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Cinema Horror

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  • Raw e Revenge sono tra i migliori horror che ho visto nell’ultimo decennio. Uno ha le caratteristiche del Cinema d’autore, l’altro è più di genere, ma li metto sullo stesso piano, forse preferisco leggermente il primo.
    'They play it safe, are quick to assassinate what they do not understand. They move in packs ingesting more and more fear with every act of hate on one another. They feel most comfortable in groups, less guilt to swallow. They are us. This is what we have become. Afraid to respect the individual. A single person within a circumstance can move one to change. To love herself. To evolve.'

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    • Originariamente inviato da Il Ciabattiere Visualizza il messaggio
      Braid...Mitzi Peirone
      Questa è l'unica che non avevo mai sentito, tra l'altro leggo che è una modella italiana.
      Cmq ne parlano abbastanza bene, metto in watchlist.
      Luminous beings are we, not this crude matter.

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      • La Peirone era anche rimasta disoccupata ma preferì puntare tutto sul film invece di tornare in Italia.

        Comunque come molte opere prime soprattutto del genere c'è molta voglia di fare e di mettersi in mostra,molti movimenti di macchina,una ricerca di forma stilosa e fotografia a tratti psichedelica,non a caso la Peirone insieme al direttore della fotografia hanno detto che lo stile è una sorta di Caravaggio sotto lsd.
        Il film ha la sua cifra artistica,le prrotagoniste sono schizzate quindi questo tono si addice.

        La Peirone è un nome da tenere d'occhio.

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          Continuiamo il nostro viaggio nei meandri dell'horror psicologico, si naviga a vista senza alcuna cartina geografica e anche questo terzo titolo per pura coincidenza ha qualcosa da spartire con i precedenti recensiti ormai una pagina fa.
          Oggi parliamo di "Possessor" per la regia di Cronenberg-figlio, qui alla sua seconda regia.
          Inutile sottolineare che senza una adeguata cultura in merito alla filmografia paterna si perde di vista tutto il contesto in cui un prodotto del genere vede la luce. E qui faccio ammenda perché ammetto di non essere un conoscitore a tutto tondo del cinema di David Cronenberg; quindi per una lettura più acuta e lucida di questo Possessor passo la palla a chi ha fatto meglio di me i compiti a casa.
          Conosco comunque nel mio piccolo almeno alcune di quelle che sono alcune delle aree tematiche in cui Cronenberg-padre ha nuotato, i sottogeneri di cui si è fatto esponente: il body horror, le sue ossessioni per le mutazioni della carne, la metamorfosi, l'intricato rapporto tra mente e corpo, e sono al corrente della sua lungimiranza nel guardare ad una società in cui il virtuale avrebbe abbattuto i muri della realtà fisica, diventandone parte, estensione del nostro corpo e soggiogatore del nostro cervello.
          Ora il film di Brandon Cronenberg rielabora tutti questi contenuti (e altri) e forte della lezione paterna si focalizza soprattutto su questi ultimi punti citati, imbastendo dunque una storia in cui il rapporto mente-corpo è speculare allo scontro realtà virtuale vs realtà fisica, senza essere un anticipatore di chissà quale lontano futuro distopico ma ammonitore di una realtà molto prossima, estremizzata forse sul piano pratico ma non più di tanto su quello allegorico.
          La storia di Possessor (che non racconterò perché è un film che va abbordato al buio) flirta si con il genere horror, ma si attesta più sui registri del genere fanta-thriller. Mettendo da parte l'eredità paterna i titoli da cui attinge a piene mani sono tanti: da Matrix a Ghost in the Shell, e perché no anche Inception. Titoli assunti come modello non solo dal punto di vista concettuale ma anche per la creazione di alcune soluzioni visive. Detto questo, criticare il film per essere eccessivamente derivativo da opere che l'hanno preceduto ben prima sarebbe un pò scortese nei suoi confronti. Un pò come puntare il dito contro gli smartphone come se non fossero legittimati di esistere dal momento che già dapprima esistevano le cabine telefoniche. Sono considerazioni che spesso lasciano il tempo che trovano e i problemi ove presenti vanno ricercati da altre parti.
          Possessor nel fare personali certe ispirazioni altrui inizialmente opta la via di un'esposizione ermetica che può spaesare, se ne frega pure di descrivere il contesto futuristico in cui prende il via la vicenda, ma centellina informazioni salvo lasciare poi il compito allo spettatore nel colmare i vuoti rimasti. La premessa è intrigante, ma al netto di certe suggestioni e qualche momento che sa essere davvero ficcante l'esecuzione al contrario si dimostra in generale ben meno intrigante, tanto che il film ne risente soprattutto nella seconda parte, dove a determinate idee non corrispondono ahimè quasi mai adeguate elaborazioni. Una volta che finalmente si è mappato quello scenario inizialmente decisamente poco comprensibile il film fatica a decollare. La vicenda agli occhi dello spettatore rimane svuotata di quelle che potevano essere comprensibilmente delle dinamiche capaci di gettare luce su riflessioni più intelligenti e verso implicazioni narrative più originali. Rimane sulla carte quindi un concept invitante che sicuramente offriva spunti per una maggiore esplorazione e stratificazione tematica. Mi riferisco ad esempio alla forte connotazione psicologica della storia, che oltre alla infiltrazione della realtà virtuale nella realtà fisica (ad un tentativo di fusione segue il rigetto) sembra alludere in parallelo anche una storia di dissociazione psichica (Spider), un io interno che rigetta il proprio guscio (mente vs corpo) perché contaminato dalle scorie di traumi passati, oppure a disturbi di personalità come quello borderline. Terreni fertili che vengono seminati ma mai innaffiati.
          Sceglie di contro di sviare da certi appofondimenti e da leggerezze del costrutto narrativo mantenendo alta l' attenzione attraverso l'elevato tasso di gore (nelle uccisioni quando basta una coltelata Brandon sceglie sempre di aggiungerne altre 15, e poi non contento ne aggiunge altre 25) e attraverso un atteggiamento nichilista ammirevole, soprattutto vista l'odierna ondata di politicamente corretto che aleggia minacciosamente sulla produzione artistica tutta. La violenza di Possessor è presente ma non è mai gratuita, nel senso che sono frame veloci che mostrano magari unsingolo dettaglio violentissimo ma poi la camera si riposiziona lontano, riuscendo a restituire in questo modo tutta l'efferatezza del gesto senza mai concentrarsi morbosamente su essa. Questo è un bilanciamento che mi è piaciuto davvero molto. Così come un certo gusto per la costruzione di sequenze allucinatorie che alternano immagini dal gusto vagamente lisergico.
          Anche le prove attoriali sono più che discrete, mi aspettavo una Andrea Riseborough in grande spolvero e mi sono ritrovato invece inaspettatamente un sorprendente Christopher Abbott (della serie Catch 22) più presente sulla scena della controparte femminile.
          Insomma per concludere questo Possessor è un film a cui a delle ottime premesse iniziali non corrisponde un'esecuzione sempre alla altezza. Nonostante questo il suo autore ha delle potenzialità su cui è lecito auspicare a dei considerevoli margini di miglioramento. Teniamo d'occhio questo figlio d'arte ?


          Voto: 7





          PS. Il prossimo sarà un horror meno cervellotico e più ignorante vedrete.

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          • Originariamente inviato da MrCarrey Visualizza il messaggio
            PS. Il prossimo sarà un horror meno cervellotico e più ignorante vedrete.
            Wrong Turn?
            Luminous beings are we, not this crude matter.

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            • Stavo pensando proprio a quello. Te l'hai visto il nuovo ?

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              • È fruibile?

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                • Originariamente inviato da MrCarrey Visualizza il messaggio
                  Stavo pensando proprio a quello. Te l'hai visto il nuovo ?
                  Ancora no.
                  Luminous beings are we, not this crude matter.

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                  • Originariamente inviato da Massi Visualizza il messaggio
                    È fruibile?
                    Diciamo di sì, ma non ha trovato distruzione italiana.

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                    • Vero, ho controllato, per ora va bene ma secondo me lo passeranno doppiato tranquillamente tra qualche tempo

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                      • The Sadness, film taiwanese esordio di un regista canadese.
                        Da quel poco che si vede sembra una splatterosa e violentissima discesa in un girone infernale.

                        Luminous beings are we, not this crude matter.

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                        • [email protected]_V1_.jpg

                          Sono incappato in questo film attirato dalla produzione in seno all'A24, solitamente foriera di ottimi prodotti all'interno del genere, sia per l'utilizzo di effetti pratici che ho sempre amato rispetto al digitale.
                          Un viaggio in auto di una madre e sua figlia, un rapporto turbolento, una giovane madre irresponsabile nelle grinfie del demone dell'alcol, prematuramente chiamata a svolgere un ruolo di cui non possiede alcuna vocazione tanto è incapace a gestire se stessa, una figlia che si fa carico di una madre rinunciando al proprio fisiolgogico percorso di sviluppo costretta a trovare il coraggio di rendersi adulta prima del tempo.
                          La macchina in seguito ad un incidente stradale contro un lupo le tiene bloccate in una strada isolata, è notte e piove senza sosta, ma non sono sole, qualcosa si muove tra i boschi...
                          È forse la prima operazione dell'A24 a lasciarmi estremamente deluso, solitamente incline ad abbracciare con padronanza e capacità analitica temi psicologici anche delicati e trovare nel genere horror un ideale mezzo espressivo capace di corroborare la valenza del discorso interno attraverso il suo linguaggio.
                          In questo caso il soggetto metaforico non rimane in piedi, il mostro che assedia le due protagoniste all'interno dell'auto vuole farsi tramite capace di traslare significati ben più profondi, ma diventa difficile comprendere fino a fondo quali siano per gli autori questi significati di cui la mostruosità debba farsi carico. La creatura malvagia è personificazione delle brutture di un rapporto disfunzionale genitore-figlio ? O ancora meglio forse descrive i mali esterni, i vizi come l'alcolismo in grado inquinare i rapporti e spostare il focus di una donna da ciò che per una madre dovrebbe essere una priorità: ossia crescere una figlia. Probabilmente è questa la corretta chiave di lettura, ma il film ha così poca voglia di strutturarla in maniera convincente che alla fine sembra tirata dentro per i piedi col solo fine di nobilitare un'operazione che senza (secondo gli autori) sarebbe stata percepita come ancor più mediocre.
                          Non bastano i richiami a Jurassic Park che inizialmente sono pure divertenti: la macchina col motore fuso di notte in mezzo alla pioggia, qualcosa di grosso e famelico si muove tra gli alberi, la bambina esclama:"dov'è finito il lupo?" (il corrispettivo di "dov'è finita la capra?"), un arto insanguinato viene lanciato contro il parabrezza (ricorda qualcosa che ha a che fare sempre con la capra?), non bastano questi richiami a salvare uno script debole pessimo negli sviluppi e costruito su dialoghi elementari fatti di frasi che si ripetono in maniera estenuante in cui dai litigi iniziali si passa al piagnisteo del "andrà tutto bene" "scusa mammina" "ti prego resta con me" "fidati di me" "non mi lasciare". Queste la profondità delle interazioni, il dialogo su cui si fonda il riscatto materno che deve ristabilire i rapporti.
                          Insomma un monster movie di serie b che ha la presunzione di voler giocare in serie a, tanto si affanna nel cercare la profondità, per fare quel salto di qualità che lo renda più intelligente degli altri suoi simili, che si dimentica di poter valorizzare gli attributi di cui dispone secondo natura e vivere fieramente della sua semplicità. "The Monster" a discapito della genuinità sceglie invece la strada più astrusa e alla fine della corsa a rimanere impresse sono solo le sue grosse mancanze.

                          Voto: 4


                          Ultima modifica di MrCarrey; 07 marzo 21, 22:38.

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                          • e rispuntata una vecchia chicca come the children del 2008, che al tempo mi segnai ma non riuscii mai a vedere (stessa cosa che mi è successa con triangle)...film molto interessante, sopratutto quando gioca sulla dicotomia genitori-figli, sui contrati generazionali, sulle incomprensioni, sugli egoismi ecc...la regia è grezza ma comunque non priva di buone idee, ci sono momenti in cui prova gestire più momenti di tensione con montaggi alternati che non sono il massimo però regala alcuni momenti belli tosti, certo poi dopo la prima parte gioca più su terreni sicuri come l'home invasion e lo zombie movie però si lascia sempre guardare, peccato che poi questo regista abbia fatto solo tv, sicuramente la qualità c'era.

                            "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                            "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                            ~FREE BIRD~

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                            • Su Netflix segnalo Il Sabba - Pablo Aguero mi ha fatto un'ottima impressione per la fotografia,la scelta della camera a mano frequente che da senso di movimento di costante e buona creazione di atmosfera con gusto quando c'è da piazzare la macchina da presa.
                              Il film come prevedibile da titolo tratta la persecuzione delle streghe,qui in terra basca,il cuore del film sono i riferimenti al femminismo ma anche ad una lotta delle diversità culturali comunque sì molto espliciti nel film ma non stucchevoli o forzati.

                              Su Prime è uscito The Rental - Dave Franco film di cui in generale si è parlato per l'esordio alla regia del fratello di James,sotto l'aspetto tecnico e di forma il film è buono e si crea una buona atmosfera però per me quando poi c'è da incidere con scene da slasher il film non si esalta e di base tutta la vicenda è abbastanza scontata seppur comunque costruita e coerente con la narrazione del film.

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                              • Nuovo trailer per The Banishing di Christopher Smith (Black Death, Creep, Severance):

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