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Squid Game (Netflix)

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  • Squid Game (Netflix)

    Ho guardato la chiacchieratissima serie coreana reperibile su Netflix. https://www.netflix.com/it/title/81040344

    Per ora ho visto solo le prime due puntate, occhio agli SPOILER, che lo so che qualcuno l'avrà già vista tutta ma io vado piano.

    Devo dire che ha un taglio molto cinematografico nelle scene, alcune sono davvero immaginifiche e per adesso pur essendo un prodotto asiatico mi sento di dire che come Parasite, stessa identità geografica, è un prodotto abbastanza occidentale da non risultare indigesto al grande pubblico, ma basta vedere il grande riscontro di pubblico che sta avendo, infatti sembrano averlo visto tutti a giudicare dai meme che mi sono capitati sotto gli occhi.

    Voi l'avete vista? Che ne pensate?

  • #2
    Ne abbiamo parlato qua: https://forum.badtaste.it/forum/altr...58#post2075358
    Luminous beings are we, not this crude matter.

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    • #3
      Penso che un topic dedicato sia ok. Gli argomenti ci sono. Comunque ho postato di la.
      Wars not make one great

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      • #4
        Beh dai il topic tutto suo se lo merita (anche perché temo la spolperanno in tutte le salse ormai)

        Riporto qui i miei post:

        La sto vedendo... mi ha totalmente preso. Mi piace tutto, in special modo la facilità con cui queste produzioni coreane riescono ad implementare drama, action, splatter e umorismo in un solo ed unico calderone. Ovviamente adesso è una serie che diventerà pop, come La Casa di Carta e magari qualcuno la snobberà, ma io qui ci vedo davvero del talento a differenza della produzione spagnola. In generale queste produzioni asiatiche hanno una metodologia nel racconto e nelle immagini, davvero fortissima.

        Il fatto che sia non doppiata, al momento non mi disturba. Mi piace tanto sentire il coreano, con quegli allungamenti nelle frasi. Ti fa entrare a pieno nella storia ed empatizzi ancora di più con i personaggi. Credo di essermi fermato al momento all'inizio della 6a puntata e non vedo l'ora di continuare!
        Vista tutta e per me si candida come best serie dell'anno. Pazzesca. Mi ha tenuto incollato per tutto il tempo... se proprio devo fare un appunto è giusto sul finale, si percepiva un po' di difficoltà nel chiuderla, però sostanzialmente è stato un viaggione incredibile. Sentimenti, plot twist, semihorror, tensione, dramma, si ride, si empatizza, un kaleidoscopo di robe.

        Do per scontato la seconda stagione, visto come chiude e soprattutto c'è un dialogo in qualche episodio...
        Spoiler! Mostra
        "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
        And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
        That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


        # I am one with the Force and the Force is with me #

        -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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        • #5
          Boh, a me pare il solito prodotto mediocre accattivante da netflix, stracolmo di banalità e facilonerie, che punta tutto su intrigo, colpi di scena e pornoviolenza...

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          • #6
            i personaggi...la forza di questa serie sono i personaggi, si merita tutto il successo che sta avendo.

            da non confondere con la casa di carta o altre cazzate che diventano note per i meme e poco altro...

            "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

            "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


            ~FREE BIRD~

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            • #7
              Riporto pure il mio messaggio
              Originariamente inviato da Admiral Ackbar Visualizza il messaggio
              Ho visto Squid Game, serie coreana che da quanto ho capito sta avendo un buon successo anche qui - cosa davvero non scontata, specialmente se consideriamo che il doppiaggio italiano ancora non è presente. Come altri lavori made in Corea visti negli ultimi anni la serie riesce ad unire diversi toni e registri con grande nonchalance, dal grottesco al drama (e non solo). Tutto questo a servizio di una storia che ingloba temi come le iniquità economiche, la rincorsa al denaro, i rapporti umani e l'istinto di sopravvivenza; storia che si sviluppa principalmente attraverso le prove affrontate dai protagonisti, semplici giochi per bambini che acquistano risvolti morali e mortali. C'è forse qualche lungaggine di troppo, anche a causa di una o due sottotrame non così riuscite, ma la consiglierei senza dubbio.
              Sicuramente non è una serie perfetta e ha qualche problema, soprattutto verso la fine, ma ribadisco che merita anche se ora inevitabilmente molti ci si approcceranno con alte aspettative e quindi potrebbero rimanerne un po' delusi o trovarla semplicemente sopravvaluta.

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              • #8
                A parte che SPOILER SPOILER il protagonista avesse un debito corrispondente ad un occhio e un rene nella prima puntata e non avesse toccato ancora i soldi nell'ultima, dopo un anno, grossi problemi non ne ho visti. Non è una serie per tutti e ha un cinismo intrinseco non da poco, per il resto, come ho scritto di la, serie da promuovere sotto tutti i punti di vista.
                Wars not make one great

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                • #9
                  Originariamente inviato da The Inquisitor Visualizza il messaggio
                  Boh, a me pare il solito prodotto mediocre accattivante da netflix, stracolmo di banalità e facilonerie, che punta tutto su intrigo, colpi di scena e pornoviolenza...
                  Mah. Non mi pare così banale e facilone. Per essere un prodotto Netflix è abbastanza spregiudicato e poi è totalmente devoto ad un tipo di cinema che non appartiene all'occidente. In più ha una facilità estrema ad incastrare gag, horror e dramma in un solo ed unico calderone.. cosa che per produzioni americane più conosciute, riesce male e in un modo impietoso.

                  Tra le altre cose, la recitazione koreana, memore anche dei personaggi di LOST ha per me sempre un fascino recondito.. i drammi li sanno fare davvero bene e gli attori, non sembrano dei cani improvvisati o dei bambolotti messi li a fare la solita prestazione mediocre. La ragazza è praticamente una modella, ma fa un ruolo completamente lontano dal suo status, per dire.

                  Oltre questo la primissima puntata ha delle scene che sembravano uscite da un "manga", incredibili.

                  Regia, dialoghi, fotografia, son tutte cose estremamente curate e ci sono anche un sacco di riferimenti nascosti o in background che dopo la visione è piacevole scovare.

                  Concordo con chi dice di non confonderlo o accostarlo a La Casa di Carta.. non fatevi ingannare dalla popolarità o dalle tutine, sono due tipologie di show completamente differenti (per fortuna).
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                  • #10
                    ennesima serietta pompata dai media di netflix alla pari di una casa di carta, vista la prima puntata non mi ha ne spinto a volerne di più ne ci ho trovato sti gran guizzi di storia o regia

                    mi è parso un fight club-unger games koreano coi giochini dei bambinetti dove però si muore veramente, geniale, pure mio nipote crea questo genere di giochi quando salta su e giù per il divano (SE CADI MUORI), ma ha tipo 8 anni

                    ma visti i tempi che corrono immagino sia oro che cola sta robetta, fa ridere perchè certa gente scopre il cinema asiatico attraverso ste robe quando un Parasite qualche anno fa doveva già dare un sentore che da quelle parti il cinema sanno farlo eccome (in realtà da molti più anni ma ci si accontenta e cito un film recente)
                    Ultima modifica di MartyMcFly; 12 ottobre 21, 16:31.

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                    • #11
                      Oh, già che ci sono riporto anch'io il mio parere:

                      Originariamente inviato da Ameria Visualizza il messaggio
                      "Squid Game" l’ho recuperato praticamente in un’unica soluzione (^^""") un paio di giorni fa… e ne approfitto, quindi, per aggregarmi alla discussione con qualche riga che – per la verità – ho già postato altrove, giusto per evitare di rielaborare il tutto…



                      Via il dente, via il dolore: “Battle Royale”, “Alice in Borderland”, “Hunger Games”… sono queste le opere più di frequente - e più o meno fondatamente - menzionate quali fonti d’ispirazione per SQUID GAME, k-drama recentemente assurto agli onori della cronaca grazie all’impressionante e inaspettato successo da esso riscosso su Netflix.
                      Sgomberato il campo dalla necessità di citare certi illustri predecessori, quindi, ritengo si possa tranquillamente guardare a questa serie come all’ennesimo, sì, ma non per questo meno brillante (i coreani sono maestri, dopotutto, dell’arte di raccordare registri fra loro molto diversi, se non addirittura *stridenti* l’uno con l’altro) tentativo di tessere, lungo una tela intrisa di politica e di feroce critica anticapitalista, un elaborato ricamo fatto di humor nerissimo, di gusto per il gore, di espedienti narrativi di stampo deliziosamente ludico volti a intrattenere ogni spettatore disposto ad avanzare fianco a fianco con i protagonisti della storia, così da chiedersi quanto meglio o quanto peggio di loro farebbe, nelle stesse circostanze, alle prese con gli stessi giochi e con la stessa esigenza di fronteggiare i capricci del fato (le cui simpatie, per la verità, sembrano oscillare abbastanza imprevedibilmente fra gli attori più spregiudicati e quelli più compassionevoli della tragedia rappresentata) e di scendere a patti con la propria morale. Il tutto incorniciato da un notevole dispiego di mezzi, visibile sia nell’impeccabile fotografia (splendida, in particolare, quella crepuscolare a cui sono affidate le scene chiave del quarto episodio) sia nell’inquietante stramberia delle scenografie (le scale da casa delle bambole per esseri umani appaiono proprio come la manifestazione tattile del delirio di un folle); per non parlare, beh, della presenza di un cast di prima scelta, in cui trovo spicchino tanto il protagonista Lee Jung Jae quanto Park Hae Soo, ovvero il futuro Berlino nel remake coreano de “La Casa de Papel”… nonché, va da sé, le due Super Special Golden Guest Stars d’Eccezione Lee Byung Hun e Gong Yoo – il quale, dai tempi in cui interpretava il goblin più romantico del mondo, sembra essersi giusto un po’ incattivito.
                      Drama esente da difetti, dunque, per me… ? Certamente no, a meno di non voler chiudere un occhio su un paio di diramazioni dell’intreccio che la sceneggiatura pare coltivare solo per forza d'inerzia o, al limite, con il discutibile scopo di sommare qualche puntata alle 6/7 in cui la trama principale, quella veramente accattivante, avrebbe già potuto essere sviluppata alla perfezione. Perdonabile scivolone, questo, da cui una seconda stagione potrebbe comunque riuscire a redimere l'intera serie, se non fosse che... ecco, di voci affidabili, in merito, al momento non ne girano e io sono ancora qui, peraltro, ad attendere anche il doveroso seguito di "Sweet Home"...



                      … e, a proposito di “Sweet Home”, dato che ho visto qualcuno chiedere informazioni: si tratta, a mio avviso, di una buonissima serie (a dispetto di una gestione non sempre ottimale della CGI - che, nel caso di alcune sequenze d’impronta action, finisce per pregiudicare un po’ il piacere della visione ><), ma abbastanza lontana da “Squid Game” sia per genere sia per intenti. Varrebbe la pena guardarla, comunque, anche solo per il personaggio del predicatore cattolico che va in giro ad affettare mostri con la spada… macchiettistico quanto volete, ma galvanizza che è uno spettacolo.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da MartyMcFly Visualizza il messaggio
                        ma visti i tempi che corrono immagino sia oro che cola sta robetta, fa ridere perchè certa gente scopre il cinema asiatico attraverso ste robe quando un Parasite qualche anno fa doveva già dare un sentore che da quelle parti il cinema sanno farlo eccome (in realtà da molti più anni ma ci si accontenta e cito un film recente)
                        Sul resto non concordo e secondo me, dovresti andare ben oltre la prima per entrare totalmente nel mood della serie, anche perché diventa decisamente più cruenta e ha anche dei tratti abbastanza horrorifici in alcuni frangenti.

                        Questo pezzo però è vero... molti stanno scoprendo il cinema asiatico solo ora o con altrettanti prodotti Netflix all'interno dei cataloghi... ma sai che c'è? Poco male. Alla fine è importante il risultato finale, ovvero che la gente abbandoni la comfort zone e si dedichi anche ad un altro tipo di cinema.

                        Ma poi quando è mai successo che un titolo NON DOPPIATO in Italia, facesse tutto sto successo? Anche questo è un dato non indifferente, poi se dietro c'è solo la morbosità di mettersi al paro con il gruppo di amici e conoscenti che lo hanno già visto, non lo so.. ma ad ogni modo son tutte cose che spingono il pubblico a guardare prodotti diversi e culturamente nuovi.

                        p.s.
                        nel catalogo netflix ci sono anche alcuni titoli sci-fi asiatici che reputo decisamente più riusciti degli ultimi blockbusteroni usciti da hollywood.
                        "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
                        And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
                        That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


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                        • #13
                          Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

                          Sul resto non concordo e secondo me, dovresti andare ben oltre la prima per entrare totalmente nel mood della serie, anche perché diventa decisamente più cruenta e ha anche dei tratti abbastanza horrorifici in alcuni frangenti.

                          Questo pezzo però è vero... molti stanno scoprendo il cinema asiatico solo ora o con altrettanti prodotti Netflix all'interno dei cataloghi... ma sai che c'è? Poco male. Alla fine è importante il risultato finale, ovvero che la gente abbandoni la comfort zone e si dedichi anche ad un altro tipo di cinema.

                          Ma poi quando è mai successo che un titolo NON DOPPIATO in Italia, facesse tutto sto successo? Anche questo è un dato non indifferente, poi se dietro c'è solo la morbosità di mettersi al paro con il gruppo di amici e conoscenti che lo hanno già visto, non lo so.. ma ad ogni modo son tutte cose che spingono il pubblico a guardare prodotti diversi e culturamente nuovi.

                          p.s.
                          nel catalogo netflix ci sono anche alcuni titoli sci-fi asiatici che reputo decisamente più riusciti degli ultimi blockbusteroni usciti da hollywood.
                          hai ragione su questo punto di vista e concordo

                          "meglio che niente"

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                          • #14
                            Invece io ho notato che negli ultimi giorni in top ten è entrata Alice in Borderland, serie giapponese del 2020 passata relativamente inosservata e con alcuni punti in comune con questa.
                            Vediamo se adesso fa capolino anche qualche altra serie coreana degli anni passati.
                            Luminous beings are we, not this crude matter.

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                            • #15
                              Alice in Borderland, a suo tempo, a me era sembrato avesse "fatto il botto" anche presso un pubblico generalmente meno avvezzo alle produzioni asiatiche... ma nulla di anche solo lontanamente paragonabile al successo riscosso da Squid Game ^^"", certo.

                              Detto ciò, io ancora non mi capacito del silenzio sotto cui sono passati drama come Strangers From Hell (praticamente una sorta di Hannibal coreano... peraltro impreziosito dalla presenza, nel cast, del sex symbol Lee Dong Wook e della Lee Jung-eun reduce dal trionfo di Parasite) o The Ghost Bride (tratto dal popolarissimo romanzo omonimo di Yangsze Choo), il cui "taglio" mi è sempre apparso piuttosto - diciamo così - internazionale... ma tant'è... ><

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