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  • Originariamente inviato da paro_noodles Visualizza il messaggio
    La prima volta non mi entusiasmò, ad una seconda visione invece mi aveva convinto. Interessante soprattutto la contrapposizione tra il personaggio di Michelle Pfeiffer e quello di Winona Ryder (bravissime entrambe).
    Beh formalmente ha delle trovate molto belle: regia, fotografia e montaggio sono ottimi. La sceneggiatura è interessante sia per la contrapposizione che dici tu, ma anche per come dipinge la violenza psicologica dell'alta società newyorchese.

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    • per me L'età dell'innocenza è un capolavoro

      lo metto dietro solo a Taxi Driver nella filmografia di Scorsese

      presenta tutti i temi cari (e tipici) del grande regista italo-americano ma in un modo nuovo: dietro la sontuosa impaginazione figurativa e al di là della cura maniacale per il dettaglio scenografico, il film ha uno stile, un'eleganza ed una raffinatezza da lasciare ammirati. Oltre che un meraviglioso melodramma raffreddato a tinte tenui, è anche un possente apologo sul conformismo e sulle violente dinamiche che accompagnano le connivenze di casta. Insomma un'altra faccia dell'America, non sporca, non di strada ma ugualmente inquietante nel suo crudele immobilismo dogmatico. Dietro l'apparente nostalgia per l'innocenza (invocata dal titolo) scorre la corrente di un'affilata critica sociale. E' anche un monumentale omaggio al cinema di Visconti. :seseh:
      "E' buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo"


      Votazione Registi: link

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      • Originariamente inviato da axeman Visualizza il messaggio
        Copio anche qui quanto scritto nel topic apposito:

        Super 8


        Ha soddisfatto pienamente le mie aspettative...ma per capire questa affermazione bisogna sapere quali erano queste aspettative...mi aspettavo in primis un film che non annoiasse, e non annoia, mi aspettavo degli omaggi a quel tipo di cinema Spielberghiano che adoro, e li ho trovati, anzi si può dire che il film si regge su essi; scene che rimandano esplicitamente a incontri ravvicinati ed ET non se ne contano, la fotografia è splendida, la regia rimanda esplicitamente al miglior Spielberg (Abrams in contatto medianico...e anche produttivo asd) e anche le musiche aiutano a creare quell'inconfondibile mood che a mio parere mancava dai cinema da decisamente troppo tempo...mi aspettavo una trama semplice ma efficace, e c'è, mi aspettavo interpretazioni convincenti, e ci sono, anzi stupiscono i giovani attori per la loro bravura.
        La sceneggiatura, pur non brillando per originalità (e non era neanche l'obiettivo, anzi omaggiare era veramente lo scopo del film) è buona, caratterizza i personaggi quanto serve, pur senza approfondimenti esagerati, e si prende il giusto spazio per farci immedesimare nei protagonisti, e non vederli come qualcosa di estraneo.
        E mi aspettavo di trovare emozioni facili ma genuine, senza l'invasiva ricerca della "lacrima facile"...e anche in questo mi ha soddisfatto.

        Peraltro la sottotrama della realizzazione del film da vita a scene gustosissime e davvero molto riuscite, scene in cui si raggiunge la massima immedesimazione nei personaggi e si vede come debbano essere caratterizzati dei personaggi cinematografici.

        Di difetti ce n'è senza dubbio, a partire da una scena piena di esplosioni senza molto senso e senza reali necessità narrative...una concessione alla spettacolarizzazione che poteva essere evitata.
        Inoltre un passaggio "emotivo" padre-figlio è veramente troppo affrettato, per portare ad un happy ending tanto inevitabile quanto necessario...a me gli happy ending in generale non fanno impazzire, ma mi rendo conto che in questo caso fosse inevitabile...e che il pubblico a quel punto volesse una conclusione positiva...anche perchè tutto il mood del film ha quell'ingenuità e positività dei film di Spielberg degli anni '70 e '80 che non poteva essere stravolto con un finale negativo...

        in pratica, è un bel film. Ebbravo Abrams (che tra l'altro si dimostra uno dei migliori sulla piazza nella gestione degli effetti speciali).
        Certo non aspettatevi il filmone, non andate a vederlo cercandovi chissà quale autorialità o ambizione artistica...per il semplice motivo che non c'era nessuna intenzione di inserire elementi di questo genere, che quindi non ci sono, nè ci devono essere...
        Se vi sono piaciuti Incontri Ravvicinati ed Et, vi piacerà di sicuro.

        PS: I goonies è veramente un paragone che non esiste, le differenze concettuali e narrative sono molto molto più grandi dei pochi punti di contatto

        EDIT: Ok, mi è appena sovvenuto di un buco di sceneggiatura piuttosto grosso, non rovina il film ma è una cosa senza senso
        Spoiler! Mostra
        Io me lo pappo tra poco...

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        • Originariamente inviato da David.Bowman Visualizza il messaggio
          per me L'età dell'innocenza è un capolavoro

          lo metto dietro solo a Taxi Driver nella filmografia di Scorsese
          ....
          Dietro l'apparente nostalgia per l'innocenza (invocata dal titolo) scorre la corrente di un'affilata critica sociale. E' anche un monumentale omaggio al cinema di Visconti. :seseh:
          Hai postato proprio mentre stavo scrivendo il mio commento, giuro che non ti ho copiato il riferimento a Visconti asd:

          Martin Scorsese lo definì il suo film più violento, ed è il mio preferito del regista (per quello che può contare).
          Una regia che riesce ad essere moderna (forse proprio grazie alle scelte di montaggio) pur conservando un'evidente classicità e pur ricercando con forza la "forma", ché in certi momenti mi ha ricordato il miglior Visconti.
          E oltre alle straordinarie scenografie (e costumi) non credo sia stata ancora citata la splendida colonna sonora di Elmer Bernstein...
          Insomma, cosa si può volere di più?
          Giusto delle scelte di casting perfette, ulteriormente valorizzate dalla regia.
          La giovane May ad esempio appare tanto infantile e pura quanto "minacciosa", e in più di qualche scena viene effettivamente il dubbio che non sia poi tanto stolta, bensì persino calcolatrice. E questo avviene principalmente grazie alle felici scelte di regia. Sono tante ad esempio le scene in cui la telecamera si avvicina "inesorabilmente" al suo viso e ai suoi occhi (che poi sono quelli della Ryder... non due occhi a caso).
          Come attrice mi ha stupito anche e soprattutto la Pfeiffer, un vero talento capace di passare abilmente dalla sottile sfrontatezza dell'inizio, al passionale tormento della parte centrale, alla freddezza delle ultime scene, e senza mai andare sopra la righe.

          PS: Mi sono sempre chiesto se gli uccelli nella scena finale fossero pilotati. Cavolo, sbucano proprio al momento giusto...
          Guardate dal minuto 1:12

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          • Scusate, eh, non volevo dare l'impressione di sminuire L'età dell'innocenza, anch'io l'ho trovato splendido asd

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            • Non hai dato quella impressione. Ho detto la mia soltanto perché non potevo farne a meno, adoro L'Età dell'Innocenza:lol:

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              • Al di là della vita, di Martin Scorsese

                Mi è piaciuto, e parecchio. Uno Scorsese un po' diverso, che abbandona Little Italy per raccontarci questo viaggio notturno di un Cage assolutamente in parte in una New York di persone che provano a sopravvivere. Una variazione tematica tipo Fuori orario, rispetto al quale, però, mi è piaciuto decisamente di più questo film: dal comparto tecnico agli attori.

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                • Hulk di Ang Lee
                  Parliamo di pregiudizi? Parliamone. Dopo almeno un paio d'anni a leggere commenti sul forum spaccati tra chi lo trovava noioso e chi il miglior cinecomic di sempre, ero sinceramente convinto che mi sarei trovato tra le mani un bel film con il ritmo di un Tarkovskj. Sciocco io a non dare il giusto peso al fatto che comunque mi sarei ritrovato tra le mani un blockbuster, seppur differente in certi canoni. Forse questa aspettative hanno avuto un effetto quasi immediato nella mia percezione del film: non ci ho trovato nessuna noia, nessun tempo morto, nessun ritmo narrativo troppo blando. Ci ho visto invece un film che si prende il suo tempo per sviluppare personaggi tra i più interessanti di sempre per un cinefumetto: non solo, visto che i personaggi creati ex novo in maniera completa sono almeno quattro (il film ha infatti l'enorme pregio di rivolgersi a chi i fumetti non li legge e a non dare per scontato nulla), la sceneggiatura rivela anche un pregevole lavoro di sintesi nel tratteggiare i personaggi. Tutto ciò permette di rendere credibile il tema portante dei daddy-issues del film (speculare: Bruce-David / Betty-generale Ross) che va ad arricchire quello più classico del dottor Jekyll e mr Hide. Ed è qua che Hulk viene fuori come il più interessante, almeno da parte mia, dei personaggi Marvel. I superpoteri non sono un beneficio, ma una dannazione, tema che offre spunti più interessanti di qualunque altro 'supereroe'. In tutto ciò Ang Lee cosa fa? Sperimenta. Per ovviare ad eventuali problemi di staticità nella prima parte, punta forte su dei continui split screen che, a conti fatti sono efficacissimi: visivamente interessanti, mantengono l'attenzione desta (lo sguardo deve scivolare ad una parte all'altra dello schermo per cogliere la complessità dell'inquadratura) e che non si vergognano di ricordare quale è il materiale di partenza: ossia fare un cinecomic adulto, senza nascondere il materiale di partenza, a fumetti.
                  Non so se Hulk avesse in programma un sequel, forse a vedere gli archi narrativi chiusi e completi, no. Di certo è un peccato che il film sia stato un flop. Anche se non stupisce perché lo sia stato.

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                  • Hulk è un film veramente ottimo. Concordo su tutto... L'unico elemento che non digerisco sono in cani "mostro", che sono quasi inguardabili.
                    La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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                    • Grindhouse:Planet Terror di Robert Rodriguez

                      Rivisto ieri sera su italia 2 questo secondo film della serie Grindhouse ,un bellissimo action horror splatter con quella gnocca di Rose McGowen ,ma prima del film hanno mostrato il finto trailer di Machete che poi hanno fatto diventare un vero film che mi noleggierò molto presto,comunque un film girato molto bene con quell'effetto di pellicola rovinata nello stile dei film anni 60,da consigliare a chi se lo fosse perso .

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                      • Originariamente inviato da The DARK LUKITOS Visualizza il messaggio
                        Prima o poi vorrei vederla anch'io. Certo che, come primo approccio, vederlo nella versione di 3 ore e 10 minuti è stata un po' na follia, ma ne è valsa la pena. Peccato solo per il doppiaggio, non è fatto male, ma quello del '79 credo sia tutta un'altra cosa...
                        una follia? io lo vidi a scuola e ci facemmo anche una verifica di comprensione subito dopo, al liceo! le tre ore e 10 migliori della mia storia scolastica! e un buon nove in registro!
                        I think I just dropped my heart between Natalie Portman and Julienne Moore so if anyone sees that please give it back to me!

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                        • Io Apocalypse Now lo vidi la prima volta alle medie. Mi sembra nell'ora di musica, ma non mi ricordo bene. Però non la Redux, quella breve asd

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                          • io sono andato dritto con la Redux, quando l'ho visto la prima volta... inutile dire che non ho sentito minimamente le 3 ore e più di durata...
                            fedele seguace del team Apatow

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                            • DRIVE ANGRY

                              poverata tristissima e noiosa da morire,senza guizzi e per nulla folle e divertente come dovrebbe essere un film di questo tipo,c'è chi l'ha definito il nuovo machete...per carità...se siete alla ricerca di un film sgangherato che non si regge in piedi manco per 30 secondi l'avete trovato...

                              PAUL

                              simpatico dai ma il dinamico duo diretto da wright ha raggiunto ben altri livelli...qui siamo nella tipica ironia MADE IN USA e la storia non offre particolari guizzi...dritta per dritta...

                              "Il cinema è un arte soggettiva, quanto la musica, belli i 5 alti bello sentire pareri discordanti ai propri, ma alla fine sono io, uno schermo e tutto quello che ci passa di mezzo."

                              "Le barbarie sono lo stato naturale dell'umanità, la civiltà è solo un capriccio dell'evoluzione e delle circostanze". cit.


                              ~FREE BIRD~

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                              • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                                Omicidio a luci rosse all'uscita è stato accolto molto male dalla critica, specialmente negli States, più che altro per gli elementi apparentemente controversi che lo caratterizzano, come una marcata violenza grafica e della misoginia. Così venne bollato. De Palma vinse anche un Razzie Award se vogliamo dirla tutta, e come voto non va oltre un 6,5 nella maggior parte delle classifiche. In Italia è piaciuto di più, ed io stesso lo considero veramente un buon film.
                                Roger Ebert all’epoca gli dette 3 stellette e mezzo su quattro; per quanto riguarda i Razzie, lì beh son riusciti a dare la nomination a De Palma 5 volte, anche per film come ‘Scarface’ e ‘Vestito per uccidere’…
                                P.s.: sempre cercando su Wikipedia ho letto che l’altro ieri mentre scrivevamo di lui… era il suo compleanno (11/9)! Sia pure in ritardo... auguroni di cuore a Brianuccio mio!!

                                Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                                Ma guarda, ho imparato che De Palma, e i suoi film, non vanno mai presi troppo sul serio. Blow Out, come molti altri dei suoi film, va apprezzato ed elogiato più per le singole sequenze che per il risultato complessivo della pellicola, ringraziando i virtuosismi della cinepresa e il talento registico di De Palma che si impone nei confronti dello stesso prodotto. Fondamentalmente è un bel giocattolone, che a volte suggestiona e funziona, a volte s’inceppa e altre volte irrita.
                                ‘Giocattolone che ogni tanto s’inceppa. Ma proprio De palma ci ha insegnato a non prenderlo sul serio’ (Grazzini, Corriere della Sera [cf. Wikipedia])… ecco questo (genuinamente bambino) non prendersi troppo sul serio mi sa che è proprio uno dei motivi per cui ho un debole per De Palma… che poi questo carattere ludico lo puoi vedere come indice di modernità (modernità… anni ’80, ma comunque forza propulsiva del suo Cinema), di un primo iniziare ad andare oltre gli schemi classici d’un tempo, di un riprendere il vecchio (e vecchissimo [Griffith]) e iniziare a ‘giocarci’ un po’, omaggiandolo con uno stile unico che sfrutta espressivamente (parlare di meri virtuosismi sarebbe blasfemia nel suo caso) ogni stratagemma cinematografico (piani sequenza, ralenty, zoom, split screen, musiche… fino ad arrivare allo you tube dell’ultimo ‘Redacted’)…

                                Il Cinema come artistica modalità di Gioco per adulti ormai ben consapevoli e padroni dei meccanismi del ‘giocattolo’… e forse è per questo stesso motivo di fondo che lo stesso Tarantino amava De Palma e in un certo senso ne rappresenta oggi anche l’evoluzione ‘ludica’ definitiva: creare un intero mondo di ‘fiction che pulp-ita’ autonomamente e in sostituzione della vita reale (con le sue traumatiche sofferenze interiormente rinnegate); e dall’autoespressione artistica di ‘Blow out’… passiamo all’‘acting out’ tarantiniano, a un ‘giocatore di ruolo’ onnipotente che in un modo o nell’altro porta in essere un suo filmico ‘psicodramma’ sullo schermo…

                                P.s.: fra l’altro, guarda caso… il tema psicologico universale relativo all’umana capacità di giocare costruendoci la nostra ‘realtà’, quella che ci possa far sentire vivi… è un tema di fondo indispensabile per capire i mimi e i campi da tennis proprio di ‘Blow up’… Antonioni faceva un discorso alto e universale, ponendo sul tavolo la questione (artistica-psicologica-filosofica), De palma la ‘ammoderna’ e fa un discorso più particolare-cinematografico (la finzione sullo schermo e la verità sonora che resta traumaticamente rinchiusa dentro noi stessi spettatori-autori), ormai il Cinema ha preso interiormente piede, in lui come nello spettatore, i nuovi film iniziano a fagocitare i vecchi e il ‘giocattolo’ iniziamo a farlo ‘parlare’… Con Tarantino il cerchio va chiudendosi, e il nostro regista è ormai un ‘superuomo’ che può giocare a tutto campo in quel suo nuovo mondo (ideato/scritto/diretto/recitato ‘cinematografica-mente’) che fa piazza pulita della vecchia 'obsoleta' realtà (fosse anche un conflitto mondiale) e nel quale anche noi spettatori siamo ‘soffiati dentro’…
                                Insomma, da oggi in poi ogni volta che vedrò la scena prologo di ‘Toy story 3’… … penserò a Quentin!!!

                                ………….

                                http://it.wikipedia.org/wiki/Blow_Out
                                "E' la vita mia: mille occhi, una foresta, una giostra di periferia"

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