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Netflix - Topic di discussione generale

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Ho terminato Makanai, la serie di Koreeda tratta da un manga abbastanza popolare in Giappone che non conoscevo (da cui, a sua volta, era già stata tratta una serie animata).

    Mi è piaciuta molto, è una serie che conquista pian piano, oserei dire unica nel suo genere, che non punta sui tipici conflitti multi-episodio che tengono desta l'attenzione, ma trasporta con garbo nel mondo parzialmente fuori dal tempo di una scuola per geishe moderne (qua geiko) attraverso un racconto delicato, con qualche punta di malinconia, ma soprattutto tanto affetto per i suoi personaggi.
    Toni pacati, a volte quasi rarefatti, ma mai pretenziosi, con una buona ma non pedante attenzione nel mostrare l'aspetto tradizionale di questo mondo.

    Ho apprezzato anche il lato leggero e divertente della vicenda, soprattutto perché non si ritaglia un suo spazio con gag e battute, ma perché l'umorismo emerge naturalmente dalla semplice e placida osservazione dei caratteri che si dispiegano davanti alla mdp.

    In generale non è difficile che faccia pensare a certi film più leggeri di Ozu come toni e atmosfere che riesce ad evocare, ma anche certi film anime slice of life della Ghibli e simili.

    A questo proposito, come percentuale di sorrisi al minuto se la gioca con i film di Ozu, anche se qua sono mediamente più genuini e meno maschera(mento) sociale.

    Koreeda è affiancato alla regia da tre giovani registi (cinematografici) scelti da lui, e lo stile generale è abbastanza uniforme (long take fissi o poco mobili, composizione geometrica, campo e contro campo classico, uso abbastanza generoso del dettaglio).

    La storia copre tutto il primo "anno scolastico" ed è perfettamente autoconclusiva. Al momento non sono previste altre stagioni.

    Ultima modifica di Sir Dan Fortesque; 01 febbraio 23, 16:08.

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  • Maddux Donner
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    The Glory

    Se c'è una cosa che piace raccontare ai coreani sono le storie di vendetta e questo thriller piuttosto appassionante approfitta del formato seriale per ramificare i conflitti a personaggi multipli, tutti con le loro linee di contrasto e congiunzione.

    La prima parte consta di 8 episodi (tutti scritti da un solo sceneggiatore e diretti da un unico regista), la seconda verrà rilasciata il 10 Marzo e vedremo se la moltitudine di elementi inseriti giocheranno tutti un ruolo nello sbrogliare l'intricata matassa.

    Anteprima doppiata in italiano. https://youtu.be/RM_pvwe5GZE Anni dopo avere subito un terribile abuso al liceo, una donna attua un elaborato piano di vendetta per far pagare ai colpevoli i loro crimini. Dal 30 Dicembre su Netflix. https://youtu.be/7w59DitixVY

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    The Glory

    Se c'è una cosa che piace raccontare ai coreani sono le storie di vendetta e questo thriller piuttosto appassionante approfitta del formato seriale per ramificare i conflitti a personaggi multipli, tutti con le loro linee di contrasto e congiunzione.

    La prima parte consta di 8 episodi (tutti scritti da un solo sceneggiatore e diretti da un unico regista), la seconda verrà rilasciata il 10 Marzo e vedremo se la moltitudine di elementi inseriti giocheranno tutti un ruolo nello sbrogliare l'intricata matassa.

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  • mr.fred
    ha risposto
    Credevo fosse una cosa seria e invece sembra una di quelle fiction procedurali un po' sciocchine che mandano nel prime time di Rai Uno (ma con l'estetica patinata di tutte le serie Netflix).
    Secondo voi esce le tette?

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  • MrCarrey
    ha risposto

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  • Medeis
    ha risposto
    Il romanzo non l'ho letto ma spulciando le trame di entrambe credo che sia autoconclusiva

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Grazie, De Angelis era uno dei motivi per cui m'incuriosiva.

    Ma si sa se è autoconclusiva?

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  • Medeis
    ha risposto
    Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque Visualizza il messaggio
    Ma questa questa nuova Ferrante targata Netflix, "La vita bugiarda degli adulti", la sta guardando qualcuno qua dentro?
    Io l'ho iniziata a vedere perché qui a Napoli se ne sta discutendo moltissimo, l'eterno dibattito tra le due o più città che coesistono, quindi mi sono quasi sentito obbligato alla visione. Non do ancora giudizi ma indubbiamente De Angelis sa girare - e lo si sapeva già - la ricostruzione degli anni Novanta è puntuale e chiaramente a me tocca perché li ho vissuti in pieno Officina 99, Raiz che ti strappa l'anima con Nun te scordà, i punkabbestia e i chiattilli, la borghesia del Vomero e di Posillipo e la periferia dove il mare non bagna Napoli (e questo è molto Ferrante), la lingua italiana e quella partenopea indissolubilmente intrecciate. Che tutto questo appassioni fuori dalla mia città non lo so, ma è vero che la Ferrante ha un seguito incredibile quindi un eventuale successo non mi stupirebbe, ammesso che la qualità resti alta mano a mano che procede.

    Bravi tutti gli attori (con qualche dubbio sulla Golino) e la protagonista ha un pp che funziona. Al solito mi infastidisce la voce narrante quando viene usata, io farei una moratoria per levarla da tutti i film italiani per i prossimi 5 anni

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  • MrCarrey
    ha risposto
    La guarderò io nei prossimi giorni.
    Metacritic TV Reviews, The Lying Life of Adults - Season 1, The Italian-language series adaptation of Elena Ferrante's novel of the same name is centered on the coming-of-age of Giovanna (Giordana ...

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  • mr.fred
    ha risposto
    Peste mi colga!

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  • Sir Dan Fortesque
    ha risposto
    Ma questa questa nuova Ferrante targata Netflix, "La vita bugiarda degli adulti", la sta guardando qualcuno qua dentro?

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  • mr.fred
    ha risposto
    Wow.

    Netflix has landed the package East of Eden, a new limited series based on the classic John Steinbeck novel with Zoe Kazan adapting and Florence Pugh attached to star.

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  • MrCarrey
    ha risposto
    Ho visto il primo di 5 episodi di "Vampire in the Garden" miniserie anime uscita oggi su Netflix. Una buonissima apertura, una spiccata capacità di sintesi nella scrittura e di forte presa emotiva catapultano immediatamente al centro della vicenda, ottiene esattamente ciò che desidera e lo fa in poco più di 20 minuti, senza perdersi in fronzoli, denso di avvenimenti e pathos, manco fosse il climax alle porte di un finale di stagione. Al termine mi sembrava di aver assistito ad una storia raccontata in una o più ore, che non è da intendere con un'accezione negativa, non è un problema di lentezza, bensì è la ricchezza di avvenimenti a lasciare increduli, così sapientemente condensati in un arco di tempo tanto ristretto. Per quanto mi riguarda è un ottimo esempio nel campo dell'animazione di storytelling semplice ma tremendamente efficace. Così come è efficace il worldbuilding eseguito con poche e dritte pennellate. Se parliamo di pennellate, nel concreto, è un peccato che le animazioni e i character design siano così modesti. E il fatto che Netflix recentemente abbia tagliato i fondi al reparto animazione non fa ben sperare per il futuro in tal senso.
    ​​​​​​Belle le musiche che accompagnano e fanno lavorare ancor meglio i vari momenti clou.
    Un po' Romeo e Giulietta, un po' 1984 con il discorso sull'arte, Vampire in the Garden intavola dei temi universali: integrazione, accettazione delle diversità, l'utopia multiculturale e multietnica. Tutto risaputo, ma alla luce dei tempi che corrono, con una guerra in atto poco distante dai nostri confini, si è più sensibili a certe riflessioni, che forse tanto scontate poi di fatto non sono.
    Seguo e vediamo come si sviluppa... non è Arcane ma, nella sua semplicità e per la salienza del messaggio, per ora mi sento di promuoverlo.

    Ultima modifica di MrCarrey; 17 maggio 22, 02:49.

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  • mr.fred
    ha risposto
    Jessica Chastain ci ha messo gli occhi sopra e fra qualche anno farà il bis agli Oscar.

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  • Maddux Donner
    ha risposto
    Il trash italiano invade anche Netflix.
    Netflix ha annunciato oggi Wanna, la docu-serie dedicata alle vicende di Wanna Marchi: ecco le prime immagini ufficiali

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