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  • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
    quelle brutte immagini digitali che a te piacciono tanto non hanno nulla a che vedere con la poetica di Michael Mann
    Evidentemente non sai di cosa stai parlando.
    La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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    • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
      Tu nel momento in cui entri in sala a vedere Public Enemies ti immergi nell'arte di una autore (con Mann l'ambito è questo) e vedi quello che è la sua espressione. Quello che vuoi vedere tu prima di entrarvici, come i tuoi desideri precostituiti, non hanno niente a che vedere con l'apertura necessaria che ci vuole nel momento in cui ci si approccia all'arte di un autore non banale.
      Affermazione letteralmente fuori luogo.Quando Mann, per portare appunto gente al (suo) cinema premette tra l'altro che Dillinger è un personaggio interessante perchè "modernamente mediatico", chiama in causa eccome i miei desideri precostituiti, e nel caso me li fornisce lui (positivizzati ed accettati, suvvia...).Ben gli sta infatti che si becca Guglielmo Scilla che imita la smorfia di Depp che imita Dillinger nella (scena della)foto segnaletica.
      "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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      • Originariamente inviato da henry angel Visualizza il messaggio
        Quando Mann, per portare appunto gente al (suo) cinema premette tra l'altro che Dillinger è un personaggio interessante perchè "modernamente mediatico", chiama in causa eccome i miei desideri precostituiti, e nel caso me li fornisce lui (positivizzati ed accettati, suvvia...)
        Se dovessi elencare le uscite fuori luogo (che spesso mi capita di bypassare) frutto della tua tastiera (non ultima la "provocazione" riferita al videogame/porno autorial-amatoriale vs. Spinotti) farei mattina. Comunque in che termini Dillinger chiamerebbe in causa i tuoi desideri precostituiti? Nel senso che è un sogno comune del genere umano quello di essere potenzialmente cool, famoso e scopatore? Ciò che dici (quello che ho quotato) è giusto a mio avviso... ma il passo che hai estrapolato faceva riferimento a un discorso che va avanti da giorni e che tratta di tecnica, di estetica. Non si stava parlando dell'anima/personalità del film, ma della sua forma. Credevo fosse sottinteso.
        La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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        • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
          Evidentemente non sai di cosa stai parlando.
          No, io so di cosa sto parlando: la poetica di un autore è una cosa, gli orpelli tecnici un'altra.

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          • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
            Evidentemente non sai di cosa stai parlando.
            No, io so di cosa sto parlando: la poetica di un autore è una cosa, gli orpelli tecnici un'altra. Se io manco di apertura necessaria a comprendere lo stile visivo del nuovo Mann, tu vuoi giustificare a tutti i costi una pessima scelta fotografica.

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            • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
              No, io so di cosa sto parlando: la poetica di un autore è una cosa, gli orpelli tecnici un'altra.
              Il cinema è un'arte prima di tutto visiva. E questa è una cosa. Non si tratta poi di "orpelli", ma di precise scelte espressive. E questa è la seconda. Infine, visto che per poetica si intende il complesso di idee, modi e forme proprie dell'espressione di un artista/regista, allora so di che sto parlando.

              Per il secondo discorso: può essere che sia ostinato, poco ma sicuro. Però mi sentirei in imbarazzo a non "proteggere" una scelta fotografica che trovo interessante, efficace, decisamente stimolante e anche bella. Oltre che profondamente coerente.
              La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.

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              • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                Il cinema è un'arte prima di tutto visiva. E questa è una cosa. Non si tratta poi di "orpelli", ma di precise scelte espressive. E questa è la seconda. Infine, visto che per poetica si intende il complesso di idee, modi e forme proprie dell'espressione di un artista/regista, allora so di che sto parlando.
                La poetica è una frase che racchiude l'essenza della ricerca artistica di un autore. Questa frase riguarda prettamente i contenuti, e si coglie dal COME questi contenuti vengono resi a livello visivo. Un autore fa sempre lo stesso film, ma lo fa (quasi) sempre in modo diverso. E questa diversità si coglie nella regia, ovvero l'espressione di determinati concetti secondo un linguaggio cinematografico personale in funzione al percorso che un regista, se vuole essere autore, sceglie di intraprendere. Questo linguaggio avrà senza ombra di dubbio dei tratti distintivi, ovvero uno stile visivo, ma non sarà mai lo stesso poichè, come è vero che Scorsese ha girato Raging Bull in B/N e Hugo in 3D, comprende quelli da me chiamati "orpelli tecnici" che rendono una filmografia eterogenea. Ma la poetica è qualcosa di omogeneo e ripetuto. E anche se tutti i film di Mann generassero lo stesso effetto simil-documentario di Public Enemies, sarebbe solo una scelta fotografica.

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                • Purtroppo o per fortuna si da il caso che talvolta la poetica è anche e soprattutto il "COME" ossia una forma espressiva più che comunicativa e quindi anche questa può essere omogenea e ripetuta.

                  Malick ne sa qualcosa... Ma potrei citarti il recente Spring Breakers.


                  "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                  • Conosco la poetica di Malick, e non ha nulla a che vedere con voci fuori campo e natura controluce asd

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                    • Ah be, certo che se si pensa che il "come" siano due culi di bottiglia in controluce, sfido che si prendono fischi per fiaschi xD


                      "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                      • Cosa che stai facendo tu : la poetica è una cosa, lo stile visivo un'altra. Fine.

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                        • Vi state impegolando in una discussione senza fine, perché il concetto di poetica non è un concetto matematico, quindi è molto difficile da delimitare e sicuramente non con la sicumera che entrambe le parti stanno mostrando.

                          La distinzione tra poetica e stile visivo che fa SE7EN non è una distinzione stupida, ha il suo perché e certamente ha i suoi fondamenti. Ma vale anche il contrario, nel senso che nella poetica di un artista si può anche racchiudere le sue modalità espressive (posto che in alcune arti, come la musica e la pittura, il separare il "come" dal "cosa" non ha molto senso).

                          Alla fine è una questione convenzionale: per il cinema con il termine "poetica" si può intendere 1) solo i contenuti (che è, ripeto, una scelta sensata), come si può intendere tranquillamente anche 2) il connubio contenuti + modalità espressive. Posto che secondo me scegliere 1 piuttosto che 2 dipende dai registi di cui si sta parlando.

                          In ogni caso, la sperimentazione del digitale fa parte dello stile (se per poetica si prende la definizione 1, altrimenti si potrebbe tranquillamente parlare di poetica) di Mann e non è un mero "orpello". Al di là del fatto che questa ricerca sia sempre riuscita (non sono talebano, ma la fotografia di Public Enemies non piace neanche a me, mentre invece ritengo molto valido il digitale di Collateral e di Miami Vice).

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                          • Originariamente inviato da Dwight Visualizza il messaggio
                            Se dovessi elencare le uscite fuori luogo (che spesso mi capita di bypassare) frutto della tua tastiera (non ultima la "provocazione" riferita al videogame/porno autorial-amatoriale vs. Spinotti) farei mattina. Comunque in che termini Dillinger chiamerebbe in causa i tuoi desideri precostituiti? Nel senso che è un sogno comune del genere umano quello di essere potenzialmente cool, famoso e scopatore? Ciò che dici (quello che ho quotato) è giusto a mio avviso... ma il passo che hai estrapolato faceva riferimento a un discorso che va avanti da giorni e che tratta di tecnica, di estetica. Non si stava parlando dell'anima/personalità del film, ma della sua forma. Credevo fosse sottinteso.
                            Il sito e forum campano di aspettative precostituite, in forma di testi scritti e concept visuali anticipati all'utenza. Dichiarazioni ultimative di lasciare tutto o voi che entrate va bene per L'Inferno , che nessuno ha mai resocontato, non per il cinema commercialmente inteso.Ogni persona-ggio difatti coltiva un proprio bagaglio iconico ed estetico. Sa che sarà visto ,fotografato ( fosse pure solo nella memoria di chi ci ricorderà)e correlato al proprio ambiente e tempo nella sua forma estetica.
                            Il look di Burt Lancaster e famigli in "Novecento"affligge la fotografia di problematiche, poichè il bianco "spara" e "dilata", ma è funzionale a descrivere l'alterità distaccata e nullafacente dei pallidi latifondisti. Dopodichè Bertolucci ci poteva pure mettere i nazi surfisti zombie e sbizzarrirsi nelle riprese, ma si è attenuto ad una messa in scena storicamente attendibile e dunque riconoscibile. Cosa che nella loro "narrazione" (per immagini) NON fanno Briatore o Berlusconi , che studiano come farsi riprendere ,_per apparire efficienti e dinamici _piallando rughe ed adiposità nella adozione di un look che sarebbe antiestetico, un blu su nero da bergamini nella stalla di Lancaster. A loro tra l'altro andrebbe dunque chiesto "...cosa vi hanno fatto di male le casalinghe di Voghera "da sovvertire la loro tradizione ( saranno discendenti da contadini...) in fatto di standard estetici; a cui si sono "piegati" Storaro e Bertolucci , che dunque non sono veri titolari di una loro "poetica", e comunque meno di Dolce e Gabbana?E conosciamo già il percorso del settarismo della "tecnica": io con la vista aguzza tu con i 100hz si è altrove concluso che Maddux Donner non è qualificato a recensire il materiale digitale perchè non avrebbe in casa il pannello mega performante ed il player esoteric hi-end.
                            "...perché senza amore non possiamo che essere stranieri in paradiso"

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                            • Originariamente inviato da SE7EN Visualizza il messaggio
                              Cosa che stai facendo tu : la poetica è una cosa, lo stile visivo un'altra. Fine.
                              Ma no gioia mia XD sei tu che hai tirato in ballo due esempi per descrivere in maniera estremamente superficiale e approssimativa quella che è la forma espressiva che è ben altro che due "orpelli tecnici" cone il buon Outis ha sottolineato, e basta.

                              asd


                              "Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa."

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                              • @outis81: raggiungiamo il compromesso in un attimo.
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                                Se le tematiche portanti di Aronofsky sono ossessione e dipendenza si può dire che quella è la sua poetica? No, perchè bisogna considerare COME queste tematiche vengono espresse. Infatti l'autore pone l'accento su quello che i personaggi vogliono, ovvero qualcosa che il loro fisico non può sopportare. Di conseguenza la poetica di Aronofsky è la trascendenza tra mente e corpo.

                                Quindi, cos'è la poetica? Il rapporto tra le tematiche e le finalità espressive di un autore.
                                Siete d'accordo?


                                Da Wikipedia:

                                si parla di poetica come dell'insieme strutturato degli intenti espressivo-contenutistici che un artista esplica nelle sue opere, o che un movimento artistico nel suo insieme propugna in seno all'ambiente culturale di riferimento. Si tratta di un concetto per definizione in fieri; ma al tempo stesso, ha senso parlarne solo quando il suo grado di elaborazione - nell'ambito della produzione di un determinato artista, o di un dato movimento - si sia sufficientemente stabilizzato.

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