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Netflix - Topic di discussione generale

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  • Originariamente inviato da Ameria Visualizza il messaggio
    e poi, vabbé... considerazione "meta": vedere Kento Yamazaki, divenuto famoso per aver interpretato L nel più recente adattamento televisivo di Death Note, alle prese con enigmi come quello delle tre lampadine... wow 8'D
    Simpatico l'enigma delle lampadine, sembrava uscito da un videogioco punta e clicca.
    Luminous beings are we, not this crude matter.

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    • Originariamente inviato da Ameria Visualizza il messaggio

      È (molto liberamente, soprattutto nella - in effetti - affrettatissima parte finale...) tratto da un webtoon.
      E, sì, si vede XD

      Concordo: quello vantato da Sweet Home è un cast che, pur essendo composto più da ruoli e da stereotipi che da personalità vivide e sfaccettate, viene messo nella condizione di funzionare al meglio e di toccare, quasi sempre, le corde giuste. Cosa che, a suo tempo, mi aveva portata a preferire questo titolo al già citato Alice in Borderland (paragone che a me riesce spontaneo principalmente perché ho visto la popolarità dei due drama esplodere più o meno nello stesso periodo), il cui punto di forza, a mio avviso, risiede invece nell'aspetto ludico e grottescamente ingegnoso delle prove a cui vengono sottoposti, di volta in volta, i protagonisti (e poi, vabbé... considerazione "meta": vedere Kento Yamazaki, divenuto famoso per aver interpretato L nel più recente adattamento televisivo di Death Note, alle prese con enigmi come quello delle tre lampadine... wow 8'D).
      Grazie per le info e ne approfitto per darti (in ritardo) il benvenuto nel forum, ho apprezzato molto anche il tuo intervento nel topic di Squid Game!

      Sembri molto esperta nel mondo asiatico, ne dovrò approfittare per chiederti un po' di consigli su che serie e/o film vedere su Netflix perché mi sto davvero appasionando a questi show. Se hai qualche altro serial o film da consigliare nel catalogo, fai pure
      "So the son saves the father and the father saves the son and it works out perfectly.
      And I draw that line all the way from Phantom Menace to Return of the Jedi.
      That’s the story of Star Wars." - Dave Filoni


      # I am one with the Force and the Force is with me #

      -= If You Seek His Monument Look Around You =-

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      • Anche io settimana scorsa mi son visto Sweet home. Volevo anche chiedere ad Ameria se avesse voglia di aprire un topic dedicato, visto anche che con tutte le porte lasciate aperte, faranno un seguito. Ho un pò di domande sui personaggi (su cui in parte ha risposto Sir Dan). Fatico a comprendere, non essendo molto infarinato di cultura coreana, quanto alcuni personaggi siano caricaturali o ironici.
        Wars not make one great

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        • Originariamente inviato da Naihir Visualizza il messaggio

          Grazie per le info e ne approfitto per darti (in ritardo) il benvenuto nel forum, ho apprezzato molto anche il tuo intervento nel topic di Squid Game!

          Sembri molto esperta nel mondo asiatico, ne dovrò approfittare per chiederti un po' di consigli su che serie e/o film vedere su Netflix perché mi sto davvero appasionando a questi show. Se hai qualche altro serial o film da consigliare nel catalogo, fai pure
          Grazie per il benvenuto! :'3

          E... in realtà non sono granché esperta (diciamo che mi focalizzo sui generi di mio interesse - storico, fantasy e horror - e finisco per ignorare un po' tutto il resto ^^"""), però un k-drama presente su Netflix che non mi stancherei mai di consigliare *soprattutto* a chiunque abbia apprezzato, anche solo in minima parte, titoli come Sweet Home è, a mani basse, Strangers From Hell: thriller "sporco" e claustrofobico, forte di un cast di stelle (fra le quali ritroviamo, peraltro in un ruolo di primissimo piano, Lee Jung-eun, ovvero la governante di casa Park in Parasite) e, a parer mio, anche di qualche eco "hannibaliana" - ovviamente declinata in salsa coreana XD e intrisa di un'efficace, immancabile critica sociale.


          Originariamente inviato da Yalun Visualizza il messaggio
          Anche io settimana scorsa mi son visto Sweet home. Volevo anche chiedere ad Ameria se avesse voglia di aprire un topic dedicato, visto anche che con tutte le porte lasciate aperte, faranno un seguito. Ho un pò di domande sui personaggi (su cui in parte ha risposto Sir Dan). Fatico a comprendere, non essendo molto infarinato di cultura coreana, quanto alcuni personaggi siano caricaturali o ironici.
          Lo apro (e provo a fugare eventuali dubbi~) volentieri!

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          • Ogni settimana un nuovo record.
            Netflix dilaga.

            Maid è una delle serie più viste del trimestre su Netflix, battendo il successo di La regina degli scacchi. Aggiornati i dati di Squid Game

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            • Non pensavo che Maid stesse facendo questi numeri.
              Boost per la carriera di Margaret Qualley dopo il film con Tarantino.

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              • Alla fine Squid Game ha fatto 142 milioni di views in 28 giorni, quasi il doppio di Bridgerton.
                Il mese dei record per Netflix.

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                • Visto MIDNIGHT MASS. Leggendo i vostri commenti mi pare che siamo d'accordo su un punto, l'incontinenza verbale pervasiva e prostrante. Vero è che la serie è kinghiana nel midollo e pure nei romanzi di King i personaggi parlano a tutto spiano ma la verbosità lì non pesa grazie alla vivacità degli scambi, qua invece la lunghezza di confessioni e rammemorazioni è ancor più accentuata perché non si sono stacchi e la macchina da presa si avvicina al volto di chi parla con un movimento in avanti quasi impercettibile. Quasi ammirevole nel suo rigore, anche se puttana eva a volte si esagera, e si raggiunge un picco di demenzialità quando alla denuncia da parte di un'esagitata Erin Green che un demone vampiro si aggira per la comunità con il parroco quale suo pernicioso succube, lo sceriffo reagisce raccontandole la rava e la fava di come è finito a fare lo sceriffo nell'isola, tutto all'insegna, per quel che mi riguarda, della vastità del cazzo che me ne frega. D'altra parte è difficile pensare a come si sarebbero potuti sfrondare alcuni di quei monologhi dato che sono una scelta stilistica connaturata al tipo di atmosfera (accorata!!) voluta dagli autori.
                  Detto questo, a me la miniserie è piaciuta. Quello che avevo visto di Mike Flanagan prima mi aveva fatto abbastanza cagare (Hill House credo sia l'unica serie che ho mollato a metà), tecnicamente è abile ma lo trovo algido, una sorta di J.J. Abrams in ambito horror. Gli ultimi due episodi sono memorabili, con un momento della sesta in cui ho avuto un picco di godimento, ad un certo punto c'è un'inquadratura fissa da cinema classico, sulla sinistra del quadro, in lontananza, ai piedi della collina avanza lentamente la processione della folla cantorina con le candele, mentre sulla destra si vede in primo piano il ciccio barbuto che scollega i fili dell'elettricità e poi con calma scende per un sentiero, e il regista non stacca per un bel po', facendoci godere mezzo minuto di notturno arioso e vibratile. Tutta la scena in chiesa poi è una parafrasi potente del massacro di Jonestown (se n'è parlato la settimana scorsa perché se ne realizzerà un film, progetto insidiosissimo!), anche se durante la carneficina mi pare si sia scelto di tenere il freno a mano per quel che riguarda l'efferatezza grafica, ma vabbeh.
                  La chiusa è buona e giusta e il monologo dai toni estatici di Erin è toccante anche se, di nuovo, l'è massa longo.
                  Suggestiva la scansione degli episodi seguendo la struttura della messa. Bellissimi tutti gli inni sacri cantati dal coro maschile in colonna sonora.
                  Ultima modifica di Bone Machine; 14 novembre 21, 18:05.

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                  • Flanagan è l'Hideo Kojima del cinema horror


                    Originariamente inviato da Bone Machine Visualizza il messaggio
                    si raggiunge un picco di demenzialità quando alla denuncia da parte di un'esagitata Erin Green che un demone vampiro si aggira per la comunità con il parroco quale suo pernicioso succube, lo sceriffo reagisce raccontandole la rava e la fava di come è finito a fare lo sceriffo nell'isola, tutto all'insegna, per quel che mi riguarda, della vastità del cazzo che me ne frega.
                    La mia identica reazione
                    Una parte di me sapeva bene a cosa stava per assistere, l'altra che non si era ancora rassegnata pensava "no, ma non sarà davvero che ne mette uno pure qua?"
                    Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 14 novembre 21, 18:08.
                    Luminous beings are we, not this crude matter.

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                    • Quando ho detto che a un certo punto mi sembrava stesse diventando una parodia avevo in mente soprattutto quella scena. Ha segnato tutti vedo

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                      • Originariamente inviato da mr.fred Visualizza il messaggio
                        Ogni settimana un nuovo record.
                        Netflix dilaga.
                        La "acquacaldista" Selvaggia Lucarelli ha traslocato testata giornalistica e scritto una recensione di "Maid" :
                        https://www.editorialedomani.it/maid...relli-ipnv5sqw

                        Ho visto le prime due puntate di "L'Uomo delle castagne", che pare il "tipico" thriller nordico ( qui danese) e probabilmente lo è ...Comunque acchiappa , mettendo in scena una situazione eterogenea di assassinii che "naturalmente" hanno una chiave interpretativa condivisa. Indaga un'investigatrice vivaddìo felicemente madre single (con nuovo compagno) e un collega venuto da fuori , un po' Bastardo di Pizzofalcone che come al solito doveva "rimanere-al-massimo-un-paio-di-giorni". Ad ora i dialoghi si mantengono fluidi , asciutti e descrittivi ma non pedanti ; in una sfera che guarda alla psicologia ed al confronto analitico piuttosto che all'azione pura (...col canonico : entro in una casa apparentemente disabitata e scopro...).
                        "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                        • L’Uomo delle castagne Ep.3 ed Ep.4; in un arco narrativo di “solo” 6 ,addensano gli spunti narrativi ed offrono una prima risoluzione , che non sarà definitiva , malgrado le apparenze. Ritmo no indiavolato ma progressione regolare , senza fasi estese di decompressione drammaturgica. La coppia di detective formalizza un disagio esistenziale ( Lei molla su due piedi il moroso, quando fino al giorno prima ci limonava con trasporto adolescenziale, sic!) che li collega , argomentativamente, allo scempio del serial killer che braccano, uno psicopatico con intenti (…parrebbe…) da moralizzatore (a là “Se7en”?). Atmosfera saldamente plumbea ed autunnale; e quindi niente di male a sfruttare le “risorse” del territorio , come le castagne ;-) .

                          "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                          • "L'Uomo delle castagne" Ep. 5. L'episodio inizia con il down del caso, "fintamente " risolto , tra lo sciogliete le righe dei due investigatori demandati ad altri incarichi, ma col tarlo di qualcosa che non torna, ed infatti...

                            Facendo luce sull'incipit della serie, finora lasciato in una collocazione incerta e retrodatata , assistiamo all'attivazione definitiva dei personaggi principali che, pur muovendosi individualmente stanno per convergere verso la resa dei conti, trascinati/trascinanti il killer (non così scontato).
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • "L'Uomo delle castagne" Ep.6. L'epilogo . La storia è da ritenersi conclusa ed autosufficiente; e l'ultima scena più una riflessione di opportunità che un vero e proprio "gancio" di una ipotetica St.2. D'altronde l'assegnazione , anche motivazionale, dei ruoli si era delineata già alla fine del quinto episodio e rimaneva di scoprireil come:
                              Spoiler! Mostra
                              . Nel complesso godibile salvo avversione o saturazione per il genere ed i suoi stereotipi. Fine.
                              "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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