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  • LA RICERCA DELLA FELICITA'
    forse cerca un po troppo la lacrima facile, ma a ma ha fatto realmente venire il magone...
    mi sono identificato col rapporto padre-figlio...
    tutto sommato un bel film
    6,5
    Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione[img width=420 height=68]http://i31.tinypic.com/14k8is3.jpg[/img]

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    • Rivisto..



      Con Metropolis (1926), Fritz Lang palesa la capacità di manipolare con maestria gli elementi espressionisti (dimostrando anche sensibilità nei confronti di un punto di vista esaltante il proletariato ed annientante la borghesia – in questo vicino ad Ejsestejn), ma di personalizzare uno stile coerente alla corrente artistica in cui maggiormente si riconosce.
      Questo è un film che offre spunti tematici davvero ottimi; oltre alla già citata tensione alla sovversione (sociale) dell’idea cinematografica, è interessante soffermarsi sulla simbologia, che è accentuata dalla maniacale attenzione di Lang per scenografie geometricamente studiate, attenta composizione profilmica dell’inquadratura, fotografia attenta ai chiaroscuri soprattutto nella parte finale del film, in cui quei giochi d’illuminazione del volto della giovane Maria paiono una sublime esplosione della spettacolarizzazione di un’immagine che era sempre stata chiara e facilmente leggibile, montaggio riflessivo e poco propenso a trovare nel conflitto fra le inquadrature la chiave per agire sulla mente dello spettatore e produrre un pensiero che traduca l’idea dalla sua rappresentazione schermica, già di per sé frutto delle sensazioni del regista:
      c’è naturale contrapposizione fra l’idilliaca ambientazione del giardino pensile in cui vivono i benestanti (gestita da una direzione degli attori che ruba spunti al balletto teatrale) e la scura e cupa dimensione subterrena (e metaforicamente, quanto in realtà esplicitamente, subumana) in cui vivono e lavorano gli operai, vera forza e fonte energetica per la metropoli (accentuata dalla caratterizzazione degli stessi, nell’enfasi dell’alienazione di questi ultimi, che camminano come pinguini e che deformano la propria esistenza in favore del servile mantenimento dei ruoli, annichilendo l’identità di ciascuno e riconoscendosi come un unico corpus sociale incapace di rendersi autonomo una volta uscito dal proprio turno di lavoro – e qui c’è un Lang precursore, in un certo senso, del chapliniano Tempi moderni, che nascerà solo dieci anni dopo). Il regista stupisce per il sapiente utilizzo di effetti speciali che esaltano la scena ed estetizzano superbamente un pensiero semplice ed antico quanto il mondo: anche in basso, forse soprattutto in basso, c’è una dignità e ad essa occorre un giusto riconoscimento.
      In più d’un’occasione, poi, compare la stella a cinque punte, simbolo massonico per eccellenza, che appare tanto nelle catacombe in cui si riuniscono gli operai ed in cui la giovane Maria li spinge a riconsiderare la loro condizione attraverso citazioni bibliche e messaggi di non violenza, quanto sulla porta dell’inventore che aiuterà il “dittatore” della città ad attuare il suo perfido piano per annientare la classe operaia.
      Chi è che trama nell’ombra allora? L’oppresso o l’oppressore?
      Attraverso una simile rappresentazione filmica del conflitto sociale che affligge l’uomo dalla notte dei tempi (ma soprattutto nell’era industriale), Lang fa della fantascienza un mezzo per esternare sensazioni, ma con gli occhi di oggi diremmo che il suo espressionismo (pur nella naturale astrazione dalla realtà) si avvicina alla verità assoluta ed inconfutabile con efficacia quasi cronistica.

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      • Shutter Island di Martin Scorsese
        Mah dal punto di vista tecnico è carino, anche se forse VUOLE essere ad effetto a tutti i costi, poche volte ci riesce.
        L'originalità è sotto i tacchi, il colpo di scena finale è prevedibile e vi sono troppe somiglianze con dei film del genere. Palesi le somiglianze con L'uomo senza sonno (tantissimo) e Memento. Cioè se hai già visto questi due film il colpo di scena finale non solo non ti stupisce, ma lo prevedi abbondantemente.
        Tra l'altro il colpo di scena non stupisce in generale: troppi gli elementi, le prove durante il film, per cui arrivi alla fine e dici "Embè?"
        Scorsese una mezza delusione.

        Voto: 7
        -Non è tanto chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica!--Dal passato puoi scappare... oppure imparare qualcosa!-

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        • Originariamente inviato da The DARK LUKITOS Visualizza il messaggio
          Shutter Island di Martin Scorsese
          Mah dal punto di vista tecnico è carino, anche se forse VUOLE essere ad effetto a tutti i costi, poche volte ci riesce.
          L'originalità è sotto i tacchi, il colpo di scena finale è prevedibile e vi sono troppe somiglianze con dei film del genere. Palesi le somiglianze con L'uomo senza sonno (tantissimo) e Memento. Cioè se hai già visto questi due film il colpo di scena finale non solo non ti stupisce, ma lo prevedi abbondantemente.
          Tra l'altro il colpo di scena non stupisce in generale: troppi gli elementi, le prove durante il film, per cui arrivi alla fine e dici "Embè?"
          Scorsese una mezza delusione.

          Voto: 7
          mezza delusione e gli dai sette? beh... hai uno strano modo di votare le "delusioni"

          poi...

          nonostante anche io (come te) abbia capito prima il finale del film... non ne sono rimasto deluso... per il semplice motivo che Scorsese è stato molto bravo ad arrivare fino a quel punto (bravo eh, non divino)...

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          • Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
            Paranormal Activity 3

            ... -_-'... e ho detto tutto.

            Sconsigliato..
            Mh, come mai?

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            • Io, invece, pur coi suoi alti e bassi me lo rivedo con grande piacere questo film.

              Riferito a Shutter Island...

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              • Originariamente inviato da Duster Visualizza il messaggio
                mezza delusione e gli dai sette? beh... hai uno strano modo di votare le "delusioni"
                Beh per uno Scorsese il 7 è una delusione, non convieni con me?
                In ogni caso come ho già detto il film è salvato dal punto di vista tecnico e dalle interpretazioni (Kingslesy su tutti e DiCaprio, anche se un po' teatrale, in alcune parti abbastanza "sorprendente")...
                -Non è tanto chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica!--Dal passato puoi scappare... oppure imparare qualcosa!-

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                • E' quasi come il due, anche se un po' leggermente meglio...
                  Non fa paura, qualche spavento leggero lo fa, ma niente di che...
                  Secondo me eh.

                  EDIT: ripensandoci non saprei proprio, sembrano quasi tutti allo stesso livello... xD

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                  • Originariamente inviato da balisto89 Visualizza il messaggio
                    ieri giornata cronenberg con film che mi mancavano:
                    Videodrome
                    un film tremendamente attuale nonostante l'età, che contiene delle scene davvero suggestive. finito di vedere ti rimane un senso di inquietudine, e prima di accendere la tele aspetti un paio d'orette
                    Anche a me è piaciuto, tuttavia ho trovato la prima parte molto interessante. Ha messo sul piatto vari spunti affascinanti che però, secondo me, non sono stati sviluppati od approfonditi nella seconda parte. Che si rivela "solo" un'insieme di visioni e mutazioni horrorifiche.

                    Letterboxd

                    Hemingway una volta ha scritto: "Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso." Condivido la seconda parte.

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                    • Originariamente inviato da Davide
                      E' quasi come il due, anche se un po' leggermente meglio...
                      Non fa paura, qualche spavento leggero lo fa, ma niente di che...
                      Secondo me eh.

                      EDIT: ripensandoci non saprei proprio, sembrano quasi tutti allo stesso livello... xD
                      Sono daccordo.
                      Il primo forse era migliore perchè aveva quel sentore di nuovo, che di sicuro gli altri due non hanno.
                      Per me questo terzo è mediocre, davvero nulla di che. All'uscita dalla sala ci ripetevamo le scene più scagose...ma dopo 5 minuti non sapevamo più di che parlare...

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                      • Originariamente inviato da Andy Visualizza il messaggio
                        Ha messo sul piatto vari spunti affascinanti che però, secondo me, non sono stati sviluppati od approfonditi nella seconda parte. .
                        Vero, ma resta uno dei miglior Cronenberg di sempre, di poco inferiore ad altre sue opere. Long life the new flesh!

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                        • Originariamente inviato da Andy Visualizza il messaggio
                          Ha messo sul piatto vari spunti affascinanti che però, secondo me, non sono stati sviluppati od approfonditi nella seconda parte. .
                          Vero, ma resta uno dei migliori Cronenberg di sempre, di poco inferiore ad altre sue opere. Long life the new flesh.

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                          • Originariamente inviato da Tobias Visualizza il messaggio
                            Vero, ma resta uno dei migliori Cronenberg di sempre, di poco inferiore ad altre sue opere. Long life the new flesh.
                            Molti lo reputano il suo miglior film. Io non l'ho visto ancora, non so. Che ne pensi di Crash?
                            La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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                            • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                              Molti lo reputano il suo miglior film. Io non l'ho visto ancora, non so. Che ne pensi di Crash?
                              Ecco appunto, per me già Crash gli è superiore. È riuscito a creare una trasposizione molto brillante partendo da un'opera piuttosto ostica di Ballard, che in generale, come autore letterario, non era esattamente acqua e sapone sul piano tematico.
                              Conturbante, disturbante, deviato, malsano, eppure unico e ipnotico. Grande cinema.

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                              • Ecco, Crash è uno di quelli che mi manca, e che vorrei recuperare. Ma faccio fatica a trovarlo.

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