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The Last of Us

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  • The Last of Us

    Un nuovo gioco con gli "zombie"!
    Sì, lo so che ultimamente gli zombie appaiono troppo, ma questa gioco è della Naughty Dog!!
    Che poi non sono i "soliti zombie" che si vedono in giro...
    Guardatevi il trailer:



    Ovviamente le scene a fine trailer ricorda molto "Io sono Leggenda".
    Io comunque, spero che sia in terza persona!! :P

  • #2
    Ho già l'acquolina in bocca... gnam gnam ;D

    Ecco qualche succosa info in più:

    Il gioco viene definito come "un'esperienza che miscela elementi action e survival", dunque l'ipotesi più accreditata è che si tratti di una sorta di reinterpretazione di Left 4 Dead in terza persona. Protagonisti della storia sono Joel ed Ellie, che nel trailer vediamo approcciare una casa alla ricerca di provviste e armi, quindi venire attaccati da questi "zombie" che ricordano molto quelli di "28 Giorni Dopo" e di "Io Sono Leggenda". Nonché, appunto, quelli di L4D.

    The Last of Us si muoverà utilizzando l'engine di Uncharted 3: L'Inganno di Drake e ci proporrà, dunque, sequenze di intermezzo in real time dalla straordinaria qualità, come abbiamo potuto vedere. Naughty Dog punta molto sull'elemento narrativo, che sarà quindi alla base di questa nuova esperienza.

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    • #3
      http://www.badtaste.it/articoli/il-d...i-di-uncharted
      :P

      PS: è in terza persona!!



      Bellissimo!

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      • #4
        Naughty Dog?? Gnam gnam
        è forse la casa migliore che ci sia attualmente, gli Uncharted sono fra i giochi migliori per PS3 (con l'ultimo hanno sfornato un altra perla, meraviglioso) e non si può non aspettarsi molto.
        Diciamo che loro sono la "Pixar" del mondo videoludico!

        Il trailer è accattivante, anche se comunque banalotto nelle ambientazione.. meno banale il design dello zombie!
        La ragazza a voi non ricorda terribilmente Ellen Page in Juno?
        "Andata e ritorno di Bilbo Baggins"






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        • #5
          E' già un fatto positivo che sia in 3^ persona (in 1^ non lo sopporto proprio). Il trailer dà la giusta carica, e anche se forse sarà la classica storia degli zombie, forse vale la pena provare un gioco simile! Le ambientazioni all'interno degli edifici sembrano sempliciotte, quelle esterne invece sono stupende, mi ricordano molto quelli della città dominata dalla vegetazione di Enslaved Odyssey to the West!

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          • #6
            Contrariamente a quanto mostrato dal Trailer, The Last of Us non sarà un gioco incentrato sugli Zombie. Le dichiarazioni di Neil Druckmann, il creative director del gioco, sviluppato da Naughty Dog in esclusiva per Ps3, non lasciano molti dubbi a riguardo. "Se il gioco avesse parlato dei mostri, non li avremmo mostrati. La storia non è incentrata su di loro." ha affermato Druckmann.

            Al contrario, la trama si focalizzerà sugli esseri umani ancora in vita, soprattutto sul rapporto che c'è tra i due personaggi protagonisti. Joel è un anti-eroe, ed Ellie è una ragazzina di 14 anni con nessuna memoria del mondo prima che venisse colpito dalla piaga.
            "Quei gesti non verbali tra i due visti nel trailer raccontano da quanto tempo si conoscono. Cosa pensare delle altre persone non infette?"
            Il gioco sarà ambientato in diverse città degli Stati Uniti, e questo suggerisce che le dinamiche legate alla sopravvivenza coinvolgeranno sia l'uccidere che il cercare le risorse.
            Ma, per il momento Naughty Dog, non si è sbottonata sul gameplay.
            "The Last of Us sarà incentrato sulla storia, ma gli elementi principali del gioco saranno tre: gameplay, storia e arte. Come gamer si tratta di strategia, e dare ai giocatori abbastanza strumenti per pianificare qualcosa, intraprendere scelte, e vivere le loro conseguenze. "
            The Last of Us è in sviluppo da un team composto da 80 persone negli ultimi due anni, che si sono ispirati a No Country For Old Men, The Road, The Walking Dead (il fumetto), e City of Thieves (Romanzo) per realizzare la sceneggiatura e le atmosfere del gioco.
            Il gioco dovrebbe uscire entro la fine del 2012/inizio 2013, ma Naughty Dog non ha ancora una data di uscita da annunciare. Non aspettatevi una release date in anticipo di un anno come avvenuto con Uncharted 3: "E' un qualcosa che non rifaremo mai più" ha affermato Druckmann.

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            • #7
              Peccato però che non ci sia il multiplayer...
              comunque tre nuovi artwork!!

              Spoiler! Mostra

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              • #8
                E' ancora troppo presto per farmi una idea, cmq voglio dargli una possibilità.

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                • #9
                  Un pò di articoli.


                  Funghi assassini
                  Bruce Straley, game director, afferma che per sciogliere alcuni dubbi è sufficiente riguardare con attenzione proprio il trailer, che è stato costruito appositamente per suggerire al giocatore i fondamenti di gameplay con cui si troverà a che fare.
                  The Last of Us è stato definito dagli stessi sviluppatori come un action-adventure in terza persona tinto di survival, ambientato in un apocalittico futuro molto prossimo nel quale l’umanità è stata quasi completamente annientata da una malattia fungina. L’idea di base è nata da una puntata del documentario della BBC Planet Earth, durante la quale venivano mostrate le crude immagini di insetti e aracnidi colpiti dal Cordyceps, un fungo parassita in grado di uccidere in pochi giorni il corpo dell’ospite, auto-propagandosi dall’interno. L’affascinante idea che la stessa cosa potesse succedere anche agli umani, mescolata con abbondanti dosi di scenari post-apocalittici di recente interesse letterario e filmico (The Road e The Walking Dead su tutti), ha suggerito un possibile scenario ai ragazzi di Naughty Dog, i quali ci tengono a fare presente che non si tratta di un gioco incentrato sugli “zombie”.
                  Per quanto gli infetti costituiscano la principale minaccia alla sopravvivenza, le meccaniche di gameplay e la trama si soffermeranno soprattutto sul rapporto tra i due sopravvissuti protagonisti della vicenda: Joel, un antieroe ventottenne, e Ellie, una quattordicenne senza memorie del mondo prima della catastrofe. La breve sequenza mostrata nel trailer lascia chiaramente ad intendere come tra i due ci sia un’intesa notevole, che sottende una conoscenza protratta nel tempo, per quanto i dettagli sul loro legame siano ancora coperti dal segreto.
                  L’avventura porterà i due, e il giocatore, ad attraversare diverse città statunitensi, a doversi difendere dagli infetti con ogni strumento possibile (non solo armi da fuoco quindi, in quanto le munizioni saranno un bene molto prezioso) e a frugare ovunque in cerca di sostentamento, tre elementi che sembrano suggerire un gameplay più maturo e riflessivo rispetto alla media.
                  Quanto a quale dei due personaggi sarà possibile controllare, se uno solo, a scelta, entrambi, oppure se verrà implementata una cooperativa, tutto questo è ancora, naturalmente, molto riservato.

                  Sopravvivenza
                  Quanto al modo in cui la storia verrà raccontata, è di nuovo Straley ad affermare che nella visione di Naughty Dog si tratterà di fornire al giocatore un certo numero di strumenti adatti a far fronte a una data situazione, e successivamente metterlo di fronte alle conseguenze delle proprie decisioni.
                  Potrebbe trattarsi di un riferimento a qualche sistema di scelte multiple? Ancora una volta, la risposta è un sonoro no comment, accompagnata però da un suggerimento: la storia verrà narrata come da tradizione per la software house, semplicemente evolvendo quella che fino ad oggi è stata la formula classica della saga di Uncharted.
                  Ed è proprio lo storytelling uno dei punti chiave della produzione, uno su cui gli sviluppatori sono intenzionati a concentrarsi, e con cui si propongono di evolvere, a loro detta, l’intero medium del videogioco. Una storia dunque basata fortemente sul legame tra i personaggi, una vicenda costruita per suscitare emozioni forti, così che quando a schermo accadranno avvenimenti terribili, il giocatore si scopra davvero coinvolto.
                  Di certo, ciò a cui gli sviluppatori non sono particolarmente interessati è il lato più horror della vicenda (un fattore di sicuro confermato dalla scelta del compositore per la colonna sonora, ossia Gustavo Santaolalla, doppio premio oscar autore delle riflessive soundtrack di Brokeback Mountain, 21 Grammi e Babel), per quanto l’efferatezza del trailer possa suggerire il contrario. Eppure i ragazzi di Naughty Dog ci tengono a sottolineare come tutta la violenza e le terribili decisioni non saranno mai insensate o gratuite: lo scopo sarà sempre e comunque l’autodifesa.
                  In chiusura, gli sviluppatori arrivano addirittura a parlare di The Last of Us come di una storia d’amore: non romantica ovviamente, bensì dedicata a un intenso rapporto di tipo padre/figlia.

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                  • #10

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                    • #11
                      Tanta roba! *_*

                      Secondo me, lo stile della Naughty Dog si vede chiaramente... *_*

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                      • #12
                        Sto gioco sarà stratosferico!! Non vedo l'ora!!! ;D

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                        • #13
                          Anteprima (DA SBAVO!!! ;D) sulla demo presentata a porte chiuse all'E3:


                          The Last of Us è il videogame che ha stregato l'E3 2012. Candidato al titolo di Best of The Show e seriamente lanciato verso la vittoria, il nuovo prodotto firmato Naughty Dog rappresenta, assieme a Watch Dogs, il paradigma di un nuovo modo di fare videogiochi. Sembrerà forse un'affermazione un po' ardita, eppure difficile da smontare. Basta provare a collocare il titolo all'interno di un preciso genere d'appartenenza, cercare similitudini e pensare alle fonti d'ispirazione, per capire che non c'è nulla di analogo a The Last of Us nella recente produzione videoludica.

                          Si spara, in the Last of Us, ma ogni colpo ha un peso determinante, e rimbomba intaccando le scorte e affievolendo le possibilità di sopravvivenza. Si uccide, in The Last of Us, ma non senza un sapore amaro che risale la trachea, mentre gli occhi della nostra vittima ci implorano, e la lotta si fa sudata e viscerale e terribile. E si esplora con circospezione l'ambiente di gioco, in questo capolavoro annunciato, ma lo si fa con sospetto, e in silenzio, ammirando le scempiaggini dell'abbandono etico e umano, posando lo sguardo sulla caducità delle cose, e di un mondo senza più orizzonti e futuro.
                          The Last of Us è intriso di una bellezza che va ben oltre quella visiva, e penetra le strutture classiche del videogame per lasciarle in qualche modo arricchite. Racconto interattivo nel senso più pieno del termine, avventura mutevole e apparentemente libera dalle costrizioni dello scripting più spinto, The Last of Us assale l'utente con una crudezza impietosa ed un fascino contorto.
                          Dopo il trailer-rivelazione proiettato nel corso della Conferenza Sony, noi di *********.it abbiamo avuto modo di assistere ad una presentazione più intima, in cui assaporare più attentamente la portata principale della kermesse losangelina.
                          Il videogiocatore è un essere sospettoso. La demo di The Last of Us mostrata alla conferenza è entusiasmante e vivace come poche, eppure in molti si sono chiesti quanti momenti di quell'esperienza fossero in verità scriptati. Dopo aver assistito alla presentazione Behind Closed Doors possiamo rispondere senza incertezze: nessuno.
                          La demo comincia alla stessa maniera, con Ellie e Joel che scappano da chissà cosa, finendo rinchiusi nel pantano melmoso che si estende di fronte ai palazzoni di una città sconfitta. I due esplorano con calma la zona circostante, addentrandosi nell'immenso condominio cadente.
                          Per ragioni di economia nel corso della press conference le prime fasi di gioco erano state affrontate di fretta, mentre adesso la telecamera è libera di indugiare sui dettagli del disfacimento, esaminando le incurie del tempo e l'invadente prepotenza della natura. La scena è semplicemente perfetta: il silenzio quasi innaturale è rotto dai movimenti dei protagonisti che camminano nell'acquitrino, e d'intorno ogni elemento grafico racconta la storia di giorni migliori, e di anni passati a contenere una piaga terribile.
                          Apparentemente non c'è uscita dal grosso stanzone: le scale crollate, il mezzanino troppo alto da raggiungere. Joel deve guardarsi attorno, cercare qualcosa per arrampicarsi. L'esplorazione avrà un ruolo fondamentale in The Last of Us, ci dice il team di sviluppo. E non si tratterà soltanto di momenti “alla Uncharted”, di scalate dinamiche altamente spettacolari. Il titolo vuole veicolare il senso di una sopravvivenza costruita sul campo, e spesso i ritmi dell'avanzamento dipenderanno dai materiali e dagli oggetti che saremo capaci di recuperare nelle location. Stavolta ad esempio Joel ed Ellie devono collaborare per recuperare una grossa scala, appoggiata su un palchetto soprelevato che sarebbe servito probabilmente per dei lavori di ristrutturazione. Il protagonista sposta un piccolo carrello, poi aiuta la ragazza ad arrampicarsi, ed ecco raggiunta la scala, che permetterà di salire al piano superiore. Dovremo aspettarci un'avventura fatta anche di momenti più pacati, tranquilli, in cui guardarsi intorno per capire come avanzare.

                          Saliti al piano di sopra si incontrano nuovamente gli “scavenger”, sopravvissuti pronti a tutto pur di ottenere qualche risorsa. Sono reietti violenti, con la pietà consumata dal tempo, pronti ad uccidere per un paio di proiettili e qualche provvista. Joel decide stavolta di utilizzare una strategia più cauta. Meglio aggirare il gruppo e salire al piano di sopra. Il protagonista avanza acquattato, e la mimica è impressionante. Si avvicina alle coperture, appoggiando le mani alle pareti, nervoso, teso. L'edificio residenziale è un dedalo di appartamenti, e gli avversari esplorano ogni angolo, alla ricerca di qualcosa di utile. Ellie ci segue cercando di rimanere bassa, e fortunatamente riusciamo ad attraversare incolumi il piano, senza destare sospetti. Le scale antincendio ci portano al piano superiore, abbandonato. Entriamo negli appartamenti vuoti, recuperando qualche benda che potrebbe tornare utile.
                          D'improvviso sentiamo dei rumori. La banda si sta spostando verso il piano di sopra, dopo una ricerca abbastanza infruttuosa. Stavolta è davvero il momento di agire. Ma l'approccio che il team di sviluppo decide di adottare non ha nulla a che fare con quello mostrato alla conferenza. Joel si nasconde dietro ad un angolo, e mette fuori combattimento un avversario. Di nuovo una presa al collo, di nuovo una lotta disperata, che veicola tutta la brutalità dello scontro. La vittima si accascia esanime. Joel estrae la pistola: un colpo sparato a vuoto, giusto per avvertire della nostra presenza. Il gruppo si allarma, comincia a cercare Joel da ogni parte. Il protagonista striscia sul balcone, resta in disparte, come fosse un fantasma. Ellie sa leggere ed interpretare al meglio la strategia del compagno: niente mattonate in faccia, per intenderci. L'Intelligenza Artificiale che regola i comportamenti della protagonista femminile si adatta perfettamente all'azione. Ellie non solo dialoga sommessamente con Joel, svelando i pregi di una sceneggiatura dinamica davvero perfetta, in grado di caratterizzare al meglio l'azione di gioco, ma sa quando farsi da parte e quando invece supportare il compagno d'avventura.
                          La tattica di Joel, in ogni caso, funziona. E' un assalto logorante, e mentre gli avversari si separano per controllare la zona, sentendosi fin troppo protetti dai propri fucili a pompa, il protagonista li coglie di sorpresa.
                          Ma qualcosa va storto, e Joel si trova ad un certo punto accerchiato dagli ultimi due avversari. Si stanno avvicinando, ed il profilo minaccioso di un tubo metallico è una prospettiva non troppo intrigante. Dall'altra parte le canne mozze di un fucile impongono altrettanta attenzione. Joel agisce in fretta. Raccoglie una bottiglia di vetro dal terreno ed esce dalla sua copertura, scagliandola direttamente sul volto dell'uomo armato. Quanto basta per distrarlo ed assaltarlo al volo. Parte un colpo, ferisce di striscio il protagonista, che tuttavia guadagna il vantaggio. Ed infatti l'ultimo nemico decide di voltarsi e scappare. Anche l'IA dei nemici si mostra ben concepita e capace di adattarsi alla situazione: gli avversari leggono al meglio la situazione, capendo in un lampo se si trovano in vantaggio (basta un click del caricatore vuoto) o in svantaggio. Ed ora è quindi Joel a dover inseguire qualcuno, nascosto in chissà quale appartamento, dietro qualche angolo.

                          Prima di tutto è meglio rimettersi in sesto: la benda che abbiamo recuperato poco fa ci permette di ripristinare un po' di salute. Vediamo Joel che si avvolge la mano ferita, mentre il sangue impregna subito il cotone. Se sono i dettagli che fanno la qualità, The Last of Us supera di gran lunga ogni altro prodotto attualmente disponibile sul mercato.
                          Raccogliamo il tubo che il nemico ha lasciato cadere: l'arma resta sempre ben visibile sul modello del protagonista, ad evidenziare una gestione dell'inventario molto realistica. Il team insiste: “dovrete decidere non solo che cosa portare con voi, ma anche come utilizzarlo. La benda di cotone avrebbe potuto essere sfruttata per costruire una molotov, questo vi avrebbe lasciato feriti ma vi avrebbe dato un'arma potenzialmente in grado di mettere fuori combattimento più avversari. Si tratta di saper leggere ed interpretare l'azione, gestendo al meglio le risorse a disposizione”.
                          L'ultima parte dello scontro è semplicemente perfetta. Avanziamo sospettosi, mentre il nemico di nasconde da qualche parte. Non sappiamo dove, non sappiamo cosa abbia in serbo per noi. E' una situazione tesa come poche: sappiamo che c'è qualcuno in agguato, e potrebbe essere ovunque, e sbucare in ogni istante. Joel esita, cammina con le spalle al muro, si affaccia lentamente ad ogni porta. D'improvviso il nemico prende l'iniziativa: esce da una stanza e ci scaglia contro una bottiglia molotov. Un riflesso fulmineo ci permette di evitarla, e poi un'altra fucilata per chiudere la questione.
                          Siamo ancora agitati, il cuore palpita, la tensione è alle stelle. Il logo di The Last of Us compare, fermo, davanti a noi. Ed indica un prodotto la cui statura è semplicemente fuori scala.

                          In conclusione
                          The Last of Us non è semplicemente un bel gioco, o uno di quelli che si liquidano bollandoli come “capolavori annunciati”. Sarebbe fargli un torto, voler sottolineare che fra il talento del team di sviluppo, le aspettative smisurate e la campagna marketing ad esse proporzionata il successo del prodotto è assicurato. Si tratta di considerazioni legittime, ma che non tengono conto di un dettaglio fondamentale. The Last of Us è un gioco Nuovo. E' un gioco di una violenza brutale e sincera, e quindi sempre attraversata da una vena di tristezza funerea. E' un gioco davvero “aperto”, nel senso che gli approcci si moltiplicano e la loro diversità viene sottolineata dall'agire dei personaggi, protagonisti o nemici che siano. E' un gioco che mette al centro della scena soprattutto una sceneggiatura viva, dinamica, vibrante, cruda.
                          Ed è insomma uno dei pochi prodotti che riesce ad incuriosire anche gli stanchi frequentatori di una generazione non sempre coraggiosa e progressivamente meno creativa.

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                          • #14
                            Bello bello bello!!!!!!!!!!

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                            • #15
                              Ho notato solo adesso il video del gameplay.: Gli ambienti sono sempre strepitosi e la sequenza d'azione è davvero lodevole. Mi ha convinto ancora di più!^-^

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