrimenti non avrebbero mai investito i soldi pure sulla serie. Ma soprattutto, se fosse come dici tu, Groenlandia sarebbe fallita forse al primo film, e invece è una delle più solide realtà nostrane, un modello di business da emulare.
    Ti sto dicendo che se il primo re quando era uscito solo in Italia aveva 3800 persone che lo avevano votato e ora 4300, non credo che molte persone lo abbiano visto qua e là per il mondo.
    è una proporzione, non se l’è cagato nessuno dai.
    ora puoi andare a bagnarti le mutandine pensando a rovere, senza il bisogno di venirmi a scrivere paternali

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  • Naihir
    ha risposto
    Come non concordare.. in un paese poi come il nostro, dove magari si da tanto adito a una serie come Barbari, fatta da tedeschi e poi non si sa per quale motivo, si va a sputare su Romulus tacciandolo già di flop.

    Io ancora non la vedo, ma non perché non mi attiri, semplicemente perché voglio ritagliarmi del tempo e farla partire con on demand.. certe serie si meritano anche una immedesimazione più sentita. credo di non essere l'unico a pensare di fare così.

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  • Medeis
    ha risposto
    E che diavolo c'entrano i voti di Imdb con il successo commerciale? Come se in quel letamaio poi non ci fossero fior di capolavori con voti bassi...

    Qui si parla di soldi, di rendimento, di rapporto qualità-prezzo, ciò che valutano produttori e distributori. Avendo avuto l'opportunità di conoscere un po' di gente di questo mondo, non ne ricordo uno che non guardi al portafoglio quando deve acquistare o produrre un prodotto audiovisivo. E per mia esperienza nessuno avrebbe messo mano al portafoglio per produrre una serie televisiva se il film non avesse raggiunto i loro obiettivi, ossia costi contenuti e guadagno soddisfacenti, o che perlomeno non ha portato a perdite. Questa noiosa discussione è già stata fatta ai tempi del film, con tanto di intervista a Rovere postata da alcuni utenti tratta proprio da Badtaste dove c'era l'unica domanda interessante di tutta la carriera giornalistica di Niola, ovvero "Ma se il budget è TOT, allora in sala deve guadagnare Tot?" E Rovere spiegò dettagliatamente come funziona questo business, da sempre.

    Poi sulla qualità ognuno ha la sua opinione, ci mancherebbe, ma i soldi son soldi, punto, nessuno investe su qualcosa che sa già che non avrà successo (e se il film ha fatto così schifo perché produrre la serie? farsi due domande ogni tanto...). Noi non sappiamo quanta gente ha visto il film su tutti i canali disponibili, l'abilità di Groenlandia è quella di produrre roba molto solida dal punto di vista artigianale che può piacere universalmente. Come noi guardiamo horror spagnolo, thriller norvegesi o erotici giapponesi, nei modi più svariati, così all'estero può succedere con questi prodotti italiani che vengono venduti. E se anche non ci piacciono ce li guardiamo lo stesso, perché magari ci attrae il genere. Questa serie potrebbe fare schifo come diventare un successo tipo Vikings, tutto può essere.

    Vi consiglio però bonariamente di non pensare di avere certezze su successi o meno di film e serie sulla base di budget che conosciamo solo di stima e incassi di cui conosciamo una parte molto minimale come quelli in sala ( e quanti film andati male in sala hanno poi recuperato in altra maniera? la storia del cinema è piena di casi simili...). Molto ci è ignoto e lo possiamo capire a posteriori. E a posteriori possiamo senz'altro affermare che Il primo re ha raggiunto gli obiettivi che i loro produttori e distributori volevano, altrimenti non avrebbero mai investito i soldi pure sulla serie. Ma soprattutto, se fosse come dici tu, Groenlandia sarebbe fallita forse al primo film, e invece è una delle più solide realtà nostrane, un modello di business da emulare.

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  • gybbyr
    ha risposto
    Il primo re ha avuto grande successo all’estero in termini di gente che l’ha visto e di rientro di capitale??
    vedendo il numero di voti si imdb non mi pare ma mi sbaglierò io e sarà stato un successo commerciale senza eguali

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  • Medeis
    ha risposto
    Sembra di leggere le stesse discussioni di un paio di anni fa Anche allora mentre certi utenti gridavano "che flop" a una settimana dall'uscita quel "povero fallito" di Rovere firmava per fare la serie televisiva. Io non l'ho vista la serie, ma sarei cauto a dire che è un disastro e che certamente non verrà richiesta una seconda stagione. La serie esce solo questa settimana in Russia e Germania, e prossimamente in tutti gli altri Paesi che lo hanno finanziato.

    Se, e solamente se, i committenti non saranno soddisfatti dei risultati si potrà dire che è stato un flop, non certo gli ascolti di Sky o i commenti social di chicchessia. Ancora non è chiaro a qualcuno evidentemente come Rovere e la Groenlandia finanziano i loro progetti, ossia vendendo prima il prodotto per ottenere il budget necessario. La misura del loro successo o insuccesso è internazionale, e non nazionale, e si calcola su tutti i parametri (non quindi solo i biglietti staccati al cinema o lo share tv). Poi come tutte le cose se davvero è un disastro su tutta la linea non verrà fatta la seconda stagione, ma io sarei un po' meno presuntuoso nei giudizi, giusto perché qualcuno qui dentro ha già preso una cantonata madornale con Il primo re circa le valutazioni finanziarie...

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  • Woody
    ha risposto
    Originariamente inviato da gybbyr Visualizza il messaggio

    in raeltà sono propio i giovani, quelli su twitter che l'hanno stroncata, Quelli che usano now tv e hanno netflix
    Stiamo parlando di ascolti. Non di critica.

    Se cerchi ragazzini che si lamentano di tutto internet ne è pieno. Per qualunque cosa.

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