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  • Kosinski ha un estro visivo (e soprattutto un gusto estetico) che Yates si sogna la notte...e ciò pur restando Kosinski un regista medio/mediocre che non brilla particolarmente...ma Yates fa proprio schifo profondo.

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    • Concordo con queste ultime 2 affermazioni asd

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      • io sto guardando Oblivion in questi giorni, e vorrei capire questa storia dell'"estro visivo". Vabbe', il film in sé non è niente di che, ma... l'estro visivo? Ovunque leggo lodi sperticate sui visuals di Oblivion, sinceramente a me sembra ordinaria amministrazione. Con tutto quello è costato, poi... Vabbe', considerate pure che Tron legacy mi aveva fatto pena, anzi no, peggio, mi aveva fatto dormire (provare pena, almeno, tiene svegli), e pure quello è oltremodo osannato sul piano visivo (su altri piani sarebbe impossibile, ma non è mai detto).
        Vabbe', saro io... :banghead:

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        • Ma infatti oggettivamente Oblivion non è nulla di che... Mi sono giusto piaciuti quei primissimi piani in soft focus e la dose di fregna che c'è nel film...

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          • Outis, beh?? "Dose di fregna" da te proprio non me lo aspettavo asd

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            • A parte alcune cose (scenografie, i primi minuti), per me Oblivion fa abbastanza c....


              THE FLU (K.Sung-Su, 2013)
              Apocalittico virale coreano, tutto sommato piuttosto carino.
              Dopo un pò si fa il callo alle caratterizzazioni che a me paiono sempre un pò caricaturali, ai tocchi umoristici bislacchi e fuori luogo (nel mezzo dell'epidemia un bel tomo si mette a guardare le donne nude), e il film scorre bene, facendo il suo senza problemi. E per fortuna si rinuncia agli orridi effettacci dell'incipit (sovraesposizioni, guizzi della mdp, flash tonyscottiani), limitandosi a una camera a mano un pò fastidiosetta ma che fa discretamente realismo (sgradevole però nella scena in cui i potenti discorrono sulla gestione del caso). Bruttina la scelta di visualizzare digitalmente i bacilli, ma è poca roba.
              Non manca un calcato simbolismo sociologico nel'associare la malattia alla condizione degli emigranti, che la tenerissima bambina (altro che gli infanti spielberghiani!) è la sola a considerare umani.
              Alla lunga le dinamiche diventano un pò scontate, formulari, con la solita suspense tirata per le lunghe e i soliti politici/amministratori tendenti al cinico che non si fan scrupoli nell'isolare la ggente (e fan di peggio), per fortuna la neo-famigliola e ben caratterizzata e si pena con loro come genere vuole. Consigliato.

              BLOOD TIES (G.Canet, 2013)
              Una serie di personaggi accomunati da sfighe varie in una corale drammatico-poliziesca: l'uno è accusato di rapina e separato dalla famiglia, l'altro è uscito di prigione e non riesce a "rifarsi una vita", il terzo ha problemi familiari irrisolti ed è alle prese con un padre stanco e la nostalgia dei legami di sangue traditi. Il film fatica ad avviarsi, ha una narrazione un pò dispersiva, e solo nella seconda parte si concentra sul nocciolo drammatico, in maniera invero un pò meccanica.
              Non convince del tutto nemmeno lo scrupolo filologico di ricostruzione "storica" di certo cinema e certe atmosfere anni settanta, e penso a quel realismo da strada vagamente friedrikiano evocato ad esempio da immagini come la conversazione sotto al ponte. Si avverte troppo lo sforzo e l'artificio, e ambienti, auto, abiti e acconciature, pur realisticamente (forse troppo?) e accuratamente ripristinati (bella la musica), sanno vagamente di posticcio. La camera talora lievemente mossa e la fotografia a tratti troppo slavata e tendente al verdognolo non aiutano, e forse un pò di influenza francese s'avverte, come se si ibridassero polar e poliziesco-noir statunitense.
              Gran bell'ensemble attoriale, tra cui la Cotillard (poco convincente nel calarsi nella parte), Mila Kunis, e il vecchio e ruvido James Caan.
              Co-sceneggia James Gray, e l'influsso è evidente (si pensi ai legami fraterni de "I padroni della notte").
              A me è piaciuto e me lo son goduto, ma resta un film notevole e un pò difettoso, con un nonsochè di "sbagliato", con alcuni momenti davvero belli però (la rapina ad esempio).

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              • Originariamente inviato da Ellie Arroway Visualizza il messaggio
                io sto guardando Oblivion in questi giorni, e vorrei capire questa storia dell'"estro visivo". Vabbe', il film in sé non è niente di che, ma... l'estro visivo? Ovunque leggo lodi sperticate sui visuals di Oblivion, sinceramente a me sembra ordinaria amministrazione. Con tutto quello è costato, poi... Vabbe', considerate pure che Tron legacy mi aveva fatto pena, anzi no, peggio, mi aveva fatto dormire (provare pena, almeno, tiene svegli), e pure quello è oltremodo osannato sul piano visivo (su altri piani sarebbe impossibile, ma non è mai detto).
                Vabbe', saro io... :banghead:
                devi tenere conto che ci si stava riferendo a yates come livello base...è tutta una questione di quale sia il riferimento xD

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                • Con Cho se la giocarono veramente malissimo! Soprattutto nel sesto.

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                  • Red Lights

                    Un thriller affascinante ma poco incalzante, poco avvincente. Gli attori sono tutti bravissimi (finalmente un De Niro pienamente convincente e in parte) e la fotografia è veramente bella, ma per quanto mi riguarda il finale trasforma un film potenzialmente intelligente in una cosa fantasy di dubbio gusto.
                    https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                    "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                    • Originariamente inviato da Gidan 89 Visualizza il messaggio
                      Red Lights

                      Un thriller affascinante ma poco incalzante, poco avvincente. Gli attori sono tutti bravissimi (finalmente un De Niro pienamente convincente e in parte) e la fotografia è veramente bella, ma per quanto mi riguarda il finale trasforma un film potenzialmente intelligente in una cosa fantasy di dubbio gusto.
                      l'ho trovato un pò naif ed il finale,effettivamente,mi ha deluso.
                      "Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza"

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                      • Originariamente inviato da Sir Dan Fortesque
                        adesso che ho visto il quinto l'unica somiglianza che potrei trovare è la messa in scena un po' squadrata e a tratti straniante. per esempio Yates penso che sarebbe molto a suo agio con un film distopico ben scritto.
                        ma per il resto Kosìnski è un regista di pixel laddove Yates con i pixel ha proprio i problemi maggiori, dall'altra parte lo trovo decisamente più attento agli attori di quanto per ora non lo sia Kosinski
                        adesso dacci un occhio bene nel sesto. lì mi ha ricordato molto il ''fare'' perfettino e vuoto di Kosinski.

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                        • Vedrai nel sesto quanto ci sguazzaasd

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                          • Il sesto Harry Potter è tra i miei preferiti. Hanno provato a dargli una svolta intimistica, focalizzandosi molto sui sentimenti adolescenziali dei protagonisti. Sarà anche una cosa banale ma penso fosse necessario visto che tutto sommato l'intera saga può essere considerata come un ampio romanzo di formazione.
                            Per quanto riguarda Yates debbo dire che inizialmente l'ho schifato molto, poi rivedendo i film dopo un pò di tempo l'ho rivalutato. E' riuscito a dare eleganza ai suoi film distaccandosi da tanto piattume estetico che si vede in giro. Il paragone con Columbus e gli altri adesso non sono in grado di farlo visto che i primi film non li vedo da tempo immemore, ma una cosa mi pare certa: se gli ultimi Harry Potter cinematografici non sono stati molto soddisfacenti il demerito principale è degli sceneggiatori, non del regista.
                            https://www.amazon.it/dp/B08P3JTVJC/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=mau rizio+nichetti+libri&qid=1606644608&sr=8-1 Il mio saggio sul cinema di Maurizio Nichetti.

                            "Un Cinema che non pretende, semplicemente è" cit. Roy.E.Disney

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                            • Il sesto film però è quello col peggior adattamento secondo me, persino peggio del quinto. La trama del principe mezzosangue è buttata lì veramente malissimo. In generale questa saga è stata scritta malissimo, peccato perchè visto il materiale di partenza ne poteva uscire una grande saga di storie e personaggi al di là di effetti speciali, scene action e rese di battaglie più o meno riuscite. Ma il non aver idea della direzione finale della storia ha portato tutto in direzione "interrogazione al liceo". Salti un capitolo e non fa niente, salti un'interrogazione e reggi, ma poi accumuli e accumuli finchè crolla tutto. Anche il cambio di registro bambini/adulti nei toni nella saga letteraria è fatto intelligentemente. Nel film è didascalico e mediocre, costruito a tavolino, ora i protagonisti sono cresciuti, facciamo un film dark quindi facciamo che c'è sempre buio, sempre nuvoloso.

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                              • è un peccato perchè poteva essere il nuovo guerre stellari. Ci sono tutti i topos tipici che una grande saga cinematografica dovrebbe avere. Il prescelto, il maestro, la scelta tra lato oscuro o no, personaggi indissolubilmente legati nel passato e nel presente con linee temporali e background piuttosto lineari e non eccessivamente complessi. Perfetta gestione e movimento dei personaggi lungo tutto l'arco narrativo. Ma il risultato complessivo è assolutamente mediocre.

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